BRAND STRATEGY

Mondadori Store presenta MyStore, l’assistente digitale sviluppato da Mauden

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My Store

Mondadori Store presenta un nuovo strumento al servizio del cliente: MyStore, un assistente digitale in grado di proporre contenuti e consigli su misura grazie a sofisticati strumenti di analytics.

MyStore si presenta come un totem con uno schermo interattivo multitouch con il quale il cliente può interagire in maniera veloce e intuitiva per ricevere suggerimenti altamente personalizzati per acquisiti e regali. MyStore utilizza il software GetInTouch: una soluzione interattiva di cognitive content presenter sviluppata da Mauden, una delle aziende di information technology più coinvolte nei temi dell’innovazione digitale. Tale soluzione sfrutta l’intelligenza aumentata di Watson di IBM, un sistema cognitivo in grado di elaborare una grande quantità di dati.

“Con MyStore siamo il primo retailer italiano a introdurre un servizio con questo tipo di tecnologia, una soluzione che offre ai nostri visitatori un nuovo modo per esplorare il catalogo di Mondadori Store all’interno dei punti vendita”, ha dichiarato Francesco Riganti, Direttore Marketing di Mondadori Retail. “La ricerca è pensata per essere la più personalizzata possibile in funzione delle preferenze dei clienti anche sui social, consentendo un nuovo tipo di profilazione molto sofisticato, in grado di apprendere in modo continuo dalla storicità delle interazioni. Per questo abbiamo scelto di affidarci a due partner come Mauden e IBM che in questa direzione hanno negli ultimi anni sviluppato le soluzioni cognitive più significative”.

Tre le funzioni presenti su MyStore possiamo trovare MyBook, MyGift e MyFinder.

MyBook aiuta il cliente nella scelta del libro da acquistare grazie ad analisi cognitive in base al proprio profilo. Effettuando l’accesso dal proprio account Facebook il totem elaborerà le preferenze attraverso un multichoice su libri, musica e film per conoscere i gusti dell’utente. Le scelte effettuate verranno poi combinate alla classifica Mondadori Store e ai dati liberi da privacy su Facebook, come le pagine seguite, il compleanno, le liste di amici e così via. Si otterrà in questo modo la classifica “Scelti per te” con i titoli consigliati da MyStore. L’utente può inoltre aggiungere i libri visualizzati a una lista di preferiti, consultabile nella sezione “Esplora prodotti”, ogni qualvolta si effettuerà l’accesso a MyStore.

MyGift permette di trovare il libro più adatto per un regalo. Anche in questo caso sarà possibile profilare i gusti del destinatario selezionando i titoli e di conseguenza anche i generi letterari preferiti che, abbinati alla classifica Mondadori Store, daranno origine a una nuova classifica “MyGift” con i libri ideali per farsi ispirare per un regalo.

MyFinder consente invece di trovare i prodotti in vendita nello store come libri, cd e dvd con indicazione di prezzo, immagine e area del negozio in cui sono collocati. La funzione permetterà all’utente di ricercare prodotti per nome e per i libri sarà implementata anche la funzione di ricerca per codice ISBN.

Il servizio MyStore, disponibile per la prima volta in Italia, è attivo nei Mondadori Megastore di Piazza Duomo e via Marghera a Milano, e nel Mondadori Bookstore di via Appia Nuova a Roma.

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MEDIA

Le cinque nuove tecnologie che cambieranno la nostra società, secondo IBM Research

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Con questo intervento, ospitato all’interno del quaderno Weconomy #11 “Quid Novi?”, Pietro Leo, IBM Italy CTO, Big Data Analytics & Watson, spiega quanto la tecnologia sia un elemento distintivo tra generazioni distanti nel tempo e il rapporto tra uomo e tecnologia diventi un tema cruciale nel dibattito.

Se ci pensate la tecnologia, nei secoli, non ha fatto altro che inventarsele di tutti i colori per collaborare con noi. Più o meno lo scopo è stato sempre quello: aiutarci a potenziare le nostre capacità e farci superare alcuni nostri limiti naturali. Sin dall’invenzione dell’aratro uomini e macchine non hanno fatto altro che ricorrere a una necessaria collaborazione artificiale. Gli occhiali che io indosso, primo modello di wearable technology diremmo, non sono che un esempio di tecnologia che collabora intimamente con me, tutti i giorni, continuamente. Mi aiutano a superare i limiti del mio astigmatismo.

La possibilità di potenziare o di ampliare i nostri sensi come individui o di disporre di più acume professionale per vedere, analizzare, sentire o valutare il mondo che ci circonda è essenzialmente il risultato di una necessaria collaborazione tra uomini e tecnologia. La collaborazione è con ogni forma e sostanza: un sistema meccanico, un dispositivo elettronico, un robot o un sistema informatico e sempre più con strumenti di intelligenza artificiale.

