MEDIA

“Transparency Breakfast” di Rubicon Project: per guardare “dentro” il programmatic

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“A inizio di quest’anno, il Chief Brand Officer di P&G, Marc Pritchard, ha definito “creepy” lo scenario operativo del programmatic”, spiega Sara Buluggiu, managing director Italy, Spain e MENA di Rubicon Project. “Il termine non è esattamente traducibile in italiano, ma il significato negativo è evidente. Il punto è che internet non è un media, ma un protocollo di comuicazione, e l’enfasi posta da sempre sulla sua misurabilità è servita, semmai, fare ancora più confusione nel mercato nel mercato”.
Oggi vi sono alcune buzz word che vanno per la maggiore, quali ad esempio “trasparenza”, ma nei fatti si scontrano con una realtà a volte ben differente. A partire del ruolo di alcuni big player del comparto, come Facebook e Google, che in quanto fornitori di soluzioni full stack garantiscono ben poca trasparenza.
“In Italia, stante il ruolo dominante della tv, siano in una situazione un po’ diversa dagli Usa, dove si pensa che quest’anno il web sarà iI primo media per risorse pubblicitarie raccolte e il programmatic rappresenta un 80% dei budget, contro il nostro 20-25%”, prosegue Buluggio, “ma il problema in potenza è sempre presente”.
“Come Rubicon Project, ad esempio, abbiamo implementato un bidder open source, che si interfaccia con tutte le Supply Side Platform per garantire la massimo scelta disponibile”.
Il problema del programmatic come troppo spesso lo conosciamo oggi è che risulta essere un “black box” dove non vi è chiarezza sui ricavi, le audience, le campagne, e così via.
“Ma i numeri mostrano qualche cosa di diverso”, aggiunge Fabrizio Angelini, CEO di SenseMakers, società che rappresenta in esclusiva per l’Italia ComScore, “teniamo sotto esame il 97% degli annunci in rete, e vediamo che nonostante l’accento posto su ad fraud, environmental fraud e simili, in realtà solo sullo 0,67% delle impression è scattato l’allarme per il posizionamento non adeguato, mentre il traffico non-umano raggiunge appena un 1,16%”.
“Cifre ben diverse da quelle relativi all’in target (solo il 47%) e del Frequency Cap, troppo spesso parametrato sulla esposizione tv (e non web) per cui ancora tanti annunci sono visti troppo poco”, coclude Angelini, “Noi possiamo contare su un panel di oltre due milioni di individui per evidenziare i comportamenti non umani, e siamo convinti che solo un tag di terze parti, indipendenti, possa davvero certificare la viewability degli ad di un sito, nel rispetto dei parametri internazionali di 1 secondi e almeno il 50% della superficie per il display, e di 2 secondi per il video”.

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AZIENDE

tg|adv presenta il nuovo formato vertical video

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tg|adv nuovo formato vertical video

tg|adv ha recentemente integrato un nuovo formato studiato per la fruizione da dispositivi mobile, il vertical video. Il formato è stato sviluppato da Rubicon Project, partner con cui la concessionaria collabora da oltre 3 anni.

Un formato innovativo, che rappresenta l’evoluzione dei classici formati video outstream; in fase di lettura del contenuto editoriale l’utente incontra la creatività, che si espande in verticale in fase di scroll down, sfruttando la naturale dimensione dello schermo del dispositivo mobile, ed erogando il video-ad.

Pensato specificatamente per incuriosire l’utente e arricchire l’esperienza di navigazione, il formato si caratterizza per un alto tasso di visibilità che procede di pari passo con l’alto livello di integrazione tra contenuto editoriale e adv: un connubio in grado di garantire performance sopra la media alle campagne erogate con tale formato.

Il lancio di questo nuovo formato si inserisce all’interno di una strategia di innovazione declinata che punta a offrire soluzioni adv d’impatto, per rispondere alle esigenze di comunicazione dei brand inserzionisti, in costante evoluzione.

“Puntare sul formato video è per noi un modo per supportare le necessità degli inserzionisti che si trovano oggi a pianificare il web secondo nuove logiche e siamo stati ben felici di inaugurare il nuovo formato adv con la campagna di un noto brand del settore beverage, che ha riscosso ottimi risultati”, ha dichiarato Alberto Gugliada Ceo di tg|adv e co-founder di Trilud Group.

