AZIENDE

Prime Real Time sigla un’importante partnership con Sharethrough, leader mondiale nel segmento dell’in-feed native

- # # # # #

Sharethrough

Prime Real Time (Gruppo Triboo Media), la piattaforma italiana indipendente di real time bidding, ha siglato un’importante partnership con Sharethrough, la più grande piattaforma tecnologica indipendente focalizzata sul native advertising in America. Nel 2015 la società ha generato un giro d’affari di oltre 100 milioni di dollari con una quota di mercato superiore al 50%.

Prime Real Time è dunque da oggi la distributrice esclusiva delle soluzioni proprietarie di Sharethrough che permettono l’ingegnerizzazione, l’erogazione e la gestione della vendita di native advertising, semplificandone sia il processo di distribuzione, sia quello di acquisto. La caratteristica principale di questa tecnologia, risiede in una app che è in grado di integrarsi con i sistemi di real time bidding, consentendo agli editori di valorizzare anche l’invenduto, secondo i protocolli più avanzati in questo segmento.

Secondo Business Insider, in America, il native advertising raggiungerà 21 miliardi di dollari di spesa nel 2018, e una quota del 15% della pubblicità digitale entro il 2020. I ricavi del real time bidding, invece, supereranno gli 11 miliardi nel 2016, e una quota del 50% del mercato digitale da qui al 2020.

In Italia, non è ancora possibile avere uno spaccato degli investimenti pubblicitari display suddivisi per queste categorie, ma è chiaro a tutti gli operatori che anche nel nostro paese Native Advertising e Real Time Bidding seguiranno il trend del mercato americano.

“Abbiamo intuito fin da subito le enormi potenzialità di questa tecnologia per il mercato italiano”, ha dichiarato Cristina Pianura, Managing Director di Prime Real Time. “Per questo motivo, siamo particolarmente orgogliosi che un player del calibro di Sharethrough abbia scelto di lavorare in esclusiva con noi. Questa alleanza rafforza il posizionamento di Prime Real Time, da sempre riconosciuta per il suo ruolo di innovatore nel mercato di riferimento”.

La stessa potenzialità è stata individuata dall’azienda americana che attraverso il suo Ceo e Co-Founder, Dan Greenberg, dichiara: “Il mercato italiano è un importante passo per Sharethrough che continua la sua espansione e posizionamento in Europa. Formati pubblicitari che si inseriscono nella user experience di un sito sono il nuovo standard e il mercato italiano è un’enorme opportunità per aiutare gli editori a capitalizzare i molti benefici del native e programmatic advertising. Il focus digitale e la propensione all’innovazione del Gruppo Triboo Media lo rende il partner ideale in questo mercato”.

Prime Real Time proporrà la vendita della tecnologia Sharethrough su due livelli differenti: come tecnologia capace di erogare in modo ingegnerizzato il formato in-feed native e come prodotto media in programmatic advertising.

articoli correlati

AZIENDE

Tradelab lancia le campagne “brandance” grazie a programmatic e RTB

- # # # # # # # #

La scelta se investire il proprio budget in campagne branding o a performance è uno dei maggiori dilemmi degli investitori. Grazie all’ingresso del Programmatic e del Real Time bidding nel digital advertising, Tradelab è riuscita a soddisfare due esigenze che spesso vengono viste distanti e dicotomiche: branding e performance.

Secondo uno studio svolto dal trading desk francese, presente in Italia da settembre 2014, sono 5 gli aspetti chiave su cui puntare per realizzare campagne che possano allo stesso tempo aumentare la riconoscibilità del brand e ottenere un tasso di conversione medio molto elevato: Prospecting, Transparency, Brand safety, Remarketing e Data.

Tradelab suddivide la singola campagna in tre fasi per far sì che renda al massimo delle possibilità, seguendo l’utente lungo tutto il funnel di conversione, dall’acquisizione alla fidelizzazione.

Ancor prima di lanciare la campagna, grazie alle sue tecnologie proprietarie, Tradelab identifica l’audience “tipo” attraverso l’analisi dai data necessari (first party data) per dar via ad un “Prospecting” mirato. In questo modo, a campagna iniziata, si ottengono due risultati: la riduzione significativa di impression disperse e la possibilità di indirizzare creatività ad hoc agli utenti affini. In questa prima fase è, infatti, importante puntare su format molto impattanti che creino valore e invoglino l’utente a convertire.

La conversione dell’utente è importante, ma far in modo che non venga intaccata la percezione del brand in questa fase lo è altrettanto. Dato che campagne troppo insistenti possono ottenere l’effetto contrario, Tradelab stabilisce un frequency capping – ossia un numero massimo di volte a cui è possibile sottoporre l’utente alla stessa pubblicità. Sempre in una logica di Brand Safety, il trading desk francese dà molta importanza alla sicurezza del posizionamento del brand, dando la possibilità all’inserzionista di creare white e black list dei siti ai quali vuole o no essere associato.

Dopo aver raggiunto gli obiettivi di visibilità del brand, Tradelab si focalizza su attività di performance per aumentare il tasso di conversione medio e, in seguito, di fidelizzazione. Mentre nella fase iniziale della campagna i formati impattanti servivano a catturare l’attenzione del cliente, a questo punto lo scopo è passare all’acquisto: attraverso un’ottimizzazione continua della segmentazione dell’audience, Tradelab isola i profili non performanti per concentrarsi solo quelli “recettivi”, diffondendo formati meno impattanti, come i Newsfeed di Facebook, ma personalizzati da una forte call to action (riduzioni, buoni sconto).

