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Sassoli (UPA): “Nervi saldi per Brexit”. E ritocca all’insù le stime per il 2016

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“La Brexit? Potrebbe cambiare poco o nulla”. È tranchant l’opinione di Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente di UPA, espressa durante l’incontro con la stampa in occasione dell’Assemblea Annuale dell’Associazione, oggi al Teatro Strehler di Milano. Il Presidente poi argomenta: “L’UK non faceva parte dell’area Schengen; non aveva adottato l’euro; si è limitata a uscire da una quantità di trattati commerciali che molto probabilmente verranno sostuiti da nuovi trattati, di fatto senza grandi cambiamenti, che non convengono a nessuno.
“Il rischio vero”, ha aggiunto, “è quello di farsi travolgere dall’emotività, di fluttuare tra isteria e cupezza”.
A riprova del suo ottimismo di fondo, Sassoli non ha solamente confermato le previsioni UPA di una crescita del mercato italiano della comunicazione del 3% a fine 2016, ma le ha ritoccate all’insù “diciamo che sarà un Π%. E le nostre previsioni sono generalmente molto precise perché basate sui survey periodici presso le aziende associate UPA: 500 imprese che rappresentano circa il 90% degli investimenti media nel nostro paese”.
Oltre ad accennare alle opportunità che la Brexit potrebbe aprire per il nostro paese in ottica commerciale ed europea, Sassoli ha rilanciato una proposta già presentata lo scorso anno: il Tax Credit “che adesso sembra avere maggiori possibilità di essere accettata, soprattutto nella sua parte riguardanti l’editoria, un comparto in via di stabilizzazione ma che deve ancora sfruttare adeguatamente le potenzialità del digitale”. Un totale di 400 milioni di defiscalizzazione degli investimenti incrementali in comunicazione da parte della aziende, 100 milioni di quali riservati alla stampa, che “raddoppierebbe l’attuale propensione al consumo”.
Rispetto agli attuali trenta miliardi di incentivi alle imprese, una massa impressionante di risorse pubbliche che non ha prodotto né investimenti né occupazione, e ha finanziato rendite di posizione e segmenti decotti: “cancellando una quarantina di leggi si potrebbero recuperare dieci miliardi e indirizzarli verso la banda larga”.
“La banda larga è l’asse centrale su cui far crescere i consumi”, ha proseguito il Presidente degli investitori. “Attraverso l’ecommerce e le startup, che valgono circa il 4% del PIL, ci potrebbero essere 30 miliardi di ulteriori ricavi per le imprese”.
Per quanto riguarda Auditel, Sassoli ha confermato il completamento della road map per la sostituzione del panel e il reclutamento del nuovo Superpanel, le cui rilevazioni verranno distribuita a partire dell’1 gennaio 2017, dopo l’indispensabile fase di test. Nel frattempo partirà la sperimentazione per l’allargamento della misurazione ai nuovi device digitali/mobili in un radicale processo di innovazione che favorirà la sperimentazione e la crescita del sistema televisivo.
Sulla misurazione delle audience radiofoniche è stato “apprezzato lo sforzo compiuto dagli editori di costituire un tavolo comune”, tuttavia UPA “auspica che siano impiegate tecnologie volte a una rilevazione più puntuale e precisa della radio”.
L’evoluzione in corso di Audiweb è stata citata come un elemento essenziale della futura intersecazione delle ricerche sulle audience, che deve comprendere anche tutta la parte social in cui i consumatori sono molto attivi.
Sassoli ha inoltre lanciato il progetto di realizzare un “libro bianco sugli investimenti digitali”, a cura di un tavolo tecnico che veda la partecipazione anche di centri media, agenzie, concessionarie ed editori.
Sulla RAI, il Presidente di UPA ha ricordato che gli investitori pubblicitari: “si aspettano una Rai coraggiosa che scuota le convenzioni mescolando stili e culture, teche e contemporaneità, una Rai che diventi finalmente una digital media company con un’offerta integrata, personalizzata e ubiqua”.
Dopo la relazione di Sassoli, è intervenuta Monica Fabris, presidente Episteme, con una relazione incentrata sul passaggio dalla “società dei consumi alla società della comunicazione”, sulle conseguenze di questo cambiamento nelle vite dei consumatori e nelle prospettive delle imprese, e su come governare il fenomeno “con una rinnovata capacità di ascolto e di osservazione”.
Ha chiuso l’assemblea dell’UPA, Cristina Scocchia, Amministratore delegato L’Oreal Italia, che ha portato il punto di vista di big spender estero sull’attrattività dell’Italia, le implicazioni del Brexit e l’evoluzione della comunicazione nel contesto italiano. In particolare, l’AD di L’Oreal Italia ha sottolineato l’importanza di tornare ad investire in comunicazione perché la marca è “un vettore di valore intangibile che deve trasmettere emozioni attraverso una narrativa esperienziale”. Scrocchia ha inoltre approfondito il tema del rapporto dei millennials con le marche “Un brand è forte per i giovani se riesce a creare una connessione emotiva basata sul concetto di somiglianza e non più di aspirazionalità”. E sul digitale ha aggiunto: “I consumatori non si accontentano più del solo prodotto fisico, cercano ispirazione e coinvolgimento. Ma il digitale non è una strategia aggiuntiva. Noi non vogliamo avere strategie digitali, vogliamo sviluppare strategie di business e di comunicazione in un contesto digitale.

