COMMERCE

Le 5 tendenze tecnolgiche che domineranno il retail nel 2019. Il punto di vista di Adyen

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Adyen

Ogni nuovo anno porta con sé nuovi cambiamenti nel mondo del commercio al dettaglio. La tecnologia sta spingendo i confini delle modalità d’acquisto. Da internet al mobile commerce per passare al commercio conversazionale, fino alla tecnologia wearable: qualsiasi dispositivo connesso o social network rappresenta infatti un potenziale canale di vendita. D’altra parte, anche i luoghi di vendita tradizionale si stanno evolvendo, diventando delle vere e proprie experience.

 

Quindi, in un mondo in cui tutto può essere un negozio e un negozio può trasformarsi in qualsiasi cosa, come si dovranno comportare i retailer nell’accogliere i clienti che sempre di più mettono il fattore “esperienza” al di sopra di tutto? Philippe De Passorio, Country Manager di Adyen Italia, introduce le cinque tendenze tecnologiche che interesseranno il settore del retail e che vedremo protagoniste nel 2019.

 

1. Il commercio unificato o “unified commerce” sarà fondamentale

 

Nel corso del 2019, i marchi non vedranno più le vendite all’interno del negozio in competizione con l’eCommerce, ma le due diverse modalità verranno considerate come un unico canale unificato.

 

“I vantaggi dell’unified commerce arrivano dal comprendere l’importanza che i dati sui pagamenti assumono nel generare nuove entrate. Il consolidamento dei dati sui pagamenti provenienti dai diversi canali consente infatti ai retailer di creare un quadro completo della loro clientela e di comprendere a fondo le preferenze dei clienti più fidelizzati, il valore medio delle transazioni e la frequenza degli acquisti, in modo da personalizzare in maniera sempre più pertinente offerte o programmi di acquisto”, racconta Philippe De Passorio.

 

2. La customer experience si evolverà ulteriormente grazie alla tecnologia

 

Migliorare l’esperienza d’acquisto rappresenterà un nodo fondamentale per far sì che i rivenditori possano differenziarsi dalla concorrenza. Ecco tre aree di sviluppo legate alla tecnologia che inizieranno ad emergere nel corso di quest’anno.

 

Smart devices
Si è parlato molto del potenziale di trasformazione della vendita al dettaglio di assistenti domestici come Amazon Echo o Apple’s HomePod. Nel 2019, entreranno in gioco anche nuove opportunità create da altri dispositivi come televisori e game console. Ad esempio, un cliente potrebbe guardare la TV, vedere un annuncio di un prodotto e acquistarlo immediatamente con un click del telecomando.

 

Meno code in negozio
Le code rappresentano per molti utenti uno dei principali ostacoli per completare l’acquisto.
Grazie alla tecnologia, i negozianti potranno però creare un legame continuo tra negozi online e negozi fisici, permettendo di avviare transazioni su una piattaforma e finirle su un’altra, effettuare resi in negozio, prenotare online e pagare in-store o utilizzare direttamente il cellulare per completare l’acquisto nel negozio fisico, con il conseguente vantaggio di ridurre l’attesa di pagamento alla cassa.

 

La tecnologia wearable
I prodotti wearable continueranno sempre più a semplificare il processo di vendita e a creare nuove esperienze per i clienti, in particolare nei settori dell’ospitalità e dell’intrattenimento “Potremo vedere clienti di un bar o di un resort pagare con un semplice dispositivo al polso, senza bisogno di un telefono o di una carta di credito”, spiega De Passorio.

3. L’importanza dei metodi di pagamento locali
In un mercato sempre più globale, i commercianti dovranno guardare oltre il mercato interno e aggiungere metodi di pagamento locali se vorranno espandere il proprio business. I retailer dovranno garantire che i metodi di pagamento offerti sia online che offline siano ottimizzati per i loro clienti in qualsiasi luogo, riconoscendo il valore di offrire un’esperienza di pagamento familiare ai turisti di tutto il mondo.

 

“I metodi di pagamento tipici dei turisti cinesi e i portafogli elettronici basati sul codice QR, saranno in cima alla lista delle priorità”, afferma de Passorio.

 

4. La seconda fase della direttiva Europea PSD2 offrirà nuove opportunità di innovazione
Il 2018 è stato l’anno del GDPR. Nel 2019 entrerà in vigore la seconda fase della PSD2, una nuova direttiva a cui i fornitori di servizi di pagamento e gli esercenti dovranno adeguarsi. Il settore del commercio al dettaglio dovrebbe considerare questa come un’opportunità, in quanto le nuove API potranno aiutare i commercianti a comprendere meglio i loro clienti e ad offrire loro nuove customer journeys.

 

5. Le frodi saranno più facili da evitare
I dati di Adyen indicano che le frodi continuano a crescere: 6 rivenditori su 10 hanno dichiarato lo scorso anno di aver rilevato un aumento delle attività fraudolente. Poiché le prime versioni del 3DS (3D-secure) non si sono rivelate di facile utilizzo o implementazione, molti commercianti hanno rinunciato a questa tecnologia di sicurezza.

