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“Lasciate fare ai dolci”: Vallè in tv per conquistare le nuove generazioni. Campagna di Marimo

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vallè naturalmente

La campagna di comunicazione di Vallè è on air dal 16 settembre sui principali canali TV con uno spot che unisce, con dolcezza e tenerezza, generazioni diverse. Protagonista dello spot è Vallè Naturalmente, l’ingrediente segreto per preparare dolci che conquistano. Con Vallè non servono parole, basta lasciar fare ai dolci, come fa la giovane nipote dello spot preparando una torta sofficissima per la sua nonna. Un gesto antico di cura e affetto, che si rinnova nelle nuove generazioni.
L’invito di “Lasciate fare ai dolci!”, claim della campagna, rimane filo conduttore anche per quella online prevista sui canali social e sul sito web di Vallè Italia. Lo spot TV è firmato Marimo, agenzia indipendente di Roma, e la campagna è stata pianificata da Carat.

“Con questo spot ci vogliamo rivolgere ad un target sempre più ampio di persone che amano una cucina sana, buona e genuina, in cui gli ingredienti a base vegetale occupano un ruolo importante”, spiega il Marketing Director Emanuela Pittoni,  “Per incrementare il passaparola, l’azienda affiancherà alla comunicazione TV anche quella digitale, dove siamo già una realtà affermata: il sito raccoglie circa 1.500 ricette, accompagnate da consigli e idee per arricchire lo stile di vita; la pagina Facebook “Vallè Torte per te” conta oltre 1 milione di follower che partecipano attivamente sia sul web che nella vita reale”.

 

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MEDIA

Sizmek annuncia il lancio a fine anno di una soluzione per l’adv sulle Advanced TV

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Sizmek ha annunciato oggi un nuovo progetto dedicato alle Advanced TV, che prevede il lancio a fine anno di una soluzione integrata per TV lineari, addressable e connesse.
Ad oggi Sizmek è già l’unico punto di riferimento per l’inventory delle TV lineari, addressable, e connesse. Presto però advertiser e agenzie media saranno in grado di applicare alla TV gli insight forniti dall’intelligenza artificiale, al momento utilizzati per la digital adv, così da ottenere una targettizzazione, una reach e una frequenza costanti per tutta la campagna. Unendo dati, media e creatività all’intelligenza artificiale, Sizmek permetterà alle agenzie e ai marketer di veicolare la brand awareness sia in TV, che online.

Lo scorso mese Sizmek ha annunciato il rilascio di una nuova versione della sua DSP potenziata dall’intelligenza artificiale, offrendo in questo modo ai pubblicitari e alle agenzie una grande efficienza ed un’efficace attività di programmatic. L’annuncio di oggi rappresenta un ulteriore step per unire dati, media e creatività attraverso tutti i canali digitali, incluse le Advanced TV.

Le soluzioni attuali per acquistare adv in televisione richiedono il coinvolgimento di molteplici vendor, con settaggi di dati e inventory differenti per la televisione lineare e per ogni tipologia di Advanced TV. Il risultato è spesso una over delivery nei confronti del target a causa dell’incapacità di ottimizzare la reach e la frequenza.

Lavorando con i dati e con partner provenienti dall’intero panorama delle Advanced TV, utilizzando l’intelligenza artificiale per colmare il divario tra loro, Sizmek offre una soluzione unica per i buyer per attivare e ottimizzare le loro campagne televisive all’interno di un vasto pool di inventory integrate.

Sizmek potrà fornire un’inventory significativa grazie alle sue collaborazioni con diverse piattaforme di online video adv come Telaria, Spotx e Freewheel.

Con questo nuovo offering Sizmek aiuta i buyer a superare le difficoltà dovute al mettersi in contatto con fornitori differenti, ma questa è solo la prima fase del progetto dedicato alle Advanced TV. L’intenzione è quella di introdurre un supporto per raggiungere l’audience delle smart tv, avere una reach e un controllo della frequenza migliori, e allo stesso tempo fornire insight di un livello superiore per la fruizione di video e l’efficacia dell’adv, permettendo così ai marketer di fare il miglior uso possibile del loro budget media e produrre media plan ottimizzati.

“Un feedback costante da parte delle agenzie è che avere reach e frequenza adeguate, mentre si fa un utilizzo efficiente dei media, è una delle maggiori sfide che si trovano ad affrontare”, conclude Enrico Quaroni (nella foto), Managing Director Italy di Sizmek. “L’audience si sta spostando dalla TV lineare verso le Addressable TV, le TV connesse e gli OTT. Questa frammentazione è una sfida che stiamo cercando di risolvere. La nostra capacità di utilizzare gli insight derivanti dalla digital adv e applicarli alle Advanced TV ci permette di offrire la miglior soluzione possibile a marketer e agenzie”.

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Il Barter-Pay-Per-Sale di SixthContinent abbassa la soglia di accesso alla tv

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SixthContinent.com, piattaforma internazionale di social commerce, porta sulle reti televisive italiane l’innovativa formula del “Barter-Pay-per-Sale” (BPPS) che sovverte le regole della pubblicità e del marketing tradizionali consentendo alle aziende di pubblicizzare il proprio brand a condizioni particolarmente vantaggiose.

Dopo l’introduzione del BPPS per campagne pubblicitarie web, che prevede il pagamento della pubblicità in base alle reali vendite generate tramite la piattaforma SixthContinent e con parte degli incassi, la nuova formula “Barter-Pay-per-Sale Awareness” per la tv è stata studiata per supportare le imprese nel percorso di ulteriore crescita del business, aiutandole a consolidare il proprio brand e a distinguersi grazie all’impatto del media televisivo a fronte di investimenti contenuti.

Infatti, se con la versione web del “Barter-Pay-per-Sale” SixthContinent offre già alle aziende partner View e Clic totalmente gratuiti, garantendo un successo delle campagne pari al 100% dell’investimento, da oggi permette anche alle società di piccole e medie dimensioni l’accesso alla tv, il media in assoluto più potente per la costruzione e l’affermazione della notorietà di marca.