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Nielsen: ad aprile mercato complessivo a +7,5. Sassoli: a fine 2016 meglio del previsto

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Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia è cresciuto del 6,1% nel mese di aprile, mentre il quadrimestre si attesta a +3,4%, rispetto allo stesso periodo del 2015, grazie a un incremento nella raccolta superiore a 69 milioni di euro. Se si aggiungesse anche la stima della raccolta sulla porzione di web attualmente non monitorata (principalmente search e social), il mercato chiuderebbe il mese di aprile a +7,5% e i primi quattro mesi dell’anno a +4,8%. Lo comunica Nielsen sulla base delle sue periodiche rilevazioni.

“Il mercato della pubblicità chiude ad aprile ancora meglio del previsto con un +4,8%, e i prossimi mesi con gli europei di calcio non possono che confermare la tendenza alla ripresa”, commenta Lorenzo Sassoli, presidente di UPA. “Forse possiamo rivedere in meglio le previsioni di chiusura dell’anno e puntare a una crescita fra il 3 e il 4%”.

“Da agosto 2015 a oggi, contiamo nove mesi consecutivi di crescita: seppur il mercato ci abbia abituato a usare molta cautela nelle previsioni, possiamo comunque parlare di un consolidamento della ripresa”, aggiunge Alberto Dal Sasso, TAM e AIS Managing Director di Nielsen. “Per fare un paragone con l’ultimo anno pari (il 2014), oggi arriviamo alla vigilia degli Europei di Calcio con un trend positivo negli ultimi mesi e una crescita a valore di 70 milioni di Euro: si consideri che nello stesso periodo del 2014 se ne erano persi circa 40, limitando la crescita ai soli mesi di giugno e luglio. Crediamo che questo primo semestre confermi l’andamento e apra la strada a un’ultima parte dell’anno più tranquilla”.