 

“Con la nuova versione di 3DS che Adyen integra nella sua piattaforma di pagamento, i commercianti saranno in grado di migliorare la sicurezza e prevenire le frodi. Grazie alle nuove API create a seguito dell’entrata in vigore del PSD2, i fornitori di servizi di pagamento potranno eseguire controlli antifrode durante il completamento del processo d’acquisto, creando un’esperienza di pagamento semplificata e senza interruzioni”, conclude Philippe De Passorio.

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Landor: Ownership, Gender, Wellness ed Experience ridefiniranno il rapporto tra marche e persone

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Landor

Landor, leader globale nel brand consulting e experience design, ha analizzato innovazioni, comportamenti e atteggiamenti dei consumatori in numerosi settori e paesi per identificare le principali tendenze che caratterizzeranno il prossimo anno, scoprendo che il 2019 non sarà un anno di transizione ma di cambiamenti radicali.

 

Innanzitutto, i consumatori si sposteranno definitivamente dal concetto di possesso a quello di sottoscrizione come mezzo per i loro acquisti, trovando una offerta adeguata ormai in quasi tutti i settori. In secondo luogo, dal momento che il concetto di gender diventa sempre più aperto e inclusivo, un numero crescente di aziende si allontanerà dai prodotti strettamente “per lui” o “per lei”. I brand di tutti i settori dovranno poi cercare di integrare la salute e il benessere dei dipendenti, dei clienti e delle loro famiglie nella loro offerta.

 

Stuart Sproule, Presidente Landor Americas, ha commentato: “Il 2019 è l’anno in cui gli importanti cambiamenti che si sono sviluppati nella società negli ultimi mesi e anni saranno accelerati e concretizzati dai brand più innovativi. In questo processo i responsabili delle funzioni Marketing e HR si abitueranno a lavorare sempre più in modo integrato, come veri e propri motori del cambiamento”.

 

Antonio Marazza, General Manager di Landor Milano, conclude: “Le aziende passeranno dalla ideazione di ‘user experience’ efficienti ma spesso indifferenziate a ‘emotional journey’ espressivi della personalità di marca per creare esperienze sempre più legate alla vita delle persone. Questo impatterà su tutti settori, e su alcuni in particolare come quello dello sport, dove le tecnologie rendono ormai possibile coinvolgere gli spettatori attivamente nel gioco.”

 

Qui è possibile visualizzare il Trend Report di Landor.

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BRAND STRATEGY

S’Agapò (Gruppo Bros) sceglie Levante per il “regalo del cuore”. Firmano TREND e Multivideo

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trend multivideo bros

S’Agapò e Levante, nuovo giudice di X Factor, hanno dato vita a un nuovo emozionante storytelling cinematografico tratto da una delle canzoni più belle interpretate dalla cantautrice: “Abbi cura di te”.

Il concept del film nato da una intensa collaborazione tra il team creativo e la stessa Levante, narra la genesi di un “messaggio d’amore virale” che si trasmette attraverso la musica. È un ritratto poetico, in cui Levante compone e canta i testi della sua canzone, che si trasformano in altrettanti messaggi letti da tutti i giovani innamorati nel contesto di una magica Milano. Ogni messaggio genera un emozionante desiderio di felicità da donare alla persona amata. E il dono migliore non può che essere un gioiello della nuova collezione S’Agapò da regalare alla persona del cuore.
Per meglio contestualizzare la poliedricità artistica di Claudia, in arte Levante, è stata scelta una location densa di magia creativa: l’atelier di un noto pittore e scultore milanese.
Il film della durata di 1,5’ sarà pianificato attraverso una strategia digital programmatic e attraverso i social, con l’obiettivo di enfatizzare l’engagement generato dal contenuto del film. Non potevano ovviamente mancare le edizioni televisive 30” e 15”, on air in un format speciale per tutta la prossima edizione di X Factor su Sky Uno.

Nell’ottica crossmedia che contraddistingue tutte le campagne del Gruppo Bros, Levante sarà anche protagonista della campagna stampa che coinvolgerà i principali magazine di moda e le più seguite riviste femminili. Completeranno il planning una serie di progetti speciali realizzati con i più importanti media partner radio e out of home.

La campagna è pianificata da TEND Milano, strategic planning e direzione creativa Marco Di Giusto e Antonio Briguori, regia Carlo A. Sigon, Cdp Multivideo.

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State of Cross-Device Commerce: le necessità dei retailer multicanale secondo Criteo

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Criteo Cross-Device

Criteo ha pubblicato lo State of Cross-Device Commerce Report, relativo alla seconda metà del 2016. L’analisi mette in evidenza le abitudini di acquisto dei consumatori e indica le previsioni relative al commercio cross-device a livello globale, fornendo anche interessanti informazioni sul nostro paese. Il nuovo report rispecchia la necessità dei retailer di approfondire la comprensione del comportamento dei consumatori cross-device e allineare le strategie di marketing per massimizzare il ROI.
“L’adozione di una strategia di misurazione cross-device è un imperativo fondamentale per tutti i retailer”, ha dichiarato Alberto Torre, Managing Director di Criteo Italia. “I marketer non solo hanno la necessità di adottare una misurazione cross-device al fine di garantire la corretta attribuzione, ma anche di assicurarsi che il loro investimento sia ottimizzato per i canali che forniscono il massimo delle prestazioni. I retailer che sono in grado di offrire ai clienti un’esperienza coerente e personalizzata attraverso più dispositivi sapranno fare la differenza”.

