AZIENDE

Zenith festeggia il suo 30° anniversario: dal media buying all’Intelligenza Artificiale

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Zenith

Zenith compie 30 anni. In occasione di questo importante anniversario Luca Cavalli, CEO di Zenith Italy, ha sottolineato come il network abbia saputo evolversi e trasformarsi nel corso del tempo per aiutare i propri clienti ad affrontare le sfide di un mercato sempre più competitivo.

“Gli anniversari sono momenti importanti in cui fermarsi e prendere coscienza di quello che, nella frenesia del quotidiano, spesso ci sfugge. In questi trent’anni il mondo della comunicazione ha avuto un’accelerazione esponenziale, tale da rendere incredibile il racconto di questa avventura a chi si avvicina alla professione oggi. Le nostre costanti sono sempre state la voglia e la capacità di trasformarci per guidare il cambiamento e affiancare in maniera efficace i nostri clienti, garantendo loro valore, performance e crescita”, ha affermato Cavalli.

La storia di Zenith

Una storia che ha inizio a Londra nell’ottobre del 1988 dall’unione dei dipartimenti di media buying di Saatchi & Saatchi, BSB Dorland e KHBB. Da queste origini britanniche l’agenzia è cresciuta fino a diventare uno dei primi network media nel mondo. Per prima è stata in grado di espandersi in mercati chiave a livello globale: è approdata in Cina nel 1994 e negli Stati Uniti nel 1995. Nel 2000, in seguito all’acquisizione di Saatchi & Saatchi da parte del Gruppo Publicis, è avvenuta la fusione tra Zenith e Optimedia. Il 2002 ha segnato un passaggio fondamentale per l’agenzia che ha annunciato il suo posizionamento strategico, The ROI Agency, all’interno del performance marketing. Durante il primo decennio del terzo millennio il network si è distinto grazie a una crescita e uno sviluppo incredibili in diversi ambiti: performance, branded content, analytics, consulenza a 360° nelle aree del digital e delle sponsorizzazioni. Nel 2016, con la nascita di Publicis Media, Zenith ha rinnovato la propria brand identity e lanciato il nuovo approccio ROI+, focalizzandosi sulla marketing transformation e sulla crescita del business dei propri clienti.

A settembre di quest’anno Forrester Research ha nominato Zenith come “Leader” nel suo report “The Forrester Wave TM: Global Media Agencies, Q3 2018”, riconoscendone i punti di forza e la spinta innovativa negli ambiti dell’eCommerce, della personalizzazione, del marketing consulting, dell’automazione, dello sviluppo di strumenti e competenze di AI e visualizzazione dati.

“Sono molto orgoglioso di far parte del network pionieristico che oggi celebra il suo 30° anniversario. Come ROI agency ci siamo costantemente innovati; la nostra visione è quella di essere un partner chiave per il business dei nostri clienti, sempre focalizzati sulla strategia di crescita, sull’experience planning e sull’ottimizzazione one-to-one”, ha dichiarato Vittorio Bonori, Global Brand President di Zenith.

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Zenith Advertising Expenditure Forecasts: nel mondo il mobile verso il sorpasso della televisione

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zenith smatphone prigrammatic bonori

Nei prossimi anni il mercato della pubblicità mobile continuerà a crescere a ritmo accelerato, come mostrano le previsioni pubblicate oggi nel report di Zenith Advertising Expenditure Forecasts. Secondo Zenith, nel 2020 la pubblicità mobile rappresenterà il 30.5% degli investimenti pubblicitari a livello globale, in forte crescita rispetto al 19.2% registrato nel 2017. Nel 2020 il settore toccherà quota 187 miliardi di dollari, oltre il doppio rispetto agli investimenti in desktop advertising (pari a 88 miliardi di dollari nel 2020). Un dato ancora più significativo se pensiamo che gli investimenti sulla TV raggiungeranno nel 2020 i 192 miliardi di dollari (solo 5 miliardi in più del mobile advertising). Zenith prevede che, mantenendo costante il tasso di crescita, nel 2021 le entrate pubblicitarie generate dal mobile arriveranno a superare quelle generate dalla pubblicità televisiva.

L’incremento degli investimenti su mobile a discapito di altri media va di pari passo con il progressivo spostamento di audience su questo canale. Nel 2017 gli investimenti riservati al mezzo sono aumentati del +35% e, secondo le stime degli Advertising Expenditure Forecasts di Zenith, continueranno a crescere con un tasso medio annuo del +21% fino al 2020.
Zenith ha sottolineato come lo spostamento dei budget sul mobile advertising potrebbe influenzare la capacità dei brand di attrarre nuovi consumatori e di ampliare la propria market share. Come mostra infatti la ricerca di Zenith Touchpoints ROI Tracker, i media tradizionali garantiscono maggiore recall sui nuovi consumatori, o light buyer, rispetto al mobile. Ai fini della costruzione di una strategia di comunicazione efficace è quindi fondamentale avere consapevolezza di quali sono i canali da utilizzare nella fase di acquisition e quali invece riservare alla fase di retention.

Sempre secondo “Touchpoint ROI Tracker”, la pubblicità televisiva risulta essere più efficace rispetto al mobile nel recall di nuovi potenziali clienti. Il massaggio pubblicitario in TV è ricordato dal 53% dei potenziali consumatori, come è ricordato dai consumatori fedeli.
Percentuale che si ferma al 41% in caso di pubblicità su mobile. Utilizzare il mobile per contattare i clienti esistenti può sicuramente supportare i brand nel raggiungere obiettivi a breve termine mirati sul target, soprattutto per la crescente capacità del mezzo di creare un collegamento tra tutte le fasi del consumer journey. Tuttavia il mobile risulta essere meno efficace dei mezzi tradizionali sugli obiettivi di brand awareness a lungo termine, quindi i brand con una forte presenza mobile dovrebbero considerare di aumentare i propri investimenti sui canali tradizionali per bilanciare il media mix.

