TECH & INNOVATION

Dal pre bid targeting al post buy verification: il punto di vista di Sizmek

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Sizmek - targeting

Dal pre bid targeting al post buy verification: cosa c’è da sapere. Amanda Bleich, Product Marketing Manager di Sizmek dà il suo punto di vista.

 

Internet ci connette e ci unisce ai nostri contatti: in un nanosecondo possiamo condividere i nostri pensieri, idee e fotografie con un numero infinito di persone. Questa velocità ci permette di essere aggiornati sulle ultime e più importanti mode del momento, ma quando si tratta di marketing e di messaging nel programmatic, la fretta eccessiva può creare enormi problemi.

 

Le insidie comuni del programmatic includono ad fraud, inventory non sicure e contesti editoriali inappropriati. Di conseguenza, gli inserzionisti devono essere vigili più che mai nel proteggere i loro brand e gli investimenti dai rischi a breve e lungo termine.

 

Fortunatamente, l’avvento dell’Al ha mitigato alcuni di questi rischi, attraverso la creazione di un sofisticato pre-bid targeting, e soluzioni di verification reporting post-buy focalizzate sulla brand safety, fraud detection e prevenzione. Prima di considerare un investimento del genere, è importante fare un po’ di ricerche. Per prima cosa, bisogna stabilire la priorità degli obiettivi: sicurezza, protezione dalle truffe, contextual targeting, viewability o una dashboard completamente trasparente? Separare le funzioni indispensabili da quelle che non lo sono renderà la valutazione più gestibile.

 

La detection è protezione
Pur essendo ogni brand unico, esistono specifici argomenti chiave che la maggior parte dei pubblicitari considera dannosi, come crimini, terrorismo e droga. Al di là di questi argomenti considerati negativi da tutti, le specifiche della brand safety sono fortemente influenzate dalla categoria di appartenenza del brand. Quando si valutano soluzioni di sicurezza pre-bid, bisogna essere sicuri che fermino non solo le categorie normalmente inserite per la sicurezza dei brand, ma anche che vadano oltre inserendo quello che va aggiunto in funzione della categoria di appartenenza, che includa anche i target verticali e permetta di creare categorie di sicurezza per il cliente, garantendo personalizzazione e una protezione extra.

 

F come fraud protection
La brand safety è un tema di importanza cruciale, ma è fondamentale anche la fraud protection. I truffatori utilizzano metodi sempre più sofisticati per adescare e frodare i brand. Quando si scegli un provider per proteggere gli investimenti media, non basta stare semplicemente al passo con le richieste del mercato. Per prevenire efficacemente le truffe, bisogna giocare d’anticipo.

 

Il contesto è sovrano
Il targeting contestuale può essere un ottimo modo per raggiungere il pubblico desiderato, senza temere le normative sulla privacy come GDPR, data collection e opt-in. Può essere anche una via efficace per ottenere una crescita esponenziale, spesso meno costosa di un fornitore di dati di terze parti. Quando si guardano le offerte contextual, una cosa importante è come viene raggiunto il targeting: usano un approccio semantico/olistico? Oppure la loro soluzione dipende unicamente dalle parole chiave? Il targeting basato sulle parole chiave spesso pecca in accuratezza e può condurre a un ad placement irrilevante o potenzialmente pericoloso.

 

Nella lingua italiana, una parola può avere tanti significati. È perciò essenziale utilizzare un targeting contestuale olistico (e non solo delle parole chiave). Prendiamo la parola “diamante”. Se contiamo solo sulle parole chiave e non indaghiamo la semantica in profondità, una pubblicità per un anello di fidanzamento con un solitario di 2 carati potrebbe finire su una pagina che promuove una esposizione sulla storia architettonica degli stadi di baseball. Pur essendo importante creare una reazione emotiva, l’esperienza giusta di targeting contestuale può fare la differenza.

 

L’importanza del post-buy
Abbiamo parlato in maniera approfondita delle possibilità del targeting pre-bid; consideriamo adesso il post-buy verification reporting. La “verifica” è utilizzata per descrivere sia i processi che gli strumenti impiegati per assicurare che il media plan venga eseguito come si voleva. La verifica permette di identificare problemi potenziali o esistenti e come apportare modifiche nel set up di una campagna per dare impulso alla performance. Serve un provider che possa aiutarti a vedere la portata dell’attività post-buy, che permetta di vedere l’intero media plan in tutti i canali nello stesso posto, e che offra un reporting completamente trasparente e con dettagli approfonditi.

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AZIENDE

L’importanza delle view-through conversion nel customer journey

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Customer Journey

Joshua Koran, Managing Director DMP di Sizmek mostra come l’analisi dell’intero custumer journey sia sempre più importante per indirizzare gli investimenti adv.

“È da oltre cento anni, almeno da quando il pioniere dell’adv Elias St. Elmo Lewis ha divulgato la nozione di marketing funnel, che i marketer stanno cercando di determinare il valore dell’esposizione dell’upper funnel sulle effettive conversioni.

Negli anni più recenti Google ha fatto sicuramente una parte sostanziosa del lavoro focalizzando l’attenzione sul modello di attribuzione dell’ultimo click che, considerata l’abitudine degli utenti di fare ricerche quando navigano in rete, va chiaramente a beneficio dei motori di ricerca. Questo solleva una domanda: quanto credito dovrebbero attribuire i marketer alle precedenti dinamiche pubblicitarie che hanno contribuito ad insegnare al consumatore cosa digitare nella stringa di ricerca di Google?

Per rispondere occorre digitare view-through conversion (VTC). Le view-through conversion si riferiscono alle impression generate dopo che i consumatori hanno visualizzato un annuncio, ma non hanno cliccato direttamente per arrivare alla destinazione finale. I marketer dovrebbero ignorare del tutto questa dinamica? Naturalmente no.

A peggiorare le cose, molti marketer sono preoccupati che le view-through conversion non abbiano un nesso causale diretto con le conversioni, eppure, quasi tutti i marketer credono nel branding e nel suo conseguente impatto sulle vendite finali. È proprio uno dei principali vantaggi della pubblicità digitale rispetto ai vecchi mezzi di stampa e di trasmissione, ovvero la capacità di misurare con maggiore precisione l’esposizione e la successione degli eventi.

La domanda rimane sempre la stessa: quanto credito dovrebbe dare un marketer intelligente agli sforzi di marketing precedenti, e quali misure dovrebbero essere prese per correggere ripetizioni o i doppi conteggi?