Principali Highlight
Misurazione Cross-Device per investimenti più intelligenti e ritorni più elevati
E’ ormai un dato di fatto che i consumatori continuano a utilizzare più dispositivi lungo il percorso di acquisto, per questo diventa fondamentale per marketer dotarsi di una misurazione accurata e scalabile, per evitare sprechi legati agli annunci. Gli strumenti di analisi tradizionali studiano le attività dispositivo per dispositivo, fornendo una visione limitata e in silos del percorso multi-dispositivo dei clienti. Il passaggio a una vista user-centric che sfrutta strumenti di misurazione cross-device avanzati consente di identificare con precisione i consumatori e fotografare un quadro completo della loro esperienza di shopping. Questo approccio si allinea con i comportamenti di acquisto e l’intenzione di attribuire in modo più accurato le transazioni. I benefici di una corretta misurazione, identificazione e attribuzione cross-device è chiaro e può essere riassunto in questi punti:
-Senza una misurazione crossdevice quasi 1 transazione su 3 può essere attribuita erroneamente.
-I tassi di conversione derivanti da una misurazione cross-device sono fino al 40% più elevati rispetto a una visione per singolo dispositivo.
-I percorsi di acquisto sono fino al 41% più lunghi se tracciati utilizzando una misurazione crossdevice rispetto a quanto i modelli con una visione parziale indicano.
In Italia
-Con una misurazione user-centric e cross-device, i retailer possono monitorare con maggiore precisione la conversione e ottimizzare le spese di marketing; in Italia i tassi di conversione sono 1,6 volte più alti rispetto a quello che emerge attraverso un approccio device-centric.
-In Italia il 46% di tutte le transazioni, dalla prima visita al sito web fino all’acquisto, ha coinvolto due o più dispositivi…

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MEDIA

I principali trend del programmatic per il 2017 secondo Tradelab

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I principali trend del programmatic per il 2017 secondo Tradelab

Che cosa riserverà questo 2017 al settore del programmatic? A chiederselo è Gaetano Polignano, Country Manager di Tradelab, che inizia il nuovo anno con un overview sui principali trend che caratterizzeranno l’ecosistema del programmatic nel 2017: programmable, nuove metriche per le campagne branding, nuovi modelli di attribuzione e molto altro per spiegare come evolverà il settore dell’acquisto automatizzato.

Il programmable rimpiazzerà il programmatic
Nel 2017, la sfida più grande sarà far passare gli inserzionisti più maturi dal programmatic al programmable. Di che cosa si tratta? Il programmable, riposizionando il ruolo dell’uomo rispetto alla potenza del calcolo della macchina, mette fine al dominio del programmatic «100% algoritmo»: il programmatic ha portato grandi novità dal punto di vista dell’automatizzazione e dell’ottimizzazione, ma da quando è entrato sul mercato sono pochi i cambiamenti significativi a cui abbiamo assistito, soprattutto a livello di personalizzazione strategica per i diversi brand. Quello che nel 2017 succederà con sempre maggiore frequenza è la partecipazione attiva dei brand alla costruzione di un algoritmo su misura, personalizzato e personalizzabile, in funzione delle loro conoscenze del target e del mercato, oltre che dei loro obiettivi. Grazie a questi ingredienti, si potrà elaborare un algoritmo su misura che permetterà una personalizzazione del targeting, del prezzo di acquisto e del messaggio. Questa architettura evolutiva sarà poi affinata e arricchita dalle rilevazioni automatiche di attributi supplementari riconosciuti dalle macchine. Inoltre, gli esperti e i professionisti potranno scomporre le performance per attributi, la verifica delle ipotesi effettuate a monte, e arbitrare le scelte della macchina. La complementarietà tra l’esperienza umana (definizione degli attributi discriminanti a priori) e forza di calcolo della macchina (rilevazioni di microsegnali poco intuitivi) permetterà di estrarre tutto il valore dell’acquisto media programmatico.

Nuove metriche per le campagne branding
Gestire la notorietà di un marchio in programmatic è una possibilità che piace sia ai publisher che ai Marketing Directors. Tuttavia, nel corso del 2016, questo investimenti si sono dimostrati ancora cauti, malgrado la disponibilità di formati e inventory. Al di la del contesto premium, il programmatic permette oggi agli inserzionisti di pilotare e controllare la durata d’esposizione di ogni utente a ogni pubblicità vista, per generare degli uplift significativi di notorietà e di considerazione presso il loro target. Un passo in avanti più importante, che permette un miglioramento diretto e quantificabile della notorietà e dell’immagine di marca, della considerazione e dell’intenzione d’acquisto. Si noti anche che la crescita recente di questi budget branding testimonia una presa di coscienza globale, favorita da un controllo di un sempre maggiore del metodo di acquisto dell’inserzionista…

 

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AZIENDE

Come si evolverà il settore del marketing digitale? Le previsioni di Rocket Fuel per il 2017

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Rocket Fuel

Un’analisi di Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe e Mena Region di Rocket Fuel

Il 2017 promette una significativa crescita e maturazione del settore del marketing digitale. Vedremo più dati, più pressione sul ROI, più media che utilizzano il programmatic e una maggiore complessità del customer journey, che a sua volta richiede che venga migliorata la tecnologia in tempo reale e il marketing predittivo. Ecco cosa aspettarsi dal prossimo anno:

Il programmatic continuerà a crescere
È un momento straordinario per la pubblicità digitale in Italia: nel 2017 il programmatic diventerà la norma e non sarà più considerato una novità. L’automazione ha rivoluzionato il processo di media buying e ci attendiamo che i marchi che continueranno a comprare gli annunci manualmente resteranno indietro rispetto a quelli che supporteranno l’automazione.

