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#NonStiamoZitti: The Space Cinema e Telefono Azzurro contro la violenza sui bambini

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telefono azzurro

30” prima della proiezione per cambiare la vita di un bambino. È l’obiettivo che unisce The Space Cinema e Telefono Azzurro per una causa comune: combattere la violenza e gli abusi sui minori.

Con la campagna Non Stiamo Zitti l’Associazione mira a raccogliere fondi per intraprendere progetti a tutela dell’infanzia e dei giovani in ambito scolastico, programmare attività capillari di prevenzione e formare i volontari che ogni giorno contribuiscono a garantire a migliaia di bambini un’infanzia serena, lontano dalla violenza.

Una missione che The Space Cinema, circuito di multisala presente con 36 strutture in tutta Italia, ha deciso di appoggiare concretamente con un prezioso contributo: trasmettere la call to action di Telefono Azzurro sui 362 schermi del circuito, a partire da oggi e per le prossime due settimane.

“Ringrazio The Space Cinema per la sensibilità dimostrata in favore di questa iniziativa – commenta Ernesto Caffo, Presidente e Fondatore di SOS Telefono Azzurro Onlus – È un’occasione importantissima per amplificare il nostro messaggio e diffondere l’appello con il quale puntiamo a dare voce a chi, spesso, non ha la possibilità di farsi sentire.”

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Havas Milan firma la campagna Telefono Azzurro dedicata all’ascolto dei minori

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Telefono Azzurro - Havas Milan

Telefono Azzurro ascolta ogni giorno le storie, le paure, le richieste di aiuto di migliaia di bambini e adolescenti. È proprio l’ascolto, cardine dell’operato di Telefono Azzurro, che diventa il centro della campagna creata da Havas Milan. L’obiettivo della campagna, infatti, è far vivere al pubblico l’esperienza autentica dell’ascolto che gli operatori dell’associazione vivono quotidianamente: senza filtri, senza artifizi narrativi.

Solo nel 2016, infatti, Telefono Azzurro ha accolto 98.000 chiamate mediante il suo numero di ascolto e consulenza 1.96.96 e il suo numero di emergenza 114, corrispondenti a oltre tremila casi gestiti di minori in difficoltà.

Protagonista dei tre soggetti TVAbuso, Violenza domestica e Adescamento online – è proprio il testo di una telefonata, tratto da vere telefonate ricevute da Telefono Azzurro, attraverso il quale un minore racconta il suo problema riguardante l’abuso, la violenza domestica e l’adescamento online. Per aiutare lo spettatore a concentrarsi sulle parole del testo, a livello visivo viene rappresentato il protagonista della telefonata di spalle, in un ambiente rarefatto composto da pochi oggetti. Un lento carrello ci aiuta a entrare nella storia e nella drammatica vita di questi ragazzi. Un super chiude lo spot: Li hai ascoltati per pochi secondi. Noi lo facciamo da 30 anni.

 

 

 

 

Le linee telefoniche, infatti, sono state la prima – rivoluzionaria – risposta che nel 1987 l’Associazione ha dato alla necessità dei bambini e degli adolescenti di essere ascoltati e nei suoi trent’anni di operato Telefono Azzurro ha aiutato oltre 72.000 minori che stavano vivendo situazioni di disagio e difficoltà.

Le stesse telefonate sono protagoniste oltre che della campagna radiofonica anche della campagna stampa. La campagna ha ricevuto il patrocinio di Fondazione Pubblicità Progresso e andrà in onda sulle principali emittenti nazionali.

Alla campagna hanno lavorato sotto la guida del direttore creativo esecutivo Giovanni Porro, i direttori creativi Lorenzo Crespi e Selmi Bali Barissever, la copywriter Marta Nava e l’art director Martino Caliendo. Una serie di sentiti ringraziamenti per la disponibilità e la professionalità vanno alla regista Valentina Be, al direttore della fotografia Edoardo Carlo Bolli, la scenografia di Fabrizio Moschini, alla producer Ada Bonvini e a tutto lo staff di The Family, a Iggy Post, a Screenplay, e allo speaker Sergio Leone, e all’azienda Benetton che ha fornito i costumi di scena.

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Comune di Milano e Telefono Azzurro chiamano all’impegno gli stakeholder dell’ecosistema digitale per la sicurezza dei bambini in rete

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Telefono Azzurro

Cyberbullismo, pornografia e pedopornografia, adescamento, sextortion, grooming sono le situazioni di pericolo che bambini e adolescenti vivono quotidianamente durante la loronavigazione online o sui social. Sei adolescenti su dieci sono stati vittime di esperienze negative durante attività di streaming live. Sono queste alcune delle principali evidenze che emergono dall’attività quotidiana degli operatori del Centro d’Ascolto di Telefono Azzurro, e che sono confermate dalla ricerca effettuata da SOS Il TELEFONO AZZURRO insieme a Doxa Kids condotta su oltre 1000 bambini e adolescenti italiani e presentata questa mattina a Milano in vista del Safer Internet Day, la giornata internazionale di sensibilizzazione sui rischi legati al web istituita nel 2004 dall’Unione Europea e coordinata dai network Insafe e InHope, in collegamento diretto con le realtà nazionali più attive sul tema.

I risultati della ricerca consolidano il timore da parte dei più giovani di esser vittime inconsapevoli di una pericolosa esposizione a uno strumento utile, ma incontrollato di cui avere paura. Gaming, denaro, sessualità, ricerca di informazioni, contenuti personali, violenza e prevaricazione, contenuti lesivi/inadeguati veicolati attraverso lo streaming, il live e le stories. Internet permea la vita di bambini, adolescenti e delle loro famiglie, incidendo significativamente sulle abitudini e sulle relazioni.

Per Il 40% rappresenta luogo di minaccia e quasi il 40% ha paura del cyberbullismo. Il 26% degli adolescenti tra i rischi di internet teme di incontrare notizie false (fake news), soprattutto in ambito salute visto che nel 21% dei casi vengono diffuse notizie diverse e discordanti in merito allo stesso tema, oppure informazioni che poi si rivelano false o inutilmente “terrorizzanti”. Un terzo degli adolescenti acquista giochi online e dedica al web più di due ore al giorno, tra utilizzo della rete e gaming; nella fascia 8-11 anni lo fa oltre il 20%. Inoltre i bambini sono molto impauriti dall’ipotesi di leggere frasi volgari o violente, lo è addirittura il 32%.

I dati provenienti dalla linea di ascolto 1.96.96 guidata da Telefono Azzurro riportano la gestione di un caso al giorno (323 casi) riconducibile a problematiche relative a internet. Nel 2017 gli psicologi e gli operatori dell’associazione che da trent’anni opera a tutela dei diritti di bambini e adolescenti hanno offerto sostegno su disagi legati a Cyberbullismo 33%; Sexting 18%; Atti autolesivi e suicidio 13%; Grooming 7%, Pedopornografia online 5%, Informazioni su Internet 10%, Dipendenza da Internet 4%.

