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Il Gruppo Masserdotti copre per svelare Palazzo Martinengo Palatini insieme all’Unibs

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Palazzo Martinengo Palatini

Coprire per svelare. Con questo ossimoro l’Università degli Studi di Brescia ha presentato l’installazione grafica posta a copertura dei lavori di restauro di Palazzo Martinengo Palatini, storica sede del Rettorato in piazza Mercato. L’opera – un maxi telo stampato di oltre 1000 mq dal titolo “La tua strada per il futuro” – fortemente voluta dalla Delegata del Rettore all’edilizia universitaria – Campus sostenibile, prof.ssa Ivana Passamani, su ideazione e progetto grafico di Massimiliano Musolino (Università degli Studi di Brescia), è interamente made in Brescia. Il lavoro è stato realizzato da Gruppo Masserdotti Spa, che ne ha curato realizzazione e installazione.

L’immagine, stampata in digitale su telo in PVC microforato da Masserdotti con tecnologie roll to roll di ultima generazione e inchiostri UV ad alta resistenza, è volutamente simbolica e si compone di più parti: una strada a quattro colori identificativa delle quattro facoltà (Economia, Giurisprudenza, Ingegneria e Medicina); il tocco accademico, ambito traguardo sia per il singolo che per la comunità accademica; il nuovo logo dell’Ateneo e la riproduzione degli edifici storici che ospitano l’Università: Santa Chiara, Palazzo Calini ai Fiumi, Via Branze e Viale Europa. Un allestimento particolarmente scenografico e di grande prestigio, proprio nel cuore della città da sempre sede del Gruppo, che per l’occasione ha lavorato in totale sinergia con un’altra azienda bresciana, Agliardi Traslochi, che ha fornito i mezzi necessari per il trasporto e l’installazione del telo. L’efficacia della partnership e la riconosciuta competenza di entrambe le aziende, hanno permesso a Masserdotti e Agliardi di aggiudicarsi il bando di gara dell’Università degli Studi di Brescia offrendo la garanzia di un servizio interamente chiavi in mano. Gruppo Masserdotti Spa in particolare ha seguito, coordinato e supervisionato tutte le fasi del lavoro, dai rilievi preliminari alla realizzazione dei file di stampa, dalla stampa alla confezionatura, fino all’installazione e successiva rimozione del telo a fine restauro, gestendo anche la comunicazione con il cliente.

Per la realizzazione di questo progetto il Gruppo Masserdotti Spa ha scelto materiali di prima qualità, in grado di assicurare prestazioni eccellenti in fase di stampa e massima durata in esterno. Ma la consulenza del Gruppo è andata ben oltre. Per garantire la perfetta tensionatura della rete per tutti i 2 mesi di esposizione, infatti, i tecnici bresciani hanno progettato e installato una sottostruttura ad hoc montata sul ponteggio già esistente. Sette in totale i giorni necessari alla realizzazione di questa importante commessa, che ha visto all’opera un team specializzato composto da 6 persone. La copertura di Palazzo Martinengo Palatini va ad aggiungersi al già ricco portfolio di prestigiose installazioni firmate dal Gruppo bresciano, tra cui ricordiamo la Cattedrale di Noto, il Palazzo della Gran Guardia di Verona, il Palazzo Ducale di Venezia, la riproduzione del soffitto di Luca Giordano a Palazzo Medici a Firenze, la Torre degli Asinelli a Bologna, l’allestimento della Biennale di Venezia e del Festival del Cinema di Roma e Venezia e la Torre della Ghirlandina a Modena.

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AZIENDE

Mondadori festeggia i suoi 110 anni con il restauro di Mario Nanni al suo palazzo milanese

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Palazzo Mondadori

È il solstizio d’estate il giorno scelto dal Gruppo Mondadori per inaugurare l’intervento di restauro artistico permanente dell’illuminazione di Palazzo Mondadori, opera di Oscar Niemeyer. Un progetto di rinnovamento importante su un edificio iconico dell’architettura contemporanea, a livello nazionale e internazionale, e con il quale il Gruppo Mondadori vuole celebrare 110 anni di storia. “In questi anni il Gruppo Mondadori è mutato, approdando a una nuova solidità e prospettiva focalizzandosi sui suoi “fondamentali”, le attività legate ai libri e ai magazine, tradizionali e in digitale. E mi piace vedere in questa capacità di innovare, senza dimenticare le proprie radici, una analogia con l’edificio che Niemeyer ha progettato per la Mondadori” sottolinea Ernesto Mauri, Amministratore delegato del Gruppo Mondadori, “e che ogni giorno stupisce per la sua modernità visionaria, fatta di solidi elementi architettonici tradizionali in armonia con forme di straordinaria creatività: un’architettura che si offre sempre nuova al nostro sguardo; al tempo stesso storia e, con questo nuovo intervento, sempre più futuro”.

La nuova illuminazione permanente
L’edificio, di proprietà del Gruppo Generali e sede del Gruppo Mondadori dal 1975, fu costruito secondo i tre fondamentali principi vitruviani per rispondere alla necessità di avere grandi spazi di lavoro per un’impresa simbolo dell’eccellenza italiana, la Mondadori (utilitas): un palazzo costruito sull’acqua e sulla terra, con pilastri solidi e forti (firmitas) per il corpo sospeso delle aree di lavoro; ma soprattutto un edificio con la capacità di esprimere la bellezza che aspira al sublime (venustas).
Grazie all’opera luminosa permanente realizzata dal maestro della luce Mario Nanni, il Palazzo Mondadori verrà svelato attraverso una nuova luce, intesa come linguaggio narrativo capace di raccontare la vita dell’edificio, la struttura delle sue arcate. Mario Nanni ha realizzato un’opera totale nella quale confluiscono luce, cinema, musica e editoria; un lavoro dedicato al giorno e alla notte, per rendere quotidianamente omaggio alla vita, al pensiero e alla bellezza. Un’opera per chi lavora nell’edificio e per chi lo vedrà solo da lontano: un’opera per tutti.