Relativamente ai singoli mezzi, la Tv cresce a aprile del +10,3% e chiude il quadrimestre a +6,4%. Lieve segno positivo per i Quotidiani che chiudono aprile a 0,8%, consolidando il periodo gennaio-aprile a ‐2,9%. L’andamento del mese è positivo anche per i Periodici: aprile a +4,5%, quadrimestre a ‐1,6%.
Gli investimenti sul mezzo Radio restano positivi grazie al singolo mese di aprile in crescita del 3,8%, che consolida a +2,3% il trend per i primi quattro mesi dell’anno.
Internet invece, relativamente al perimetro attualmente monitorato in dettaglio, registra un decremento dello 0,6% nei quattro mesi e un calo ad aprile del 4,8%. Integrando il dato con le stime desk di Nielsen sull’intero mondo del web advertising (aggiungendo principalmente search e social), il quadrimestre chiude tuttavia a +8,1% (aprile a +8,9%).
Sempre buone le performance nei primi quattro mesi dell’anno per Cinema (+16,8%) e Outdoor (+9,7%). Resta positivo anche il Transit (16,6%), che incrementa la quota nel mercato grazie all’aumento di copertura.
In flessione invece l’OOH Tv (‐0,9%), che è stato rinominato GO TV a seguito della recente nascita di FCP GO TV, l’associazione delle concessionarie del mezzo.

Per quanto riguarda i settori merceologici, infine, se ne segnalano 17 in crescita. Per i primi comparti del mercato si registrano andamenti differenti: tornano a crescere le telecomunicazioni (+20,4%) e la distribuzione (+28%), a cui si contrappone il calo della finanza (–‐23,2%). Tra gli altri comparti che contribuiscono alla crescita, si segnalano le buone performance di media/editoria (+11,9%) e tempo libero (+10,6%).

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Nielsen: da gennaio a luglio mercato stabile. Sassoli: “Confermo +2% a fine anno”

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Sono state rese note oggi le rilevazioni di Nielsen sul mercato degli investimenti pubblicitari nei primi sette mesi dell’anno. I numeri mostrano un sostanziale pareggio, considerando anche la porzione web (principalmente search e social) attualmente stimata da Nielsen. Sulla base del perimetro monitorato nel dettaglio, invece, si registra un calo del 2,7% (pari a circa 101 milioni) rispetto agli stessi mesi del 2014, e del 2,2% per il solo luglio.
“Una parità sui primi sette mesi, anche alla luce del fatto che ci si confronta con l’anno dei Mondiali – ha commentato Alberto Dal Sasso, Advertising Information Service Business Director di Nielsen ‐ è comunque un segnale incoraggiante. I recenti dati di ripresa dei consumi a luglio e di timida crescita del PIL potrebbero lasciare intravedere una chiusura dell’anno in positivo per l’intero mercato della pubblicità, considerando l’intera fetta del web”.
Un po’ più ottimistica la visione di Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente dell’UPAche ha sottolineato come “la tenuta complessiva del mercato, che comprende tutta l’area digital, è costante negli ultimi mesi e va consolidandosi. A ciò si aggiungano i segnali positivi che arrivano dai dati sui consumi (+2,1%), sul PIL (+1,1%) e sulla fiducia degli italiani (l’indice a 109, da 106 ad agosto) e la conferma che il mercato della pubblicità possa chiudere quest’anno tra il +1% e il +2% appare più che realistica”.

Guardando ai singoli mezzi, la TV continua a risentire maggiormente dell’assenza dei Mondiali di calcio, con un decremento del 5,6% per il singolo mese, che porta il periodo cumulato gennaio – luglio a ‐3,2%. Il confronto con i Mondiali condiziona anche l’andamento dei quotidiani, che chiudono i primi 7 mesi a ‐8,4%. Le discrete performance di periodici e radio a luglio, invece, si ripercuotono positivamente anche sul periodo cumulato, facendo registrare un calo più contenuto dei magazine rispetto al resto dell’anno (-‐2,8%) e una consolidamento della crescita della radio, che chiude a +9,1% nei primi sette mesi, rimanendo sensibilmente al di sopra della media del mercato. Internet, relativamente al perimetro attualmente monitorato, riduce le perdite a luglio (‐0,9%), con un decremento del 2,6% nel periodo gennaio ‐ luglio.
Tuttavia, sulla base delle stime di Nielsen relative al totale del web advertising, aggiungendo dunque la porzione di mercato di search e social, il digitale crescerebbe dell’8% nei sette mesi. Continua l’ottimo momento di tutto il mondo dell’out of home che, trainato da Expo, segna un mese di luglio sensibilmente positivo che permette di chiudere i primi 7 mesi in terreno decisamente positivo: +5,8% per l’outdoor, +17,7% per il transit e +2,6% per l’out of home TV. Cinema e direct mail registrano rispettivamente stabilità (–‐0,3%) e decrescita (‐3,7%) per il periodo cumulato.

Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 9 in crescita o intorno alla parità, con un apporto di circa 57 milioni di euro. Per i primi comparti del mercato si registrano andamenti differenti nei primi 7 mesi: alla crescita di Alimentari (+4%, circa 8,8 milioni) e Farmaceutici (+5,9%, circa 11,5 milioni), si contrappone il calo di Finanza / Assicurazioni (‐3,5%, circa 6,6 milioni), Automotive (‐3,3%, circa 11,9 milioni) e Telecomunicazioni (‐13,1%, circa 30,1 milioni). I maggiori apporti alla crescita arrivano dai Servizi Professionali (+16,7%), Gestione Casa (+4,8%), oggetti personali (+4,5%) ed Enti / Istituzioni (+8,9%).

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Sassoli: Investimenti comunicazione a +2% nell’anno. Progetto Auditel in Borsa nel 2016

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Auditel quotato in Borsa: questa la proposta più impattante emersa dall’incontro con la stampa del Presidente UPA, Lorenzo Sassoli de Bianchi. “È un passo ulteriore lungo il percorso si trasparenza che abbiamo indicato e già iniziato con l’ultima “riforma” dell’Auditel, che ha visto l’ingresso di Sky e Discovery tra i soci, oltre a un rafforzamento del peso degli investitori all’interno del Consiglio di Amministrazione”, ha spiegato Sassoli. “La nostra proposta, che “sveliamo” solo oggi all’assemblea UPA, va ovviamente discussa con gli altri associati, ma idealmente vede lo sbarco in Borsa nel 2016, con regole sulla governance e tetti alla proprietà dei singoli azionisti a tutela dell’imparzialità. Sarebbe il primo istituto del genere al mondo a diventare una public company, mentre la quotazione non solo sarebbe garanzia di indipendenza, ma ne rafforzerebbe la capitalizzazione, liberando risorse per allargare le aree di business e magari proporsi sul mercato internazionale”.

Sempre a proposito di trasparenza, Sassoli la invoca anche su altri due temi da tempo sul tavolo di discussione: i diritti di negoziazione (“come Upa siamo favorevoli a un ristorno totale a fronte di un’equa retribuzione del centro media”) e il programmatic buying (“le aziende chiedono di avere visibilità sulle analitiche e sulla tipologia di dati di profilazione; tante che le più grandi si stanno già dotando di proprie piattaforme di data management”).
Quanto allo scenario macroeconomico, dopo un accenno all’attualità del braccio di ferro con la Grecia (“il nome stesso della moneta unica è greco”, ha ricordato il Presidente) e aver espresso personale ottimismo sull’esito finale dello stesso, Sassoli ha sottolineato l’atteggiamento tra l’incertezza e il timore dei mercati, che frena la modesta ripresa in atto negli investimenti in comunicazione. “Il nostro survey tra gli associati”, ha affermato Sassoli, “conferma il +1/+2% (già anticipato) a fine anno, ma senza queste perturbazioni sono certo che l’andamento sarebbe ben più positivo”, sottolineando che il nostro è un mercato “asfittico”, sia per numero di aziende investitrici (12.000 contro le 15.000 francesi e le 20.000 tedesche), sia per dimensioni dell’investimemento.
“Con un PIL di poco superiore al nostro”, ha evidenziato, “in Francia si investe quasi due volte l’Italia, mentre con un PIL grosso modo doppio, la Germania conta il triplo del nostro spending”.
Guardando ai mezzi, Sassoli segnala che da troppo tempo manca una una rilevazione condivisa degli ascolti radio. “La nostra posizione è chiara: vogliamo una rilevazione passiva”. Gli strumenti e le tecnologie sono disponibile: se i broadcaster raggiungessere un accordo, si potrebbe partire domani”.

