AZIENDE

Arborea: Nasce la nuova linea Nisia dalla collaborazione tra McCann e FutureBrand

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McCann e FutureBrand lanciano Nisia

Dal lavoro sinergico tra i Team McCann e FutureBrand nasce la linea di prodotti di bellezza a base di Latte Arborea, gruppo lattiero-caseario sardo.
Il progetto trova solide basi proprio nell’expertise di Arborea nel mondo del latte, è partendo da questa sicura competenza che l’azienda sarda ha deciso di condividere le virtù del suo prodotto anche nel settore della bellezza.

Un sapere antico, dunque, sostenuto dai più avanzati studi in ambito dermocosmetico: con l’innovativa Formula L5, i cinque zuccheri di origine naturale si uniscono alle qualità uniche del Latte Arborea, il latte sorprendentemente buono che nasce nell’incontaminata natura della Sardegna.
Il risultato è una formula vincente per la pelle, testata e validata dall’affermato centro di ricerca internazionale Complife.
Con questa attenzione per gli “ingredienti di bellezza” Arborea ha creato il siero viso, la crema viso nutriente, la crema viso idratante, il latte corpo e la crema mani Nisia.

Una gamma di prodotti idratanti, nutrienti e dall’effetto anti-age capace di donare vitalità e luminosità alla pelle, grazie alle naturali proprietà benefiche del latte.
“Si tratta di un brand stretching naturale per il marchio Arborea che, da profondo conoscitore del latte qual è, ha voluto creare una linea di prodotti puri e genuini quanto l’ingrediente base che li ha ispirati”, ha spiegato Patrizia Scafoletti, Strategic
Planner di McCANN.

Oltre che di un’elegante campagna stampa che invita le donne a “immergersi nella bellezza” del Latte Arborea, la linea Nisia è stata protagonista di un’efficace campagna digital collegata a un attivissimo e-commerce. Tutti i prodotti Nisia sono
infatti acquistabili esclusivamente online.
Fondamentale è anche il design del packaging creato da FutureBrand, caratterizzato da un codice colore ispirato alla natura sarda e dalla presenza significativa del latte, con la sua purezza e vitalità.

“Il latte crea un delicato vortice a forma di rosa, il fiore della bellezza per antonomasia. Il logo è uno script morbido e pulito, con una piccola rosa appuntata sopra e il payoff ‘Italian Beauty Milk’. Su tutto campeggia il logo Arborea, garante della qualità dei prodotti Nisia”, ha raccontato Laura Cosseddu, Account Executive di FutureBrand.
L’attento lavoro di PR dell’intera operazione è a cura di Weber Shandwick.

Credits McCANN:
Chief Creative Officer: Alessandro Sabini
Creative Director: Paolo Boccardi
Art Director: Elena Nelli
Copywriter: Federico Capitani
Strategic Planner: Patrizia Scafoletti
Client Service Director: Donatella Bizzari
Senior Account: Sarah Camponesco
Junior Account: Laura Mastellari

Credits FutureBrand
Creative Director: Stefano Rivolta
Designer: Paola Spinelli, Elena Mosca, Agnese Rodriguez
Account: Laura Cosseddu e Claudio Burchi

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AZIENDE

Weber Shandwick firma la campagna “un finale migliore” contro l’alcoldipendenza

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È on air la campagna contro l’alcoldipendenza “Un finale migliore” realizzata dall’agenzia Weber Shandwick per conto delle 5 Società Scientifiche più rappresentative nel campo delle dipendenze (Società Italiana di Alcologia, Società Italiana di Psichiatria, Società Italiana di Psichiatria delle Dipendenze , Federazione Italiana degli Operatori dei Dipartimenti e dei Servizi delle Dipendenze e Società Italiana delle Tossicodipendenze) 

La creatività firmata da Cristina Rauso, Creative Director di Weber Shandwick,racconta la storia di un uomo che in balia della sua dipendenza, affronta il momento di consapevolezza. Il protagonista solo all’ultimo bicchiere vede la sua vita andare in frantumi, coglie il baratro e sceglie di trovare un finale migliore. La campagna, patrocinata dal Ministero della Salute, è on air dal 24 febbraio si articola su TV, radio, affissione, web e stampa periodica.
ExterionMedia ha offerto gratuitamente gli spazi nelle metropolitane di Roma e Milano