L’anno del mobile è finito, adesso tocca al cross-device
Gli ultimi cinque anni sono stati gli anni del mobile, mentre il 2017 potrebbe essere l’anno del cambiamento. Questo non significa che il mobile non sarà più importante per le campagne pubblicitarie, ma inizieremo a pensare al mobile marketing in un modo completamente diverso. Il 2017 sarà l’anno in cui i marketer realizzeranno che la parte più importante del mobile non è quella di raggiungere un unico canale, ma è l’opportunità di creare esperienze significative tra brand e consumatori su tutti i dispositivi. Considerato che gli utenti hanno sempre con sé il cellulare, cercando il segnale Wi-Fi e geolocalizzandosi, i dispositivi mobile possono collegare i customer journey online e offline.
Poiché i dispositivi mobile “always on” offrono una grande quantità di dati, ci aiutano a capire quando e come coinvolgere i consumatori durante la giornata: non solo su dispositivi mobile, ma attraverso qualsiasi touchpoint digitale. Pertanto, ciò che noi oggi chiamiamo mobile è in realtà solo un passo verso una soluzione cross-device completa e full-funnel. Per fare ciò, sarà necessario fare marketing in base alle persone e non ai dispositivi.

Il programmatic diventerà la base per la creazione del brand
Mentre il programmatic advertising è stato in gran parte sinonimo di Direct Response (DR), le aziende hanno iniziato a rendersi conto che la tecnologia può aiutare ad identificare l’audience di massa e può quindi essere uno strumento molto efficace nella costruzione di un brand.
Nel 2017 il programmatic riuscirà a seguire l’intero percorso del consumatore. Le aziende hanno già iniziato ad aumentare la spesa per il programmatic, in parte per via del desiderio di contenere le spese di marketing. Questo passaggio è stato un po’ più lento nel 2016 rispetto a quanto gli analisti avevano previsto alla fine dell’anno scorso, il che è dovuto, in parte, al fatto che il passaggio definitivo avverrà verso soluzioni di programmatic full-funnel, le cui componenti principali sono il brand e il DR, invece che la semplice spesa in programmatic dell’azienda. I professionisti del marketing sono sotto pressione per dimostrare i risultati e stanno quindi cercando di condurre campagne di grande rilevanza, creative, reattive e misurabili, su larga scala. Grazie a un chiaro collegamento tra la crescita del brand e la performance del DR, più marketer inizieranno a utilizzare gli insight sia delle campagne di brand che di DR come base per le campagne media e le strategie creative.

L’ultima possibilità per l’attribuzione last touch
Infine, il settore si allontanerà dall’attribuzione last touch, che aveva molto più senso in contesti “siloed”, in cui non si teneva conto delle interazioni tra brand e consumatore che possono portare al passaggio dalla consapevolezza alla conversione, né della complessità delle interazioni tra i dispositivi. Con una migliore tecnologia e una migliore modellazione, il 2017 vedrà lo sviluppo e la sperimentazione di nuovi modelli di attribuzione che si allontaneranno dal last touch verso valutazioni più complete. Questi modelli influiranno probabilmente sul modo in cui misuriamo il ROI e pianifichiamo le campagne.

Persone e non semplici dispositivi
Per garantire il successo delle future campagne di marketing digitale, individuare l’utente piuttosto che il dispositivo utilizzato sarà più importante che mai. Dal momento in cui stiamo passando ad altri modelli di attribuzione e ci stiamo spostando verso il cross-device, è fondamentale aver una visione unica del cliente. Capire il percorso dei singoli utenti permetterà di realizzare campagne pubblicitarie cross-device e contestualmente rilevanti che avranno un impatto reale.

I first party data verranno prima di tutto
Il 2017 vedrà l’ascesa dei first party data nel marketing. Questi dati hanno vantaggi significativi: sono di proprietà di una società specifica, il che significa che nessun’altra azienda ne è in possesso; forniscono insight significativi dei profili demografici e psicografici dei clienti; e possono essere combinati con dati di terze parti quando necessario. Quest’anno vedremo sempre di più la funzionalità DMP inclusa in altre tecnologie di marketing, sia in aggiunta a DMP stand-alone o in loro sostituzione. Sempre più DSP offriranno funzionalità DMP come il tagging e l’analisi integrata, e aumenteranno le aziende che cercano di ricavare un vantaggio competitivo dalla qualità dei dati che hanno raccolto.