I marketer in genere utilizzano due tecniche per rispondere a questa domanda. La prima consiste nell’utilizzare l’attribuzione multi-touch (MTA) per identificare le esposizioni (o “click“) precedenti all’interno di una stretta finestra temporale associata alle conversioni. La maggior parte dei modelli di attribuzione multi-touch utilizza l’analisi dello slot temporale, dando maggior peso alle esposizioni più recenti rispetto alle esposizioni più distanti all’interno della finestra temporale considerata. La finestra temporale però ha dinamiche molto legate al settore, in quanto i consumatori possono essere influenzati dalla pubblicità per settimane prima di acquisti importanti, come il rifinanziamento di un mutuo o l’acquisto di un’auto, ma solo pochi minuti prima di ordinare una pizza.

La seconda tecnica spesso applicata dai marketer è il test A/B, in cui il tasso di conversione di un gruppo di controllo non esposto ad alcuna pubblicità all’interno di una determinata finestra temporale viene confrontato con il tasso di conversione del gruppo esposto.

Comprendendo meglio il customer journey e il relativo peso dell’esposizione alle metriche più efficaci, i marketer possono allocare in modo più efficace la spesa media. Negli ultimi anni i marketer sono diventati più consapevoli delle dinamiche di esposizione alle metriche giuste, passando da un’analisi orientata al prodotto a un’analisi più ampia delle dinamiche del settore. Ad esempio: invece di guardare quale attività di marketing abbia effettivamente spinto il consumatore all’acquisto di una nuova berlina, i marketer stanno iniziando a guardare a una più generale panoramica di quale siano le attività che hanno portato all’acquisto di nuove berline per il pubblico familiare, per chi viaggia da solo o per gli automobilisti che usano i car service on demand.

Man mano che i marketer stanno utilizzando sempre di più i big data per la pianificazione media e l’analisi, stanno anche iniziando a spostare più budget da modelli dell’ultimo click per riequilibrare le spese tra tutte le tipologie di investimento.

Ora che per i marketer è più conveniente analizzare ciò che effettivamente viene generato dalla loro campagna, si sta assistendo a un miglioramento del ROI in quanto si stanno spostando dalle dinamiche di investimento su media mix di alto livello, per oltrepassare il modello semplicistico dell’attribuzione all’ultimo click e scegliere soluzioni più accurate di attribuzione multi-click che forniscono informazioni adeguate e coerenti sulle dozzine di touch point durante il costumer journey degli utenti.

L’accesso a questi dati in maniera trasparente aiuta i marketer a prendere le decisioni più sensate molto tempo prima di quanto succedeva in precedenza”.

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Ricerca Sizmek: la crescita dell’adv digitale ha danneggiato la qualità creativa

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Sizmek

Sizmek ha annunciato oggi i risultati di una ricerca relativa alle principali sfide che si trovano ad affrontare i marketer, ovvero quelle di bilanciare l’innovazione tecnologica con la creatività. Secondo lo studio, che ha coinvolto oltre 500 brand marketer tra Europa e Stati Uniti, due terzi degli intervistati (67%) è convinto che con la crescita dell’adv digitale la qualità della creatività delle campagne ne abbia risentito.

Analizzando più nel dettaglio il potenziale impatto tecnologico, lo studio ha rilevato che il 91% dei marketer, per raggiungere gli obiettivi di brand, ha come priorità per il prossimo anno quello di rendere le campagne maggiormente engaging. Quando viene considerato l’impatto dell’Intelligenza Artificiale l’84% afferma che la tecnologia è inutile se non c’è il giusto input creativo; i dati da soli non sono sufficienti per supportare i marketer. È sempre il 91% a considerare creatività e utilizzo dei dati di pari importanza per una campagna digitale.

Sottolineando ulteriormente quanto i dati siano importanti, la netta maggioranza delle persone coinvolte considera il GDPR come un’introduzione necessaria in relazione alla qualità della creatività. Quasi otto intervistati su dieci (79%) hanno infatti affermato che la qualità della creatività diventerà ancora più importante con l’introduzione del nuovo regolamento, nonostante la forte attenzione dell’industria ai dati e alle preoccupazioni per la privacy.

“La crescita esplosiva del digital marketing ha generato un’opportunità significativa per realizzare esperienze più targettizzate e personalizzate per i brand e per i loro clienti, con campagne più creative e concept perfezionati per la loro audience”, afferma Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek “Esiste ormai un’ampia gamma di competenze tecnologiche che aiutano i brand a raggiungere i loro obiettivi. Combinando dati, media e creatività e fondando solide basi sull’intelligenza artificiale, i brand sono sempre più in grado di fare campagne che soddisfano le loro aspirazioni”.

Il nuovo report di Sizmek sugli effetti del deterioramento della creatività nell’adv digital è disponibile qui.

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Ricerca Sizmek: i walled garden sono l’ostacolo principale all’accesso ai dati first-party

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Sizmek

Una ricerca commissionata da Sizmek ha evidenziato come i walled garden (piattaforme chiuse come Google o Facebook) potrebbero essere un ostacolo che impedisce ai brand di valutare efficacemente le proprie campagne: il 68% dei marketer afferma infatti che i walled garden non forniscono abbastanza dati per una misurazione adeguata.

Lo studio, che ha coinvolto oltre 500 brand marketer tra Europa e Stati Uniti, ha evidenziato anche che due terzi dei marketer (66%) crede che i walled garden siano l’ostacolo maggiore per accedere ai dati first-party. Il 65%, inoltre, è d’accordo nell’affermare che non forniscono abbastanza insight per fare confronti con altri canali o altri partner. Senza avere accesso ai dati delle performance cross-site, i brand sono sovraesposti verso la loro audience e il loro ROI è ridotto in confronto alla spesa adv.

Molti marketer vorrebbero, soprattutto, avere un maggior numero di insight e di migliore qualità. Con l’83% degli intervistati che evidenzia questo aspetto, porre rimedio diventa una priorità per i prossimi 12 mesi. Gli insight che risultano maggiormente utili per gli intervistati sono, per il 92%, il comportamento dell’audience di riferimento, seguito da informazioni sulla strategia (88%) e visibilità (87%).

Il GDPR è un altro fattore per cui il raggiungimento della data ownership diventa sempre più di fondamentale importanza. Il 77% dei marketer si aspetta che il nuovo regolamento limiti il loro target e la misurazione oggettiva da parte di terze parti.

