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Debutta in tv e sul web il primo spot della start up filantropica Niente Paura

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“Basta catene, voglio una vita Tatù e tu?” Si apre con queste frasi semplici a effetto il primo spot televisivo del brand Niente Paura, start up filantropica al fianco delle donne che subiscono violenze guidata da Barbara Benedettelli, Manuel Giannini e Luca Zafarana (nella foto).

Uno spot forte, deciso, grintoso con protagonista una bellissima Elenoire Casalegno, testimonial perfetta perché incarna, con il suo stile di vita, la donna Tatù, ovvero la donna del presente e del futuro che trova dentro di sé la forza di dirigere il proprio destino. Una donna vera, sicura, che ha saputo sempre seguire le proprie scelte sia sul lavoro che nella vita privata anche contro-corrente prendendo in pugno la propria esistenza con maturità e classe.

Il primo teaser dello spot da 10 secondi è on air da domenica 22 febbraio fino al 27 febbraio sulle principali reti Mediaset, per poi svelare quello da 15 secondi, culminando l’8 marzo, festa nazionale della donna, con la versione completa da 30 secondi. Lo spot sarà anche visibile sui principali social network da Facebook a Twitter, a Instagram e sul nuovo sito del brand.

“Nello spot l’uomo accompagna la donna restando fuori dal centro della sua vita e la esorta a distruggere ogni catena che ne limita la libertà. “Basta catene!” è un grido liberatorio che ogni donna dovrebbe ripetere a se stessa ogni mattina al risveglio!”, afferma Barbara Benedettelli, che per la “Niente Paura” è responsabile della comunicazione, e ha ideato lo spot con la regia di Giovanni Giovannini, la fotografia di Marco Alfieri ed è stato girato e postprodotto in On Air Video Production.

“Siamo molto soddisfatti del risultato. Lo spot è raffinato, elegante, e mostra una donna diversa da quella che siamo abituati a vedere specie in pubblicità, a parte eccezioni. Ha una grande forza nella sua semplicità. La donna proposta non ammicca, non sono le curve ad essere protagoniste ma la sostanza, il messaggio, l’uscita decisa dallo stereotipo di moglie devota e sempre felice relegata ai fornelli di casa e ad accudire i figli, della donna che può essere felice solo se è l’uomo a farle un regalo o pantera con impliciti richiami sessuali e maschilisti”, affermano Manuel Giannini e Luca Zafarana”.

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AZIENDE

Violenza contro le donne, per la giornata mondiale il lancio della nuova campagna Benetton