La creatività e la personalizzazione saranno essenziali
Il programmatic si è sviluppato molto rapidamente, ma la creatività nella pubblicità non è riuscita a tenere lo stesso passo. Il 2017 sarà l’anno in cui la creatività pubblicitaria si rimetterà in pari con la distribuzione degli annunci stessi. Il programmatic creativo è essenziale per sostenere l’invio personalizzato di contenuti al consumatore, consentendo in tal modo ai messaggi di essere estremamente rilevanti, per catturare l’attenzione del destinatario e aumentare i risultati delle campagne. Con la continua crescita dei video e di altri formati creativi di grande impatto attraverso i canali programmatici, vedremo formati creativi più coinvolgenti ed espressivi.

L’Intelligenza Artificiale sarà ovunque
Il 2017 sarà un anno in cui l’intelligenza artificiale dominerà le notizie di marketing. Per tenere insieme tutti i pezzi, abbiamo bisogno di essere capaci di imparare dai dati e migliorare la specificità di una campagna in cinque modi diversi: ottenendo la creatività giusta, il pubblico giusto, il messaggio giusto, il dispositivo giusto e il momento giusto. Con il volume e la velocità a cui i dati vengono assemblati e messi in uso, l’intelligenza artificiale fornisce il modo più efficace per elaborare i dati e prendere decisioni in tempo reale. Il prossimo anno lavoreremo a nuove soluzioni di intelligenza artificiale per dare ancora maggiori vantaggi ai brand grazie al machine learning.

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Hotwire Communication Trend Report 2016

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Hotwire Trend Report

Hotwire ha presentato il settimo report annuale dedicato ai trend di comunicazione. Esperienze virtuali nella vita reale, supremazia delle parti terze e campagne di comunicazione in grado di offrire un reale valore aggiunto sono tra le principali tendenze che caratterizzeranno il 2016.

Come ogni anno Hotwire ha analizzato il mercato e ha delineato quelle che saranno le linee guida della comunicazione del prossimo anno. Grande attenzione alla Realtà Virtuale (VR), identificata come connubio perfetto tra l’emozione dell’esperienza e l’analiticità dei dati. Questa rappresenta, infatti, il punto d’incontro per quei brand che vogliono unire emozioni e fatti. I professionisti di marketing hanno l’esigenza di fare proprio questo concetto e assicurarsi di comprendere l’impatto che questa tecnologia può avere sulla strategia, quando può essere usata e quali sono le competenze professionali che richiede.

Dopo anni di concentrazione sui contenuti, il 2016 segnerà il momento in cui i brand dovranno allentare la morsa del controllo. Crescerà la propensione a cercare sempre più terze parti di fiducia per la loro distribuzione: le campagne vivono e si evolvono grazie anche alle dinamiche e alla spinta dei canali per cui sono state sviluppate. Questo porterà, di conseguenza, a una naturale diminuzione di azioni imposte, come improbabili call to action o visite forzate a siti esterni. Si assisterà, inoltre, a un’ulteriore evoluzione: i brand si concentreranno meno sulla mera vendita di un prodotto o servizio, bensì porranno l’attenzione sull’esperienza o il beneficio che essi apportano per raggiungere una specifica audience.

“Il 2016 sarà l’anno della liberazione dei contenuti. I marketer esperti decideranno di pubblicare i loro contenuti laddove c’è il loro pubblico di riferimento abbandonando l’atteggiamento reattivo della condivisione e attesa per la misurazione del risultato”, ha affermato Brendon Craigie, CEO del gruppo Hotwire. “Ci focalizzeremo sulle esperienze reali piuttosto che sulla vendita di un prodotto o di un servizio. Le campagne che avranno successo saranno quelle in grado di risolvere un problema del consumatore o di offrire un’esperienza di valore, fisica o virtuale”.

I trend di comunicazione del 2016 secondo Hotwire

1. Guerre tra piattaforme – abbracciando le terze parti
I siti web diventeranno un canale, anziché un punto di arrivo. Mentre rimarranno sempre uno strumento utile per la pubblicazione di contenuti, si assisterà – per la diffusione di informazioni nel web – all’incremento dell’uso di canali come Medium e LinkedIn Pulse, i quali hanno investito specificamente in servizi di distribuzione, diventando un mezzo imprescindibile per le campagne marketing.

2. Il capovolgimento dell’imbuto: il marketing nell’Era di Amazon
Il modello tradizionale a imbuto, valido per gli acquisti, è stato capovolto. Se interessati a un acquisto, ora, i consumatori si rivolgono direttamente alla fonte. Ma se Amazon può puntare sull’ampia disponibilità di offerta, i brand minori devono optare sulla profondità, vale a dire creare campagne mirate che assicurino una forte fidelizzazione e creino un legame sempre più forte tra marchio e utente tanto da rovesciare l’imbuto in ogni caso.

3. Il pubblico sta uccidendo la pubblicità
iOS9 ha abilitato il blocco della pubblicità, ma il settore non è ancora pronto a reagire. Nel 2016 i professionisti di marketing avranno assolutamente bisogno tanto di migliorare la pubblicità nativa, quanto di esplorare nuovi modi per generare awareness di ampio respiro – dai podcast sponsorizzati alle partnership con i blogger, vlogger e Instagramer fino a un rinnovato impegno per le attività esperienziali.

