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Rocket Fuel: come catturare l’attenzione degli utenti

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Rocket Fuel

L’enorme quantità di informazioni disponibili online crea sempre nuove sfide per i marketer che competono per vincere l’attenzione degli utenti. Tuttavia, esiste un modo per comunicare efficacemente con i consumatori in un mondo in cui raggiungerli con il giusto messaggio sembra ormai impossibile.

“Internet è un luogo estremamente affollato, dove le pagine cambiano ogni millisecondo, gli articoli compaiono e scompaiono alla velocità della luce e gli utenti effettuano migliaia di clic ogni battito di ciglia. Per capire la dimensione del fenomeno, basta pensare che entro la fine del 2017 si prevede che verranno creati più dati che nei precedenti 5.000 anni. La grande quantità di informazioni rende sempre più difficile per le aziende raggiungere gli utenti come desiderato. Siamo entrati nell’economia dell’attenzione, dove l’interesse dei consumatori è il bene più prezioso – e sempre più scarso”, ha commentato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and Mena Region di Rocket Fuel.

Non sorprende che il 41% delle persone (e il 33% dei Millennial) affermi di sentirsi sopraffatto dalle infinite possibilità di scelta su internet, preferendo affidarsi ai consigli degli amici sui social network che cercare informazioni o prodotti su internet. Gli utenti vogliono essere sicuri di investire il proprio tempo guardando o leggendo contenuti che ne valgano la pena. Secondo un recente studio, i nativi digitali (coloro che sono nati dagli anni ’90 in poi) cambiano piattaforma in media 27 volte all’ora, cioè quasi una volta ogni 2 minuti. Chi è nato prima del 1990, invece, cambia piattaforma 17 volte all’ora, dato che si traduce in una riduzione del 30% della curva dell’attenzione.

Cercare di catturare l’attenzione dei consumatori, che è sempre più sfuggente, non è una novità per i marketer. Tuttavia, oggi esiste una tale quantità di contenuti e messaggi da rendere sempre più difficile per i brand cercare di non venire oscurati. Per questo motivo, per chi desidera raggiungere gli utenti nel momento giusto con contenuti interessanti, la personalizzazione e la rilevanza dei messaggi si rivelano fondamentali.

Tuttavia, molti operatori non sfruttano adeguatamente i nuovi metodi tecnologicamente avanzati ora disponibili per raggiungere e mettersi in contatto con i consumatori online. Il recente studio commissionato da Rocket Fuel a Forrester ha infatti evidenziato come solo il 30% degli specialisti del marketing dichiari di utilizzare i propri dati per comprendere le esigenze dei consumatori. Inoltre, il 63% degli intervistati ha affermato di avere difficoltà nel personalizzare le pubblicità a causa della mancanza di informazioni.

Nell’affollato mondo digitale odierno, l’unico modo per ottenere simili reach, visibilità e connessioni è affidarsi all’intelligenza artificiale. La tecnologia consente ai brand di identificare gli schemi comportamentali dei propri clienti per trovare su internet un numero quasi infinito di nuovi utenti con le stesse caratteristiche, velocemente e su vasta scala. La velocità alla quale i consumatori tendono a distrarsi rende necessaria una tecnologia in grado di riconoscere i momenti in cui sono maggiormente portati a rispondere. Il Predictive Marketing consente di organizzare un’enorme quantità di dati e usarli per scegliere i momenti più importanti per brand e consumatori.

Inoltre, i marketer possono compiere un ulteriore passo avanti avvalendosi della Dynamic Creative Optimisation, l’automazione intelligente che consente di creare AD in 36 dimensioni e formati pubblicitari, coprendo tutti i principali dispositivi, senza bisogno di intervento umano. Questo processo seleziona il prodotto che ha maggiori probabilità di avere successo, inserendolo nella giusta pubblicità nel momento migliore per il giusto utente.

“Non è possibile fermare il flusso dei contenuti, l’unica soluzione è assicurarsi di fornire la giusta creatività nell’esatto momento in cui i consumatori sono pronti a riceverla. Il risultato sarà un maggiore engagement, l’aumento delle vendite e – prima ancora – la possibilità di emergere nel caos”, ha concluso Enrico Quaroni.

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TECH & INNOVATION

Intelligenza artificiale, non solo tempismo ma soprattutto creatività: il focus Rocket Fuel

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Intelligenza artificiale

Oggi, grazie all’intelligenza artificiale, i professionisti del marketing possono consegnare le pubblicità migliori alle persone giuste nel momento adatto. Tuttavia, spesso si concentrano sul “chi” e “dove”, perdendo di vista il “cosa”.

Howard Gossage, teorico dei media e uno dei più importanti esponenti dell’era “Mad Men”, dichiarò: “Nessuno legge le pubblicità. Le persone leggono quello che gli interessa. A volte si tratta di una pubblicità”. I problemi dell’industria pubblicitaria degli anni ’50 e ’60 sono ancora attuali: come raggiungere le persone giuste nel momento migliore col messaggio adatto? Il panorama attuale basato sul bidding porta spesso a perdere di vista questa domanda fondamentale.

Nonostante la rivoluzione portata dal programmatic, troppe pubblicità raggiungono ancora l’obiettivo sbagliato e comunicano il messaggio o il prodotto errato. Tuttavia, esiste una soluzione: l’IA, capace di prendere migliaia di decisioni ogni millisecondo sulla base di dati nuovi e rilevanti, aiutando i marketer a ottenere risultati migliori e mostrare pubblicità più coinvolgenti e mirate agli utenti.