L’ampia gamma di rischi che i bambini e gli adolescenti corrono online richiede una molteplicità di reazioni, alcune concentrate sul loro comportamento, altre basate invece su soluzioni tecnologiche. Quello che collega tutte queste risposte è tuttavia la necessità di una visione globale: la tutela dei bambini online, indipendentemente dai rischi specifici che corrono, richiede azioni organiche e coordinate che tengano conto delle diverse circostanze relative alla vita dei bambini e degli adolescenti, e alla vasta gamma dei soggetti coinvolti imprese, legislatori, genitori, insegnanti e gli stessi bambini ragazzi.

Telefono Azzurro oggi dialoga anche con le aziende, che possiedono gli strumenti per la costruzione di un web sicuro, condividendo la Carta di Milano per la dignità dei bambini e degli adolescenti nel mondo digitale che viene oggi firmata e rilanciata dall’Assessore Roberta Cocco nella città di Milano sempre più all’avanguardia ma anche sempre più attenta alla difesa dei più piccoli nell’ambito di una tematica così delicata e così complessa. La Carta di Milano è un atto concreto di indirizzo che speriamo si radichi nel mondo aziendale partendo proprio dalla città di Milano, fornendo una spinta alla promozione dei valori della CSR in sinergia con la realizzazione degli Obiettivi per uno Sviluppo Sostenibile promossi dalle Nazioni Unite.

La Carta di Milano propone un decalogo di raccomandazioni (vedi allegato) che impegnano le aziende alla collaborazione e all’attenzione per lo sviluppo di un internet a misura di bambini e di adolescenti.

All’evento odierno, oltre i rappresentanti delle aziende sopracitate hanno preso parte anche i ragazzi del Collegio San Carlo e dell’I.C. Cinque Giornate di Milano, protagonisti assoluti in un confronto – agevolato da opinion leader e influencer – con esperti del mondo accademico, portato poi anche in rete: grazie all’utilizzo dell’hashtag #KIDS4SID sono i ragazzi a parlare della Rete, a porre interrogativi e richieste che gli adulti di riferimento – istituzioni, aziende ed agenzie formative – non possono esimersi dal considerare. Grazie alla collaborazione con Giffoni Experience portavoce delle domande dei ragazzi, sono stati girati istant video finalizzati a raccogliere le riflessioni della giornata. Inoltre, è stato ufficialmente presentato “Sbullizzati”, il nuovo blog ideato da Telefono Azzurro e Smemoranda e ospitato sul sito Smemoranda.it per raccontare storie vissute in prima persona dai ragazzi: esperienze da condividere, per imparare che il bullismo si può battere.

“Senza adeguate misure di protezione, molti più bambini e adolescenti saranno sempre più vulnerabili ai rischi e ai danni online nel nostro paese e nel mondo e gli stessi ragazzi ne sono consapevoli, infatti 6 ragazzi su 10, tra i 12 e i 18 anni, dicono di aver vissuto un’esperienza spiacevole nello streaming live, e nonostante ciò continueranno ad usare e far entrare nella propria sfera di relazioni, device e social e con essi altri rischi online”, dichiara il Prof. Ernesto Caffo, presidente di SOS Telefono Azzurro, docente di neuropsichiatra infantile alle Università di Modena e Reggio Emilia. “Oggi il nostro impegno, unitamente a istituzioni, governi, aziende e società civile, dovrà essere non un impedimento alla vita “social” al contrario un’adeguata e precisa programmazione di azioni intente a rafforzare la sicurezza in rete, perché tutto possa essere usato e usufruito correttamente”.

La riflessione, generata da e con i ragazzi verrà portata domani 6 febbraio a Roma, dove si terrà l’evento al quale si è scelto di associare, in questo caso, l’hashtag #SID4KIDS. Una prospettiva capovolta, dal taglio più istituzionale, attraverso la quale le istanze dei ragazzi e le loro riflessioni verranno accolte da esperti e stakeholder di riconosciuto rilievo, afferenti al panorama nazionale e internazionale del mondo istituzionale, accademico ed aziendale. L’evento si colloca nella cornice più ampia del progetto “Generazioni Connesse”, il quale è coordinato dal MIUR e finanziato dalla Commissione Europea.

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Telefono Azzurro riporta il bullismo all’attenzione dei media e del mondo della scuola

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Telefono Azzurro: fare rete per sconfiggere il bullismo

Tante le storie raccolte in questi anni da Telefono Azzurro nel suo quotidiano lavoro contro il bullismo, attraverso il numero 1.96.96. Nella settimana di riapertura delle scuole, Telefono Azzurro vuole riportare il bullismo all’attenzione dei media, del mondo della scuola e della società. È proprio la scuola lo scenario più frequente per gli episodi di bullismo (nel 61% dei casi), secondo quanto evidenziato dall’ultima indagine 2017 effettuata da Telefono Azzurro con Doxa Kids su un campione di 1500 adolescenti e ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado, il 35% dei quali ha ammesso di essere stato vittima di episodi di bullismo.

Ricorrenti anche le situazioni in cui gli episodi bullismo avvengono: nel 40% – 75% sono indicati come critici gli intervalli, la pausa pranzo, i corridoi, i bagni. Il bullismo inoltre costituirebbe il motivo per cui 160.000 adolescenti non vanno a scuola ogni giorno. Un fenomeno che i trend nazionali e internazionali segnalano iniziare sempre più precocemente, rendendo importante attuare strategie preventive e di contrasto fin dalle scuole primarie.

Analizzando i dati del Centro Nazionale di Ascolto di Telefono Azzurro si evidenzia che nel 58% dei casi sono coinvolti preadolescenti della scuola secondaria di primo grado e nel 21,5% dei casi le vittime sono minori di 10 anni.

Se la scuola è il contesto in cui il bullismo si manifesta più frequentemente, questo vuol dire che gli episodi di prevaricazione avvengono in situazioni in cui adulti e ragazzi possono vedere ciò che accade e, di conseguenza, intervenire. È proprio per rafforzare questa capacità di intervento che Telefono Azzurro ha stipulato una convenzione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca per un progetto biennale integrato di ascolto e azione contro il bullismo per offrire al personale della scuola, agli studenti e alle famiglie strumenti adeguati per intervenire nelle situazioni di bullismo scolastico, quali ad esempio servizi di ascolto, intervento, consulenza e formazione sul territorio e nelle scuole.

“È importante che i ragazzi che hanno il coraggio di segnalare il problema si sentano sostenuti, creduti e vengano aiutati con attenzione, competenza e sensibilità solo questo può permettere loro di uscire dal silenzio, attivando un circolo virtuoso di supporto a un problema che non è del singolo, ma dell’intera comunità”, ha dichiarato Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro.

Il valore aggiunto dell’approccio proposto da Telefono Azzurro è quello di prestare attenzione non soltanto ai “fatti” ma anche gli “stati d’animo” dei ragazzi; dirigenti ed insegnanti devono poter riconoscere i campanelli di allarme indicativi di un malessere che spesso può incidere non solo sui livelli di prestazione scolastica individuale, ma anche sul clima scolastico generale, sull’efficacia dell’insegnamento e sui rapporti scuola – famiglia.