Cina: crescita a doppia cifra per il cinema
Per quanto riguarda gli altri mezzi, tra il 2017 e il 2020 Zenith prevede che TV e radio cresceranno dell’1% all’anno, l’OOH del 3%. Il cinema crescerà con un tasso medio annuo pari al 16%, grazie anche all’investimento in nuovi schermi, al lancio di franchise film di successo e all’ottimizzazione delle attività di marketing a livello internazionale. A questa importante crescita contribuirà in particolare il mercato cinese dove nel 2017 le vendite di
biglietti sono aumentate del +22%, dando una forte spinta agli investimenti sul mezzo, che, secondo le stime di Zenith entro il 2020 toccherà quota 2.8 miliardi di dollari.
Passando alla stampa, tra il 2017 e il 2020 Zenith prevede che gli investimenti sui quotidiani caleranno a un tasso medio annuo del -7.5%, sui periodici del -6%. Questi dati percentuali si riferiscono solo alla carta stampata. Nei Paesi in cui sono disponibili dati di investimento combinati per la stampa off e online si osserva come l’apporto del digitale attenui il calo rilevato sull’offline ma non riesca a invertire il trend negativo.

Stabile la crescita della spesa pubblicitaria globale 
Secondo Zenith nel 2018 gli investimenti pubblicitari a livello globale cresceranno del 4.5%. Per il 2019 si prevede una crescita del 4.2% e per il 2020 del 4.3%. Nel complesso il mercato globale della pubblicità manterrà nei prossimi anni un tasso di crescita stabile tra il 4 e il 5%, in linea con il trend rilevato a partire dal 2011.
L’Asia Pacifico è senza dubbio l’area che contribuisce in modo più significativo alla crescita del mercato pubblicitario globale. Si stima infatti che nel periodo compreso tra il 2017 e il 2020 il contributo della regione rappresenterà il 43% delle nuove entrate pubblicitarie, pari a 32.1 miliardi di dollari su un totale di 75.1 miliardi di dollari. Nella top 10 dei mercati che più contribuiranno alla crescita globale ben 6 sono localizzati in Asia Pacifico: Cina (che da sola rappresenterà il 22% della crescita globale), India (che contribuirà con il 5%), Indonesia (4%), Giappone ( 3%), Filippine (3%) e Corea del Sud (2%).
L’America del Nord, regione che attualmente raccoglie la quota più ampia di investimenti in advertising, ha invece rallentato la crescita: nel triennio 2017/2020 essa contribuirà con il 27% alle nuove entrate pubblicitarie, mentre la sua quota nella spesa pubblicitaria globale scende da 37.1% a 36%.

“Il dinamismo dei mercati dell’Asia Pacifico traina lo sviluppo del mercato pubblicitario a livello globale, con un tasso di crescita annuo pari al 5-6%. Entro la metà del prossimo decennio sarà la più grande regione al mondo dal punto di vista pubblicitario”, ha commentato Jonathan Barnard, Head of Forecasting e Director of Global Intelligence in Zenith. “Il dispositivo mobile, che oggi teniamo sempre con noi, sta diventando la nostra porta di
accesso al mondo dei media, ma le sue capability nel processo di brand-building sono ancora un punto interrogativo. Applicare le stesse modalità usate in passato alle nuove tecnologie non si traduce necessariamente in un vantaggio per il brand. È fondamentale avere una profonda conoscenza di come lavora l’ecosistema dei media paid, owned e earned per ottenere il ROI,” ha concluso Vittorio Bonori (nella foto), Global Brand President di Zenith.

Lo scenario italiano
Nel 2017 il PIL italiano è cresciuto dell’1.5% e un’ulteriore crescita dell’1.5% è prevista anche per il 2018. Tuttavia, dopo le elezioni di marzo, sono emerse incertezze economiche. Il tasso di inflazione scende a quota 0.7% nel primo trimestre 2018, mentre il tasso di disoccupazione è stabile attorno all’11.1%. Nel 2018 aumenta la fiducia dei consumatori (116,2 vs 107,6 nel primo trimestre 2017), mentre diminuisce l’indice di fiducia delle aziende manifatturiere. Alla luce di queste evidenze, Zenith prevede che nel 2018 il giro d’affari del mercato pubblicitario italiano sarà del +1.5% rispetto all’anno precedente.

La TV, dopo la contrazione registrata nel 2017 (-1,6%), nel 2018 tornerà a crescere (+0.7%). La Coppa del Mondo darà una spinta agli investimenti sul mezzo, anche se la nazionale italiana non si è qualificata per la competizione.
La radio mantiene il trend positivo iniziato nel 2015 (+3,5% nel 2018) e muove i primi passi nel processo di trasformazione dall’offline al programmatic buying.
Anche per il digital prosegue l’onda positiva (+ 7% nel 2018), grazie soprattutto ai formati video e ai social media. Le connessioni internet tramite dispositivi mobili, smartphone e tablet, hanno mantenuto una crescita a doppia cifra: 34,3 milioni di utenti unici a febbraio 2018 (62.4% di
copertura mensile), in aumento del +11.3% rispetto allo stesso mese del 2017. Il Mobile raddoppia il desktop in termini di utenti unici medi e tempo trascorso sul mezzo.
Prosegue invece il trend negativo della stampa quotidiana e periodica (rispettivamente -7% e -6.8%). Nel 2018, il governo fornirà incentivi (tax credits) alle aziende che investiranno in pubblicità su quotidiani e periodici il cui valore ecceda almeno l’1% degli investimenti effettuati nell’anno precedente. È probabile che questa misura attenui la crisi della stampa. Per quanto riguarda il cinema, dopo la straordinaria performance del 2016 (+ 6,8%), seguita da una contrazione del -1% nel 2017, si prevede nel 2018 un lieve aumento degli investimenti sul mezzo. Infine, l’outdoor continua a mostrare un segno negativo (-2% nel 2018).

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MEDIA

Rocket Fuel e Kahuna lanciano i “Programmatic Breakfast”. Primo appuntamento il 6 aprile

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programmatic breakfast

Prenderanno il via dal 6 Aprile i “Programmatic Breakfast”: ciclo di appuntamenti di divulgazione sul Programmatic Advertising e riservati al marketing delle aziende tradizionali e non native digitali. Una serie di incontri mensili organizzati da Rocket Fuel in collaborazione con Kahuna, l’unica agenzia indipendente italiana specializzata unicamente in Programmatic Advertising.

Nel mercato di oggi il Marketing e la Comunicazione nelle aziende (grandi o piccole, locali o multinazionali) sono sottoposti a pressioni e sfide inedite. Consumatori distratti con tempi di attenzione sempre più brevi, quando navigano, usano lo smartphone o guardano la TV in streaming, pressione competitiva sui mercati, necessità di innovare continuamente.

