MEDIA

Huddle di Mindshare: tutte le “intelligenze” in primo piano

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binaghi mindshare

Ha avuto luogo ieri la seconda edizione italiana di Huddle, il format ideato da Mindshare, l’agenzia media che fa capo a GroupM (gruppo WPP) e guidata da Roberto Binaghi, che ha offerto ai partecipanti l’opportunità di condividere il punto di vista di una eterogenea rosa di relatori con esperienze provenienti dal mondo dell’editoria e del broadcasting, dell’imprenditoria, del digitale, dello sport e dello spettacolo.

“Huddle significa raggrupparsi, stare insieme. Per la seconda volta dopo il successo dello scorso anno abbiamo offerto ai clienti, ai colleghi ed in generale alla nostra community l’opportunità di ritrovarsi a discutere in modo concreto ed informale di un tema importante per la media industry.
Quest’anno il tema è Intelligenze. Sì, intelligenze al plurale: non ci siamo infatti limitati ad approfondire i temi più caldi legati all’intelligenza artificiale e al machine learning, ma abbiamo parlato di tutte le intelligenze, da quella sociale a quella cinetica, da quella spaziale a quella logico matematica”, dichiara Roberto Binaghi, Ceo e Chairman Mindshare (nella foto) “Nessuno schema e porte aperte alle menti più brillanti, coerentemente con il pensiero originale che è al centro dei valori di Mindshare e con la sua mission #Speed #Teamwork #Provocation. Credo che attraverso Huddle abbiamo dimostrato una volta in più di essere al passo con i tempi. Una azienda al centro dello Zeitgeist. Dinamica, veloce e curiosa”.

Ci si è chiesti se la formula dell’intelligenza esiste, si è ironizzato sul fatto che troppa intelligenza fa venire il mal di testa; si è parlato delle 7 intelligenze, dell’intelligenza del denaro, dell’intelligenza emotiva, di intelligenza e sentimento, dell’intelligenza della trasformazione e – ancora – se il calcio è intelligente o artificiale…

Tutto questo e molto altro grazie al contributo di ospiti prestigiosi: visionari e tecnologi, artisti e sportivi, imprenditori e giornalisti. Donne e uomini, stranieri ed italiani. Tutti accumunati dalla voglia di condividere la loro esperienza attraverso momenti di confronto.
Sono intervenuti:
Urbano Cairo – Presidente di Cairo Communication e Presidente RCS MediaGroup, Beppe Severgnini – Vice Direttore del Corriere della Sera e Direttore 7, Matteo Arpe – Presidente e AD Sator Spa, Marco Fassone – CEO AC Milan insieme a Franco Baresi – Brand Ambassador AC Milan, Fabio Vaccarono – Managing Director Google Italy, Linus – Direttore artistico Radio DeeJay, Piero Chiambretti – Mediaset, Giuseppe Cruciani – Conduttore del “La Zanzara” di Radio24, Luigi Maccallini – Retail Communication Manager BNL insieme a Ugo Giusino Parodi – Founder Mosaicoon, Maurizio Molinari – Direttore de La Stampa, Paola Maugeri – Virgin Radio insieme a Annalisa Monfreda – Direttore di Donna Moderna, Mark Adams – SVP and Head of Innovation at Vice, Roni Burrell – Director Verizon Ventures Israel, Ceren Doganay-Karaca – EMEA Agency Lead, WPP at Facebook, Alessandro Bonan, Fayna, Gianluca Di Marzio – Sky Sport, Matteo Flora – Founder & CEO The Fool insieme a Pasquale Diaferia – Creative Chairman at Special Team, Luca Giuratrabocchetta – Country Leader Amazon Web Services Italy, Michele Mezza – Direttore Pollicina Academy – Filosofo della scienza, PanPers – Twentyfourseven, Enrico Quaroni-General Manager Sizmek Italy, Marinella Soldi – Presidente and MD Southern Europe at Discovery Communications, Cristina Spinelli – Head of Partnership at Buzzoole insieme a Valeria Finizio – Senior Sales Manager at Buzzoole, Ilaria Zampori – General Manager Quantcast insieme a Adriano Bacconi – Sport Consultant & Data Scientist

Durante l’arco della giornata erano inoltre disponibili cinque “Experience Room” permanenti attraverso le quali gli ospiti hanno potuto accedere – tra un intervento e l’altro – a nuove scoperte: Google House, Retail Experience Room di Relatech, IBM Business Partner, Chatbot Room di Hej!, Binge Room di Smallfish, SafiloXpace.