Grazie ad una pianificazione annuale sui principali canali TV in PrimeTime, SixthContinent – oltre a promuovere regolarmente la propria piattaforma attraverso spot da 15 e 30 secondi – offre ai partner l’opportunità di essere “ospitati” in annunci tv dedicati che pubblicizzano i brand presenti sulla piattaforma.

“È una rivoluzione che permette a tutte le Aziende di accedere alle campagne pubblicitarie in tv, rendendole accessibili anche ad aziende di piccole e medie dimensioni”, commenta Francesca Roveda, CEO di SixthContinent Europa. “I partner SixthContinent possono così distinguersi attraverso campagne televisive con budget decisamente sostenibili e con performance di vendita del superiori alla media di mercato.”

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Nielsen: maggio chiude in negativo, ma le attese sull’anno rimangono rosee

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Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia chiude il mese di maggio in negativo, a -1,8% (-4,9% senza search e social), portando i primi 5 mesi del 2018 a +0,9% rispetto allo stesso periodo del 2017. Se si esclude dalla raccolta web la stima Nielsen sul search e sul social, l’andamento dei primi 5 mesi registra un calo del -1,4%.

“ll mood di incertezza e preoccupazione sullo stato della nostra economia a maggio ha evidentemente spinto le aziende a un atteggiamento attendista”, spiega Alberto Dal Sasso, AIS Managing Director di Nielsen. “La performance del mese, inoltre, è condizionata negativamente anche da una strategia di comunicazione tipica di alcuni investitori che, negli anni dei grandi eventi mediatici, scelgono di focalizzarsi sui mesi clou, in particolare giugno e luglio per il caso specifico dei Mondiali di Calcio. La raccolta pubblicitaria a maggio frena quindi anche per questi motivi, confermando così quell’andamento altalenante intorno alla quota zero verificatosi negli ultimi quattro mesi. I benefici sul mercato pubblicitario di un Campionato del Mondo che si sta rivelando comunque un evento di grande richiamo, nonostante l’assenza dell’Italia, saranno evidenti già dal prossimo mese”.

Relativamente ai singoli mezzi, la TV cala nel singolo mese del -4,8% e chiude i primi 5 mesi del 2018 a -1%. Sempre in negativo i quotidiani, che a maggio perdono il -8,3%, consolidando il periodo cumulato gennaio-maggio a -7,9%. Stesso andamento per i periodici, sia nel singolo mese che per i primi cinque mesi del 2018, con cali rispettivamente del -6,3% e -8,6%.

Mese di maggio negativo anche per la radio (-2,5%) seppur l’andamento del periodo cumulato rimanga positivo, a +6,8%.
Sulla base delle stime realizzate da Nielsen, la raccolta dell’intero universo del web advertising nel primo quadrimestre dell’anno chiude in positivo a +7,6% (+2,1% se si escludono il search e il social).
Il cinema è in crescita del +31,2%, così come il transit (+8,9%) e la GoTV (+22,7%). In calo l’outdoor a -7,7%.

Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 11 in crescita, con un apporto di circa 69 milioni di euro. Per i primi comparti del mercato i primi cinque mesi registrano andamenti differenti. Alla buona performance di abitazione (+5,7%) e cura persona (+3,5%), si contrappone il calo di alimentari (-1,7%), farmaceutici (-7,2%) e telecomunicazioni (-10,1%). Bevande (+1,6%), automobili (+1,5%) e turismo (+3,2%), pur registrando un andamento positivo nei primi 5 mesi, risultano in forte calo a maggio.

Tra gli altri settori che contribuiscono alla crescita si segnala il buon risultato in termini di investimenti pubblicitari del tempo libero (+29,1%), elettrodomestici (+32,1%) e enti e istituzioni (+25,3%).

“Ci aspettiamo dunque una chiusura dei mesi di giugno e luglio in positivo, con il Governo ormai insediato e i Mondiali che, volgendo al termine, stanno regalando, come di consueto, oltre che emozioni e pàthos al pubblico, anche un contributo di investimenti consistenti”, conclude Dal Sasso. “Prevediamo una chiusura positiva del 2018, intorno al +1,7%, che confermi la crescita del mercato pubblicitario per il quarto anno consecutivo”.

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MediaCom Lab: 10 cluster guardano la televisione, ciascuno con attenzione diversa

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Dare risposta a quelle domande che nelle attuali ricerche di settore non trovano un riscontro sufficiente a soddisfare i mutati bisogni del mercato: è l’obiettivo che si è data MediaCom con MediaCom Lab, il dipartimento interno di ricerca guidato da Erik Rollini, Managing Director di MediaCom.
Se la prima ricerca sui Kids ha indagato un mondo relativamente poco conosciuto, la seconda è dedicata alla TV, mezzo che per quanto conosciuto offre ancora spunti di ricerca proprio per il suo essere parte integrante della vita dei consumatori e per le modalità di fruizione diverse rispetto al passato.

Attraverso un’indagine online, MediaCom Lab ha diviso la popolazione italiana in base a variabili comportamentali ricavando 10 cluster che raccontano cosa realmente accade davanti a uno schermo televisivo. “Il panel aveva l’obiettivo di misurare il grado di coinvolgimento e attenzione degli spettatori”, spiega Erik Rollini. “Una popolazione italiana mediana, ma allo stesso tempo digitalizzata in cui i diversi device (TV, smartphone, tablet, laptop, etc.) che ormai fanno parte della vita quotidiana si incrociano e condizionano l’attenzione o meglio la non attenzione che spesso rivolgiamo allo schermo televisivo”.