Il video la raccolta dei messaggi degli amici di Telefono Azzurro che hanno partecipato a #nonstiamozitti, la campagna di Telefono Azzurro contro il bullismo. Tra i testimonial: Alvin, Amadeus, Arisa, Dolcenera, Lorenzo Fiaschi, Elisabetta Gregoraci, Enrico Lucci, Edoardo Mecca, Juliana Moreira, Alvaro Soler, Anna Safroncik, Edoardo Stoppa, Francesco Totti, Alex Zanardi.

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Telefono Azzurro e Giffoni Film Festival lanciano un video contro il bullismo e i pericoli della rete

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Telefono Azzurro

Telefono Azzurro ormai giunto al suo trentesimo compleanno lancia un video sulla sicurezza in rete e sull’uso improprio del web. Un tema che viene trattato con ironia e irriverenza in una clip che vede protagonista la webstar Edoardo Mecca e alcuni bambini e adolescenti del Giffoni Film Festival.

L’obiettivo è promuovere un processo di cambiamento che parta non solo dalla vittima o dal bullo, ma soprattutto da tutti coloro i quali assistono quotidianamente a episodi di bullismo e cyberbullismo online e nel contesto scolastico.

La clip, pone una serie di domande, tra cui “Perché c’è così tanto odio sui social”? “Perché ogni volta che mangio volete che faccio una foto”? E ancora bambini che chiedono: “Perché pubblicate tante mie foto senza chiederlo?”, “Perché al bar o al ristorante chattate invece di parlare tra di voi”?

La 47esima edizione della kermesse rappresenta una nuova occasione per discutere delle azioni di contrasto al bullismo e al cyberbullismo all’interno del consueto spazio affidato Telefono Azzurro, attraverso una serie di attività e incontri con i ragazzi che interverranno all’evento.

Fenomeni che possono essere definiti come una vera e propria emergenza sociale: in riferimento alla sola parte emersa, Telefono Azzurro ha gestito nel 2016 una media di 1 caso al giorno tramite il team di operatori e psicologi operativi 24 ore su 24 alla linea d’ascolto gratuita 1.96.96 e la chat azzurro.it.

Una presenza, quella di Telefono Azzurro al Giffoni Film Festival, che segue la linea di coerenza tracciata lo scorso febbraio, in occasione del Safer Internet Day.

Telefono Azzurro ha scelto di redigere e mettere a disposizione gratuitamente sul sito il booklet “A prova di bullo” – La Guida per i genitori per informarsi bene e agire al meglio.” Nata grazie al lavoro di ENABLE (network internazionale che coinvolge diversi paesi, tra cui Belgio, Croazia, Danimarca, Grecia e Regno Unito) questa guida si pone come obiettivi: il comprendere al meglio cos’è il bullismo e riconoscerne i segnali; permettere a genitori e figli di affrontare insieme le tematiche legate al bullismo e al cyberbullismo; sviluppare un approccio efficace per aiutare chi è vittima di bullismo; garantire a bambini e ragazzi un web sicuro e la possibilità di sviluppare le necessarie competenze sociali ed emotive; lavorare con le scuole per creare un ambiente sicuro per i ragazzi.

“Il contrasto al bullismo e al cyberbullismo è per noi una missione e Il Giffoni Film Festival rappresenta un’occasione speciale, un laboratorio di idee, innovazione e coesione che è di grande stimolo per noi. Presentiamo una campagna che è utile a riflettere sul confine tra la vita reale e quella virtuale. Spesso i più piccoli diventano protagonisti inconsapevoli di materiale che finisce sul web, una pratica a cui è necessario porre immediatamente freno”, ha commentato il professor Ernesto Caffo, Fondatore Presidente di Telefono Azzurro e docente di Neuropsichiatria Infantile.

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Telefono Azzurro, 30 anni al fianco di bambini in difficoltà

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Telefono Azzurro compie 30 anni

Esattamente 30 anni fa, una domanda ha dato vita ad una storia tutta da raccontare: come fare per dare un aiuto immediato, concreto e sicuro basato su professionalità e sensibilità, a tutti quei bambini che, nel silenzio, subiscono abusi e violenze? La risposta concreta è stata la fondazione dell’Associazione SOS Il Telefono Azzurro da parte di Ernesto Caffo, Professore ordinario di Neuropsichiatria infantile all’Università di Modena e Reggio Emilia. Nei suoi primi trent’anni di vita, l’associazione ha aiutato più di 72.000 bambini e adolescenti, in media 2.400 ogni anno. Un progetto nato e durato nel tempo grazie anche alla partecipazione di diversi attori: innanzitutto lo straordinario lavoro dei volontari (oltre 520 nel 2016) e poi le scuole e le istituzioni che hanno rafforzato una rete di ascolto, dialogo e intervento a difesa dei diritti dei minori. Oggi Telefono Azzurro spegne 30 candeline e celebra il suo anniversario anche con una rivisitazione del logo progettato da Italdesign e che ricorda all’Italia il lungo e costante impegno dell’Associazione fatto di ascolto, intervento, supporto psicologico e molto altro.

Le origini
Era l’8 giugno 1987, i telefoni erano a tastiera circolare, come si vede nel carosello di vecchi spot diffuso da un’Associazione che ha dovuto cambiare ed evolversi rapidamente nel tempo, al passo con una società che corre e con le nuove tecnologie a dare vita a nuove minacce per i più piccoli. Prima il solo telefono, oggi ascolto e intervento basati su una comunicazione multicanale. La storica linea 1.96.96 ha retto nel tempo lasciando però spazio anche ad altri strumenti, come la chat, il web e i social, ormai fondamentale per l’operato dell’Associazione. Se la prima generazione di bambini e adolescenti chiedeva aiuto per situazioni di violenza e abusi (le percosse e i maltrattamenti fisici rappresentavano il 10% circa delle chiamate dei primi 7 anni), oltre che per problematiche legate alle relazioni con adulti o coetanei (circa il 45% dei casi gestiti tra 1987 e 1994), oggi sempre più le richieste di aiuto si legano ad un aumento della violenza tra coetanei: bullismo (nelle sue diverse componenti) e dating violence ne sono esempio. Solo nel 2016 rappresentano circa il 10% delle richieste di aiuto.

Il cambiamento
Ma la vita dei bambini corre sempre più online: nativi digitali, vivono in case high-tech, dove le stanze sono stazioni ad alto contenuto tecnologico. Non stupisce quindi che le richieste di aiuto riguardino anche gli aspetti della loro “crescita digitale”: dipendenza dal web, invio e condivisione di immagini e video sessualmente espliciti autoprodotti (sexting), ricatti legati a questi invii (sextortion), così come adescamenti di minori ad opera di sconosciuti (grooming). I dati di Telefono Azzurro parlano a questo proposito di un trend in aumento costante negli ultimi anni e che oggi si attesta attorno al 6% del totale delle consulenze che vengono offerte ogni anno dal numero gratuito 1.96.96 e dalla chat.