“Grazie al Programmatic e al Real Time Bidding, stiamo assistendo a una grande rivoluzione del settore e delle strategie. È necessario stare al passo con queste trasformazioni e Tradelab è riuscita ad andare oltre, facendo convergere visibilità e conversioni senza obbligare l’advertiser a scegliere ma aiutandolo a massimizzare l’investimento pubblicitario. I nostri clienti e partner hanno avuto fiducia in noi e anche grazie a loro quest’anno siamo riusciti a registrare una crescita del 130% a livello europeo con oltre 3000 campagne e più di 120 clienti attivi”, afferma Gaetano Polignano, Country Manager di Tradelab (nella foto).

articoli correlati

AZIENDE

Sky Italia sceglie la piattaforma Turn per il programmatic advertising

- # # # # # # #

Sky Italia ha selezionato Turn come propria piattaforma di gestione dei dati (DMP) per fornire esperienze di advertising maggiormente personalizzate ai propri clienti e rispondere ad una serie di esigenze di digital marketing, incluso il real-time bidding.

Sky continua così il cammino verso il programmatic advertising e la collaborazione con Turn è parte integrante di questa strategia che vede ben il 70% delle campagne dell’azienda implementate su base programmatica attraverso la piattaforma Turn. Per rispondere alle specifiche esigenze dell’emittente, Turn ha sviluppato 22 profili di consumatori specifici, su cui far leva per offrire contenuti ed esperienze personalizzate. A supportare la partnership, un ruolo chiave è stato ricoperto da Simple Agency (AMNET), l’agenzia di Sky Italia.

“La grande quantità di dati a disposizione dell’industria televisiva ha reso il digital marketing sempre più complesso. I nostri utenti richiedono esperienze di visualizzazione più personalizzate – e questo vale per tutti i canali e le modalità che utilizziamo per raggiungerli e coinvolgerli nelle nostre campagne di marketing” ha affermato Aldo Agostinelli, Digital Marketing e Sales Director di Sky Italia. “Avevamo bisogno di un sistema in grado di combinare i dati con la narrazione e la creatività per fornire le esperienze di visualizzazione premium per le quali Sky è famosa. Stiamo già riscontrando ottimi risultati da questo approccio; il tasso di click-through sulle inserzioni pubblicitarie è raddoppiato e il bounce rate dal nostro sito è diminuito del 40%”.

“Oggi sono svariate le tecnologie a disposizione dei professionisti di marketing” prosegue Agostinelli “ma la piattaforma di Turn ci garantisce uno strumento estremamente efficace per rispondere a quelle che possono essere le richieste dei nostri utenti, sia attuali che future. Lavorando sia sul fronte marketing che su quello tecnologico, ora Sky Italia può realmente crescere grazie ad un approccio ‘audience first’ basato su insight reali sul quale costruire la nostra strategia.”

“Turn ha fornito a Sky Italia una piattaforma di gestione dei dati su misura per le sue esigenze di business” ha affermato Pierre Naggar (nella foto), Managing Director EMEA di Turn. “In un panorama mediatico altamente competitivo, in cui il pubblico fruisce di contenuti su canali diversi, è fondamentale che i professionisti del marketing si affidino a partner tecnologici in grado di facilitare l’analisi dei big data. Gli strumenti digitali sono i catalizzatori per fornire esperienze pubblicitarie maggiormente personalizzate e rilevanti. Mettendo in atto la giusta strategia, ogni singolo byte di comunicazione aziendale può portare a grandi risultati.”

articoli correlati

AGENZIE

Sassoli de Bianchi (UPA): chiusura anno in pareggio. Ripensare la Rai. Urge banda larga.

- # # # # # # #

In attesa dell’assemblea UPA (Utenti Pubblicità Associati) che si sta svolgendo in questo momento al Teatro Strehler di Milano, il presidente Lorenzo Sassoli de Bianchi ha approfittato stamani di un incontro con la stampa per porre in primo piano alcuni dei temi di attualità.

Rimandando a un prossimo post il report sull’assemblea, si evidenziano qui gli spunti di riflessione proposti da Sassoli di Bianchi, che ha ricordato sin dall’inizio come “l’innovazione rappresenti la via d’uscita dai problemi del Paese. Occorre rompere il passo abituale per cercare strade nuove. Serve un pensiero laterale”.

Esprimendo un ottimismo controllato ma non di facciata, il Presidente UPA ha sottolineato come il tasso di fiducia tra gli italiani sia agli stessi livelli del 2010 (“l’ultimo anno in cui il media spending è cresciuto”) e vede la chiusura del mercato pubblicitario nel 2014 in pareggio, dopo un primo semestre che segna -2%. “Personalmente mi impegnerò a far si che il pareggio diventi un +1%, un piccolo ma importante segnale che il mercato ha invertito il suo andamento, tant’è che ci attendiamo un +2% l’anno prossimo e un +3% nel 2016”.

Sassoli è poi tornato su altri temi già ripetutamente toccati in passato, ma sui quali “oggi si riscontra una maggior sensibilità governativa”. A partire dalla defiscalizzazione degli investimenti sulle piattaforme di e-Commerce, “già inserita del DL sulla Pubblica Amministrazione ed eliminato solo in quanto non coerente con le finalità del Decreto stesso”, mentre ancora latitano risposte concrete alla richiesta di un Tax Credit per gli investimenti incrementali in comunicazione. Ascolto hanno trovato anche le proposte UPA sulla RAI, “che deve essere affidata a manager e a una Fondazione che rappresenti efficacemente gli interessi di chi paga il canone tramite un Consiglio di Indirizzo”, con abolizione della Commissione di Vigilanza, una rete senza pubblicità e il ritorno del servizio pubblico a “una funzione educativa” focalizzata sugli skill di base, quale la conoscenza dell’inglese e l’educazione alla tecnologia delle fasce di età più elevate. Quanto alla banda larga “che ci vede all’89° posto nel mondo per velocità di trasferimento dati, “le aziende di Tlc nostre associate sono impegnate sin d’ora su tale fronte, ma il Governo non sembra ritenerla una priorita, nei fatti”.