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Una donna ‘lapidata’ con petali di fiore da un gruppo di uomini: è questa l’immagine-simbolo, forte e spiazzante, della nuova campagna United Colors of Benetton, realizzata a supporto di UN Women (l’agenzia delle Nazioni Unite per promuovere l’eguaglianza tra i sessi e l’emancipazione femminile) in occasione della Giornata internazionale dell’Onu per l’eliminazione della violenza contro le donne, oggi 25 novembre.
Scegliendo di ribaltare il cliché del ‘neanche con un fiore’, United Colors of Benetton e UN Women dicono basta, con decisione e un po’ di poesia, a ogni forma di discriminazione e sopruso, e ricordano al mondo attraverso una campagna globale – immagine pubblicata dalla stampa internazionale e video on line sugli stessi media e sui social – che le donne non debbono più pagare con il disagio, la sofferenza o la vita, la scelta di essere se stesse e non quello che i loro partner, gli uomini, la religione o la società vorrebbero che fossero.
L’obiettivo della campagna United Colors of Benetton, ideata e realizzata da Fabrica, è anche di sensibilizzare i cittadini del mondo sulla necessità di interventi di sistema a sostegno delle donne e di programmi di prevenzione, a partire dalla formazione di ragazze e ragazzi per costruire una cultura fondata sul riconoscimento, sul rispetto della differenza e su reali pari opportunità.
La campagna nasce nel solco della storia della comunicazione United Colors of Benetton, percorrendo una strada nuova e anticonvenzionale per rappresentare simbolicamente la decostruzione degli stereotipi e dei pregiudizi, fermare la cultura della violenza, anche nei suoi aspetti sottesi, e affermare con forza che uomini e donne debbono avere uguali diritti e opportunità nella società e nella vita. Intende inoltre sottolineare la necessità urgente di riflettere, agire, schierarci, donne e uomini insieme, perché, è lo scrittore Premio Nobel per la pace Elie Wiesel a ricordarlo: «la neutralità favorisce l’oppressore, mai la vittima. Il silenzio aiuta il carnefice, mai il torturato».”
Phumzile Mlambo-Ngcuka, direttore esecutivo di UN Women, ha dichiarato: “Sappiamo che la pandemia di violenza che colpisce 1 donna e 1 ragazza su 3 può essere fermata. Ma non possiamo farlo da soli. Abbiamo bisogno di partner che ci aiutino a sensibilizzare e promuovere una cultura della tolleranza zero nei confronti di questa pervasiva violazione dei diritti umani. Benetton è un partner. La sua campagna, lanciata in occasione della Giornata internazionale per porre fine alla violenza contro le donne (Day to End Violence against Women) sostiene i nostri sforzi globali. Apprezziamo questo impegno per la causa”.
Erik Ravelo, responsabile Social Engagement Campaigns di Fabrica, il centro di ricerca sulla comunicazione di Benetton Group, e ideatore della campagna, afferma: “abbiamo sempre avuto una particolare attenzione per una comunicazione socialmente responsabile e siamo stati felici di aver messo a disposizione la nostra creatività per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tematica della violenza contro le donne. Un fiore al posto di una pietra per dire no a una violazione dei diritti umani che provoca ferite fisiche ed emotive indelebili e che trova espressione in tutte le classi sociali”.
Fabrica ha concepito inoltre un’installazione artistica, Facing, formata da una serie di tavole metalliche che rappresentano “in positivo” i volti di donne aggredite e sfigurate: l’acido, al contrario di quanto normalmente accade, è usato per dare forma alla bellezza non per annientarla. Queste tavole saranno oggetto di un’asta nel 2015 i cui proventi saranno devoluti a UN Women.
Acido e pietre come metafore per tutte le forme di violenza contro le donne, siano esse perpetrate con pugni, coltelli o armi. La campagna ha una duplice valenza, di celebrazione e avvertimento, e ci pone di fronte alla questione del perché le donne siano così spesso vittime di violenza anziché di rispetto.
Il 25 novembre marca l’inizio ufficiale degli Orange Days (che si concludono il 10 dicembre 2014), un’iniziativa di UN Women della durata di 16 giorni per ricordare la battaglia in favore dei diritti delle donne, in cui la società civile manifesta con eventi in tutto il mondo.
A partire da questa giornata la Fondazione UNHATE, cuore dell’impegno sociale di Benetton Group, aprirà la propria piattaforma digitale unhatenews.com (risultato di una collaborazione con UNDPI – United Nations Department of Public Information) ai contributi di giovani di tutto il mondo tra i 18 e i 30 anni, che potranno quindi proporre notizie che vorrebbero diventassero realtà su temi di attualità per la società contemporanea globale e prioritari rispetto all’agenda delle Nazioni Unite (cosiddetta “MDGs and post-2015 Development Agenda”), tra i quali: lo sviluppo e l’ambiente, la lotta al terrorismo e la costruzione della democrazia, e i diritti umani, con un focus sui diritti delle donne. Tra le 100 notizie più cliccate, dieci saranno scelte da UNHATE Foundation coerentemente con la mission della Fondazione e trasformate, in collaborazione con UNDPI, in progetti sostenibili, da realizzare concretamente nel 2015.
La collaborazione di Benetton Group e della Fondazione UNHATE con UN Women ha già registrato un risultato concreto nel 2014, grazie al progetto Safe Cities Free of Violence against Women avviato nella città di Kigali, in Ruanda, che si inserisce in un programma globale dell’ONU per la lotta alla violenza sulle giovani donne (in cinque città nel mondo) con un approccio artistico e creativo. Questa collaborazione continuerà nel 2015.