“Oltre a essere professionisti del marketing, siamo anche clienti e sappiamo cosa significhi ricevere pubblicità non pertinenti, che preferiamo ignorare. Il 91% dei consumatori dichiara che le pubblicità sono più intrusive oggi rispetto a due anni fa1. Questo significa che le persone spesso notano le pubblicità ma solo per motivi negativi”, ha commentato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and Mena Region di Rocket Fuel. “Abbiamo tutti gli strumenti per migliorare la situazione ma molti dati della navigazione degli utenti – come la cronologia delle ricerche, i social visitati e molto altro – sono ancora poco o per nulla utilizzati. Il risultato, come sappiamo, sono campagne maldestramente targettizzate che non riescono a raggiungere l’audience desiderata”.

Per permettere ai marketer di proporre agli utenti il giusto prodotto nel modo migliore, le piattaforme self-service odierne offrono quelle che vengono chiamate “creatività dinamiche”: grazie all’automazione intelligente è possibile creare AD in 36 dimensioni e formati pubblicitari, coprendo tutti i principali dispositivi, senza bisogno di intervento umano. Inoltre, il processo di dynamic creative optimisation (DCO) seleziona il prodotto – o la combinazione di prodotti – che ha maggiori probabilità di avere successo, veicolandolo con la pubblicità migliore nel momento adatto. L’intelligenza artificiale effettua le proprie scelte sulla base delle abitudini di navigazione dell’utente ma in modo predittivo, evitando di mostrare un prodotto già acquistato. In questo modo è possibile migliorare il costo per acquisizione del 46%.

“L’utilizzo degli adblocker è in rapida crescita ma gli utenti non sono così contrari alle pubblicità come può sembrare: secondo una ricerca2 condotta da HubSpot, il 77% delle persone preferirebbe filtrare le pubblicità invece di bloccarle completamente”, ha aggiunto Enrico Quaroni. “Mostra a un utente un prodotto che non gli interessa e lo ignorerà, ma se trovi il prodotto giusto le possibilità di conversione aumenteranno immediatamente”.

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TECH & INNOVATION

Rocket Fuel: AI e DSP unite per migliorare la trasparenza e la customer experience

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DSP

Secondo l’analisi di Rocket Fuel le aziende impegnate soprattutto a conservare o accrescere la propria quota di mercato, spesso, approcciano il digital marketing dando la priorità ai risultati, senza preoccuparsi dei mezzi utilizzati. A volte anche alcuni fornitori di piattaforme di programmatic marketing hanno favorito questo atteggiamento mantenendo un certo alone di mistero. L’evoluzione del settore ha però portato a una crescente richiesta di trasparenza: i marketer desiderano sapere dove compaiano le loro pubblicità e quale sia il rendimento delle loro campagne. Gli inserzionisti sono sempre più interessati a sapere ciò che non ha funzionato e quello che può essere fatto per migliorare l’efficienza e l’efficacia delle proprie campagne.

Per ottenere questi risultati bisogna puntare sulla qualità dei dati. Le aziende hanno sempre più bisogno di avere grandi quantità di dati e molto rapidamente, per poterli sfruttare al meglio e rispondere in tempo reale. Solo in questo modo sarà possibile offrire esperienze online che portino alla conversione e alla fidelizzazione degli utenti.

Il predictive marketing offre alle aziende una conoscenza unica degli utenti, del loro customer journey e delle loro intenzioni. Grazie a queste conoscenze, i marketer possono proporre messaggi più rilevanti, prendendo decisioni in tempo reale in base a esigenze di business. (leggi qui i 5 principi del predictive marketing secondo Rocket Fuel).

Il successo del predictive è arrivato con l’ottimizzazione delle Demand Side Platform (DSP), che permettono di acquistare inventory e posizionare messaggi pubblicitari in tempo reale. Se la tecnologia non è sufficientemente sofisticata fornisce dati deboli e le attività della DSP rischiano di non essere efficaci, portando all’acquisto di spazi pubblicitari non adeguati e irritando gli utenti.

“Con lo sviluppo tecnologico, il modello SaaS si è rivelato vincente. Esso offre numerosi benefici ad aziende e brand: consente maggiore controllo e autonomia ai marketer, oltre a permettere di personalizzare funzionalità e applicazioni in base alle specifiche esigenze del cliente. Questo modello offre, inoltre, maggiori possibilità di integrazione con altre tecnologie, per unire dati e applicazioni precedentemente suddivisi in silos”, ha commentato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and Mena Region di Rocket Fuel. “Tuttavia, anche in questo caso, è importante che i marketer usino la tecnologia in modo strategico, evitando di cadere nella trappola di dare più importanza alla reach che alla rilevanza, infastidendo i consumatori”.

L’intelligenza artificiale applicata alla DSP permette di ottenere analisi migliori e più rapide dei dati per prendere decisioni in tempo reale. È possibile prevedere il momento migliore per rivolgersi a una persona sulla base di risultati tracciabili come l’audience, il brand engagement e i cambiamenti nella percezione del brand e nelle intenzioni. In questo modo i marketer potranno migliorare la fedeltà al brand offrendo esperienze più personalizzate e rilevanti.

“L’era del GDPR sarà presto realtà e i marketer devono iniziare a sfruttare i first party data e ridurre la propria dipendenza dai dati di terze parti. Le informazioni che fanno la differenza nel mondo predictive non vengono da un set di dati acquistato, ma dalla capacità di cogliere i segnali generati dalla propria audience”, ha aggiunto Quaroni.