Per migliorare il ROI della loro spesa adv, i marketer stanno cercando di integrare le data-management platform (DMP) e le demand-side platform (DSP), tanto che tre quarti degli intervistati (75%) evidenzia che la tecnologia integrata è una criticità attuale che diventerà una priorità per il prossimo anno. Quasi nove marketer su 10 (88%) vorrebbe entrare in possesso dei dati generati dalla propria campagna.

“Sta diventando sempre più difficile per i marketer navigare in un ecosistema digitale così complesso, e cercare di migliorare l’efficienza della propria campagna o rendendo più efficace l’investimento media”, afferma Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek (nella foto). “Proprio per supportarli in questi compiti, Sizmek offre ai marketer un sistema di controllo semplice e trasparente sui dati first-party generati dal nostro ad server e offre una piattaforma integrata per aiutare a ridurre i tempi per riuscire ad adattare meglio i contenuti ai consumatori. Questo mette i marketer in condizione di guidare la campagna, dando a loro e alle agenzie gli strumenti necessari per eseguire in maniera programmatica le loro campagne e per avere un ritorno maggiore dai loro investimenti. Per semplificare, se controlli i tuoi dati, controlli meglio anche il tuo futuro”.

Il nuovo report sulle necessità dei marketer in termini di media, brand safety, e partnership, è visibile qui.

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AZIENDE

Sizmek Advertising Suite: per migliorare l’efficienza, la velocità e il controllo

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Sizmek

Sizmek annuncia che oltre il 30% dei suoi clienti sono passati con successo alla nuova ed evoluta piattaforma di ultima generazione Sizmek Advertising Suite (SAS), mentre i restanti clienti prevedono di farlo nei prossimi mesi.

Progettata per assicurare la massima efficienza, velocità e controllo, la nuova piattaforma ottimizza i carichi di lavoro, elimina il lavoro ripetitivo e gestisce il tempo per ottenere risultati immediati per i clienti. Quello che su altre piattaforme richiederebbe centinaia di click, su SAS si può ottenere velocemente, rendendo Sizmek il modo più veloce ed efficace di coinvolgere i consumatori con esperienze personalizzate e allo stesso tempo fornire una misurazione oggettiva sulle performance della campagna.

Sizmek è impegnata a fornire alle agenzie e ai pubblicitari un resoconto indipendente e neutrale delle loro attività di marketing digitale e ha dimostrato il suo impegno anno dopo anno rispettando le rigorose guideline di misurazione per l’accreditamento presso il Media Ratings Council (MRC), ottenuto già nel 2008 con il precedente ad server Eyeblaster. L’MRC garantisce che i servizi di misurazione dell’audience siano validi, affidabili ed efficaci e che le aziende accreditate soddisfino i rigorosi standard di qualità.

“A oggi, Sizmek ha ricevuto l’accreditamento da parte dell’MRC per molteplici metriche, incluse le impression served e viewable su display e video, i click, e alcune metriche audience based”, ha dichiarato Mark Grether, CEO di Sizmek (nella foto). “Siamo entusiasti di essere nelle fasi finali del processo per ottenere l’accreditamento della Sizmek Advertising Suite, inoltre abbiamo anche iniziato il procedimento per ottenere ulteriori riconoscimenti per il SIVT (Sophisticated Invalid Traffic), offrendo ai nostri clienti una maggiore trasparenza e gli strumenti necessari per comprendere meglio e agire contro qualsiasi possibile esposizione alle frodi, in linea con i rigorosi standard e le linee guida di MRC”.

“Ora più che mai, stiamo assistendo a richieste da parte degli advertiser sul fatto che vogliano lavorare con vendor che non restringono i loro dati, che hanno una completa piattaforma end-to-end e che abbiano interessi allineati con i loro”, afferma Volker Hatz, Chief Data Officer di Sizmek. “Attraverso una singola piattaforma, Sizmek fornisce alle agenzie e ai brand la migliore alternativa indipendente che unisce dati, creatività e media, tutto potenziato dall’intelligenza artificiale. Sizmek Advertising Suite apre a nuove possibilità rendendo le sue soluzioni di DSP, DMP, verification e creatività accessibili con un singolo login e flussi di lavoro integrati”.

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AZIENDE

Sizmek e Sublime: partnership per campagne con forte impatto creativo su larga scala

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Sizmek - Sublime

Sizmek, la più grande e indipendente piattaforma di buy-side advertising al mondo, e Sublime, il marketplace adv globale che crea e offre esperienze pubblicitarie ad alto impatto, hanno annunciato una partnership per offrire ai clienti l’accesso a strumenti avanzati di targeting e a una inventory ampliata.

Combinando i dati, l’ottimizzazione creativa e le capacità di esecuzione sui media che mette a disposizione Sizmek basandosi su Intelligenza Artificiale, questa partnership fornisce agli inserzionisti l’accesso automatico alla rete Sublime che offre invece formati pubblicitari innovativi, in un ambiente sicuro e ben definito.

Inoltre, l’integrazione di Sublime e Sizmek consentirà di accedere non solo all’inventory di Sublime, ma anche a un migliore targeting del pubblico attraverso l’uso dell’IA di Sizmek all’interno della piattaforma Sublime. Una maggiore capacità di ottimizzare gli obiettivi dell’inserzionista cross-platform, con una creatività altamente avanzata e non invadente, risponderà a molti dei problemi che i marketer di oggi si trovano ad affrontare.

Kees de Jong, Direttore Generale di Sizmek, EMEA, ha dichiarato: “Siamo entusiasti di questa opportunità di collaborare con Sublime che, fin dall’inizio, ha dimostrato un grande entusiasmo nel costruire nuovi formati programmatici ad alto impatto. Sono certo che questa partnership sarà reciprocamente vantaggiosa per rispondere alle sfide pubblicitarie attuali e future”.

Andrew Buckman, Managing Director EMEA di Sublime, ha aggiunto: “Siamo molto contenti di collaborare con Sizmek per offrire agli inserzionisti ancora più opportunità per avere un forte impatto creativo su larga scala. Grazie all’integrazione con la tecnologia IA di Sizmek, la nostra piattaforma leader consentirà ai marketer di raggiungere il pubblico in modo ancora più efficace e di conseguenza di ottenere maggiore coinvolgimento e migliori risultati di business. Tutto questo diventa essenziale in un momento in cui i consumatori sono sempre più esigenti e le loro richieste in continua evoluzione”.

