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Canned Lions: leoni che salvano leoni. E vincono Leoni (forse). L’idea è dell’agenzia italiana Doing

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canned lions

Mentre il mondo della creatività concentrava la propria attenzione sui Cannes Lions, Doing ha lanciato “Canned Lions”, una campagna contro il canned hunting, cioè la caccia ad animali appositamente allevati in cattività per essere poi rilasciati all’interno di recinti come bersaglio di cacciatori paganti in cerca di facili trofei.
L’idea alla base della campagna di Doing è basata sulla constatazione che in molti casi agenzie e brand sperano di vincere uno dei Cannes Lions grazie a progetti che migliorano la vita della gente o fanno del mondo un posto migliore.
Doing accetta la sfida e lancia la campagna di awareness e raccolta fondi “ Canned Lions – Lions that save Lions”, un “finto premio” che gioca sull’assonanza tra “Cannes” e “Canned”, per affermare che “tutti possono acquistare” un Canned Lions,  d’oro, d’argento o di bronzo, così da potersi “vantare” di averne uno.

Il gioco è divertente, ma il suo scopo è molto serio. Il denaro raccolto con i Canned Lions, infatti, andrà a sostegno di “ Campaign Against Canned Hunting”, l’iniziativa sudafricana contro il canned hunting, gli interessi economici che lo sostengono (sia dal lato degli allevatori, sia da quello dei ricchi cacciatori) e le leggi che lo consentono.
Inoltre, acquistando uno di questi “premi” sul sito www.canned-lions.com non solo si salveranno i leoni, ma si avra la possibilità di vincerne uno di quelli di Cannes veri. Doing infatti si impegna a iscrivere questa campagna al prossimo Cannes Lions, e a inserire tra i credits i nomi di tutti gli acquiranti di un Canned Lions

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