Si tratta di un vantaggio competitivo: i consumatori si aspettano che le aziende siano pronte a contattarli con il giusto messaggio nel momento migliore, su ogni canale e dispositivo. Una DSP basata sull’intelligenza artificiale consente di sfruttare al meglio ogni touch point del customer journey in modo coerente rispetto ai valori del brand. Solo così sarà possibile correggere gli errori delle pratiche attuali che hanno minato la fiducia degli utenti.

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I 5 principi del predictive marketing: l’analisi di Rocket Fuel

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Intelligenza artificiale

L’evoluzione è estremamente rapida nel mondo del digital advertising e, in particolar modo, in ambito programmatic, dove sempre nuovi player fanno la loro comparsa nel mercato e la trasformazione rappresenta un fattore fondamentale.

La nascita del programmatic advertising ha portato un notevole progresso nell’identificazione dei segmenti di clientela online, nella pubblicazione di annunci su larga scala e nella realizzazione di contenuti personalizzati e rilevanti per i consumatori. Tuttavia, la crescente frammentazione dei canali e delle audience, oltre al rapido aumento dei dispositivi e delle piattaforme, sta rendendo il mercato sempre più complesso. Ora, non solo i consumatori prendono decisioni d’acquisto in una frazione di secondo, ovunque si trovino, ma si aspettano anche che le aziende offrano proposte interessanti e anticipino le loro esigenze.

Dunque, per riuscire a comprendere i consumatori e comunicare con loro nel momento migliore, è ormai essenziale che le aziende passino dal programmatic al predictive marketing.

Il predictive marketing consente ai marketer di analizzare l’enorme quantità di informazioni sui consumatori in loro possesso attraverso l’intelligenza artificiale e identificare quando è più probabile che una persona si interessi a un determinato prodotto o servizio. In questo modo, le aziende potranno offrire esperienze cross-device, always-on e sempre rilevanti per gli utenti, che saranno maggiormente portati alla conversione.

“Secondo la nostra recente indagine Consumer Perceptions of AI, i giovani – e specialmente i Millennial – vedono positivamente la realizzazione di pubblicità personalizzate e rilevanti. L’80% degli intervistati tra i 25 e i 35 anni ha infatti dichiarato di comprendere il valore dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per proporre pubblicità e offerte interessanti”, ha commentato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and Mena Region di Rocket Fuel (nella foto).

Inoltre, quando i marketer dividono i potenziali clienti in segmenti – identificando un ristretto gruppo di persone con determinate caratteristiche – automaticamente pongono un limite al numero di utenti che possono raggiungere. Il predictive marketing, invece, basato sul machine learning, consente di elaborare continuamente le informazioni sui propri clienti, scoprendo e raggiungendo sempre nuovi utenti che adottano comportamenti simili online.

Un’ulteriore preoccupazione dei marketer è riuscire ad avere il controllo su dove vengano pubblicate le proprie pubblicità. L’integrazione dell’intelligenza artificiale garantisce che gli ad raggiungano le persone giuste nel momento migliore in un ambiente sicuro, riducendo il rischio di bot e frodi e massimizzando il controllo su dove viene posizionata la pubblicità.

Il predictive marketing, dunque, si fonda su cinque principi:

Momenti, non segmenti: consegnare pubblicità significative che piacciano ai potenziali clienti usando l’intelligenza artificiale e il moment scoring in real-time per identificare il momento migliore in cui raggiungere l’utente.

Dati proprietari, non di terze parti: usare, organizzare e analizzare i first party data per ottenere informazioni preziose sui propri consumatori e usarle per trovare nuovi potenziali clienti che condividono con loro abitudini e comportamenti online.

Persone, non dispositivi: concentrarsi sul singolo consumatore nel momento in cui è pronto a interagire, indipendentemente dal dispositivo utilizzato.

Customer journey, non funnel: le interazioni degli utenti sono sempre più diffuse, frammentate e frequenti. È necessario superare il funnel “considerazione-acquisto” per raggiungere i potenziali clienti in qualsiasi momento del loro customer journey.

Decisioni, non dati: tutti i dati del mondo sono inutili se un’azienda non possiede la tecnologia e l’intelligenza artificiale necessarie per dar loro un senso. Una Data Management Platform consente di prendere decisioni su vasta scala in tempo reale.

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AZIENDE

Sizmek, annunciata l’acquisizione di Rocket Fuel per 145 milioni di dollari

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Sizmek acquisisce Rocket Fuel

Sizmek, la piattaforma open ad management, ha annunciato di aver stipulato un accordo di acquisizione definitiva con Rocket Fuel, la piattaforma di marketing predittiva guidata in Italia da Enrico Quaroni. Secondo i termini dell’accordo contenuti in uan nota, una società affiliata di Sizmek, con il sostegno finanziario di Vector Capital, porterà avanti l’operazione di acquisizione da 145 milioni di dollari, dando vita una delle più grandi piattaforme di marketing indipendenti a livello globale.

“Questa operazione accelera i nostri sforzi di espansione globale in più di 70 Paesi” ha dichiarato Randy Wootton, Chief Executive Officer di Rocket Fuel, “e ci autorizza a fornire alle agenzie e ai marchi più strumenti e servizi eccezionali in tutto il mondo”. La nuova piattaforma offrirà analytics predittivi basati sull’intelligenza artificiale, strumenti per le creatività dinamica e soluzioni di ottimizzazione delle campagne pubblicitarie digitali. Le due società contano in aggregato 20.000 inserzionisti e 3.600 agenzie clienti, situati in oltre 70 Paesi. La chiusura dell’operazione è prevista per il terzo trimestre del 2017.