“Il vertical video è il formato di pubblicità più naturale e incredibilmente efficiente per i dispositivi mobili. “Siamo molto entusiasti di supportare tg|adv nella loro missione di offrire un ambiente innovativo e creativo per i buyers italiani e mettere a loro disposizione formati che rispecchiano la crescita esponenziale del consumo dei contenuti di dispositivi mobili e mobile video”, ha affermato Sara Buluggiu di Rubicon Project.

Tg|adv, concessionaria di Trilud Group, nata nel 2006 con l’obiettivo di offrire un servizio di vendita di spazi adv online e di progetti complessi di comunicazione digitale e crossmediale.

La concessionaria offre ai suoi inserzionisti un ampio ventaglio di strumenti di comunicazione, dai classici formati display standard per fare copertura sul target, alle soluzioni rich media e video più all’avanguardia, volte a generare memorability e a creare engagement e partecipazione dell’utenza.

Tg|adv evolve continuamente la propria offerta, anticipando i trend del mercato dell’advertising digitale, e vanta oggi un consolidato know how legato alle piattaforme programmatic e alla profilazione dell’audience su base comportamentale e deterministica.

tg|adv è accreditata presso le principali associazioni digitali di media digitali ed è membro di IAB (Internet Advertising Bureau, FCP Assointernet) Federazione Concessionarie di Pubblicità – e Audiweb.

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AGENZIE

Rubicon Project riorganizza il vertice EMEA. Sara Buluggiu MD in Italia, Spagna e MENA

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Rubicon Project presenta il nuovo team di leadership EMEA nell’ambito di un investimento in corso nella sua strategia commerciale globale.

Sara Buluggiu (nella foto) è stata nominata Managing Director di Italia, Spagna e MENA, dopo aver maturato un’esperienza quasi ventennale nel settore vendite e sviluppo d’impresa nella pubblicità digitale. Il suo compito consisterà nel favorire l’adozione della piattaforma tecnologica di Rubicon Project presso acquirenti e venditori nelle rispettive regioni.

Per circa tre anni Sara ha fatto parte di Rubicon Project come responsabile vendite e Country Manager per l’Italia, creando le attività nazionali a servizio di alcuni dei maggiori acquirenti e venditori del mercato, tra cui Rai Pubblicità, RCS MediaGroup e Alessandro Manzoni. Tra i suoi incarichi precedenti figurano il ruolo di direttore digitale presso VivaKi Italy e Starcom Mediavest Group Italy, nonché mansioni svolte presso Vizeum, Zenith Optimedia e Isobar.

“Sono molto entusiasta all’idea di assumere questo nuovo ruolo in Rubicon Project e di accrescere ulteriormente la nostra posizione unica sul mercato, mentre continuiamo a crescere, evolverci e guidare il settore”, Saracommenta Sara Buluggiu. “Siamo nella condizione di poter attuare i nostri fattori chiave di crescita aziendale; inoltre, gli odierni annunci garantiscono il permanere della posizione ottimale di Rubicon Project per continuare a plasmare e a definire il futuro pubblicitario nel corso degli anni a venire”.

Sempre oggi, infatti, Rubicon Projects comunica l’ingresso in azienda di Manuel Rodríguez Páez in qualità di Senior Business Development & Sales, Spain & Portugal, rispondendo  direttamente a Sara.

Manuel vanta un’esperienza ultra decennale nel settore della pubblicità digitale, compresa la fondazione della piattaforma digitale video spagnola SpotBid. Con sede a Madrid. guiderà le vendite, l’adozione tecnologica e la diffusione dei prodotti di Rubicon Project tra acquirenti e venditori premium nei mercati spagnolo e portoghese.

Nell’ambito del più vasto annuncio di leadership EMEA è avvenuta la nomina di diversi amministratori delegati, ossia: James Brown per l’EMEA, Steve Wing per Regno Unito, Irlanda e paesi nordici e Valerie Latronche per Francia e Belgio. Sara, Steve e Valerie faranno capo a James Brown.