Tra i dieci cluster identificati, quello che maggiormente si distingue è composto da circa il 40% degli intervistati, e viene definito come il gruppo dei rilassati, ossia quelle persone che hanno la TV accesa mentre fanno altro, non hanno il telecomando in mano e quindi hanno da tempo abbandonato lo zapping compulsivo: più di due terzi del panel dichiara di non cambiare canale quando inizia la pubblicità. L’attenzione però è bassa o selettiva, e questo condiziona l’efficacia e l’impatto della comunicazione pubblicitaria che deve essere sempre più capace di offrire creatività facilmente ricordabili nel tempo e che catturino l’attenzione di un pubblico presente ma distratto.

Le stesse persone possono altresì avere comportamenti diversi a seconda del momento, mese, giorno della settimana. I cluster tra di loro non sono disgiunti e chi si definisce rilassato potrebbe essere, in altri momenti anche uno spettatore seriale appassionato e attento rispetto ai suoi programmi, fiction, serie e canali tv. Riconoscere il coinvolgimento selettivo dei diversi target è fondamentale per pianificare una comunicazione efficace.

Dall’indagine emerge l’importanza di scegliere sia i contenuti più coinvolgenti sia le modalità creative più efficaci per emergere nei momenti di maggiore distrazione. Ed è proprio la comprensione della creatività uno dei principali punti di forza dell’analisi di MediaCom Lab: non cambiano le regole ma di certo alcuni aspetti oggi hanno più rilevanza di un tempo. Semplicità e format sono ancora più importanti che in passato e il sonoro (jingle o musica che sia) è l’elemento principale per conquistare l’attenzione.

Nella foto, da sinistra, i protagonisti di MediaCom:

Cristiano Nissotti –  Strategy and Insight Director
Monica Pecchia – Strategy Director
Erik Rollini – Managing Director
Elisabetta Casini – Strategic Director
Zeno Mottura – CEO

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GialloZafferano sbarca in tv: i suoi menù protagonisti della domenica mattina di Canale 5

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i menù di giallozafferano

GialloZafferano arriva anche in tv con “I menù di GialloZafferano”, il nuovo appuntamento della domenica mattina di Canale 5. Con questo nuovo progetto prosegue la strategia di brand extension avviata nell’ultimo anno dal brand. Dopo il grande successo del sito, con 7,3 milioni di utenti unici al mese (fonte: Audiweb Total Digital Audience, dicembre 2017) e della pagina Facebook, con 6 milioni di fan, da cui sono nati un magazine, ogni mese in edicola con una diffusione media di 200.000 copie (fonte: ADS media gennaio-dicembre 2017), un libro dedicato alle ricette dei food blogger e una nuova app, che conta oggi 6 milioni di download (fonte iTunes e Google Play Store) e 140 mila utenti attivi al giorno (fonte: Google Analytics), il brand del Gruppo Mondadori può ora contare su un’offerta multicanale ancora più articolata.

“I menù di GialloZafferano” vede ai fornelli Davide Scabin, chef stellato tra i più grandi nomi della cucina italiana, affiancato da Cristina Chiabotto e con la partecipazione in collegamento di Manuel Saraceno, volto di GialloZafferano e tra i capi squadra dell’omonima rivista. A partire dal 18 marzo, in ogni puntata GialloZafferano proporrà un menù settimanale creato ad hoc per le esigenze di un ospite del programma e della sua famiglia: una persona comune, selezionata attraverso un normale casting, la cui storia diventa lo spunto narrativo della puntata. La lavagna, elemento scenico e grafico di grande impatto, è il simbolo del programma. È composta da sette strisce di colore diverso, ognuna per un giorno della settimana, e ospita quattordici piatti, due al giorno, creati specificatamente per l’ospite.

Tre le ricette che verranno eseguite: Davide Scabin, alla presenza di Cristina Chiabotto, realizza due piatti tra quelli proposti, e illustra la corretta modalità d’esecuzione, raccontando curiosità e rivelando segreti dei piatti stessi. La terza ricetta, la cosiddetta “ricetta veloce”, viene invece realizzata in collegamento dalla cucina del famoso sito web dal blogger Manuel Saraceno. Numerosi i brand partner in questo progetto: Barilla, Caffè Borbone, Cannamela, Consorzio Tutela Grana Padano DOP, Cucine Lube, Eurofood, Findus, Foxy, Monini e Samsung.

Il programma non vivrà solo in televisione ma sfrutterà la forza e il successo del brand, il sito www.giallozafferano.it infatti darà vita a una sezione dedicata al programma, i social sulle fan page di GialloZafferano racconteranno i vari momenti del programma e così la newsletter giornaliera. Anche il magazine GialloZafferano darà spazio al debutto della programma in televisione. I telespettatori, grazie all’uso di Shazam, potranno ricevere informazioni aggiuntive sulle ricette raccontate nel programma. Una extension importante per dare ancora più rilevanza e visibilità ai brand in modalità multiscreen.

Il programma “I menù di GialloZafferano” è frutto della collaborazione tra GialloZafferano, RTI, il team di Publitalia Branded Entertainment – divisione della Direzione Innovation e Mediamond.

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Il futuro volto della televisione, tra Pay Tv e OTT. Una ricerca Amdocs

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amdocs

Le preferenze relative al consumo di contenuti TV si stanno rapidamente spostando dalla programmazione TV lineare verso i video on-demand. Lo rivela uno studio condotto da Kagan per Amdocs (service provider in ambito media e comunicazione), che ha sondato 17 tra i principali fornitori di servizi di Pay TV al mondo. Inoltre i fornitori di Pay TV stanno collaborando sempre più con i fornitori di contenuti terze parti per individuare e implementare nuovi modelli volti a generare fatturato, come la condivisione dei ricavi con i proprietari dei contenuti e l’accesso mobile pay-per-use ai non abbonati.

Lo studio rivela anche che in tutto il mondo i provider di servizi di Pay TV devono affrontare la sfida imposta dai fornitori OTT di contenuti video on-demand. I fornitori di Pay TV rispondono cercando nuove modalità per ampliare le proprie offerte e generare ricavi dai non abbonati, per esempio tramite servizi OTT supportati dalla pubblicità oppure offrendo contenuti pay-per-use su dispositivi mobili. Tutto ciò fa parte di una strategia di preparazione agli inevitabili cambiamenti che si verificheranno nei prossimi cinque anni. Chi non ha ancora compreso questa tendenza dovrà farlo rapidamente per rimanere competitivo.

