COMMERCE

Google: un aggiornamento sulle norme pubblicitarie per la rivendita dei biglietti di eventi

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secondary ticketing

Google è spesso il primo punto di riferimento per i fan dello sport, gli amanti della musica e del teatro, quando si tratta di cercare biglietti e informazioni su eventi, spettacoli e concerti. È importante che queste persone appassionate vedano risultati accurati e rilevanti, ed è per Google fondamentale offrire agli utenti la migliore esperienza possibile.

Molte attività vendono i propri biglietti direttamente, mentre altre si servono di rivenditori. Purtroppo, gli annunci di alcuni rivenditori non sono abbastanza trasparenti sui costi e sulle commissioni, così come sulla relazione che intercorre tra loro e chi organizza l’evento. La mancanza di trasparenza può ridurre la fiducia nella vendita di biglietti online e rende più difficile per le attività legittime raggiungere gli utenti interessati.

Sulla propria piattaforma, Google vuole solo quelle attività che offrono un’ottima esperienza per gli utenti. A partire da oggi, gli standard richiesti diventeranno più stringenti: a tutti i rivenditori di biglietti verrà richiesto di essere certificati e di aumentare il loro livello di trasparenza in modo sostanziale. Questo permetterà agli utenti di avere informazioni più chiare su chi rivende il biglietto e sul costo di quest’ultimo.

Per ottenere la certificazione di Google, i rivenditori di biglietti di eventi devono:

  • Non sottendere di essere il rivenditore principale
  • Indicare chiaramente di essere operatori di un mercato secondario
  • Indicare chiaramente che i prezzi potrebbero avere un prezzo superiore a quello nominale
  • Fornire il prezzo totale e la suddivisione tra commissioni e tasse prima di richiedere gli estremi per il pagamento
  • Indicare il valore nominale del biglietto venduto nella stessa valuta (questo sarà un requisito a partire da marzo 2018)

Questo aggiornamento è il risultato di una ricerca interna e di indicazioni e suggerimenti raccolte tra utenti, inserzionisti, partner e associazioni di settore. Per permettere agli inserzionisti di prepararsi per tempo, abbiamo annunciato un cambiamento sulla nostra pagina delle norme di AdWords a novembre 2017.

Trasparenza, fiducia e sicurezza degli utenti saranno sempre la maggiore priorità per Google, che continuerà a impegnarsi per fare in modo che gli annunci proposti siano utili, rilevanti e affidabili.

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AZIENDE

Confimprese e Logotel svelano come lo store manager cambierà il suo ruolo nel retail

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Store Manager

Le reti di vendita sono investite da una forte trasformazione che interessa ogni aspetto della distribuzione e dei processi delle imprese commerciali. In un mercato competitivo dove il consumatore usa le nuove tecnologie per esercitare più potere sulle reti di vendita, diventa cruciale ripensare non solo l’offerta, le modalità di acquisto e di accesso – la customer experience complessiva –, ma anche le modalità di servizio e di vendita. Lo store manager, figura cerniera tra il brand con negozi sempre più integrati in sistemi di vendita omnichannel e il consumatore sul territorio, diventa una figura cruciale, lo snodo strategico tra l’organizzazione a monte e chi è sul campo tutti i giorni a vendere.

 

A fronte delle diverse innovazioni che le reti di vendita sono chiamate a realizzare, come dovrà evolvere il suo ruolo nel futuro? Confimprese ha organizzato un confronto con 23 Hr manager di reti di vendita nazionali e internazionali, con il supporto e la metodologia di Logotel, Service Design Company e partner di Confimprese, per co-progettare l’identità e le sfide dello store manager contemporaneo. “Lo store manager” conferma Luca Bidoglia, coordinatore Hr Confimprese, “non è più solo un gestore di numeri e persone, ma anche motivatore, trainer, coach, imprenditore, animatore di geomarketing. Da leader gerarchico è chiamato a essere un leader orizzontale, che sa fare network e scambiare feedback e best practice con i propri collaboratori”. L’attività di confronto con i manager HR è partita da questa riflessione.

