MEDIA

Italiaonline e Integral Ad Science (IAS): partnership per la verifica delle campagne pubblicitarie

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Integral Ad Science

Italiaonline prosegue la sua strategia sulla trasparenza e la media quality scegliendo Integral Ad Science (IAS), azienda globale con sede a New York specializzata in misurazione della media quality, come partner di ad verification per viewability, brand safety e frodi pubblicitari

Italiaonline ha intrapreso da tempo un percorso di qualità e trasparenza delle sue properties e uno dei temi centrali che permettono di dare maggiore visibilità ai propri inserzionisti è rappresentato dalle metriche di media quality, prima fra tutte la viewability. Da qui la scelta di IAS come partner di riferimento per la verifica delle campagne pubblicitarie con la misurazione delle performance di viewability, brand safety e traffico fraudolento.

Anche i risultati relativi all’incidenza del traffico non umano mostrano come Italiaonline si posizioni al top con un livello medio inferiore che supera il 50% rispetto alla media di mercato. Ciò permette di sviluppare una value proposition per clienti e agenzie molto forte, grazie alla possibilità di avere un dato verificato indipendente fornito da IAS, che funge da nuova digital currency del mercato di riferimento.

“Italiaonline è stata uno dei primi player sul mercato italiano a indirizzare il tema della media quality, il quale così come i dati rappresenta un fattore competitivo per un publisher”, ha commentato Domenico Pascuzzi, Marketing Director BU Large Account di Italiaonline (nella foto). “Lavoriamo sulla qualità delle nostre properties a livello di contenuti e prodotti pubblicitari, sulla sicurezza della nostra posta elettronica e la protezione dei dati personali dei nostri utenti. Siamo soddisfatti di questa partnership perché IAS è una soluzione scalabile e un partner capace di capire le nostre esigenze di business e le sfide che siamo chiamati ad affrontare.”

“Siamo davvero orgogliosi che Italiaonline abbia scelto IAS per un tema tanto sentito dal mercato”, ha commentato Elisa Lupo, Director Italia di Integral Ad Science. “Il nostro impegno è di dare gli strumenti necessari a Italiaonline per analizzare, comprendere e ottimizzare la loro inventory in termini di brand safety, viewability e potenziale traffico fraudolento”.

Massimo Crotti, Sales House Director BU Large Account di Italiaonline, ha dichiarato: “Con la nostra concessionaria di pubblicità nazionale iOL Advertising forniamo forti garanzie di trasparenza agli inserzionisti sul posizionamento degli annunci. La partnership con IAS rappresenta un ulteriore passo in avanti su queste tematiche sempre più centrali nel mercato in cui ci muoviamo”.

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Viewability Benchmark Report: nel primo trimestre 2018 trend in leggero rialzo in Italia

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meetrics

Dopo una chiusura del 2017 in perdita di 5 punti di percentuale, la viewability torna a crescere nel mercato italiano. Dall’ultimo Viewability Benchmark rilasciato da Meetrics, ad tech company specializzata nella misurazione della qualità e della trasparenza del digital marketing, il tasso di visibilità aumenta infatti di un punto di percentuale passando dal 63% al 64%. Un risultato positivo che consente di selezionare in modo più accurato i posizionamenti pubblicitari e ottimizzare l’intero processo.
“Questa nuovo report mostra che i tassi di viewability nel mercato italiano sono tornati ad essere superiori al tasso medio europeo. Tuttavia ci sono ancora molte opportunità per migliorare e l’intero mercato ora deve iniziare a collaborare”, afferma Simone Fortunato, Country Manager di Meetrics in Italia

In Europa il tasso medio è del 62%; la classifica è guidata dall’Austria con una viewability del 71% a cui segue la Svezia con il 65%. Si posiziona invece all’ultimo posto il mercato svizzero che registra un tasso di visibilità del 50%.
Per la prima volta gli Ad Verification provider di Meetrics hanno inoltre misurato anche la visibilità dei video per l’Italia, stabilendo un tasso di visibilità del 72% e una viewtime di 20,8 secondi.