 

(Patrizia Pastore)

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AZIENDE

Mindshare è il nuovo partner scelto da Grandi Salumifici Italiani

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Nuovo partner grandi salumifici italiani

Tra le novità di Grandi Salumifici Italiani per il 2017 spicca la scelta del nuovo partner media: Mindshare.
La centrale guidata da Roberto Binaghi metterà infatti a disposizione l’importante bagaglio di expertise maturata nel segmento FMCG e tutte le piattaforme tecnologiche di cui è dotata nell’area dell’ottimizzazione sia in ambito off che online, garantendo a Grandi Salumifici Italiani la gestione di tutte le attività di comunicazione.

Roberto Binaghi, Chairman & CEO Mindshare dichiara, “Grandi Salumifici Italiani è un’azienda storica e prestigiosa del nostro mercato ed essere stati chiamati ad affiancarla in un momento di forte volontà di crescita ci rende orgogliosi ma allo stesso tempo fortemente coinvolti con quello spirito di partnership che da sempre infondiamo nei nostri progetti”.

L’attenzione dell’Azienda sarà focalizzata prevalentemente sulle strategie dedicate al rilancio di Giravolte e alla celebrazione del 160 esimo anniversario di Senfter. L’Azienda affronta questa sfida dopo aver ridisegnato il proprio assetto interno, che vede affidata ad Antonella Fidanzio la responsabilità della struttura di comunicazione.
“Sono molto felice di poter lavorare con una delle più importanti realtà Italiane di questo settore e ringrazio Roberto di aver accettato la sfida che questa azienda si è data, e che ovviamente condivide con i sui partner” .

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NUMBER

Binaghi: “Rilanciare la marca guardando all’Europa”

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purple program

Nell’incontro di ieri “Comunicazione. Distribuzione. Marca. L’Italia che riparte”, prima tappa del ciclo Purple Program organizzato da Mindshare, ha aperto i lavori Roberto Binaghi, Chairman&CEO dell’agenzia media, fotografando il trend degli investimenti pubblicitari del nostro mercato dal 2007 a oggi ed evidenziando come in questo intervallo di tempo ci sia stata una contrazione di circa il 29%, pari a una perdita di 3.000 milioni di Euro in valore assoluto.

Per meglio comprendere l’entità di questo fenomeno è stata realizzata una simulazione che, partendo dalla dimensione degli investimenti pubblicitari delle maggiori aziende investitrici, stimasse il loro impatto sul nostro mercato. Con questa prospettiva il taglio di 3.000 milioni di euro, rappresenterebbe la perdita del budget pubblicitario dell’Olanda.

Un dato impressionate, tanto più se raffrontato all’andamento degli altri grandi paesi europei come UK, Germania e Francia che invece hanno saputo reagire alla crisi più velocemente di noi, assestandosi su segni negativi, ma non allarmanti, come nel caso della Germania. Virtuosa la risposta di UK che, sebbene avesse subito un calo maggiore rispetto agli altri, ha saputo rispondere in modo netto, mettendo a segno un 2015 con crescita a doppia cifra.
L’analisi verte quindi alla comprensione delle cause del malessere italiano, attraverso la valutazione di variabili tra cui l’andamento dei principali settori merceologici, messi a confronto con le realtà dei principali mercati europei, che confermano una crisi profonda peculiare del nostro mercato. Un dato per tutti: il calo degli investimenti del comparto FMCG pari al 26%, associato alle perdite dell’Automotive e Telco, sono responsabili della metà della riduzione del mercato.
L’analisi di Mindshare si è quindi focalizzata sulle aziende italiane, partendo dalla suddivisione in tre parti uguali del mercato degli investimenti pubblicitari 2007 ed analizzandone lo scostamento. La variabile fissa di tale analisi è il range di spesa, in modo da consentire un confronto omogeneo tra gli anni.