I rispondenti coinvolti in questo studio sono 6 fornitori di Pay TV dell’area EMEA, 5 del Nord America e 3 sia in Asia Pacific e sia in Central Latin America.

Tra le evidenza chiave si segnala che il passaggio dai contenuti lineari a quelli on-demand continuerà a essere la tendenza principale nei prossimi 3-5 anni: l’82% degli intervistati riconosce che i consumatori esprimono una preferenza crescente per i contenuti on-demand e credono che questo trend sarà ancora più marcato nel corso dei prossimi 3-5 anni. Ciò è dovuto all’impatto dirompente dell’ascesa di player over the top (OTT) e di contenuti video on demand, nonché di tecnologie TV multischermo e fruibili ovunque.

I ricavi saranno sempre più guidati da pubblicità targettizzate, condivisione delle entrate con i proprietari dei contenuti e accesso mobile pay-per-use per i non abbonati: dato che le tariffe di abbonamento sono insufficienti a supportare il nuovo consumo di contenuti, il 65% dei rispondenti ha dichiarato che nei prossimi 3-5 anni le pubblicità targettizzate saranno un driver chiave per generare entrate. Inoltre, mentre un numero simile dispone già di un modello di condivisione delle entrate con i fornitori di contenuti, questa percentuale aumenterà del 18% entro il 2018. Contestualmente, il 29% attualmente offre accesso mobile pay-per-use ai non abbonati, una cifra che aumenterà del 29% entro il 2018 e di un altro 29% entro il 2019.

La sfida centrale è quella dell’offerta e dell’implementazione di servizi: oltre ai costi di acquisizione dei contenuti (70%) e alla concorrenza con altri fornitori di video (59%), l’interoperabilità delle piattaforme e l’integrazione con le piattaforme esistenti rappresentano le sfide di implementazione più critiche (53%). Inoltre, più del 70% ha citato la soddisfazione dei clienti e il supporto all’acquisizione di nuovi clienti come le maggiori sfide imposte dalle offerte di servizi video on-demand.

Far crescere e mantenere la base abbonati dipende invece dalla qualità dell’esperienza e dello sviluppo di applicazioni interattive: quasi la metà dei rispondenti ha dichiarato che raggruppare i contenuti OTT con i prodotti principali e offrire un servizio OTT a un partner su più schermi è fondamentale per attirare e fidelizzare gli abbonati.

Le priorità di spesa nei prossimi due anni è costituita dallo sviluppo delle applicazioni: tre le principali, generare una priorità di spesa più elevata (56%), seguita dallo sviluppo di una piattaforma video online (OVP) con monetizzazione flessibile e funzioni di pagamento (42%).

“La visione di contenuti TV non avviene più solo tramite gli schermi televisivi. Le persone in tutto il mondo consumano contenuti on-demand sui dispositivi di loro scelta e richiedono esperienze più personalizzate”, ha dichiarato Daniela Perlmutter, Head of Product and Solution Marketing di Amdocs. “I fornitori di servizi di Pay TV devono investire maggiormente in soluzioni che consentano loro di controllare e integrare rapidamente i partner, nonché offrire servizi video OTT premium personalizzati, monetizzando in modo efficiente nuove opportunità di ricavo e guadagnando la fedeltà dei clienti di alto valore”.

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LIVE Panel Video Audience di GroupM: tutti i modi di guardare la televisione

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groupm live panel

GroupM Italia propone al mercato con una ricerca proprietaria locale, LIVE Panel Video Audience, che approfondisce il tema e indaga come cambia la fruizione Tv nell’era del non lineare.
Nata da un re-contact study dalla piattaforma di ricerca internazionale LIVE Panel, l’approfondimento italiano sul mondo video (sviluppato su un campione di 5.000 individui rappresentativi della popolazione online 15+) analizza i nuovi comportamenti di fruizione televisiva e le relazioni tra le diverse piattaforme di offerta di contenuti video: dalla TV Tradizionale al mondo pay, dal video online free (VOD – Video On Demand) al video on demand a pagamento (SVOD – Subscription Video On Demand).
Grazie al panel completamente cookizzato, sono stati creati anche diversi segmenti di audience attivabili in [m]Core, la DMP proprietaria di GroupM, e azionabili a livello media.
C’è chi parla di TV fluida, chi di TV ubiqua, di TV intorno o di TV senza più frontiere. Una cosa è certa: gli italiani continuano ad amare i contenuti televisivi, veri e propri talk of the town del momento, ma l’esperienza di consumo di contenuti audiovisivi non è più la stessa. Sempre meno legata a un’abitudine schematizzata e sempre più espressione di una visione personalizzata su più schermi.

Dalla ricerca LIVE Panel Video Audience emerge che quasi l’85% degli intervistati mostra un comportamento di fruizione personalizzato, dove la visione su diversi schermi conta sempre di più (“mi capita spesso di guardare i contenuti televisivi fuori casa attraverso il mio smartphone, tablet o pc”), perché fattore abilitante fruizioni ancor più modulabili.
Si delinea un nuovo paradigma di fruizione televisiva, spinto da esperienze di consumo espansive (il multiscreen) ed immersive (le nuove piattaforme), mentre crescono nuovi bisogni televisivi soddisfatti da un’offerta tecnologicamente avanzata e di alta qualità.
Per la quasi totalità del campione (90,5%) la ricchezza e la qualità dell’offerta rappresentano il driver principale di visione, che si traduce per l’83,7% della popolazione nell’avere a propria disposizione una vasta tipologia di contenuti e per il 76,4% nella possibilità di accedere a stagioni complete di programmi o serie TV. Segue il bisogno di flessibilità e libertà di utilizzo in ogni momento, in ogni luogo e su ogni dispositivo (85,8%), accanto ad avere un motore di ricerca di contenuti in funzione dei propri interessi (78,9%) e, sempre in misura significativa, un servizio che sia semplice e ready to use (77,8%).
Le nuove pratiche di visione si diffondono progressivamente dalla popolazione più giovane a quella più adulta e allargano le opportunità di fruizione in un peak time costante. E se da una parte i Millennial fanno uso principalmente di piattaforme di video on demand gratuite per la fruizione di contenuti video (81,9%), le generazioni più adulte fanno un uso assiduo di contenuti premium disponibili su piattaforme a pagamento come Netflix, NOW TV, Infinity, Amazon Prime Video etc. rispettivamente per il 37% per la la GenX e il 28% per i Baby Boomer.