 

“In un contesto in evoluzione continua” spiega Maria Grazia Gasparoni, responsabile della formazione Logotel, “le aziende devono allenare le proprie persone chiave a interpretare la complessità, trasformando le linee guida dei brand in azioni concrete. Il metodo usato per guidare le riflessioni è partito dalla condivisione del contesto e dalle necessità delle aziende e del consumatore per identificare i comportamenti atti a fornire una risposta coerente. La presa di consapevolezza ha permesso di sistematizzare le capacità che devono essere acquisite o allenate per aiutare gli store manager a essere efficaci, individuare le convinzioni che possono facilitare o ostacolare la trasformazione delle persone e quindi l’identità di ruolo”.

 

Tra le difficoltà emerse nel dibattito è stata segnalata la consuetudine di privilegiare i migliori venditori e non le persone con maggiori attitudini organizzative o di people management. Se lo store manager non si sente completamente investito del suo ruolo, farà fatica a imporsi come influencer in grado di far crescere il proprio team con spirito imprenditoriale e attivare una dialogo costruttivo ‘periferia-centro’. Partire da un’identità chiara e contemporanea che guidi la ricerca e, soprattutto, l’accompagnamento di queste figure è una sfida importante per le aziende retail per garantire non solo la gestione autonoma e proattiva dei KPI, ma anche un dialogo costruttivo con il mercato e con il Cliente.

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MOBILE

CheckBonus porta la sua app e suoi gift anche nei punti vendita della GDO

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checkbonus

CheckBonus, l’app che permette di ottenere buoni spesa e gift card semplicemente entrando negli store fisici, amplia il proprio raggio d’azione fino a includere le insegne della GDO, consentendo così ai consumatori di raccogliere punti anche all’interno dei supermercati. Semplicemente scansionando il codice a barre dei prodotti presenti nello store è possibile aumentare il proprio punteggio, per accedere al ricco catalogo di gift card proposto da CheckBonus. Per citare qualche nome, proprio in questi giorni, è possibile divertirsi con Buondì Motta, rotoloni Regina e salse Cirio.
Per molti, infatti, effettuare acquisti all’interno delle catene di largo consumo, è sentito come un rito rilassante, a tratti piacevole, per il 44% delle persone e per il 70% di chi ha elevata disponibilità culturale ed economica (fonte GFK “Fare la spesa oggi. Tra relax e piacere”), una vera e propria esperienza in cui i punti vendita sono apprezzati se si presentano come ambienti-territori in cui entrare, guardare, leggere, appropriarsi e divertirsi.

“Con CheckBonus vogliamo portare le logiche dell’esperienza digitale apprezzate e condivise dai consumatori all’interno dei negozi reali” spiega Pierluigi Casolari, Founder CheckBonus. “Il consumatore diventa il centro della nostra ricerca per sviluppare sempre nuove funzionalità dell’applicazione e offrire vantaggi nell’interazione con i brand. E’ questo il motivo dominante che ci ha permesso di estendere le possibilità offerte da CheckBonus al settore del largo consumo, con brand nazionali e internazionali per ora su prodotti del settore beverage e dolciario”.

Non a caso: soluzione CheckBonus, in questo contesto, accoglie sia le esigenze di visibilità ed engagement dei marchi, sia quelle di esperienza di acquisto e risparmio dei consumatori, diventando il compagno perfetto per di entrambi. Le funzionalità dell’APP consentono infatti la trasformazione dello store fisico in uno store digitale e interattivo: i consumatori hanno la possibilità di raccogliere punti entrando in relazione con i prodotti con il proprio smartphone attraverso la scansione dei barcode sponsorizzati. Ulteriori punti possono infatti essere raccolti mettendo semplicemente i prodotti nel carrello. Si sviluppano dunque negli “store reali” le dinamiche dell’e-commerce, dove i siti più avanzati spingono passo a passo il consumatore ad acquistare i prodotti attraverso una user experience coerente, semplice e divertente.

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MEDIA

Con GoodBuyAuto.it l’auto si riceve direttamente a domicilio

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GoodBuyAuto.it servizio vendita

GoodBuyAuto.it, il servizio di vendita di auto di seconda mano, offre tutte le garanzie e i servizi dei concessionari potenziati dall’efficienza della digital economy, permettendo al cliente di risparmiare tempo e danaro.