Il risultato mostra come le aziende big spender del nostro mercato abbiano accusato cali superiori alla media, sia in termini di numerosità che di budget, sintomo che la crisi ha origine soprattutto nei grandi investitori. Le aziende appartenenti alla fascia centrale del mercato, al contrario, hanno saputo contenere il trend negativo, mostrando risultati di fatto positivi. Gli investitori al di sotto del milione di euro e che rappresentano numericamente la maggioranza, confermano lo scenario generale, contraendo sia in termini numerici che di investimento.

Mindshare ha voluto allargare il perimetro dell’indagine anche ad altri aspetti strutturali dello scenario economico che contribuiscono a motivare il drastico calo degli investimenti pubblicitari.

L’analisi dei consumi Italiani negli anni analizzati, segnala un calo del 5.6%, a fronte di una deflazione del costo degli spazi pubblicitari che si assesta ad un -12.6%. In merito alla deflazione Mindshare precisa che questo dato è il risultato di due componenti: l’effettivo calo dei prezzi di listino delle concessionarie offline, e l’ingresso sempre più rilevante del Web che non subisce l’effetto deflattivo, contribuendo in termini positivi.
A fronte dello scenario descritto, Roberto Binaghi mostra quale sarebbe stata la dimensione del mercato pubblicitario italiano se il calo degli investimenti avesse seguito il corso dei due indicatori analizzati: deflazione e consumi.

Il downsizing 15vs07 del -29% si sarebbe contenuto al -18%, con una perdita a valore assoluto di 1.924 mio di euro contro gli attuali 3.000 mio, restituendo un mercato da 8,5 mio di euro rispetto agli attuali 7,4 mio.
L’analisi mostra inoltre il differenziale in termini percentuali della quota che le aziende non hanno investito, assecondando logiche di taglio non sempre giustificate e messe in atto assimilando il budget media a una riserva alla quale attingere per altre attività.

L’intervento di Mindshare si conclude con una visione del presente e dell’immediato futuro, mostrando i primi dati del 2016 che confermano l’andamento positivo grazie a una crescita costante.

Coerentemente all’andamento di indicatori quali la deflazione e i consumi, l’attuale scenario di mercato dovrebbe attestarsi ad un valore totale 2016 di circa 7.621 mio di euro.
Nel caso in cui le aziende ritornassero a considerare il media come una leva strategica del loro marketing mix, e non una fonte dalla quale attingere, potremmo ipotizzare una chiusura a circa 8.500 milioni di euro.

Roberto Binaghi ha conclude il suo intervento sottolineando come “se le grandi aziende investitrici in Italia tornassero ad investire in modo strategico potremmo assestarci su livelli di mercato europeo, in particolare vicino la Francia, con una spesa pro capita non troppo dissimile. “È davvero un peccato”, ha aggiunto Binaghi, “che, contrariamente a quanto avviene in altri Paesi, le grandi aziende in Italia non supportino adeguatamente le loro marche. Il pericolo di essere superate da competitors più lungimiranti, che appartengono alla fascia media del mercato, è tutt’altro che remoto.”

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AGENZIE

Mindshare apre il 2015 con una nuova struttura manageriale e una nuova organizzazione

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Si parte con la nomina a COO Operations di Adriana Ripandelli, già Head of Digital dell’agenzia. Ripandelli si affianca così a Sergio Menga, COO Finance e Legal, nel supportare il CEO Roberto Binaghi nella conduzione dell’agenzia, in collaborazione con gli altri membri del board: Vittoria Signorini, Direttore Commerciale, Manuela Paoletti, Deputy General Manager e Cinzia Desidera, Deputy General Manager and Head of Office, Roma.

Altre nomine di rilievo sono quelle di Marco Brusa a capo del reparto di Business Planning, da sempre fiore all’occhiello dell’agenzia, articolato nelle due aree Strategie e Data Science; di Giovanni Fois a capo dell’area Marketing e Comunicazione, responsabile tra l’altro degli eventi organizzati da Mindshare nell’ambito del “Purple Program” che nel 2015 sarà ulteriormente potenziato; e di Marzio Mazzara a capo del digital trading in coordinamento con il trading desk GroupM.

Ma le novità più importanti riguardano l’organizzazione. Nascono infatti, in seno a Mindshare, due divisioni di business con missioni e competenze distinte e complementari.

La prima divisione, denominata “Brands@Mindshare”, offre un approccio olistico orientato ai contenuti e capacità di planning autenticamente crossmediale a tutte le le aziende che mirano a rinforzare l’awareness e la reputazione dei propri brand per costruirne il successo commerciale.

