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Just Eat: per natale i piatti sospesi si ordinano via app e si moltiplicano su instagram

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Just Eat

Dal 6 al 18 Dicembre, Ristorante Solidale – il progetto di Just Eat-lancia la prima raccolta di piatti sospesi via app che si moltiplicano grazie ai propri follower su Instagram.

Dopo la prima esperienza lo scorso anno, con oltre 400 cene di Natale consegnate a domicilio Ristorante Solidale continua ad aiutare chi ne ha più bisogno, coinvolgendo quest’anno i consumatori anche in qualità di influencer di solidarietà grazie a Instagram e al numero di follower che ognuno ha sul proprio profilo e che permetteranno di moltiplicare i piatti donati. Ristorante Solidale diventa così per la prima volta social.

Come funziona

A partire dal 6 e fino al 18 dicembre, da circa 40 ristoranti solidali delle città di Milano, Torino e Roma, sarà possibile aggiungere al proprio ordine Just Eat i piatti sospesi: pollo, hamburger, panini, sushi, pasta, riso, piadine etc. Accedendo all’app, si potrà infatti selezionare dal menù del ristorante solidale aderente un piatto speciale del valore di 3 o 5 euro, che non verrà consegnato insieme all’ordine di cibo a domicilio, ma regalato, grazie anche al supporto di Pony Zero che effettuerà le consegne, a comunità, case accoglienza e persone senza dimora ospitate in centri e luoghi dedicati, la sera del 20 dicembre 2018, Giornata Internazionale della solidarietà Umana, e in successive cene solidali insieme a Caritas Ambrosiana, Caritas Diocesana Torino e Caritas di Roma.

Ma la possibilità di donare non finisce qui: chi ordinerà un Piatto Sospeso dai ristoranti solidali delle città di Milano, Torino e Roma, potrà infatti moltiplicare la sua donazione. Sarà sufficiente scattare una foto della propria cena a domicilio nella quale è stato aggiunto un Piatto Sospeso o di sé stessi e i propri amici insieme ai piatti ricevuti, e condividere lo scatto su Instagram usando #unpiattosospesoconjuseat e il tag alla pagina @justeat_it.

In base al numero dei follower dell’utente sarà Just Eat a moltiplicare la donazione, insieme ai ristoranti solidali che partecipano all’iniziativa.

Si va da un piatto in più per chi ha meno di 1.000 follower, 2 piatti in più da 1.000 a 10.000 follower, 3 piatti da 10mila a 50mila follower, 4 piatti da 50mila a 100mila, fino a un massimo di 10 piatti per chi ne ha più di 100.000. Just Eat lancia quindi una vera e propria catena di solidarietà digitale per amplificare la condivisione del progetto, invitando sempre più consumatori a dare il proprio contributo, e per incrementare le donazioni di pasti avvicinando le persone e promuovendo l’inclusione sociale attraverso il food delivery.

“L’idea, teorizzata prima in diversi film e serie TV, si ispira al meccanismo creato dal nostro partner “This is not a Sushi Bar a Milano” catena di ristoranti giapponesi dove è possibile “pagare” grazie ai propri follower su Instagram anche un’intera cena di sushi. Noi vogliamo usare questo meccanismo per moltiplicare i pasti solidali, stimolando il mondo social. Con Ristorante Solidale vogliamo anche quest’anno dare il nostro contributo per generare un impatto positivo sul mondo che ci circonda, scendendo in campo a favore di chi ha bisogno di un sostegno concreto come un piatto caldo consegnato a domicilio, ma anche facendo education sul valore del cibo e su come il food delivery possa diventare uno strumento di inclusione sociale, un mezzo ideale per queste persone per condividere il cibo e un momento di serenità”, spiega Daniele Contini, Country Manager di Just Eat in Italia.

I ristoranti aderenti

I piatti sospesi raccolti saranno preparati dai Ristoranti Solidali aderenti a Piatto Sospeso.

A Milano: Kombu, ChickenBot, C’era una volta una piada, Mama Burger, This is not a Sushi Bar, StrEat e Tram Laboratorio del Tramezzino Veneziano, Girarrosti Santarita con due negozi.

A Torino: Piadineria Cuslè, Crushi e Crushimi, Rizzelli, T-Bone Station, Kombu, Hamburgerie di Eataly, Curry & Co., Norman Cafè, Girarrosti Santarita con tutti i negozi.