In molti vedono (in Italia come all’estero) nel Programmatic Advertising e nella sua innovazione tecnologica un modo di affrontare le sfide, per raggiungere in modo efficace target sempre elusivi, con logiche di pianificazione sofisticate e algoritmi e tecnologia utili per massimizzare l’efficacia dei budget riducendo costi e migliorando il ROI.

Ma l’Italia come spesso accade è indietro nella adozione: basti dire che il Programmatic è misurato (facendo una media fra le diverse rilevazioni) intorno al 20% del totale del Display in Italia, quando negli Stati Uniti questa percentuale è stimata da eMarketer a quasi il 70% quota che sarà superata nel 2017.

Il format originale pensato da Rocket Fuel e Kahuna prevede brevi appuntamenti, all’ora di colazione e della durata di meno di 1 ora e mezza, per dare a manager e responsabili della comunicazione tutto il tempo per essere in ufficio per la regolare giornata. Piattaforme, partner ed esperti aiuteranno i partecipanti a comprendere meglio il “pianeta Programmatic”, la sua reale utilità nel contesto della comunicazione di marca e di prodotto, e la sua relazione con l’offline e i media tradizionali.

Il primo evento del ciclo sarà quindi dedicato al tema: “A cosa serve davvero il Programmatic Adv. Serve veramente a raggiungere obiettivi di marketing o è solo una moda?” e si terrà a Milano, presso la sede di Rocket Fuel, in via Confalonieri al n. 36.

Argomenti del primo dei 4 Programmatic Breakfast programmati prima dell’estate sono:
● chiarire l’effettivo utilizzo e applicazione del programmatic a livello italiano ed internazionale, confrontando le best practice nei diversi settori
● esaminare diversi problemi strategici e di marketing, e in quali scenari il Programmatic permette di affrontarli in modo originale ed efficace
● condividere la “catena del valore” del settore Programmatic in modo da identificare tutti gli attori coinvolti in un progetto e una campagna efficaci.

Per iscriversi e avere ogni altra informazione circa gli eventi, è possibile andare sul sito.

“L’obiettivo di questo ciclo è aiutare i Responsabili Marketing, Comunicazione e Media delle aziende non native digitali a comprendere il pianeta Programmatic, e quali effettivi problemi di Media Planning e di Marketing può essere applicato con successo”, spiega Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and Mena Region di Rocket Fuel (nella foto).

“Grazie all’aiuto di uno dei nostri principali partner, ovvero Rocket Fuel, siamo felici di contribuire alla divulgazione al mercato”, commenta Paolo Serra, Managing Partner di Kahuna. “Molte aziende infatti hanno un preconcetto del Programmatic come a un serbatoio di spazi invenduti e di bassa qualità. Questo fa diventare il Programmatic una riga del Media Plan per abbassare il CPM complessivo e rendere “potabile” una pianificazione, praticamente un contenitore di editori e spazi che nessuno ha tempo e voglia di pianificare singolarmente, quando in verità il suo potenziale è di gran lunga maggiore e dirompente”.

Altri 3 eventi saranno organizzati prima dell’estate, a Milano, su temi quali:
● Il Programmatic per il Brand Advertising
● Come allocare il budget per il Programmatic?
● Programmatic SENZA RTB, cosa rimane?

 

 

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AGENZIE

Filomena Rosato: “Nuovo logo e orgoglio dell’appartenenza per una Assorel più aperta”

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assorel

 

“Sono passati 100 giorni dall’insediamento del nuovo Consiglio Direttivo, il 15 Novembre, e già si percepisce il cambio di passo che abbiamo voluto imprimere all’Associazione come primo atto di questa nuova fase”, esordisce il Presidente di Assorel Filomena Rosato nell’incontro con la stampa di questa mattina. “Tra le novità: una nuova corporate identity, il rafforzamento della struttura interna, una ricerca di mercato sugli investimenti in Relazioni Pubbliche in Italia, l’Osservatorio Gare, il rinnovamento della proposta formativa di Assorel Academy”.

Disegnato da Andrea Sabia, un creativo free lance toscano, il nuovo marchio di Assorel, nei colori blu e verde, nasce dal segno perfetto del triangolo, matrice dalla quale si possono generare tutte le altre forme, con equilibrio, simmetria, dinamicità. Significati che esprimono oggi i tre universi di Assorel – Comunicazione, Contenuti, Digitale – e la nuova missione di rappresentanza della industry rafforzata dal nuovo pay off di posizionamento: Comunica. Connette. Innova. “Per la definizione della base associativa è stato inoltre scelto il termine “impresa”, al posto di “agenzia” come fattore distintivo di responsabilità, valore e qualità verso il mercato”.

“La rappresentatività di un associazione non si misura solo con i numeri, bensì con i contenuti di valore che offre”, ha aggiunto il Presidente, presentando risultati di una ricerca / Osservatorio realizzata sugli investimenti nelle relazioni pubbliche e commissionata a Nielsen. Dall’indagine su un campione di 300 aziende in target, emerge che l’investimento medio in PR nel 2017 sarà pari a 250 mila euro per le aziende di medie dimensione e fino a 330 mila euro per le grandi aziende. L’investimento in PR è pari a un quarto dell’investimento totale in comunicazione e il mercato vedrà una crescita del +4% rispetto al 2016. Tra i criteri di valutazione delle imprese di comunicazione fondamentale è il parametro legato all’affidabilità. Il 57% delle aziende utilizza inoltre sistemi di misurazione (monitoraggio, ricerche di mercato) mentre il restante 43% non misura. Le aziende si ritengono soddisfatte se le attività di PR generano un +25% su quanto investito.
Sullo stesso fronte, è stata presentata una novità firmata Assorel, importante per tutta la industry italiana, relativa alla “Misurazione dei Risultati delle attività di PR”. Grazie all’accordo di collaborazione con Barbara Bassi, European Chapter Chair di AMEC (International Association for Measurement and Evaluation of Communication) e rappresentante italiana di The Measurement Practice, il network internazionale di professionisti aziendali di più alta specializzazione sul tema, Assorel ha messo a punto un programma di workshop specialistici sulla misurazione, basati sull’esperienza aziendale e non accademica. Scopo di Assorel è quello di fare chiarezza in modo autorevole sul mercato italiano in un’ottica win-win: aiutare le imprese associate e fornire ai comunicatori di impresa la conoscenza e gli ‘attrezzi del mestiere’ per costruire programmi di misurazione efficaci; offrire valore al mercato di riferimento aiutandolo ad utilizzare la misurazione per condurre campagne di comunicazione in modo più efficace ed efficiente.