 

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NUMBER

Vivaki AOD: l’RTB/programmatic rappresenta in Italia l’11% dello spending video digitale

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Riflettori puntati sul video advertising al secondo Publisher Day organizzato da VivaKi Audience On Demand (AOD) Italia in partnership con Videology, StickyADStv e La Place. Ad aprire i lavori Sara Buluggiu, Digital Director, VivaKi AOD Italia che ha presentato lo scenario italiano del programmatic video. La tecnologia ha scardinato certezze più che collaudate, ampliando la precisione nelle operazioni di targeting delle campagne. Se l’RTB in Italia è legato solo alla sfera del digitale, differente è la situazione nel mercato svedese dove riguarda anche la radio, o in Usa dove viene già utilizzato con successo anche per il canale televisivo. In uno scenario mutato resta fondamentale ancorarsi ai tre pilastri rappresentati da Performance, Protection e Partnership. Una tecnologia, quella del Real time Bidding relativamente giovane, inaugurata dalla prima campagna in preroll soltanto nell’ottobre del 2013, per giungere poi ai primi formati rich media nel febbraio di quest’anno.

“La vera rivoluzione operata dai sistemi automatici di acquisto delle campagne digitali consiste nel mettere al centro della pianificazione non più un cluster di persone presumibilmente interessate a un prodotto, ma persone in tutto e per tutto somiglianti nel comportamento a quelle che hanno già espresso attenzione per quel prodotto o quella categoria di prodotti” ha argomentato Buluggiu che passando al mercato italiano ha aggiunto che, “sebbene eMarketer preveda che nel 2014 la spesa pubblicitaria in RTB/programmatic arrivi a rappresentare il 19% del totale spending video digitale, la stima di VivaKi AOD è di un più conservativo 11%, fisiologicamente in linea con il 4% registrato nel 2013”. Sono le abitudini, gli interessi e i comportamenti a interessare i publisher, con un’iperprofilazione mai raggiunta prima. Bisogna capire se gli investimenti riescano ad andare alla stessa velocità dei cambiamenti tecnologici. In questo è fondamentale la collaborazione dei publisher, sono loro ad avere già in casa il bene più prezioso, i dati dei loro utenti. Per questo è necessario continuare a investire nello sviluppo dei propri siti web, per essere sempre al passo con i tempi.

Poi il focus s’è spostato ai mercati EMEA con John Tigg (Vice President, Global Accounts, Videology), che ha focalizzato l’attenzione sui vantaggi offerti dal programmatic video in termini di efficienza, trasparenza, ottimizzazione del targeting e crescita del ROI; Massimo De Magistris (Country Manager Italy, StickyADStv), che ha parlato del ruolo dei private market place nel video real time bidding. A chiudere i lavori Fabien Magalon (Managing Director, La Place Media), che ha partecipato con uno speech dal titolo “L’approccio al real time bidding nel mercato adv francese”. Proprio il mercato francese ha conosciuto una crescita senza precedenti dell’RTB, passato dai 5 milioni di euro del 2010 ai 150 milioni previsti per il 2014.

Tramontato per sempre un unico punto d’accesso ai contenuti, in un orizzonte già multiscreen, lo spettatore diventa co-creatore del palinsesto, prediligendo sempre più una fruizione dei contenuti diluita in più momenti, parcellizzata, su piattaforme diverse che diventano altrettanti punti per agganciare una platea sempre più variegata.

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MEDIA

Real Time Bidding e Programmatic Buying: le opportunità della nuova frontiera dell’adv online

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Si è tenuto oggi a Milano il primo Publisher Day di VivaKi in Italia con lo scopo di presentare a editori e concessionarie del mondo digital il punto di vista del brand VivaKi su due temi centrali nell’evoluzione dell’advertising online, il Real Time Bidding (RTB) e il Programmatic Buying (PB). Il primo (RTB) è un sistema che consente ai Publisher di mettere le proprie inventory a disposizione su mercati virtuali dedicati chiamati Private Market Place (PMP) in cui molteplici acquirenti concorrono per le singole impression tramite un meccanismo di “asta in tempo reale”; il secondo (PB) permette in modo veloce e automatizzato l’acquisto di spazi/formati pubblicitari selezionati in base a criteri qualitativi come ad esempio abitudini, interessi e comportamenti del target.