Il nuovo spettatore si costruisce un palinsesto personale basato sui propri interessi e su esperienze di consumo sempre più illimitate (1 spettatore su 2 che fruisce di contenuti video su piattaforme on demand dichiara infatti di fare binge watching), al contempo grazie all’abilitazione tecnologica può soddisfare ancor di più il proprio desiderio di vivere eventi live e condividerli con gli altri, (se i programmi piacciono, il 42% tende a condividerli con gli altri on e off line).
La cosa ancora più sorprendente della ricerca LIVE Panel Video Audience è che la tecnologia ha abilitato nuove esperienze di consumo, ma non ha modificato gli interessi. Per oltre il 44% degli SVOD user la TV rientra ancora tra le valide alternative per trascorrere una bella serata (rispetto al 37% della popolazione), e viene ancora considerata come un elemento importante della propria vita: il 39% (rispetto al 30% della pop.) dichiara che “se la TV non ci fosse più mi mancherebbe”. Rispetto allo spettatore tradizionale, però, tende a fare meno zapping (50% vs. 56%), è disposto a pagare per accedere a contenuti televisivi che piacciono (32% vs. 15%) e a guardare programmi che registra o che può recuperare online rispetto a quello che è in onda in TV in quel preciso momento (32% vs.19%).

Se da una parte il mondo del video on demand a pagamento (lo SVOD) compete direttamente con l’offerta dei canali televisivi e sottrae ascolto all’offerta tradizionale, dall’altra la ricerca fa emergere come le altre piattaforme di video gratuite (a esclusione del mondo re-video dei broadcaster televisivi) siano ancora il territorio elettivo dell’UGC – user generated content. Soltanto il 24% del campione le utilizza per vedere programmi televisivi, mentre per la maggior parte rappresentano uno spazio di intrattenimento dove guardare video musicali (42,3%), video divertenti creati da persone comuni (34,6%), video-tutorial (34,4%), video di ricette (29,1%) e video creati dagli Youtuber (18,7%). Il mondo degli Youtuber esplode sulle generazioni più giovani (64,7% sulla Gen Z e 34,4% sui Millennial) che utilizzano come vero e proprio canale televisivo e principale fonte di intrattenimento.

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QVC Italia sceglie Splio rafforzare la relazione con i clienti in ottica multicanale

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splio qvc

Splio, software house internazionale specializzata nella Customer Experience, annuncia che la propria piattaforma di Retail Marketing Cloud è stata scelta da QVC Italia, retailer multimediale di shopping e intrattenimento attivo in sette paesi, per gestire le informazioni dei clienti rendendole immediatamente azionabili, con l’obiettivo di rendere la relazione tra il brand e i suoi clienti ancora più personalizzata e targetizzata, in modo mai invasivo.

QVC, fondata nel 1986 negli Stati Uniti, è oggi il secondo network televisivo americano, e sfruttando le molteplici funzionalità della piattaforma all-in-one, che potrà realizzare campagne di marketing cross-channel a 360°, sia online che offline, QVC potrà, infatti, raggiungere i propri clienti con proposte e soluzioni sempre più personalizzate e mirate, affinando e rafforzando ulteriormente la relazione che nel tempo il brand ha saputo costruire con il suo pubblico.
Il progetto punta alla multicanalità. La Retail Marketing Cloud Platform di Splio permetterà, infatti, di raccogliere e integrare, in unico “Digital Customer Hub”, tutte le interazioni sviluppate tra il cliente e l’azienda nel corso del tempo, centralizzando i dati provenienti dai differenti touch point, dal sito internet al call center interno, etc.

“Siamo davvero orgogliosi di iniziare a collaborare con QVC, retailer multimediale affermato in tutto il mondo” ha commentato Fabio Maglioni, Country Manager di Splio Italy. “Grazie al supporto della nostra Retail Markerting Cloud Platform, QVC potrà rafforzare ancora di più la relazione che il brand ha instaurato con i propri clienti, coinvolgendoli e assicurando loro un’esperienza d’acquisto memorabile”.

“Da sempre riserviamo ai nostri clienti la massima attenzione, ponendoli sempre al centro dei nostri progetti e delle nostre strategie” ha commentato Paolo Penati, Amministratore Delegato di QVC Italia. “Ci aspettiamo molto da questa collaborazione con Splio. La tecnologia della software house ci permetterà di conoscere ancora meglio i nostri clienti, grazie all’analisi dei dati raccolti attraverso le loro interazioni con il nostro brand, e riusciremo così a regalare loro una migliore e più personalizzata customer experience, sviluppata attraverso tutti i differenti canali”.

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William Hill torna on air con la campagna “Game Changer”, firmata da Leagas Delaney

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In occasione della recente riapertura del campionato di Serie A, arriva sugli schermi la nuova campagna TV firmata, ancora una volta, da Leagas Delaney Italia per William Hill. “Game Changer” il titolo della campagna che sottolinea la portata innovativa dei nuovi prodotti del gruppo di betting online. Con opzioni di scommessa all’avanguardia, William Hill introduce possibilità di gioco mai viste prima, in grado di far vivere agli utenti un’esperienza intensa e personalizzata.