La seconda divisione, battezzata “Direct@Mindshare”, si propone invece a quelle aziende che usano i media, e specialmente quelli digitali, per ottenere risultati diretti di vendita, e richiedono quindi strutture specializzate, capaci di lavorare in real time con processi agili e reattivi focalizzati al ROI.

Entrambe le divisioni Mindshare fondano il proprio operato su un utilizzo estensivo dei dati, che comprende la realizzazione di piattaforme integrate di data management per il programmatic buying.

“In tempi di grandi trasformazioni – chiosa Roberto Binaghi (nella foto) – il nostro approccio adattivo alla comunicazione è la risposta ai bisogni del mercato: una risposta sempre adeguata, perché in continua evoluzione. La nuova organizzazione traduce il nostro posizionamento in un’offerta di servizi tagliati su misura per esigenze diversificate. E la struttura manageriale, che promuove e conferma nei ruoli chiave i nostri migliori professionisti, è guidata da un’ambizione precisa: offrire ai clienti, attuali e futuri, il rinnovato valore aggiunto di Mindshare”.

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MEDIA

RadioCompass by Mindshare sfata i luoghi comuni sulla radio

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“Negli ultimi anni la radio, complice anche l’attenzione catalizzata dal rapido sviluppo di internet e del digitale, è un po’ “passata di moda” tra gli spender. Al di là degli investimenti, che hanno risentito dell’andamento tutt’altro che positivo del mercato, la radio rimane invece un media formidabile e con un grande futuro. Da questo convincimento prende il via l’incontro di oggi, che vuole essere un momento di aggregazione e di riflessione sulle reali potenzialità della radio, smentendo alcuni annosi luoghi comuni che la riguardano, per aiutarla a uscire dall’immeritato cono d’ombra in cui rischia di trovarsi”. Così Roberto Binaghi (nella foto), Chairman e Chief Executive Officer di Mindshare, aprendo ieri l’incontro dedicato a RadioCompass, quarto appuntamento del Purple Program organizzato dalla centrale media, che, dopo Tv, web e creatività media, ha affrontato appunto le potenzialità della radio e i risultati quantitativi che è in grado di generare. RadioCompass, sviluppato da Mindshare e ResearchNow con il supporto delle concessionarie 24OreSystem, Gruppo Finelco, Manzoni, Mediamond, Openspace, RDS Advertising, consente il confronto degli insight “soft”, derivanti dalle ricerche passate e attuali, con le evidenze “hard”, fornite invece da dati di vendita e KPIs di performance. La conclusione dello studio, tutt’altro che scontata, si traduce in una serie di indicazioni, operative ed immediatamente applicabili, che trasformano l’inserimento del mezzo radio all’interno del MediaMix come elemento di eccellenza e di raccordo, capace di bilanciare coerentemente il peso della TV e dei nuovi mondi digitali. “Le evidenze di RadioCompass”, ha spiegato infatti Stefano Spadini, Deputy General Manager Mindshare, “ci consetono di “ripensare” le modalità di pianificazione della Radio, grazie a metriche di valutazione arricchite di nuovi elementi che offrono interessanti possibilità sia per i broadcasters sia per gli investitori. Nessun expertise può però dirsi efficace se non supportato da conferme solide, che giungano da un costante lavoro di analisi delle tendenze emergenti”. La ricerca si snoda in quattro capitoli, che vanno dal Consumer Journey ai risultati di campagne radio reali, dai KPI di business alla complementarietà del mezzo e delle sue audience. “L’analisi del Consumer Jouney”, ha proseguito Spadini, “fa giustizia di alcuni persistenti luoghi comuni sulla radio quali l’affermazione che si ascolti solo in auto, mentre quasi la metà del campione la sente in case e sei su dieci tra le persone attive sul posto di lavoro, o che sia un “sottofondo sonoro” quando invece l’89% vi trova news e l’83% informazioni su prodotti e servizi di interesse. Anche l’immagine di mezzo “antico” è cancellata dalla modernità degli strumenti di fruizione: un ascoltatore su cinque indica nel Pc lo strumento principale di ascolto, mentre crescono tablet e smartphone”. Le ricerche quantitative sulle campagne radiofoniche hanno mostrato come si verifichi puntualmente una variazione dei KPI di awareness a seguito di una campagna radiofonica. La pubblicità radiofonica produce benefici sul ricordo delle campagne e riflette in modo positivo sugli indicatori di brand. In parallelo le analisi su KPI di business hanno mostrato come la radio sia un mezzo efficace ed efficiente sia nei mercati dei servizi direct sia nel largo consumo. Le numerose case history presentate evidenziano come la radio sia un driver eccellente per stimolare le ricerche su Internet: l’elevata propensione dell’audience radiofonica alla navigazione sul web la rende uno strumento particolarmente efficace per la promozione di servizi direct e per strategie di drive-to-web. Casi di studio del mercato farmaceutico hanno poi mostrato come la radio abbia saputo produrre crescite significative di quota di mercato, con una reattività immediata, registrata in corrispondenza dei momenti di comunicazione. Infine anche in settori del largo consumo quali il Personal Care e l’Home Care hanno confermato come si tratti di un mezzo particolarmente efficiente, con un ROI in linea, o in alcuni casi addirittura superiore, a quello della Tv. “L’evoluzione della radio ha inciso anche sul profilo dei “nuovi” ascoltatori” ha concluso Marco Brusa, Head of Research & Analytics Business Planning..”Applicando il modello di “quantità di visione” della pubblicità (OTS) già sviluppato da Mindshare nei confronti della Tv, è possibile suddividere anche gli ascoltatori radio in alto, medio e basso fruitori del mezzo. La conclusione che ne deriva è che Tv e radio sono mezzi altamente complementari, laddove la radio ha il grandissimo potenziale di saper lavorare sui “Light Tv viewers”, soggetti poco o per nulla esposti alla TV, se non con fortissime inefficienze. E i “Light Tv viewers” sono il segmento più reattivo della popolazione: attivi e multiruolo, rappresentano il consumatore per eccellenza”.