I Viewability Benchmark di Meetrics si basano su dati che soddisfano la definizione di viewability rilasciata dal Media Rating Council e da IAB: almeno il 50% della superficie di un annuncio deve apparire nell’area visibile del browser per almeno un secondo (50/1) se si tratta di pubblicità display e per almeno due secondi (50/2) in caso di video.

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AZIENDE

Meetrics estende la soluzione di AD Verification all’inventory video di Facebook

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Meetrics

Meetrics – Ad Verification provider indipendente – annuncia un’evoluzione della partnership siglata con Facebook lo scorso dicembre. Da oggi la società tedesca è partner del social network di Zuckerberg anche per la misurazione della viewability di tutta l’inventory video su Facebook e Instagram. I clienti di Meetrics possono quindi misurare gli annunci video pianificati sui social media e verificarne i dati. La soluzione è attiva per dispositivi desktop e mobile.

Come nel DNA di Meetrics, anche questa soluzione si basa su dati che soddisfano appieno la definizione di viewability rilasciata dal Media Rating Council US: almeno il 50% di un annuncio video deve essere visibile per almeno 2 secondi. Oltre a questo, i clienti hanno comunque a disposizione delle ulteriori metriche fornite sempre dalle soluzioni targate Meetrics.

Ampliando la soluzione di verifica della viewability per Facebook, gli inserzionisti possono ricevere, direttamente nella propria suite ADAM, dati verificati sulle perfomance e approfonditi insight per le campagne pubblicitarie su Facebook e Instagram.

“Siamo lieti di annunciare il rilascio di questa soluzione che permette ai nostri clienti di verificare anche gli annunci video su Facebook e Instagram, oltre all’inventory display. Da oggi gli inserzionisti saranno in grado di comprendere facilmente i valori della viewability dei parametri legati al marketing e di identificare e sfruttare rapidamente il potenziale inutilizzato”, afferma Simone Fortunato, Country Manager di Meetrics in Italia (nella foto).

Tra i primi brand a usufruire dei nuovi vantaggi della soluzione, Findus. Stefano Bocchino, Masterbrand & Digital Senior Brand Manager di Findus afferma: “Per la rilevanza che il social assume nella strategia di comunicazione di Findus e in generale nel panorama digitale, diventa fondamentale lavorare per massimizzarne l’efficacia in ogni aspetto. Uno dei passi fondamentali in questa direzione è portare l’ad verifcation anche su questi canali. Grazie all’accordo tra Meetrics e Facebook questo diventa possibile e Findus ha deciso di essere tra i primi a testare questo nuovo servizio con l’obiettivo di definire degli standard e massimizzare l’impatto delle campagne di comunicazione”.

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Display Viewability: cala in Italia, ma resta al di sopra della media internazionale

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simone fortunato meetrics viewability

Nell’ultimo trimestre del 2017, il mercato italiano perde 5 punti di percentuale in termini di viewability per gli annunci display. È quanto emerge dall’ultimo Viewability Benchmark rilasciato da Meetrics, ad tech company specializzata nella misurazione della qualità e della trasparenza del digital marketing.

Gli Ad Verification provider della società tedesca hanno misurato infatti un tasso di visibilità del 63% rispetto al 68% del trimestre precedente, evidenziando però anche un aumento e un netto miglioramento della visibilità per le pubblicità video.
Dopo l’incremento nei trimestri precedenti, diminuisce quindi la viewability della pubblicità online in Italia. Un dato che risente molto probabilmente dell’elevato volume di pubblicità acquistata nell’ultima parte dell’anno.

“Questo trend non ci sorprende”, dichiara Simone Fortunato (nella foto), Country Manager di Meetrics in Italia. “Per motivi legati al periodo dell’anno, il volume delle campagne pubblicitarie online è maggiore nel quarto trimestre. Il calo dei tassi di visibilità indica che l’inventory per la pubblicità visibile diminuisce quando la domanda cresce”.

A livello europeo l’Austria torna quindi ad essere leader in termini di viewability con il 67 percento, spodestando l’Italia che resta comunque al di sopra della media internazionale (62%) rispetto ai maggiori mercati europei.

