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Banca Mediolanum “accende” i Family Banker nella convention annuale. Da aprile on air la nuova comunicazione

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banca mediolanum

ON. ESSERELUCE” è il titolo della Convention annuale di Banca Mediolanum che si è svolta questa mattina al PalaAlpitour di Torino. Una cosa è certa, in Banca Mediolanum le convention le fanno in grande stile: 205 le persone coinvolte nella produzione e nella realizzazione dell’evento che ha visto alternarsi sul palco – lungo 37 metri e profondo 7 – oltre agli interventi dei relatori anche 25 filmati realizzati in house e momenti di spettacolo live. Una kermesse attraente che ha portato a Torino più di 4700 partecipanti tra Family Banker, Management, dipendenti, ospiti istituzionali, partner, analisti finanziari e giornalisti. Insomma, una “macchina da guerra” costata all’azienda circa 3 milioni di euro, ampiamente ripagata dagli ottimi risultati dell’azienda, illustrati da Massimo Doris durante l’evento.

“Io sono acceso e anche Banca Mediolanum è accesa!”, ha esordito il CEO Massimo Doris davanti a una platea degna di una finale calcistica (e il paragone non è azzardato dato che c’erano anche le trombe da stadio…). Del resto l’entusiasmo è giustificato davanti ai numeri presentati: 439 milioni di utile netto, 5 miliardi e 717 milioni la raccolta netta di gruppo, 4 miliardi e 600 milioni la raccolta dei family banker, 36mila nuovi clienti nel 2015.

“La nostra banca è da sempre attenta all’innovazione e alla tecnologia”, ha aggiunto Doris. “Questi sono i nostri veri punti di forza, perché usare la tecnologia fa risparmiare e più si risparmia più si hanno risorse da investire su nuovi progetti. La direzione da seguire è il mobile, noi ce ne siamo accorti già quattro anni fa. Oggi il 50% degli accessi alla banca per operazioni semplici avviene da desktop, il 38% da app mobile. Ritengo che nel 2016 avverrà il sorpasso”.

Una visione perfettamente in linea con quella del banchiere spagnolo Francisco Gonzàlez, Presidente di BBVA, che recentemente ha illustrato la sua idea di ecosistema bancario del futuro: “il mondo finanziario sarà completamente diverso: tanti piccoli giocatori e pochi grandi player, che forniranno soprattutto servizi. Si sta delineando quindi un ecosistema imperniato su un gran numero di banche digitali e davvero pochi istituti fisici. Chi non sarà in grado di offrire servizi veloci, a basso costo e ipertecnologici, sparirà. Le banche abbandoneranno il loro residuo atteggiamento “di superiorità”, e si metteranno sullo stesso piano dei clienti, passando da un piano di relazione asimmetrico a uno simmetrico e paritario.
Le operazioni più semplici saranno svolte dai robot advisor, quelle più complesse avranno bisogno dell’intermediazione umana, ma sarà sempre il cliente a decidere se e quando avvalersi di un consulente “umano”.

Con Oscar di Montigny, Direttore Comunicazione e Marketing di Banca Mediolanum abbiamo invece parlato di strategie di comunicazione: “Per noi il 2016 inizia praticamente oggi, con la nostra convention e con la nostra nuova campagna di comunicazione che andrà in produzione nelle prossime settimane”.
“Ci attestiamo tra le prime 4 banche italiane in termini di awareness”, ha aggiunto di Montigny. “Un risultato davvero importante per noi che siamo una banca “giovane”. In termini reputazionali ci distinguiamo grazie al nostro messaggio particolarmente efficace, basato sulla solidità, un elemento che si è poi rivelato importante e precursore. E questo ci ha portato redemption, perché oggi trasparenza e solidità sono valori in grado di fare la differenza”.

Innovazione, solidità, trasparenza sono infatti i valori su cui si basa la comunicazione di Banca Mediolanum.

“Il nostro modello flessibile”, ha precisato di Montigny, “non accusa le problematiche delle altre banche e ci ha visto precursori di un modo di fare banca snello e innovativo, quindi vincente. Ma l’innovazione sta diventando quasi una commodity perché – almeno a parole – tutti la fanno… A volte innovare significa semplicemente non restare indietro rispetto ai concorrenti. Ma sensibilità, intuizione e capacità di creare possono fare la differenza”.

“Nella nostra nuova campagna abbiamo ripensato il ruolo del cliente. Massimo Doris sarà ancora protagonista degli spot, perché noi vogliamo continuare a “metterci la faccia”, ma i clienti torneranno protagonisti della comunicazione. A breve partirà una campagna di reclutamento nelle regioni d’Italia per selezionarne circa 300. La campagna sarà declinata su tutti i mezzi e soprattutto sui social dove racconteremo le storie dei nostri clienti”, ha puntalizzato di Montigny, spiegando che “siamo in un’epoca in cui la differenza la fa ciò che sei piuttosto che ciò che fai, serve coerenza. L’idea che tutto questo possa essere raccontato dai volti dei nostri clienti è molto importante per noi. Questo “storymaking” sarà declinato su tutti i nostri canali social: Facebook, Twitter, Instagram (che lanceremo a breve), Linkedin e Youtube, che diventerà sempre più un canale di comunicazione istituzionale”.

Per il 2016 è confermato il budget di comunicazione 2015: 15 milioni di euro su tutti mezzi: 3 o 4 campagne con un mix tradizionale e altre campagne parallele durante l’anno (social, affissione, punti vendita, eventi). La campagna partirà alla fine di aprile e porterà ancora la firma dell’agenzia di comunicazione Red Cell.

“Non aumenteremo di tanto l’investimento sul digital”, ha concluso Oscar di Montigny. “Penso infatti che convenga di più interpretare qualitativamente l’innovazione sul digitale piuttosto che mettere sul piatto investimenti maggiori non mirati”.(M.G.)

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