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MEDIA

Mindshare continuerà a gestire il budget media Lufthansa, esteso anche alla Swiss

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Lufthansa conferma il centro media Mindshare guidato da Roberto Binaghi per la gestione del budget media, un’ulteriore conferma che si aggiunge a quella di Danone.

“La consultazione, che ha avuto inizio nel mese di Luglio, è un riconoscimento importante non solo per il lavoro che quotidianamente – nel corso di una partnership nata più di 10 anni fa – abbiamo svolto per questo cliente, ma perché, una volta ancora, siamo stati riconosciuti i partner ideali per affrontare le sfide future” commenta Binaghi.

Inoltre il budget non si limiterà solo alla compagnia tedesca, ma includerà anche Swiss, il vettore svizzero recentemente acquisito da Lufthansa e che amplia ulteriormente le opportunità di comunicazione.

 

Tre le aree di buying e planning on e offline in cui opererà Mindshare, mentre all’approccio strategico sarà affidato il compito di individuare nuove forme di comunicazione che consentano a Lufthansa di confermare la propria posizione di primo vettore europeo, in uno scenario competitivo che ha vissuto negli ultimi anni una crescita esponenziale.

Lufthansa confermerà la propria vocazione multimediale, con un media mix che ad oggi vede coinvolti web, radio, stampa e OOH ma che non mancherà di esplorare le nuove opportunità di comunicazione offerte dallo scenario digitale.

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MEDIA

Danone affida a GroupM il budget media europeo. In Italia conferma per Mindshare

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Un comunicato ufficiale dell’azienda ha oggi messo a tacere le informazioni ufficiose che si rincorrevano da ieri circa l’esito della gara media di Danone per l’Europa, alla quale avevano preso parte Aegis, Havas e Omnicom, oltre alla prescelta GoupM. La multinazionale transalpina conferma infatti il consolidamento dei budget di 24 paesi europei nelle strutture media del gruppo WPP, “con l’obiettivo di costruire un nuovo modello di pianificazione media costruito intorno all’engagement dei consumatori”.

Per quanto riguarda l’Italia, confermata Mindshare, che dal 2012 gestisce investimenti di quasi 50 milioni l’anno. Secondo fonti interne a Danone, tuttavia, quest’anno, in considerazione degli andamenti economici, il budget affidato alla struttura guidata da Roberto Binaghi (nella foto), avrebbe subito una flessione, a poco più di quaranta milioni.