La storia
La storia di Telefono Azzurro è segnata da una serie di passaggi che ne riconoscono l’assoluto valore oltre che un posizionamento che ne fa un punto di riferimento unico per ascolto, intervento e supporto psicologico. Il 18 dicembre 1990, con decreto del Presidente della Repubblica, Telefono Azzurro diviene Ente Morale. Nello stesso anno viene attivata la prima linea gratuita per i bambini fino ai 14 anni: è il numero 1.96.96, oggi accessibile anche agli adulti, attivo su tutto il territorio nazionale 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno. Segnale tangibile per garantire il “diritto all’ascolto”, riconosciuto al bambino dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia firmata dalle Nazioni Unite l’anno precedente. Telefono Azzurro ha contribuito a livello internazionale al dibattito sul tema dei diritti dell’infanzia, favorendo la diffusione della conoscenza della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia firmata nel 1989 dalle Nazioni Unite – e ratificata dallo Stato Italiano nel 1991 – e della Convenzione Europea di Strasburgo, firmata nel 1996. Nel febbraio 2003 a Telefono Azzurro è affidata la gestione per la fase sperimentale del Servizio Emergenza Infanzia 114, frutto dell’accordo tra i Ministeri di Comunicazioni, Pari Opportunità e Lavoro e Politiche Sociali. In seguito alla firma di un Protocollo di Intesa con il Ministero dell’Interno, inoltre, dal maggio 2009 Telefono Azzurro gestisce il 116.000, linea diretta per i bambini scomparsi.

L’evoluzione
L’attività di prevenzione e ascolto di Telefono Azzurro si intensifica e si specializza sempre più. Gli operatori vengono formati sulla base delle esperienze raccolte ma anche grazie ad un confronto costruttivo e strategico con altri paesi europei. Gli strumenti di lavoro, informatici e tecnologici, si evolvono sulle base dei tanti casi trattati e sulla loro diversità. Il Centro Nazionale di Ascolto di Telefono Azzurro è oggi un call center con 30 linee telefoniche, 40 operatori specializzati, centinaia di volontari. All’ascolto telefonico, Telefono Azzurro associa inoltre nuove iniziative tese a favorire la diffusione di una cultura di intervento preventivo nelle situazioni di disagio, maltrattamento e abuso.
Negli anni, l’impegno di Telefono Azzurro è emerso anche in occasione di appuntamenti come le Giornate Nazionali contro la Pedofilia e la pedopornografia, bullismo e cyberbullismo, violenza sui minori. Tra gli ultimi, lodevoli progetti dell’Associazione fondata e presieduta dal Prof. Caffo, spicca “Bambini e Carceri”, che ha come obiettivo quello di fornire supporto psicologico ai piccoli figli di detenuti che vivono situazioni di dolore e fragilità. Attualmente il progetto è attivo in 14 città (Bologna, Chiavari, Firenze, Massa Carrara, Milano, Monza, Napoli, Padova, Palermo, Pescara, Prato, Reggio Emilia, Roma, Torino) ed è in avvio anche a Livorno, grazie all’impegno di 225 volontari. E come dimenticare l’impegno di Telefono Azzurro attraverso la presenza nelle zone colpite dal terremoto – in ultimo ad Amatrice in cui ci sono ancora volontari – dove la vita di molti bambini è stata segnata dal ripetersi di questa catastrofe naturale. Un impegno che è andato ben oltre i confini nazionali visto che l’Associazione ha instaurato importanti partnership con Missing Children Europe, INHOPE e il Centro internazionale per i bambini scomparsi e sfruttati.

“La nostra è una storia basata sull’ascolto e sulle risposte che nel tempo abbiamo messo in campo sotto forma di progetti concreti, racconta il Professor Ernesto Caffo, fondatore e presidente dell’Associazione. Attraverso l’ascolto Telefono Azzurro ha fatto conoscere i bisogni di bambini e adolescenti, raccogliendo le loro voci attraverso il telefono prima, e poi via via attraverso tutti gli strumenti e i canali che in questi tre decenni la tecnologia ci ha messo a disposizione. Sempre attenti a parlare la lingua dei più piccoli, a essere presenti lì dove loro sono, dove dialogano, dove imparano e dove crescono. Una presenza” conclude Caffo, “sempre più capillare e costante, resa possibile dal grande lavoro svolto dai gruppi territoriali dei nostri volontari, che hanno reso grande la storia di questi trent’anni. Lavoreremo ogni giorno affinché nei prossimi trenta venga costruito sempre più un mondo a misura di bambini e di adolescenti”.

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Abusi sessuali sui minori: presentato oggi il Manifesto con il patrocinio del governo. Anche Telefono Azzurro sostiene l’iniziativa

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globale contro sfruttamento e abusi sessuali su minori

Per contrastare gli abusi sessuali su minori è stato presentato oggi, con il patrocinio del Governo italiano, Presidenza del G7, un Manifesto da sottoporre a tutti i Paesi del G7 al fine di sostenere la creazione di una Task Force globale per supportare il lavoro di ciascuno Stato nella prevenzione e nella lotta allo sfruttamento e agli abusi sessuali sui minori. Anche Telefono Azzurro ha voluto sostenere questa importante iniziativa in Italia con un mese di attività dedicate all’ascolto del disagio giovanile nelle varie e nuove forme in cui esso sempre più frequentemente si esprime. Parole come “sexting”, “sextortion”, “grooming”, “Cybercrime”, “Dark web”, “Deep web”, fotografano infatti un mondo inquietante di pericoli nuovi che viaggiano sempre di più attraverso Internet e Social Network.

Obiettivo della Task Force Globale è quello di migliorare il coordinamento complessivo delle forze di polizia, della loro cooperazione e dello scambio di informazioni, di introdurre i necessari cambiamenti nelle legislazioni e di promuovere ed implementare una politica uniformemente coerente.