Nella foto Enrico Quaroni, Managing Director Italy Sizmek.

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MEDIA

Sizmek annuncia il lancio a fine anno di una soluzione per l’adv sulle Advanced TV

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advanced tv

Sizmek ha annunciato oggi un nuovo progetto dedicato alle Advanced TV, che prevede il lancio a fine anno di una soluzione integrata per TV lineari, addressable e connesse.
Ad oggi Sizmek è già l’unico punto di riferimento per l’inventory delle TV lineari, addressable, e connesse. Presto però advertiser e agenzie media saranno in grado di applicare alla TV gli insight forniti dall’intelligenza artificiale, al momento utilizzati per la digital adv, così da ottenere una targettizzazione, una reach e una frequenza costanti per tutta la campagna. Unendo dati, media e creatività all’intelligenza artificiale, Sizmek permetterà alle agenzie e ai marketer di veicolare la brand awareness sia in TV, che online.

Lo scorso mese Sizmek ha annunciato il rilascio di una nuova versione della sua DSP potenziata dall’intelligenza artificiale, offrendo in questo modo ai pubblicitari e alle agenzie una grande efficienza ed un’efficace attività di programmatic. L’annuncio di oggi rappresenta un ulteriore step per unire dati, media e creatività attraverso tutti i canali digitali, incluse le Advanced TV.

Le soluzioni attuali per acquistare adv in televisione richiedono il coinvolgimento di molteplici vendor, con settaggi di dati e inventory differenti per la televisione lineare e per ogni tipologia di Advanced TV. Il risultato è spesso una over delivery nei confronti del target a causa dell’incapacità di ottimizzare la reach e la frequenza.

Lavorando con i dati e con partner provenienti dall’intero panorama delle Advanced TV, utilizzando l’intelligenza artificiale per colmare il divario tra loro, Sizmek offre una soluzione unica per i buyer per attivare e ottimizzare le loro campagne televisive all’interno di un vasto pool di inventory integrate.

Sizmek potrà fornire un’inventory significativa grazie alle sue collaborazioni con diverse piattaforme di online video adv come Telaria, Spotx e Freewheel.

Con questo nuovo offering Sizmek aiuta i buyer a superare le difficoltà dovute al mettersi in contatto con fornitori differenti, ma questa è solo la prima fase del progetto dedicato alle Advanced TV. L’intenzione è quella di introdurre un supporto per raggiungere l’audience delle smart tv, avere una reach e un controllo della frequenza migliori, e allo stesso tempo fornire insight di un livello superiore per la fruizione di video e l’efficacia dell’adv, permettendo così ai marketer di fare il miglior uso possibile del loro budget media e produrre media plan ottimizzati.

“Un feedback costante da parte delle agenzie è che avere reach e frequenza adeguate, mentre si fa un utilizzo efficiente dei media, è una delle maggiori sfide che si trovano ad affrontare”, conclude Enrico Quaroni (nella foto), Managing Director Italy di Sizmek. “L’audience si sta spostando dalla TV lineare verso le Addressable TV, le TV connesse e gli OTT. Questa frammentazione è una sfida che stiamo cercando di risolvere. La nostra capacità di utilizzare gli insight derivanti dalla digital adv e applicarli alle Advanced TV ci permette di offrire la miglior soluzione possibile a marketer e agenzie”.

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AZIENDE

Sizmek: non lasciate che i vostri dati marketing finiscano in un vicolo cieco

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Sizmek - dati marketing

In un mondo basato sui dati, i responsabili aziendali sono ben consapevoli del ruolo cruciale che la conoscenza dei clienti svolge nel guidare attività commerciali o di marketing di successo. Ma quando si tratta di utilizzare questi dati per impostare le strategie e garantire il successo aziendale, sia a breve che a lungo termine, molte aziende non sanno davvero come leggerli per utilizzarli in maniera corretta. Pianificando una parte significativa della loro spesa pubblicitaria su walled garden come Facebook e Google – il 2017 ha visto i giganti digitali attrarre l’85% di tutta la spesa pubblicitaria online – i marchi non stanno semplicemente investendo denaro, ma stanno cedendo il controllo dei loro dati. Questa fiducia incondizionata che i brand hanno nei walled garden e nel fatto che riescano ad ottenere risultati comporta che, per troppi brand, non ci sia un ritorno da tutti i dati che hanno a disposizione e che, una volta terminata la campagna pubblicitaria, manchino insight, output e risultati.

Solo attraverso un approccio trasparente rispetto a quali dati vengono utilizzati, quanto viene speso e quali risultati vengono raggiunti, le aziende possono valutare accuratamente il successo della loro campagna pubblicitaria. Senza la condivisione aperta di dati e intuizioni, i marchi continueranno a trovarsi in una situazione di grave svantaggio, incapaci di conoscere i propri clienti e di costruire strategie efficaci a livello aziendale.

La trasparenza è fondamentale per l’engagement dei consumatori

Con il costante aumento dei canali digitali, il pubblico si sta frammentando sempre di più. Raggiungere i consumatori nel posto giusto, al momento giusto, con il contenuto giusto e nel contesto giusto non è un’impresa da poco. Per affrontare questa sfida, gli inserzionisti cercano di creare esperienze pubblicitarie personalizzate in modo da costruire un engagement costante con i consumatori. Eppure, le piattaforme su cui si concentrano prevalentemente gli annunci non sono in grado di fornire la trasparenza necessaria per uno scambio a doppio senso di informazioni di alta qualità. E senza questi dati, i brand si ritroveranno privi degli strumenti necessari per creare campagne che catturino l’attenzione dei consumatori.

La promessa di una reach più ampia non dovrebbe più essere sufficiente per giustificare spese eccessive all’interno di un walled garden. Questo è particolarmente vero se ci si ferma a pensare alla vasta gamma di inventory di spazi che esistono al di fuori di organizzazioni come Facebook e Google, dove i brand possono comunicare e interagire con i clienti.

Abbattere i muri per un maggiore successo

Il mondo dei dati non deve spaventare. Una comprensione chiara e sensata da parte dei brand, su quali dati hanno a disposizione e su come possono utilizzarli per migliorare le campagne pubblicitarie e ampliare le strategie aziendali, non dovrebbe essere un obiettivo irraggiungibile. Tuttavia, l’attuale panorama pubblicitario mostra una situazione in cui gli inserzionisti sono limitati a una conversazione a senso unico, in cui i walled garden prendono i dati dei consumatori, li utilizzano e non li condividono.