“Danone ci ha riconfermato per la terza volta in 10 anni. Siamo particolarmente orgogliosi di questo risultato, e di aver conquistato la fiducia anche del nuovo management, che ha riconosciuto il valore di Mindshare e ha scelto l’Agenzia come partner per affrontare le sfide future”, commenta Binaghi. “La soddisfazione è doppia perchè oltre a vincere la gara in Italia, grazie all’esperienza maturata in questi anni di proficua relazione con il cliente ed alla continua capacità di rimettersi in discussione, Mindshare Italia ha avuto un ruolo fondamentale anche nella gara globale, condividendo best practice con le altre agenzie di One Danone e prendendo parte attiva nella presentazione centrale”.

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BRAND STRATEGY

MINDSHARE per le attività media 2014 dei segmenti acque e bevande di Co.Ge.Di.

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Co.Ge.Di. e Mindshare, a distanza di pochi anni, tornano a collaborare per le campagne pubblicitarie dei segmenti acque e bevande (Rocchetta, Uliveto, Brio Blu, Elisir di Rocchetta, Thè di Rocchetta), on air a partire dal 2014. La sfida sarà quella di intercettare in modo sempre più efficace ed efficiente quella digitalaudience che il nuovo scenario media ha saputo creare e che il reparto Business Planning di Mindshare costantemente monitora con studi mirati all’individuazione delle fasce più qualitative dei TV viewers.

 
Roberto Binaghi, Chairman&CEO di Mindshare, nell’esprimere la sua soddisfazione, sottolinea come “la collaborazione con Co.Ge.Di. consentirà di mettere l’agenzia per l’ennesima volta alla prova con un cliente esigente”. Co.Ge.Di. si confermerà anche nel 2014 top player con un’importante presenza televisiva ed un ulteriore rinforzo del media mix, a supporto del quale Mindshare attiverà i propri tools dedicati all’ottimizzazione delle risorse investite sull’ampio parco dell’offerta di canali digitali.

 

Patrizio Catalano Gonzaga, direttore marketing e media Co.Ge.Di., afferma: “Co.Ge.Di. e Mindshare hanno già collaborato in passato e la decisione di tornare a lavorare insieme è stato il naturale incontro della comune esigenza di continuare a crescere in una situazione di mercato complessa come quella che stiamo attraversando”.

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AZIENDE

Internet Days: istruzioni per cavalcare l’energia digitale

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Numerosi gli stimoli della seconda giornata degli Internet Days, nuovo appuntamento della Settimana della Comunicazione. Il professore Giuliano Noci, ordinario di marketing e Prorettore del Politecnico di Milano ha subito spazzato via l’aggettivo “digitale”. Non si può continuare a fare questa distinzione, non c’è più una vita digitale separata dal resto, il cambiamento è sociale. Le imprese devono cambiare modo di intendere il mercato, non concentrandosi più sull’incremento dei ricavi per creare esperienze e valore in un mondo in cui sono aumentati a dismisura i possibili touchpoint. In questo scenario mutato le tecnologie “sono un propulsore formidabile per differenziali competitivi e nuovi business”. Solo chi riuscirà a cavalcare l’energia digitale nel giusto modo creerà valore.

 

 

Il presidente Netcomm Roberto Liscia dopo aver fotografo lo stato dell’e-commerce italiano ha sottolineato come gli italiani pur navigando alla pari degli altri paesi non finalizzano gli acquisti sul web, più che i prodotti, gli abitanti del Belpaese preferiscono acquistare servizi, anche se il web resta uno dei canali più sicuri con le truffe online che rappresentano uno sparuto 0,012% del totale di transazioni secondo i dati del Consorzio.

 
Riccardo Donadon, presidente di Italia Start Up, ha spiegato il disallineamento dell’Italia rispetto al panorama internazionale, con poche possibilità di diventare una start-up nation. Ma non è la voglia di intraprendenza che manca, il 98% delle aziende italiane sono pmi che hanno bisogno di aiuto per far innovazione, zavorrate dalla sottocapitalizzazione. Una sola è la ricetta per uscire dalla crisi: “Aiutiamo il cambiamento dei modelli di business valorizzando l’eccellenza italiana”.