4. La fine dei millennial
Il 2016 sarà l’anno in cui finalmente si smetterà di categorizzare i “millennial” come un unico gruppo demografico. I brand, infatti, cercheranno d’ora in poi di rivolgersi a audience definite secondo uno specifico atteggiamento o determinati valori. Si assisterà alla crescita di contenuti sempre più sofisticati, rivolti a nuovi gruppi di giovani non più identificati solo per anagrafica. Ci si dimenticherà dell’età in generale – è solo a un numero – focalizzando il marketing solo su quello che motiva veramente il proprio pubblico: le sue passioni e la vita che ognuno di essi ha scelto di condurre.

5. Vivere il momento
Il motto del prossimo anno sarà “carpe diem”, cogli l’attimo, vivendo appieno il momento.
Prevarrà l’istinto sulla logica e i professionisti di marketing inizieranno a creare contenuti più spontanei e, abbracciando criteri di “non perfezione”, daranno vita a una comunicazione più naturale e diretta.

6. Pensare in grande, andare verso l’iper-localizzazione
Nel 2016 i professionisti di marketing avranno bisogno di scendere più nel dettaglio – creando messaggi individuali per ogni categoria del proprio target di riferimento ragionando sulle caratteristiche distintive di ognuno di questi. In questo nuovo mondo iper-dettagliato, quattro o cinque copy non saranno più abbastanza – bisognerà creare 10, 15 o anche 20 messaggi, ciascuno dei quali sarà rivolto a una specifica sotto categoria di riferimento.

7. Essere rilevanti. Essere utili. Essere ascoltati
L’obiettivo delle grandi campagne marketing del 2016 non sarà quello di fare rumore, ma quello di fornire un servizio. Si può imparare da chi ha già esplorato questo terreno: in questo senso IBM, ad esempio, ha sviluppato delle pensiline per ripararsi dalla pioggia per la propria campagna di affissioni pubblicitarie outdoor fornendo un servizio molto utile e diventando parte attiva della vita del consumatore. È proprio in questa direzione che si andrà nei prossimi 12 mesi.

8. La realtà virtuale come un canale da scegliere
Poiché i consumatori domandano sempre più esperienze e meno comunicazioni lineari, la realtà virtuale diventerà il trend chiave del 2016. L’ hardware sarà più pervasivo, risultato dell’esperienza acquisita nel mondo del gaming e da parte delle community d’intrattenimento, ma la vera rivoluzione sarà quella portata avanti dai creatori di contenuti e dai comunicatori che daranno vita alla piattaforma, esulando dal solo mondo del gaming. I professionisti di marketing non dovranno solo fronteggiare e capire l’impatto che può avere la tecnologia sulla strategia, ma anche sapere quando può essere usata e chi chiamare per farla funzionare al meglio.

9. I brand prendono posizione
I valori sono alla base di una comunità, ma non possono essere pura teoria, devono essere vissuti e messi in pratica. Data la crescente tendenza dei consumatori a schierarsi a favore di un brand piuttosto che un altro sulla base di specifiche scelte o comportamenti sociali che il marchio mette in campo, sempre più vedremo i brand difendere le proprie posizioni politiche o sociali dove i valori rappresenteranno un ruolo centrale della strategia di comunicazione.

10. Ciak si gira!
Il 2016 sarà l’anno in cui la comunicazione passerà prepotentemente al video online – attraverso un mix di competenze che vedrà lavorare insieme team integrati di video maker, planner e account per massimizzare le competenze di ciascuno e assicurare campagne di successo.

“La comunicazione in tutte le sue accezioni e sfaccettature continua a rappresentare un asset chiave per molti brand. Capire quali sono le tendenze che si stanno delineando, investire sulle migliori tecnologie e talenti ed essere sempre più che aggiornati sul mercato sono leve fondamentali per un ottimale ritorno dell’investimento”, aggiunge Beatrice Agostinacchio, Country Manager Hotwire Italy. “Siamo più che certi che questo report sia un punto di partenza e non di arrivo, grazie a spunti utili per migliorare le strategie dei prossimi 12 mesi”.

Note per gli editori: il report Communications Trend 2016 di Hotwire è stato redatto da 400 professionisti della comunicazione, provenienti da 22 Paesi, in cinque continenti differenti.

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Nel 2015 sarà il consumatore a scegliere mezzi e contenuti: i trend di Hotwire

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La possibilità di avere a disposizione tantissimi contenuti, e tantissimi mezzi su cui fuirne, metterà il consumatore di fronte a più scelte. È questo uno dei trend più importanti emersi dal sesto report di Hotwire, ‘Best Technology PR Agency Worldwide’, sui trend digitali dell’anno appena iniziato. Con questa indagine, Hotwire evidenzia come la ‘possibilità di scelta’ sia il catalizzatore che informa la maggior parte dei trend digitali del momento, ritenendo che il 2015 sarà l’anno del CYOC: Choose Your Own Content.

