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2019: una nuova era per l’advertising. La previsioni di Verizon Media

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verizon media

Verizon Media, divisione di Verizon che opera in ambito media e tecnologico, condivide la propria visione sui trend relativi al digital advertising per il 2019. La società ha analizzato gli avvenimenti che hanno coinvolto le attività di advertiser e publisher durante il 2018 e ha formulato alcune previsioni per il nuovo anno. In-housing, Extended Reality5G  aprono ad una nuova era dell’advertising digitale.

 

Durante il 2018, il settore è stato caratterizzato da un forte focus sulle nuove normative legate all’utilizzo dei dati e sulla trasparenza. Il 2019 sarà un anno di grandi sfide per advertiser e publisher, che dovranno confrontarsi con ulteriori integrazioni tra Idi settore e con la necessità di portare talenti in-house. Ma ci sono anche grandi opportunità legate all’innovazione e alla creazione di nuove e coinvolgenti esperienze per i consumatori, grazie ai grandi passi in avanti che sta compiendo la tecnologia con l’introduzione della rete 5G.

Il 5G creerà una nuova era dell’advertising

La maggiore larghezza di banda fornita dal passaggio dal 3G al 4G ha dato una spinta all’economia delle app di oggi, creando le basi per molti business, da Uber allo streaming di video in mobilità. Il roll-out del 5G porterà trasformazioni ancora più importanti. Con una velocità fino a 20 volte superiore rispetto al 4G, la rete 5G consentirà ai marketer di elaborare più dati, utilizzare annunci con una risoluzione più alta, come ad esempio video in 4K, e personalizzare i messaggi in tempo reale.

L’impatto della nuova rete sarà percepito ben oltre i comuni schermi mobile e desktop. L’implementazione di massa del 5G, infatti, sarà il fondamento su cui si baserà la tecnologia “futuristica” di cui finora abbiamo visto solo un assaggio e che comprenderà la realtà virtuale, le auto che si guidano da sole e l’IoT.

Un esempio è rappresentato dal live streaming: con il 5G, questa nuova tecnologia permetterà di produrre esperienze interattive, contenuti e funzionalità fruibili in tempo reale che oggi stiamo solo iniziando ad immaginare. Esperienze di animazione live-action potranno essere trasmesse in tempo reale, permettendo agli utenti di interagire con i personaggi nei mondi animati preferiti attraverso i propri visori e altri dispositivi. Sarà possibile guardare le partite delle squadre del cuore ovunque e in tempo reale attraverso la realtà virtuale. Si sta aprendo un nuovo mondo per l’intrattenimento e la brand experience.

Extended Reality per esperienze pubblicitarie coinvolgenti

L’interesse nei confronti della Realtà Aumentata (AR) e della Realtà Virtuale (VR) continuerà a crescere nel 2019. La maggiore diffusione di queste tecnologie determinerà un utilizzo maggiore della pubblicità interattiva e consentirà ai consumatori di vedere e testare prodotti e servizi in ambienti virtuali o misti. Il pieno potenziale della Extended Reality (XR) sarà apprezzabile nel 2019, in quanto i marketer saranno finalmente in grado di sfruttare la tecnologia per creare esperienze coinvolgenti. Una maggiore immersione si tradurrà in un maggiore coinvolgimento, poiché la pubblicità in Extended Reality crea una relazione ancora più forte tra i consumatori e i brand. Nel 2019, le esperienze pubblicitarie in XR in grado di fornire un valore aggiunto e migliorare la realtà contribuiranno a creare connessioni emotive capaci di indirizzare le decisioni di acquisto dei consumatori, nonché di fidelizzarli.

 

In-housing e trasparenza

Un sondaggio di Adobe ha rilevato che il 62% dei brand intende portare all’interno dell’azienda l’acquisto programmatico di spazi pubblicitari entro il 2022. Tale esigenza è guidata dagli advertiser che desiderano ottenere un maggiore controllo su annunci e risultati. Acquisire le skill necessarie per la gestione di queste attività internamente sarà una sfida , probabilmente vedremo la nascita di modelli ibridi e le società di consulenza diventeranno un punto di riferimento per queste realtà.