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AZIENDE

Il report Real-Time Interaction Management elegge Rocket Fuel piattaforma “contender”

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Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe e MENA Region di Rocket Fuel Inc

Rocket Fuel è stata nominata “contender” tra le piattaforme di real-time interaction management dall’istituto di ricerca indipendente Forrester. Il report “The Forrester Wav: Real-Time Interaction Management (RTIM), Q2 2017” valuta e identifica i principali provider nel mercato RTIM. L’indagine evidenzia come Rocket Fuel copra i casi d’uso RTIM per il digital marketing e fornisca insight sui clienti alle tecnologie che gestiscono i casi d’uso offline. Forrester scrive: “Rocket Fuel integra la sua data management platform, la demand-side platform e la tecnologia ‘Moment Scoring’ basata sull’intelligenza artificiale per aiutare a ottimizzare le strategie media”.

“Questo report mostra come i marketer stiano finalmente adottando l’intelligenza artificiale per trarre benefici dai numerosi canali connessi che i brand si trovano a gestire”, ha commentato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and Mena Region di Rocket Fuel. “Siamo orgogliosi di partecipare a questo report insieme ad alcune tra le maggiori aziende IT che si occupano di RTIM e di dimostrare ai marketer l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla raccolta di dati, sulla personalizzazione nell’ecosistema marketing e sugli insight che permettiamo di ottenere”.

“È stato interessante scoprire il costante consolidamento nel mercato e come le principali aziende nel settore delle tecnologie marketing stiano aumentando la quantità di dati che sono in grado di gestire e il numero di canali serviti”, ha dichiarato Eric Duerr, CMO di Rocket Fuel. “Credo che la nostra posizione nel report testimoni come le avanzate capacità di intelligenza artificiale di Rocket Fuel aiutino i marketer a prendere decisioni più rapide e informate studiando miliardi di interazioni degli utenti ogni giorno e prevedendo in tempo reale il momento migliore e il dispositivo ideale per interagire con le persone”.

All’interno del report, i vendor vengono valutati in base a diversi criteri suddivisi in tre categorie principali: Current Offering, Strategy, e Market Presence. Rocket Fuel ha ottenuto i seguenti punteggi nelle categorie:
-Offer Orchestration (2,5 su 5,0)
-Measurement and Optimization (3,0 su 5,0)
-Performance (4,0 su 5,0)
-Supporting Services (3,0 su 5,0)
-Partner Ecosystem (3,0 su 5,0)
Il report di Forrester evidenzia, inoltre, come “[Rocket Fuel] non si limiti a gestire le strategie pubblicitarie digitali, ma personalizzi anche i contenuti web, e-commerce e per le app mobile, integrandosi con provider di email e messaggi per attività di retargeting e trigger”.

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TECH & INNOVATION

Come raggiungere i Millennial attraverso l’IA: il focus di Rocket Fuel

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Millennial

“IA, ovvero come raggiungere i Millennial”: articolo a cura di Rocket Fuel

 

Con l’evoluzione di internet, il marketing è diventato più veloce e diretto, ma c’è ancora molto lavoro da fare per riuscire a raggiungere – e colpire – la propria audience. È ormai superata l’era dell’invio di messaggi di massa indifferenziati, ma il panorama attuale dei media è ancora frammentato, i canali a disposizione sono numerosi e l’attenzione degli utenti limitata.
Tutto ciò è ancora più vero quando si tratta dei millennial: per comunicare con questa generazione, che utilizza numerosi dispositivi e canali differenti, è essenziale inviare messaggi rilevanti e interessanti. Tuttavia, i brand faticano ancora a trasmettere pubblicità personalizzate e pertinenti che riescano a coinvolgere gli utenti, invece di infastidirli.

 

La difficoltà potrebbe derivare dal fatto che la categoria dei millennial include fasce d’età eterogenee: le persone di età compresa tra i 25 e i 35 anni sono infatti molto diverse tra loro per quanto riguarda interessi, comportamenti e stili di vita. Di conseguenza, ogni tentativo di raggiungere, attrarre o interessare questo target è fallimentare, in quanto nessun messaggio potrà funzionare con tutti. Ciò che accomuna questa generazione, tuttavia, il desiderio di ricevere comunicazioni personalizzate e che le aziende siano in grado di anticipare le loro esigenze. Secondo la recente indagine “Consumer Perceptions of AI” di Rocket Fuel, le giovani generazioni sono favorevoli all’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte dei brand per guidare le loro decisioni d’acquisto. L’80% dei millennial ha affermato di preferire che le aziende inviino pubblicità e offerte personalizzate…

 

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BRAND STRATEGY

Appuntamento l’8 giugno con il terzo Programmatic Breakfast di Rocket Fuel e Kahuna

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Programmatic

All’origine del Programmatic marketing, inserzionisti e agenzie sono stati attratti dalla nuova tecnologia per via del suo costo ridotto rispetto al marketing tradizionale. Tuttavia, la sua crescente diffusione e l’aumento della concorrenza hanno portato a un incremento del CPM, di fronte al quale alcuni inserzionisti sono rimasti dubbiosi. Il programmatic buying non mira, però, a offrire impression a un costo conveniente ma a permettere ai marketer di rivolgersi a un’audience altamente personalizzata, raggiungendola nel momento giusto con un messaggio interessante e coerente. È per questo motivo che il terzo evento del ciclo dei Programmatic Breakfast, lanciato da Rocket Fuel e Kahuna, sarà dedicato al tema: “Come allocare il budget per il programmatic? Quale processo e metodo per allocare il budget corretto al Programmatic in una strategia Digital e nel Media Plan”. Qui il nostro articolo sul primo appuntamento.