Eleonora Pellegrini de Vera, Executive Vice President di Weber Shandwick ha dichiarato “L’obiettivo di questa campagna è quello di generare consapevolezza non solo sul fatto che esiste una via di uscita dal problema, ma anche sull’impatto fortemente negativo che l’alcol ha sulla vita della persona che sviluppa questa dipendenza e di chi gli vive accanto. Per questo abbiamo deciso di raccontare con tre diversi spot le evidenti gravi conseguenze personali, familiari e sociali di un alcoldipendente che perde la capacità di relazionarsi, lavorare ed agire.”

La campagna, sostenuta da un’intensa attività PR diretta da Germana Mancino, Account Director della Practice Healthcare WS, vede il suo “Finale migliore “, ovvero un supporto diretto agli alcol dipendenti e a tutte le famiglie che vivono storie drammatiche attraverso il sito www.unfinalemigliore.it

Credits
Titolo campagna: Un finale migliore
Cliente:SIA, SIP, SIP.Dip, FeDerSerD, SITd.
Agenzia: Weber Shandwick
Direttore Creativo: Cristina Rauso
Regia: Nicola Martini
Casa di Produzione spot: Ghost produzioni
Project leader: Germana Mancino
Supervisor e Strategic Advisor: Eleonora Pellegrini de Vera

 

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Weber Shandwick: Il 76% dei top manager invoca la CEO Sociability

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La Ceo Sociability rappresenta un valore aggiunto per l’azienda, sia  in termini di crescita della reputazione aziendale e del business, che per la motivazione dello staff. Questo il quadro che emerge dal nuovo studio The Social CEO: Executives Tell All realizzato da Weber Shandwick svolto in collaborazione con KRC Research. A invocare una maggiore presenza dei Ceo sui social è la maggioranza dei top manager, ben il 76% del campione intervistato.

 

“Ci si aspetta che i CEO siano i maggiori fornitori di contenuti per le loro Azienda. I social media non sono solo un efficiente e coinvolgente modo per veicolare informazioni, ma sono associati all’idea stessa di essere un buon leader “ dice Leslie Gaines-Ross, Chief Reputation Strategist di Weber Shandwick.

 

Il maggior vantaggio della CEO sociability – secondo l’80% dei dirigenti con CEO sociali – sta nella facilità di veicolare informazioni e notizie relative all’organizzazione. Altri importanti vantaggi includono un contributo alla company reputation (78%), un ritorno di immagine come azienda innovativa (76%), il miglioramento della comunicazione con i dipendenti e i media (75% a testa), un aumento dei risultati di business (70%).

 

Le differenze fra i settori e i Paesi

• Gli executive degli aziende operanti nei servizi finanziari e alle imprese prevedono il più alto tasso di crescita della CEO sociability nei prossimi 5 anni.
• I top manager che affermano ci sia un beneficio maggiore in termini di reputazione aziendale in presenza di CEO social, appartengono ai Paesi emergenti dell’area Asiatico-Pacifica.
• La CEO sociability impatta in modo favorevole sul business soprattutto nelle società dei mercati emergenti dell’Asia e dell’America Latina.

 
Completa lo studio una guida sui 7 comportamenti virtuosi degli Highly Social CEO. La ricerca è stata condotta attraverso una survey online a 630 professionisti senior in 10 paesi del mondo, tra i quali alcuni mercati emergenti.
La survey che definiva la partecipazione sui social media come “postare messaggi, video, immagini su un sito social” ha preso in considerazione un campione di top manager di aziende “CEO Social” – presenti su social media – verso un gruppo di aziende “Unsocial CEO”.

Weber Shandwick ha messo a confronto i CEO maggiormente social (presenti sui social media almeno una volta a settimana) con il totale dei social CEO per delineare i comportamenti degli “Highgly social CEO” .