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AZIENDE

Meetrics sigla un accordo con Facebook per la misurazione della viewability dell’inventory display

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Meetrics

Meetrics, la società tedesca specializzata nella misurazione della qualità e della trasparenza del digital marketing, è il primo partner europeo di Facebook in tema di visibilità degli annunci pubblicitari.

Da oggi gli inserzionisti possono affidarsi alla soluzione di Ad Verification di Meetrics per ottenere dati convalidati delle campagne su desktop e mobile. La soluzione, in linea con la definizione di viewability rilasciata dal Media Rating Council, permette alle aziende di misurare l’area visibile della pubblicità display su Facebook da un minimo del 50% fino al 100%.

Meetrics utilizza uno strumento server-to-server e sicuro per la privacy che fornisce dati sulla campagna per tutti i segnali di viewability rilevanti. Gli insight vengono sottoposti a una verifica automatizzata e recuperati nell’Ad Attention Manager della società tedesca.

Per i clienti Meetrics, questi dati potranno essere visualizzati ed elaborati nell’area di reporting personale in ADAM-Suite. In questo modo, la misurazione della viewability dell’inventory display di Facebook darà un quadro olistico del successo delle campagne pubblicitarie.

“Siamo molto contenti che lo sviluppo della soluzione di Ad Verification per l’inventory display di Facebook sia progredito con successo ed ora possa essere rilasciato. Metterà a disposizione degli advertiser importanti informazioni da cui partire per prendere decisioni più consapevoli e ponderate”, ha dichiarato Philipp von Hilgers, CEO e co-fondatore di Meetrics. “E non ci fermeremo qui: il prossimo passo sarà la verifica e la misurazione della viewability degli annunci video”.

“Una partnership estremamente rilevante per il percorso di sviluppo che Meetrics sta portando avanti lato prodotto. Il rilascio della soluzione permetterà allo strumento di essere attivo su tutti i canali ed in tutti gli ambienti digitali, fornendo nuove metriche integrate”, aggiunge Simone Fortunato, Country Manager Italia di Meetrics (nella foto).

“Il nostro impegno per la misurazione e la verifica da parte di terzi è chiaro, abbiamo iniziato a collaborare con partner di misurazione di terze parti nel 2008”, dichiara Martin Ott, Managing Director Central Europe di Facebook. “Meetrics è il nostro 25° partner a livello globale e il primo partner di misurazione della viewability che non proviene dagli Stati Uniti. Non vediamo l’ora di lavorare con i clienti per fornire le metriche più accurate possibili”.

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S4M collabora con IAS per la misurazione della viewability delle campagne mobile

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viewability s4m

S4M (Success for Mobile), una delle principali tecnologie utilizzate per la pianificazione di campagne mobile in programmatic, annuncia una partnership globale con Integral Ad Science, azienda leader nella misurazione ed analisi del mercato dell’advertising. Fusio, la piattaforma full stack di S4M, ha integrato la misurazione della viewability realizzata da IAS.
La soluzione di viewability di IAS, per la misurazione della viewability mobile browser è certificata dal Media Rating Council.Questa nuova partnership completerà il servizio di S4M che viene già certificato dal Media Rating Council per le impression, i click, le visite sulla landing page e per l’apertura ed il download delle app.

“La viewability è una preoccupazione cruciale per le campagne mobile; per questo motivo stiamo collaborando con Integral Ad Science per rendere disponibile tale misurazione ai nostri clienti. I brand ora hanno accesso a metriche aggiuntive fornite da un altro fornitore certificato MRC e una visione più approfondita delle loro campagne “, spiega Andrea Pongan, Country Manager Italia di S4M. “Metriche affidabili e certificate costituiscono le basi per campagne mobile efficaci e di forte impatto”.