Il nuovo standard Open RTB di IAB evolverà con richieste sempre maggiori di signed bid e con la diffusione di ads.cert. Ciò contribuirà a portare crescente chiarezza e trasparenza nel mercato dei media, ma dall’altro lato si discosterà significativamente dalle precedenti specifiche di RTB, comportando un’implementazione complessa. Nel 2019 ci si sposterà gradualmente verso l’Open RTB 3.0 ma continueranno a essere supportati anche protocolli meno recenti.

 

Publisher: nuovi stream di fatturati e maggiore dimestichezza con la gestione dei dati

Nel 2019, i publisher cercheranno nuovi flussi di entrate e andranno oltre l’advertising model.

I paywall hanno ottenuto diversi gradi di successo nell’ultimo decennio: nel 2019 assisteremo ad un utilizzo più diffuso di modelli legati a subscriptions e a micro-transazioni, oltre ai già noti advertising model, in cui i lettori pagano per accedere ad approfondimenti o a report di dati. Ogni testata si comporterà in maniera differente, i publisher dovranno saper comprendere ciò che rappresenterà un valore aggiunto per i propri lettori, valore per il quale in ultima analisi saranno disposti a pagare un extra.

Infine, se il 2018 è stato l’anno del GDPR, il 2019 sarà l’anno in cui il suo pieno impatto comincerà a farsi sentire in tutto il settore. Si svilupperà inoltre la nuova legislazione sulla ePrivacy e la giurisprudenza in tema di GDPR, soprattutto quando si affronterà il discorso relativo a quando il “legitimate interest” sia effettivamente legittimo, anche se ciò potrebbe non essere chiaro prima del 2020.

 

Ancora più integrazioni

Vedremo ulteriori integrazioni nel settore dal momento che le pressioni sui costi costringeranno le testate a ridurre i costi operativi. Gli advertiser chiederanno di lavorare con meno piattaforme e partner, inclusi gli annunci e i formati in-app, su desktop o mobile.

Il 2019 sarà un periodo di convergenza per il mondo dell’advertising. I provider TV vorranno avere il controllo dei canali di distribuzione futuri e alcuni importanti player si integreranno. ITV, Sky e Virgin stanno già andando in questa direzione. Lo spazio per i media indipendenti si ridurrà ulteriormente e il marketplace delle demand-side-platform (DSP) si consoliderà in un gruppo più ristretto di player.

Come tutti gli anni si registreranno alti e bassi, e le sfide saranno numerose, ma se ci sarà la volontà di abbattere le barriere tra agenzie, media owner, player tecnologici e brand, si aprono opportunità più ampie che in passato, grazie alle novità portate dalle nuove tecnologie immersive e abilitate dall’arrivo del 5G. Si potranno infatti creare esperienze innovative di interazione con i brand, con un potenziale notevole impatto sull’engagement dei consumatori.

 

“Il 2019 sarà un anno di grandi sfide e di grandi opportunità. La piena adozione della GDPR e le nuove normative sull’Eprivacy imporranno grande disciplina nell’utilizzo dei dati, ma l’avvento del 5G e la maggiore diffusione di nuove tecnologie porteranno importanti e rivoluzionarie innovazioni nell’ambito del marketing digitale”  è l’opinione di Christina Lundari (nella foto), General Manager Verizon Media Italia. “Le esperienze di interazione con i brand saranno per i consumatori sempre più personalizzate e sempre più immersive, con un riverbero positivo in termini di efficacia. Le scelte delle aziende privilegeranno i partner che garantiscono trasparenza e semplicità e ci sarà una tendenza a portare in casa la gestione del media buying. I publisher dovranno diversificare le proprie fonti di revenue, muovendosi da un modello basato esclusivamente sulla raccolta pubblicitaria a modelli più misti che comprendono abbonamenti e transazionii”.

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AZIENDE

AOL + Yahoo = Oath. Obiettivo: raggiungere 2 miliardi di consumatori entro il 2020. Strategia a 3 anni per l’Italia

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Oath

Christina Lundari, General Manager di Oath Italia, ha presentato  ieri sera alla Triennale di Milano il nuovo brand Oath, nato a seguito del processo di acquisizione di Yahoo da parte di Verizon, e che racchiude sotto di sé più di 50 realtà media & tech tra cui cui AOL, Yahoo Sports, Yahoo Finance, HuffPost, TechCrunch, Tumblr, ONE by AOL – solo per menzionarne alcuni.