Tra gli speaker della giornata, i due rappresentanti di VivaKi EMEA Marco Bertozzi (Executive Managing Director / EVP VivaKi EMEA) e Danny Hopwood (Head of Platform VivaKi EMEA), che hanno condiviso la loro visione, sviluppata nei 5 anni di esperienza nel mondo anglosassone dove il mercato del RTB si è avviato in anticipo rispetto all’Italia ed è oggi a uno stadio più avanzato. Parte di Publicis Group, VivaKi è stato infatti creato a livello internazionale nel 2008 per accelerare la trasformazione digitale e ampliare le competenze delle agenzie del Gruppo.

Bertozzi ha spiegato come, a partire dal secondo semestre 2012, il brand VivaKi mette a disposizione anche sul mercato italiano due piattaforme altamente tecnologiche che vanno sotto il nome di Audience On Demand (AOD): una di RTB per i formati display e l’altra di PB per i formati video. Questi strumenti permettono agli inserzionisti di entrare in contatto con la propria audience nel momento e nel contesto più opportuno, attraverso tutti i touchpoint digitali e in tempo reale, ottimizzando la precisione e l’efficienza delle campagne pubblicitarie. “Negli ultimi due anni abbiamo lavorato insieme a molti fornitori media e siamo stati in prima linea nel trainare il Private Marketplace. Visti i benefici che ne derivano sia per i Publisher sia per gli Advertiser, non sorprende che stiamo assistendo a una fenomenale crescita in quest’area. Gli editori mantengono il controllo sulla disponibilità delle inventory, sui prezzi e sui volumi, mentre gli Advertiser ottengono l’accesso alla Premium Inventory attraverso il RTB assicurando trasparenza, efficienza e accrescendo il ROI”, ha commentato Bertozzi”.

Ha preso poi parola Hopwood, che ha spiegato come RTB e PB permettano al cliente di raggiungere una reach ampia e di accedere a impression altamente qualitative targettizzate dal punto di vista socio-demografico e comportamentale, garantendo così una visibilità mirata secondo gli obiettivi della campagna. Questo tipo di attività può essere attivata sia per le campagne di branding sia per le campagne con obiettivi di leading. Tra i punti forti di RTB e PB c’è la possibilità di modificare la pianificazione in base ai risultati e di ottimizzare i costi, il tutto in tempo reale e con esecuzione semplificata, rendendo più proficua la collaborazione tra Publisher, che all’interno dei Private Market Place (PMP) possono selezionare gli acquisti e monitorare il prezzo, e inserzionisti, che possono misurare ogni singola attività pubblicitaria e pagare secondo gli obiettivi raggiunti. Dal punto di vista degli Advertiser i PMP rappresentano un’opportunità indispensabile per sviluppare relazioni forti con i Publisher e assicurare posizionamenti efficaci ai propri clienti. “Per rispondere in modo efficace alle domande dei clienti le inventory source standard non sono sufficienti: abbiamo bisogno di rafforzare le relazioni tra noi Advertiser, editori e concessionarie per creare PMP solidi, che abbiano al loro interno Premium Publisher, e in UK abbiamo raggiunto questo obiettivo con successo”, ha affermato Danny Hopwood.

Sara Buluggiu (nella foto) (Digital Director VivaKi Italia) ha presentato lo scenario italiano dove il RTB si configura come una realtà in crescita sulla spinta dei paesi più avanzati. A supporto di questa tesi, Buluggiu ha mostrato i dati dei volumi di investimento pubblicitario RTB (Digital Display) in Europa Occidentale, che riguardano anche l’Italia e che dai 526 millioni di dollari certificati nel 2012 passeranno a 900 milioni nel 2013, fino a toccare i 2.516 milioni di dollari nel 2016 (fonte eMarketer). “Secondo i dati Iab – ha sottolineato Buluggiu – il valore del RTB in Italia è pari al 3-5% del valore della display adv, con una previsione di raddoppio per il 2014. Mentre in Italia l’AOD ha visto nel secondo trimestre un incremento degli investimenti del 250% vs lo stesso periodo del 2012”. “Si tratta di una crescita sana e decisamente votata alla qualità” – continua Buluggiu – “crescono infatti i valori delle singole campagne e cresce il valore attribuito alle singole impression (CPM)”. Il programmatic buying, poi, si presta benissimo a fare campagne di branding e non solo a performance dato che per sua natura ha la capacità di parlare con la creatività giusta alla persona giusta. “Questo” – conclude Buluggiu – “porta anche in Italia a livelli di coinvolgimento superiori alle campagne “cherry picking””.