“Siamo entusiasti di unire le forze con S4M per migliorare ulteriormente la qualità e la trasparenza delle campagne mobile”, afferma Elisa Lupo, Director Italia presso Integral Ad Science. “La viewability sta diventando un must-have standard nel mercato mobile, come avviene per le campagne desktop oggi. L’integrazione della misurazione della viewability è una necessità sempre maggiore e presto vedremo arrivare altri player presenti in questo ecosistema”.

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AZIENDE

Meetrics cresce in Italia con Simone Fortunato e lancia il Report sulla viewability

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Meetrics

Bilancio positivo per i primi mesi italiani di Meetrics, la società tedesca specializzata nella misurazione della qualità e della trasparenza del digital marketing. A febbraio 2017 ha inaugurato la branch italiana affidando a Simone Fortunato (nella foto), il ruolo di Country Manager, che in soli otto mesi ha raddoppiato le revenue nel nostro Paese.

Ottima la risposta del mercato alla focalizzazione di Meetrics anche in Italia: Volkswagen, Nomad Foods, BMW sono solo alcuni dei clienti che hanno scelto la società tedesca per la validazione delle proprie campagne. A brevissimo Simone Fortunato presenterà inoltre il primo Benchmark Report sulla viewability in Italia. Un report già divenuto punto di riferimento per molti mercati europei come Germania, Francia, UK, Austria e Polonia.

Il Country Manager sarà poi tra i protagonisti del prossimo IAB Forum 2017, in programma a Milano dal 29 al 30 novembre, con un workshop dedicato all’Ad Fraud.

Simone Fortunato vanta 10 anni di esperienza nel settore dell’advertising digitale. Prima di entrare a far parte di Meetrics, è stato Country Manager per l’Italia di Digilant, media company specializzata nel programmatic advertising a livello mondiale, Sales & Programmatic Buying Manager in PerformGroup Italia, Industry Manager in Yahoo! Italia con responsabilità della gestione dei Key Client, Sales Account Manager divisione online-service in Tiscali Advertising e Senior Digital Media Planner & Media Buyer presso il centro media Omnicom Media Group.

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“Transparency Breakfast” di Rubicon Project: per guardare “dentro” il programmatic

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rubicon

“A inizio di quest’anno, il Chief Brand Officer di P&G, Marc Pritchard, ha definito “creepy” lo scenario operativo del programmatic”, spiega Sara Buluggiu, managing director Italy, Spain e MENA di Rubicon Project. “Il termine non è esattamente traducibile in italiano, ma il significato negativo è evidente. Il punto è che internet non è un media, ma un protocollo di comuicazione, e l’enfasi posta da sempre sulla sua misurabilità è servita, semmai, fare ancora più confusione nel mercato nel mercato”.
Oggi vi sono alcune buzz word che vanno per la maggiore, quali ad esempio “trasparenza”, ma nei fatti si scontrano con una realtà a volte ben differente. A partire del ruolo di alcuni big player del comparto, come Facebook e Google, che in quanto fornitori di soluzioni full stack garantiscono ben poca trasparenza.
“In Italia, stante il ruolo dominante della tv, siano in una situazione un po’ diversa dagli Usa, dove si pensa che quest’anno il web sarà iI primo media per risorse pubblicitarie raccolte e il programmatic rappresenta un 80% dei budget, contro il nostro 20-25%”, prosegue Buluggio, “ma il problema in potenza è sempre presente”.
“Come Rubicon Project, ad esempio, abbiamo implementato un bidder open source, che si interfaccia con tutte le Supply Side Platform per garantire la massimo scelta disponibile”.
Il problema del programmatic come troppo spesso lo conosciamo oggi è che risulta essere un “black box” dove non vi è chiarezza sui ricavi, le audience, le campagne, e così via.
“Ma i numeri mostrano qualche cosa di diverso”, aggiunge Fabrizio Angelini, CEO di SenseMakers, società che rappresenta in esclusiva per l’Italia ComScore, “teniamo sotto esame il 97% degli annunci in rete, e vediamo che nonostante l’accento posto su ad fraud, environmental fraud e simili, in realtà solo sullo 0,67% delle impression è scattato l’allarme per il posizionamento non adeguato, mentre il traffico non-umano raggiunge appena un 1,16%”.
“Cifre ben diverse da quelle relativi all’in target (solo il 47%) e del Frequency Cap, troppo spesso parametrato sulla esposizione tv (e non web) per cui ancora tanti annunci sono visti troppo poco”, coclude Angelini, “Noi possiamo contare su un panel di oltre due milioni di individui per evidenziare i comportamenti non umani, e siamo convinti che solo un tag di terze parti, indipendenti, possa davvero certificare la viewability degli ad di un sito, nel rispetto dei parametri internazionali di 1 secondi e almeno il 50% della superficie per il display, e di 2 secondi per il video”.

