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Da start up a scale up internazionale: Buzzoole lancia la sua nuova brand identity e annuncia l’ingresso di Vincenzo Cosenza

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Buzzoole

L’innovazione tecnologica, in particolare le tecniche di Intelligenza Artificiale che utilizzano i big data, e le normative sulla trasparenza stanno cambiando profondamente il mercato dell’influencer marketing che continua a crescere ed entra in una nuova era, quella dell’Augmented Influencer Marketing. È in questo contesto che Buzzoole ha presentato questa mattina a Milano il suo nuovo posizionamento fondato su tecnologia, creatività, misurazione e trasparenza.

Nata a ottobre 2013, Buzzoole aiuta le aziende che vogliono sviluppare campagne di influencer marketing nel processo di individuazione e attivazione dei creator più affini. Per far ciò si avvale di una tecnologia proprietaria avanzata nel campo dell’Intelligenza Artificiale applicata all’Influencer Marketing. Cuore della tecnologia di Buzzoole è GAIIA (Growing Artificial Intelligence for Influencers Affinity), che unisce sistemi di image recognition, audience analytics e natural language analysis, per trovare il massimo grado di affinità tra brand e content creator creando così un match perfetto.

In poco più di 4 anni e mezzo l’azienda è passata da 4 persone a un team di circa 80 persone distribuite tra le sedi di New York, Londra, Milano, Roma e Napoli e si appresta a continuare il proprio sviluppo con nuovi ingressi e nuove sedi all’estero. Attiva in 176 Paesi su tutte le piattaforme, con oltre 260.000 Content Creator, più di 850 clienti, 1200 campagne realizzate e oltre 25 milioni di interazioni, Buzzoole ha chiuso il 2017 con un fatturato di 4,45 milioni di euro e prevede una crescita pari al 100% a fine 2018. Una crescita trascinata, per il 50%, dall’internazionalizzazione.

Forte di questi numeri, Buzzoole consolida il passaggio da start up a scale up internazionale con un rebranding che punta a rendere l’azienda maggiormente riconoscibile e a distinguersi nei mercati internazionali posizionandosi come “dominant player” di settore non solo in Italia ma a livello globale per brand e influencer.

Cuore del processo di evoluzione della corporate image di Buzzoole è il un nuovo logo. Sviluppato da Bellissimo, studio di communication design specializzato in branding, il nuovo marchio sintetizza al centro della composizione le due doppie lettere presenti nel nome: il segno grafico “forte” della doppia Z – richiamo onomatopeico al concetto di brusio – si specchia sulle due OO sottostanti, unite per creare il simbolo dell’infinito, richiamando il concetto di qualcosa che non ha limiti nella sua propagazione.

“Buzzoole, già dalla sua nascita, aveva individuato le potenzialità dell’influencer marketing e nello stesso tempo la mancanza di strumenti di gestione, misurazione e verifica dei risultati. Il nostro scopo è quindi colmare i gap presenti con un approccio scientifico, fornendo ai brand uno strumento capace di unire tutta la creatività dei content creator con la tecnologia della nostra piattaforma, garantendo risultati misurabili e tracciabili”, commenta Fabrizio Perrone, CEO & Fondatore di Buzzoole. “Questo rappresenta un momento di grandi novità per Buzzoole, abbiamo iniziato un percorso strategico per consolidare la società come leader di rifermento nel mercato dell’influencer marketing. L’azienda ha registrato una crescita dei ricavi internazionali di oltre il 500% solo nel Q1 e negli ultimi mesi ha investito in Research & Development puntando sull’implementazione tecnologica e sull’acquisizione di inventory sempre più efficienti. Questo focus si rispecchia inoltre nella composizione del team di Buzzole che vanta il 35% del suo organico dedicato alle tematiche di sviluppo prodotto e R&D”.

“Il nostro obiettivo è quello di espandere la nostra leadership a livello globale, diventando il punto di riferimento per tutte le aziende che vogliono implementare una campagna di influencer marketing capace di attrarre il giusto target di riferimento ottenendo risultati misurabili e un reale ritorno sugli investimenti”, aggiunge Gianluca Perrelli, Chief Marketing Officer & Country Manager di Buzzoole Italia. “Il recente inserimento tra i vendor di rilievo internazionali nell’edizione 2018 della Market Guide for Influencer Marketing Solutions di Gartner, società leader mondiale nella consulenza strategica, rappresenta un importante riconoscimento della tecnologia e del know how di Buzzoole”.

L’incontro è stato l’occasione per annunciare l’ingresso in Buzzoole di Vincenzo Cosenza come nuovo Head of Marketing Italy. Vincenzo vanta una solida esperienza nel settore marketing & communication maturata in aziende e multinazionali tech e agenzie di comunicazione. Profondo conoscitore delle leve di marketing, social media e relazioni pubbliche applicate al mondo digital, assume questo incarico dopo aver diretto la sede di Roma di Blogmeter con il ruolo di Social Media Strategist e Business Developer.

