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The Post Internazionale, una testata per millennials: invertita la tendenza registrata da Audiweb

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The Post Internazionale, una testata per millennials

Come riportato da Audiweb nella recente survey dedicata all’audience dei contenuti editoriali fruiti all’interno dell’app mobile di Facebook tramite browser e instant articles, nessuna delle testate prese in considerazione riesce a coinvolgere in maniera importante i millennials. Questo vale soprattutto per la fascia under 24 e per quella under 18, con il livello di engagement che scende addirittura sotto il 2% nell’ultimo caso. Questo non vale per The Post Internazionale: stando ai dati diffusi dalla testata (non inclusa nella ricerca Audiweb), per l’1,5 milioni di utenti unici mensili, oltre 1 milione sono lettore under 35 e di questi millennials più di metà ha un’età inferiore ai 24 anni.

“I nostri contenuti parlano di notizie a livello globale,” risponde Giulio Gambino, direttore della testata The Post Internazionale, “l’interesse per le notizie locali è di dimensioni estremamente ridotte se consideriamo il flusso di news che pubblichiamo giornalmente. Il nostro focus è orientato verso le notizie provenienti da tutto il mondo: dagli USA al Bangladesh, dalla Libia al Giappone. La struttura del nostro sito non è suddivisa per verticali tematiche (per esempio auto, cucina, tecnologia, etc.) ma le sezioni di TPI vengono classificate in base a specifiche aree geografiche quali Europa, America, Africa ed Asia. Il nostro pubblico vuole essere informato su quello che succede nel mondo e i numeri ce lo confermano” prosegue Gambino. “I millennials sono interessati a notizie che li possano stimolare, informazioni provenienti da aree del mondo molto dinamiche che la nostra redazione riesce a coprire anche grazie a partnership a livello internazionale. Unica alternativa a TPI per questi lettori sono testate internazionali quali Vox, New York Times, The Guardian, Quarz, etc. A ciò si aggiunge una particolare attenzione da parte della nostra redazione alla lunghezza degli articoli, strutturati per essere letti in pochi minuti”.

Ed è proprio l’attenzione allo stile di pubblicazione della notizia veloce e scorrevole che ha portato il sito di news ad ottenere eccellenti risultati in termini di coinvolgimento: mediamente gli utenti visitano 8 pagine per singolo accesso. E la principale sorgente di traffico è Facebook, solo organico. “Facebook ad oggi rappresenta la nostra prima fonte di traffico e, al contrario di tutte le altre testate che hanno subito in questi mesi una contrazione su questo canale a causa delle modifiche degli algoritmi del newsfeed, noi abbiamo addirittura incrementato i risultati. Questo è stato possibile in quanto la nostra fanbase, di quasi 700 mila utenti, è reale e attiva, commenta e condivide i nostri articoli. Una fanbase composta per quasi un terzo da under 24, per la maggior parte donne” conclude il direttore della testata.

I millennials interagiscono in maniera anche più attiva con gli annunci pubblicitari che, per scelta dell’editore, non devono avere un alto affollamento per dare qualità alla navigazione dell’utente e qualità di contesto per l’advertiser. Ciò permette di avere un engagement del pubblico significativamente superiore rispetto ad altri siti ove la stessa campagna è pianificata. Inoltre, essendo un pubblico molto giovane, apprezza la possibilità di coinvolgimento offerta dai formati interattivi.
SHAA, media tech company italiana, contribuisce alla raccolta advertising su TPI. Lo storico di campagne pianificate su The Post Internazionale evidenzia come il pubblico di TPI interagisca con l’adv il doppio rispetto alle medie di campagna. Inoltre è emerso come gli utenti più giovani, se esposti a creatività e formati interattivi, apprezzino maggiormente l’advertising perché vengono resi soggetti attivi e non più passivi nella navigazione. I prodotti interattivi di SHAA si propongono quindi come lo strumento migliore da utilizzare per coinvolgere questa tipologia di utenti; consente infatti di intervenire su un contenuto video o foto, introducendo elementi multimediali interattivi e call to action che stimolano l’engagement con la possibilità di navigare al loro interno e permettono di inserirvi photo/video gallery, localizzazione dello store o del dealer, form di raccolta dati, downloading e feed social.
“TPI rappresenta uno dei siti di riferimento nelle nostre pianificazioni in quanto, oltre ad offrire una reale reach incrementale alle pianificazioni dei nostri inserzionisti.” afferma Pietro D’Ettorre, responsabile marketing di SHAA. “Garantisce a noi e ai nostri advertiser la soddisfazione di un livello di engagement degli utenti imparagonabile rispetto ad altri canali. Ottenere indici di interazione superiori al 15% su un tipo di traffico così qualificato non è assolutamente scontato. Anzi, raggiungere e coinvolgere i millennials attraverso i formati display e i video-adv è una scommessa che molti player hanno perso in questi anni e che noi, grazie alle funzionalità interattive abbiamo rimesso l’utente al centro”.

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MEDIA

TPI affida a HiMedia la raccolta pubblicitaria del sito. L’inventory sarà gestita in programmatic

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TPI, giornale online italiano di news e storie internazionali con oltre 30 milioni di pagine viste al mese e quasi 1.5 milioni di utenti unici mensili*, affida a HiMedia la raccolta pubblicitaria del sito, rafforzando così l’offerta della concessionaria sul target giovani.

TPI nasce nel 2010 dall’idea di Giulio Gambino – giovane reporter de L’Espresso, La Stampa e freelance per il The Wall Street Journal – per raccontare il mondo attraverso lo sguardo di chi è realmente “sul campo” soprattutto a giovani (18-35 anni) per lo più viaggiatori, con un alto livello di istruzione e global-oriented. Inoltre, da giugno 2015, Roberto Saviano ha iniziato a collaborare attivamente con la redazione di TPI.

Grazie alla partnership con HiMedia l’inventory del sito di TPI (skin e rich media compresi) potrà essere totalmente gestita in programmatic (in private e open market).

“La partnership con HiMedia rappresenta per il nostro giornale un salto qualitativo importante verso l’innovazione anche in campo pubblicitario e il suo approccio internazionale si sposa perfettamente con il nostro anche se in campi differenti. Siamo certi che il team di HiMedia saprà valorizzare al meglio i nostri spazi e creare progetti interessanti per i nostri lettori”, spiega Giulio Gambino, fondatore e direttore di TPI.

Il sito di news è consultato prevalentemente in mobilità (70% degli utenti utilizza la versione mobile del sito) mentre il 30% naviga all’interno del giornale da desktop e risulta particolarmente apprezzato dalle donne che compongono ben il 61% dei lettori.

“Con l’ingresso di TPI tra i nostri editori, si amplia l’offerta di HiMedia in ambito “giovani” altospendenti, rispondendo così alla crescente esigenza degli advertiser di colpire un segmento solitamente difficoltoso da raggiungere al di fuori dei social network. TPI si inserisce nel filone dei nuovi progetti editoriali che soddisfano le aspettative di informazione di un pubblico sempre più frammentato tra differenti canali di comunicazione e siamo certi che la nostra lunga esperienza nel mobile e nel programmatic possa offrire ottime soddisfazioni a entrambi, commenta Carlo Poss, CEO di HiMedia Group Italia”.

*Fonte: Google Analytics

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