A Roma: In Salute, Sushi in the box, Burger King, Pani e Ripieni, Banco Fast Food, I love Burger, Naturale, T-Bone Station, TBSP – The BBQ & Smoke Project, Bakery House, Tyler, Miss Pizza Centocelle e Food Delivery Ex Mercato.

 

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Just Eat: Ristorante Solidale diventa digitale con il supporto logistico di Ponyzero

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Ristorante Solidale, l’iniziativa di Just Eat, con il supporto logistico di Ponyzero, diventa digitale e per Natale coinvolge i ristoranti di Milano e Torino, che ogni mese donano eccedenze alimentari a chi ne ha più bisogno, e finalmente anche i consumatori, in una maratona di solidarietà via app. Il progetto, nato un anno fa per contribuire a sensibilizzare e ridurre il fenomeno dello spreco alimentare, lancia infatti per Natale un’iniziativa speciale, trasformando in digitale il concetto del piatto sospeso.

Dal 5 al 17 dicembre, da 20 ristoranti solidali di Milano e Torino sarà possibile aggiungere al proprio ordine i piatti sospesi: pollo, hamburger, panini, sushi, pasta, riso, piadine e dolci. Il concetto segue il filone del famoso caffè sospeso e permette di acquistare un piatto che non si riceverà nel proprio ordine, perchè Just Eat, insieme a Ponyzero, e con il supporto di Caritas Ambrosiana e Caritas Diocesana Torino, lo consegnerà a domicilio a chi ne ha più bisogno la sera del 20 dicembre, Giornata internazionale della Solidarietà Umana.

Il progetto vuole mettere al centro il contributo dei ristoranti partner e dei clienti, come in una vera food community globale, in grado di mettere a fattor comune la propria natura di piattaforma che mette in comunicazione chi prepara il cibo con chi, in questo caso, ne ha davvero bisogno, e trasformando il tradizionale contributo di lasciare un piatto o un caffè pagato per chi non può permetterselo, in un gesto semplice e veloce, direttamente via app.

Basta scegliere uno dei ristoranti partner che aderiscono a Ristorante Solidale, verificare che consegni nella propria zona ed effettuare il proprio ordine aggiungendo il piatto sospeso, contribuendo così a donarlo a chi ne ha più bisogno.

Accedendo a Just Eat, ogni persona potrà selezionare dal menù del ristorante solidale aderente un piatto speciale del valore di 3 o 5€ che non verrà consegnato insieme all’ordine di cibo a domicilio, ma regalato alle comunità e alle case accoglienza selezionate da Caritas Ambrosiana e Caritas Diocesana Torino che supportano il progetto. Inoltre per ogni Piatto Sospeso ricevuto, Just Eat raddoppierà il numero di pasti che saranno consegnati grazie al supporto di Ponyzero, specializzata nella logistica dell’ultimo miglio e nella distribuzione urbana ecologica.

“Ristorante Solidale è un progetto di Just Eat Italia di cui siamo veramente orgogliosi perché da un anno riusciamo a contribuire attivamente al fenomeno dello spreco alimentare, cercando di sensibilizzare ristoranti, clienti e anche noi stessi, in azienda. Con l’iniziativa “Piatto Sospeso” il nostro obiettivo è che che per Natale, ma anche per altri momenti e situazioni durante l’anno, il digitale diventi un vero e proprio abilitatore per permettere anche ai nostri utenti di partecipare a Ristorante Solidale, aggiungendo un piatto sospeso direttamente nel loro ordine. I ristoranti partner coinvolti sono felici di partecipare all’iniziativa e di preparare tutti i piatti che speriamo di raccogliere e di poter raddoppiare per effettuare più consegne possibili”, ha dichiarato Daniele Contini, Country Manager di Just Eat in Italia.

I piatti sospesi raccolti saranno preparati dai 20 Ristoranti Solidali aderenti a Piatto Sospeso, già attivi all’interno di Ristorante Solidale: Kombu e Hamburgherie di Eataly, a Milano e Torino, Il bue e la Patata, ChickenBot, Vintage Bakery, C’era una volta una piada, I Mangiapolenta, Lapa Ristorante Brasiliano e Sorry Mama a Milano; Piadineria Cuslè, Boccadillo, M2p Pasta & Pizza, Crushi e Crushimi, Rizzelli, T-Bone Station, Flower Burger e Paninoteca Overfly a Torino.

