BRAND STRATEGY

Armando Testa firma la campagna “Good to Earth” per il calendario Lavazza

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calendario

È on air su giant poster e affissioni in città, negli aeroporti internazionali europei e italiani e su stampa la nuova campagna “Good to Earth“, parte del progetto Calendario Lavazza 2019, ideato dall’agenzia Armando Testa.

 

I tre soggetti della campagna mostrano opere di “nature art” realizzate in Colombia, Kenya e Svizzera da artisti contemporanei dalla spiccata sensibilità ambientale come lo svizzero Saype, il francese Mantra e l’americano Hula. Gli interventi artistici, visti attraverso l’obiettivo della famosa fotoreporter americana Ami Vitale, supportano importanti messaggi a difesa del pianeta, celebrando i luoghi nel mondo dove l’intervento dell’uomo sta portando buone notizie per la Terra.
La cura per il nostro futuro, la lotta ai cambiamenti climatici e la protezione della biodiversità diventano così immagini poetiche e allo stesso tempo una chiamata all’azione per tutti noi.

 

Per Armando Testa, sotto la direzione creativa esecutiva di Michele Mariani, hanno lavorato alla campagna e al calendario Lavazza i direttori creativi Andrea Lantelme e Federico Bonenti, il copy Stefano Arrigoni e la graphic designer Michela Repellino.

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BRAND STRATEGY

Lines Seta Ultra: Sicurezza Imbattibile: campagna di Armando Testa

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seta ultra

In un mondo fashion, simbolico-veristico, illuminato da una luce viola come la confezione di Lines Seta Ultra, una bellissima ragazza dal look molto moderno ed elegante, reso ancora più originale dal taglio corto dei capelli, color argento con riflessi viola, è la protagonista della nuova campagna, firmata Armando Testa, in onda da ieri sulle principali emittenti TV e sul web. Una musica raffinata e vivace, introdotta dal richiamo cantato “Seta Seta” accompagna il veloce succedersi delle immagini che, con l’aiuto delle gigantesche scritte al neon VELOCITÀASCIUTTOPULITOZERODORE, sottolineano le qualità distintive che rendono Lines Seta Ultra imbattibile.

La protagonista cammina sorridente, disinvolta e dinamica lungo le lettere al neon, intervallata da rapide dimostrazioni della superiorità descritte dalla voce speaker. Vediamo infatti che, se il filtrante non aderisce bene all’assorbente, si può sentire il fastidio del bagnato, mentre Lines Seta Ultra ha più di 500 micropuntini che fissano il filtrante al nuovo strato Assorbilampo. Ce lo mostra un rullo sovradimensionato con più di 500 piccoli rilievi luminosi che, passando sul prodotto, unisce e fissa tutti gli strati. Risultato? “ASCIUTTOPULITO in un lampo!” Lo conferma il confronto con un altro assorbente ultra che assorbe meno velocemente e rimane bagnato. Vediamo poi la protagonista che cammina vicino alla scritta “ZERODORE”: tutte le lettere si spengono tranne la O di ZERO, perché con Lines Seta Ultra l’odore è zero! Chiude il filmato la ragazza che gioca sorridente con il pack accanto alla scritta LINES SETA che si illumina e si spegne col disturbo sonoro tipico del neon accompagnato dal cantato” Seta Seta” e dal claim: Lines Seta Ultra, sicurezza imbattibile!

Sotto la direzione creativa di Piero Reinerio hanno lavorato al progetto l’art Monica Barbalonga e la copy Mariarosa Galleano, la casa di produzione è la Little Bull (del Gruppo Armando Testa) con la regia di  Pierluca De Carlo. Pianifica Media Italia

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ENTERTAINMENT

Ai Musei Reali di Torino la mostra “tutti gli -ismi di Armando Testa”

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Dal 25 ottobre 2018 al 24 febbraio 2019, le sale Chiablese dei Musei Reali di Torino ospiteranno la mostra “tutti gli -ismi di Armando Testa”, geniale interprete della propria epoca e anticipatore di fondamentali istanze contemporanee, la cui lezione è ancora oggi quanto mai attuale.