Vende auto con meno di 5 anni e 100 mila Km, ed effettua la consegna a domicilio gratuita in Lombardia ed Emilia Romagna fino a fine gennaio 2017 prenotando direttamente online. Sul sito, sarà anche possibile trovare una descrizione dettagliata delle sue caratteristiche, con tutte le foto in HD.

Esiste inoltre la possibilità di poter usufruire del Servizio Clienti, attraverso il quale gli operatori potranno mettere in contatto il cliente con l’ispettore che ha controllato l’auto. Il cliente sarà accompagnato passo dopo passo nel processo di scelta e di una eventuale transazione.

Con GoodBuyAuto.it si ha accesso a forme di finanziamenti agevolati; assicurazione; possibilità di estensione della garanzia; programmi di manutenzione programmata.

Il servizio concede la possibilità di fissare un appuntamento per provare la macchina, direttamente a casa, a fronte di una  caparra di 300 euro che serve a garantire l’interesse del compratore perché consente di riservare la vettura. La caparra viene poi detratta dal prezzo dell’automobile o restituita se la vettura non corrisponde a quella visionata sul sito.

Carlo Salizzoni, Fondatore e Amministratore Delegato di GoodBuyAuto.it. spiega, “Ci siamo già abituati a comprare i libri su Amazon e i vestiti su Yoox così è logico che, scoprendo i vantaggi del commercio elettronico in termini di tempi e di sicurezza, cominceremo, a selezionare ed acquistare online anche l’auto di seconda mano” .

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AZIENDE

Banzai cede Saldiprivati a Showroomprive per 38 milioni di euro

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Banzai cede Saldiprivati a Showroomprive per 38 milioni di euro

Showroomprive acquisisce il 100% del capitale della società Saldiprivati, filiale del gruppo milanese Banzai. Questa operazione fa del gruppo il secondo attore delle vendite private in Italia, paese strategico per il volume dell’industria della moda e a forte potenziale di crescita, considerato che il tasso di penetrazione del commercio elettronico è inferiore alla media europea.
Il perimetro dell’operazione comprende l’intera quota (100%) detenuta da Banzai S.p.A. in Saldiprivati. Il prezzo dell’operazione (Enterprise Value) è pari a 38 milioni di euro, su base debt-free e cash free, inclusa una quota di earn-out a favore di Banzai fino a 10 milioni di euro, al verificarsi di alcune condizioni legate ai risultati 2018 delle attività cedute. Il prezzo di cessione include anche un ulteriore importo pari a 5 milioni di Euro, legato al raggiungimento degli obiettivi 2017 legati al buon esito del processo di carve-out delle attività di Saldiprivati. Il multiplo della transazione è pari a 0.9x EV/SALES 2016 LTM al 30/6/2016 incluso earn-out. L’incasso al closing è pari a 28,0 milioni di euro, prima dei costi non ricorrenti legati alla vendita, di cui 2,5 milioni di euro un deposito a garanzia. La cessione sarà perfezionata entro novembre 2016. La cessione di Saldiprivati comporterà alla firma per Banzai una plusvalenza lorda pari a circa 6 milioni di euro a livello consolidato, prima dei costi complessivi e non ricorrenti legati alla vendita. Si prevede che a seguito degli effetti positivi derivanti dalla cessione Banzai chiuderà l’esercizio 2016 in utile a livello consolidato.Nel quadro dell’acquisizione, Showroomprive ha concluso una partnership con il gruppo Banzai per beneficiare della sua piattaforma logistica in Italia. Showroomprive potrà accedere alla rete unica e proprietaria dei 400 punti di ritiro di Banzai in circa 200 città e offrire un servizio di consegna in 48h ai suoi membri.
Showroomprive farà affidamento sul team di Saldiprivati per accelerare il suo sviluppo in Italia. Bruno Decker, fondatore e CEO di Saldiprivati, resta alla guida della società e si unisce al team dirigenziale di Showroomprive.
Thierry Petit e David Dayan, co-fondatori e co-CEO di Showroomprive dichiarano: “Questa acquisizione segna una tappa importantissima nella dinamica di espansione internazionale di Showroomprive, un’operazione che rafforza la nostra presenza in Italia, mercato importante per la moda e a forte sviluppo per l’eCommerce. Saldiprivati è una realtà il cui DNA è in linea con quello di Showroomprive. Ci appoggeremo ai loro team e al suo fondatore, Bruno Decker, con cui condividiamo la stessa visione del business “.
Bruno Decker, fondatore e CEO di Saldiprivati, ha dichiarato: “Siamo felici di unirci al gruppo Showroomprive, uno dei leader delle vendite private online in Europa. L’accesso al portafoglio di marchi di Showroomprive, la sua forza di penetrazione e la sua capacità di innovazione ci permetteranno di accelerare la nostra crescita”.

