BRAND STRATEGY

Mondadori con le sue digital properties a StartupItalia! Open Summit 2018

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startup italia

Lunedì 17 dicembre il Gruppo Mondadori sarà tra i protagonisti di StartupItalia! Open Summit 2018, l’evento che promuove l’innovazione, il confronto e nuove collaborazioni tra fondatori di startup, sviluppatori, aziende e investitori. Il team Digital Magazine del primo editore italiano sul web parteciperà a incontri one to one con 10 startup, distintesi per idee di business e capacità di competere sul mercato internazionale.

“La nostra partecipazione a StartupItalia! Open Summit 2018 s’inserisce nell’ambito del percorso di crescita nel digitale intrapreso dal Gruppo Mondadori”, ha dichiarato Andrea Santagata (nella foto), vicedirettore generale e chief digital officer dell’area Periodici Italia del Gruppo Mondadori. “Crediamo fortemente nell’innovazione e puntiamo a consolidare il nostro legame con l’ecosistema delle startup raccontando il nostro modello di “editore del futuro”: un editore sempre più multimediale e in grado di alimentare un rapporto social con i propri utenti”.

In occasione di #SIOS2018, le startup potranno mostrare le proprie idee d’innovazione, ricevendo consigli da parte dei manager e professionisti del team Digital Magazine del Gruppo. I progetti sviluppati dalle startup selezionate potranno trovare un terreno d’incontro con gli affermati modelli di business dei brand digitali del Gruppo Mondadori, leader dei segmenti verticali a maggior valore del mercato: da Giallo Zafferano a Grazia, da Donna Moderna a Studenti.it, da Sorrisi Focus.

A StartupItalia! Open Summit 2018 sarà presente anche la nuovissima apecar firmata Giallo Zafferano, cuore di un’iniziativa di engagement attraverso cui fondatori e sviluppatori saranno chiamati a rivelare su dei post-it gli ingredienti di successo e di insuccesso per una giovane realtà imprenditoriale. Nascerà così la “ricetta per la startup perfetta”, che verrà condivisa da Giallo Zafferano sui social network.

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AGENZIE

Connexia firma la campagna digital e outdoor #Sipuòfare per la startup jobby

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jobby

#Sipuòfare: questo il claim di jobby, piattaforma innovativa di job matching che ha scelto di affidare la propria campagna di lancio a Connexia.

Nata nel 2016 da un’intuizione di Andrea Goggi come azienda di intermediazione certificata, jobby conta oggi oltre 30mila iscritti ed è attiva principalmente su Milano, Torino, Bologna e Roma. Più simile ai modelli di dating che ai classici modelli di job board e recruiting, grazie a un’app proprietaria e gratuita, jobby connette domanda e offerta, intervenendo e semplificando le dinamiche di un mercato del lavoro sempre più articolato e complesso.

Proponendo un nuovo modello di lavoro basato sulla monetizzazione del proprio tempo, l’applicazione di job matching di jobby sfrutta un algoritmo di affinità appositamente sviluppato per permettere a “lavoratori e offerenti” di entrare in contatto reciproco in modo semplice, veloce, smart. I workers, dopo aver creato un profilo personale, possono fare letteralmente “zapping” tra le offerte di lavoro disponibili e, con un rapido “swipe”, sottoporre la propria candidatura. I privati o le aziende che offrono lavoro, invece, possono scrivere un annuncio in pochi minuti e richiedere differenti tipologie di profili per qualsiasi tipo di esigenza.

“La sinergia creativa che si è creata con Connexia ha portato alla luce un’idea stimolante, a partire proprio dal claim di campagna, un hashtag positivo, una citazione ripresa e calata all’interno dell’immaginario della nostra app, dove qualsiasi sogno o desiderio può raggiungere una realizzazione concreta grazie all’aiuto di persone di talento”, dichiara Andrea Goggi, Co-founder e CEO jobby. Per noi #Sipuòfare è un messaggio che aggrega tutti i valori fondamentali di jobby ed è solo un punto di partenza per un percorso che non ha paura di sfide e cambiamenti. Anche la scelta dei soggetti creativi, ironici e straordinari nella loro semplicità, rispecchia perfettamente il nostro DNA come startup, alimentato dalla quotidianità, sempre piena di sorprese da affrontare e mai banale, soprattutto in un campo come quello del lavoro, che ha bisogno della massima apertura di opportunità e stimoli per migliorare costantemente”.

La strategia di comunicazione messa a punto da Connexia è rivolta principalmente alla categoria degli offerenti privati e viene declinata su media digital e outdoor. Due canali, un solo obiettivo: mostrare con quanta facilità la piattaforma di jobby permetta di trovare in poco tempo “la persona giusta per fare il lavoro che ti serve”.

“Grazie alla campagna #Sipuòfare vogliamo rendere lo storytelling di jobby vicino alle necessità di target eterogenei per competenze, profilo professionale ed esigenze – afferma Stefano Ardito, Chief Growth Officer Connexia. “Essere rilevanti per il pubblico di riferimento, colpire con un messaggio chiaro e accattivante, usare l’ironia e il giusto tono di voce: questo è stato il lavoro che il team creativo e strategico ha declinato in una campagna che punta a distinguersi”.

CREDITS
Direzione Creativa e Art Direction – Clio Zippel
Senior Copywriter – Gianluca Villa
Client Director – Davide Corti
Account Supervisor – Ilaria Lorenzelli
Producer Assistant – Giulia Moroni
CdP – Wayne Film

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COMMERCE

Arriva Amazon Launchpad: una vetrina mondiale per le startup italiane

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Amazon Launchpad

Amazon.it ha presentato Amazon Launchpad, un nuovo programma che rende più semplice per le startup italiane lanciare, commercializzare e distribuire i propri prodotti a milioni di clienti su Amazon.it e nel mondo.

I clienti Amazon possono ora disporre di una selezione di prodotti unica e innovativa dalle startup europee e di tutto il mondo: la nuova vetrina Launchpad di Amazon.it include centinaia di prodotti suddivisi in 5 categorie, dall’elettronica di consumo al food, dai giocattoli alla casa o alla cura della persona, destinate a crescere ulteriormente nei prossimi mesi con nuove idee innovative.