All’iniziativa, presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Via di Santa Maria in Via 37/A partecipano Enrico Costa, Ministro per gli Affari Regionali con delega alla Famiglia; il Sen. Benedetto Della Vedova, Sottosegretario Affari Esteri e Cooperazione Internazionale; Ernesto Caffo, Professore Ordinario di Psichiatria Infantile Università Di Modena e Reggio Emilia e Presidente di Telefono Azzurro Onlus; la Baronessa Joanna Shields, Ministro inglese per la sicurezza in rete; Maud de Boer- Buquicchio, Rapporteur delle Nazioni Unite sulla vendita dei bambini, la prostituzione e la pornografia minorile e Presidente di Missing Children Europe; Ernie Allen, Presidente di WePROTECT Global Alliance; il Professore Hans Zollner SJ, Presidente di Centre for Child Protection, Pontificia Università Gregoriana; Cosimo Maria Ferri, Sottosegretario Ministero della Giustizia; Filomena Albano, Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza e Delegata del Dipartimento per le Pari Opportunità, Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Più di 8 milioni di segnalazioni di abusi sessuali su minori nel 2016 e più di 2 milioni solo nei primi mesi del 2017; 68.000 le URLs identificate solo nel 2015 contenenti immagini pornografiche di abusi su minori; 18 milioni i bambini che si stima siano vittime di abusi sessuali: l’Europa sta diventando il maggior hub per ospitare immagini e video di abusi sessuali su minori con il 60% di tutto il materiale online ospitato in server europei e più di 34 mila pagine web localizzate in Europa contenenti immagini di abusi su minori

In Italia è in aumento la fruizione di materiale pornografico, anche autoprodotto, e le denunce per pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico sono passate da 380 nel 2010 a 614 nel 2016. Quasi 180.000 i contatti telefonici e online raccolti solo da Telefono Azzurro in un anno.

Telefono Azzurro in 30 anni ha ampliato il suo raggio d’azione, intercettando il disagio giovanile nei mutamenti delle cause e delle manifestazioni ed è pienamente impegnato su questi fronti in collaborazione con le Forze di Polizia e con le Istituzioni preposte. Ogni anno il Centro Nazionale di Telefono Azzurro dedica 8760 ore ai bisogni di bambini e ragazzi in difficoltà, con un numero che opera attraverso quattro linee, 24 ore su 24, per 365 giorni. Arrivano circa 60.000 chiamate all’anno sulla linea 1.96.96 Pronto Telefono Azzurro, con 1.993 nuovi casi ogni anno; 3.421 i contatti sulla chat online Ch@atta con Telefono Azzurro con 687 nuovi casi emersi; 114.708 le chiamate al Servizio 114 Emergenza Infanzia, con 2.067 nuovi casi. Infine 172 le segnalazioni del 2015 di bambini scomparsi, attraverso la linea 116.000, con 116 nuovi casi di scomparsa (più del 50% relativi a minori stranieri non accompagnati) e 56 ritrovamenti. Un lavoro enorme, continuo e importante, che viene svolto in 8 sedi in diverse città d’Italia.

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#nonstiamozitti: una parata di star presta il volto a Telefono Azzurro per la lotta al bullismo

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#Nonstiamozitti contro il bullismo

Prosegue senza sosta la campagna social “stellare” di Telefono Azzurro contro il bullismo, una prestigiosa e quotidiana sequenza di videomessaggi registrati da un ricco parterre di celebrità, uniti in un solo coro: #NONSTIAMOZITTI. La campagna, iniziata a metà gennaio con il lancio affidato a Francesco Totti – in grado di coinvolgere migliaia di utenti fra visualizzazioni e condivisioni – è poi proseguita nei giorni successivi con altri testimonial Telefono Azzurro, come Alvaro Soler, Alex Zanardi, Amadeus, Alvin, Enrico Lucci, Dolcenera, Arisa, Juliana Moreira, Andrea Dovizioso, Anna Safroncik e Luca Marin (il motociclista fratello d’arte di Valentino Rossi). Il loro messaggi hanno avuto una diffusione virale nel popolo del web, soprattutto tra i giovanissimi.

L’operazione #Nonstiamozitti si concluderà il 7 febbraio, in occasione della prima Giornata Nazionale contro il Bullismo. In arrivo nei prossimi giorni anche i videoclip dello “zar” della pallavolo Ivan Zaytsev, di Elisabetta Gregoraci, Edoardo Stoppa, la Web star Edoardo Mecca, Leonardo Fiaschi, il centauro Lorenzo Baldassarri e lo sciatore Simone Origone. Una parata di stelle al fianco di Telefono Azzurro, protagonista dal 1987 di una quotidiana lotta in difesa dei diritti dei bambini e adolescenti attraverso azioni concrete messe in pratica dal proprio Centro Nazionale di Ascolto, al prezioso lavoro condotto nelle scuole e al numero 1.96.96, gratuito e attivo 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno.

A seguito di un Protocollo siglato con il MIUR Telefono Azzurro è stata indicata “Linea nazionale di contrasto al fenomeno del bullismo”. Un canale aperto con bambini, genitori e insegnanti che vogliono segnalare situazioni di violenza a scuola, cui si aggiunge anche la chat (www.azzurro.it/chat). Il protocollo prevede anche attività di sensibilizzazione, prevenzione e formazione nelle scuole, con azioni mirate messe in atto da personale specializzato. Solo una minoranza però, si confida e informa gli adulti delle violenze che sono costrette a subire. Per questo motivo è fondamentale rompere il silenzio e aiutare le vittime a superare la vergogna e a capire che solo parlando potranno interrompere la spirale di violenza in cui sono coinvolte.

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Francesco Totti da il via alla campagna social #Nonstiamozitti lanciata da telefono azzurro

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campagna telefono azzurro

Da oggi fino al 7 febbraio (Giornata Nazionale contro il Bullismo), prende il via la campagna social con la pubblicazione del primo video messaggio firmato Frnacesco Totti, e a seguire tutti gli altri in un grido corale rivolto ai più giovani: #Nonstiamozitti.

Un hashtag che porta con sé messaggi e consigli dei testimonial rivolti ai rispettivi fan, chiedendo loro di non soccombere ad una piaga sociale come il bulllismo, una piaga sempre più dilagante e a testimoniare, parlare, denunciare e confidarsi alle linee dell’associazione.

#Nonstiamozitti é anche una call to action a quanti coloro al pari dei propri beniamini vorranno unirsi alla campagna, postando il proprio contributo

Oltre a Francesco Totti, coloro che hanno aderito a questa campagna sono: Andrea Zanardi e Ivan Zaytsev. I conduttori Amadeus, Alvin, Enrico Lucci, Fabio Caressa ed Elisabetta Gregoraci. La soubrette Juliana Moreira insieme a Edoardo Stoppa; l’attrice Anna Safroncik. E ancora Alvaro Soler insieme alle cantanti Arisa e Dolcenera. La Web star Edoardo Mecca e l’imitatore Leonardo Fiaschi, i centauri Andrea Dovizioso, Luca Marin, Lorenzo Baldassarri e lo sciatore Simone Origone.

Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e docente di Neuropsichiatria Infantile dichiara, “Abbiamo chiesto ai beniamini dei più giovani di aiutarci tramite il loro codice a veicolare una serie di messaggi nel tentativo di tamponare un’emergenza dai risvolti spesso tragici, a causa del muro di silenzio issato al cospetto di situazioni di violenza che ormai non siamo più disposti ad accettare. #Nonstiamozitti è la preghiera per porre fine alle cause drammatiche legate all’immediato presente delle vittime, ma con forti ripercussioni nel futuro degli uomini e le donne di domani. Siamo onorati del supporto ricevuto da personaggi dallo straordinario valore professionale, cui fa il paio, uno spessore personale di egual valore”.

