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Buzzoole: in crescita l’uso degli hashtag #AD e #ADV. A giugno +45% rispetto al mese precedente

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hashtag

È passato quasi un anno da quando l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha raccomandato a VIP e creator l’uso di hashtag specifici per rendere più chiara la partecipazione ad attività sponsorizzate e di influencer marketing.

Anche IAP dal giugno 2016 ha varato la Digital Chart (rieditata nel 2017) nella quale, oltre alla mappatura delle principali forme di comunicazione commerciale digitale, l’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria fornisce, per ciascuna di esse, indicazioni su come renderle trasparenti. Per capire, quindi, l’impatto avuto sul mercato italiano da questa azione di moral suasion, Buzzoole, influencer marketing solution provider in grado di connettere i brand ai content creator attraverso l’utilizzo dell’Intelligenza Artificiale, ha analizzato l’uso dei due hashtag più utilizzati in questo tipo di attività, ossia #ad e #adv, dal 1° febbraio al 30 giugno 2018 su Instagram, Twitter e Facebook.

In questi ultimi cinque mesi i post in italiano contenenti questi “hashtag della trasparenza” sono stati 55.000 generati da 15.200 account e hanno suscitato 42 milioni di interazioni sui social media. Il dato interessante è che nell’ultimo mese si è registrata una crescita di questi post del +45% rispetto al mese precedente. Un dato che segnala un incremento inedito che lascia ben sperare e che può essere frutto anche dell’azione combinata di diversi soggetti che hanno abbracciato la bandiera della trasparenza: autorità, associazioni, aziende del settore come Buzzoole.

Il luogo principale in cui vengono condivisi i messaggi promozionali è Instagram dove è stato prodotto il 50% dei post totali. Segue Twitter con il 39% e Facebook con l’11% (quest’ultimo è sicuramente un dato sottostimato dato che il social è prevalentemente chiuso, dunque difficile da monitorare). Ma se si guarda all’engagement generato dai post si scopre che il 98% di tutte le interazioni legate alle campagne analizzate avviene su Instagram.

I settori nei quali si è riscontrato il maggior uso degli hashtag “ad” e “adv” sono l’abbigliamento (e scarpe) per il 35%, il beauty (cosmetici, profumi) per il 22%, accessori (gioielli e orologi) il 13% e Food & Beverage 12%.

Gli influencer che hanno partecipato a campagne trasparenti e che hanno generato il maggior numero di interazioni sono stati: Cecilia Rodriguez che con 17 post nel periodo ha generato 1,4 milioni di interazioni, Paola Turani che con 37 post ha ottenuto 1,3 milioni di like e commenti, Beatrice Valli che con 23 post ha ricevuto 1,1 milioni di interazioni. Dentro la soglia del milione seguono Ludovica Pagani e Ludovica Bizzaglia.

“La nostra esperienza ci insegna che la scelta del creator è fondamentale per riuscire a raggiungere il giusto target e, soprattutto, stimolare le interazioni con i consumatori. Nell’ottica di un approccio consulenziale che da sempre ci contraddistingue, consigliamo di porre attenzione anche agli aspetti formali nella scelta del content creator, e quindi di privilegiare chi applica gli hashtag di trasparenza che il mercato richiede e che vanno a portare benefici a tutta la filiera. Il creator capace di aggiungere un tocco personale e creativo è senz’altro apprezzato, ma grazie alla nostra tecnologia, si possono facilmente individuare i profili che, oltre alla creatività, sanno anche rispettare le regole”, dichiara Vincenzo Cosenza, Head of Marketing Italy di Buzzoole.

“Inoltre, dall’analisi emerge che spesso le aziende preferiscono puntare sulle Celebrity lasciando in secondo piano il concept creativo della campagna e la brand affinity. In questo modo si ottengono molti like, ma si rischia di penalizzare il prodotto che non rimane adeguatamente impresso nella memoria dei follower”, aggiunge Cosenza.

“Uno degli aspetti più importanti che, come Unione Nazionale Consumatori, abbiamo riscontrato è una nuova attenzione per la trasparenza da parte dell’influencer marketing ma ancora non basta, come dimostra la stessa analisi condotta da Buzzoole”, dichiara Massimiliano Dona, Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Dal nostro osservatorio possiamo affermare che lo scenario è ancora in continua evoluzione: da un lato troviamo influencer più scrupolosi che utilizzano l’hashtag #ad, ma d’altro canto sono ancora molti coloro che trascurano questa regola. La strada per una totale trasparenza è ancora lunga e passa attraverso iniziative di monitoraggio utili per rafforzare la compliance alle nuove esigenze di rispetto dei consumatori”.

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La campagna e il sito di Pasta Garofalo per una trasparenza totale

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pasta garofalo

Il Pastificio Garofalo, storica azienda di Gragnano, lancia la nuova campagna incentrata sulla trasparenza “Buona Pasta Non Mente”, che vive anche in ambiente digital grazie al nuovo sito www.comesifagarofalo.it, realizzato dall’agenzia xister Reply.