Assorel ha inoltre avviato l’Osservatorio Gare con una elaborazione analitica di dati che consentirà all’associazione di aprire il dialogo con le autorità di competenza sul tema della qualità e della trasparenza in fatto di gare pubbliche in Italia, ponendosi come promotore di un nuovo corso a beneficio dell’intero mercato anche sul fronte della lotta al dumping.

Nel 2017 si intensifica l’impegno nella Formazione, con il rinnovamento della proposta di Assorel Academy sviluppata d’ora in poi su due canali paralleli: workshop con percorsi di approfondimento su temi d’interesse professionale sviluppati su più moduli (Assorel Academy Lab); training formativi di alto profilo manageriale (Assorel Academy Doc).
Ultimo, ma non meno importante, l’impegno nell’ambito delle relazioni internazionali, dove – grazie a un accordo sottoscritto con Unicom – Assorel rappresenta oggi in ICCO circa 110 tra imprese di comunicazione e creatività e apre un nuovo capitolo sul fronte del management femminile nella industry delle PR. Accogliendo la richiesta di Global Women in Public Relations (GWPR), organizzazione indipendente sui temi del management femminile nelle PR di tutto il mondo riservata alle donne manager e imprenditrici in agenzia e in azienda, Assorel si fa promotrice in Italia dello sviluppo della rappresentanza di GWPR affidandola con una delega autonoma a Carola Salvato (Havas Life), a testimonianza di una visione ampia e della volontà di essere protagonista nelle principali occasioni di confronto internazionale.

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BRAND STRATEGY

Ritorno all’ispirazione – ovvero come il content marketing può creare ROI: la vision di Yahoo

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“Il content marketing è quanto ci sia di più vicino a ciò che è davvero il marketing: ovvero la creazione di contenuto creativo che catturi l’immaginazione dei consumatori aprendo con loro un dialogo a due canali. Il content marketing rappresenta quindi una grande opportunità per gli addetti al marketing ma, purtroppo, non sono sempre sicuri di come creare campagne di successo.

Alcune ricerche mostrano che per il 71% degli operatori marketing un grosso ostacolo per un’adozione del content marketing su larga scala è rappresentato dalla difficoltà di misurarne il ROI. Noi tutti capiamo la necessità di dover essere redditivi e il focus sul ROI è necessario quando l’obiettivo dipende esclusivamente dalle vendite, ma dove vengono lasciati altri fattori quali per esempio l’immagine del brand?
Al fine di definire quale possa essere per i clienti un’esperienza ottimale di content marketing, abbiamo realizzato quello che crediamo sia uno dei più estesi studi di questo tipo in Europa. Coinvolgendo quattro mercati – Uk, Francia, Germania e Italia – abbiamo infatti interpellato più di 4000 consumatori attraverso diversi focus group, utilizzando analisi semiotiche e ricerche quantitative. Grazie alla nostra partnership con Marketing Society abbiamo inoltre parlato ad alcuni dei più importanti brand oggi sul mercato, in modo che i risultati dello studio comprendessero sia il punto di vista dei consumatori che quello dei brand.

Nel caso del content marketing, crediamo che il mercato debba ripensare il concetto di ROI secondo una prospettiva completamente nuova. Abbiamo chiamato il nostro studio “Return on Inspiration” proprio perché abbiamo scoperto che l’ispirazione è il driver principale di una campagna di content marketing di successo. Se fatta bene, è provato che una campagna ispirazionale abbia un impatto diretto sui comportamenti, sulle propensioni all’acquisto e sull’affinità con il brand, con la concreta possibilità di aumentare le probabilità di condivisione del contenuto fino a un fattore pari a 1×1.84.

Secondo la nostra ricerca ci sono sei step da seguire per creare content marketing capace di generare ispirazione:

1. fate appello al vostro senso estetico per proporre un uso aperto e divertente dei visual per interagire con i vostri clienti e invogliarli a scoprire di più.
2. offrite contenuti che permettono ai vostri clienti di imparare qualcosa oppure date loro qualche consiglio o informazione utile su come utilizzare al meglio un prodotto traendone i massimi benefici.
3. raccontate storie interessanti e capaci di catturare l’immaginazione di chi vi legge, con un tono di voce onesto.
4. mostrate di non essere totalmente “dalla parte del brand” ma che il cliente viene per primo e che siete capaci di offrire valore aggiunto alla loro esperienza di fruitori di contenuto.
5. siate autentici perché è fino a tre volte più probabile che siano i clienti che si fidano a condividere il vostro contenuto o ad avere un sentiment positivo nei vostri confronti.
6. mantenete il vostro contenuto leggero, semplice e divertente per facilitare la condivisione.

È evidente che il content marketing dovrebbe iniziare con l’ispirazione e poi lavorare per riuscire comunque a misurare il ROI, che è però qualcosa di più rispetto al semplice numero di visualizzazioni che un contenuto riesce a far registrare. Se fatto bene, infatti, il content marketing può generare molte condivisioni e conversazioni attorno al brand. Abbiamo effettivamente visto campagne marketing fatte su Yahoo e Tumblr vedere i propri contenuti pubblicati su “earned media” grazie alle condivisioni, per una percentuale pari al 40% dell’intera campagna. Questo tipo di impatto è di inestimabile valore per i brand e, grazie alla capacità di ispirare i clienti, il ritorno sull’investimento del content marketing può davvero essere estremamente elevato”.

Patrick Hourihan, Director of Research, Yahoo EMEA

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MEDIA

Le nuove sfide del mobile nel mercato del programmatic secondo Rocket Fuel

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di Enrico Quaroni – Il Programmatic buying si è affermato nel mondo della pubblicità digitale nel corso degli ultimi anni. Il mobile ha aperto ulteriori opportunità in questo mercato.