A disposizione delle startup italiane un’esperienza di accesso semplificata ai servizi Amazon, pagine prodotto personalizzate, un pacchetto completo di soluzioni di marketing e l’accesso alla rete di distribuzione globale di Amazon, oltre ai servizi del Customer Service.

Inoltre, i prodotti possono essere idonei per Amazon Prime e resi disponibili per gli oltre 100 milioni clienti Prime in tutto il mondo. Le startup possono così lanciare con successo le proprie innovazioni e condividere le proprie storie.

“In Amazon, l’innovazione è parte della nostra cultura e le nostre energie vengono impiegate per inventare per conto dei nostri clienti, piccole imprese e imprenditori. Mentre il ritmo dell’innovazione continua ad aumentare all’interno della comunità di startup, Amazon Launchpad consente loro di essere riconosciute in Italia il più velocemente possibile e aiuta i loro prodotti unici a essere scoperti da milioni di clienti Amazon in tutto il mondo”, afferma Mariangela Marseglia, Country Manager di Amazon.it e Amazon.es.

“Portare al successo nuovi prodotti può essere stimolante quanto costruirli”, ha affermato Luca Cassina, EU Director Seller Services – Marketplace, Amazon. “Amazon Launchpad è progettato per far crescere gli inventori. Offriamo supporto nella gestione dell’inventario, ci occupiamo dell’evasione degli ordini, del servizio clienti e altro ancora, consentendo loro di concentrare gli sforzi sull’innovazione e realizzare prodotti sempre più originali. Inoltre, Amazon Launchpad offre ai clienti l’accesso a un negozio dedicato con una varietà di articoli all’avanguardia dagli attuali inventori emergenti in Italia”.

In Italia, Amazon collabora con più di 10 piattaforme di crowdfunding, incubatori, acceleratori e società di venture capital, tra cui Associazione Progetto Marzotto, Digital Magics, Italia Startup, Lventure Group e Talent Garden per l’Italia.

I servizi per le startup

Amazon Launchpad offre alle startup una serie di servizi che aiutano ad accelerare il loro business, tra cui:

Sviluppo del brand: le pagine personalizzate aiutano a dare maggiore risalto ai prodotti attraverso foto e video. I founder possono raccontare la propria storia ed entrare in contatto con i clienti in modo più personale, con la possibilità di fornire informazioni sulla startup

Customer Reach: gli strumenti di marketing più potenti di Amazon, inclusi attività promozionali e consigli personalizzati, offrono ai prodotti delle startup una maggiore visibilità

Distribuzione a livello mondiale: le startup hanno anche accesso alla rete globale dei centri di distribuzione di Amazon, alla spedizione rapida di Amazon Prime e al servizio clienti

Espansione globale: Amazon Launchpad è presente su 9 marketplace di Amazon e può aiutare le startup a espandersi a livello globale grazie a soluzioni scalabili e programmi di marketing.

Tra le startup italiane che hanno aderito ad Amazon Launchpad figurano Powerme (caricabatterie per smartphone che consente di ricevere carica in mobilità da un altro smartphone o dispositivo elettrico), Filo (tracker Bluetooth per trovare portafogli, borse, chiavi o altri oggetti che occorre sempre tenere sott’occhio), Linfa (giardino intelligente da interno per coltivare erbe aromatiche), My Cooking Box (specialità culinarie della tradizione italiana, con tutti gli ingredienti consegnati a domicilio), Kamira (moka professionale di alta qualità per preparare il caffè espresso a casa) e 1Control (dispositivo domestico intelligente per aprire cancelli).

Per il lancio di Amazon Launchpad, alcune delle startup metteranno a disposizione prodotti in offerta in esclusiva con sconti dal 10% al 20% per i clienti di Amazon.it. Tra questi figurano Dodow, il dispositivo che a consente di addormentarsi più rapidamente, Naptime, un prodotto che aiuta a rilassarsi e Crazybaby, cuffie wireless per lo sport.

Dall’apertura del proprio spazio virtuale alle piccole imprese e agli imprenditori nel 2000, Amazon ha investito decine di miliardi di euro in strumenti, servizi e infrastrutture per aiutarli ad avere successo. Oltre 10.000 aziende italiane vendono su Amazon e un terzo di loro esporta i propri prodotti in Europa e nel mondo raggiungendo 350 milioni di euro di vendite all’estero solo nel 2017. Secondo la ricerca indipendente realizzata da Keystone Strategy Research, le imprese italiane indipendenti impiegano più di 10.000 persone in Italia per gestire le attività di vendita su Amazon. Oltre un terzo dello stock nei centri di distribuzione italiani è dedicato alle attività di terzi che vendono su Amazon.

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AZIENDE

Sale l’Italia del crowdfunding, Ulule totalizza il 74% dei progetti finanziati

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Ulule

In un periodo difficile per giovani imprenditori e innovatori, con scarsi finanziamenti pubblici e ampie criticità del lavoro giovanile, la rete e il crowdfunding giungono in aiuto di tutti quei progetti bisognosi di risorse. In Italia si contano attualmente 82 piattaforme dedicate distribuite su tutto il territorio nazionale, e la pratica del finanziamento attraverso il web ha portato nel 2016 a un aumento del 62% dei fondi raccolti da tutte le campagne presentate rispetto all’anno precedente (dati calcolati da Starsteed e Università Cattolica del Sacro Cuore). In questo panorama si inserisce il caso di Ulule che si conferma anche in Italia la piattaforma con la più alta percentuale di successo al mondo. Arrivata nel nostro Paese a marzo 2017, in soli tre mesi ha raccolto oltre 200.000 euro tra le più di 50 campagne finanziate, ma soprattutto finalizzando il 74% dei progetti presentati, facendo registrare un risultato ben al di sopra della media europea della piattaforma stessa.