Come possono gli inserzionisti abbattere queste barriere e capitalizzare i dati a portata di mano per preparare la loro azienda al futuro? Come possono garantire che i loro dati rientrino in loro possesso? La risposta è utilizzando una piattaforma che ponga al centro la trasparenza. Per agire in maniera corretta un inserzionista, deve cercare un’azienda tecnologica, non solo un’azienda media, che possa fungere da partner strategico. Questo partner dovrebbe essere in grado – e disposto – a fornire approfondimenti sui dati raccolti, per una maggiore comprensione da parte del cliente dei risultati che si stanno ottenendo dalla campagna in corso. I risultati devono essere condivisi, non nascosti.

Dopotutto, perché avere accesso a tutti questi dati se un partner non li utilizzerà in favore dell’inserzionista e dell’utente finale? Solo in questo modo si potrà ottenere un maggiore ritorno sugli investimenti pubblicitari. Lavorando in partnership, i clienti e i loro fornitori possono rendere più intelligenti i marketer o le agenzie e garantire che ogni campagna contribuisca ad una strategia utile per costruire un business più forte e di successo.

Nella foto Enrico Quaroni, Managing Director Italy Sismek.

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TECH & INNOVATION

Sizmek lancia una nuova versione della sua DSP: insight più completi e trasparenza totale

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Sizmek - DSP

Sizmek, piattaforma di buy-side advertising, ha annunciato oggi una completa revisione della sua DSP (Demand Side Platform). La nuova DSP presenta una user experience evoluta, fornendo ai clienti nuovi schermi e nuovi flussi di lavoro per una maggiore trasparenza, un maggior controllo e una maggiore efficienza nella gestione dei budget e della spesa per il programmatic.

Questi miglioramenti assicurano alle agenzie degli insight completi a seguito delle campagne adv e permettono loro di identificare e ottimizzare le strategie media, avendo così un quadro più chiaro su cosa sta funzionando, cosa no, e aiuta a prendere le decisioni migliori in tempo reale. Grazie all’esperienza dei buyer, la usability è stata migliorata e le prospettive sono quelle di ottimizzare i tempi lavorativi con minori click e un ridotto tempo/valore.

Sizmek garantisce ai buyer il pieno controllo sull’esecuzione della campagna e sui tempi di utilizzo dell’intelligenza artificiale (ad esempio, esplicita quando la campagna è ottimizzata dall’intelligenza artificiale o vengono assegnati manualmente i budget tattici giornalieri). La DSP lavora sui dati con l’intento di scoprirne sempre di nuovi e trasforma la trasparenza in key learnings tramite report che mostrano quali caratteristiche abbiano contribuito al successo della campagna.

In tema di trasparenza, la nuova DSP migliorata offre una chiara visione dei media, delle delivery, dei costi e dell’impatto delle campagne. Le agenzie possono prendere decisioni maggiormente consapevoli sui budget e sulla spesa complessiva del programmatic, rafforzando il loro valore come brand partner massimizzando le prestazioni e riducendo al minimo l’errore umano.

“Abbiamo ascoltato i feedback dei nostri clienti e abbiamo lavorato con loro mano nella mano per progettare la nuova DSP. Le agenzie vogliono più controllo ed efficienza e chiedono ai loro partner tecnologici un rafforzamento della loro value proposition”, ha dichiarato Mark Grether, CEO di Sizmek. “Inoltre, spesso nel nostro settore circola la convinzione errata che l’intelligenza artificiale possa sostituire le persone. La nostra DSP e i nostri prodotti mirano a consentire ai nostri clienti di prendere decisioni più ragionate e di differenziarsi sul mercato. Il nostro successo è radicato nel modo in cui mettiamo insieme dati, creatività e media, il tutto basato sull’Intelligenza Artificiale. La DSP di Sizmek incorpora tutte queste offerte in un’unica piattaforma”.

Nella foto Enrico Quaroni, Managing Director Italy Sizmek

 

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AZIENDE

GDPR, un’opportunità per tutti i settori: il perché spiegato da Sizmek

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enrico quaroni, sizmek, gdpr

In questo periodo il GDPR è l’argomento più discusso in gran parte degli ambiti lavorativi. D’altra parte, considerata la natura e la portata di internet, sono pochi i settori che possono permettersi di non considerare le implicazioni del nuovo regolamento Europeo sui dati e sulla privacy. Mesi di pianificazione, ricerche, revisioni e controlli delle policy dei dati hanno ormai raggiunto il culmine in quanto si è raggiunta e superata la data di entrata in vigore del GDPR. Tuttavia, non è ancora possibile capire cosa significherà per i marketers, come sarà interpretato dai regolatori e come reagiranno i consumatori, spiega nel suo focus Sizmek.

La situazione di allarmismo include un’ampia gamma di contesti, soprattutto quelli relativi alle sanzioni finanziare che sono pari al 4% del fatturato annuo o 20 milioni di euro. Per essere più specifici nel settore adv, le voci che generano maggiori preoccupazioni sono quelle riguardanti la totale rimozioni di targeted adv e la fine del programmatic. Ora, nonostante queste preoccupazioni, sono diversi i settori che non si sono preparati adeguatamente al nuovo regolamento, anche se l’Italia appare più preparata del Regno Unito. In UK infatti solo il 46% delle aziende ha realizzato un piano concreto e strutturato per assicurarsi di essere compliant con il nuovo regolamento, mentre da un sondaggio IDC emerge che in Italia oltre il 60% delle imprese sostiene di avere approntato uno specifico programma per essere compliant.

 

2018: l’anno del controllo e della trasparenza

Per il settore adv, la domanda di maggiore trasparenza e chiarezza su dove e perché vengono pubblicati gli annunci cresce di giorno in giorno. La recente decisione di Cisco di pubblicare annunci su YouTube dimostra la sfiducia del mercato. Ciò che il GDPR offre è un modo efficace per capire come i dati vengono utilizzati per fornire annunci che supportano i contenuti gratuiti. Con questa comprensione e trasparenza si ottiene un maggiore controllo su quali dati possono essere forniti o scambiati con contenuti gratuiti. Il GDPR rappresenta una reale opportunità di ristabilire la fiducia ed educare i consumatori sull’importante ruolo che la tecnologia gioca nella loro vita quotidiana.