1. Sono presenti su più canali social – Gli hyper-social CEO comprendono che la sociability va al di là del breve messaggio su twitter o su un blog. La sociabilità di prim’ordine richiede un piano di creazione strategica per veicolare i contenuti della società attraverso più canali.
2. Hanno un blog – Credono nel valore della long-form, creano contenuti in modo da creare prospettiva e nuovi significati alle discussioni e alla lettura dei fatti.
3. Sfruttano i vantaggi del website – Considerano il website il “digital ground zero” delle informazioni sulla società, una piattaforma dove convergono contenuti molteplici.
4. Sono self-author – Sono “DIYers” (Do It Yourself). Postano con frequenza, prova della loro determinazione ad essere gli autori principali dei loro contenuti, anche se molto probabilmente ricevono input dai loro executive marketing e comunicazione.
5. Sono proiettati verso il futuro – Hanno colto intuitivamente che tecnologia e social media sono il futuro nella condivisone dei contenuti e vogliono essere parte di questa rivoluzione in atto nella comunicazione.
6. Sono spontanei ma formali – Quali adepti della sociability mantengono le formalità del ruolo, lasciando però intendere agli stakeholder la loro capacità di reagire prontamente nel cogliere le opportunità.
7. Coinvolgono un’ampia varietà di stakeholder – Conoscono il valore della sociabilità e lo sfruttano per raggiungere un largo portfolio di stakeholders

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AGENZIE

Weber Shandwick lancia Mediaco, una nuova unit dedicata al content marketing

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Mediaco è la nuova unit di creazione e distribuzione di contenuti creata da Weber Shandwick per offrire un approccio applicativo al brand publishing. Mediaco offre capacità editoriali e di produzione di prima qualità, supporto tecnologico e capacità di acquisto spazi media per valorizzare la distribuzione e la visibilità dei contenuti. A capo della unit è Jason Wellcome, che lavorerà a stretto contatto con Chris Perry, Global Head of digital di Weber Shandwick, per l’implementazione operativa e lo sviluppo dell’offerta all’interno delle practice dell’agenzia e nelle sedi del mondo. Il lancio di Mediaco nasce dalle nuove esigenze di  consulenza emerse in questi anni, che Weber Shandwick ha sperimentato al fianco dei suoi clienti internazionali, per testare e produrre nuovi contenuti e nuovi media a supporto del brand building e della tutela della reputazione.

“Mentre è opinione condivisa che i contenuti siano diventati un tema centrale per le discipline del marketing e l’industria dei media, quello che è meno compreso è quanto specializzato e complesso sia individuare un nuovo modello per i media, in particolare se vogliano sia fondato su un approccio equilibrato e sostenibile”, dichiara Wellcome. “Quello che offre Mediaco, non è solo un modello teorico, ma un prodotto applicativo, testato e validato attraverso progetti concreti, sviluppati e messi in atto per i clienti”.

La chiave vincente è stata quella di raggruppare i migliori talenti dell’agenzia nel mondo e affiancarli con partners di indiscussa reputazione. 100 specialisti di ogni disciplina e specializzazione PR per fornire un content service a servizio completo: brand planners, giornalisti, user experience designers, writers, SEO experts, media planners, producers. La unit è supportata da alcuni partner di prestigio per il content development e l’innovazione, tra i quali  Adaptly, Contently, Outbrain e Tongal. Queste aziende collaboreranno con  Mediaco per fornire capacità tecniche altamente specializzate, così come l’accesso alle piattaforme tecnologiche a servizio della produzione e della distribuzione dei contenuti.

“L’idea ‘brand-as-media’ è un tema chiave e semplice di intendere il marketing oggi: la tecnologia ha riprogrammato i nostri consumi mediatici. A loro volta i media producers, aziende incluse, devono riprogrammare la user experience per generare e condividere i loro contenuti”, afferma Chris Perry, Global Head of digital di Weber Shandwick. “Non è un lavoro semplice, ma le possibilità operative esistono, così come esiste un network di partner in grado di svilupparli”.

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