In questa sessione verranno affrontati temi chiave relativi agli economics del Programmatic advertising. Inoltre, gli esperti condivideranno delle best practice su come pianificare un budget che includa questo business facendone una leva chiave e non replicando le logiche del Display tradizionale. Gli speaker di questo appuntamento, che si terrà a Milano presso la sede di Rocket Fuel, principale promotore dell’iniziativa, in via Confalonieri 36, saranno Paolo Serra, Managing Partner di Kahuna, e Luca Russo, CEO di Seolab. Il format pensato da Rocket Fuel e Kahuna prevede un breve appuntamento all’ora di colazione, della durata di meno di un’ora e mezza, per permettere a manager e responsabili della comunicazione di essere in ufficio per l’inizio della regolare giornata lavorativa. Per iscriversi e avere maggiori informazioni circa gli eventi, è possibile visitare il sito:
www.programmaticbreakfast.it.

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MEDIA

Rocket Fuel rafforza il proprio native advertising con l’intelligenza artificiale

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Programmatic

Rocket Fuel annuncia la disponibilità di funzionalità di native advertising per aiutare le agenzie e i brand a potenziare le loro campagne di digital marketing.

“Poichè agenzie e brand sono impegnati ad anticipare le esigenze dei consumatori e fornire esperienze autentiche e rilevanti agli utenti, abbiamo considerato un’opportunità per i nostri clienti sfruttare il native per estendere le loro campagne esistenti”, ha dichiarato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and Mena Region di Rocket Fuel (nella foto). “In Rocket Fuel, il native è semplice, scalabile e ancora più efficace nello sfruttare la nostra piattaforma di predictive marketing e le inventory di qualità dei nostri partner”.

La richiesta di native advertising è in rapida crescita: secondo BI Intelligence il 2021 il 74% del totale del fatturato del display negli Stati Uniti sarà nativo, con un aumento di quasi il 25% rispetto al 2015. A questa necessità Rocket Fuel risponde integrando la sua piattaforma di predictive marketing nell’offerta native dei partner per consentire l’accesso alla migliore inventory contestuale su spazi in-feed e widget di recommendation.
Attraverso partnership con fornitori come DoubleClick Ad Exchange, Nativo Open, PubNative, Sharethrough e TripleLift, Rocket Fuel fornisce accesso a inventory native di alta qualità per permettere ai clienti di aumentare l’engagement con la target audience nei momenti di maggiore ricettività.

Attualmente, l’offerta native di Rocket Fuel è disponibile in open beta sulla piattaforma per i clienti che desiderano aggiungere alle proprie campagne contenuti coinvolgenti e contestualmente pertinenti.

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AZIENDE

Rocket Fuel, online la nuova piattaforma “anti-malvertising”

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Enrico Quaroni di Rocket Fuel

Rocket Fuel annuncia una nuova soluzione per combattere il “malvertising” nell’ecosistema pubblicitario grazie a un sistema di rilevamento e prevenzione robusto e multi-livello. Il brand usa le Cloud Vision API di Google per riconoscere e rifiutare determinate pubblicità vietate, proteggendo i consumatori e garantendo che le campagne dei clienti siano prive di pubblicità nocive.

Il sistema di Rocket Fuel applica intelligenza artificiale, big data, blacklist e diverse tattiche anti-malware per analizzare approfonditamente le pubblicità. Attraverso le Cloud Vision API di Google, Rocket Fuel può, inoltre, identificare e bloccare numerose pubblicità degli inserzionisti che non presentano un click-through appropriato, oltre a proteggere gli utenti da attività nocive. Questo comporta risparmi significativi per aziende e agenzie, permettendo loro di offrire una migliore esperienza utente. “Il malvertising e coloro che ne fanno uso rappresentano, da anni, un grosso problema per il settore del digital advertising”, ha commentato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and Mena Region di Rocket Fuel. “Rocket Fuel è impegnata nella lotta alle pubblicità nocive e, grazie all’utilizzo di tecnologie esterne come le Cloud Vision API di Google, possiamo compiere grandi passi avanti nella protezione di brand, agenzie e consumatori”.

Ulteriori funzionalità anti-malvertising della piattaforma di Rocket Fuel includono Text Inspection (Google Translate si attiva per tradurre automaticamente il testo delle pubblicità in 104 lingue per rilevare prodotti vietati e annunci click-bait) e Assisted Automation (se le pubblicità non contengono malware, la scansione avviene in pochi millisecondi). Quando, invece, una pubblicità è considerata sospetta, viene richiesto un controllo umano. In questo caso, le pubblicità vengono analizzate nel giro di alcune ore. DoubleClick Ad Exchange (AdX) garantisce i massimi livelli di qualità pubblicitaria e richiede ai partner di fornire clean ad per la sua inventory. Il brand ha realizzato la sua piattaforma nel rispetto dei severi requisiti di DoubleClick Ad Exchange. Dopo aver verificato il suo successo, la piattaforma è stata resa disponibile ai partner dell’inventory di Rocket Fuel, raggiungendo la cifra di oltre mezzo miliardo di impression al giorno.