 

Costruire la fiducia tra marketer e consumatori

Il GDPR offre l’opportunità a marketers e brand di essere più aperti con i propri clienti su come utilizzano i loro dati e con quali altre organizzazioni li condividono. Il regolamento consente una migliore comprensione delle motivazioni alla base della raccolta e dell’utilizzo di dati e i brand devono ora informare gli utenti del motivo per cui devono farlo. In molti casi, la ragione è quella di fornire contenuti migliori e più personalizzati, un’esperienza di livello superiore o di proporre offerte/servizi specifici e personalizzati. Ma l’attenzione deve essere posta anche sui partner tecnologici con cui i marchi collaborano. Ora devono fornire dettagli sulle relazioni che intrattengono con altri fornitori e su come tali organizzazioni potrebbero utilizzare i dati raccolti, oltre a essere trasparenti riguardo alla loro diffusione. Tutto ciò costituisce un passo positivo verso la creazione di un clima di fiducia tra azienda e consumatore.

 

Guardando il lato migliore

Nonostante la preoccupazione e la mancanza di preparazione da parte di molte organizzazioni, il GDPR rappresenta anche un’opportunità. “Mentre entriamo in un’era regolata dal GDPR, i marchi e gli editori devono ora concentrarsi sui benefici. Il GDPR consentirà ai marketer di operare in modo più efficiente e più rapido, poiché si occuperanno di dati più “puliti” e accurati e si confronteranno con i consumatori che effettivamente vogliono essere contattati da loro” conclude Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek. “Dopo tutto, che valore ha un database di un milione di persone se solo un quarto di questi contatti ha qualche affinità con un marchio? Questo regolamento costituirà la pietra miliare del mercato volta a promuovere una maggiore apertura e trasparenza e a costruire relazioni migliori e più autentiche con i clienti. Questo non può che essere positivo per le imprese che vi operano e per i consumatori che vogliono continuare a godere o a condividere importanti contenuti”.

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TECH & INNOVATION

Sizmek spiega perché la transparenza crea vantaggi competitivi per tutti

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Sizmek - Trasparenza

Considerando l’utilizzo crescente di piattaforme online e digitali, non sorprende che i brand abbiano deciso di investire fortemente in questo settore, attuando importanti strategie di digital advertising. Negli ultimi anni è stata registrata una crescita di questi investimenti verso il programmatic: in Italia nel 2018 si prevede una crescita del 20% del budget dell’adv display è investito in programmatic. Inoltre la spesa del programmatic non può che aumentare perché i pubblicitari e i brand vogliono massimizzare l’impatto, la reach e le conversioni.

Questo aumento della spesa è considerato come un passo avanti di rilievo per la digital adv, ma il programmatic e il retargeting hanno sollevato la questiona della trasparenza e la richiesta di avere maggiore chiarezza e controllo su come vengono spesi i soldi degli investimenti adv.

L’impatto della tecnologia sulla trasparenza

Mentre altri settori, come per esempio quello sanitario, stanno già vedendo da tempo gli effetti positivi dell’intelligenza artificiale, il settore pubblicitario invece sta realizzando solo ora quanto sia importante l’intelligenza artificiale per deliverare l’adv alla persona giusta e per affrontare la sfida della transparency. I sistemi che implementano l’intelligenza artificiale mettono a disposizione dei pubblicitari più dati e di conseguenza più insight riguardo all’adv che dovrà essere deliverata, in quale momento e a quale consumatore.

La tecnologia può anche fornire dati maggiormente dettagliati sull’efficacia del budget investito. Questo rassicura i brand sul valore che stanno ottenendo dalla loro spesa pubblicitaria e stanno raggiungendo il numero ottimale di consumatori con la corretta comunicazione adv. Sono informazioni efficaci che possono essere usate per pianificare future campagne, attività marketing o anche strategie corporate.

Scoprendo il contenuto della scatola nera

Una cultura basata sulla segretezza genera solo una mancanza di fiducia tra agenzie, advertiser e provider di tecnologie pubblicitarie. In aggiunta, una modalità simile servirà solo a limitare e ad ostacolare il successo di una campagna. Aprendo la “scatola nera” di un sistema di adv per rivelare come funziona e come fornisce i risultati, aumenta la visibilità riguardo alla struttura dell’ecosistema pubblicitario, e mostra esattamente ciò che viene speso e fornisce importanti insight.

Scegliendo di lavorare con quello che viene definito un “walled garden” i brand e le agenzie media rischiano di perdersi delle informazioni vitali che possano essere fondamentali per prendere decisioni importanti. Per questo motivo Sizmek si impegna per avere con i suoi clienti una conversazione a doppio senso. Dopotutto, crediamo che non abbia senso ottenere, organizzare e implementare tutti questi dati se non possono essere usati per aiutare gli advertiser ad ottenere migliori risultati, imparando dai consumatori e creando delle strategie marketing efficaci.
Fiducia e trasparenza devono diventare una norma nel settore. Senza questi due elementi i provider di tecnologia per adv rischiano danni alla loro reputazione, e danni anche a livello di risultati.

“Lo scopo finale per tutti deve essere quello di deliverare adv su larga scala alla persona giusta, nel momento perfetto e in un ambiente sicuro”, spiega Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek (nella foto). “Il programmatic può aiutare i vendor a perseguire questo obiettivo e se mostrerà apertamente il suo modo di operare e la direzione verso cui vuole tendere, verrà ancora più apprezzato per i vantaggi dal punto di vista della personalizzazione e della rilevanza per i consumatori. Può essere quindi un approccio vincente per tutti”.

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BRAND STRATEGY

Sizmek: le opportunità del GDPR nel settore del digital adv. La check list per arrivare preparati al 25 maggio

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Sizmek - GDPR

Il settore del programmatic adv usa varie fonti di dati e il suo successo si fonda proprio sulla capacità di utilizzare questi dati in maniera intelligente, per realizzare campagne particolarmente rilevanti per il target di riferimento dei clienti. I budget pubblicitari che i diversi brand investono vanno a creare annunci che si integrano in maniera diretta con i contenuti e i servizi che gli utenti utilizzano per informarsi, divertirsi e connettersi con gli altri. A poche settimane dall’entrata in vigore del GDPR, le aziende ancora non hanno nessuna certezza su come questa nuova regolamentazione influirà sul loro business e, di conseguenza, quali saranno le azioni che dovranno intraprendere.