Ulule.com, infatti, lavora su base europea e ha una media del 68% di progetti che raggiungono il goal. Ha raccolto nel 2016 ben 25.370.871 euro e ha iniziato il 2017 con risultati davvero incoraggianti: nel primo semestre dell’anno sono stati 341.105 i donatori che hanno contribuito a raccogliere ben 15.081.780 euro per le campagne finanziate con successo. Dalla sua nascita, Ulule.com ha pubblicato 28.607 progetti con una raccolta fondi complessiva di più di 84 milioni di €. “Siamo convinti che il crowdfunding rappresenti un’opportunità eccezionale per tutta l’Italia”, ha dichiarato Fabio Simonelli, General Manager di Ulule Italia. “In un momento storico di sofferenza economica per aziende, fondazioni e amministrazioni, questo tipo di raccolta fondi consente di realizzare progetti altrimenti impensabili, dando forma alle tante idee ed iniziative di cui è così ricco il nostro Paese. In più, il crowdfunding è una grande occasione anche per le amministrazioni locali contribuendo ad aumentare il senso di partecipazione e coinvolgimento dei cittadini-utenti, come avvenuto per la raccolta fondi per i tradizionali “Fochi” a Firenze, che ha superato del 448% la cifra richiesta”.

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AZIENDE

Aviva, stanziati 100 milioni di sterline da investire in startup. Obiettivo: diventare una fintech

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Sede di Aviva, Londra

“Vogliamo trasformarci in una società fintech”. È con queste parole che Mark Wilson, CEO di Aviva, compagnia di assicurazione tra le più grandi d’Europa, ha aperto il recente incontro londinese in cui la società ha fatto il punto sugli investimenti e sulle strategie tecnologiche e digitali adottate per porsi alla guida dell’evoluzione del settore assicurativo.

Il gruppo investe oggi circa 100 milioni di sterline all’anno per l’evoluzione digitale dei propri prodotti e della propria struttura interna. Un impegno che negli ultimi due anni si è concretizzato anche attraverso il lancio dei digital garage di Londra e Singapore, a cui a inizio 2017 si è aggiunto quello di Toronto. Vere e proprie fucine creative separate dalle sedi centrali, dove centinaia tra tecnici, designer e creativi sperimentano, esplorano e testano l’assicurazione del futuro, oltre a lavorare continuamente per affinare gli strumenti di customer service. Il tutto con un unico obiettivo: andare incontro alle esigenze dei consumatori che cambiano.

Gli investimenti destinati all’innovazione da parte di Aviva non si limitano a quelli per la trasformazione interna. La società ha anche lanciato un fondo di venture capital finalizzato all’individuazione e al finanziamento di progetti unici e innovativi, capaci di plasmare il futuro dell’assicurazione. Avviato nel 2015, il fondo può contare su 100 milioni di sterline – da investire entro il 2020 – per sostenere start up che operano in quattro aree: internet of things, data analytics, miglioramento della customer experience e dei sistemi di distribuzione. A oggi i finanziamenti concessi sono già stati sette. Tra gli ultimi più significativi, si segnala quello da 4 milioni di sterline alla Owlstone Medical Ltd, società di diagnostica impegnata nello sviluppo di una sorta di “etilometro” in grado di individuare i primi sintomi del cancro ai polmoni o al colon-retto, che grazie al contributo di Aviva è arrivata a raccogliere fondi per 19,3 milioni di sterline totali. È di pochi giorni fa, invece, la notizia dell’assegnazione di 5 milioni di sterline alla start up insurtech inglese Neos, a seguito della campagna di raccolta lanciata da Aviva. Neos è impegnata nello sviluppo di un prodotto che utilizza l’Internet of Things e gli smart home devices per la protezione delle abitazioni da fuoco, furti e allagamenti.

Le collaborazioni di Aviva spaziano in tutto il globo, dalla Silicon Valley all’Oriente. È di qualche mese fa, ad esempio, la chiusura di un accordo con il fondo cinese Hillhouse Capital e Tencent, la più grande società internet cinese, per dare vita a una compagnia assicurativa basata a Hong Kong che si focalizzerà sull’assicurazione digitale. Aviva, inoltre, è partner di Plug & Play, il più grande acceleratore di startup al mondo con base nella Silicon Valley. In Italia, la società collabora con importanti realtà dell’innovazione tra cui PoliHub, Startup District&Incubator del Politecnico di Milano. Arianna Destro, Head of Marketing & Communication di Aviva in Italia, ha commentato: “La strada intrapresa da Aviva a livello internazionale si riflette inevitabilmente anche sul nostro mercato, con iniziative che vanno dall’uso efficiente delle best practice di Gruppo, a collaborazioni su scala locale con importanti realtà dell’innovazione nel nostro Paese. L’obiettivo è il medesimo: soddisfare le esigenze dei nostri clienti in modo sempre più mirato, efficace e tempestivo”.

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AZIENDE

Obiettivo, proximity Advertising. Next 14 acquisisce JoinTag

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Next 14

Next 14 annuncia di avere completato nei giorni scorsi l’acquisizione di JoinTag, startup veronese specializzata in proximity marketing e premiata recentemente al Retail Institute Award, il prestigioso concorso che premia le eccellenze del retail marketing.

“Siamo molto soddisfatti di questa operazione” ha dichiarato Marco Ferrari, fondatore e CEO di Next 14, “con cui realizziamo due obiettivi. L’ingresso diretto in un settore ad alta crescita come quello del Proximity Marketing, ma soprattutto l’integrazione di soluzioni di assoluta avanguardia all’interno della nostra piattaforma tecnologica. Questo ci consentirà di sviluppare attraverso Turbo e JoinTag un’offerta sul fronte del Proximity Advertising forte di una capacità di profilazione dell’audience in mobilità unica sul mercato italiano”.