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comScore lancia in estate la misurazione gratuita della viewability degli annunci digitali

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comscore viewability

comScore ha annunciatole misurazioni gratuite sulla viewability ai propri clienti: comScore Viewability è l’offerta di base lanciata per consentire ai compratori e ai venditori di spazi pubblicitari digitali di misurare i tassi di viewability per le rispettive inventory display, video e mobile. Un iniziativa volta a promuovere la fiducia e la trasparenza nel campo della pubblicità digitale.
La viewability ricopre un’importanza crescente nella verifica delle campagne, al punto che talvolta erode i budget di misurazione a discapito di altre metriche fondamentali. La tendenza è dunque di affidarsi esclusivamente alla viewability per valutare l’efficacia delle iniziative pubblicitarie, sebbene tali metriche non siano affatto utili a determinare l’impatto complessivo delle campagne ma possono semplicemente indicare se queste siano state visualizzate o meno.
Permettendo a compratori e venditori di misurare la viewability a costo zero, comScore Viewability consente ai clienti di rivolgere maggiore attenzione a metriche di performance più approfondite, quali la reach a livello di target geografico e demografico e l’impatto in termini di brand awareness, intenzione di acquisto, visite e vendite del prodotto.
“La viewability è certamente cruciale, ma ha monopolizzato per troppo tempo i dibattiti di settore a spese di altre metriche altrettanto importanti,” ha commentato Dan Hess, Executive VP Products di comScore. “Crediamo sia giunto il momento di trasformare la viewability in uno standard acquisito per la pubblicità digitale e spingere il mercato a concentrarsi su un intero universo di metriche ancora più significative, al fine di ottenere misurazioni cross-platform efficaci”.
comScore Viewability sarà disponibile gratuitamente a partire da questa estate sotto forma di servizio self-service comprensivo di metriche di reporting di base, erogate mediante un’interfaccia utente interamente riprogettata.
Il servizio sfrutta la medesima tecnologia e tag di misurazione adoperati da comScore validated Campaign Essentials™ (vCE®), il che significa che le metriche messe a disposizione da comScore Viewability saranno allineate con i dati rilevati da vCE. vCE è accreditata dal Media Rating Council (MRC) per la viewability relativa alle impression display e video in ambienti desktop e mobile, e comprende sistemi per filtrare il traffico non valido (IVT) di tipo generale e sofisticato. comScore Viewability non è al momento accreditata.

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La potenza di Moment Scoring™ di Rocket Fuel al servizio della Dynamic Viewability

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Rocket Fuel

Enrico Quaroni, Managing Director di Rocket Fuel Italia, Spagna e Mena Region spiega come la soluzione Moment Scoring permette di ottimizzare la viewability e la performance delle campagne.

“Per anni, i marketer hanno misurato le performance delle campagne pubblicitarie direct response utilizzando una combinazione di click through e view through attribution. Recentemente, però, il valore della view through attribution è stato messo in discussione, soprattutto quando l’annuncio non è pienamente visibile dagli utenti. Di conseguenza, gli inserzionisti, visto che le terze parti non sono in grado di misurare contemporaneamente l’attribution e la viewability, hanno iniziato ad insistere sul voler ottenere soprattutto alti tassi complessivi di viewability sulle loro campagne in modo da regolare la CPA fornita dal loro vendor di attribuzione (spesso DART o Atlas). Si tratta della “Strategia di alta Viewability”.