Più legati al comparto della comunicazione i temi delle Audi, dove il “buco” di Audiradio “penalizza un media importante come la radio”, mentre Auditel “dovrebbe dare una maggior rappresentanza alle aziende spender (che oggi esprimono 12 consiglieri  su 22), anche a vantaggio dei broadcaster stessi, che così si scrollerebbero di dosso l’annosa accusa di conflitto di interesse”. “Le ricerche sono fondamentali per noi investitori”, ha aggiunto Sassoli, “e in Italia abbiamo uno strumento unico al mondo nel suo genere, Eurisko Media Monitor, che mette in relazione la comunicazione i consumi”.

Netta la posizione su centri media e RTB:  “il Real Time Bidding li trasforma in broker. Cosa a cui noi siamo decisamente contrari, anche se l’evoluzione tecnologica e del mercato spinge in tale direzione”. Sassoli rivendica anche la “battaglia” sui diritti di negoziazione: un elemento di chiarezza e trasparenza, fermo restando il principio che i CM debbano essere remunerati adeguatamente.

Non è mancato infine un cenno al rapporto con AssoCom: “un interlocutore importante, di cui auspico un ricompattamento e con cui collaboriamo con soddisfazione, come dimostra anche la nostra proposta di organizzare congiuntamente un MasterClass per rafforzare professionalità e ruolo di Account e Planner, due figure indispensabili nello sviluppo di una proficua relazione di business tra azienda e agenzia”.

articoli correlati

AZIENDE

Zodiak Advertising lancia il Deal Manager sul mercato italiano e spagnolo

- # # # # # #

Zodiak Advertising arricchisce la propria offerta verso concessionarie e editori di qualità rendendo disponibile a tutti i suoi partner il Deal Manager. Attraverso questo nuovo strumento, gli editori e le concessionarie che utilizzano la piattaforma di Zodiak Advertising, potranno creare in modo autonomo deal, ovvero accordi di vendita programmatica (programmatic selling) del proprio bacino di impression, con le principali agenzie media.

Il Deal Manager è la risposta di Zodiak Advertising alla peculiarità del mercato italiano, che negli ultimi mesi ha privilegiato gli accordi in programmatic buying/selling rispetto all’acquisto in open market, a tutela della qualità delle campagne pubblicitarie e degli editori premium.

Ellis Bosisio, Head of Media Operations di Zodiak Advertising, ci spiega la nuova funzionalità: “La piattaforma di Zodiak Advertising è da sempre pienamente interconnessa a tutte le principali Demand Side Platform, ma la possibilità di realizzare accordi di programmatic buying in passato era limitata a un numero ristretto di partner. Con il rilascio della funzione di Deal Manager invece, è possibile l’esecuzione di un private deal tra tutti gli operatori connessi al nostro ecosistema in modo estremamente immediato e intuitivo, rendendo il lavoro di tutti i nostri partner più semplice e sicuro”.

Il Deal Manager, oltre a consentire all’editore di attivare il deal in modalità privata garantendo la “first look” rispetto all’open market (RTB), gestisce anche accordi in modalità pubblica, ovvero mettendoli in asta con l’open market e utilizzando l’auction engine di Zodiak Advertising.

Il Deal Manager è una delle tante novità che Zodiak Advertising presenterà al mercato italiano nel corso dei prossimi mesi e che saranno rilasciati anche nel mercato spagnolo. Proprio in Spagna, l’offerta di Zodiak sta riscontrando un forte successo che ha portato all’adozione della piattaforma da parte di numerosi premium publisher locali e ad accordi con importanti centri media locali e internazionali.

articoli correlati

MEDIA

Lo “Skin” in RTB arriva in Italia grazie a 4w MarketPlace e Gran Turismo 6 per PS3

- # # # # # #

4w MarketPlace, Multi-screen Performance Marketing Solution che opera come advertising network premium nel mercato della pubblicità online a performance con i principali editori italiani, ha attivato per la prima volta in Italia una campagna Skin in Real Time Bidding (RTB), per promuovere Gran Turismo 6 per PlayStation 3 di Polyphony Digital e Sony Computer Entertainment. La campagna, che include il formato Skin, è stata proposta dal team digital di OMD al cliente per ottimizzare i risultati di planning ed è stata attivata da Resolution (divisione digital di Omnicom Media Group) per promuovere l’ultimo episodio del simulatore di guida più venduto al mondo, Gran Turismo 6 – lanciato a dicembre 2013, sviluppato da Polyphony Digital e pubblicato da Sony Computer Entertainment per la PlayStation 3. “Il lancio di una campagna Skin in RTB per un cliente importante come Sony”, commenta Andrea Folcio, Chief Technology Officer di Resolution – Omnicom Media Group, “rappresenta un punto di partenza fondamentale per spostare sempre più il mondo del programmatic buying verso logiche di acquisto premium, e i risultati che abbiamo riscontrato con 4w Matic sono stati davvero soddisfacenti”. La campagna fa seguito al lancio nel novembre 2013 di 4w Matic, il Private Marketplace per il premium programmatic buying che 4w MarketPlace ha realizzato con una sofisticata tecnologia fornita dal partner olandese Improve Digital, leader Europeo nel settore della tecnologia real-time advertising. “Sono passati solo due mesi dal lancio di 4w Matic”, conclude Daniele Costenaro, Head of Automated Trading di 4w MarketPlace, “e i risultati sono già molto interessanti, abbiamo deciso di puntare sempre più sui canali verticali e formati impattanti, e queste scelte ci stanno decisamente dando ragione”.

articoli correlati

AGENZIE

Aegis Media, Google e iProspect: Real Time Advertising per creare valore con il Real Time Bidding

- # # # # #

Stamattina Aegis Media Italia, iProspect e Google hanno organizzato un seminario, presso la sede di Milano di Aegis Media, per illustrare alle aziende italiane le potenzialità del Real Time Advertising attraverso la tecnologia del Real Time Bidding.

Sono intervenuti al dibattito: Giulio Malegori (nella foto), President and CEO di Aegis Media Italia e CEO di Aegis Media Southern Europe, Fabio Vaccarono, Country Director di Google Italy, Paola Marazzini, Agency Lead di Google Italy, Mariano Di Benedetto CEO di iProspect, Marco Traini, Solutions Engineer di Google US, Frank Einecke, Director Media Buying Solutions di Google SEEMEA, e Massimo Fontana, Managing Director di Amnet – il trading desk del gruppo Aegis Media.

