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Pubblicità Progresso lancia #womaninjob, la campagna a favore della parità di genere

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“La Festa della donna, come tutti gli altri appuntamenti di questo genere, è un’occasione utile per far riflettere su questioni importanti. Ma espone anche al rischio di troppa, inutile e fastidiosa retorica”. È quanto afferma Alberto Contri, Presidente di Pubblicità Progresso, nel ricordare l’impegno della fondazione nel portare avanti – per il secondo anno – la campagna a favore della parità di genere. E che lancia #womaninjob, un’iniziativa legata alla campagna Puntosudite che – grazie all’apposita sezione sul sito puntosudite.it e pubblicitaprogresso.org – raccoglie dati, ricerche, testimonianze e riflessioni sul tema della parità di genere e – in particolare – sull’uguaglianza del salario tra uomo e donna e sulle difficoltà cui le lavoratrici, ancor oggi, devono far fronte per affermarsi sul piano professionale.

Oltre ai dati di scenario, esito di ricerche aggiornate a livello europeo, vi si trovano brevi riflessioni di donne di successo che nella loro professione hanno incontrato problemi o trovato soluzioni (Claudia Gerini, attrice – Laura Bononcini responsabile relazioni esterne di Facebook, Federica Di Stolfo, manager dello spettacolo). Fra queste, anche un’intervista a Christine Lagarde, direttrice del FMI, e gli appelli lanciati durante la notte degli Oscar da Patricia Arquette, migliore attrice non protagonista, e di Reese Whiterspoon.

Nell’apposita sezione di #womaninjob trovano spazio anche alcune playlist dei più interessanti spot sociali – dedicati alla parità di genere – tratti dalla mediateca internazionale di Pubblicità Progresso, ma anche quelli realizzati da imprese che, nella loro attività di Responsabilità Sociale, hanno deciso di affrontare queste tematiche.

“Ponendoci contro ogni vuota retorica – continua Contri – presentiamo anche alcuni spot commerciali, che stigmatizzano con ironia lo sguardo che spesso gli uomini posano sulle donne, con momenti di inversione creativa che fanno riflettere e non solo sorridere. Più che a festeggiare, quindi, invitiamo a partecipare ad un lavoro concreto, condividendo e diffondendo #womaninjob. Perché sempre di lavoro stiamo parlando: sia che si tratti di salario, sia che si tratti di conciliazione dei tempi tra cura della famiglia e professione”.

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