“Abbiamo osservato il modo in cui i brand stanno sviluppando le proprie strategie digitali e abbiamo utilizzato il nostro strumento proprietario ‘Listening Post’ per analizzare le conversazioni social in quest’ambito. Ciò che emerge in modo molto chiaro dall’indagine è che quest’anno la possibilità, per i consumatori, di scegliere uno stile personalizzato di fruizione dei contenuti sarà destinata ad avere un enorme impatto nel settore della comunicazione” afferma Beatrice Agostinacchio, Country Manager di Hotwire in Italia.

A seguire il dettaglio dell’intera Top 10 dei trend digitali individuati per il 2015:

1. Scelta di contenuti personalizzati
La possibilità di scegliere la modalità di fruizione del contenuto – che sia scritto, visivo o audio – rappresenterà una delle tendenze più importanti dell’anno: contraddistingue i consumatori come individui e li unisce nell’esigenza comune di controllare il modo in cui i brand interagiscono con loro…

 

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BRAND STRATEGY

SXSW Interactive Festival 2014: cinque trend disegnano il futuro digitale

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Seguire sul posto il SXSW Interactive Festival è una full immersion di digitale, con oltre 1500 panel nei cinque giorni dell’evento focalizzati sulle novità e sull’innovazione, destinata a raggiungere l’esistenza quotidiana di molti in tempi brevi, brevissimi, praticamente domani (se non oggi…) Ce l’hanno sinteticamente raccontato oggi Giuseppe Stigliano, Head of Unconventional Media di H-ART, agenzia di marketing e comunicazione integrata parte di GroupM, e Matteo Sarzana, General Manager di VML (insieme nella foto), digital agency di Young&Rubicam Group, nella sede di via Tortona del Gruppo. “Ciò che colpisce”, hanno sottolineato i due “inviati speciali”, “è l’essere Austin – sede del Festival – solidamente incastonata nel cuore del Texas, uno stato fieramente repubblicano, forse il più conservatore in politica e nelle strutture sociali. Eppure ad Austin si è costituito un ecosistema di startupper, venture capitalist, business angels e incubatori che ne fa una frontiera avanzata dell’innovazione, terreno ideale per delineare i trend che stanno guidando l’evoluzione del digitale”.

 

Sarzana e Stigliano ne hanno individuati cinque principali.

Innanzitutto la Democratizzazione della tecnologia, cioè la possibilità per le persone comuni di fare cose che, fino a qualche tempo fa, erano appannaggio solamente di specialisti. “Si pensi ad esempio a Stephen Wolfram, l’inventore del motore di ricerca semantico WolframAlpha, che ha presentato il WolframLanguage, un software che traduce in linee di codice di programmazione le richieste espresse da chiunque in linguaggio naturale. Ogni codice generato in risposta a una specifica esigenza viene posto online, a disposizione di chiunque abbia necessità analoghe”.

Poi il Big Data che rappresenta, benchè se ne parli già molto, un trend evolutivo importante, da un lato nella sua accezione di generatore di comunicazioni non interruttive, basate sula data knowledge dell’interlocutore, e dall’altro in relazione allo sviluppo di una nuova consapevolezza dei consumatori sulla gestione della privacy. Al centro dell’attenzione ad Austin sono state messe applicazioni e piattaforme come Whisper, Confide e Wut, che riflettono la forte esigenza di protezione dei dati personali.

Anche un settore tradizionale come la Distribuzione sta per essere rivoluzionato dalle tecnologie digitali e mobili, perché proprio i punti di vendita si trasformano in contenitori di esperienze emozionali, grazie alle nuove prospettive del proximity marketing e alle tecnologie di riconoscimento.

Un altro focus è stato centrato sulle Wearable Technolgies, che stanno entrando attivamente nell’ambito medico biologico, per il monitoraggio dei parametri clinici e  per la profilazione del lifestyle, indirizzando verso comportamenti più salutari.

In ambito comunicazione, infine, una rivoluzione prossime ventura sta per investire l’OOH, che, grazie alla tecnologie di interazione digitale, si trasformerà in un vero media globale, liberato dal vincolo della “posizione fissa”.

Tra i commenti di Sarzana e Stigliano spiccano la previsione della scomparsa del brand positioning gestito dai marketers: “Il posizionamento è là dove il consumatore ti pone”, hanno ribadito; e  un cenno al futuro delle agenzie, che “dovranno sempre più inserirsi nella gestione end-to-end dello sviluppo dei prodotti e del business, in un’ottica di service design consultant e developer, più che di semplici consulenti di comunicazione di brand”.

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Il futuro del video adv è mobile: domani workshop targato Ebuzzing alla Social Media Week

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Il video si fa sempre più mobile. Crescono vertiginosamente i dati della loro fruizione da smartphone e tablet (con quest’ultimo che fa segnare record anno dopo anno), tanto che il 47% degli utenti italiani accede a internet tramite mobile, 3 milioni di famiglie hanno almeno un tablet, e la fruizione di video attraverso dispositivi mobile è cresciuta del 124%, mentre Vine e Instagram ridefinisco i confini della pubblicità online. Ebuzzing rivelerà i nuovi scenari, i maggiori trend e in che modo costruire una brand experience perfetta per l’utente nella prestigiosa cornice del Social Media Week, tramite il workshop ‘Il futuro è mobile anche per i video online’ che si terrà nella giornata di domani presso l’Urban Center di Milano, in Galleria Vittorio Emanuele II, dalle ore 16:30 alle 18. All’incontro per Ebuzzing Italia prenderanno parte Andrea Febbraio , VP Sales Europa & Co-founder, Jacopo Ercolani, Head of mobile, e Francesca Lerario, Sales Director del dipartimento Social.