Quanto infine all’atteggiamento delle istituzioni, il Presidente UPA ha manifestato apprezzamento per la deduzione dalle tasse del 65% di quanto investito dalle aziende in attività culturali “ilmaggiore incentivo in tutta Europa” e ha annunciato che a ottobre sarà online la piattaforma UPAperlaCultura.org, un punto di incontro tra operatori culturali e aziende, che dovrebbe favorire lo sfruttamento dell’opportunita a vantaggio di entrambi i player, nell’ottica di un rapporto più strategico e meno episodico.

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Sassoli de Bianchi riconfermato presidente UPA. “Nel 2015 mercato crescerà dell’1-2%”

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Il Consiglio Direttivo dell’UPA (Unione Pubblicitari Associati), recentemente eletto, ha riconfermato all’unanimità Lorenzo Sassoli de Bianchi quale Presidente dell’Associazione per il triennio 2015-2017.

“Stiamo uscendo dalla crisi”, ha dichiarato il Presidente dell’UPA, a margine del Consiglio direttivo che ha decretato la sua nomina, “i primi segnali vengono proprio dalla pubblicità: stimiamo infatti che quest’anno finalmente tornerà a crescere di uno o due punti. Il 2015 sarà dunque l’anno di svolta e l’UPA accompagnerà questa ripresa come istituzione di riferimento nel sistema della comunicazione. L’UPA è in buona salute, tanto che negli ultimi anni si sono associate oltre 60 imprese che hanno riconosciuto l’associazione come il riferimento fondamentale per operare in uno scenario di radicali cambiamenti”.

Il Presidente, come primo atto, ha lanciato la prossima Assemblea pubblica con il titolo “Prepararsi allo stupore”, che si terrà il 1 luglio, alle 14:30, a Milano presso il Teatro Strehler.

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Assemblea UPA. Sassoli: “finalmente superate le colonne d’Ercole della rassegnazione”

