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Lions Innovation: “Tre parole per dare un indirizzo al mondo” vince il Grand Prix

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Hanno aperto i battenti ieri i Lions Innovation, un “festival nel Festival” che occupa due giorni della settimana sulla Croisette e in cui la tecnologia, i big data e la creatività di intersecano e si ibridano, donandosi reciprocamente forza e valore.

Questa sera i vincitori dei Lions Innovation sono stati protagonisti sul palco del Grand Auditorium del Palais.

Nessun Grand Prix nella sezione dei Creative Data, dove invece ben sei Leoni d’Oro rappresentano proposte che coprano praticamente tutto il mondo.
Dagli Usa arriva il “9/11 Memorial Museum“, in ricordo della tragedia delle Torri Gemelle, sviluppato dalle autorità locali della città di New York, mentre down under troviamo “Run That Town“, dell’Ufficio Statistico Australiano firmato da Leo Burnett Sydney.
South of the border è invece “Sos Sms“, realizzato da Grey Mèxico (Mexico City) per la Croce Rossa del grande paese centroamericano; di contro, sventola la bandiera del Sol Levante su “Reviving Legends” dello Japan Sport Council, autore Dentsu Inc. Tokyo / Dentsu Tec Inc. Tokyo / Rhizomatiks Tokyo.
Twin Souls“. per la Onlus “CHANGE One Life” porta la firma di Y&R Mosca; chiudono il cerchio ancora gli Usa, con “Ea Sports Madden Giferator: An Art, Copy & Code Project With Google“, di Grow Norfolk / Heat San Francisco in partnership creative con Google per Ea Sports.

Grand Prix assegnato invece nella categoria Innovation, dove a spiccare è stato “Three words to address the world“, ideato dall’omonima organizzazione. Un progetto globale che vuole dare un indirizzo fisico, raggiugibile, al 75% di persone al mondo che non hanno un numero civico, una via, una strada, una piazza ove essere collocati. Non si parla qui di homeless, ma di quei tre quarti dell’umanità che vivono in aree non geograficamente definite nel dettaglio. Certo, il GPS è capace di identificare ogni capanna, ogni casa e ogni villaggio grazie alle sue coordinate geografiche (latitudine e longitudine). Tuttavia, mentre gradi, minuti, secondi e punti cardinali funzionano benissimo per le macchine, sono troppo complicati da gestire per gli esseri umani. Il progetto di propone così di suddividere l’intera superficie del pianeta in miliardi di quadrati di tre metri per lato, associando a ciascuno di essi una combinazione di tre parole di uso comune, che un apposito software (implementabile facilmente su pc, tablet, smartophone etc) è in grado di posizionare univocamente su una mappa. Queste tre parole saranno l’indirizzo personale di chiunque, rendendo così facilmente rintracciabili i servizi indispensabili, dal punto di assitenza sanitaria a quello dell’acqua potabile, dalle scuole alle famiglie in difficoltà.

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