Tema centrale: i vantaggi legati alla tecnologia RTB, che consente alle aziende di intercettare in maniera efficiente l’audience migliore e su ampia scala, migliorando la performance delle campagne. Già oggi, negli Stati Uniti, gli investimenti pubblicitari attraverso la tecnologia RTB superano i 3 miliardi di dollari e si prevede possano raddoppiare nei prossimi tre anni, raggiungendo quota 7 miliardi nel 2016 (fonte eMarketer). In Italia, dove il mercato ha iniziato ad approcciare con convinzione solo recentemente questa modalità di acquisto, aziende e operatori del settore mostrano interesse e segni di crescita.

In un contesto che è fortemente caratterizzato dalla commistione tra mondo reale e mondo digitale, all’interno del quale siamo sempre più in mobilità, è fondamentale dotarsi di strumenti in grado di far incontrare brand e consumatore nel posto giusto, al momento giusto, con le giuste modalità, attraverso messaggi altamente customizzati. La fusione tra scienza e tecnologia permette di individuare macrosegmenti di audience, non identificate a campione, ma incrociando variabili qualitative come interessi, attitudini, comportamenti, localizzazioni, ecc. La tecnologia di Real Time Bidding ci permette, quindi, di perfezionare i classici modelli di pianificazione.

Le tecnologie RTB stanno ormai cambiando il mondo del digital advertising. All’inizio, nonostante i vantaggi, molte brand e advertiser ne erano rimasti lontani principalmente a causa dei dubbi sulla qualità dell’inventory. Attualmente, sempre più brand ne stanno scoprendo i vantaggi, anche grazie a technology provider come DoubleClick di Google, da sempre propenso ad investire nell’innovazione.

Per Aegis Media, Amnet è la soluzione creata per gestire i nuovi modelli in Real Time grazie ad una elevata expertise tecnologica e alla capacità di creare valore attraverso l’analisi dei dati.

 

articoli correlati

AZIENDE

Sbarca in Italia l’‘advertising that learns’ di Rocket Fuel

- # # # # # # # #

Rocket Fuel è un algoritmo, una tecnologia in grado di utilizzare i big data in maniera efficiente e, soprattutto cross channel, per finalità sia di branding sia di direct response”, spiega Enrico Quaroni (nella foto), recentemente nominato Country Manager dell’azienda sbarcata in Italia lo scorso 7 luglio.

L’azienda con sede a Redwood Shores, nella Silicon Valley Californiana, ha creato infatti un nuovo metodo di calcolo che sintetizza ricerca e sviluppo all’avanguardia nel campo dell’intelligenza artificiale, big data, apprendimento automatico e scienza della decisione; una piattaforma di real time bidding in grado di risolvere uno dei problemi primari del marketing, quello cioè di riuscire a deliverare il messaggio pubblicitario giusto, alla persona giusta, nel momento giusto, utilizzando tutti i media disponibili, su una scala davvero innovativa nella storia del marketing tecnologico. Rocket Fuel Italia metterà a disposizione la propria offerta completa di bidding in tempo reale e di ottimizzazione dei servizi di “brand advertising” e campagne a risposta diretta, includendo analisi e attribuzione avanzate.

“Rocket Fuel è in grado di “apprendere” nel corso della campagna e di “modificarla” in tempo reale in base ai risultati di efficienza misurati”, continua Quaroni. “Il risultato è un’attività di marketing misurabile con una granularità 1 to 1 e un’efficacia delle impression su tutti funnel e su tutti i canali pubblicitari”.

La piattaforma è infatti in grado di apprendere in modo automatico, rendendo sempre più mirata ogni successiva decisione di investimento pubblicitario. I programmi di advertising, grazie all’algoritmo, diventano così intelligenti forme di vita computazionale che si adattano continuamente e in tempo reale ai flussi di dati che cambiano ed evolvono, agli indicatori di performance e in base all’ambiente mediatico.

Con un fatturato di 107 milioni di  dollari nel 2012, Rocket Fuel è stata classificata al 4°posto nella lista delle aziende più promettenti del 2013 stilata da Forbes e vanta  un tasso di rinnovo clienti del +94%. Fondata nel 2008 da persone con lunga esperienza nell’online advertising e persone che arrivano dalla NASA, Yahoo!, Salesforce.com e DoubleClick, impiega oltre 512 dipendenti in 19 uffici in tutto il mondo tra cui New York, Londra, Parigi e Amburgo.

articoli correlati

MEDIA

Real Time Bidding e Programmatic Buying: le opportunità della nuova frontiera dell’adv online

- # # # # # # # #

Si è tenuto oggi a Milano il primo Publisher Day di VivaKi in Italia con lo scopo di presentare a editori e concessionarie del mondo digital il punto di vista del brand VivaKi su due temi centrali nell’evoluzione dell’advertising online, il Real Time Bidding (RTB) e il Programmatic Buying (PB). Il primo (RTB) è un sistema che consente ai Publisher di mettere le proprie inventory a disposizione su mercati virtuali dedicati chiamati Private Market Place (PMP) in cui molteplici acquirenti concorrono per le singole impression tramite un meccanismo di “asta in tempo reale”; il secondo (PB) permette in modo veloce e automatizzato l’acquisto di spazi/formati pubblicitari selezionati in base a criteri qualitativi come ad esempio abitudini, interessi e comportamenti del target.

Tra gli speaker della giornata, i due rappresentanti di VivaKi EMEA Marco Bertozzi (Executive Managing Director / EVP VivaKi EMEA) e Danny Hopwood (Head of Platform VivaKi EMEA), che hanno condiviso la loro visione, sviluppata nei 5 anni di esperienza nel mondo anglosassone dove il mercato del RTB si è avviato in anticipo rispetto all’Italia ed è oggi a uno stadio più avanzato. Parte di Publicis Group, VivaKi è stato infatti creato a livello internazionale nel 2008 per accelerare la trasformazione digitale e ampliare le competenze delle agenzie del Gruppo.