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Si è tenuta oggi a Milano, presso il Teatro Strehler, l’Assemblea annuale dell’UPA (Utenti Pubblicità Associati) – l’associazione delle imprese che investono in pubblicità.
Il presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi nella sua relazione ha formulato le previsioni per il mercato pubblicitario.
“Gli investimenti pubblicitari hanno superato le colonne d’Ercole della rassegnazione, nel 2014 chiuderemo in pareggio. Si aprono nuovi orizzonti in cui le marche si lanciano in cerca di una brezza favorevole allontanandosi dalla bonaccia. Dopo sei anni di catastrofi combinate e segni meno possiamo dire che l’emorragia si è arrestata. E’ un primo segno contrastante, confortato però dalla fiducia dei consumatori che è ai massimi dal 2010”.
“Tra coloro che hanno energia per sfidare il futuro il mio auspicio”, ha proseguito Sassoli, “è quello di annoverare le grandi marche multinazionali. Ma ovviamente questa è una sfida che lanciamo anche alla piccola e media impresa”.
Un balzo in avanti, il Presidente dell’UPA, ha prospettato anche per le ricerche sulle audience, e in particolare per Auditel, il cui panel famiglie si allargherà dalle attuali 5.600 famiglie a 15.600, mentre è già partita la misurazione sperimentale dei contenuti televisivi sui pc e sui device mobili (smartphone e tablet). All’evoluzione delle ricerche sulle audience, che riguarderà anche Audipress, Audiweb e Audioutdoor, si affianca inoltre anche l’innovativa single source di Eurisko che misura insieme l’esposizione alla comunicazione e i comportamenti di consumo, sempre più un riferimento per le analisi strategiche da parte delle aziende associate UPA.
Nella relazione d’apertura dell’Assemblea UPA non poteva mancare un riferimento diretto alla battaglia condotta negli ultimi tre anni per la riforma della RAI, “perché resti pubblica e governata da una Fondazione che sia espressione di chi paga il canone”. Così come è stata ribadita l’assoluta rilevanza economica della proposta UPA per un tax credit sul valore incrementale degli investimenti pubblicitari, in modo da favorire una delle leve più incidenti per la ripartenza dei consumi; altrettanto importante in tal senso potrebbe essere la defiscalizzazione degli investimenti sulle piattaforme di e-commerce.
Sassoli ha rimarcato, inoltre, il concetto per cui “il nostro Paese senza la banda larga muore”. Le aziende telco associate a UPA hanno puntato sulla copertura broadband del nostro territorio nelle campagne pubblicitarie, e a queste seguiranno significativi investimenti. Ma sul piano governativo siamo ancora indietro, e gli effetti si percepiscono quotidianamente: nella classifica della velocità di connessione siamo all’89° posto su 193 paesi, in Europa siamo gli ultimi; il Madagascar al 55°, l’Uruguay al 36°.
Un riferimento importante il Presidente Sassoli ha formulato presentando Marco Testa, Presidente di AssoCom, come relatore all’Assemblea dell’UPA, “il Presidente Testa sta svolgendo un significativo lavoro di ricompattamento dell’associazione e secondo noi questa è la strada giusta”. Nel suo intervento sulle peculiarità del lavoro creativo Marco Testa ha sostenuto che: “la creatività è una continua ricerca, ma non è così distante, perché la creatività è tutta intorno a noi. Basta saper guardare.”
Per sottolineare la sentita necessità di dare una speranza e un futuro ai giovani all’Assemblea dell’Upa è intervenuta anche una giovane studentessa del Master UPA in comunicazione d’impresa, in rappresentanza del corso di quest’anno, che ha presentato efficacemente alla attenta platea una delle idee di comunicazione elaborate dai diversi team di lavoro del Master.
La relazione del professor Bini Smaghi si è incentrata su come far ripartire i consumi nel nostro paese, sulla opportunità di agganciare la ripresa dei consumi alla creazione di posti di lavoro, e sulla necessità di realizzare questo obiettivo diventando competitivi. “E per diventare competitivi”, ha sottolineato Bini Smaghi, “dobbiamo fare le riforme, quelle ormai note a tutti (dalla “lettera della BCE”, alle raccomandazioni della Commissione europea, al Piano nazionale delle riforme), che oggi dobbiamo rapidamente attuare”.
Vittorio Meloni, direttore relazioni esterne di Intesa Sanpaolo, ha chiuso i lavori dell’Assemblea UPA con una relazione in cui sono stati messi in evidenza i punti di forza del sistema economico italiano, in particolare l’industria manifatturiera e l’export, due fattori che hanno consentito al nostro paese di resistere all’onda d’urto di questa lunga crisi. Un paese, il nostro, che può contare oltre che sull’eccellenza della sua struttura imprenditoriale, vero asset della nostra economia, sulla grande forza patrimoniale delle famiglie, sulla straordinaria qualità delle risorse professionali e sul vastissimo capitale artistico e culturale, che rappresenta la nostra grande riserva di opportunità di crescita e di sviluppo.
La scenografia e la regia dell’evento sono state a cura del Piccolo Teatro. La relazione di Sassoli è stata accompagnata dal vivo dalle musiche di Luca Saporiti (in arte Lagash, bassista dei Marlene Kuntz) e da una performance video dei Masbedo, oggi i più importanti video artisti italiani, che in diretta sul palco hanno prodotto le splendide immagini che hanno connotato tutti i passaggi della relazione. E ciò come esempio concreto di innovazione della comunicazione e dei suoi linguaggi: dalle vecchie slide alla videoarte. Una comunicazione che, già nel titolo dell’Assemblea, viene sfidata a diventare veloce, precisa, molteplice, visibile e soprattutto senza pause.

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Sassoli de Bianchi (UPA): chiusura anno in pareggio. Ripensare la Rai. Urge banda larga.