La nuova campagna sociale United Colors of Benetton, inoltre, rappresenta la più recente tappa di una collaborazione quasi ventennale con l’ONU e le sue varie agenzie, a partire dall’immagine-simbolo, un cucchiaio di legno su fondo bianco, realizzata per il primo Vertice Mondiale sull’Alimentazione della FAO (Food and Agriculture Organisation of the United Nations), a Roma nel novembre 1996. E’ una collaborazione che rappresenta un importante riconoscimento al valore e alla qualità dei programmi di comunicazione di United Colors of Benetton, già allora focalizzati (da più di dieci anni) su temi sociali di rilevanza mondiale e poi aperti alla partecipazione attiva a progetti sociali e universali, collaborando con vari enti internazionali.

Dal 2011, con la creazione della Fondazione UNHATE – che si occupa delle nuove generazioni per contribuire, in particolare, alla diffusione di una nuova cultura contro l’odio – la comunicazione United Colors Benetton ha cominciato a chiamare all’azione milioni di utenti nel mondo, attraverso l’utilizzo di piattaforme e applicazioni digitali che moltiplicano la discussione in rete dei temi lanciati nelle sue campagne.

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AZIENDE

Avon e Cerchi d’Acqua insieme contro la violenza sulle donne

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Avon, leader nel canale della vendita diretta di prodotti cosmetici, da sempre in prima linea nel sostegno delle donne in tutto il mondo, rinnova il proprio impegno nella lotta contro la violenza domestica sulle donne. Insieme a Cerchi d’Acqua – Cooperativa Sociale che dal 2000 opera come centro Antiviolenza a Milano – lancia la campagna di comunicazione Uomo Contro Donna: fermiamo questo match, volta a denunciare questo fenomeno negativo sempre più in crescita.

Il volto della campagna è Mauro Bergamasco, campione di uno sport definito “un gioco bestiale giocato da gentiluomini”. Il rugby è uno sport che trasmette i valori positivi di integrità, passione, solidarietà, disciplina e rispetto e Mauro, attraverso le metafore sportive, denuncia il fenomeno della violenza sulle donne e l’accettazione passiva da parte di tutti. La campagna multi soggetto sarà on air dal 22 novembre al 16 dicembre nel circuito ATM della metropolitana di Milano.

“Siamo molto contenti che Mauro abbia accettato questo importante incarico. E’ una campagna rivoluzionaria che coinvolge attivamente l’uomo e lo sport, il cui obiettivo è scuotere energicamente le coscienze di ciascuno. Abbiamo utilizzato head line molto forti, decidendo di non mostrare immagini: la violenza non è solo fisica, ma anche psicologica e si nasconde negli atteggiamenti quotidiani”, dichiara Gennaro Formisano, Presidente Avon.

“Crediamo sia necessaria una riflessione comune tra uomini e donne per promuovere la cultura del rispetto e costruire un cambiamento nella relazione tra i generi”, dichiara Graziella Mazzoli, Presidente del centro antiviolenza Cerchi d’Acqua.

“Il rugby è uno sport da sempre attento al mondo sociale,  per FIR è stato un passo naturale dare il patrocinio a questa campagna. Tutte le società di rugby, i giocatori e i nostri tifosi hanno osservato un minuto di silenzio su tutti i campi in segno di rispetto a tutte le donne vittime di violenza domestica”, ha dichiarato Alfredo Gavazzi, Presidente F.I.R.

“Non può e non deve più esistere Uomo contro Donna: è un match al quale nessuno di noi può e deve assistere. Fermiamolo insieme, tutti”, dichiara Mauro Bergamasco, giocatore internazionale di rugby.

CREDITS
Agenzia Creativa: Quindicizerotre
Direttore Creativo: Stefano Borsani – Davide Clerici
Copywriter: Alessandro Omini
Art Director: Giovanni Banfi
Fotografia: Paolo Cecchin
Pianificazione: Foxbury Outdoors
Media Relation: Francesca Anelli

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