Il programmatic su mobile guida la crescita degli investimenti e la misurazione della loro efficacia. Il mobile offre un’audience eccezionale che può essere raggiunta con una buona programmazione. La forza di Rocket Fuel nell’utilizzo dei big data e dell’intelligenza artificiale ha significativamente migliorato il ROI degli inserzionisti su mobile. Rocket Fuel ha investito nelle integrazioni di dati specifici da mobile per poter capire meglio le preferenze dei consumatori e il loro comportamento. Oggi il mobile rappresenta il 30% del business di Rocket Fuel.

Secondo lo studio, realizzato da YouGow insieme a IAB Europa*, per capire la percezione del mobile nei paesi europei, il mobile viene sempre più integrato nelle proposte dei clienti (60%) perché sblocca nuovi budget anche se nella maggior parte dei casi il budget mobile (71%) viene ricavato da altri budget media già a disposizione come internet, TV, stampa e radio. Questa integrazione sarà fondamentale nel corso del 2015 visto che si prevede entro la fine di quest’anno che l’82% delle agenzie integreranno il mobile nelle loro campagne adv.

Tra i fattori chiave della crescita del mobile c’è sicuramente la geo-localizzazione che spesso guida la pubblicità: sappiamo che è uno strumento molto potente e che, in combinazione con altri dati relativi al target, consente agli inserzionisti di essere più rilevanti e specifici.

Il programmatic mobile è efficace per lo stesso motivo per cui il programmatic lo è ovunque, ovvero, perché ci permette di raggiungere la persona giusta con l’annuncio giusto nel momento giusto. Il mobile, rispetto ad altri mezzi, permette di ottenere una comprensione molto più ricca del consumatore grazie alle informazioni sul contesto che fornisce.

Il Programmatic mobile può sfruttare molti altri dati rispetto a quelli che si possono utilizzare nelle campagne PC tradizionali di media buy, perché il mobile offre sempre dati nuovi, compresi dati sul sistema operativo, dati sulla pozione geografica precisi, dati di velocità di connessione (se la persona si collega via WiFi, 3G o LTE), e molto di più. Inoltre, vi sono dati molto utili disponibili nelle applicazioni e grazie al loro utilizzo.

Il risultato? È la capacità di descrivere in modo molto dettagliato chi è il consumatore e il contesto in cui si trova mentre visualizza l’annuncio. Questo significa che il sistema può decidere con grande precisione, se questo consumatore è il prospect più probabile tra quelli maggiormente desiderati. Il “traditional segment base buying” definisce i segmenti in base ai 5-10 principali attributi come l’età, il sesso, il reddito, l’etnia, l’istruzione e gli interessi mentre il sistema di programmatic buying può valutare funzionalità di milioni di dati in tempo reale.

Il programmatic mobile buying può raggiungere il consumatore ideale su molti altri dispositivi e in molti altri contesti. Grazie alla sua connessione in tempo reale con migliaia di fonti di inventory, il programmatic buying può considerare notevolmente più siti web che qualsiasi altro media planner manuale potrebbe fare. Solo il programmatic mobile buying può individuare queste numerosissime opportunità e abbinarle con i profili dei clienti ideali per un marketer B2C o B2B.

Il programmatic mobile offre la possibilità di raggiungere un consumatore in qualsiasi momento durante la giornata, ma soprattutto, nel momento in cui è più probabile che venga coinvolto. Un altro contesto da non sottovalutare dal punto di vista del mobile advertising è l’universo delle App che non va visto in contrapposizione con il tradizionale web ma come una possibile integrazione. Le App infatti forniscono un ancor maggiore definizione del target.

*Fonte della ricerca “IAB European Agency Snapshot Study – European Results February 2015”

 

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AZIENDE

Il futuro della pianificazione media ha un nuovo protagonista: Nasce Turbo. NEXT 14 il principale investitore

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Dopo qualche settimana di lavori in corso, è arrivato il momento del lancio ufficiale di  Turbo, il primo trading desk italiano indipendente, che verrà presentato al mercato martedì 27 con un evento di inaugurazione negli uffici di Via Tortona a Milano.

Turbo nasce dall’esperienza e dall’incontro di alcuni tra i migliori professionisti del programmatic advertising che ritengono che anche in Italia ci sia una forte esigenza di player indipendenti e specializzati, in grado di offrire ad advertisers e agenzie chiarezza nei modelli di business, piena trasparenza e risultati realmente misurabili in un settore caratterizzato da una fortissima crescita, ma anche da molta confusione.

“Non c’è più alcun dubbio  –  dichiara Marco Ferrari, CEO di Turbo – che il futuro della pianificazione media, non solo online, sarà in larga parte automatizzato e data-driven. Anche in Italia, nel  corso del 2013, Real Time Bidding e Programmatic Buying si sono finalmente affermati. Ma  vediamo un mercato ancora connotato da assenza di team dedicati, inutili complicazioni, troppi slang e una certa opacità. Turbo nasce per colmare questo gap. Crediamo che l’ingresso di attori indipendenti e dedicati –  come già avvenuto in altri Paesi –  possa portare benefici concreti non solo ai marketer, ma a tutto l’ecosistema locale dell’automation advertising , che ha bisogno di ridefinire modelli, paradigmi e ruoli perché le potenzialità  siano sfruttate appieno  anche in Italia”.

L’obiettivo di Turbo è semplice.  Garantire ai marketer i migliori servizi e le migliori performance nel mondo RTB e Progammatic Buying.  Mettendo in condizione ogni  cliente di raggiungere solo il target desiderato, sul canale più adatto, nel momento migliore, con il messaggio più funzionale e al miglior prezzo, evitando ogni dispersione e aumentando l’efficacia il ROI  della comunicazione online.

Tutti i soci fondatori di Turbo hanno accumulato una significativa esperienza nei diversi ambiti del programmatic advertising. Oltre al CEO Ferrari, fondatore di Neo Network e Chairman & CEO di Zodiak Active sino allo scorso dicembre, partecipano alla startup Stefano Eligio (COO) che negli ultimi anni ha sviluppato e diretto a Londra il team di ottimizzazione di Infectious Media, il principale independent trading desk europeo, Claudio Calzolari (CCO), in precedenza Digital Director di Starcom Mediavest e Marco Franciosa (CTO), in precedenza Chief Technology Officer di Zodiak Active.