Bertozzi ha spiegato come, a partire dal secondo semestre 2012, il brand VivaKi mette a disposizione anche sul mercato italiano due piattaforme altamente tecnologiche che vanno sotto il nome di Audience On Demand (AOD): una di RTB per i formati display e l’altra di PB per i formati video. Questi strumenti permettono agli inserzionisti di entrare in contatto con la propria audience nel momento e nel contesto più opportuno, attraverso tutti i touchpoint digitali e in tempo reale, ottimizzando la precisione e l’efficienza delle campagne pubblicitarie. “Negli ultimi due anni abbiamo lavorato insieme a molti fornitori media e siamo stati in prima linea nel trainare il Private Marketplace. Visti i benefici che ne derivano sia per i Publisher sia per gli Advertiser, non sorprende che stiamo assistendo a una fenomenale crescita in quest’area. Gli editori mantengono il controllo sulla disponibilità delle inventory, sui prezzi e sui volumi, mentre gli Advertiser ottengono l’accesso alla Premium Inventory attraverso il RTB assicurando trasparenza, efficienza e accrescendo il ROI”, ha commentato Bertozzi”.

Ha preso poi parola Hopwood, che ha spiegato come RTB e PB permettano al cliente di raggiungere una reach ampia e di accedere a impression altamente qualitative targettizzate dal punto di vista socio-demografico e comportamentale, garantendo così una visibilità mirata secondo gli obiettivi della campagna. Questo tipo di attività può essere attivata sia per le campagne di branding sia per le campagne con obiettivi di leading. Tra i punti forti di RTB e PB c’è la possibilità di modificare la pianificazione in base ai risultati e di ottimizzare i costi, il tutto in tempo reale e con esecuzione semplificata, rendendo più proficua la collaborazione tra Publisher, che all’interno dei Private Market Place (PMP) possono selezionare gli acquisti e monitorare il prezzo, e inserzionisti, che possono misurare ogni singola attività pubblicitaria e pagare secondo gli obiettivi raggiunti. Dal punto di vista degli Advertiser i PMP rappresentano un’opportunità indispensabile per sviluppare relazioni forti con i Publisher e assicurare posizionamenti efficaci ai propri clienti. “Per rispondere in modo efficace alle domande dei clienti le inventory source standard non sono sufficienti: abbiamo bisogno di rafforzare le relazioni tra noi Advertiser, editori e concessionarie per creare PMP solidi, che abbiano al loro interno Premium Publisher, e in UK abbiamo raggiunto questo obiettivo con successo”, ha affermato Danny Hopwood.

Sara Buluggiu (nella foto) (Digital Director VivaKi Italia) ha presentato lo scenario italiano dove il RTB si configura come una realtà in crescita sulla spinta dei paesi più avanzati. A supporto di questa tesi, Buluggiu ha mostrato i dati dei volumi di investimento pubblicitario RTB (Digital Display) in Europa Occidentale, che riguardano anche l’Italia e che dai 526 millioni di dollari certificati nel 2012 passeranno a 900 milioni nel 2013, fino a toccare i 2.516 milioni di dollari nel 2016 (fonte eMarketer). “Secondo i dati Iab – ha sottolineato Buluggiu – il valore del RTB in Italia è pari al 3-5% del valore della display adv, con una previsione di raddoppio per il 2014. Mentre in Italia l’AOD ha visto nel secondo trimestre un incremento degli investimenti del 250% vs lo stesso periodo del 2012”. “Si tratta di una crescita sana e decisamente votata alla qualità” – continua Buluggiu – “crescono infatti i valori delle singole campagne e cresce il valore attribuito alle singole impression (CPM)”. Il programmatic buying, poi, si presta benissimo a fare campagne di branding e non solo a performance dato che per sua natura ha la capacità di parlare con la creatività giusta alla persona giusta. “Questo” – conclude Buluggiu – “porta anche in Italia a livelli di coinvolgimento superiori alle campagne “cherry picking””.

A conclusione della giornata Sara Buluggiu ha annunciato il lancio in Italia dell’AOD mobile in partnership con Google. “Se il mobile è il segmento dell’advertising a maggiore crescita, infatti, è necessario approcciare questo mercato con gli strumenti più adeguati e arrivare preparati a questa nuova sfida”.

 

 

articoli correlati

MEDIA

Real Time Bidding e Lead Generation moltiplicano i risultati dell’adv online

- # # # # #

Raggiungere il cliente desiderato, con il giusto messaggio, sul dispositivo corretto, nel momento giusto, al miglior prezzo e in tempo reale. Una sfida, per chi comunica attraverso i digital media, che oggi può essere vinta usando gli strumenti appropriati. E proprio per rispondere a queste necessità Clickpoint, realtà italiana specializzata nel marketing digitale, è stata tra le prime aziende ad adottare una piattaforma in grado di poter accedere a praticamente tutte le DSP (Demand Site Platform) esistenti sul mercato.
I clienti e partner di Clickpoint possono quindi sfruttare i numerosi vantaggi della pianificazione tramite Real Time Bidding con campagne continuative durante l’anno e con obiettivi di traffico chiari e molto mirati. Con il Real Time Bidding sono disponibili infatti moltissime opzioni di targhettizzazione, incluse quelle relative alle caratteristiche socio-demografiche dell’audience, grazie alla combinazione della tecnologia con diverse banche dati internazionali.
I servizi di RTB offerti da Clickpoint sono inoltre perfettamente integrati con i già consolidati ed efficienti strumenti di lead generation che da sempre caratterizzano il lavoro dell’agenzia.
“Bastano alcuni esempi per confermare i risultati raggiungibili con real time bidding e lead generation” spiega il Managing Director e fondatore di Clickpoint, Roberto Siano (nella foto). “Un’azienda del settore finance/credito al consumo nostra partner, da un budget di 25.000 euro ha generato ricavi per 34.000 euro circa, con oltre 3.000 lead al mese, grazie a una strategia basata su una attenta profilazione del target e sull’ottimizzazione dell’investimento. O ancora, una società del real estate, con una spesa di 45.000 euro, ha avuto ricavi per 300.000 euro circa e un return on investment del 665%. Su 1.925 lead generati, 1.358 sono stati contattati, 147 hanno fissato un appuntamento e dieci hanno acquistato”.
Per Clickpoint, infine, quando si parla sia di real time bidding, sia di lead generation, l’aspetto fondamentale è definire con precisione gli obiettivi per poi calibrare il grado di engagement richiesto, tenendo presente che maggiore è l’impegno richiesto, minori sono i volumi, motivo per cui è sempre meglio partire con un basso commitment. Senza dimenticare che è fondamentale rispettare sempre l’utente, inviando comunicazioni chiare e non invasive, tramite strumenti scelti con attenzione.