Telefono azzurro gestisce almeno un caso di bullismo/cyberbullismo al giorno, contrastando il fenomeno con azioni concrete grazie al suo Centro Nazionale di Ascolto e al  lavoro condotto nelle scuole. Solo una minoranza però, si confida e informa gli adulti delle violenze che sono costrette a subire. Per questo motivo è fondamentale rompere il silenzio e aiutare le vittime a superare la vergogna e a capire che solo parlando potranno interrompere la spirale di violenza in cui sono coinvolte.

Telefono Azzurro ritiene che per combattere il bullismo la migliore strategia è coinvolgere gli studenti – bulli inclusi – il gruppo classe, gli insegnanti, i genitori, la comunità intera, affinché tutti possano accorgersi di quanto accade e rispondere in maniera adeguata e tempestiva. Per combattere questo pericoloso silenzio è fondamentale anche il coinvolgimento delle Istituzioni.

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Telefono Azzurro lancia “Back to Normal”, campagna dedicata ai territori colpiti dal sisma

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Telefono Azzurro lancia la campagna "Back to Normal", dedicato ai territori colpiti dal sisma

Presente sul campo sin dalle ore immediatamente successive al sisma, Telefono Azzurro continua il suo impegno quotidiano al fianco di bambini, adolescenti e famiglie colpite dal terremoto dello scorso 24 agosto.

A un mese dal drammatico evento, l’associazione lancia “Back to Normal”, una campagna video per tenere accesi i riflettori su quanto accaduto e su quanto ancora stanno vivendo le popolazioni del posto. #BackToNormal è anche un hashtag, lanciato in rete insieme al video, che racconta l’obiettivo di tutti i volontari e gli operatori specializzati dell’associazione nonché il desiderio di tutti i bambini del posto: ritornare, piano piano, alla normalità. Riprendere, quindi, le proprie abitudini, semplici, ma importanti, a cominciare dal risveglio. Ma anche il gioco e la scuola. La campagna inizia oggi con il lancio del primo di tre video, ognuno dei quali racconterà questi momenti fondamentali del “Back to Normal”.

Dopo il primo soccorso psicologico e il supporto emotivo, messo in campo nelle ore successive al terremoto, volto a sostenere i più piccoli nella gestione del trauma e nel superamento del lutto, il Team Emergenza di Telefono Azzurro ha accompagnato gli studenti di Amatrice e degli altri paesi colpiti nel delicato momento del rientro a scuola e continuerà a farlo per il resto dell’anno scolastico. Un sostegno che il team di psicologi e volontari dell’Associazione offrirà anche nell’ambito delle attività extrascolastiche e negli altri comuni colpiti dal sisma. Uno degli obiettivi è, infatti, il supporto psicologico a lungo termine, nelle varie sedi in cui bambini e adolescenti si sposteranno, concluso il periodo nei campi. “Back to Normal” è anche un invito a sostenere il Fondo per l’Emergenza di Telefono Azzurro, necessario per mantenere vive tutte queste importanti attività.

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Facebook lancia nuove funzioni per la prevenzione del suicidio

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Facebook

Facebook ha sviluppato nuove funzioni per dare supporto alle persone che pensano al suicidio o all’autolesionismo.

Sviluppati in collaborazione con organizzazioni specializzate e con l’aiuto di persone che hanno vissuto esperienze di autolesionismo e suicidio, questi strumenti sono stati inizialmente presentati negli Stati Uniti grazie all’aiuto di Forefront, Lifeline e Save.org. Oggi vengono introdotti in tutto il mondo in collaborazione con partner locali e in tutte le lingue in cui è disponibile Facebook. In Italia il social network collabora con Telefono Azzurro e Telefono Amico Italia.

Grazie a questi nuovi strumenti, se una persona pubblica contenuti su Facebook che destano preoccupazione sul suo benessere, sarà possibile contattarla direttamente e segnalare al social il suo post. I team di Facebook lavorano in tutto il mondo e sono attivi 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 per esaminare le segnalazioni, dando la precedenza alle segnalazioni più gravi, come ad esempio quelle relative all’autolesionismo, e forniscono aiuto e risorse alle persone in difficoltà.

Gli strumenti a disposizione di chi ha pubblicato un contenuto allarmante includono una serie più ampia di opzioni: le persone potranno scegliere se contattare un amico, una linea di assistenza o ricevere suggerimenti di supporto.

In caso di bisogno è possibile contattare Telefono Azzurro al numero 19696 se minori di 18 anni o – se maggiorenni – Telefono Amico Italia al numero 199284284. Per informazioni su come trovare supporto per se o per altri è a disposizione il Centro assistenza di Facebook.  Se qualcuno si trova in una situazione di pericolo immediato è importante contattare subito il numero di emergenza.

“I casi di autolesionismo e i tentativi di suicidio tra gli adolescenti hanno registrato un forte aumento nella casistica gestita da Telefono Azzurro negli ultimi due anni. Solo nei primi sei mesi del 2016 il Centro di Ascolto dell’associazione ha gestito ben 92 richieste di aiuto e di intervento per tentativi di suicidio, intenzioni suicidarie e atti autolesivi”, spiega Ernesto Caffo, Presidente di Telefono Azzurro e professore ordinario di Neuropsichiatria infantile. “Un aumento che si accompagna a trend in crescita nei disturbi depressivi, ad esordio sempre più precoce. Telefono Azzurro, che da anni si occupa di disturbi emozionali e di comportamenti a rischio in età evolutiva, punta sempre più sulle nuove tecnologie e crede molto nella collaborazione con aziende come Facebook, sensibili a questi temi, per offrire ai ragazzi l’aiuto di cui necessitano”.

“È molto difficile, specialmente online, discriminare tra un tono provocatorio, sarcastico o serio. Tuttavia, se un adolescente minaccia di farsi del male, non bisogna sottovalutare le sue parole: forse chi scrive desidera proprio che qualcuno se ne accorga. La nostra speranza è riuscire ad intervenire prima che sia tardi”, ha commentato Barbara Forresi, psicologa e responsabile del Centro Studi di Telefono Azzurro. “Da oggi, anche grazie a questi nuovi strumenti offerti da Facebook, i ragazzi che online esprimono un grave disagio o che leggono le parole preoccupanti di altri coetanei, sanno di poter contare in ogni momento su Telefono Azzurro”.

“La nostra Associazione – commenta Dario Briccola, Presidente Nazionale di Telefono Amico Italia – nasce 50 anni fa, nel 1967, per prevenire il suicidio. Negli anni si è ampliato il campo d’azione anche alle richieste di aiuto legate alla solitudine emotiva e al bisogno di dialogo da parte di chi chiama. Gli obiettivi rimangono comunque centrati sull’ascolto, sulla fiducia nelle capacità comunicative e nelle risorse personali di ciascuno. La crisi degli ultimi anni ci ha riportato a lavorare in maniera importante sulla prevenzione al suicidio anche con campagne di sensibilizzazione mirate, come quella realizzata nel 2015 in collaborazione con Ferrovie dello Stato Italiane che verrà ripetuta anche quest’anno e con un monitoraggio specifico sui social, in particolare su FB, utilizzato per lo più da una fascia d’età giovanile. Il ruolo dell’Associazione in Italia è di particolare rilievo perché ad oggi non esiste altro soggetto in grado di fornire ascolto gratuito, tutti i giorni dell’anno, a chi prova, per le ragioni più varie, angoscia, tristezza, sconforto, rabbia, disagio. Con riferimento al tema del suicidio nel 2015 sono state registrate complessivamente 1103 chiamate, pari al 2,4% delle chiamate valide totali. Sono dati che non possiamo sottovalutare”.