“Twitter e Facebook hanno definito le nuove frontiere della pubblicità video” spiega Andrea Febbraio, “sempre più numerose sono le aziende che si stanno ingegnando per creare contenuti ad-hoc attraverso Vine e Video per Instragram. Da un punto di vista creativo la sfida è intrigante: riuscire a comunicare una ministoria, un frammento del mondo del brand in massimo 6 o 15 secondi. I primi esperimenti sono stati interessanti, la risposta degli utenti è più che buona. Noi stiamo inseguendo il trend, sfruttando la nostra tecnologia per dare nuova significanza al concetto di Viral Video attraverso la distribuzione dei video di Vine, ad esempio, fuori dall’app. Siamo molto felici di dare il nostro contributo alla Social Media Week, rispetto alla quale abbiamo annunciato la nostra presenza proprio rivelando quali sono di 10 comandamenti per rendere un video una viral-hit. Non sono solo riflessioni, ma è il risultato di analisi condotte sul oltre 7000 campagne diffuse in tutto il mondo”.

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BRAND STRATEGY

In arrivo il nuovo shop online e i nuovi canali social di Brico IO

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Arriva il nuovo shop online di Brico IO: lo annuncia Marketing Trend, che, mettendo a disposizione dei suoi clienti questo nuovo canale, va a costituire un servizio aggiuntivo agli oltre cento negozi presenti in tutta Italia. In arrivo anche le nuove pagine social (Facebook, Twitter e YouTube) del brand.

«Accessibile dalla home page del sito www.bricoio.it», spiega Mario A. Aspesi, consigliere delegato di Marketing Trend, «il nostro nuovo shop on line costituisce un servizio aggiuntivo e integrato, in un’ottica omnichannel, con quelli offerti dalla rete di 105 negozi Brico IO attivi in tutta Italia: la vendita diretta di 25-35.000 articoli e quella a catalogo tramite il totem BricoONdemand, che amplia di 4 mila referenze l’assortimento fisicamente presente nei punti vendita. Sul nostro nuovo shop on line coloro che hanno l’hobby del bricolage o che si cimentano occasionalmente in piccoli lavori manuali avranno la possibilità di prendere visione della proposta Brico IO di articoli per la manutenzione, la riparazione e l’abbellimento della casa e del giardino, con tutta calma e nel momento e luogo a loro più congeniali. E di decidere se finalizzare immediatamente l’acquisto on line, oppure se perfezionarlo in seguito, recandosi presso un negozio Brico IO».

Un nuovo shop on line, quello di Brico IO gestito dal partner tecnologico Terashop, concepito per una facile e veloce navigazione sia per chi si collega col pc sia per chi utilizza tablet e smartphone. E la cui offerta e operatività evolverà in tempi rapidi, per venire incontro alle esigenze e alle preferenze di un pubblico ampio. L’assortimento on line di Brico IO, oggi composto da 10.000 articoli di tutte le merceologie presenti nei negozi, animaleria inclusa, raddoppierà raggiungendo i 20.000 articoli a inizi 2014. Mentre già da metà novembre, i clienti dello shop on line, che oggi possono scegliere se ricevere la merce acquistata a domicilio oppure se farsela recapitare presso il più vicino Tnt Point, potranno decidere di ritirarla presso il punto vendita Brico IO di loro elezione. La consegna/ritiro delle merci acquistate on line avverrà nell’arco delle 24-72 ore dalla finalizzazione dell’ordine (24 ore nei capoluoghi di provincia del Nord Italia, 48 ore negli altri comuni del Centro e Nord Italia e 72 ore nelle isole).

È inoltre previsto un addebito per la consegna delle merci acquistate on line (calcolato in funzione del peso delle stesse) che si azzererà in caso di ritiro presso un punto vendita Brico IO. Le modalità di pagamento degli acquisti effettuati dalla clientela sullo shop on line di Brico IO saranno quelle classiche: con carta di credito o bonifico bancario direttamente sul sito o in contrassegno in contanti, con assegno bancario, Bancomat o carta di credito al momento della consegna a domicilio o del ritiro presso il punto di prelievo o presso il negozio Brico IO prescelto. «Per gli utenti del nuovo shop on line di Brico IO», assicura Aspesi, «fare acquisti via web sarà pratico, facile e conveniente. Oltre a beneficiare di tutte le offerte speciali riservate ai clienti dei punti vendita sul territorio, infatti, gli utenti del nostro sito di e-commerce godranno di un’accattivante promozionalità aggiuntiva, concepita appositamente per il web. Per Marketing Trend l’attivazione di questo nuovo canale di vendita dovrebbe tradursi in vendite aggiuntive che stimiamo al primo anno pari a 2 milioni di euro, per poi crescere rapidamente. Vendite addizionali riconducibili anche a nuovi clienti residenti in aree non ancora servite dalla nostra rete di negozi, che comunque continueremo a sviluppare».

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