I curatori Gemma De Angelis Testa e Gianfranco Maraniello rendono omaggio all’estro del più importante comunicatore italiano con una mostra, realizzata in collaborazione con Mart – Museo d’arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, che rappresenta un tuffo nell’immaginario di un grande sperimentatore.
Le Sale Chiablese accoglieranno alcuni dei personaggi più celebri dei mondi di Testa, icone inconfondibili a cui generazioni di italiani guardano con sorrisi nostalgici e che risultano una divertente scoperta per i più giovani. Dall’ “uomo moderno” che campeggia negli allegri manifesti della Facis al logo senza tempo del vermut Carpano Punt e Mes, passando per l’ippopotamo Pippo protagonista delle réclame della Lines, fino ai divertenti caroselli abitati da Carmencita e Caballero per il caffè Paulista di Lavazza o dagli sferici extraterrestri del pianeta Papalla per Philco, la mostra è un’immersione nel nostro paesaggio culturale. E ancora: elefante Pirelli, rinoceronte Esso, caroselli in bianco e nero e pubblicità più recenti. In questi mondi surreali, così come negli altri materiali presenti in mostra, sono immediatamente ravvisabili i tratti distintivi della comunicazione e dell’arte contemporanea degli ultimi decenni.

Nell’esposizione degli -ismi è presente un nucleo di opere che illustra la produzione artistica di Armando Testa, soffermandosi con particolare attenzione sulle passioni iconografiche ripetute e reinterpretate durante la sua lunga carriera. L’allestimento, che include manifesti del primo periodo fortemente pittorici, quadri, fotografie, serigrafie e sculture, approfondisce i topoi ricorrenti, come quello degli animali o quello delle dita. Ricco anche il gruppo di materiali ispirati al cibo, tema a cui l’artista si dedicò fin dalla fine degli anni Sessanta, precorrendo ancora una volta i tempi.
Procedendo per suggestioni tematiche, l’esposizione illustra la ricerca del pubblicitario italiano, restituendo un artista a tutto tondo la cui attività supera l’ambito della comunicazione ed entra in contatto diretto con le energie e le sperimentazioni che hanno segnato gli ultimi settant’anni. Tra i sottotesti, costante resta l’umorismo: giochi di parole e slittamenti semantici sono tra le caratteristiche fondamentali delle numerose visioni rappresentate.

“Armando non è mai andato via da qui, è sempre stato nella sua città”, ha commentato Marco Testa, Presidente del Gruppo Armando Testa. “Oggi se mio papà sapesse l’onore che gli viene tributato con questa mostra si sorprenderebbe perché è sempre stato legato alle cose semplici, al valore del talento innestato su quello del lavoro. Lui era un “visualizzatore globale”, come diceva Gillo Dorfles, ma con un “cuore torinese”, come dico io. E non è solo una questione di nascita, ma di legame profondo con questa città: la sua agenzia l’ha fondata e voluta qui e ancora oggi qui l’agenzia ha il suo cuore”.

“Mi piace pensare”, ha conluso Marco, “che in tutti gli “ismi di Armando Testa” il futurismo, il surrealismo, l’astrattismo al quale artisticamente è stato avvicinato, mio papà avesse anche un altro ismo: il torinismo, un legame unico con la sua città”.

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Assocom Comunicare Domani: 2014 a -1%. In 5 anni ai Paid Media meno del 50% dei budget