C’è ancora molta incertezza relativamente al modo in cui il GDPR verrà interpretato dalle autorità di controllo e ci sono diverse aree della legge che non sono ancora molto chiare. In ogni caso, le agenzie media devono iniziare a prepararsi fin da ora. Secondo Sizmek, la più grande piattaforma pubblicitaria buy-side indipendente, la tendenza rilevata è quelle che molte aziende non si stiano preparando in maniera adeguata all’integrazione della legge. Cosa significa per le agenzie, per i brand e per i pubblicitari? Cosa si deve fare?

“C’è stato molto allarmismo riguardo al GDPR, con molte aziende che stanno diffondendo voci sul fatto che le targeted ads verranno rimosse e che allo stesso tempo verrà ostacolata la funzione del programmatic”, ha commentato Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek. “Nonostante queste voci, i brand e i pubblicitari non devono vedere il GDPR come una minaccia al settore, ma come un’opportunità. Il GDPR porterà a consumatori, publisher e aziende trasparenza e controllo, su siti e app solitamente supportati da adv, in cui le persone hanno libero accesso a informazioni e servizi gratuiti”.

Nel nostro settore, abbiamo sempre più richieste per fornire maggiore trasparenza e chiarezza su dove le adv vengono posizionate e perché. In uno speech allo IAB Annual Leadership Meeting, il CMO di Unilever, Keith Weed, ha dichiarato che per policy non vogliono che “le loro campagne siano su piattaforme che non diano un contributo positivo alla società”. Quello che porterà il GDPR è un effettivo modo di comprendere come i dati personali siano utilizzati per deliverare le campagne adv che supportano contenuti gratuiti. Con questa maggiore comprensione e con la transparency ci sarà maggiore controllo su come e quando i dati personali verranno scambiati in cambio di contenuti free.

Il GDPR presenta inoltre significative implicazioni finanziarie per tutti quelli che non si adegueranno a questa nuova legge. In ogni caso, i brand che dimostrano conformità con il GDPR possono migliorare la loro reputazione, guadagnando la fiducia dei consumatori e dimostrando grande responsabilità.

Entro il 25 maggio, molte aziende probabilmente non avranno fatto tutto ciò che è necessario o non avranno preso le giuste precauzioni per assicurarsi di essere pronti per il GDPR. Questo richiederà un lavoro molto impegnativo e la deadline si avvicina velocemente. In ogni caso, ci sono alcuni semplici punti che i brand e i pubblicitari dovrebbero seguire per assicurarsi che stiano facendo il giusto percorso per essere in linea con la regolamentazione. Questa è la check list necessaria per il GDPR:

1) Documentarsi su quali siano le basi legittime per processare i dati personali
2) Determinare se si è un “responsabile del trattamento dei dati” o un “incaricato del trattamento dei dati”
3) Avere un processo per rispondere alle richieste in merito ai diritti dei diversi soggetti
4) Nominare un responsabile per la protezione dei dati
5) Assicurarsi che i propri sistemi integrino by design la privacy e che ciò sia documentato

Per concludere, il GDPR porterà maggiore controllo e affidabilità per tutti, garantendo un mondo adv più trasparente. In questa nuova era, i marketers devono essere attenti a lavorare con partner che abbiano a loro volta trattato i dati usati per le loro campagne adv in maniera conforme alla normativa. Se questo non viene fatto, i brand non solo possono ricevere multe molto salate, ma potrebbero avere implicazioni anche sulla loro reputazione. La compliance al GDPR porterà invece benefici alle aziende.

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MEDIA

Il futuro dell’adv tra formati skin e rich media. Le soluzioni di Sizmek per il programmatic

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Sizmek

Secondo i dati di Sizmek l’utilizzo dei formati skin è in forte crescita, specialmente per quanto riguarda il programmatic advertising. Solo nel 2017 l’azienda ha infatti gestito 1.500 campagne per 193 brand, raggiungendo un totale di un miliardo di impression. All’interno di questo trend, l’azienda registra un’ulteriore tendenza, che vede un crescente interesse da parte di brand e advertiser per i rich media e in particolare per il video adv.

Per anticipare queste tendenze e offrire ai propri clienti le soluzioni più all’avanguardia del mercato, Sizmek Italia ha sviluppato una soluzione specificatamente pensata per servire rich media in modalità programmatica. Il framework Rich Programmatic Unit (RPU) consente di realizzare con un unico tag diversi formati in grado di rispondere alle esigenze di DSP e publisher differenti.

La soluzione Liquid Domain Manager sviluppata da Sizmek raccoglie informazioni su oltre 1.500 siti italiani, che vengono inviate al framework RPU per creare l’ad con il setting corretto affinché non ci siano problemi di visualizzazione. Queste attività avvengono in modo automatizzato e possono essere gestite dai marketer senza alcun bisogno di competenze di programmazione.

“I rich media offrono nuovi, interessanti modi per attirare l’attenzione degli utenti e portarli alla conversione. Per questa ragione, nei primi mesi del 2018 stiamo vedendo un aumento costante delle impression servite da RPU, con una crescita mensile intorno al 30%, grazie anche allo sviluppo di nuove configurazioni compatibili con le regole della Coalition for Better Ads. Nel corso del 2018 e dei prossimi anni ci aspettiamo quindi una crescente richiesta di queste soluzioni da parte di brand e advertiser”, ha commentato Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek (nella foto). “L’evoluzione tecnologica consente di creare formati sempre più attraenti e funzionali, che però potrebbero non essere supportati da tutti i siti web. Per evitare di creare esperienze spiacevoli per gli utenti, è quindi importante assicurarsi di deliverare sempre il formato più adatto a ogni sito”.

La soluzione può essere utilizzata in combinazione con gli altri tool di Sizmek, come la DCO per selezionare i messaggi e i prodotti più interessanti per gli utenti e il motore semantico Peer 39, che consente di verificare i contenuti delle pagine nelle quali compaiono gli ad e raggiungere le persone nel momento in cui esprimono interesse per temi vicini all’azienda e sono più propense a convertire.

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TECH & INNOVATION

Sizmek: i vantaggi delle creatività dinamiche, tra semplicità e personalizzazione

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Enrico Quaroni di Rocket Fuel

L’evoluzione del rapporto con la tecnologia sta cambiando le abitudini e i comportamenti degli utenti, racconta Sizmek: oggi il flusso delle notizie è costante e in tempo reale e viene specialmente fruito via smartphone sui social network. Questi media utilizzano algoritmi di machine learning per analizzare un’enorme quantità di informazioni e consegnare agli utenti i contenuti più rilevanti in base ai loro interessi. Si è passati dalla consegna statica a un feed dinamico di news.