“Con l’ingresso di Vincenzo in Buzzoole segniamo un ulteriore importante passo in avanti nel piano di rafforzamento e consolidamento della società. Ci siamo posti importanti obiettivi di crescita nazionali e internazionali e siamo convinti che la profonda conoscenza e il know how di Vincenzo possano aiutare Buzzoole a raggiungere questi traguardi”, conclude Gianluca Perrelli.

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Un anno su twitter: la nuova analisi BlogMeter svela cosa twittano gli italiani

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Quando e cosa twittano gli italiani? La risposta arriva dal nuovo studio realizzato da Blogmeter basato su una mole di dati mai analizzata prima: circa 600 milioni di tweet italiani raccolti nell’arco di due anni e mezzo, dal 2013 ad aprile 2015. Gli abitanti del Belpaese usano il social network da 140 caratteri soprattutto come second screen in cui commentare in diretta i programmi televisivi, con una netta propensione per i talent musicali, e ai fatti di cronaca e politica.

Gli italiani appaiono così sempre più skillati nell’uso del social, sempre più utlizzati cum grano salis gli hashtag, dopo l’indigestione da cancelletti messi senza troppa logica. Nel 48% dei tweet analizzati ce n’è almeno uno, contro il 30,5% del dato 2013. Aumentano anche le menzioni, presenti del 66% dei tweet, contro il 57,5% del 2013. In leggero calo rispetto all’anno precedente, i semplici retweet, che comunque rappresentano il 31% dei tweet analizzati nel 2015. Invece solo il 7% dei tweet contiene l’informazione della geolocalizzazione.

Gli italiani twittano con una certa costanza, con un leggero aumento nella giornata di mercoledì, mentre quello nel quale si condivide di meno è il sabato. La fascia oraria in cui si twitta di più è quella serale dalle 21 alle 23, seguita dalle ore post pranzo, dalle 14 alle 16. Twitter si conferma uno strumento per la condivisione di notizie, tanto che il 35% dei tweet analizzati contiene un link ad una fonte esterna.

Il 33% dei hashtag più usati nel 2014 ha riguardato i programmi televisivi, il 19% i temi politici, il 13% i fatti di attualità di altro tipo, un altro 13% gli eventi sportivi e il 4% gli artisti musicali. Infine un 18% degli hashtag racchiudeva pratiche di uso comune come l’uso di #buongiorno o nomi di città italiane per etichettare fatti locali.

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La mappa del “social caring” italiano di BlogMeter. Buone le performance di PosteMobile e Tim

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Analizzando 2.201 pagine Facebook di aziende e brand, BlogMeter ha tracciato la mappa del “social caring” italiano, la capacità d’ascolto delle aziende attraverso i social network, sempre più strumenti di CRM. Dall’analisi emerge il primato di PosteMobile per la velocità nel rispondere ai propri fan, mentre Tim è quella che gestisce più domande.

 

Tre i parametri considerati:il response time, il response rate e i post addressed – emerge che di strada ce n’è ancora molta da fare. Da gennaio a maggio le aziende che hanno risposto ad almeno un post originato degli utenti sono state il 54%. Ma quelle che hanno risposto ad almeno 500 post in cinque mesi sono state appena 63 ossia il 3%. L’azienda più veloce nel soddisfare le richieste del proprio pubblico di consumatori è PosteMobile, che risponde mediamente in meno di un’ora, seguita da Vodafone, Poste Italiane e Sky Sport F1 HD, che lo fanno in meno di due ore. Se si guarda alle modalità di ingaggio, il primo contatto è interlocutorio o di comprensione del problema, che poi spesso viene risolto in privato. Se invece si guardano i tassi di risposta sul totale dei post lasciati in bacheca dagli utenti si scopre che le pagine che superano il 90% sono quelle di Bonprix, Young&ENI, Intesa SanPaolo Servizio Clienti, PostePay e Poste Italiane. Questo dato varia anche in ragione della tipologia di pagina, il che vuol dire che su quelle non meramente votate al customer care gli utenti sono soliti lasciare anche considerazioni che non necessitano una risposta e che gli amministratori preferiscono lasciare inevase. Infine, analizzando il numero complessivo di risposte fornite, emerge che tra le aziende più “indaffarate” TIM si situa al primo posto – in 5 mesi ha gestito ben 8.932 domande originate dagli utenti -seguita da Tiscali Help Desk (8.019), Vodafone (7.096), Wind (6.529) e Alitalia (5.361).

“Il Social Caring è un’attività sempre più imprescindibile che non s’improvvisa – spiega l’analista Vincenzo Cosenza – al contrario, necessita di un’oculata ridefinizione dei processi interni al fine di costruire una collaborazione proficua tra le diverse aree aziendali. In particolare la pagina Facebook non può più essere considerata come di esclusiva pertinenza dell’area comunicazione/marketing o del customer service. Le persone non fanno questa distinzione, ma la usano secondo le proprie esigenze contingenti: a volte per chiedere informazioni su offerte/prodotti, altre per porre chiarimenti tecnici. Di conseguenza – conclude il social media strategist di Blogmeter – risulta fondamentale dotarsi di strumenti di ascolto evoluti in grado di svolgere analisi semantiche per poi classificare i messaggi in modo da indirizzarli automaticamente ai team competenti”.