Il film mostra da vicino un appassionato di calcio che segue un big match. Attraverso una regia dallo stile dinamico e adrenalinico, le immagini alternano sequenze di gioco sul campo a scene in cui emerge l’impatto emotivo che queste azioni hanno sul protagonista. Grazie a William Hill il giocatore ha accesso a un’esclusiva dimensione di coinvolgimento e intrattenimento che va ad aggiungersi allo spettacolo del grande calcio. “Questo nuovo spot esprime alla perfezione l’impegno di William Hill a mettere in campo proposte di gioco sempre nuove, originali e appassionanti, per offrire agli utenti solo il meglio in termini di intrattenimento legato al betting online. Il nostro sguardo è sempre rivolto al futuro e all’innovazione: William Hill si dimostra ancora una volta un protagonista attivo nel calcio che non si limita a raccogliere le sfide del mercato, ma le anticipa definendo le regole del gioco grazie alla profonda esperienza che lo contraddistingue,” afferma Daniele Bonasegla, Responsabile Marketing, William Hill Italia.

La campagna seguirà una pianificazione integrata che prevedrà la campagna TV affiancata e integrata da media online – sia sul web che sui canali social – coerente con i messaggi e la creatività dello spot.


CREDITS:
Agenzia: Leagas Delaney Italia
Executive Creative Directors: Stefano Campora, Stefano Rosselli
Direttore Creativo Associato: Eustachio Ruggieri
Senior Copywriter: Matteo Lazzarini
Producer/Art Buyer: Maria Chiara Muglia
Regia: Augusto de Fraga
CdP: Think Cattleya
Direttore della Fotografia: André Szankowski
Musica: Roberto Baldi – TMB
Post Audio: The Log

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Auditel: approvato il modello di rilevazione della “altre” tv. Incarico a comScore

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Auditel si pone all’avanguardia nella rilevazione dell’ascolto non solo della televisione tradizionale ma affronta anche gli aspetti legati alla fruizione del mezzo tramite  devices digitali.
A conclusione di una gara tra i principali Istituti di ricerca a livello internazionale, infatti, il Consiglio di Amministrazione della Società, presieduto da Andrea Imperiali, ha approvato all’unanimità il sistema che consentirà – con una soluzione innovativa – la misurazione della televisione “oltre la televisione”, rilevando anche i contenuti editoriali e la pubblicità su Smart TV, PC, smartphone e tablet.

La soluzione individuata fa leva sulle best practises internazionali con l’obiettivo di realizzare, in tempi rapidi, l’architettura di sistema più evoluta, affidabile e scalabile attualmente disponibile nel settore. Il modello Auditel per i dispositivi digitali, oltre a rilevare in maniera censuaria il traffico sulla rete domestica dei contenuti televisivi visualizzati sui vari SmartTV e sugli altri dispositivi connessi ad internet, si varrà di appositi applicativi capaci di misurare l’attività sui dispositivi mobili, come smartphone, PC e tablet.
Auditel opererà nel perimetro dei contenuti dei broadcaster, trasmessi sulle properties delle emittenti, fornendo al mercato televisivo metriche rigorose sui consumi video sia editoriali che commerciali. Il nuovo Sistema conferisce alla Società il pieno presidio della proprietà intellettuale delle soluzioni messe in campo e dei processi di controllo e certificazione del sistema. Non solo: rappresenta l’occasione per riaffermare, senza ambiguità, standard di viewability finalizzati ad una somma intelligente dei contenuti fruiti attraverso le diverse piattaforme e device in una logica di “total audience” della televisione.

A valle di una gara condotta tra i principali Istituti di ricerca a livello internazionale, il Consiglio di Amministrazione ha incaricato comScore di sviluppare le componenti tecnologiche e i servizi necessari all’implementazione del sistema. Sulla base di un cronoprogramma molto serrato, la prima pubblicazione del dato censuario sull’ascolto di contenuti e pubblicità sui device digitali viene ipotizzata entro il 2018. Da quel momento il mercato potrà disporre di una infrastruttura fondamentale per l’innovazione complessiva del sistema-paese.

Una soluzione aperta, vigilata e flessibile, capace di servire tutti i futuri sviluppi dell’industria italiana dei media. La decisione conferma e completa il quadro del profondo processo di innovazione in atto nel campo dei dati di rilevazione della nuova televisione, seguendo di poco l’avvio della pubblicazione dei dati prodotti dal SuperPanel: il mega-campione che ha triplicato le dimensioni della raccolta dell’audience dalle precedenti 5.700 alle oltre 16.100 famiglie dotate di meter di nuova generazione, le cui funzionalità costituiscono la premessa anche per la rilevazione dei device digitali in logica “single source”. Il complessivo modello di rilevazione, e il piano di implementazione è stato oggetto di un approfondito processo di condivisione con l’Autorità per la Garanzie nelle Comunicazioni.

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blackpills sbarca anche in Italia: disponibili da oggi nuove serie tv per giovani adulti

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Blackpills

In seguito al grande successo del lancio in Francia e negli Stati Uniti, i fondatori Daniel Marhely e Patrick Holzman hanno annunciato l’ingresso ufficiale di blackpills nel mercato italiano il 10 luglio. Con blackpills viene lanciato un media digitale mobile first, dedicato a una fruizione anzitutto attraverso smartphone. Dal momento in cui i Millennials portano con sé il proprio cellulare ovunque vadano, blackpills crea programmi adatti ai piccoli schermi di questi dispositivi. Le serie visionarie e audaci puntano a stare al passo rapido dei Millennnials: con formati brevi e innovativi (dai 6 ai 15 minuti per episodio) le serie sono facili da guardare in movimento. blackpills crea serie che parlano ai Millennials attraverso un linguaggio crudo, diretto e senza filtri, trattando argomenti come sesso, droga e violenza.