Lo studio di IBM Research

IBM Research ha recentemente pubblicato uno studio prospettico e intrigante nello stesso tempo dal titolo “The invisible made visible”, individuando 5 tecnologie che nei prossimi 5 anni potrebbero cambiare la nostra società e che costituiscono un esempio di come, grazie alla collaborazione artificiale, ci è permesso vedere ciò che è invisibile.

Questa analisi pone al centro della propria valutazione la collaborazione tra uomini e tecnologia (fatta di oggetti concreti, ma anche di algoritmi, di dati digitali, di strumenti, di apprendimento automatico) e se le 5 tecnologie matureranno ci permetteranno di vedere la realtà che ci circonda in modo nuovo e re-interpretarla, in qualche caso, un po’ come il Telescopio ha permesso a Galileo, qualche secolo fa, di dimostrare, addirittura, l’invalidità di un’importante teoria generale, quella che vedeva la Terra al centro del cosmo.
Nei prossimi 5 anni:

  • Grazie all’Intelligenza Artificiale, l’analisi del nostro linguaggio, delle parole che usiamo e di come ci esprimiamo diventerà un canale per rilevare lo stato della nostra salute mentale, quasi una nuova forma di stetoscopio per le malattie mentali.
  • L’ipervisione, combinata all’Intelligenza Artificiale, ci consentirà di avere dispositivi portatili in grado di farci vedere oltre la luce visibile. Potremmo in sostanza analizzare con i nostri occhi potenziati gli elementi nutritivi di un cibo o se un farmaco è contraffatto.
  • I macroscopi ci aiuteranno a comprendere la complessità della Terra e dei sistemi che la caratterizzano. Dopo che persone e relazioni hanno una trasposizione digitale è la volta degli elementi fisici che ci circondano. Con il macroscopio potremmo analizzare le proprietà in modo sistemico di un sistema fisico complesso combinando molteplici variabili.
  • Veri e propri Nano-Laboratori di Analisi “on-a-chip” avranno il ruolo di isolare e analizzare marcatori biologici in nano particelle (DNA, Virus, esoni) circolanti nei fluidi corporei, rilevando l’insorgenza di patologie o infezioni prima che appaiano sintomi.
  • sensori intelligenti, come degli ipernasi, saranno in grado di rilevare inquinanti nell’ambiente alla velocità della luce.

Tutti questi esempi non sono altro che una ulteriore ondata di nuove forme di collaborazione artificiale, il cui scopo è quella di fornire a noi umani o a noi professionisti nuove opzioni per risolvere un problema o semplicemente darci la possibilità di vedere l’invisibile.

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TECH & INNOVATION

Bosch e IBM: insieme per l’industrial Internet of Things

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Bosch - IBM

IBM e Bosch hanno annunciato una collaborazione per l’industrial Internet of Things, mettendo a disposizione i servizi IoT Suite di Bosch sulla piattaforma IBM Bluemix e IBM Watson IoT basata su standard aperti per consentire ai clienti l’aggiornamento efficiente di milioni di dispositivi IoT.

Con una stima di 20,8 miliardi di oggetti connessi entro il 2020 (fonte: Gartner), i clienti si aspettano aggiornamenti costanti e miglioramenti continui delle prestazioni dei loro dispositivi. Bosch sta mettendo a disposizione il servizio “Bosch IoT Rollouts” per una gestione avanzata dei dispositivi e aggiornamenti software basati sul cloud sulla piattaforma Bluemix, integrata con la piattaforma IBM Watson IoT. I clienti di entrambe le aziende potranno così accedere ai “Bosch IoT Rollouts” tramite il cloud IBM, approfittando delle dimensioni, della flessibilità, della privacy e della sicurezza fondamentali per aggiornare i dispositivi connessi e promuovere un’innovazione continua nell’Industrial IoT.

“L’IoT sta cambiando e trasformando ogni aspetto sia dell’ambiente lavorativo sia della vita quotidiana. Solo le aziende in grado di collaborare in ecosistemi avranno successo”, ha dichiarato Rainer Kallenbach, CEO di Bosch Software Innovations. “Solo i nuovi ecosistemi forniscono la base strategica per piattaforme aperte e interoperabilità. Insieme faciliteremo e accelereremo lo sviluppo di soluzioni IoT per i nostri clienti”.

La multinazionale tedesca amplierà i servizi Bosch IoT Suite sulla piattaforma IBM Bluemix e Watson IoT per lo sviluppo di applicazioni personalizzate e il miglioramento delle prestazioni runtime. Gli sviluppatori di soluzioni IoT approfitteranno anche della perfetta integrazione con le funzionalità di Watson IoT di IBM.