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Telefono Azzuro, Armando Testa e Shazam lanciano la campagna sul bullismo #DagliUnaNota

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Telefono Azzuro lancia la campagna #DagliUnaNota

Il bullismo e il cyberbullismo sono presenti in tutte le scuole e spesso si nutrono del silenzio di chi li subisce o non ha il coraggio di denunciare l’accaduto. Per questo motivo, l’agenzia Armando Testa e Testa Digital Hub (la unit d’innovazione del Gruppo Armando Testa specializzata in operazioni unconventional) hanno ideato un progetto di comunicazione digitale no profit che unisce due partner eccellenti, Telefono Azzurro e Shazam per coinvolgere gli studenti nel prendere coscienza sul fenomeno in maniera unconventional.

Telefono Azzurro, da sempre in prima linea – soprattutto sui canali social – contro il bullismo che colpisce il 21% dei minori, in collaborazione con Shazam, utilizzata in Italia da ben 27 milioni di utenti, ha messo in atto il social experiment #DagliUnaNota. Attraverso la tecnologia offerta da Shazam, è stata aggiunta la campanella ministeriale, presente in tutte le scuole italiane, all’interno della library mondiale dell’app di riconoscimento musicale. La campanella di fine lezione si è trasformata, quindi, in un vero campanello d’allarme, riconosciuta da tutti gli smartphone dei ragazzi e ha fatto sì che sullo schermo apparisse un messaggio forte e chiaro: “Ti è arrivato all’orecchio un episodio di bullismo? #DagliUnaNota”, permettendo di chiamare subito Telefono Azzurro con un semplice tocco sullo schermo del telefono. Telefono Azzurro e Shazam, quindi, sono diventati la cassa di risonanza e l’orecchio giusto a cui rivolgersi per chi subisce un atto di bullismo e di cyberbullismo, impegnandosi a proseguire questa attività all’interno delle scuole italiane anche per l’anno scolastico 2016/2017, sfruttando nuove tecnologie come il visual recognition. Infatti, i ragazzi potranno anche rivolgersi a Telefono Azzurro shazammando con la camera della loro app le locandine affisse nelle loro scuole.

 

 

CREDITS: Cliente: Telefono Azzurro

In partnership con: Shazam

Agenzia: Gruppo Armando Testa (Armando Testa/Testa Digital Hub)

Direttore Creativo: Jacopo Morini

Direttore Strategico: Massimiliano Rossi

Senior Art Director: Barbara Ghiotti, Francesco Mazzone

Senior Copywriter: Pierfabio Iannuzzi

Creative Technologist: Andrea Bassi

Client Director: Giovanna Farè

Project Manager: Sara Salamino

Regia: Augusto Storero

Casa di produzione video: Little Bull

Casa di produzione audio: Top Digital

Musica: Bobo Marcucci

Location: IC Niccolò Tommaseo – Torino

Image bank: Shutterstock

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Telefono Azzurro ferma il bullismo anche a Roma con Armando Testa e Urban Vision

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Telefono Azzurro

“Quello che subisci da piccolo, può segnarti tutta la vita”. È il messaggio che si erge su Palazzo della Cancelleria, nell’omonima piazza tra Corso Vittorio Emanuele II e Campo de’ Fiori, per richiamare l’attenzione sulla campagna di Telefono Azzurro “Ferma il bullismo”, ideata da Armando Testa. Fino al 31 gennaio il prestigioso edificio rinascimentale ospiterà l’iniziativa volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della violenza giovanile, su uno spazio concesso gratuitamente da Urban Vision, eccellenza nel settore del fund raising finalizzato al recupero architettonico del patrimonio artistico italiano.

Una questione fin troppo attuale, dati gli ultimi casi di cronaca, che preoccupa non solo per le conseguenze fisiche immediatamente visibili sulle vittime di bullismo, ma anche per i danni psicologici, ben più profondi per chi subisce da bambino un atto di violenza. Su questo tema si è sviluppato l’intero progetto di comunicazione che trova spazio, con uno dei suoi soggetti più esplicativi, attraverso la sinergia con Urban Vision.

“Abbiamo voluto dare il nostro contributo attraverso questa preziosa partnership, per la quale ringrazio il Presidente Caffo, con l’intento di unirci a coloro che quotidianamente sostengono la lotta al bullismo”, ha commentato Gianluca De Marchi, Presidente di Urban Vision. È per noi motivo di grande orgoglio e soddisfazione ospitare questa campagna, nella speranza che l’appello di Telefono Azzurro non rimanga solo uno slogan su una maxi affissione, ma possa davvero risvegliare la coscienza su un fenomeno sottovalutato che riguarda tutti, non solo i più giovani”.

A sottolineare il valore del progetto e l’importanza di affrontare il bullismo in maniera concreta e unitaria, anche il Presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, che riporta alcuni dati del fenomeno e si sofferma sui rischi, a medio e a lungo termine, per i soggetti coinvolti in episodi di violenza. “Siamo grati ad Armando Testa per la creazione del progetto di comunicazione no-profit contro il bullismo e a Urban Vision per avere concesso questa importante opportunità alla nostra campagna, incrementando l’impegno a contrastare un fenomeno pericoloso per bambini e adolescenti, con ripercussioni anche a lungo termine per chi lo subisce”, ha commentato. “Basti pensare che il 10% delle vittime di bullismo tenta il suicidio e il 30% compie atti di autolesionismo. Gli episodi di questo tipo, nel 68% dei casi, accadono nel contesto scolastico, ma solo 1 bambino su 5 informa un adulto di esserne stato vittima. Per questo motivo è fondamentale rompere il silenzio che circonda le vittime facendole sentire, in molti casi, ancora più deboli e isolate.”

Credits
Agenzia Pubblicitaria: Armando Testa
Direttore Creativo Esecutivo: Michele Mariani
Art Directors: Barbara Ghiotti e Andrea Lantelme
Copy: Federico Bonenti
Fotografo: Andrea Melcangi
Concessionaria: Urban Vision

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Telefono Azzurro e Armando Testa lanciano, in occasione del back to school, la nuova campagna “Ferma il Bullismo”

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Telefono Azzurro, in occasione dell’inizio delle scuole, riporta all’attenzione dei media un grave il problema della società di oggi, lanciando la campagna “Ferma il Bullismo”, ideata da Armando Testa. Un fenomeno, quello del bullismo, che nel 68% dei casi avviene nel contesto scolastico e che nella stragrande maggioranza dei casi resta sommerso: secondo gli ultimi dati raccolti da Telefono Azzurro, solo 1 bambino su 5 informa un adulto di esserne stato vittima. Il nuovo film, per la tv e per il web, racconta la storia di un uomo che nella quotidianità rivive ossessivamente le violenze di cui era stato vittima molti anni prima. Immagini senza sconti che restano impresse nella memoria, così come il claim finale (“Quello che subisci da piccolo può segnarti tutta la vita”).