L’investimento in JoinTag è la prima operazione di crescita per linee esterne del Gruppo fondato da Ferrari e soci, che nei primi 2 anni di vita si è focalizzato nello sviluppo di start-up verticali (Turbo, Sting Media, ZeroStories), che puntano su piattaforme e tecnologia per offrire ai Clienti i migliori servizi nell’ambito delle marketing technologies (Programmatic Advertising, Data Management, Branded Content, Mobility). Con oltre € 10,5 milioni di fatturato nel 2016 e la previsione di superare i 15 milioni nel 2017 con le sole attività di Turbo, Sting e Zero, Next 14 si sta confermando come una della aziende digitali italiane a più alto tasso di crescita. Nell’operazione JoinTag saranno investiti oltre 1,5 milioni per lo sviluppo della linea di business di proximity advertising, sostenuta da un business plan aggressivo per i prossimi 3 anni.

“Siamo estremamente orgogliosi di entrare a far parte di Next 14 – dichiara Marco Brandstetter, fondatore e CEO di JoinTag – la nostra è una realtà innovativa che tra le prime in Europa ha investito sulla creazione di una rete e tecnologie beacon, anche attraverso una serie di brevetti di cui siamo proprietari. La possibilità di raccogliere e distribuire informazioni digitali in tempo reale attraverso gli smartphone e la capacità di gestire advertising a target iper-definiti in base a criteri di prossimità sono una delle opportunità più interessanti per il marketing contemporaneo e crediamo davvero che con le attività di Next si possano creare sinergie vincenti soprattutto sul fronte del proximity advertising”.

La sede di sviluppo tecnologico di JoinTag, che vanta importanti clienti come tra gli altri Johnson&Johnson, Maserati, Nestlè, Pfizer e VéGè rimarrà a Verona, mentre la sede commerciale verrà spostata a Milano, nei nuovi uffici di Next 14 in Via Tortona. Marco Brandstetter e i suoi soci rimarranno alla guida operativa di JoinTag e – come il management delle altre aziende di Next – resteranno coinvolti come azionisti nella società, in un percorso di creazione comune di valore attraverso un pieno allineamento di interessi.

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COMMERCE

Sbarca in Italia TradeMachines, startup dedicata all’eCommerce B2B

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koch e Kloeckner di TradeMachines

Nata solamente nel 2013, in soli 3 anni è riuscita a conquistare il mondo nella compravendita di macchinari industriali e agricoli usati. Presente oggi in 92 paesi del mondo, TradesMachines, nata dall’idea di Heico Koch a Berlino, è pronta a dare l’assalto anche al mercato italiano. “Da un lato”, spiega Heico Koch, CEO di TradeMachines, “ci interessa la vocazione agricola e manifatturiera del Paese, dove sono presenti veri e propri distretti industriali e sistemi di produzione agricola e alimentare che ne fanno il target ideale per la nostra offerta. Dall’altro vogliamo cogliere il potenziale di sviluppo dell’eCommerce, che in Italia ha registrato crescite a doppia cifra negli ultimi due anni”.

Il mercato dei macchinari industriali usati, la cui aspettativa globale di crescita al 2019 è intorno a 1.2 trilioni di euro, fino a poco tempo fa era caratterizzato da una frammentazione dei canali di vendita che rendeva difficile mettere in contatto domanda e offerta, ostacolando le transazioni sulla lunga distanza. A cogliere questa mancanza è stato proprio Heico Koch, ingegnere meccanico tedesco che quattro anni fa ha fondato a Berlino Trademachines.com, startup con l’obiettivo di diventare il punto di riferimento globale, trasparente e vantaggioso, per il mercato B2B dei macchinari usati. “Avendo contratti con i principali fornitori di macchine vendute all’asta in tutto il mondo”, prosegue Heico Koch, “TradeMachines trova in tempo reale le macchine industriali messe in vendita attraverso aste giudiziarie/industriali o in modo diretto nei cinque continenti. In questo modo i consumatori non solo possono comparare i prezzi, ma anche avere accesso a un’offerta molto più ampia”.

L’iscrizione alla piattaforma è completamente gratuita, sia per il venditore che per l’acquirente. TradeMachines, infatti, non riceve percentuali per le transazioni poiché genera reddito reindirizzando i potenziali acquirenti ai siti web dei venditori, secondo il modello di business definito costo per clic (CPC). Oltre a vendere macchine per il settore agricolo, TradeMachines copre anche i settori dell’edilizia, della lavorazione dei metalli e del legno e dell’industria agroalimentare, oltre che la compravendita di strumenti e macchinari più piccoli, come seghe per il legno, per il metallo e falciatrici. “TradeMachines si posiziona oggi come modello di quella che viene definita seconda digitalizzazione del mercato: quella in ambiente B2B e non più solo B2C”. L’idea di Koch – al cui fianco c’è Philipp Kloeckner, uno dei principali esperti di SEO in Germania e in Europa – si è rivelata vincente: in soli tre anni TradeMachines, raggruppando il 40% di tutte le macchine usate vendute all’asta in Europa e il 10% di quelle in tutto il mondo, ha superato il milione di macchine in inventario, permettendo ai 500 mila visitatori mensili di accedere in modo trasparente e vantaggioso all’offerta globale di questo tipo di prodotto. Dopo aver registrato nel biennio 2014/2016 una crescita nel volume delle vendite del 40% e un aumento nell’ultimo semestre del 10% del traffico di visitatori sul sito TradeMachines, già attiva nel mondo con 58 piattaforme locali, è pronta dunque ad affrontare il mercato italiano per posizionarsi anche in questo caso come leader per qualità e affidabilità.

Nella foto: Heico Koch e Philipp Kloeckner

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AZIENDE

Una call for innovation dedicata alle startup: la novità Bricoman Italia e Digital Magics

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Call for Innovation Bricoman e Digital Magics

Bricoman Italia e Digital Magics lanciano Object Recognition for a Small Checkout, call rivolta a tutte le startup italiane che si occupano di riconoscimento oggetti, realtà virtuale e realtà aumentata. L’obiettivo della Call for Innovation è trovare le migliori soluzioni per innovare il processo di riconoscimento dei prodotti che, in fase di checkout, non vengono correttamente riconosciuti dalle casse attraverso il classico codice a barre, perché rovinato (e quindi non leggibile dallo scanner), diverso da quello presente nel catalogo (e per questo non riconosciuto) o del tutto assente.