Questo cambiamento si è verificato anche nel settore pubblicitario. Il marketing online un tempo era basato sul display advertising statico, simile alle pubblicità su giornali e magazine, ad eccezione di alcune animazioni e minima interattività. Oggi, grazie al design responsive e alle tecnologie di predictive marketing, le esperienze degli utenti, così come le pubblicità altamente personalizzate, vengono progettate in tempo reale usando i numerosi dati a disposizione nei pochi millisecondi tra il clic sul link e il caricamento della pagina.

Attraverso la Dynamic Creative Optimisation (DCO) i brand possono personalizzare i propri messaggi e le creatività in base ai dati di prima e terza parte in loro possesso, selezionando il prodotto – o la combinazione di prodotti – più interessante per l’utente in un determinato momento. L’ad server di Sizmek permette ad agenzie e marketer di creare e gestire facilmente le creatività, senza bisogno di possedere skill di programmazione. I contenuti vengono infatti gestiti tramite feed di informazioni inviati dal cliente, che comportano l’aggiornamento automatico delle creatività. L’azienda e l’agenzia creativa possono quindi controllare e approvare l’aggiornamento della campagna prima che venga pubblicata ma anche modificarla mentre è online.

La soluzione di Sizmek offre quindi una libertà creativa senza vincoli, consentendo di popolare un unico ad con i contenuti più corretti per ogni singolo utente. Questo strumento può essere applicato anche all’interno di strategie contestuali, permettendo di modificare la creatività in base ai contenuti della pagina su cui si trova l’utente e ad altre informazioni come la geolocalizzazione, e per attività di retargeting, in base all’interazione dell’utente con il sito del cliente.

“L’intelligenza artificiale e il machine learning consentono di comprendere meglio il comportamento degli utenti e i loro interessi e di studiare la loro interazione con il brand per raggiungerli con il messaggio giusto nel momento migliore e sul device preferito”, ha commentato Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek. “In un mondo digitale sovraffollato di informazioni, l’unico modo per ottenere l’attenzione degli utenti e portarli alla conversione è consegnare messaggi che rispondano alle loro esigenze nel momento in cui sono più propensi ad ascoltare il brand. Per far ciò è importante affidarsi a tecnologie avanzate che offrono feed precisi e azionabili di informazioni e consentono di adattare la propria comunicazione in tempo reale”.

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MEDIA

Per Sizmek l’analisi del contesto coinvolge gli utenti e protegge la brand safety

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Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek

Nonostante il numero quasi infinito di informazioni sugli utenti messi a disposizione per realizzare pubblicità personalizzate, sono ancora molte le pubblicità mal posizionate e scarsamente mirate.

Secondo Sizmek, la più grande piattaforma pubblicitaria buy-side indipendente, la soluzione a questo problema è il targeting contestuale basato sulla semantica: l’intelligenza artificiale e il machine learning applicati all’analisi del linguaggio naturale consentono di interpretare il contenuto delle singole pagine web in modo altamente granulare. Posizionando le pubblicità vicino a contenuti in linea con l’audience desiderata dal brand, il targeting contestuale offre un approccio efficace e conveniente per raggiungere la propria audience.

A differenza del targeting basato su keyword, inefficace quando le parole hanno diversi significati e vengono estrapolate dal contesto, l’analisi del sentiment legato al contenuto delle pagine web rivela la relazione tra parole e frasi, garantendo la comprensione del reale significato.

La soluzione Peer39 sviluppata da Sizmek analizza più di 170 milioni di pagine al giorno interpretandone in modo accurato i contenuti per garantire che soddisfino le esigenze di qualità e sicurezza e che gli annunci pubblicitari vengano inseriti nel contesto più appropriato. I dati sulle pagine web ottenuti dalla soluzione possono essere utilizzati per tre scopi: verification, targeting contestuale e pre-bid.

“Non si tratta solamente di promuovere un brand accanto ai contenuti più adatti ma anche di proteggerlo”, ha commentato Enrico Quaroni, Managing Director Italy di Sizmek (nella foto). “Il targeting contestuale basato sull’intelligenza artificiale garantisce, infatti, la brand safety, impedendo che le pubblicità vengano pubblicate accanto a contenuti inappropriati che potrebbero danneggiare il brand per associazione. In un momento in cui la brand safety è un elemento fondamentale del programmatic advertising, è importante potersi affidare a una tecnologia in grado non solo di identificare il contesto migliore in cui posizionare una pubblicità ma anche di evitare possibili danni di immagine”.

Verification
I clienti possono ottenere informazioni dettagliate sul contesto in cui sono stati posizionati gli annunci pubblicitari e sulle modalità di fruizione da parte degli utenti: Paesi, siti, dispositivi, lingue, categorie “safe” o “negative”, e così via. Tutti i dettagli possono essere visualizzati tramite un’unica dashboard, che consente di creare report specifici in base alle esigenze del cliente.

Targeting contestuale
L’analisi del contesto consente ai marketer di raggiungere la propria audience quando è interessata agli argomenti più rilevanti per il brand. L’analisi avviene a livello di pagina anziché a livello di dominio e ogni URL viene considerato indipendentemente. In questo modo, i marketer possono trovare contenuti rilevanti su tutti i siti, invece di limitare le proprie campagne sui siti la cui audience sembra più in linea con la propria consumer base. È possibile selezionare categorie di contenuti più ampie come “finanza personale” o persino più specifiche come “assicurazioni” o “assicurazioni sulla vita” per massimizzare la rilevanza delle pubblicità. Inoltre, il targeting contestuale usa l’analisi del sentiment basata sull’intelligenza artificiale per comprendere non solo il contenuto di una pagina ma anche le emozioni che provoca. In questo modo, i marketer sono in grado di comprendere meglio l’umore dei consumatori e pubblicare le proprie pubblicità accanto ai contenuti migliori.

Pre-bid
Tramite la DSP, i marketer possono utilizzare i dati di cui sono in possesso per stabilire in anticipo determinate categorie contestuali che desiderano evitare, come argomenti politici, alcol, contenuti estremisti o per adulti. Inoltre, è possibile selezionare categorie specifiche del settore per evitare contenuti considerati inappropriati dall’azienda opera e creare categorie personalizzate in base a eventi di attualità o trending topic.

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