Sul nuovo sito web comesifagarofalo.it viene messo  a nudo il processo produttivo, fornendo agli utenti un tool unico: i consumatori potranno infatti conoscere nel dettaglio la materia prima della pasta Garofalo, arrivando a tracciare addirittura la provenienza dei grani utilizzati per ogni singola confezione di pasta e poterne verificare le analisi chimiche e qualitative senza filtri. Gli utenti avranno a disposizione online anche i risultati dei controlli a campione che vengono regolarmente realizzati sul prodotto finito da un ente esterno certificato.

Nel nuovo sito, inoltre, il pastificio racconta le proprie scelte, quelle che rendono la pasta Garofalo unica da oltre due secoli. Tutto il processo viene illustrato: dalla selezione di una materia prima di altissima qualità fino alle varie fasi della lavorazione. L’obiettivo è anche sfatare alcuni luoghi comuni sulla pasta, ad esempio sulla superiorità della trafilatura al bronzo o della “lenta lavorazione”. L’azienda condivide così il suo sapere unico, antico come quello di generazioni di artigiani gragnanesi cresciuti nella cultura pastaia del pastificio Garofalo, e allo stesso tempo reso contemporaneo da un’innovazione industriale rispettosa delle origini, dei luoghi, ma soprattutto della passione per la pasta.

L’ambizioso progetto rende Pasta Garofalo il primo pastificio che racconta in modo trasparente la provenienza della sua materia prima e risponde alle direttive legislative europee in ambito di tracciabilità e trasparenza.

Credits
creative director: Sarah Grimaldi
art director: Matteo Zanotti
copywriter; Nicola Vincenzoni
IT Manager: Gennaro Balzano

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MEDIA

Smart annuncia il blocco delle bid request che non rispettano gli standard ads.txt

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Smart

Smart (precedentemente nota come Smart AdServer), la piattaforma di monetizzazione pubblicitaria olistica e interamente trasparente, ha annunciato oggi la sua nuova politica che presenta bid request ai partner demand esclusivamente da publisher che hanno adottato ads.txt.

Dal 20 dicembre in avanti, tutti i domini ads.txt senza autorizzazioni saranno bloccati al fine di stimolare la necessità dei partner demand di Smart a comprare inventario aderente allo standard di ads.txt. Nella lotta verso un ecosistema privo di frodi, l’inventario Smart RTB+ diventa 100% aderente a ads.txt e assicura autenticità dei domini. I siti che devono ancora implementare ads.txt continueranno a ricevere la domanda di Smart, ma solo per un periodo di tempo limitato.

Smart ha supportato l’iniziativa a partire dal lancio, spronando sia la domanda sia l’offerta ad implementare il file, e, di recente, tramite l’assegnazione della carica di Chief Quality Officer a Gorka Zarauz, per assicurare i più alti standard possibili.

“Insieme ad altri player fondamentali nel nostro settore, Smart rappresenta uno dei principali partecipanti all’iniziativa ads.txt, e continua ad incoraggiare altri player ad unirsi all’iniziativa”, sottolinea Gorka Zarauz. “Quest’ultima iniziativa è una pietra miliare per Smart, parte dei nostri continui sforzi per garantire fortemente ai pubblicitari la migliore qualità possibile dell’inventario. è il momento giusto per farlo e per fissare un elevato standard qualitativo”.

“Il domain spoofing danneggia i pubblicitari”, afferma Steffen Kai, Chief Digital Officer, presso Omnicom Media Group. “Tramite una drastica riduzione della pratica di domain spoofing, ads.txt incrementa la qualità del mercato. Siamo totalmente aderenti all’iniziativa e abbiamo il piacere di notare che l’industria si stia muovendo verso questa direzione”.

“Nella lotta contro la frode, qualità dell’inventario e brand safety sono fondamentali per mantenere la fiducia del brand e dell’advertiser”, sostiene Jeremy Haft, National Vice President di Adelphic. “Migliorare la supply chain e lottare per uno scenario privo di frodi per publisher e advertiser è fondamentale per la crescita del nostro settore. Adelphic si impegna per soluzioni all’avanguardia, come ad esempio ads.txt, dato che il settore lavora per migliroare trasparenza nell’ecosistema del digital advertising”

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On air il nuovo spot Wind Tre, “The Future You Want”. Firma Ogilvy & Mather Italia