articoli correlati

MOBILE

In cerca di un formato comune per gli sviluppatori del mobile advertising

- # # # # #

Cresce a ritmo sostenuto il peso del mobile all’interno del marketing mix, anche grazie a nuovi strumenti capaci di analizzare la mole dei dati degli utenti, sempre più connessi in mobilità. Già oggi su Facebook 2 utenti su 3 – secondo il Boston Consulting Group – accedono al social network dai loro dispositivi mobili, e lo stesso avviene per il 60% degli utenti di Twitter, Instagram lo scorso anno è balzato da 886mila a oltre 7,3 milioni di utenti in mobilità. Un mercato letteralmente esploso a cui i marketer guardano con sempre più interesse. Per i beni di consumo, secondo l’ultimo madreport pubblicato da Madvertise, la spesa per i beni di consumo è cresciuta verticalmente del 235% tra il 2011 e il 2012.

Il nuovo corso punta soprattutto a incrementare il peso del Real Time Bidding, attraverso un’accurata fase di monitoraggio dei download attraverso le nuove Data Management Platforms, molto più performanti dei semplici cookies. La spinosa questione della privacy degli utenti è destinata a risolversi con i Private Market Place di nuova generazione, superando i rischi delle cessioni delle inventory di dati, soprattutto quelli delle compagnie telefoniche.

Analizzando nello specifico il mercato del Regno Unito, emergono alcune tendenze di fondo che trovano conferma anche nei dati diffusi dallo Iab insieme a Pwc, in UK il mobile adv vale già 526 milioni di sterline e per ogni 10 sterline di investimento, una sterlina è destinata a questo settore. Occhi puntati soprattutto sui nuovi formati, scalabili e performanti, frutto dell’innovazione dei Rich Media Advertising che offrono un ulteriore livello di interattività all’interno del formato stesso. Sulla base dello Studio realizzato da IAB / PWC sulla spesa in advertising digitale nel 2012, il 21 % dei 131,6 milioni di sterline spesi su schermi di dispositivi mobili sono stati spesi proprio per i formati Rich Media. Anche se non rappresentano ancora la maggioranza, i rich media hanno realmente aiutato le agenzie e i clienti ad essere coinvolti nelle innumerevoli opportunità che il mobile advertising offre.

Un ulteriore passo avanti è costituito dal nuovo formato inaugurato dallo Iab statunitense, il Mobile Rich Media Ad Interace Definitions, sintetizzato nella sigla MRAID che utilizza un API comune da utilizzare per sviluppare le creatività delle app mobili a partire da comandi standardizzati, superando la giungla di linguaggi diversi che al momento obbligano a riscrivere il codice per passare da un app all’altra. Sviluppare un solo API che diversi fornitori di SDK possano supportare è l’obiettivo di MRAID. Parola d’ordine è compatibilità per accelerare i tempi di sviluppo e rilascio delle nuove app, alleggerendo la spesa degli sviluppatori e degli editori.

Il 2013 secondo le stime della First Partner dovrebbe chiudersi con una spesa complessiva di 854 milioni di sterline nel 2013 in mobile advertising, cifra destinata a crescere sino ai 2 miliardi di sterline nel 2017. Ma quasi la metà dei siti della top 100 inglese non è ancora ottimizzato per i nuovi device. Urgono interventi strutturali per non perdere il treno dello sviluppo.

articoli correlati

MEDIA

Real Time Bidding: un’opportunità da cogliere al volo per il mercato dell’adv online

- # # # # # # # # # # # # # #

Il Real Time Bidding rappresenta oggi negli USA un elemento trainante per la pubblicità online, con un valore superiore al 30% del totale del mercato dell’advertising digitale. Una nuova opportunità, quindi, per lo sviluppo della pubblicità online anche nel nostro Paese dove il RTB vale oggi il 3% dell’advertising digitale e si stima che arriverà al 6% alla fine del 2013. È quanto è emerso dall’intervento di Simona Zanette, Presidente di IAB Italia (nella foto), in apertura del secondo appuntamento del 2013 con IAB Seminar, tenutosi oggi presso la sede de Il Sole 24 Ore. Nel corso della sua introduzione sull’ecosistema del Real Time Bidding, il Presidente dell’Associazione ha dichiarato: “L’obiettivo di IAB Italia è quello di diffondere la cultura digitale nel nostro Paese e, con questo IAB Seminar vogliamo far luce su un fenomeno emergente che non va ignorato, ma valorizzato per coglierne tutte le potenzialità”.

L’incontro è stato inaugurato dal General Manager di IAB Italia, Fabiano Lazzarini che ha sottolineato come l’obiettivo concreto del Seminar sia quello di fare informazione attraverso la voce degli esperti e di fornire degli strumenti immediatamente applicabili per un utilizzo corretto dello strumento RTB. Aziende, operatori ed esperti del settore si sono alternati per analizzare tutti gli aspetti del nuovo protocollo di online advertising, che consente a Editori e Concessionarie di mettere l’inventory a disposizione su mercati virtuali dedicati in cui, attraverso tecnologie avanzate, molteplici acquirenti concorrono per le singole impression, con un sistema di “asta in tempo reale”.