Recentemente, alla conferenza Programmatic I/O di San Francisco, Anthony Psacharopoulos, Executive VP di comScore ha condiviso i risultati relativi alla viewability, affermando che una maggiore visibilità porta ad un incremento delle vendite in-store. In particolare, ha fatto l’esempio di un loro cliente per il quale la crescita della viewability dal 50% al 70% ha fatto aumentare le vendite in-store del 63%. Bisogna però considerare che, secondo la nostra esperienza, per far crescere in questo modo la visibilità, bisogna aumentare del 100% l’investimento sui media e questo a sua volta annulla il guadagno. In alternativa, suggeriamo che il mercato prenda in considerazione, per l’attribuzione, solo le impression visualizzabili.

I marketer però sanno che non tutti gli annunci visibili sono uguali: entrano in gioco molte variabili che dipendono dall’individuo a cui stiamo puntando e più cose conosciamo del nostro individuo target e maggiore sarà il grado di successo della nostra campagna. Questa teoria è alla base della soluzione Cross Device di Rocket Fuel che garantisce ottime performance riuscendo a riconoscere lo stesso individuo quando utilizza dispositivi diversi.

Come recentemente suggerito da Bill Duggan di Association of National Advertisers, viviamo dell’era meno “trasparente e più opaca” della pubblicità. Gli advertiser devono stare attenti agli errori di attribution, di misurazione, di click fraud e placement fraud.

Con Rocket Fuel invece è possibile pagare solo per le impression viste, grazie alla Marketing That Learn technology che ottimizza le campagne in tempo reale e che si basa sulla machine learning platform. La piattaforma di Rocket Fuel è stata progettata per aiutare a creare un ROI elevato per gli inserzionisti. Sappiamo anche che la fiducia è importante quanto la performance. È per questo che ci siamo impegnati a mostrare la relazione tra viewability e performance e sostenere gli obiettivi della viewability delle agenzie con cui collaboriamo attraverso una varietà di opzioni tra cui la nostra tecnica di predizione Dynamic Viewability che rappresenta un ottimo esempio.

Dynamic Viewability utilizza la tecnologia di Moment Scoring™ di Rocket Fuel per risolvere il problema valutando milioni di attributi in ogni momento.

Il processo è il seguente:
1. Bilanciare la previsione che un’impression mostrata influenzerà un consumatore con la probabilità che sarà vista.
2. Allineare la misurazione della ad-server performance con la misurazione della qualità dell’in-view inventory.
3. Aiutare a gestire i costi associati al bilanciamento tra in-view e performance.

Quello che facciamo in Rocket Fuel è utilizzare una tecnologia avanzata per individuare i momenti che guidano il rendimento della campagna. Rocket Fuel, sin dalla sua nascita, è stata leader nel Direct Response e visionaria del mercato e, adesso, con Dynamic Viewability, può offrire una profondità di apprendimento e di conoscenza in grado raggiungere gli obiettivi della campagna con impression visualizzate”.

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Nextplora: ADV online, cala la dispersione, ma la viewability rimane bassa

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nextplora

In Italia il 48% della pubblicità digitale è visibile per più 1 secondo e il 33% supera la soglia dei 5 secondi: lo rivela il nuovo Rapporto sulla Viewability e l’efficacia a target delle campagne digital diffuso da Nextplora, Istituto specializzato in metodologie di ricerca digital ed avanzate, che ha analizzato la Viewability di campagne sul territorio nazionale su più di 2,5 miliardi di impression nel corso del 2015.

Il Report mostra come nell’ultimo anno, rispetto ai periodi precedenti, si sia ridotta la dispersione della pubblicità online sul target adulto (25-64 anni): dal dato medio del 26,6% risalente al biennio 2011-2013 si è passati ad un valore del 26,2% nel 2014, per poi raggiungere il 23,2% nel 2015.

“Negli ultimi anni abbiamo assistito e contribuito, tramite lo sviluppo di nuovi strumenti di valutazione, ad un netto miglioramento dell’efficacia in-target delle campagne online” commenta Andrea Giovenali, CEO di Nextplora. “Quello che ci troviamo ad affrontare adesso è un percorso lungo e sfidante, che punta prima di tutto alla qualità del monitoraggio in termini di servizio, attendibilità ed oggettività delle rilevazioni.