Nelle parole di Christina Lundari le tappe che hanno portato alla nascita del nuovo brand.

“L’idea di Oath nasce qualche anno fa in una riunione tra i vertici aziendali di AOL e Verizon, che all’epoca era il principale cliente di AOL. Durante questa riunione Tim Armstrong e Lowell McAdam, CEO delle rispettive company, hanno compreso che trasformare la relazione commerciale in un legame più solido sarebbe stato vantaggioso per entrambe le società. E questo perché esistevano i presupposti per uno scambio di valore tra le due parti più paritetico – combinare le attività delle rispettive società è sembrata una logica evoluzione e quasi una necessità per la crescita di entrambe le realtà.

Quando questa conversazione ha avuto luogo, AOL aveva già alle spalle un lungo percorso di acquisizioni sul fronte editoriale e tecnologico, ma non disponeva in quegli anni di una presenza globale, né di un patrimonio solido di dati. Verizon dal canto suo coltivava grandi ambizioni di crescita ed era pronta a superare i confini del mondo delle telecomunicazioni. Per un’azienda lungimirante come quella, le sinergie e le prospettive offerte da AOL sono sembrate molto allettanti sul piano della comunicazione e dell’interazione con i consumatori.

Verizon è entrata quindi nel mondo della comunicazione digitale attraverso l’acquisizione di AOL, nel 2015. Sempre nel 2015 AOL ha siglato una partnership decennale con Microsoft per aggiungere ulteriore valore alla propria posizione espandendosi all’esterno degli Stati Uniti e acquisendo dati di indubbia qualità. Il passo successivo, il più recente, ha riguardato l’acquisizione di Yahoo, scelta che ha apportato un ulteriore ampliamento dell’audience di riferimento, ancora una volta con riflessi positivi anche sul patrimonio di dati.

Verizon entra quindi in possesso di due media technology company. Dalla fusione dei due nasce Oath – guidata dallo stesso Tim Armstrong.

Per quanto riguarda il nostro nuovo nome, inizialmente abbiamo pensato per i non anglofoni non fosse esattamente il nome più facile da pronunciare. Superato l’impasse linguistico, non è stato difficile convincerci che si tratta di un nome bello, ricco di significato e in qualche modo anche impegnativo, responsabilizzante. Il giuramento è l’impegno più grande che un essere umano può prendersi. Nel nostro caso presuppone un impegno molto serio da parte dell’azienda verso tutti i suoi interlocutori – i consumatori, gli inserzionisti, gli editori e le agenzie. In ogni caso, l’importante è che questo nuovo nome lasci il segno perché riflette perfettamente il momento storico in  cui si trova l’azienda: Oath ha ambizioni di crescita.

Sotto questo nuovo nome confluiscono oltre 50 brand editoriali e tecnologici che prima facevano capo a AOL e Yahoo. Questo insieme di proprietà oggi raggiunge 1.2 miliardi di consumatori nel mondo, circa un terzo del totale degli utenti online. La cosa forse più importante ancora è che il patrimonio di dati “certificati” che Verizon può offrire è il più ampio al mondo.

La nostra missione aziendale non cambia e anzi fa da filo conduttore per tutti i brand: la missione è Build Brands People Love e facciamo questo attraverso la creazione di brand editoriali coinvolgenti, contenuti di qualità in un contesto editoriale controllato e curato, piattaforme di distribuzione aperte, trasparenti e scalabili, un patrimonio di dati unico per una targettizzazione efficiente e vincente.

Il percorso di crescita non finisce qui. Infatti il nostro obiettivo è quello di raggiungere 2 miliardi di consumatori entro il 2020. Quindi ci saranno senz’altro molte altre novità da condividere.

Il nuovo brand porta con sé anche un nuovo stile di comunicazione. Ogni brand avrà il proprio Oath, riassunto in 3 parole, che ne esprimeranno l’essenza. I valori aziendali saranno formulati allo stesso modo, anch’essi sintetizzati in 3 parole.