Il libro Palazzo Mondadori
Il 110° anniversario della Mondadori e la realizzazione dell’intervento di restauro artistico dell’illuminazione di Palazzo sono stati anche l’occasione per presentare – attraverso le parole del professore Francesco Dal Co, direttore di Casabella – la nuova edizione del libro Oscar Niemeyer. Il Palazzo Mondadori, di Roberto Dulio (Electa). Il volume, che si presenta con una veste grafica rinnovata rispetto alla prima edizione del 2007 uscita in occasione dei 100 anni di Mondadori, ricostruisce la storia ideativa e costruttiva della sede realizzata tra il 1968 e il 1975: è uno studio accurato teso alla ricostruzione dell’attribuzione dell’opera all’architetto brasiliano che ha collocato l’edificio all’interno di un ampio contesto culturale. “Il Palazzo è figlio di Itamaraty, il Ministero degli Esteri completato da Niemeyer a Brasilia nel 1964, ammirato da Giorgio Mondadori. Le luci degli archi di Itamaraty sono uguali; nel Palazzo Mondadori variano: un monumento in un caso, una “sinfonia” nell’altro”, dichiara il professore Francesco Dal Co, direttore di Casabella. “Inoltre, nel Palazzo Mondadori i piani sono appesi alla copertura e galleggiano su uno spazio vuoto. Ma se Niemeyer compì a Milano un exploit soltanto sfiorato a Brasilia, ciò si deve anche alle industrie che produssero i materiali speciali usati per la costruzione e agli ingegneri italiani che ne calcolarono la statica”.

L’evento di inaugurazione
Il nuovo progetto della luce di Palazzo Mondadori andrà in scena questa sera dopo il tramonto con “Sospeso, leggero ma non troppo”, poesia di luce dedicata a tutti coloro, dipendenti e collaboratori, che vivono la propria attività lavorativa all’interno di una costruzione iconica.
Sarà un racconto di luce e musica che trasformerà Palazzo Mondadori in una tela sulla quale l’illuminazione dipingerà lo scorrere del tempo, offrendo una nuova lettura della sua architettura nelle ore notturne. Per non privare tutti gli appassionati di architettura – e non solo – dello spettacolo, l’evento sarà trasmesso questa sera anche in diretta sulla pagina Facebook del gruppo. “Confrontarsi con un palazzo monumentale, fatto di materia imponente e con preesistenza storica prevede necessariamente studio, rispetto e ascolto del luogo. Un intervento sincretico di altissimo valore simbolico che, componendo polisticamente architettura e paesaggio, fasi solari e cronobiologia, si confronta con le infinite regole della luce naturale attraverso una scenografia che genera luce e ombra, celebrando la bellezza del complesso anche dopo il tramonto, rendendola eterna”, ha dichiarato Mario Nanni.

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AZIENDE

Villa Arconati si affida al crowdfunding per “rinascere”

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Uno dei gioielli del patrimonio architettonico lombardo rivive grazie ad un importante piano di restauro che ha il suo motore nell’inedita attività di raccolta fondi attivata grazie alla sinergia tra la Fondazione Augusto Rancilio, la Sovrintendenza ai Beni Culturali e con l’indispensabile sostegno di Istituzioni, Imprese, Fondazioni e Privati Cittadini. Il quartier generale dell’operazione è il nuovo sito internet www.villaarconati.it realizzato e cuore della comunicazione della Villa e della prossima raccolta fondi, che, grazie ad una piattaforma di crowdfunding, coinvolgerà chiunque voglia sostenere i lavori in atto diventando così ‘Amico di Villa Arconati’

Proprio il crowfunding è il punto nevralgico del Progetto Villa Arconati, un piano di riconversione culturale che vede protagonisti le arti, l’ambiente e il territorio, in una prospettiva internazionale, che punta a coinvolgere una delle più importanti ‘ville di delizia’ della Lombardia per renderla fin d’ora un polo di produzione culturale, d’informazione e di educazione al servizio del territorio anche in vista di Expo 2015.
Il progetto è stato presentato ieri alla Triennale di Milano con la partecipazione della Direzione Regionale dei Ministero dei Beni Culturali, il Distretto Culturale integrato Supermilano, il Comune di Bollate, la Regione Lombardia, la Provincia di Milano, la Fondazione Cariplo, il Politecnico di Milano. È già in via di definizione un calendario di visite guidate alla Villa di nuova concezione, dedicato agli abitanti del territorio, alle scuole, agli spettatori del Festival musicale e a tutti coloro che ne faranno richiesta. E dalla collaborazione con il Politecnico di Milano prendono forma i progetti di Villa Arconati Lab, come quello realizzato dai 60 studenti della sede di Bovisa per la valorizzazione della Villa e del Borgo dal punto di vista architettonico e stilistico. Un altro progetto è stato invece presentato, per la collaborazione dell’Università Cattolica.

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