In Italia le percentuali di viewability – intesa come l’opportunità di una campagna di essere vista – sono ancora inferiori a quelle degli altri Paesi europei: la media dei secondi trascorsi su una pagina in cui è presente una campagna a schermo attivo dell’utente – la foreground viewability, viewability “in primo piano” – è di 28 secondi contro i 40 delle altre nazioni.

“E’ importante sottolineare anche il rapporto tra Time in View e Time on Page“, continua Giovenali, “che equivale invece alla media dei secondi trascorsi su una pagina in cui è presente una campagna. Spesso gli utenti navigano su più portali contemporaneamente e questo può creare un’interpretazione poco corretta del dato: non basta che una campagna sia visualizzabile su un sito o un portale per essere effettivamente vista dall’utente.”

A tale riguardo il Report segnala che in Italia la durata media di visibilità in primo piano equivale al 25% del tempo medio delle campagne, a fronte di un rapporto ideale del 50%.

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UPA e FCP-Assointernet danno vita a un tavolo di lavoro sulla viewability

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UPA - FCP

Con l’obiettivo di fornire linee guida comuni, UPA e FCP-Assointernet hanno dato vita a un Tavolo di lavoro congiunto e continuativo per affrontare il tema della Viewability dei formati pubblicitari display e video online, una metrica di importanza crescente per la pianificazione, il controllo e l’acquisto dell’online advertising.

Il primo risultato del Tavolo consiste in un documento agile e sintetico “Viewability: alcuni principi base per favorirne un uso più omogeneo nel mercato”: un vademecum da oggi a disposizione di tutti gli operatori professionali. Molto articolato, intende fornire un quadro definitorio dei concetti relativi alla Viewability e delle best practice, nonché indicazioni pratiche immediatamente utilizzabili dagli operatori, con particolare riferimento a:

– Gli elementi da concordare fra le parti preventivamente al lancio della campagna, compreso il fornitore utilizzato dato che fornitori diversi possono dare risultati differenti, e le definizioni di impressions visibili che si intendono adottare;
– La costruzione del quoziente di viewability impressions visibili/impressions misurabili, dove le impressions misurabili vanno depurate del traffico invalido/non umano e da altri fattori concordati preventivamente fra le parti (ad esempio traffico out of geo e traffico deliverato su domini non previsti nella prenotazione);
– Gli accorgimenti necessari nel valutare i report di viewability, i fattori che influenzano le performance delle campagne in riferimento a questa metrica e i perimetri di misurabilità in base a diversi formati e device.

Il documento è il primo realizzato e condiviso dall’associazione delle aziende che investono in comunicazione e dalle concessionarie di pubblicità online aderenti a FCP-Assointernet. È frutto di un ampio e complesso percorso di confronto e monitoraggio di alcune delle principali realtà attive nella misurazione della Viewability: ComScore, DMA-Nextplora, Doubleclick for Publisher, Moat, Nielsen, Sizmek. Gli istituti consultati hanno fornito piena collaborazione e disponibilità presentando al Tavolo i propri tool di misurazione e successivamente fornendo gli approfondimenti richiesti.

A seguito della redazione del documento altri step sono già stati programmati tra le parti, volti a un ulteriore e vasto approfondimento del tema. Gli obiettivi sono molteplici:
– Aggiornare e ampliare la letteratura condivisa sul mercato internazionale e italiano, con un focus particolare sugli aspetti tecnici;
– Monitorare l’evoluzione della tematica a livello internazionale e le relative best practice; Valutare possibili standard quantitativi per il mercato italiano.

Il Tavolo lavorerà inoltre alla individuazione e formalizzazione delle cause di discrepanza fra le misurazioni dei diversi operatori, al fine di rendere il più omogeneo possibile quanto esplicitato nelle linee guida del documento odierno.