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Spot Wind Tre Ogilvy

È on air in tv il nuovo spot Wind Tre che, centrato sul pay-off “The Future You Want”, racconta i valori di Tecnologia, Trasparenza e Fiducia, che caratterizzano il posizionamento del brand 3, da sempre all’avanguardia nelle scelte tecnologiche e riferimento per i clienti alla ricerca di soluzioni digitali e tecnologiche.
Nel nuovo spot i testimonial del format “the future you want”, Mia e  Luca sono in compagnia di un gruppo di ‘millennials’, questa volta in una location particolarmente futuristica:  un planetario. Tra stelle e pianeti, il sogno di scoprire mondi e personaggi alieni si fa sempre più coinvolgente, grazie anche al nuovo Samsung Galaxy S8 che rende l’esperienza visiva ‘immersiva’ e senza confini. Ed è proprio tra la magia delle stelle che lo sguardo di Luca incontra quello di una ragazza e ne rimane affascinato. Firma la campagna l’agenzia Ogilvy & Mather Italia.
Al centro della comunicazione Free, l’offerta più completa del portafoglio 3, che propone fino a 30 giga di internet, minuti illimitati, sms e il nuovo Galaxy S8 a partire da 25 euro. In più dopo un anno, il cliente è libero di cambiarlo con un modello più nuovo, per avere sempre il meglio dell’ultima tecnologia disponibile.

 

CREDITS
Agenzia: Ogilvy & Mather Italia
CCO: Giuseppe Mastromatteo e Paolo Iabichino
General Manager: Daniela Morone
Senior Art Director: Andrea Pioppi
Senior Copywriter: Sara Repossini
Art Director: Luca Savani
Junior Copywriter: Teresa Di Gioia
Account Director: Denise Bolandrina
TV Producer: Clara Villani
CDP: Mercurio Cinematografica
Executive Producer: Luca Fanfani
Producer: Victoria Rabbogliatti
Post Produzione: XLR8
Regia: Giuseppe Capotondi
Direttore Fotografia: Marc Gomez Del Moral
Musica: Rovazzi – Tutto molto interessante

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MEDIA

“MAPP Transparency” di Rocket Fuel: il Programmatic diventa “trasparente”

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Anche nel recente IAB Seminar dedicato a Programmatic e Data Fusion è emersa, tra i punti chiavi per lo sviluppo ulteriore di tali mercati in Italia, la necessità sia di education e formazione degli attori, (investitori e publisher), sia soprattutto una risposta efficace alla domanda di “trasparenza” degli advertiser che chiedono maggiore visibilità su dove e a chi i loro messaggi vengano fatti effettivamente pervenire.
Per contribure direttamente a costruire tale risposta, Rocket Fuel ha fissato gli standard della marketing transparency per i clienti della propria piattaforma di programmatic marketing. Il programma di trasparenza Model Audience Placement Performance (MAPP) dell’azienda comprende quattro aree chiave: modello di apprendimento, insight sull’audience, placement degli annunci e performance. Questo livello di trasparenza fornisce ai marketer una chiara visione della tecnologia Moment Scoring di Rocket Fuel e del rendimento della campagna.

“La nostra offerta MAPP è completa e in grado di fornire ai nostri clienti una visione molto più profonda degli elementi chiave per il successo delle loro campagne rispetto a quello che viene offerto da qualsiasi altro fornitore di programmatic marketing”, spiega Enrico Quaroni, Country Manager di Rocket Fuel Italia. “Con MAPP vogliamo diventare un benchmark di riferimento per il comparto”.

Come ha recentemente ricordato Seth Ulinski, analista senior di Technology Business Research, “la trasparenza, l’ad fraud e la viewability sono tre dei temi più aspramente discussi del settore in questo momento. Iniziative come Rocket Fuel sono essenziali per la crescita del mercato programmatico”.

Con MAPP, Rocket Fuel mette infatti a disposizioni dei propri clienti strumenti che agiscono proprio sulle quattro aree-chiave prima citate.
Grazie a Model transparency, i clienti sono in grado di vedere come opera Moment Scoring in tempo reale, tramite il Model Learnings report (di prossima uscita) che mostra, quotidianamente, il numero di attributi e caratteristiche del modello della campagna. Questi fattori sono identificati dall’intelligenza artificiale di Rocket Fuel per migliorare le performance della campagna, tra essi vi è ad esempio il costo giornaliero per acquisizione (Cost per Acquisition CPA). Durante lo svolgimento delle campagne, gli utenti del report possono vedere come l’intelligenza artificiale apprende gli attributi che hanno un effetto sull’obiettivo, come per esempio ogni corresponding drop della CPA.

Ad esso si affianca Audience Transparency: i clienti possono vedere come i comportamenti dei singoli target di riferimento sono performanti rispetto agli obiettivi della campagna in tre importanti aree: chi sta raggiungendo la campagna, che gli annunci siano mostrati a persone reali e che raggiungano i profili dei consumatori su tutti i dispositivi che utilizzano.

Placement Transparency, invece, consente ai clienti possono verificare dove una campagna viene veicolata e quanto costa, con un elenco dettagliato di siti e viewability insights.
Performance Transparency, infine, abilita i clienti a vedere, in tempo, reale come una determinata campagna stia raggiungendo il suo obiettivo, oltre a fornire insight dettagliati sulla conversione.

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