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In attesa dell’assemblea UPA (Utenti Pubblicità Associati) che si sta svolgendo in questo momento al Teatro Strehler di Milano, il presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi ha approfittato stamani di un incontro con la stampa per porre in primo piano alcuni dei temi di attualità.

Rimandando a un prossimo post il report sull’assemblea, si evidenziano qui gli spunti di riflessione proposti da Sassoli di Bianchi, che ha ricordato sin dall’inizio come “l’innovazione rappresenti la via d’uscita dai problemi del Paese. Occorre rompere il passo abituale per cercare strade nuove. Serve un pensiero laterale”.

Esprimendo un ottimismo controllato ma non di facciata, il Presidente UPA ha sottolineato come il tasso di fiducia tra gli italiani sia agli stessi livelli del 2010 (“l’ultimo anno in cui il media spending è cresciuto”) e vede la chiusura del mercato pubblicitario nel 2014 in pareggio, dopo un primo semestre che segna -2%. “Personalmente mi impegnerò a far si che il pareggio diventi un +1%, un piccolo ma importante segnale che il mercato ha invertito il suo andamento, tant’è che ci attendiamo un +2% l’anno prossimo e un +3% nel 2016”.

Sassoli è poi tornato su altri temi già ripetutamente toccati in passato, ma sui quali “oggi si riscontra una maggior sensibilità governativa”. A partire dalla defiscalizzazione degli investimenti sulle piattaforme di e-Commerce, “già inserita del DL sulla Pubblica Amministrazione ed eliminato solo in quanto non coerente con le finalità del Decreto stesso”, mentre ancora latitano risposte concrete alla richiesta di un Tax Credit per gli investimenti incrementali in comunicazione. Ascolto hanno trovato anche le proposte UPA sulla RAI, “che deve essere affidata a manager e a una Fondazione che rappresenti efficacemente gli interessi di chi paga il canone tramite un Consiglio di Indirizzo”, con abolizione della Commissione di Vigilanza, una rete senza pubblicità e il ritorno del servizio pubblico a “una funzione educativa” focalizzata sugli skill di base, quale la conoscenza dell’inglese e l’educazione alla tecnologia delle fasce di età più elevate. Quanto alla banda larga “che ci vede all’89° posto nel mondo per velocità di trasferimento dati, “le aziende di Tlc nostre associate sono impegnate sin d’ora su tale fronte, ma il Governo non sembra ritenerla una priorita, nei fatti”.

Più legati al comparto della comunicazione i temi delle Audi, dove il “buco” di Audiradio “penalizza un media importante come la radio”, mentre Auditel “dovrebbe dare una maggior rappresentanza alle aziende spender (che oggi esprimono 12 consiglieri  su 22), anche a vantaggio dei broadcaster stessi, che così si scrollerebbero di dosso l’annosa accusa di conflitto di interesse”. “Le ricerche sono fondamentali per noi investitori”, ha aggiunto Sassoli, “e in Italia abbiamo uno strumento unico al mondo nel suo genere, Eurisko Media Monitor, che mette in relazione la comunicazione i consumi”.

Netta la posizione su centri media e RTB:  “il Real Time Bidding li trasforma in broker. Cosa a cui noi siamo decisamente contrari, anche se l’evoluzione tecnologica e del mercato spinge in tale direzione”. Sassoli rivendica anche la “battaglia” sui diritti di negoziazione: un elemento di chiarezza e trasparenza, fermo restando il principio che i CM debbano essere remunerati adeguatamente.

Non è mancato infine un cenno al rapporto con AssoCom: “un interlocutore importante, di cui auspico un ricompattamento e con cui collaboriamo con soddisfazione, come dimostra anche la nostra proposta di organizzare congiuntamente un MasterClass per rafforzare professionalità e ruolo di Account e Planner, due figure indispensabili nello sviluppo di una proficua relazione di business tra azienda e agenzia”.

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