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BlogMeter: i talent X Factor e Amici vincono anche sui social

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Blogmeter ha monitorato le performance Facebook e Twitter di cinque talent musicali andati in onda su reti diverse: X Factor, The Voice of Italy, Amici di Maria De Filippi, Italia’s got talent, MTV Spit.
Su Twitter X Factor sale sul podio sia in termini di follower che di citazioni, mediamente 70.000 a puntata contro le quasi 60.000 di The Voice. Gli autori unici per puntata sono circa 16mila nel caso di X Factor e circa 14.000 per The Voice. In termini di follower il predominio di X Factor è schiacciante, 246mila contro i 46mila del concorrente. E lo stesso accade per quanto riguarda le total impression (471 milioni vs 67 milioni). Il successo di X Factor si spiega anche con un effetto trascinamento dovuto ad un’awareness sviluppata negli anni scorsi dalla trasmissione andata in onda su SKY, ma anche dalla capacità di costruire attorno allo show un’insieme di touchpoint digitali integrati che vanno dall’utilizzo dei social media all’app per smartphone che consentiva di interagire con lo spettacolo. Ma va detto che The Voice è riuscita in pochi mesi a generare molto interesse in rete. Si pensi che a maggio è risultata essere la pagina Facebook italiana con il miglior rapporto tra interazioni e numero di fan (211 interazioni per ogni 1000 fan).

 

Diversa la situazione su Facebook, qui è Amici di Maria De Filippi a conquistare il primo posto sia per fan, quasi un milione, che per capacità di coinvolgere gli spettatori. Mediamente in una giornata di messa in onda dello show di Maria De Filippi si sviluppano circa 150.000 interazioni (like, commenti, condivisioni, post spontanei in bacheca) sulla pagina ufficiale. Molte di meno per tutti gli altri. X Factor che si piazza al secondo posto, vanta 74.489 fan e un engagement di 54.604. “E’ importante – conclude Vincenzo Cosenza – che broadcaster e produttori inizino ad affiancare alle metriche tradizionali, nuovi indicatori in grado di tenere in considerazione la partecipazione dell’audience attiva dei social media. Affiancare alla curva dell’audience, quella dei messaggi scritti durante la trasmissione in rete, ad esempio, permette di scoprire le preferenze degli spettatori e tenerle nella giusta considerazione”.

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Come cambia Twitter in Italia. L’analisi Blogmeter presentata a State of the Net

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Vincenzo Cosenza, social media strategist di Blogmeter, ha presentato lo scorso venerdì durante lo State of the Net a Trieste la fotografia degli utenti italiani di Twitter, focalizzandosi sui trend dell’inizio del 2013. Sta cambiando il flusso di tweet durante tutto l’arco della settimana, che si distribuisce uniformemente durante tutti i sette giorni (al contrario del 2012, dove si registravano giornate più intense di altre); aumentano, inoltre, i tweet contenenti hashtag (+22%), i retweet (+7%) e i cinguettii geolocalizzati (+2%). “Segno”, secondo Vincenzo Cosenza, “di una maggiore comprensione delle grammatiche specifiche del mezzo, utili a stimolare o ad entrare in conversazione”.

 
La televisione sta sempre più spostando, invece, l’ora di punta del flusso dei tweet, in questi primi quattro mesi del 2013 tra le 20 e le 22; tutto questo per via della maggiore multicanalità degli internauti, che commentano sempre più in diretta i programmi televisivi. Twitter si rivela anche luogo per digerire collettivamente i fatti di cronaca e di politica: tra questi ultimi, spuntano ovviamente le elezioni politiche e i suoi protagonisti, tra cui ovviamente Silvio Berlusconi e il Movimento 5 Stelle, ma anche il difficile momento attraversato da Bersani e da tutto il Pd.

 
L’analisi Blogmeter ha anche coinvolto l’aspetto emozionale degli oltre 71 milioni di tweet analizzati. È infatti possibile analizzare il mood dei cinguettii: se in una giornata tipo le emozioni positive e negative tendono ad equivalersi, in occasione di eventi particolari emergono degli scostamenti molto ampi rispetto alla media. Applicando l’analisi semantica alla psicologia delle emozioni, sono stati analizzati alcuni eventi specifici: se durante Capodanno e San Valentino il mood espresso è stato mediamente positivo, e durante l’elezione del Papa sono emersi gioia e amore, durante lo spoglio elettorale si sono affastellate emozioni contrastanti, mentre la giornata della rielezione del Capo dello Stato ha visto prevalere disgusto, tristezza e rabbia.

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