Anche i dipendenti avranno il proprio Oath. Il mio è “Always be Authentic“. Credo che essere sempre se stessi sia il miglior modo per guadagnarsi la fiducia del prossimo, in qualsiasi ambito. Siccome il nostro è un business di relazioni penso sia indispensabile operare in modo corretto e professionale , giocando sempre a carte scoperte”.

GLI OBIETTIVI IN ITALIA

Oath è molto forte negli Stati Uniti. La crescita della società è quindi attesa soprattutto in altre regioni. In questo percorso evolutivo e innovativo, l’Italia è chiamata a dare un contributo significativo. Stiamo definendo in questi giorni una strategia a tre anni. Potremmo contare su partnership globali che interesseranno anche l’Italia (specialmente sui dati), ma anche su collaborazioni gestite a livello locale, come ad esempio quella esclusiva con Vevo che è frutto di un’iniziativa tutta italiana, alla quale ne seguiranno altre che intendiamo annunciare a breve in quanto vogliamo offrire al mercato un portafoglio di soluzioni sempre più completo”.

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Verizon e NORAD insieme per far seguire il viaggio di Babbo Natale in tutto il mondo

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viaggio Babbo Natale

Nella notte tra il 24 e il 25 dicembre, i bambini di tutto il mondo aspettano con ansia l’arrivo di Babbo Natale, per questo motivo, Verizon, per il quattordicesimo anno consecutivo è orgogliosa di collaborare con il Comando di Difesa Aerospaziale del Nord-America (NORAD) e il team dedicato NORAD Tracks Santa, per permettere a grandi e piccoli di seguire il viaggio di Babbo Natale in tutto il mondo.

Anche quest’anno Verizon mette a disposizione un numero verde e strumenti per la gestione delle chiamate, nonché la rete wireless 4G LTE , per aiutare i volontari a rispondere alle chiamate del centralino e alle email, gestire le applicazioni e tracciare i progressi dell’itinerario di Babbo Natale. È, infatti, possibile entrare in contatto con il team NORAD Tracks Santa tramite diversi strumenti: telefono, email, canali social, app per smartphone e, infine, sito internet dedicato, disponibile anche in lingua italiana.

I dipendenti Verizon lavoreranno fianco a fianco con più di 1.500 volontari per rispondere alle telefonate e email che arriveranno al centro operativo NORAD Tracks Santa, in Colorado (USA).

Il programma NORAD Santa Tracking ha avuto inizio nel 1955, a causa di un errore di stampa in una pubblicità che esortava i bimbi a chiamare il Comando anziché la linea dedicata istituita da un’attività commerciale per gestire le richieste a Babbo Natale; un colonnello rispose al telefono ed è stato al gioco, incaricando il proprio staff di rispondere a tutte le domande dei bambini.

Il programma ha visto crescere, nel tempo, la propria popolarità, coinvolgendo negli ultimi anni VIP e personalità istituzionali del calibro di Michelle Obama.

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AZIENDE

È ufficiale: Verizon ha acquisito Yahoo per 4,8 miliardi di dollari

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Verizon compra Yahoo

[update] I rumor di ieri sono stati ufficializzati. Ecco il comunicato ufficiale. La Meyer dopo anni difficili conclude: “Yahoo è stata un’azienda che ha cambiato il mondo. Ora possiamo continuare a farlo in una dimensione maggiore, insieme a Verizon e AOL”

Che l‘agonia di Yahoo stia per giungere al termine? Così sembra, secondo quanto ha riportato nella giornata di ieri Bloomberg: il colosso americano Verizon sta per chiudere l‘acquisto del brand digitale per una cifra vicina ai 4,8 miliardi di dollari, così come è stato riportato al magazine da due fonti segrete. L‘accordo comprendere gli asset immobiliari di Yahoo, mentre le proprietà intellettuali del brand dovranno essere vendute separatamente. Agli azionisti di Yahoo saranno comunque lasciati le partecipazioni di Alibaba Group Holding Ltd. e di Yahoo Japan Corp., per un valore di mercato complessivo di circa 40 miliardi di dollari…

 

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