AZIENDE

The Adecco Group lancia Snooze, la piattaforma di gaming per il prerecruiting dei candidati

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snooze

The Adecco Group ha lanciato Snooze, un’esperienza digitale di prerecruiting per potenziali candidati che sono alla ricerca dell’azienda ideale in cui fare esperienza e crescere, che rappresenta una novità assoluta nel panorama del mondo del lavoro. Snooze è una piattaforma di gaming ideata da The Adecco Group e sviluppata da Logotel, che consente al candidato, attraverso uno stile fresco e inconsueto, di immergersi in uno scenario volutamente “fantasmagico” in cui poter “incontrare” i valori di riferimento della cultura aziendale e scoprirne il significato. Uno storytelling animato condurrà poi alla scoperta delle opportunità di sviluppo e delle iniziative che il Gruppo propone, guidando il candidato nella scelta per la sua candidatura.

Perché il nome Snooze? Quando suona la sveglia vorremmo tutti rimandare l’istante in cui svegliarci e prolungare il sonno ancora per qualche minuto. Tramite la funzione, attivata appunto dal tasto snooze, possiamo concederci ancora qualche momento di riposo. Ci troviamo così in quel limbo tra il sonno e l’essere coscienti, quel momento in cui, in una condizione di dormiveglia, le nostre percezioni ancora sopite, possono continuare a dar vita a visioni oniriche, ai confini con la realtà. Questa fase del sonno che pian piano sfuma e dà inizio alla nostra giornata, è l’artificio narrativo che consente di raccontare storie surreali che si dipanano in una serie di prove (domande) per il protagonista del video.

L’esperienza della piattaforma, la cui landing page sarà direttamente collegata alla rinnovata sezione “career” del sito Adeccogroup.it, metterà l’utente di fronte a 10 quesiti, proiettandolo all’interno di un’esperienza filmica, ai confini del cortometraggio. Ognuna delle prove da affrontare rappresenta un intreccio tra un mondo metaforico e una realtà misteriosa, all’interno della quale l’utente finirà con l’identificarsi direttamente con la figura del protagonista.

Una volta terminato questo inedito viaggio, al candidato verrà restituito un profilo in cui emergeranno le attitudini e le motivazioni prevalenti. La profilazione è stata disegnata sulla base di quattro cluster principali che corrispondono a quattro valori fondamentali per il mondo del lavoro odierno e che The Adecco Group ha fatto propri.

“Come azienda leader nei servizi e consulenza per le Risorse Umane, credo sia fondamentale essere i primi a pensare e sperimentare nuove soluzioni e progetti capaci di parlare lo stesso linguaggio delle nuove generazioni e capaci di attrarre quei talenti che costruiranno il futuro della nostra azienda e del nostro Paese”, spiega Monica Magri, HR & Organization Director di The Adecco Group Italia. “In particolare tramite questo game – che è stato pensato e ideato all’interno della nostra direzione Risorse Umane, desideriamo rafforzare e dare una specifica identità al percorso di employer branding, raccontando in modo innovativo qualcosa di noi, dei valori che sono alla base della nostra cultura, delle opportunità di sviluppo e di quanto possiamo offrire a tutti i candidati che vogliono crescere insieme a noi”.

“Snooze è stato per noi l’occasione di co-progettare e realizzare un nuovo servizio e di sperimentare un linguaggio dedicato ai Millennial per farlo vivere” sottolinea Cristina Favini, Strategist della service design company Logotel. “Per noi è stata una sfida sviluppare un concept e uno storytelling ricco di metafore, con un alfabeto espressivo per ingaggiare le persone in un’esperienza coinvolgente e interpretare i valori di The Adecco Group. È stata cruciale la collaborazione tra competenze diverse, favorendo l’incontro tra discipline legate al mondo del progetto, della creatività, dell’arte e del digitale, applicando il knowhow di Logotel in termini di progettazione, di gamification e di engagement. E, fondamentale per la buona riuscita di un progetto, ci siamo divertiti”.