Ma la realtà non è lontana: le vittime di bullismo sono esposte al rischio di suicidio con una probabilità doppia di metterlo in atto rispetto ai coetanei (secondo ricerche internazionali a tentare il suicidio è il 10% delle vittime), il 30% compie atti di autolesionismo. Una sfida quotidiana che Telefono Azzurro e Ministero dell’Istruzione affrontano insieme. A seguito del Protocollo d’Intesa siglato con il MIUR, dal 1 febbraio 2015 Telefono Azzurro è infatti la “Linea nazionale di contrasto al fenomeno del bullismo”, con il numero gratuito 1.96.96 (attivo 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno) e con la sua chat. Il protocollo prevede anche attività di sensibilizzazione e formazione nelle scuole, utili a favorire l’adozione delle migliori modalità di prevenzione e intervento. “Siamo vicini e sosteniamo fortemente l’azione che Telefono Azzurro svolge, in particolare sul fronte del contrasto al bullismo” dichiara il Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Istruzione Andrea Faraone. “Sono fenomeni perversi, purtroppo diffusi nella scuola italiana, che dobbiamo fronteggiare insieme affinché la scuola possa migliorare in questo Paese”.

“Il bullismo può essere sconfitto” dice il Professor Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro e Ordinario di Neuropsichiatria infantile presso l’università di Modena e Reggio Emilia. “Per farlo è fondamentale rompere il silenzio che circonda le vittime e le isola, uccidendo ogni speranza. Questo però non basta, bisogna anche saper cogliere immediatamente i segnali di ciò che accade tra i banchi e nei corridoi delle nostre scuole, intervenendo tempestivamente.
Per questo motivo, la stretta collaborazione tra Telefono Azzurro e MIUR si sta rivelando strategica per realizzare interventi integrati che, a partire dalla richiesta di aiuto di bambini, ragazzi o adulti, arriva a coinvolgere genitori, insegnanti e altri soggetti del mondo della scuola, fino alla comunità più allargata, in uno sforzo comune per interrompere la violenza e promuovere i valori della prosocialità. Le dimensioni del fenomeno rendono evidente che per contrastarlo non possono più bastare interventi improvvisati, repressivi o solo emergenziali. Servono invece, strategie di lungo periodo, formazione mirata, prassi condivise e supportate da dati di efficacia, reti di intervento locali e collaborazioni internazionali. Telefono Azzurro si muove su tutti questi fronti: per questo chi ci chiama e chiede il nostro aiuto non verrà mai lasciato solo”.

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Con Doxa Kids e Telefono Azzurro alla scoperta degli “always-on teens”

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Ieri la prima giornata dei Doxa Kids Marketing Days si è aperta con la presentazione della ricerca “Osservatorio Adolescenti: pensieri, emozioni e comportamenti dei ragazzi di oggi“, realizzata da Doxa Kids e Telefono Azzurro, sulla vita digitale degli adolescenti e preadolescenti italiani. Una popolazione che vive sempre connessa, anche nelle ore notturne: degli italiani tra gli 11 e i 19 anni, infatti, praticamente la totalità (per l’esattezza il 99%) utilizza Internet tutti i giorni e il 25,6% (1 su 5) si sveglia una o più volte a notte per controllare i messaggi arrivati sul proprio smartphone. Soprattutto tramite WhatsApp, utilizzata dall’89,8% dei ragazzi per connettersi agli amici. Addirittura più di un adolescente su 2 manda oltre 50 messaggi al giorno (57,4%). Attenti alla loro immagine, gli adolescenti ‘always on’ sono instancabili produttori di selfie da condividere sui social network possibilmente dopo averli abbelliti un po’: 1 ragazzo su 2, infatti, li ritocca con programmi appositi prima di metterli in rete. A farlo più spesso sono le ragazze (61,6% vs 41,4% dei ragazzi), perché il nuovo motto generazionale sembra essere “You like me, ergo sum”. Tra i social network prevale Facebook, usato dell’82,3% degli intervistati, a cui si accede soprattutto dal cellulare (73,6%). Seguono Skype (58,4%), Instagram (55,6%) e Google+ (50,5%).
Ma cosa fanno sul web gli adolescenti “always on”? Ascoltano musica o radio (61%), guardano video (60,2%), fanno compiti e ricerche per la scuola (58,3%), curiosano e navigano (57,3%), fanno acquisti (22%), comprano online giochi (34,6% dei ragazzi), accessori di moda (22,3% delle ragazze), ma anche libri (17,6% delle ragazze). Il 32,1% degli adolescenti (soprattutto maschi), acquista con la propria carta di credito/prepagata, mentre il 33,1% con quella dei genitori (soprattutto femmine). Per il 20% dei ragazzi l’ultimo acquisto online era di importo superiore ai 100 euro. Ciò che è prioritario, però, è il rimanere in contatto: Internet nella vita dei ragazzi è soprattutto social media. “Il web ha modificato una serie di bisogni degli adolescenti. Per loro non c’è distinzione tra online e offline, con tutti i rischi che ciò può comportare e su cui noi cerchiamo di fare informazione”, sottolinea Barbara Forresi, responsabile del Centro Studi e Ricerche di Sos Il Telefono Azzurro Onlus. Il rapporto in questione si concentra sugli adolescenti, ma l’ambito di ricerca di Doxa Kids parte dai 5 anni. Fino a 9 anni, infatti, è ancora la tv il mezzo irrinunciabile (per il 62% dei bambini 6-7 anni), man mano che si cresce entrano a far parte della dieta mediatica la console e soprattutto il cellulare: irrinunciabile per il 49% dei ragazzini 12-13 anni. Si modificano anche le età di accesso a Internet: 12% tra i 5-7 anni, 43% nella fascia 8-11 anni. “Le aziende devono conoscere il target kids in profondità per sapere come parlare con loro – spiega Cristina Liverani, research manager di Doxa – . A breve lanceremo una ricerca anche sul target dei più piccoli, quello che va dai 3 ai 5 anni”. Proprio le aziende sono state protagoniste ieri della prima giornata dei Doxa Kids Marketing Days, l’evento dedicato alle strategie di family marketing e all’incontro tra operatori, per le aziende che si rivolgono al target bambini e famiglie. Due giorni di conferenze, workshop, tavole rotonde, pitch, esposizione, business matching su temi come Licensing, Publishing, Toys, Comunicazione, Digital e Promozioni.

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