Il primo intervento è stato quello di Pierre Naggar, General Manager EU di Turn, focalizzato su “Real Time Bidding: Successi, Sfide e Opportunità”. Naggar ha sottolineato come il RTB “sta cambiando il modo di acquisto degli spazi su internet dando la possibilità di acquistare le impression, una alla volta, in tempo reale (stiamo parlando di decimi di secondo), attraverso delle offerte mirate. La decisione d’acquisto si sposta così dall’editore agli inserzionisti, che sono in questo modo in grado di far combaciare il cliente desiderato con il giusto messaggio sul supporto corretto”. Un fenomeno destabilizzante, a giudizio del General Manager, perché porta con sé un cambiamento forte a livello di infrastrutture “costringendo” le aziende a creare nuovi staff operativi con funzioni combinate di comunicazione, marketing e tecnologia. Naggar ho poi analizzato due “falsi miti” che circondano il Real Time Bidding. Il primo è la convinzione che il RTB funzioni soltanto per le campagne direct response, il secondo è che il traffico disponibile sia di scarsa qualità. “In realtà – sostiene Naggar – il RTB funziona anche per generare brand awareness nell’intero canale decisionale dando la possibilità agli editori di selezionare gli acquisti e di controllare il prezzo attraverso i “private marketplace”, luoghi virtuali dove domanda e offerta si incontrano, per generare, in un ambiente controllato e trasparente, la migliore combinazione possibile tra messaggio e audience.

Patrizio Zanatta, Sales Director Southern Europe di Rubicon Project, ha fatto un intervento dedicato a “La verità su RTB e Private Marketplace”. In particolare Zanatta ha messo l’accento sull’attuale inefficienza dei processi di media buying, suggerendo l’automazione dei processi di transazione proprio attraverso la combinazione di RTB e Private Marketplace. Secondo Zanatta “entro 3/5 anni la maggioranza del digital spending avverrà tramite le piattaforme e l’online adv è destinato a svilupparsi in maniera programmatica”.

Duncan Hammond, Monetisation Development Manager di The Guardian (che già solo con la sua carica da un senso al suo intervento ndr), ha invece portato una testimonianza concreta di Real time opportunity, raccontando l’esperienza della sua realtà: il RTB si è dimostrato un elemento essenziale nella strategia di monetizzazione digitale del quotidiano britannico, consentendo una gestione efficace e una ottimizzazione dei ricavi.

Cristina Pianura, Country Manager Italy Prime Real Time, con una presentazione focalizzata sul Private Market Place e in particolare su come valorizzare il secondary premium, ha posto l’accento su quelli che ha definito i “magic trends” del RTB: la qualità, il video, il programmatic buying, i premium marketplace, il targeting e i data. Pur nella convinzione che nei prossimi 5 anni l’adv online sarà sempre più attratto dal RTB, Pianura sostiene che “attualmente questo ecosistema è ancora poco efficace. L’offerta deve tornare a essere protagonista e i publisher devono essere proattivi, smart, conoscere il valore della propria inventory e le opportunità legate al posizionamento di un’offerta “ben confezionata” e non generica”. Per la Country Manager “oggi non è più la quantità che fa la differenza, ma la qualità dei contenuti, delle informazioni e delle relazioni”. Cambia anche il modello di vendita che deve essere ripensato in un’ottica di approccio olistico tra le componenti premium (la vendita diretta, il rapporto personale), secondary premium (il bacino di audience “programmatiche” e remnant (l’open market). “Il RTB – conclude Pianura – risponde alla necessità di avere audience qualificate, di essere velocemente abilitati a negoziare budget e di favorire la vendita con finalità non solo di response ma anche di branding”.

A chiudere la prima parte della mattinata Massimo Pattano, Sales & Mktg @ Simply e Gareth Holmes, Commercial Director EMEA @ PubMatic, che sono stati protagonisti della sessione dedicata al ruolo dei RTB Publishers: Leading or Supporting role? Per Massimo Pattano “l’editore ha sicuramente un ruolo da protagonista ma deve crescere in consapevolezza e avere più fiducia nella tecnologia”. “Il RTB non porta via forza lavoro, come tanti temono, anzi, crea maggiori opportunità soprattutto per i giovani e rafforza il valore dell’inventory”. Pattano sostiene che sia necessaria un’alfabetizzazione soprattutto dei piccoli e medi editori e a questo proposito cita il Club degli Editori Digitali (www.editoridigitali.org), nato proprio con lo scopo di creare un network per dare voce ai Piccoli Medi Editori italiani organizzando occasione di confronto tra publisher con il coinvolgimento di tecnologia e investitori.

Dopo il coffee break i lavori sono ripresi con Sacha Berlik, General Manager Europe di DataXu, che ha parlato della “rivoluzione” del Programmatic Marketing, puntando l’attenzione sul passaggio dai little ai big data. “I comportamenti dei consumatori stanno creando i big data che, da statici, sono diventati dinamici (perché raccolti attraverso le chat, i social, il gaming, il mobile…). E proprio i big data – prosegue Berlik – stanno trasformando il marketing perché, se usati correttamente, sono in grado di generare la miglior user experience e di misurare ogni interazione con il brand, dando vita a quello che possiamo definire “big data marketing” o “programmatic marketing”.