 

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Cristina Favini: “Service Design per creare impatti positivi per le persone”

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logotel service design

Quali sono i possibili scenari del design del futuro? A questo e ad altri interrogativi ha risposto Cristina Favini (nella foto), Strategist della Service Design Company Logotel, nel corso del suo intervento presentato all’interno della track Envisioning and evolving di ServDes 2018, il summit strategico internazionale di ricerca per lo scambio di conoscenze nell’ambito del Service Design e dell’Innovazione. “Nel futuro il Design avrà ancora di più un ruolo centrale nell’aiutare a creare impatti positivi e produrre esperienze significative per le persone e la società”, ha spiegato Cristina Favini, ” tutti parlano di come bisogna mettere al centro il “cliente, la persona”, in realtà dobbiamo mettere al centro “la persona con le sue relazioni”. In particolare, continua Favini; “il Servizio è utile se genera scambio di valore tra persone. Ma le persone continuano a cambiare, quindi il servizio è qualcosa di vitale perché è un processo continuo ed evolutivo. Nel tempo e nei diversi contesti cambia stato, non può essere ingessato in strumenti e griglie o in una sessione di post-it. Bisogna prendere coscienza che il servizio deve servire ad una persona o ad un gruppo di persone che sono in una trama vivente. Di conseguenza il Design non può più essere uno strumento, ma deve essere progettato fin dall’inizio come vivente, animato. Il suo posto sarà dove i bisogni delle persone generano domande e quindi relazioni di significato: per questo in Logotel ingaggiamo, motiviamo, animiamo e formiamo tutti giorni persone di 5 generazioni diverse in community di servizio nazionali e internazionali e sperimentiamo come sviluppare relazione nei servizi, accompagnando persone in uno stesso servizio da 17 anni”.

Nel futuro sono diversi i rischi che i progettisti devono evitare: prima di tutto la virtualizzazione dei bisogni reali delle persone e poi la standardizzazione del livello di servizio: “Non si può più lavorare solo sulla funzione”, sottolinea Favini, “dobbiamo invece prenderci cura dei bisogni del cliente, del suo contesto vitale, della sua interpretazione. Dobbiamo accettare il punto di vista spiazzante che garantisce coinvolgimento e unicità nel metodo, nel processo di progettazione e nel progetto di servizio. Inoltre dobbiamo evitare di usare la metodologia come fine. L’adozione degli strumenti – customer journey, touchpoints, personas, blue print, etc.- e del linguaggio tipico del service design sono procedure che ormai stanno livellando le aspettative e il rischio è che tutti producano gli stessi risultati e gli stessi servizi senza che se ne percepisca l’originalità, la differenza”.

Per la Strategist di Logotel, quindi, il rischio è l’omogeneizzazione, l’impoverimento culturale, creativo ed emotivo, nonché la perdita di originalità e la creazione di idee, servizi e progetti senz’anima. “Dobbiamo invece tornare a produrre Bellezza”, conclude Favini, “perché spiazza le persone, libera l’immaginazione, stimola la nascita di nuovi comportamenti e migliora l’esperienza. Come persone e aziende chiamate a partecipare al cambiamento dobbiamo portare “Bellezza” nelle sfide della contemporaneità e misurarci con temi come Age, Education e Training, Work, Health, Mobilità, Tecnologia, tempo libero, Environment ed etica. Lo scopo deò service design è la trasformazione e il miglioramento dell’esperienza di chi ne è coinvolto. Per questo i manuali e le procedure sono fin dall’inizio vie inadeguate. Per questo i parametri di valutazione finale devono rimanere plastici, complessi. Insomma, per creare impatto dobbiamo stare nel servizio insieme alle persone e collaborare con loro per creare esperienze positive. Quando un processo di service design è efficace diventa trasformativo, cambia le cose in misura positiva, concreta e palese”.

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