“Nei prossimi anni, l’Internet delle cose sarà la più grande fonte di dati sul pianeta, con miliardi di dispositivi connessi che trasmettono informazioni sul loro stato, la loro posizione e la loro salute”, ha dichiarato Harriet Green, direttore generale di IBM Watson IoT, Cognitive Engagement and Education. “Siamo entusiasti di collaborare con Bosch per offrire ai clienti capacità innovative per fornire esperienze e servizi personalizzati sui dispositivi connessi”.

Le case automobilistiche ora possono programmare e organizzare gli aggiornamenti software per milioni di veicoli con sicurezza, efficienza e in modo controllato, senza necessità che il veicolo si rechi in officina. Un produttore di elettrodomestici può inviare aggiornamenti remoti a migliaia di lavatrici e asciugatrici, consentendo ai clienti di accedere agli ultimi aggiornamenti, servizi e offerte fra cui, per esempio, il riordino automatico di detersivo. IBM e Bosch sono entrambe convinte che l’IoT avrà successo grazie a standard aperti e all’open source, e, pertanto, continueranno a lavorare attivamente nell’Eclipse Foundation e nell’Industrial Internet Consortium per un’ulteriore diffusione nei settori chiave.

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TECH & INNOVATION

IBM e Ricoh lanciano le lavagne interattive dotate di tecnologia cognitiva Watson

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Ricoh

Il futuro del posto di lavoro inizia oggi: IBM e Ricoh rivoluzionano le sale riunioni con il lancio di una nuova lavagna interattiva basata sulle tecnologie vocali e cognitive di IBM Watson. Questa soluzione supporta attivamente i partecipanti ai meeting dal momento che è in grado di rispondere a comandi vocali, prendere appunti, annotare attività e tradurre i contenuti in diverse lingue.

Intelligent Workplace Solution integra IBM Watson IoT e le lavagne interattive Ricoh per trasformare le modalità con cui i team si riuniscono e collaborano grazie a funzionalità intuitive a cui è possibile accedere mediante comandi vocali. Watson diventa quindi un partecipante attivo alle riunioni utilizzando strumenti analitici che in tempo reale guidano la riunione e aiutano a collaborare in modo più efficace per prendere decisioni più rapidamente.

Ricoh integrerà questa soluzione nell’ambito della propria offerta di soluzioni e servizi che aiutano le aziende a migliorare la collaborazione e la produttività. Allo stesso modo, IBM prevede per il futuro il lancio di nuove funzionalità avanzate e “smart” a supporto dei meeting.

“Il nostro obiettivo – afferma Hidetsugu Nonaka, Corporate Senior Vice President di Ricoh Company – è fornire alle aziende e ai dipendenti strumenti efficaci e intelligenti per automatizzare i processi amministrativi, consentendo alle persone di concentrarsi sullo sviluppo di idee che portino valore al business. Collaborando con IBM abbiamo creato Intelligent Workplace Solution rivoluzionando il modo di gestire i meeting. Anziché fungere da semplice schermo, la lavagna interattiva basata su Watson partecipa attivamente alle riunioni, prendendo appunti su quanto viene detto e sulle attività da svolgere e connettendo team geograficamente distribuiti. Questa soluzione è destinata a diventare un elemento fondamentale dei meeting di oggi e di domani”.

Harriet Green, General Manager di Watson IoT, spiega: “La collaborazione tra i dipendenti è alla base del successo di tutte le aziende. La sfida è riuscire ad avvicinare team di diverse sedi e consentire loro di aumentare la produttività. Grazie alle tecnologie Watson IoT, le lavagne interattive Ricoh non guidano solo le riunioni, ma stimolano lo scambio aperto di idee per facilitare il lavoro di squadra”.

IBM installerà oltre 80 lavagne Ricoh nella nuova sede centrale Watson IoT di Monaco, in Germania. Ciò consentirà ai team di sviluppo dei prodotti IBM di Monaco di condurre riunioni efficaci con colleghi, partner e clienti in altri Paesi come Giappone, Brasile o USA.

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TECH & INNOVATION

IBM e Visa trasformano i dispositivi connessi in potenziali “strumenti di vendita” grazie all’IoT di Watson

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IBM Watson

IBM e Visa hanno annunciato oggi una collaborazione innovativa che consentirà alle imprese di introdurre funzionalità di pagamento in modo rapido e sicuro in tutto il settore dell’Internet delle Cose (IoT). Si tratta di ben 20 miliardi di dispositivi l’accesso ai quali verrà fornito da IBM Watson l’accesso a Visa nei prossimi cinque anni

La collaborazione unisce le collaudate capacità cognitive di IBM e della piattaforma Watson IoT, utilizzata attualmente da più di 6.000 aziende, che aiutano i clienti a collegarsi a milioni di dispositivi, alle funzionalità di pagamento globali di Visa, in grado di elaborare più del 60% dei pagamenti a livello mondiale.