A conclusione della giornata Sara Buluggiu ha annunciato il lancio in Italia dell’AOD mobile in partnership con Google. “Se il mobile è il segmento dell’advertising a maggiore crescita, infatti, è necessario approcciare questo mercato con gli strumenti più adeguati e arrivare preparati a questa nuova sfida”.

 

 

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AZIENDE

VivaKi: AOD cresce del 500%, Sara Buluggiu è la nuova Digital Director

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Vento di novità nel mondo del Real Time Bidding, come dimostra il successo del sistema di media buying Audience on Demand (AOD) di VivaKi che cresce in Italia del +500%. La nuova responsabile di AOD è Sara Buluggiu (nella foto) chiamata a ricoprire l’incarico di Digital Director. Buluggiu, che attualmente ricopre la posizione di Digital Manager in Starcom Italia, riporterà direttamente a Marco Bertozzi, Executive Managing Director di VivaKi EMEA entrando così a far parte del management team di VivaKi EMEA.

 

La nomina della Buluggi rientra nell’ambito della strategia di espansione globale adottata da VivaKi e fa seguito alla notizia della recente apertura di un nuovo European Activation Center a Amsterdam che si occupa dello sviluppo e della diffusione delle soluzioni offerte dal gruppo Publicis nell’ambito del digital media.

 

AOD  permette agli inserzionisti locali e globali di entrare in contatto con la propria audience al momento più opportuno, attraverso tutti i touchpoint digitali e in tempo reale. Presente in 15 Paesi e lanciato in Italia alla fine del 2012 nelle declinazioni display e video, ha ottenuto fino ad oggi oltre 2,5 miliardi di impression, con una crescita complessiva del +500%, affermandosi a pieno titolo come uno dei mercati con la crescita più veloce a livello europeo. AOD è stato appositamente studiato per rispondere alle esigenze delle agenzie media servite da VivaKi, che in Italia sono rappresentate da FMCG, MC&A MediaVest, Starcom e ZenithOptimedia.
“Da quando abbiamo lanciato AOD sul mercato italiano stiamo assistendo a una crescita davvero straordinaria”, ha commentato Marco Bertozzi aggiungendo: “Per ottenere il massimo rendimento e, allo stesso tempo, rispondere alla domanda crescente, è fondamentale per noi la presenza di una professionista come Sara Buluggiu alla guida non solo della parte strategica e tecnologica ma anche delle publisher relations”. “Sara ha già avuto esperienza con AOD”, ha sottolineato Bertozzi, “ci ha infatti aiutato in occasione del lancio l’anno scorso e la sua preparazione, unita alla sua spiccata abilità nel gestire le decisioni di business e i contatti con gli operatori del settore, fanno di lei la persona più adatta per portare a compimento il nostro ambizioso piano. Sono davvero entusiasta che Sara si unisca al nostro team”.
Buluggiu ha una vasta esperienza nel settore digitale, maturata in oltre tredici anni di brillante carriera nel mercato dell’advertising online iniziata in ZenithOptimedia. Prima di arrivare in Starcom ha ricoperto il ruolo di Media Manager in Vizeum, dove era responsabile della strategia media e delle attività di planning per conto di numerosi clienti, tra cui anche Peugeot e Dell. In precedenza ha lavorato in Isobar in qualità di Media Supervisor, occupandosi come responsabile delle campagne a performance e dei progetti di branding in collaborazione con clienti dei settori automotive, bellezza e tecnologia. Infine, Buluggiu è passata in Starcom nel 2010 dove si è occupata di importanti clienti, tra i quali Procter & Gamble, Coca- Cola, Samsung, ABInbev eHonda.

 

Nel suo nuovo ruolo, Buluggiu avrà la responsabilità diretta dell’evoluzione e del continuo sviluppo dell’offerta di AOD nel mercato italiano e sarà anche alla guida di importanti progetti quali ad esempio The Pool, ricerca globale proprietaria VivaKi che punta a identificare i più efficienti modelli di online advertising.

 

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