In questa prima fase si sono confrontate direttamente, attraverso una collaborazione fattiva e trasparente, le associazioni che rappresentano domanda e offerta. Nel 2016 il Tavolo verrà ampliato alle associazioni rappresentanti le altre componenti del mercato e interessate al tema della Viewability.

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Triboo Media presenta il “nuovo” Leonardo.it. Vodafone sponsor ufficiale del lancio

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Triboo Media ha presentato la nuova versione di Leonardo.it, il magazine multimediale che racconta le passioni degli italiani a 360 gradi, attraverso nove canali tematici che spaziano dalle news allo sport, dalla tecnologia ai viaggi, dai motori al benessere, alla moda e al food, coinvolgendo audience di qualità ben distinte e riconoscibili.

Il team di Triboo Media ha lavorato al nuovo layout del magazine, adottando soluzioni di flat design per migliorarne la leggibilità dei contenuti, creando un design più moderno e pulito che combina scelte tipografiche e iconografiche, posizionamento degli elementi e colorazioni minimaliste che fanno emergere in primo piano i contenuti. Massima integrazione con i social network, grazie anche al supporto dei più importanti influencer della rete, e ampio spazio agli elementi multimediali per offrire al lettore un’esperienza di navigazione più coinvolgente.

Creato, inoltre, il format delle Storie – che sarà operativo a febbraio – con articoli, video e foto dedicate a uno specifico tema di forte attualità, con la possibilità per gli utenti di seguire una storia, ricevere aggiornamenti via email ogni qual volta viene pubblicato un nuovo contenuto e seguire, direttamente sul sito, l’evoluzione di un argomento da un’unica pagina. Lato comerciale, i contenuti possono così diventare oggetto di vera e propria sponsorizzazione, senza che si perda di vista la qualità degli stessi.

Potenziata anche la redazione, con circa 80 autori che quotidianamente lavorano all’aggiornamento del magazine per ampliare costantemente l’offerta editoriale in target con le diverse tipologie di utenti, attraverso contenuti di qualità sempre attuali e i migliori contenuti selezionati dal network di partner editoriali rappresentati da Triboo Media, sotto la guida esperta del Responsabile Editoriale Matteo Campofiorito.

“Abbiamo potenziato le caratteristiche tecnologiche del magazine, grazie a miglioramenti della Viewability in termini di performance dei banner, delle campagne desktop e del sito stesso e al team dei professionisti in redazione, coadiuvato da figure con forti competenze in ambito Seo, social e di web publishing”, ha dichiarato Alberto Zilli, Amministratore Delegato di Triboo Media. “Inoltre Leonardo.it offre una versione fully responsive per conferire un’esperienza di visione e navigazione ottimale su ogni dispositivo, in ottica di usabilità utente e di ottimizzazione delle pianificazioni mobile, con un duplice obiettivo, sia editoriale sia commerciale”.

Vodafone Italia sarà lo Sponsor ufficiale del lancio, con una presenza esclusiva in HP e nei canali a target del nuovo Magazine.

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Da Viralize controlli in tempo reale per misurare la viewability

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Per rispondere alla crescente richiesta di dati ed informazioni che riflettano l’effettiva visibilità delle campagne di Video Advertising, Viralize ha integrato nella propria piattaforma una funzionalità innovativa che rende disponibili in tempo reale i dati di viewability dei video distribuiti.
La nuova funzione è fruibile direttamente nella Console, attraverso la quale agenzie e clienti possono consultare e monitorare in tempo reale i dati di campagna. La misurazione della viewability avviene secondo gli standard internazionali stabiliti dallo IAB.
Tuttavia, in termini di integrazioni, le novità non si fermano alla sola misurazione della viewability. Viralize infatti, pur offrendo la possibilità di selezionare i publisher verso i quali veicolare una campagna, introduce anche una funzionalità di verifica che con un solo click permette di ottenere gli screen shot dei siti che ospitano il Video oggetto di campagna.
Queste nuove integrazioni, come tutte le features già presenti, sono disponibili in tempo reale e sono gestibili tramite l’interazione diretta dell’utente con la piattaforma Viralize.

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