La velocità di acquisto, di cui il checkout è una fase fondamentale, è uno dei pilastri della strategia di Bricoman. Vincerà quindi Object Recognition for a Small Checkout chi proporrà una soluzione concreta per permettere alle hostess di cassa di riconoscere facilmente questi prodotti, riducendo così il tempo di attesa dei clienti. Fra tutte le startup che hanno inviato il loro progetto entro il 24 maggio sul sito dedicato, saranno selezionate le proposte più promettenti che il 29 maggio parteciperanno alla giornata di Pitch presso il campus di coworking Talent Garden Milano Calabiana. I fondatori delle startup presenteranno la propria business idea davanti a Bricoman Italia e ai suoi partner, che valuteranno la possibilità di offrire un percorso di incubazione e di crescita con Digital Magics. La migliore startup verrà premiata con 5.000 Euro.

Object Recognition for a Small Checkout rientra nel programma di Open Innovation, strutturato da Digital Magics, per innovare processi interni, prodotti e servizi di Bricoman e per sviluppare competenze e tecnologie, grazie alla collaborazione con le startup innovative. Nel corso del 2016 e del 2017 sono stati realizzati focus group con artigiani, imprese, professionisti selezionati da Bricoman Italia; è stata sviluppata una piattaforma digitale di crowdsourcing per Innoviamo Insieme: call for ideas interna dedicata ai dipendenti; i dirigenti di Bricoman Italia hanno partecipato ai Digital Days: giornate di formazione con TAG Innovation School, la scuola del digitale e dell’innovazione di Talent Garden ed è stata lanciata anche chatbot challenge, Call per i migliori progetti di chatbot.

“Questa nuova Call dedicata a una fase fondamentale dell’acquisto nei negozi” dichiara Layla Pavone, amministratore delegato di Digital Magics per l’industry innovation, “fa parte del progetto annuale di ‘Open Innovation’, che abbiamo studiato per Bricoman Italia e che ha ottenuto ottimi risultati su vari fronti: dalla formazione, allo sviluppo di nuove tecnologie fino all’innovazione aziendale interna grazie al digitale. La collaborazione fra imprese e startup innovative è fondamentale per entrambe e porta vantaggi concreti. Per esempio all’interno del BM Lab, il nuovo spazio progettato accanto agli uffici di Bricoman a Rozzano, dedicato proprio agli startupper, Bricoman Italia sta sviluppando un programma chatbot insieme a un finalista della Call lanciata a fine 2016 e sta integrando anche parte della tecnologia di un altro progetto che aveva partecipato alla fase finale”.

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AZIENDE

I chatbot sono la nuova voce dei brand: la startup Hej! si affaccia sul mercato dell’AI

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Chatbot Hej!

Hej! è la nuova agenzia creativa italiana che sfrutta le tecnologie dell’Intelligenza Artificiale per costruire chatbot aziendali, fortemente caratterizzati da un tono di voce in linea con l’impronta emozionale di un brand. Fondata a gennaio di quest’anno da Stefano Argiolas e Paolo De Santis, l’agenzia aiuta le aziende a creare una relazione con gli utenti, dando loro per la prima volta un interlocutore con il quale dialogare con un linguaggio corretto, articolato e in grado di trasmettere il posizionamento del brand. I chatbot di Hej! danno vita a un contatto in grado di comprendere le esigenze degli utenti e di assisterli nel completamento di determinate azioni, come l’acquisto di un oggetto, la prenotazione di un volo, la risoluzione di problemi di varia natura. Per assistere al meglio i suoi clienti Hej! ha aperto due sedi a Milano e a Roma. E grazie all’investimento dei lead investor Andrea Febbraio e Claudio Rossi, la struttura è in fase di espansione del proprio team, con l’arrivo a breve di un direttore commerciale che la aiuterà a rafforzare il proprio posizionamento di unica agenzia creativa italiana specializzata nella creazione di chatbot per brand.

Il contesto
I chatbot sono al centro dell’attenzione dallo scorso anno, quando Mark Zuckerberg fondatore di Facebook ha dato a sviluppatori e brand di tutto il mondo la possibilità di realizzare interfacce chatbot per interagire con i consumatori nella piattaforma di messaggistica FB Messenger, utilizzata da oltre 1 miliardo di persone ogni mese. Da allora sono stati creati oltre 40.000 chatbot: brand di ogni industry dal Fashion al Travel, dall’Automotive alle Telco stanno sperimentando con successo la tecnologia per intercettare in maniera innovativa e conversazionale gli utenti che, in media, spendono tra i 20 e i 40 minuti al giorno sulla piattaforma.

Innovazione
La novità di Hej! è insita nella possibilità di creare interazioni “one-to-one” grazie all’utilizzo dei più recenti algoritmi di intelligenza artificiale ed esporre la personalità del brand anche in funzione degli interessi dei consumatori. Partendo dal concetto che ogni brand ha una propria voce e una propria peculiare personalità distintiva, i fondatori di Hej! hanno deciso di far leva sulle potenzialità delle nuove tecnologie per creare assistenti virtuali capaci di instaurare un dialogo umano, caratterizzato da un tono di voce autentico e da una personalità unica, con l’obiettivo di creare connessioni ed esperienze con gli utenti e trasformarle in relazioni con i brand.
I chatbot di Hej! nascono da un eterogeneo team di esperti: non solo professionisti in Digital Media e Tecnologie innovative, ma, per sviluppare e creare veri e propri personaggi, sono stati coinvolti anche scrittori, storytellers e sceneggiatori. Un gruppo di lavoro che opera con l’obiettivo di aiutare i brand a prendere decisioni rilevanti per il business partendo da insight sulle preferenze, comportamenti e interessi degli utenti. Dalle conversazioni con i chatbot si possono estrapolare informazioni vitali per aiutare i brand a prendere decisioni rilevanti per il business partendo da insight su preferenze, comportamenti e interessi degli utenti. In questo contesto una piattaforma tecnologica avanzata e funzionale come quella sviluppata da Hej! – all’interno della quale è possibile integrare i sistemi di NLP e in generale di intelligenza artificiale più evoluti del mercato – è fondamentale per poter accedere a questi dati.