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Una chiusura 2014 del mercato della comunicazione a -1%: praticamente stabile, dopo il biennio “horribilis” in cui si perdeva oltre 12 % ogni anno. Queste la previsioni del Centro Studi Assocom, presentate stamattina a Milano dal vice presidente dell’Associazione Marco Girelli nel corso del tradizionale appuntamento “Comunicare Domani“. Girelli ha poi sottolineato come lo strapotere dell’abbinata Web e TV, unici media a crescere, sebbene a velocità diverse, che sfioreranno nel 2014 il 75% a valore del mercato, abbia ormai di fatto relegato gli altri mezzi classici in una nicchia sempre meno frequentata dagli spender. Confermato infatti anche per quest’anno il calo a due cifre di stampa e cinema, mentre sono un po’ in salute radio (-1,6%) ed esterna (-7,2%).
“Noi tutti lavoriamo per molti brand e lo facciamo con una passione e un impegno che va al di là delle normali 24 ore”, ha dichiarato in apertura Marco Testa, Presidente di AssoCom, “ma a volte ci dimentichiamo che il primo brand da amare e rispettare siamo proprio noi, è l’intera industry della comunicazione. Lavorando insieme, uniti, fornendo dati, studi, riflessioni, potremo anche aiutare le imprese, e il nostro paese, a cogliere ogni segnale di futuro. Il ruolo di AssoCom è anche questo”.
In linea con queste parole è la più ampia visione, con un orizzonte a 5 anni, invece, della ricerca commissionata dal Centro Studi AssoCom alla School of Management del Politecnico di Milano che ha intervistato un campione rappresentativo delle aziende investitrici e delle agenzie per disegnare il “nuovo” ecosistema della comunicazione.
Un ecosistema  articolato, complesso, polverizzato, il cui giro di affari vale nell’insieme l’1% del PIL e che occupa nel suo insieme 150 mila persone, circa lo 0,50% della totalità degli occupati in Italia. I suoi attori sono ancora i grandi gruppi della comunicazione e le agenzie indipendenti ma ne fanno parte anche i new comer quali i network di freelance, i system integrator, i technology provider e le agenzie di consulenza direzionale che stanno cercando di giocare un ruolo nel mondo della comunicazione di marca.
“Il 44% delle imprese dichiara che investirà la maggior parte del proprio budget negli “owned media”, confermando l’intenzione a diventare sempre di più proprietarie dei loro contenuti di comunicazione” ha spiegato Giuliano Noci, Professore Ordinario di Marketing PoliMi e Presidente Explora. “E non parliamo solo di media digitali, che sicuramente sono quelli più importanti fra gli “owned media”. Il fenomeno è anche off-line, ad esempio nel retail, basti pensare ai concept store, o alla rivisitazione degli eventi quali rinnovati canali di relazione con i consumatori”.
I cosiddetti “paid media” hanno oggi ancora una posizione dominante  nello spending complessivo ma a tendere questo ruolo sarà ridimensionato: nei prossimi 5 anni, il 55% delle aziende investirà meno del 50% nei paid media, che saranno considerati sempre di più in una logica multicanale. Anche la loro gestione cambierà: per il 45% delle aziende investitrici, il ruolo degli intermediari nell’acquisto di spazi pubblicitari evolverà nel tempo lasciando sempre più spazio alle piattaforme di Programmatic Buying. I big player della rete si confermano come partner fondamentali nelle strategie di comunicazione.
La ricerca ha evidenziato inoltre che le aziende si stanno riappropriando del  controllo diretto: secondo gli intervistati, il coordinamento strategico sarà per il 70% nelle mani delle imprese e per il 30% affidato alle agenzie. Cresce l’importanza di quelle che erano una volta chiamate centrali media ma che, sempre più, risultano essere dei conglomerati di competenze diversificate nelle varie discipline della comunicazione. Il ruolo delle agenzie si conferma quindi  cruciale: il 58% delle imprese ribadiscono che le agenzie rimangono i partner «privilegiati» e «stabili» per il coordinamento operativo di tutti i soggetti che, con competenze e funzioni diverse nella comunicazione, ruotano intorno all’azienda.
Le aziende stanno effettivamente coinvolgendo i nuovi attori – system integrator, technology provider, società di consulenza – in progetti specifici, ad esempio di digital positioning, ma non li ritengono i loro partner privilegiati e stabili, una rassicurazione per il circa 50% delle agenzie intervistate che  li considera come potenziali concorrenti ai tavoli di coordinamento operativo.
In sintesi, alle agenzie è richiesto allargamento delle competenze, visione strategica e operativa integrate, capacità di partnership in chiave di networking dinamico e di incubation di start-up innovative, oltre a nuovi strumenti fondamentali per la conoscenza dei consumatori, a cominciare dai Marketing Analytics & Big Data.

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