“Siamo lieti di entrare in un secondo mercato europeo dopo la Francia. Con il nostro lancio in Italia, non stiamo solo estendendo la nostra presenza a livello internazionale, ma stiamo anche offrendo ai Millennials italiani una possibilità del tutto nuova di fruire le serie”, spiega Patrick Holzman, co-fondatore di Blackpills. “Il nostro obiettivo è produrre serie che presentino una immagine autentica delle generazioni più giovani e che colpiscano l’utente attraverso contenuti crudi”. Oggi i contenuti sono diventati la nuova dipendenza della generazione che va dai 15 ai 30 anni. Considerando che circa 700 milioni di Millennials in tutto il mondo “divorano” le serie su smartphone e tablet settimanalmente, blackpills sta soddisfacendo questo nuovo tipo di esigenza attraverso un piccolo schermo nelle tasche dei Millennials.

Ma l’interesse non è assicurato dal solo formato innovativo. In pochissimi mesi, blackpills ha radunato alcuni dei più grandi talenti internazionali tra autori, attori, registi, produttori e influencer digitali, come Zoe Cassavetes, Bryan Singer, Patrick J. Adams e James Franco. Offrendo una nuova serie originale ogni settimana, blackpills mostra una line-up estremamente forte.
blackpills fornisce immediatamente ai propri utenti accesso gratuito a tutte le serie con nuovi episodi ogni giorno.  Il servizio trae valore dall’inserimento di video pubblicitari durante la visione di ciascun episodio. Presto sarà disponibile un’offerta premium. Uno dei punti di forza della piattaforma è quello di non dipendere da un unico modello di distribuzione, sia esso OTT, media o compagnie di telecomunicazioni/mobile. In ogni Paese blackpills sottoscrive la migliore “partnership” per diffondere la sua piattaforma e condividere le sue serie, così come il suo DNA e il posizionamento del proprio marchio. Al momento le serie sono disponibili nella versione originale (Inglese) con sottotitoli in italiano (tre tracce audio e sette lingue sottotitolate). Dopo il mercato italiano, la piattaforma verrà lanciata, nello stesso mese di luglio, in altri tre Paesi chiave europei: Regno Unito, Spagna e Germania. Sono previsti ulteriori lanci in altri Paesi fino alla fine dell’anno; blackpills è già disponibile su iOS e lo sarà tra pochi giorni anche per Android.

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“Certe cose non si possono imitare!”: Armado Testa porta Lavazza i suoi cherubini in TV

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lavazza

Armando Testa ha unito, per Lavazza, un messaggio molto chiaro alla grande simpatia di Maurizio Crozza e dei suoi irresistibili personaggi.
A marzo avevamo conosciuto un nuovo cherubino, dai capelli neri, che è arrivato in Paradiso a bordo di una moto per portarsi appresso una e scenografica coda di Cherubini che cercano di farsi assumere da Pietro, intonando improbabili e stonatissimi “Yessahh” davanti a un microfono.

Ma “Certe cose non si possono imitare!” come dichiara lo stesso Pietro, e la differenza rispetto ai Cherubini originali è più che evidente: diventa quindi obbligatorio godersi un inimitabilissimo Grande Classico Lavazza A Modo Mio “il mito della moka in un espresso”, accompagnato da uno “Yessahh” originale: “Perché così buono ce n’è uno solo!”

Il soggetto 30” e 15”, è on air in tv su tutte le principali emittenti ed è stato preceduto sul web da una serie di quattro teaser “mini audizioni” da 6’’ degli aspiranti cherubini. Ma come dice Pietro “in radio no, non credo che passino…”

 

Credits
Agenzia: Armando Testa
Direzione Creativa: Michela Sartorio e Monica Pirocca
Regia: Paolo Monico
Cdp: Filmmaster Productions
Postproduzione: Band
Musica: Paolo Re/Paolo Jannacci

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Entro il 2019 il 26% del consumo dei media avverrà su mobile. I dati del Forecast di Zenith sulla Media Consumption

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Entro il 2019 il 26% della media consumption globale avverrà su mobile, dato in crescita rispetto al 19% del 2016. Il tempo medio speso per la navigazione su mobile da browser e da app è di 122 minuti al giorno, in crescita di 10 minuti al giorno dal 2010. Queste le prime evidenze che riscontriamo dall’ultimo Forecast di Zenith sulla Media Consumption, alla sua terza edizione annuale. Un’analisi che rileva in 71 paesi di tutto il mondo i cambiamenti nella fruizione dei media dal 2010 a oggi e ne prevede l’evoluzione entro il 2019.

Rallenta la spinta del mobile alla media consumption

La navigazione su internet in mobilità è cresciuta mediamente del 44% annuo tra il 2010 e il 2016, incremento determinato dalla diffusione di dispositivi mobili, dalle tecnologie sempre più avanzate e dalla maggiore disponibilità di contenuti ad hoc realizzati per gli smartphone. La diffusione del mobile ha dato una spinta al consumo globale dei media grazie alla possibilità degli utenti di accedere a più mezzi, in ogni momento e in ogni luogo. Nel 2016 il consumo medio di un utente è stato di 456 minuti rispetto ai 411 minuti del 2010, con un aumento del 2% annuo.

Ora che la diffusione del mobile è ormai altissima, il tasso di crescita dell’utilizzo di internet in mobilità diminuisce e con esso anche la crescita del consumo dei media in generale.
La navigazione di internet da mobile è cresciuta del 25% nel 2016, in calo rispetto al +43% del 2015, e si prevede un +17% nel 2017. Il consumo complessivo dei media in mobilità è cresciuto del 2,7% nel 2016 e ci aspettiamo che rimanga sostanzialmente invariato nel 2017, fino a crescere meno dell’1% annuo fino al 2019.

Il 71% della navigazione su internet avviene da mobile

Nel 2015 il mobile è diventato il punto di accesso principale a internet a livello globale, superando l’accesso da desktop. Prevediamo che il 71% della navigazione su internet nel 2017 sarà da mobile. America del Nord e Asia-Pacific sono i paesi in cui la crescita è stata più veloce: nel primo il 76% degli utenti naviga in internet da mobile; nel secondo il 75%. I media tradizionali rappresentano ancora più di due terzi della fruizione totale Nonostante il rapido aumento dell’utilizzo di internet, i mezzi tradizionali continueranno a rappresentare il 69% del consumo globale dei media nel 2017.