“Stiamo assistendo a quella che si prefigura come la quarta rivoluzione industriale” sottolinea Stefano Argiolas, Co-founder & CEO di Hej!. “C’è un enorme fermento per tutto quello che riguarda l’intelligenza artificiale e le sue molteplici applicazioni. La capacità di comprensione del linguaggio naturale apre scenari e possibilità fino a oggi impensabili e, a dimostrazione delle possibilità insite in queste tecnologie, per la prima volta assistiamo a una “corsa all’oro” da parte di tutte le Giant Tech Company. Si apre una nuova era, dove il linguaggio diventerà la nuova user interface e, per la prima volta, sarà la tecnologia a comprendere di cosa abbiamo bisogno”.

“La profonda conoscenza del mercato mobile maturata negli ultimi 5 anni con Chupamobile, marketplace worldwide per lo sviluppo di applicazioni e giochi mobile, e l’ereditata esperienza degli anni precedenti con Dlite, agenzia digital con la quale abbiamo supportato brand internazionali, sia in Italia sia in Medio Oriente, ci hanno spinto a lanciarci in questa nuova avventura” afferma Paolo De Santis, Co-founder di Hej! -. Abbiamo visto un “allineamento di pianeti” che non potevamo trascurare, dove pesanti trasformazioni del mercato mobile e, allo stesso tempo, l’esigenza sempre più pressante dei brand di entrare in relazione con i propri utenti, convergevano sulle app di messaggistica che sono già diventate il principale mezzo di comunicazione transgenerazionale. Nei chatbot abbiamo individuato il miglior mezzo per soddisfare le esigenze dei brand per aiutarli a intercettare i propri utenti nei loro flussi di comunicazione quotidiani”.

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AZIENDE

Hundredrooms, dalla Spagna un nuovo protagonista del settore turistico

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Hundredrooms

Arriva direttamente dalle soleggiate Baleari un nuovo protagonista del mercato turistico europeo. Ha sede a Palma de Mallorca la startup Hundrerooms, fondata da José Luis Martinez, ex direttore di Kayak per Spagna e Portogallo, il quale, forte dell’esperienza maturata nel settore viaggi (ha lavorato anche per eDreams), ha deciso di aprire la startup nel 2013, avendo notato un  incremento nella domanda di affitti di appartamenti e case vacanze.

“Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento della vendita online di biglietti aerei e prenotazioni di hotel” ha affermato il fondatore di Hundredrooms, “con molte pagine web che proponevano differenti offerte, confondendo spesso il viaggiatore. Nel 2013,  mi accorsi che il trend si stava invertendo, i dati parlavano di un aumento della domanda di affitto di case vacanze e appartamenti rispetto agli hotel. Molteplici le ragioni, tra cui soprattutto l’economicità dei prezzi e un nuovo modo  low cost di viaggiare”. La startup Hundredrooms S.L. è stata fondata nel marzo del 2014 con un capitale sociale di 120.000 euro, scegliendo Palma di Maiorca come sede dell’azienda. “Palma è dotata di un ecosistema molto interessante dal punto di vista turistico; è ben collegata e ogni estate richiama a sé un gran numero di visitatori”. Nel 2015 riceve il primo finanziamento di un milione di euro da Inveready, Bankinter e Media Digital Ventures. L’anno seguente riceve un secondo finanziamento di 4,1 milioni di euro da Seaya Ventures Capital e  tra i finanziatori vi sono alcune compagnie italiane.

Hundredrooms è una piattaforma che aggrega appartamenti e case vacanza di siti terzi, principalmente di agenzie di viaggio online e altre piattaforme come Airbnb, Booking, Housetrip, Only-apartments, Roomrama, Migoa. Esplora in una sola volta più di 100 siti web e circa 7 milioni di case vacanza, comparando i diversi prezzi e permettendo l’accesso a 20 milioni di foto, nonché ad informazioni dettagliate sulle caratteristiche degli alloggi, come la disponibilità del Wi-fi,  della culla o la possibilità di portare con sé animali domestici. Su Hundredrooms è inoltre disponibile la funzione di prenotazione immediata. Il modello di guadagno della start-up è molto semplice, come lo stesso Martinez spiega: “Il guadagno è dato dal traffico che viene generato dalle piattaforme di affitto, e per ogni click ricevuto sulla nostra pagina. Lavoriamo particolarmente con SEM, SEO e televisione attraverso accordi Media for Equity”.

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TECH & INNOVATION

Il fiorista del 3° millennio: nasce Bloovery, la nuova soluzione di flower delivery

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Bloovery

L’antichissima tradizione di comunicare le proprie emozioni con i fiori si rinnova ed entra nel terzo millennio. Nasce Bloovery, startup che offre innovative soluzioni di flower delivery da smartphone. Oggi fra WhatsApp e social network, i messaggi che riceviamo hanno perso in parte il loro valore. Perciò, per dire qualcosa di veramente importante e distinguersi, il fiore diventa il miglior messaggero. Fiore che accompagna, ma non deve mai sostituire il messaggio, che resta sempre il protagonista. I servizi di consegna fiori sono presenti in Italia da molti anni. Tuttavia il settore non ha visto innovazioni negli ultimi vent’anni. Con Bloovery invece tutto è nuovo. Nuovo accesso in mobilità facile e veloce tramite app per iPhone, chatbot su Facebook Messenger e sito web mobile.