“Banzai si concentra sul segmento Tech and Appliance, in cui opera ePRICE, leader assoluto nel mercato online dei grandi elettrodomestici, con una offerta che unisce un catalogo di oltre 2 milioni di prodotti alla fornitura di servizi di consegna e installazione al cliente finale” dichiara Pietro Scott Jovane, Amministratore Delegato di Banzai. “Con la campagna TV iniziata il 23 settembre stiamo lanciando l’offerta di servizi di ePRICE e con i proventi della cessione rafforzeremo ulteriormente la posizione di leadership sia in termini di offerta diretta che indiretta attraverso il marketplace, da poco aperto a merchant esteri. Avviamo inoltre una collaborazione strategica quinquennale con il gruppo Showroomprivè sul fronte della logistica in Italia”.
“In meno di 6 mesi abbiamo completato il processo di ridefinizione del nostro perimetro di business concentrandoci sui segmenti a maggior tasso di crescita e di evoluzione” dichiara Paolo Ainio, Presidente di Banzai. “La focalizzazione sul mercato Tech and Appliance e la dotazione finanziaria risultato delle operazioni straordinarie ci mette nelle condizioni migliori per cavalcare lo spostamento online del retail fisico. Proseguiremo il processo di estensione della nostra offerta sul fronte dei servizi che, inevitabilmente, seguiranno il movimento verso l’online del retail”.

 

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COMMERCE

E-commerce e email marketing: il successo di LOVEThESIGN passa per l’automation

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E-commerce e email marketing: il successo di LOVEThESIGN passa per l’automation

Per un e-commerce in rapida ascesa come LOVEThESIGN, la chiave del successo sta nel trasformare il prima possibile i contatti acquisiti in acquirenti effettivi. Questo è possibile soprattutto grazie a un utilizzo intelligente e innovativo degli strumenti di email marketing.
In quattro anni di vita ha centuplicato il numero di brand rappresentati e di prodotti venduti, arrivando a essere premiato come miglior e-commerce d’Italia da Netcomm nel 2015. È la storia di successo di LOVEThESIGN, e-commerce “prodigio” tutto italiano, nato nel 2012 dalla visione imprenditoriale di tre giovani manager e dedicato alla vendita di oggetti di design per la casa.

Tra le sfide maggiori per un e-commerce di giovane età c’è quella di costruire la fiducia del pubblico, trasformando i tanti interessati che si iscrivono a newsletter e comunicazioni promozionali in effettivi buyer. Per far questo occorre lavorare su una relazione stretta, uno-a-uno, con ciascuno dei contatti, imparando a coinvolgerli al momento giusto e con le giuste comunicazioni.
Uno dei canali su cui l’e-commerce ha investito maggiormente per assicurarsi una rapida crescita è l’email marketing, grazie in particolare alle soluzioni offerte da MailUp. Come spiega il CEO e co-founder di LOVEThESIGN, Vincenzo Cannata, “MailUp si è dimostrato uno strumento efficace nella scalabilità dei meccanismi automatici di invio email durante un percorso di rapida crescita come quello di LOVEThESIGN. Questo ci ha permesso di avere molto più engagement e una percentuale di utenti inattivi inferiore alla media di mercato”.