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AZIENDE

Rocket Fuel integra IBM Watson Discovery nella piattaforma di predictive marketing

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Rocket Fuel partnership con IBM

Rocket Fuel annuncia l’ampliamento della partnership con IBM attraverso l’integrazione di Watson Discovery nella propria piattaforma di Predictive Marketing. La nuova funzionalità, chiamata “Brand Moments”, permette alla tecnologia di intelligenza artificiale dell’azienda di reagire in tempo reale ai sentimenti legati alle notizie di attualità. Rocket Fuel sta già testando la nuova funzionalità di intelligenza artificiale con una selezione di clienti. Completata questa fase, nel 2017, Brand Moments verrà resa disponibile a tutti i clienti.

A causa dell’elevata quantità di contenuti disponibili online, è attualmente impossibile per i marketer distinguere manualmente le notizie favorevoli da quelle dannose per la loro reputazione e le loro campagne pubblicitarie. La combinazione della tecnologia di intelligenza artificiale di Rocket Fuel e IBM Watson Discovery crea un potente strumento per le aziende che vogliono trarre a proprio vantaggio o evitare le mutevoli notizie di attualità. Inoltre, il sistema opera in real-time, permettendo alle aziende di ottenere un vantaggio competitivo e avere accesso a preziosi insight e intelligence.

“Integrando IBM Watson Discovery nella nostra piattaforma di Predictive Marketing, miglioriamo ulteriormente la nostra capacità di raggiungere gli utenti nel momento migliore. Questa novità permette ai nostri clienti di avere un miglior controllo sull’affiancamento delle loro pubblicità a determinate parole chiave o notizie e offre una migliore consapevolezza di quando e dove appare il loro brand. Immaginate di vendere soggiorni in una determinata destinazione. La nostra piattaforma, combinata con IBM Watson Discovery, è in grado di esaminare il sentiment relativo alle moltissime notizie presenti online – sia positive sia negative – su una determinata località. È quindi possibile accettare o rifiutare, presentare un’offerta (alta o bassa) o non competere affatto per un’opportunità pubblicitaria in base all’impatto che potrebbe avere sul successo del brand. Un’ottima combinazione di brand safety e performance”, ha commentato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and MENA Region di Rocket Fuel.

“Siamo entusiasti dell’opportunità offerta ai programmi marketing e pubblicitari dall’implementazione di Watson Discovery da parte di Rocket Fuel. Le aziende di ogni settore stanno traendo benefici dalle tecnologie cognitive di Watson e Watson Discovery è la novità più recente, che permette di offrire alle aziende possibilità illimitate”, ha aggiunto Beth Smith, general manager, IBM Watson.

I clienti che pianificano nel mercato EMEA e vogliono beneficiare della partnership di Rocket Fuel con IBM prima che Brand Moments sia disponibile possono farlo tramite UBX. Questa integrazione permette alle aziende che usano Watson Marketing per comunicazioni email, SMS, social e push (app) di creare esperienze più personalizzate e sincronizzate su canali differenti. Inoltre, il sistema può aiutare le aziende a sfruttare i dati offline raccolti, combinandoli grazie alla tecnologia di Rocket Fuel per ottenere maggior valore e ROI dalla loro spesa di marketing.

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Torna il Programmatic Breakfast: appuntamento il 4 maggio con Rocket Fuel e Kahuna

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programmatic breakfast

Giovedì 4 maggio avrà luogo il secondo appuntamento della serie di Programmatic Breakfast(ne abbiamo parlato qui), eventi dedicati ai marketer delle aziende tradizionali organizzati da Rocket Fuel e Kahuna. L’evento tratterà di argomenti come: le best practice di utilizzo del Programmatic per la comunicazione di brand; come gli strumenti e i tool Programmatic consentano di raggiungere target “difficili” da profilare con canali e mezzi tradizionali; come il Programmatic permetta di massimizzare l’efficacia della comunicazione brand; il funzionamento di soluzioni quali le creatività dinamiche e le “Audience” personalizzate costruite su indicatori sofisticati di intento e di interesse.

Il format pensato da Rocket Fuel e Kahuna prevede un breve appuntamento all’ora di colazione, della durata di meno di un’ora e mezza, per permettere a manager e responsabili della comunicazione di essere in ufficio per l’inizio della regolare giornata lavorativa. In Italia, il Programmatic, e in particolare il Real Time Bidding (RTB), viene spesso considerato solo uno strumento di ottimizzazione del ROI e una piattaforma per campagne di direct response e performance. Tuttavia, se è certamente vero che l’RTB può garantire una migliore performance delle campagne, il Programmatic offre anche grandi opportunità di comunicazione a Marketing Manager, Brand Manager e Responsabili Media che si trovano oggi a dover comunicare in un contesto frammentato e complesso, con tempi di connessione e attenzione molto ridotti.

Oggi, nel mondo, ogni persona passa in media 103 minuti davanti al pc, 147 davanti alla tv e ben 195 minuti davanti ad un dispositivo mobile. Il tempo medio per “sessione” è, invece, inferiore ai 4 minuti: è l’era dei Micro Momenti (come la chiama Google nel suo white paper sull’effetto Micro Moments). Per riuscire a raggiungere i propri target, comunicare il posizionamento di marca e creare preferenza per il proprio brand, i responsabili marketing e comunicazione hanno bisogno di supporto per:
1) profilare in modo estremamente preciso il pubblico andando oltre alla semplice socio demografica, riconoscendo “intenzioni” e “comportamenti”
2) adattare costantemente il proprio messaggio e le proprie creatività al contesto in cui si crea l’interazione, sia esso video, mobile, social, e così via.