Nuovo è anche il cliente a cui Bloovery si rivolge: principalmente gli uomini, che si muovono oggi con difficoltà alle prese con cataloghi di composizioni floreali senza fine. Oggi con Bloovery basta dire il motivo dell’invio e al resto pensiamo noi, aiutando a scegliere il fiore più adatto per ogni occasione. In questo modo il cliente ha anche la garanzia che i fiori ordinati saranno esattamente i fiori consegnati. Il servizio parte a San Valentino nell’area della città metropolitana di Milano e si espanderà progressivamente in tutta Italia nel corso del 2017. “Cerchiamo di utilizzare le nuove tecnologie per coinvolgere nuovi segmenti di clientela, come i Millennials, e mostrare loro come un gesto antico e tradizionale possa tornare di moda ed essere davvero cool” afferma il fondatore e amministratore delegato Simone Guzzetti. “Il fiore è un mezzo che aiuta a comunicare i messaggi importanti, aumentandone forza e significato.” Dichiara Michele Dondi fondatore e responsabile marketing “Questo per noi è il vero senso dei fiori: accompagnare le emozioni e fissarle nel cuore del destinatario.”

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AZIENDE

Just Eat lancia il programma che sostiene e investe nelle start up food-tech di successo

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Just Eat lancia il primo programma che sostiene e investe nelle start up food-tech di successo

Just Eat annuncia il lancio di Food Tech Accelerator, il primo programma world wide per sostenere, attraverso investimenti, consigli e indicazioni, le start up del settore Food-Tech nel compiere i primi passi sul mercato. Dopo un percorso aziendale di grande successo, che ha visto anche in Italia una fortissima espansione dal 2011 a oggi, Just Eat sceglie di sostenere il mondo delle start up e dell’innovazione aiutando idee brillanti e innovative a diventare realtà e contribuendo alla crescita e al futuro del mercato.

Da start up nata in Danimarca nel 2001 a leader di mercato presente in 13 paesi, Just Eat ha visto nella tecnologia un enorme potenziale per mettere in contatto ristoranti e clienti, e ha creduto in questa missione, lavorando allo sviluppo costante del proprio servizio grazie anche al sostegno di investitori lungo il suo percorso di crescita. E’ proprio da queste basi che il brand sceglie di sostenere attivamente le imprese del domani con un ruolo di vera e propria guida, sostegno e partner di sviluppo.

Come funziona Food Tech Accelerator? La partecipazione è aperta a tutti colore che, da qualunque parte del mondo, hanno un’idea rivoluzionaria – per esempio un’applicazione che aiuta a ridistribuire il cibo o un progetto che usa la tecnologia per reinventare una procedura culinaria tradizionale per il settore della ristorazione – possono candidarsi al programma Food Tech Accelerator di Just Eat ed essere una delle cinque start up selezionate che per 10 settimane parteciperanno a eventi, presentazioni e, a seconda dei casi, potranno anche avere l’opportunità di accedere ai data base di Just Eat utilizzati per svolgere le sue attività. Just Eat investirà, in ognuna delle 5 start up, 20.000 sterline, entrando con una quota del 5% in ciascuna di esse. E’ possibile candidarsi compilando il form online dedicato e dal 14 al 21 ottobre anche negli eventi organizzati a Londra durante la Food Tech Week, dove sarà selezionata una start up che vincerà un posto nel programma.
“Crediamo fermamente nel valore delle idee innovative che nascono dal basso e, come successo anche a Just Eat, siamo certi che offrire investimenti e consulenza alle start up possa essere un modo concreto per supportare il cambiamento, guidare l’evoluzione del mercato in cui operiamo e offrire ai consumatori nuove opportunità per soddisfare i propri bisogni” ha dichiarato Fernando Fanton, Chief Product & Technology Officer. “La scelta di avviare il primo programma a sostegno delle start up nasce infatti dalla volontà di continuare a far crescere il nostro impegno nel creare un futuro sostenibile per l’industria del Food-Tech”.

L’impegno di Just Eat nel mondo delle start up ha già visto diversi progetti e interessanti collaborazioni come la recentissima promossa insieme a Starship Technologies per sviluppare la possibilità di consegne a domicilio gestite da robot. Per rendere ancora più efficace questo processo di apertura verso l’esterno, in JUST EAT si sta costituendo un nuovo team Corporate Ventures che si occuperà specificatamente delle opportunità d’investimento e di collaborazione con le start up. “Collaboriamo con le start up da sempre e con grande successo,” ha dichiarato Stuart Mainwaring, Responsabile del team Corporate Ventures di Just Eat. “La prosperità del settore è importante e in questo modo speriamo di riuscire a velocizzare processi e attività e di offrire maggiore diversità, accelerando l’intero settore”

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AZIENDE

GoodBuyAuto continua l’espansione e, dopo Bologna, punta a Roma

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GoodBuyAuto, la startup che compra e vende solo auto usate di qualità in rete sbarca in Emilia attivando il servizio di ispezione a Bologna e potenzia i servizi di vendita online che sono già disponibili su tutto il territorio nazionale. Continua quindi la crescita della startup fondata da Carlo Salizzoni nell’ottobre scorso a Milano che, da fine giugno, sarà presente anche a Roma.

“Con l’espansione in Emilia Romagna a maggio e a Roma entro metà giugno, dopo il brillante debutto lombardo – spiega Carlo Salizzoni fondatore di GoodBuyAuto – sarà possibile operare in un’ampia parte del territorio italiano. Noi ci distinguiamo per essere il primo marketplace mobile in Europa continentale per la compravendita di automobili usate tra privati con la comodità dell’online, la certezza delle garanzie e la convenienza dei prezzi migliori”.

La startup si muove però a tutto tondo; mentre infatti procede l’espansione geografica si potenziano anche il sito ed i servizi online disponibili ai clienti. Grazie a nuovi servizi esclusivi GoodBuyAuto il cliente di GoodBuyAuto è protetto nella transazione ma anche dopo dai rischi di spese inattese. A breve saranno operative innovative forme di assicurazione ad hoc, finanziamenti, estensioni di garanzia, pacchetti di manutenzione della vettura acquistata in modo da garantire un servizio completo personalizzato sulle esigenze di chi decide di rivolgersi a GoodBuyAuto.