IBM e Visa condividono la visione di un mondo dell’IoT basato sul commerce, nel quale qualsiasi dispositivo, da un orologio a un’auto, può essere usato dai consumatori per effettuare un acquisto. Nell’ambito di questa collaborazione, le aziende acquisiranno l’accesso istantaneo a Visa Token Service tramite la piattaforma Watson IoT di IBM e potranno introdurre immediatamente funzionalità di pagamento digitale sicure e facili da usare, sull’intera linea di prodotti. IBM e Visa permetteranno così la realizzazione di pagamenti virtuali su qualsiasi tipo di dispositivo connesso, in qualunque momento e in qualunque luogo.

“L’IoT sta letteralmente trasformando il mondo che ci circonda, consentendo alle aziende di raggiungere livelli di efficienza inimmaginabili. Dietro questa trasformazione vi sono aziende come Visa e tecnologie come Watson”, afferma Harriet Green, General Manager, IBM Watson IoT. “Questa combinazione tra le tecnologie IoT di IBM e i servizi di pagamento Visa rappresenta una svolta nel commerce, permettendo l’esecuzione delle transazioni non solo sul proprio dispositivo preferito, ma su qualsiasi oggetto connesso, con la possibilità di fornire a tutti nuovi livelli di semplicità d’uso e flessibilità”.

Facciamo qualche esempio di eCommerce basati sull’IoT. Consideriamo ad esempio un’auto privata. Secondo le stime degli esperti, entro il 2021 vi saranno 380 milioni di vetture connesse. Attraverso il collegamento dell’ecosistema dell’auto alla piattaforma Watson IoT, il conducente viene avvisato quando una garanzia o un certificato sta per scadere o se uno specifico componente del veicolo, come una cinghia di trasmissione, necessita di sostituzione. Con queste informazioni, il conducente può ordinare i pezzi necessari premendo semplicemente un tasto, oppure può fissare un appuntamento presso l’officina di fiducia. Andando un passo oltre, potrebbe addirittura pagare la benzina attraverso un’interazione diretta fra l’automobile e la stazione di servizio.

Un altro esempio potrebbe riguardare un dispositivo per il fitness. Grazie a questa collaborazione, un runner appassionato con un chip wireless per la corsa potrebbe essere avvisato quando è il momento di sostituire le scarpe, dopodiché potrebbe ricevere un consiglio per ordinare il modello più recente dal rivenditore preferito direttamente tramite il dispositivo. Potrebbero essere offerte anche ulteriori proposte, tra cui il tipo di bevanda energetica sulla base della quantità di esercizio fisico, o l’abbigliamento da indossare tenendo conto delle previsioni meteorologiche locali. Il dispositivo richiederà semplicemente l’approvazione per ordinare i prodotti desiderati.

“L’Internet delle cose non solo genera un mondo più connesso, ma cambia anche il nostro modo di vivere, di acquistare e di effettuare i pagamenti, spostando il punto vendita ovunque il consumatore lo desideri”, spiega Jim McCarthy, Executive Vice President, Innovation and Strategic Partnerships, Visa Inc. “Vogliamo che l’erogazione di pagamenti sicuri sia facile e realizzabile ovunque, in modo tale che i produttori di device IoT possano concentrarsi su ciò che sanno fare meglio: creare dispositivi connessi di alto livello. Con la potenza delle tecnologie cognitive di Watson e la leadership di IBM nell’IoT e nella sicurezza, sappiamo di poter contare sul partner ideale per offrire queste funzionalità ai consumatori, rapidamente e ovunque si trovino”.

Attraverso questa collaborazione, tutti i clienti della piattaforma Watson IoT di IBM avranno accesso ai servizi Visa tramite IBM Cloud. Ora, anziché rivolgersi alle imprese singolarmente, IBM e Visa forniscono a tutti i clienti l’accesso istantaneo a queste funzionalità, permettendo loro di iniziare da subito a sperimentare esperienze di commerce più personalizzate, che tengano conto dei comportamenti di ogni consumatore e che formulino proattivamente consigli sulle basi delle esigenze specifiche.

Oltre a offrire servizi di pagamento personalizzati nel punto vendita, le aziende assicureranno anche che tutte le informazioni dei consumatori rimangano protette, grazie al servizio Token di Visa. Il servizio fornisce un ulteriore livello di sicurezza, sostituendo le informazioni sensibili riportate sulle carte di pagamento, come il numero di 16 cifre, la data di scadenza e il codice di sicurezza, con un identificativo digitale unico, utilizzabile per elaborare i pagamenti senza mostrare gli effettivi dettagli del conto.

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