Il Programmatic Advertising è in grado di offrire una soluzione innovativa per raggiungere il proprio target e comunicare in modo efficace e rilevante, rivelandosi così un prezioso alleato anche per ottenere risultati in termini di brand awareness, brand preference, brand salience, ecc. Questo argomento sarà il tema del secondo evento del ciclo dei Programmatic Breakfast, dal titolo: “Il programmatic per il brand advertising. Perché l’evoluzione del Programmatic è destinata ad impattare anche la comunicazione di Brand oltre che il direct response“. Ogni primo giovedì del mese, fornitori di piattaforme, partner ed esperti aiuteranno i partecipanti a comprendere meglio il “pianeta Programmatic”, la sua reale utilità nel contesto della comunicazione di marca e di prodotto e la sua relazione con l’off-line e i media tradizionali. Gli appuntamenti si tengono a Milano, presso la sede di Rocket Fuel, in via Confalonieri al n.36.

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BRAND STRATEGY

Elica e Tend portano in tv NikolaTesla. Digital plan in collaborazione con Rocket Fuel

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Elica

Elica torna in TV con Tend e la nuova campagna “We are the AIRchitets”: on air dal 4 aprile sulle reti Mediaset, Sky e La7 per presentare NikolaTesla, il rivoluzionario piano aspirante di Elica che unisce in un unico elettrodomestico le funzionalità di due prodotti: il piano cottura a induzione e la cappa. Un sistema aspirante straordinariamente potente e silenzioso, capace di ottimizzare spazio e funzione in cucina grazie ad una eccezionale flessibilità di installazione. Facile da utilizzare e da pulire.

La nuova campagna è inoltre pianificata attraverso una campagna digital e social, con contenuti video che illustrano le performance del nuovo prodotto NikolaTesla. Come sempre la campagna sarà supportata dalla stampa di settore e da una attività di special placement del prodotto in vari talent televisivi a target come ad esempio: Il Pranzo della Domenica con Gualtiero Marchesi, on air dal 9 aprile su Canale 5.

E in occasione dell’apertura del Salone Internazionale del Mobile di Milano, il 4 aprile sarà organizzato uno speciale evento presso lo showroom Aster Milano Duomo, con ospite lo Chef Simone Finetti (uno dei protagonisti di MasterChef), che realizzerà, con NikolaTesla, una serie di ricette ispirate al bene più prezioso: l’Aria.

Credits
• Strategia di comunicazione e media plan: Agenzia TEND/Milano
• Digital plan: TEND con ROCKETFUEL
• Produzione TV : MERCURIO CINEMATOGRAFICA – HERITAGE GLOBAL
• Regia Fabrizio Mari

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MEDIA

Rocket Fuel e Kahuna lanciano i “Programmatic Breakfast”. Primo appuntamento il 6 aprile

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programmatic breakfast

Prenderanno il via dal 6 Aprile i “Programmatic Breakfast”: ciclo di appuntamenti di divulgazione sul Programmatic Advertising e riservati al marketing delle aziende tradizionali e non native digitali. Una serie di incontri mensili organizzati da Rocket Fuel in collaborazione con Kahuna, l’unica agenzia indipendente italiana specializzata unicamente in Programmatic Advertising.

Nel mercato di oggi il Marketing e la Comunicazione nelle aziende (grandi o piccole, locali o multinazionali) sono sottoposti a pressioni e sfide inedite. Consumatori distratti con tempi di attenzione sempre più brevi, quando navigano, usano lo smartphone o guardano la TV in streaming, pressione competitiva sui mercati, necessità di innovare continuamente.

In molti vedono (in Italia come all’estero) nel Programmatic Advertising e nella sua innovazione tecnologica un modo di affrontare le sfide, per raggiungere in modo efficace target sempre elusivi, con logiche di pianificazione sofisticate e algoritmi e tecnologia utili per massimizzare l’efficacia dei budget riducendo costi e migliorando il ROI.

Ma l’Italia come spesso accade è indietro nella adozione: basti dire che il Programmatic è misurato (facendo una media fra le diverse rilevazioni) intorno al 20% del totale del Display in Italia, quando negli Stati Uniti questa percentuale è stimata da eMarketer a quasi il 70% quota che sarà superata nel 2017.

Il format originale pensato da Rocket Fuel e Kahuna prevede brevi appuntamenti, all’ora di colazione e della durata di meno di 1 ora e mezza, per dare a manager e responsabili della comunicazione tutto il tempo per essere in ufficio per la regolare giornata. Piattaforme, partner ed esperti aiuteranno i partecipanti a comprendere meglio il “pianeta Programmatic”, la sua reale utilità nel contesto della comunicazione di marca e di prodotto, e la sua relazione con l’offline e i media tradizionali.

Il primo evento del ciclo sarà quindi dedicato al tema: “A cosa serve davvero il Programmatic Adv. Serve veramente a raggiungere obiettivi di marketing o è solo una moda?” e si terrà a Milano, presso la sede di Rocket Fuel, in via Confalonieri al n. 36.

Argomenti del primo dei 4 Programmatic Breakfast programmati prima dell’estate sono:
● chiarire l’effettivo utilizzo e applicazione del programmatic a livello italiano ed internazionale, confrontando le best practice nei diversi settori
● esaminare diversi problemi strategici e di marketing, e in quali scenari il Programmatic permette di affrontarli in modo originale ed efficace
● condividere la “catena del valore” del settore Programmatic in modo da identificare tutti gli attori coinvolti in un progetto e una campagna efficaci.