GoodBuyAuto propone ai consumatori che intendono comprare o vendere una vettura di seconda mano, un’alternativa più efficiente rispetto alle modalità tradizionali: l’autosalone o la compravendita tra privati, con gli inconvenienti e le incognite che ognuna di queste modalità prevede. Da un lato un concessionario che inevitabilmente scarica sui clienti i costi strutturali tradizionali, dall’altro persone fisiche che non si conoscono e non possono offrire alcuna garanzia in termini di qualità del veicolo e di sicurezza della transazione di compravendita.

Solo le auto nelle migliori condizioni (e meno di 5 anni e 100 mila Km) entrano nel portafoglio di GoodBuyAuto: vengono ispezionate e certificate manualmente, a casa del venditore e senza costi per i proprietari. E le vetture ammesse nel marketplace solitamente sono vendute nel giro di poche settimane ma, in ogni caso, GoodBuyAuto garantisce la monetizzazione al più tardi entro 60 giorni, una formula dirompente che fornisce completa tranquillità al venditore.

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MEDIA

In onda su Rai2 dal 23 marzo “Start! La vita a portata di app”, protagoniste le startup italiane

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I due conduttori del nuovo programma di Rai2

Start! – La vita a portata di app”, viaggio alla scoperta dei migliori servizi digitali sviluppati da startup italiane, è un nuovo programma in onda su Rai2 da mercoledì 23 marzo alle 24.15, in coda a The Voice of Italy.

Francesco Mandelli e Federico Russo, le due “guide” del programma, si ritroveranno a risolvere piccoli e grandi problemi quotidiani andando a sperimentare e conoscere le idee e le applicazioni che si sono sviluppate grazie a Internet e alle nuove Reti. Un’occasione per scoprire i servizi più innovativi e la realtà italiana dei giovani startupper.

Nella prima puntata, per esempio, con l’aiuto di smartphone e computer, Francesco Mandelli e Federico Russo si serviranno di tre startup per organizzare un pranzo a casa con amici “sconosciuti” (Gnammo); faranno spesa di frutta, verdura e altri prodotti genuini, capaci di coniugare etica, gusto e passione (Cortilia). E infine, faranno le pulizie in modo rapido ed efficace con l’aiuto di un’applicazione (Helping). Il “viaggio” consentirà anche di conoscere i creatori di app e servizi impensabili fino a qualche anno fa.

Il programma, prodotto da Zerostudios, è presentato e realizzato da TIM. Gli autori sono Domenico Brandellero, Massimo Chiellini  e Fabrizio Gasparetto. Hanno partecipato alla scrittura Francesco Mandelli e Federico Russo. La regia è di Marco Porotti.

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AZIENDE

GoodBuy Auto raccoglie 1.5 Mio di euro al primo round di seed capital 100% italiano

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La startup GoodBuyAuto fondata da Carlo Salizzoni annuncia di aver raccolto 1,5 milioni di euro nel primo round di seed capital 100% italiano. Un’operazione che consente di supportare il lancio del primo mobile marketplace garantito di auto usate in Europa continentale.

GoodBuyAuto nasce dall’idea di proporre ai consumatori che intendono comprare o vendere una vettura di seconda mano, un’alternativa più efficiente rispetto alle modalità tradizionali. Il mercato della compravendita delle auto usate tra privati in Italia vale oltre 30 miliardi di euro, cioè quasi il doppio per volume d’affari del mercato delle automobili nuove per i privati (18 Miliardi).

Per descrivere le caratteristiche innovative della startup, va sottolineato che il marketplace di GoodBuyAuto offre tutte le garanzie e i servizi degli autosaloni con le efficienze della digital economy, permettendo a chi vende di realizzare maggiori guadagni e a chi compra di risparmiare.

“Negli scorsi anni ci siamo abituati a comprare i libri su Amazon e i vestiti su Yoox così è logico che, scoprendo i vantaggi del commercio elettronico in termini di tempi e di sicurezza, cominceremo, a selezionare e acquistare online anche l’auto di seconda mano – spiega Carlo Salizzoni fondatore di GoodBuyAuto. Da quando siamo operativi, ovvero da ottobre 2015, abbiamo venduto le prime automobili usate online nel Nord Italia, anticipando addirittura la vendita su Amazon della Toyota Aygo e il lancio del negozio online di Smart, operatori che, peraltro, si sono focalizzati sul comparto del nuovo. Noi ci distinguiamo per essere il primo marketplace mobile in Europa continentale per la compravendita di automobili usate tra privati con la comodità dell’online, la certezza delle garanzie e la convenienza dei prezzi migliori”.

Il tutto garantendo la qualità dei veicoli transati: 12 mesi di garanzia di conformità dell’usato e l’esclusiva formula del “soddisfatti o rimborsati” proposta per la prima volta nel mondo delle vetture usate. È possibile, infatti, guidare l’auto e restituirla entro il quattordicesimo giorno per qualsiasi motivo.
Solo le auto nelle migliori condizioni (e meno di 5 anni e 100 mila Km) entrano nel portafoglio di GoodBuyAuto: vengono ispezionate e certificate manualmente, a casa del venditore e senza costi per i proprietari. E le vetture ammesse nel marketplace solitamente sono vendute nel giro di poche settimane ma, in ogni caso, GoodBuyAuto garantisce la monetizzazione al più tardi entro 60 giorni, una formula dirompente che fornisce completa tranquillità al venditore.

Al fianco di Carlo Salizzoni, Founder della startup, ci sono Andrea Locatelli co-founder esperto di tecnologia e algoritmi e il consulente di innovazione e imprenditoria Marcello Vena. Tutti e tre sono accumunati dalla passione per la mobilità, hanno lavorato all’estero gran parte della loro vita professionale e conseguito l’MBA della Business School francese INSEAD, la migliore al mondo secondo il Financial Times 2016.

Partner strategici e soci della prima ora di GoodBuyAuto sono E-Novia (azienda italiana di eccellenza per la produzione di innovazione e trasformazione in impresa) e due dei più grandi players della distribuzione auto del Paese (a supporto della parte automotive).

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