 

 

 

Roberto Binaghi, Chairman e Ceo di Mindshare Italia, ha analizzato lo stato dell’arte e i prevedibili sviluppi, sottolineando il ruole dei social. Non serve una social strategy ma bisogna utilizzare i social network come strategia. Il ruolo che oggi gioca Facebook è quello che un tempo era esclusivo appannaggio di Google. Binaghi ha sintetizzato così il particolare momento storico: “siamo ricchi di opportunità ma poveri di denaro per poterle sfruttare”.

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MOBILE

Mobile Garage: idee e strumenti per il Mobile

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Continua il programma di appuntamenti organizzati da Mindshare per offrire ai propri clienti un confronto pratico e costruttivo su alcuni temi della Media Industry. Mobile Garage è un’iniziativa congiunta di Mindshare e Google a livello globale, finalizzata ad aiutare le aziende clienti a comprendere e sfruttare al meglio le opportunità di investimento e comunicazione offerte dal mobile. Anche in Italia, come a livello internazionale, Mobile Garage consiste in una serie di workshop nel corso dei quali i team di Mindshare e Google si cimentano in progetti concreti alla ricerca delle migliori soluzioni per un’efficace strategia mobile. Nel nostro Paese, accanto a questi laboratori di idee, Mindshare ha deciso di organizzare con Google anche due momenti di confronto (Milano 6 giugno; Roma 10 giugno).

Nel corso di due incontri il tema “mobile” sarà affrontato tenendo conto delle specificità che caratterizzano il mercato italiano: dall’influenza dei dispositivi digital sulla mobilità delle persone all’utilizzo del mobile come “strumento” per accorciare la distanza tra aziende e consumatori; dalla scelta degli asset su cui investire al valore imprescindibile di creatività ad hoc.

Interverranno Roberto Binaghi (Chairman e Ceo Mindshare, nella foto), Fabio Vaccarono (Country Manager Google Italy), Paola Marazzini (Head of Agency Google Italy) Cristian Coccia (Head of Digital Mindshare), Luciano Cantoni (Senior Mobile Solutions Lead Google Italy) e Umberto Basso (VP New Media and Advertising H-ART).

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MEDIA

Purple Program: 4 appuntamenti organizzati da MindShare per parlare del futuro dei Media

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In un periodo così complesso, che vede un’offerta di mezzi e tecnologie sempre più personalizzate e personalizzabili che – pur creando grandi aspettative negli investitori – si scontrano comunque con le riduzioni dei budget, MindShare ha dato vita a un percorso di quattro tappe per confrontarsi sul futuro della Media Industry. Rivoluzione televisiva, potenzialità del mobile, seconda/terza/quarta giovinezza della radio, e infine creatività media di Cannes saranno i temi affrontati con l’obiettivo di offrire ai propri clienti il valore aggiunto di un confronto esclusivo e reale, grazie anche all’intervento degli interlocutori più titolati nel settore.

“Negli ultimi 48 mesi il mercato ci ha resi spettatori di una storia alla quale 10 anni fa difficilmente avremmo creduto”, afferma Roberto Binaghi, Chairman e Ceo di Mindshare (nella foto). Dopo la crisi del ‘92 e quella delle Torri Gemelle pensavamo di aver visto tutto e di essere pronti ad affrontare ogni nuova sfida. La nostra industry è molto “mobile2: in una società che vede la parola ‘’mobilità’’ come una minaccia, noi invece – messi quotidianamente in discussione dai nostri clienti con un pitch o sfidati da un brief – viviamo questa situazione di incertezza come condizione ormai abituale.

In questo scenario, che non ci piace definire ‘’instabile” ma piuttosto in evoluzione, MindShare propone la sua chiave di lettura del mercato attraverso il ‘’Purple Program’’. L’obiettivo finale è – e sarà – comunque quello di creare uno spunto o una visione, non necessariamente positiva ma realistica e costruttiva”.

Il primo appuntamento dal titolo “La tv, il futuro di un’illusione. Fine della televisione o espansione della televisione negli altri media?” è dedicato alla televisione con la volontà di dare una visione di come siano cambiate le cose sul mezzo più ecumenico di sempre, analizzandolo attraverso i punti di vista di chi lo ha saputo far crescere e, spesso, reinventare. Un’analisi “senza filtri”, con il confronto live tra Carlo Freccero, Giorgio Gori e Maurizio Carlotti.

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