Per iscriversi e avere ogni altra informazione circa gli eventi, è possibile andare sul sito.

“L’obiettivo di questo ciclo è aiutare i Responsabili Marketing, Comunicazione e Media delle aziende non native digitali a comprendere il pianeta Programmatic, e quali effettivi problemi di Media Planning e di Marketing può essere applicato con successo”, spiega Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and Mena Region di Rocket Fuel (nella foto).

“Grazie all’aiuto di uno dei nostri principali partner, ovvero Rocket Fuel, siamo felici di contribuire alla divulgazione al mercato”, commenta Paolo Serra, Managing Partner di Kahuna. “Molte aziende infatti hanno un preconcetto del Programmatic come a un serbatoio di spazi invenduti e di bassa qualità. Questo fa diventare il Programmatic una riga del Media Plan per abbassare il CPM complessivo e rendere “potabile” una pianificazione, praticamente un contenitore di editori e spazi che nessuno ha tempo e voglia di pianificare singolarmente, quando in verità il suo potenziale è di gran lunga maggiore e dirompente”.

Altri 3 eventi saranno organizzati prima dell’estate, a Milano, su temi quali:
● Il Programmatic per il Brand Advertising
● Come allocare il budget per il Programmatic?
● Programmatic SENZA RTB, cosa rimane?

 

 

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Rocket Fuel indaga il complesso customer journey dei clienti B2B che porta alla conversione

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Rocket Fuel

Le decisioni d’acquisto nelle aziende sono spesso il frutto di un lungo processo, che coinvolge persone e dispositivi diversi. Per capire come gestire al meglio le campagne dirette ai clienti B2B, Rocket Fuel ha condotto un’indagine volta a scoprire il complesso customer journey che porta alla conversione.

Rocket Fuel, grazie alla sua DSP, basata sull’intelligenza artificiale e sul machine learning, permette a brand e marketer di mostrare i loro annunci pubblicitari alle persone giuste, nel momento più appropriato e nel posto giusto, sia che si tratti di clienti B2C, sia che si tratti di clienti B2B. Ma cosa li distingue e come possiamo gestire le campagne loro rivolte? Per rispondere a questa domanda, sono stati intervistati 417 marketing manager e decision maker in Italia, Germania, Regno Unito e Francia. I risultati di questa indagine sono poi stati combinati con i dati di 22 campagne B2B condotte nel 2015 e nel 2016 attraverso la piattaforma di programmatic marketing di Rocket Fuel, per un volume totale di impression superiore a 636 milioni.

Dalla ricerca è emerso che nel 76% dei casi la decisione d’acquisto di prodotti o servizi B2B coinvolge più figure, con una media di 3 persone. Chiaramente, questo dato varia in base alle dimensioni dell’azienda: nelle piccole imprese (fino a 15 dipendenti) la media è di 2 persone coinvolte, nelle medie imprese (fino a 50 dipendenti) si sale a 3, mentre nelle grandi aziende (con più di 50 dipendenti) si arriva a 4 decision maker.

L’ultima parola di questo processo decisionale spetta principalmente al CEO o al Managing Director, che prende la decisione finale nell’85% dei casi, seguito dal responsabile della divisione finanziaria (72%). I responsabili marketing e IT, invece, la maggior parte delle volte si limitano a influenzare la decisione, potendo avere l’ultima parola rispettivamente solo nel 45% e 41% dei casi.

“Il coinvolgimento di diverse figure professionali nel processo decisionale comporta un allungamento dei tempi necessari per raggiungere la decisione d’acquisto, sebbene si tratti di una priorità per l’azienda”, ha commentato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe e MENA Region di Rocket Fuel. “Solo nel 22% dei casi, infatti, la conversione avviene in meno di un giorno, mentre il 64% delle volte richiede fino a un mese di tempo e il 15% persino più di un mese”.

Il tempo necessario affinché i clienti business raggiungano la decisione d’acquisto è strettamente legato al numero di pubblicità necessarie prima di ottenere la conversione. In ambito B2B, infatti, in un caso su tre (31%) sono necessarie più di 10 pubblicità prima che venga scelto un prodotto o servizio, mentre più della metà dei clienti consumer prende la decisione d’acquisto dopo aver visto una (32%) o due pubblicità (20%). Durante questo lungo processo, gli utenti B2B effettuano ricerche da diversi dispositivi, ma il PC sembra il device preferito quando si tratta di effettuare l’acquisto. Secondo gli intervistati, infatti, il computer viene utilizzato nel 67% dei casi per comprare prodotti o servizi, mentre tablet e smartphone sono principalmente dedicati alla navigazione e alla ricerca, con una percentuale rispettivamente del 46% e del 60%. Queste cifre sono confermate dai dati su impression e conversioni in possesso di Rocket Fuel: mentre i dispositivi mobile e i tablet contribuiscono per il 24% alle impression, il 95% delle conversioni avviene su PC.

“Solo grazie a soluzioni che si basano sull’intelligenza artificiale e sul machine learning è possibile riconoscere lo stesso utente su ogni dispositivo e apprendere dal suo customer journey per comprendere quale sia il momento migliore per inviare il messaggio giusto”, ha concluso Quaroni. “La nostra DSP permette di sfruttare al meglio la grande quantità di dati in possesso delle aziende, creando momenti significativi per gli utenti e permettendo ai marketer di incrementare il ROI”.

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