Principale investitore di Turbo insieme ai co-founder  è NEXT 14, un company builder focalizzato nel lancio e nello sviluppo di startup con potenziale di scala operanti nell’ecosistema europeo dell’advertising technology a cui partecipano – oltre allo stesso Ferrari e ai suoi soci storici Franciosa e Matteo Scortegagna – alcuni dei più brillanti imprenditori e manager del settore media e digital tra cui Mauro Del Rio di Buongiorno, l’inglese David Frank, Fondatore di RDF Media, Giorgio Gori, Fondatore di Magnolia e l’americano David J. Moore Presidente di WPP Digital e Chairman di Xasis.

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AZIENDE

Prénatal si affida a zanox per incrementare la sales generation sul web

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Il reparto eCommerce di Prénatal è una realtà  giovane all’interno dell’azienda. Nato nel 2011, sta vivendo un periodo di forte crescita, sia a livello nazionale sia internazionale, con accessi in costante crescita e migliaia di clienti raggiunti in diversi mercati quali l’Italia, la Spagna, il Portogallo. L’obiettivo principale è  quello di garantire un livello qualitativo del servizio pari a quello riscontrato nei punti vendita.

Gli obiettivi principali di Prénatal relativi alle attività di performance marketing sono legati principalmente alla crescita delle vendite e all’ottimizzazione dei costi di acquisizione. Grazie alla possibilità offerta da zanox di avere dei livelli remunerativi diversi in base al publisher e relative performance, il reparto eCommerce di Prénatal riesce di volta in volta a investire e ad adeguare la propria offerta in maniera proporzionale ai risultati derivanti dal canale. Gli stessi risultati sono monitorabili in maniera ottimale attraverso la piattaforma offerta da zanox, che permette di adeguare le commissioni e controllare gli investimenti, in modo da rendere realmente profittevole il canale, sia per l’azienda che per l’affiliato. Grazie al contributo di zanox, il reparto eCommerce di Prénatal è stato in grado di incrementare il proprio business di circa il 20%, cifra destinata a crescere ulteriormente con l’espansione delle attività di performance marketing nei prossimi anni, periodo nel quale l’azienda ha tra i suoi obiettivi principali  l’apertura di eshops in altre nazioni.

“Prénatal, a pochi mesi dal lancio del primo eShop, ha avvertito la necessità di apportare una forte spinta in termini di volumi sia di traffico sia di fatturato. L’esigenza ha trovato un riscontro positivo nella collaborazione con zanox, che ha compreso fin dal principio quale dovesse essere la strategia di partnership online migliore per andare nella direzione sperata. Attraverso l’implementazione di un programma di affiliazione eterogeneo ma allo stesso tempo ben strutturato, zanox ha dimostrato la propria efficienza ed affidabilità in questo senso, accompagnando Prénatal nella sua strategia di vendite online anche su mercati quali Spagna e Portogallo”,  commenta Francesca Alberti, Web Marketing Specialist di Prénatal

“E’ importante per un player di riferimento come Prénatal poter contare su soluzioni flessibili e sicure; zanox marketplace offre la necessaria trasparenza rispetto ai risultati ed alla qualità di base: ogni publisher deve infatti sottostare alla verifica degli spazi pubblicitari, inoltre sono a disposizione schede descrittive dei publisher ed i loro contatti diretti; il vasto catalogo prodotti di Prenatal è gestito in modo da sincronizzare le disponibilità dei prodotti e la loro visualizzazione agli utenti interessati. Le commissioni dinamiche, legate ai volumi, permettono di creare un effetto leva positivo laddove si renda opportuno incentivare, a vantaggio dei volumi,  specifici canali di marketing”, aggiunge Michele Marzan, Regional Director Southern Europe di zanox.

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MOBILE

Il business via mobile sarà presto misurabile. Parola di Rocket Fuel

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Lo scorso è stato un anno di grandi cambiamenti per Rocket Fuel, una delle principali piattaforme programmatiche di media-buying per gli inserzionisti. La tesi base di Rocket Fuel è che le richieste degli investitori nel mondo mobile non siano poi diverse da quelle fatte per le altre forme di adv, la piattaforma tecnologica utilizzata è facilmente adattabile per soddisfare i bisogni di questo tipo di inserzionisti.

“Pensiamo che il 2013 sia stato l’anno dove le questioni sul Real Time Bidding via mobile e l’utilizzo di dati di terze parti siano stati dei punti focali, ma quest’anno, pensiamo che il business via mobile diventerà misurabile e si agirà come negli altri spazi digitali”, afferma Enrico Quaroni, Country Manager di Rocket Fuel Italia (nella foto). “Nell’adv mobile c’è la stessa richiesta di avere ROI positivo così come accade nell’adv via display e nel mondo social, il focus dunque si conferma quello di avere una misurazione della risposta diretta per verificare il costo per azione, ma noi stiamo spingendo il cost-per-impression come uno standard per l’acquisto di spazi pubblicitari su mobile, pensando che diventerà il modello di business di riferimento come è successo per la display adv”.

Elemento fondamentale per il mondo mobile è la geo-localizzazione, ovvero il collocamento geografico dell’utente che sta navigando, per questo motivo Rocket Fuel ha creato modelli di business per trarre vantaggio dai dati di localizzazione. Il geo-targeting è stato efficace per i retailers che cercano di spingere promozioni last minute, ma si pensa che sia una versione 1.0. Quello che sarà maggiormente applicabile a spazi pubblicitari più ampi e porterà un miglioramento della performance è l’utilizzo della geo-localizzazione per comprendere meglio il comportamento dei consumatori.

“I dati di geo-localizzazione sono diventati una questione critica per ogni venditore, per questo motivo Rocket Fuel supporta gli standard di opt-out utilizzati sul web e nel mondo delle applicazioni”, continua Quaroni. “Nello specifico per quel che riguarda la geo-localizzazione, Rocket Fuel utilizza i dati forniti da latitudine e longitudine solo quando è l’utente stesso a dare l’autorizzazione”.

Così come noi siamo in grado di costruire il profilo degli interessi di un anonimo utente sulla base del suo comportamento online, possiamo fare lo stesso in ambito mobile. Per esempio, abbiamo creato profili di individui che passano molto tempo a fare attività ricreative o all’aperto come escursioni o allenamenti in palestra, come anche persone interessate all’atletica che sono in linea con gli obiettivi di alcune campagne. Una delle cose che rende unica la tecnologia di Rocket Fuel è la sua abilità nell’utilizzare criteri multipli per la qualificazione di un anonimo utente e decidere così in modo molto preciso quali siano i profili migliori a cui mostrare un messaggio pubblicitario e  quanto valga la pena che vengano raggiunti da un advertiser.