Obiettivi: snellire la navigazione e accorciare il percorso verso la conversione
Ogni e-commerce sa quanto sia strategico in canale email nel portare traffico al sito e nel generare conversioni. LOVEThESIGN ha scelto di sfruttarlo nella direzione della semplificazione dell’esperienza di navigazione e del rafforzamento del rapporto con i clienti già acquisiti, lasciando il compito di generare nuove lead ad altri canali.
I punti chiave della strategia messa in atto si articolano attorno all’automatizzazione del login al sito e delle campagne di follow-up/incentivo. Il login automatico viene ottenuto tramite l’aggancio del parametro “email utente” all’URL linkata da messaggio email a sito e-commerce. L’utente che atterra sul sito dalla mail si trova già loggato in un ambiente personalizzato rispetto alle proprie preferenze di navigazione, dove è facile salvare i prodotti nella wishlist e aggiungerli al carrello. Meno ostacoli sulla via dell’acquisto = conversioni incrementate.
Il flusso di email automatiche, invece, si attiva al momento della registrazione al sito e mira a far convertire l’utente il prima possibile tramite incentivi e coupon ad hoc. Dimostrano particolare efficacia le campagne di Member Get Member (invito al passaparola con gli amici, attivato a 3 giorni dalla registrazione) e di CRM Primo Acquisto (mail con sconto inviata a 7 giorni dalla registrazione, nel caso l’utente non abbia ancora convertito).

I risultati? +20% conversion rate, +300% utenti molto attivi
L’automatizzazione dei flussi email ha portato ottimi risultati a LOVEThESIGN (visibili nel dettaglio qui). Le conversioni sono aumentate del 20% a seguito del login automatico e del 12% grazie all’introduzione della mail di CRM Primo Acquisto. Anche la reattività verso le email ha registrato miglioramenti: LOVEThESIGN vanta il 300% in più di utenti molto attivi rispetto alla media di settore, e il 40% di utenti inattivi in meno.

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MEDIA

JCDecaux annuncia l’acquisizione delle attività latino-americane di Outfront Media

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Outfront Media e JCDecaux SA annunciano di avere concluso un accordo per vendere l’attività latino-americana di Outfront Media a JCDecaux Latin America / Corameq, detenuta all’85% da JCDecaux SA. Il prezzo di acquisto è di 82 milioni di dollari in denaro (74,4 milioni di euro), con riserva di adeguamento del fondo di esercizio e dei debiti. Questa transazione, che dovrebbe essere finalizzata nel corso del primo semestre 2016, è sottomessa alle abituali operazioni di closing, fra cui le autorizzazioni regolamentari.
Al 31 dicembre 2014, l’attività latino-americana di Outfront Media rappresentava 11.390 dispositivi in Messico, in Cile, in Uruguay, in Brasile e in Argentina, principalmente nell’affissione grande formato e nella pubblicità sugli autobus. Il fatturato annuale per l’esercizio chiuso al 31 dicembre 2014 si porta a 72,5 milioni di dollari (65,8 milioni di euro).

“La vendita della nostra attività latino-americana” ha commentato Jeremy Male, Presidente e Direttore Generale di Outfront Media, “è decisamente in linea con la nostra strategia di concentrazione dei nostri sforzi sui mercati dove abbiamo una posizione da leader. I nostri prodotti saranno in ottime mani con JCDecaux”.

“L’acquisto di Outfront Media America Latina è un passaggio chiave per il nostro sviluppo in questo continente, rinforzando in questo modo la nostra posizione di numero uno della comunicazione esterna nella regione con una solida piattaforma per accelerare ancora i nostri investimenti e il nostro sviluppo grazie ad opportunità di crescita organiche ed esterne”, ha aggiunto Jean-Charles Decaux, Co-Direttore Generale di JCDecaux. “Con più di 55 000 facce pubblicitarie in America Latina, JCDecaux potrà servire meglio le città e i cittadini, offrendo una visibilità eccezionale agli inserzionisti e alle loro marche nelle 29 città con più di un milione di abitanti. In questo periodo senza precedenti di consolidamento in America Latina, JCDecaux sarà contenta di dare il benvenuto alle squadre latino americane di Outfront Media, di cui il buon lavoro svolto fino ad oggi sarà fondamentale per proseguire la nostra crescita in diversi paesi”.