Nel corso dell’anno la fruizione dei media tradizionali sarà di 316 minuti in media al giorno, rispetto ai 364 minuti del 2010. All’interno dei media tradizionali includiamo la stampa quotidiana e periodica, la televisione e la radio, il cinema e l’Out Of Home. La maggior parte delle aziende operanti sui media offline ha lanciato i propri prodotti anche in versione online; questi ultimi vengono considerati parte del totale Digital. Il calo del 13% del consumo dei media offline negli ultimi sette anni è quindi in parte recuperato dal tempo speso sugli stessi prodotti nella versione online.

La televisione resta il mezzo dominante

La TV tradizionale è ancora il mezzo principale in termini di tempo speso, con una media di 170 minuti al giorno nel 2017, rispetto ai 140 minuti spesi su internet. Ci aspettiamo che la televisione continui a dominare il panorama mediatico per tutto il periodo oggetto del Media Consumption Forecasts, seppur con un gap minore rispetto a internet: i 30 minuti che li separano nel 2017 diventeranno solo 7 nel 2019.

“In meno di un decennio la tecnologia mobile ha modificato fortemente le abitudini mediatiche dei consumatori”, dichiara Jonathan Barnard, Responsabile degli Advertising Forecasts di Zenith. “Il ritmo del cambiamento sta ora rallentando – almeno fino a quando non verranno introdotte nuove tecnologie”.

“I consumatori si aspettano di poter comunicare con le Brand dove e quando vogliono. Nell’ottica di espandere il proprio business, le Brand devono quindi essere prontamente reattive e anticipare i cambiamenti nella fruizione dei media, e costruire relazioni più forti e durevoli con i consumatori”, ha commentato Vittorio Bonori, Global President di Zenith.

Anche in Italia è il mobile a guidare l’aumento del tempo speso su internet

In Italia si assiste a un incremento del numero di piattaforme utilizzate e un contestuale decremento del tempo speso su ogni singolo mezzo. I contenuti free e low cost sono in forte crescita, specialmente su mobile, con modelli di fruizione che continuano a cambiare, trainati da una cultura sempre più multiscreen.

L’utilizzo di internet è in crescita, trainato dal mobile, sempre più fruito in contemporanea ad altri mezzi, in particolar modo con la televisione. Il tempo speso su mobile cresce anno dopo anno, grazie allo sviluppo del 4G e alla maggiore diffusione degli smartphone. Se nel 2014 erano 40 i minuti spesi in media da un individuo su internet, dei quali 25 da mobile (62.5%), nel 2017 su un totale di 55 minuti, il mobile pesa il 78%, percentuale che arriverà all’85% nel 2019 su 64.7 minuti totali.

La TV tradizionale perde audience a favore del Video on Demand (VOD) e le TV connesse favoriscono la crescita della fruizione dei video online. Servizi come Netflix (lanciato in Italia a ottobre 2015), Amazon Prime Video e Vodafone TV (entrambi lanciati a dicembre 2016), si stanno diffondendo sempre più, così come servizi di streaming musicale come Spotify. Realtà virtuale (VR) e Realtà aumentata (AR) stanno intensificando il livello di esperienza su mobile. Nonostante ci siano ancora barriere alla diffusione delle tecnologie nel nostro paese (costi, hardware, contenuti), il numero di visori VR sta aumentando velocemente, specialmente tra gli uomini di giovane età.

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“Scaricala!” L’App del SuperEnalotto va in tv con Dlvbbdo e Bedeschi Film

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dlvbbdo superenalotto

“Scaricala!”. “Ma chi… mia moglie?” “Ma no, l’App ufficiale di SuperEnalotto! Scaricala da SuperEnalotto.it e puoi giocare dove e quando vuoi”. Questa la call-to-action, leggera, ironica e simpatica, on air da ieri che innerva la nuova campagna di comunicazione a supporto del SuperEnalotto on line.

Filo conduttore sono le situazioni di tutti i giorni quando, tra mille impegni quotidiani, non riusciamo a fare tutto quello che vorremmo, spesso rinunciando alle cose più divertenti, come giocare a SuperEnalotto.
Ecco allora che viene in aiuto la nostra “lei”. Giulia Manzini, attrice selezionata proprio per la sua espressività e simpatia, è la protagonista delle storie di straordinaria comicità e quotidianità, che giocano sull’equivoco di “scaricare” la moglie, “lanciare” la torta della suocera e “usare” la muta quando piove. In realtà, la protagonista ci invita a scaricare l’App di SuperEnalotto ricordandoci la comodità di avere una App sempre a portata di mano quando non puoi passare in ricevitoria.
Il format grafico – in un set allegro e minimale allestito con elementi colorati e moderni – è in continuità con la brand identity del prodotto, sfruttando il sistema “a mosaico” del format TV di SuperEnalotto, dove lo schermo è condiviso con i giocatori e riproduce il loro dialogo telefonico con l’esperta.

La strategia media vede l’utilizzo del mezzo televisivo, sulle reti Publitalia sia generaliste sia digitali, oltre a Rai e Sky, e una pianificazione web per trasmettere tutta l’empatia della protagonista nel suo ruolo di simpatica “risolvi-problemi”.
Credits
Agenzia DLVBBDO
Executive Creative Director: Federico Pepe, Stefania Siani
Client Creative Director: Luca Iannucci e Pas Frezza
Art Director: Giulia Ricciardi
Copywriter: Giovanni Coviello
Group Client Service: Chiara Niccolai, Barbara Valtolina, Daniela Fraticelli
Planner: Alessandro Mese
Producer DLVBBDO: Melina Mignani

CDP
Production Company: Bedeschi Film
Executive Producer: Federico Salvi
Regia: Laura Chiossone
DOP: Alessio Viola
Post Production: Proxima
Audio: The Log

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