Con l’adv mobile vengono dunque doppiamente soddisfatte le esigenze di consumatore e investitore. Il primo riceverà, solo se ha dato l’autorizzazione, delle inserzioni legate alla sua localizzazione in quel momento, quindi maggiormente utili e apprezzate e meno invasive. Il secondo avrà a disposizione un canale in forte crescita, dove si sta investendo sempre di più per ottenere metriche di monitoraggio sempre più precise.

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MEDIA

ZenithOptimedia lancia Ninah in Italia. La nuova divisione svilupperà modelli econometrici a supporto delle attività di marketing dei propri clienti

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Già presente a livello globale con uffici a Londra – dove è stata fondata nel 1992 – New York, Hong Kong, Los Angeles, Toronto, Mumbai, Melbourne, Ninah è oggi una delle principali società di consulenza internazionali specializzate in Marketing Mix Modeling, ossia nel fornire insight che siano elaborati ad hoc, in modo approfondito, per le aziende clienti e soprattutto applicabili nell’immediato alle leve di marketing per migliorarne il ROI.

Al rigore delle proprie analisi Ninah unisce un approccio di tipo consulenziale e una profonda conoscenza dei mercati per garantire ai clienti il necessario supporto tattico e strategico nel raggiungimento degli obiettivi di crescita. Inoltre, il legame con il gruppo Publicis – di cui ZenithOptimedia fa parte – assicura a Ninah un posizionamento unico in termini di competenze in ambito media, permettendo di integrare la modellistica classica con l’ottimizzazione della pianificazione in comunicazione, incluso lo studio delle dinamiche e dell’efficacia dei canali digital e social.

I servizi proposti comprendono modelli per l’ottimizzazione dell’allocazione del budget; studi sull’efficacia della comunicazione nel breve e nel medio-lungo periodo; analisi sul prezzo, sulle promozioni e sull’assortimento. Tutti strumenti fondamentali sia per le aziende del Largo Consumo sia per le aziende degli altri settori, in quanto la misurazione dei risultati e del ROI si conferma punto cardine all’interno di ogni strategia di marketing. L’ambito dei servizi offerti da Ninah include anche strumenti di data mining, dashboarding, analisi di neuromarketing, con una grande attenzione verso gli ultimi sviluppi della ricerca internazionale.

Responsabile di Ninah Italia è Daniele Paladini, proveniente da un’esperienza più che ventennale nel campo della statistica applicata ai dati di mercato. Paladini ha lavorato in molti importanti istituti di ricerca, sia multinazionali che locali, fra cui IRI, Nielsen, GFK. Nel corso della sua carriera ha sviluppato competenze sia in ambito metodologico sia nella capacità di individuare le esigenze dei clienti realizzando soluzioni e studi originali, disegnati per rispondere alle specifiche necessità. Paladini, oltre a utilizzare gli asset della struttura internazionale, coordinerà un gruppo di analisti e consulenti dedicati specificatamente al mercato italiano.

Vittorio Bonori, CEO ZenithOptimedia ha così commentato l’avvio del nuovo centro di eccellenza: “’Daniele è un professionista straordinario, riconosciuto dal mercato come uno dei massimi esperti in tema di misurazione. Lo conosco e lo stimo da moltissimi anni e sono felice che abbia deciso di entrare a far parte di ZenithOptimedia Group. Il suo contributo professionale ci permetterà di rafforzare ulteriormente il nostro posizionamento in qualità di agenzia del ROI e di massimizzare la produttività degli investimenti dei nostri clienti”.

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NUMBER

ASAM (Univ. Cattolica), approccio “total” al customer journey. A gennaio parte l’Innovation Lab

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“I nuovi trend tecnologici stanno radicalmente cambiando l’ecosistema dell’impresa italiana e, al contempo, stanno dando vita a un nuovo consumatore con forti propensioni ad aspetti di interazione innovativa”. Così  Gianluca Meardi, Executive Director, Digital Trasformation Leader di PwC, stamattina nella sua relazione al convegno “Digital ROI – Tra digitale e tradizionale: il valore di un approccio “total” al customer journey“, organizzato da ASAM Associazione Studi Aziendali e Manageriali dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. “Questi cambiamenti conducono le imprese a ripensare a una gestione coordinata delle attività che avvengono tramite canali digitali e tradizionali”, ha aggiunto Meardi, “un approccio “total” abilitato da una revisione integrata delle logiche di business e sostenuto da un adeguato modello organizzativo”. A seguire,  Matteo Cantamesse, Docente di Psicologia Sociale delle Comunicazione Mediata Università Cattolica ha parlato della rete come contesto di interazione e relazione sociale. “Essere fan di un brand sui social media sta cambiando significato: è come mettersi un distintivo sulla camicia”, ha spiegato. “Di fronte a fan del genere, sempre più autoreferenziali, occorre gestire la crasi tra comportamenti e possibilità”. “Parlare di rete sociale oggi”, ha concluso Cantamesse, “significa superare Facebook: i consumatori sono presenti in tante reti differenti. Per esplorarle serve un modello olistico incentrato non sul brand bensì proprio sul singolo consumatore”.

 

A integrazione del convegno, hanno esposto il proprio caso aziendale: Amedeo Guffanti, Partner & General Manager – 77Agency; Jesus Cubero Ayllon, Marketing Manager Italia, Francia, Portogallo e Malta – Burger King; Marco Magnaghi, Business Innovation Manager – Gruppo Amadori; Andrea Facchini, Chief Marketing Executive – Amplifon Group e Massimo Sturaro, Digital Office – Allianz. Le diverse modalità di operare con i mezzi digital per incrementare il ROI esposte dalle aziende hanno avviato una riflessione sull’utilizzo di internet per far crescere l’impresa che sarà alla base dell’Innovation Lab di ASAM dedicato a questi temi, che avrà lo scopo di indagare, approfondire e infine sintetizzare i diversi approcci alla valutazione del ritorno sugli investimenti delle azioni di marketing digitale. A partire dalle case history presentate dai partecipanti, si svilupperà una riflessione sulle metriche, i criteri di valutazione, l’impatto delle strategie e delle azioni, allo scopo di evidenziare best practices e definire strumenti di analisi e valutazione del ROI. L’Innovation Lab operativamente avrà inizio a Gennaio 2014 e vedrà Gianluca Meardi nelle vesti di Presidente, mentre il vicepresidente e il referente accademico saranno rispettivamente Andrea Facchini e Matteo Cantamesse.