Infine Umberto Bottesini, Partner & Founder di Simple Agency, ha presentato un interessante intervento sulla “Teoria evoluzionista del digital advertising: dal Media Planner al Data Planner”. Bottesini si è chiesto quale potesse essere il vantaggio competitivo del RTB, lato cliente, e se questa fosse la solita moda di cui si parla per un po’ e poi tutto finisce. La risposta è no. “Il RTB non è una moda ma un mezzo tremendamente tecnico e strutturato che dovrebbe portare a un cambiamento epocale nell’adv online”, sostiene Bottesini. “Il vantaggio competitivo è quello di rendere più efficiente il percorso decisionale del cliente (il c.d. customer journey), in modalità trasversale su tutti i device, garantendo la massima efficacia ed efficienza”. “La sfida – conclude Bottesini – è quella di collezionare, organizzare e sfruttare al meglio la quantità e la qualità dei dati disponibili (data complexity)”. A questo riguardo Bottesini parla di un passaggio dal web adv alla digital inclusion, passaggio che ha visto trasformarsi nel tempo il concetto stesso di media planning. “In un’era “geologica” che va dal 1998 a oggi possiamo definire 6 step di traformazione della figura del media planner: il planner habilis del 1998, senza nessuno  – o quasi – strumento di profilazione; il planner erectus del 2003 che poteva contare almeno sui google adsense; il planner sapiens del 2008 che “scopre” gli strumenti di re-targeting; il planner sapiens sapiens del 2012 cui vengono svelate le opportunità del RTB e, infine, il Data planner – quello di oggi e di domani – che possiede tutti gli strumenti utili a identificare in ogni momento della giornata, su ogni device un’unica figura di riferimento (Bottesini parla di “riconciliazione”) che rappresenta il suo utente ideale.

di Monica Gianotti

articoli correlati

AGENZIE

Partnership all’insegna del Real Time Bidding per ehi! e PubMatic

- # # # # #

L’agenzia digitale ehi! ha siglato un accordo di collaborazione con PubMatic per contribuire all’evoluzione del mercato degli Editori italiani. L’accordo mira a preparare ed evolvere il mercato degli Editori Premium italiani sulle tematiche inerenti il controllo e la gestione dei profitti e delle strategie di brand nel crescente settore dei media digitali che lavorano “in tempo reale”.

 

La piattaforma PubMatic offre infatti uno strumento completo per approdare integralmente nel mondo del Real Time Bidding, mantenendo o creando le connessioni necessarie con centri media, le Deman Side Platforms, i Trading Desk delle agenzie, gli ad networks e tutti gli altri fornitori di tecnologie pubblicitarie. Di grande importanza ed interesse la Suite di gestione dei dati, cuore pulsante di PubMatic, strumento di controllo fondamentale per valorizzare l’inventory sia in termini di profitto che di brand. ehi! e PubMatic iniziano a collaborare proprio dal 2013, un anno importante per l’RTB in Italia dato che le previsioni di crescita sono più che positive; secondo IAB Italia infatti, si tratterà di un vero e proprio raddoppio. In Italia l’RTB copre ad oggi il 3/5% del settore, ed è destinato a crescere portandosi più vicino alle percentuali di Stati Uniti e Regno Unito (rispettivamente 30% e 20%).

 

“Con questo accordo ehi! conferma l’intenzione di portare sul mercato soluzioni tecnologiche ad alto valore aggiunto, per semplificare ed ottimizzare i processi digitali. In un contesto affollato di soluzioni ed opportunità, la nostra attenzione è per quegli strumenti, affidabili e collaudati, che consentano di agevolare il raggiungimento degli obiettivi. Se fossimo editori, per le nostre strategie, partiremmo da PubMatic.” Questo il commento di Mauro Spennato, Amministratore di ehi! “Siamo entusiasti di questa partnership strategica con ehi!, continuiamo infatti a concentrarci sulla crescita e sull’innovazione in Italia”, ha dichiarato Gareth Holmes, Commercial Director EMEA, PubMatic. “Grazie alla profonda conoscenza del mercato degli Editori Premium e ad una squadra forte e di esperienza nel settore dall’ADV digitale, ehi! sarà un partner fantastico”.

articoli correlati

MEDIA

Havas Media Italia lancia Ecselis e nomina Francesco Di Norcia General Manager

- # # # # #

Havas Media, network globale media di Havas Media Group, annuncia in Italia il lancio di Ecselis, nuova divisione nata per rispondere alle ultime esigenze di sinergia tra gli ormai consolidati modelli di Direct Response e le moderne tecnologie nell’ambito web analytics e Programmatic Buying. Ecselis nasce infatti con l’obiettivo per Havas Media di creare un ponte tra la tecnologia alla base della raccolta e dell’analisi dei dati (offline e online) e le attività di pianificazione media. Il cuore di Ecselis è il Real Time Bidding intorno al quale si organizzeranno tutte le tradizionali attività a performance e di data&analytics dell’agenzia.

A guidare la neonata divisione sarà Francesco Di Norcia (nella foto), 33 anni, General Manager che vanta più di 9 anni di esperienza nel settore della comunicazione digitale e mobile per aziende quali Advance, DADA e più recentemente in MEC avendo seguito clienti del calibro di Quixa, Toyota e Telecom. In particolare Di Norcia, che risponderà a Cosimo Ferrara, Digital Managing Director di Havas Media, lavorerà alla crescita di Ecselis (team di specialisti nella gestione di campagne e progetti di Real Time Bidding, Mobile, Social e Direct Response) gestendo un team di 5 persone con l’obbiettivo di raddoppiarlo entro fine anno.

“Sono davvero orgoglioso di aver ricevuto questo incarico e di prendere parte al progetto. La nuova divisione Ecselis sfrutterà in particolare le potenzialità delle piattaforma tecnologiche di Affiperf (la trading desk del gruppo Havas) e l’HTVE (Havas Media TV Extension) che collegano in tempo reale la domanda e l’offerta di audience pubblicitaria in target e permettono di intercettare il target in modo estremamente puntuale massimizzando i risultati complessivi delle attività di comunicazione multimediali. Ciò consente all’inserzionista sia di ottimizzare le condizioni di acquisto, sia di assicurarsi la migliore profilazione del target/utente” e, nella sinergia delle altre attività di Direct Response e Search, di migliorare le performance”, dichiara Francesco Di Norcia.

articoli correlati