L’acquisto dell’attività latino-americana di Outfront Media è un’operazione strategica per JCDecaux, che vedrà rinforzata in modo significativo la sua leadership in Messico, 15° economia mondiale e 2° in America Latina. Permetterà di consolidare il mercato molto frammentato della Comunicazione Esterna in America Latina, offrendo grandi opportunità per accelerare la digitalizzazione in corso degli asset pubblicitari. Grazie a questa acquisizione, JCDecaux confermerà la sua posizione di numero uno in Brasile e in Cile e diventerà leader del mercato in Uruguay. Il Gruppo sarà presente dalle 10 città le più ricche dell’America Latina: San Paolo, Mexico City, Buenos Aires, Rio de Janeiro, Santiago, Bogota, Lima, Brasilia, Monterrey e Guadalajara.

A seguito della finalizzazione di questa transazione, l’attività internazionale di Outfront Media sarà costituita essenzialmente dalle sue concessioni in Canada dove gestisce 5.984 dispositivi (dato al 31 dicembre 2014), in particolare la concessione dell’arredo urbano di Vancouver in partnership con JCDecaux, e il cui fatturato si è alzato a 82,5 milioni di dollari (74,9 milioni di euro) per lì esercizio chiuso al 31 dicembre 2014.

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AZIENDE

Il futuro del sales è il B2All: il focus targato Logotel

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Logotel lancia, attraverso l’evento “Sales Now! – Comprendere oggi le trasformazioni che danno forma al domani”, le nuove sfide della vendita davanti a oltre 40 imprese del settore. “Viviamo nel momento più intelligentemente incerto degli ultimi 200 anni” ha detto Nicola Favini, General Manager di Logotel, “in cui tutto è in continua trasformazione e questo riguarda indubbiamente anche la vendita. Ormai non esiste più il ‘mio cliente’, oggi i clienti entrano ed escono e ci ‘impollinano’ con le loro scelte, con ciò che vedono, conoscono e acquisiscono, gli stessi cicli economici non durano più mesi, ma settimane e nel mercato prevale l’ipercompetizione di tutti contro tutti, per relazioni, attenzione tempo e soldi”. Tutto questo impone di ridisegnare i servizi di vendita: dal progettare nuovi contatti, canali e contenuti, alla definizione di nuovi k.p.i. di vendita, alle sinergie tra fisico e digitale, al ridisegno delle competenze e mestieri. Quali sono nello specifico le trasformazioni della vendita?

 

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AZIENDE

Libri usati, nasce PickMyBook, la piattaforma nata per comprarli e venderli

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Un luogo virtuale dove comprare o vendere libri usati: nasce PickMyBook, la prima piattaforma pensata per mettere in contatto compratori o venditori di libri scolastici; per ora è disponibile solo il sito, ma già da ottobre saranno disponibili anche le app per Android e iOS.
Il sistema funziona in modo semplice. La ricerca su www.pickmybook.com avviene in base a distanza, prezzo, feedback del venditore. A quest’ultimo viene richiesto di scattare una foto a tre pagine scelte in modo casuale: in questo modo il potenziale acquirente può valutare già on line lo stato del libro (sottolineato, piegato, bagnato). Il sistema non prevede spedizioni (e conseguenti ritardi o problemi nella consegna): lo scambio avviene infatti a mano. Chi acquista contatta direttamente tramite chat chi vende per mettersi d’accordo sulla data e sul luogo per ricevere e pagare il libro. PickMyBook permette quindi di facilitare la ricerca di un libro usato, mettendo in contatto diretto domanda e offerta.
L’originalità di PickMyBook non si ferma qui. Il progetto è la dimostrazione che l’innovazione tecnologica non è appannaggio esclusivo di programmatori specializzati: la mente del progetto è infatti una giovane studentessa 18enne, Arianna Cortese. “Ho vissuto in prima persona l’esigenza di reperire i libri di testo cercando di contenere al massimo la spesa. Da questa esperienza è partita l’idea che ha portato alla creazione di PickMyBook. Un sistema semplice che fa risparmiare economicamente sull’acquisto dei libri e allo stesso tempo permette di ottenere vantaggi anche in termini ambientali. Acquistare un libro usato vuol dire infatti anche risparmiare sull’utilizzo di carta”.

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