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MEDIA

ZenithOptimedia compie 25 anni e lancia uno studio globale sulle direttrici del cambiamento

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ZenithOptimedia festeggia oggi il suo 25esimo compleanno. Era il 30 Ottobre 1988, infatti, quando Zenith Media avviava la propria attività in un loft londinese.
Visto il valore dell’anniversario – un quarto di secolo – un poco di storia è d’obbligo.
Nata dalla divisione Buying di Saatchi & Saatchi, BSB Dorland e KHBB, Zenith sarebbe diventata la prima agenzia media “non indipendente” a livello mondiale, collezionando un nutrita serie di “first”..
Zenith Media fu la prima agenzia media a essere lanciata in molti tra i più importanti mercati mondiali, come la Cina nel 1994 e gli Stati Uniti nel 1995. Optimedia, invece, fu creata da Publicis nel 1989 e nel 2000,  in seguito all’acquisizione di Saatchi & Saatchi da parte della holding transalpina, le due agenzie si fusero.
Nel 2002, il nuovo brand – ZenithOptimedia – afferma il suo posizionamento e l’orientamento al performance marketing, diventando “the ROI Agency”.
Nel tempo, ZenithOptimedia è cresciuta sensibilmente rispetto alle proprie radici di media buying. Si è trasformata lanciando nuove divisioni specialistiche: Performics (Digital Performance Marketing), Newcast (Branded Content), Moxie (Full service Digital), Ninah (Analytics) and Sponsorship Intelligence.
Nel 2012 ZenithOptimedia riafferma il suo posizionamento distintivo attraverso il lancio del nuovo approccio strategico del Live ROI, orientato alla massimizzazione in real time del ritorno sugli investimenti di marketing.
“Sono molto orgoglioso di esser parte di questo network dal lancio di Zenith Media nel 1988”, commenta Steve King, CEO ZenithOptimedia WW. “Il nostro business è molto cambiato e cresciuto oltre ogni previsione: credo che il continuo successo di ZenithOptimedia sia frutto del lavoro di persone fantastiche, dello spirito all’interno del network, degli obiettivi chiari e del nostro orientamento al ROI”.
“Sono onorato di aver partecipato a questa importante avventura”, aggiunge Vittorio Bonori, CEO ZenithOptimedia Italy, South Med & MENA (nella foto), “e posso affermare di identificarmi sempre di più nei valori e nella visione strategica di questo Gruppo straordinario. Grazie agli investimenti in ambito digitale, content e tecnologico ZenithOptimedia è stata capace di raddoppiare la propria dimensione in soli 5 anni e rappresenta oggi una delle top 3 Media Agency in Italia. In particolare credo fortemente che il nostro posizionamento in qualità di Agenzia del ROI sia oggi più che mai unico, distintivo ed inimitabile”
Per celebrare il 25esimo anniversario, ZenithOptimedia ha deciso di intraprendere uno studio approfondito sulle direttrici del cambiamento sociale, tecnologico ed economico, per aiutare i propri Clienti a comprendere sempre meglio come il mondo si trasformerà nei prossimi 25 anni. Questa ricerca si focalizzerà sullo sviluppo dell’economia globale, sui cambiamenti della società e sull’impatto che le nuove tecnologie e i nuovi media avranno sulla vita quotidiana delle persone. Lo studio verrà pubblicato a Dicembre.

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AZIENDE

Achica s’affida a Webtrends per ottimizzare la customer experience

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Lo store online di brand del lusso Achica ha scelto le soluzioni Webtrends per aumentare le conversioni, ottimizzando la customer experience  e per implementare la pagina dedicata al pagamento, testando l’inserimento della modalità di pagamento tramite PayPal.

La soluzione scelta è Webtrends Optimize per tracciare non solo le conversioni sul sito, ma manche il valore degli ordini, i metodi di pagamento e il comportamento dei visitatori a seconda del dispositivo utilizzato, dell’area geografica di provenienza e del browser. In fase di test PayPal è stato utilizzato per il 29,1% delle transazioni e il numero delle transazioni globali è aumentato del 3,22%. La risposta dei visitatori da dispositivi mobili è stata persino migliore, con un aumento delle transazioni del 3,63%.

 

“Nel processo di acquisto sul nostro sito esistono alcuni punti critici che possono causare l’abbandono del carrello”, commenta Adam Constantine, Head of Insight & Analytics presso ACHICA. “Il nostro obiettivo era non solo aumentare le conversioni, ma anche offrire ai clienti un’esperienza semplice dal momento della registrazione fino all’acquisto. Utilizzando Optimize siamo in grado di comprendere come migliorare l’esperienza online dei nostri clienti e come questo può in ultima analisi aumentare le vendite. Lavorare con Webtrends ci ha permesso di fare enormi passi avanti verso il raggiungimento di una customer experience ottimale per i nostri iscritti. Le funzionalità di Optimize sono tante: fino ad oggi, abbiamo toccato solo la punta dell’iceberg, effettuando test condotti con l’aiuto di Webtrends.”.

“Se, da un lato, i retailer online prevedono un aumento delle vendite nel 2013, la concorrenza in questo settore sarà sempre più feroce”, commenta Chris Kennedy, Optimisation Consultant di Webtrends EMEA. “Alla crescita di realtà online che vendono prodotti a prezzi competitivi corrisponde un aumento delle aspettative da parte dei clienti. Di conseguenza, mai come oggi è stato fondamentale per i retailer focalizzarsi sulla soddisfazione dei clienti e sulla loro esperienza online, se vogliono sopravvivere e distinguersi dalla concorrenza. Utilizzando i dati raccolti sul comportamento dei clienti, che si tratti del dispositivo utilizzato o del luogo da dove stanno effettuando l’acquisto, i retailer possono personalizzare i contenuti per determinati segmenti”.

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