Beneficeranno di questi piatti gli ospiti delle comunità e case accoglienza milanesi e torinesi segnalate e seguite dalle Caritas rispettivamente nelle due città, tra cui Mizar, Pani e Peschi, La Locomotiva, Maria Teresa Gabrieli, La Grangia Comunità S. Anna e Smile, e diverse famiglie che occupano alloggi e case temporanee a Torino. Coinvolti nell’iniziativa anche il Refettorio Ambrosiano di Milano.

La missione di Just Eat e di tutti i partner coinvolti (da Ponyzero alle Caritas, dai ristoranti fino alle realtà socialmente impegnate) è infatti di riuscire a donare una cena di Natale, pronta e calda, direttamente al domicilio di chi ne ha bisogno, utilizzando il digitale in modo facile e oggi, grazie alle tipologie di cibo che faranno parte dei piatti sospesi, come pollo, pizza, hamburger, pasta, riso, panini, piadine e molto altro, anche in modo inclusivo e socialmente utile. In caso di eccedenza degli ordini rispetto alle esigenze della serata del 20 dicembre, i piatti sospesi saranno consegnati in successive cene solidali nel 2018 fino a esaurimento degli ordini ricevuti.
Il Piatto Sospeso è attivo nelle città di Milano e Torino.

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Parte a gennaio “Ristorante Solidale” il progetto realizzato da Just eat e Caritas Ambrosiana

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ristorante solidale

JUST EAT annuncia Ristorante Solidale, il primo progetto di food delivery solidale sviluppato con la collaborazione di Caritas Ambrosiana, per contribuire a ridurre il fenomeno dello spreco alimentare e ridistribuire eccedenze alimentari e cibo a domicilio aiutando le comunità disagiate.

Il progetto, in partenza a gennaio da Milano, si pone l’obiettivo di estendersi a Roma e a molte altre città italiane grazie al supporto dei ristoranti partner che vorranno contribuire e iscriversi all’iniziativa, e a PonyZero, società di servizi specializzata nella logistica dell’ultimo miglio e nella distribuzione urbana ecologica, che supporterà JUST EAT nelle fasi di consegna e ritiro del cibo.

L’iniziativa si inserisce nell’ambito della nuova legge contro lo spreco alimentare del 19 agosto 2016, e in vigore dal 14 settembre scorso. Per agevolare gli atti solidali, sono previsti benefici fiscali per chi cede a titolo gratuito prodotti alimentari ad indigenti. Infatti per incentivare chi dona agli indigenti i Comuni possono applicare una riduzione della TARI proporzionata alla quantità, debitamente certificata, dei beni e dei prodotti ritirati dalla vendita ed oggetto della donazione.

Tutte le informazioni sull’iniziativa, saranno disponibili sul sito.

12 ristoranti hanno già scelto di partecipare al progetto, che partirà con la prima consegna tra gennaio e febbraio 2017: dal giapponese Kombu, ai tre negozi di C’era una volta una Piada e ancora Lapa Milano, Ristorante brasiliano, Tram Laboratorio del tramezzino Veneziano, i due ristorante Il bue e la Patata e 4 store della catena Panini Crocetta da pochissimo entrati nel circuito JUST EAT e già felici di aderire a Ristorante Solidale.

L’impegno sarà quello di preparare, in corrispondenza di un calendario di appuntamenti prefissati, eccedenze alimentari di materie non lavorate, prodotti freschi, pane, prodotti integri non utilizzati, pronti per essere ritirati dal servizio a domicilio e consegnati per la cena in luoghi come il Refettorio Ambrosiano. Il tutto potrà essere affiancato da un ordine speciale effettuato direttamente da JUST EAT in uno dei ristoranti per completare la consegna con il cibo necessario al numero di persone in attesa di una cena presso il luogo identificato da Caritas.

Daniele Contini, Country Manager di JUST EAT in Italia spiega, “Siamo molto orgogliosi di annunciare la nascita di questo progetto in collaborazione con PonyZero, a cui ci affidiamo per tutta la parte logistica, e a un partner serio e impegnato come Caritas Ambrosiana poiché per noi, che lavoriamo nel mercato dei servizi per ordinare cibo a domicilio, il food rappresenta una risorsa preziosa il cui valore è inestimabile. La FAO ha calcolato che ogni anno si sprecano 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, pari a 1/3 della produzione totale destinata al consumo umano. Sono cifre pazzesche. Con Ristorante Solidale vogliamo contribuire insieme ai ristoranti a sensibilizzare anche la città e le istituzioni sull’impatto negativo generato dalle perdite alimentari e diffondere maggiore consapevolezza sul valore di azioni solidali.”

 

 

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