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L’Intelligenza Artificiale fa bene al marketing. La survey di Quantcast in collaborazione con Forbes Insights

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Quantcast

Incremento delle vendite e crescita della customer retention. Sono questi gli impatti positivi più evidenti che registrano i marketer sul bilancio aziendale dopo aver investito in Intelligenza Artificiale. A rivelarlo una recente survey condotta da Quantcast in collaborazione con Forbes Insights su un panel di oltre 500 marketing manager di tutto il mondo per capire come l’intelligenza artificiale può ottimizzare le strategie di marketing e come brand digitalmente esperti possono interagire con il pubblico giusto in modo rilevante.

 

Sulla base dei risultati ottenuti, Quantcast e Forbes Insights hanno sviluppato il Punteggio per la Maturità dei brand del XXI secolo. Un tool per comprendere le caratteristiche e le qualità dei brand maturi a livello digitale che ha permesso di classificare gli intervistati come “Leader” e “Ritardatari” e di constatare come nel 2018 i primi abbiano incrementato il fatturato del 15%, mentre i secondi solo del 7%.

 

A questi dati si aggiungono ulteriori risultati che Quantcast, proprietaria della più grande piattaforma AI-driven sul comportamento dell’audience nell’open internet, ha raccolto nel report “Lezioni dai brand del XXI secolo”. Tra i principali si evidenziano:

 

Maggiore impatto sul business grazie all’utilizzo dell’AI nelle attività marketing
– Il 52% degli intervistati ha registrato un aumento delle vendite
– Il 51% ha riscontrato invece un aumento della customer retention

 

I brand pianificano di adottare soluzioni AI con entusiasmo nei prossimi 3 anni
– Il 53% prevede di aumentare l’investimento in AI del 25-49%
– Quasi un quinto (17%) assicura invece un incremento del budget tra il 50 e il 74%

 

I marketer sono ottimisti riguardo ai benefici che l’AI sarà in grado di apportare
– L’80% dichiara che la tecnologia AI, esonerandoli da alcune mansioni quotidiane, gli permetterà di concentrarsi maggiormente sulla strategia
– Il 58% afferma che perfezionerà la customer experience online
– Più della metà (55%) sostiene invece che genererà messaggi targettizzati e personalizzati.

 

Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia, afferma: “Guardando oltre l’entusiasmo che circonda oggi l’AI e il machine learning, scopriamo brand che stanno davvero ottenendo risultati reali e positivi, come dimostra questa ricerca. I cambiamenti nei comportamenti e nelle preferenze dei consumatori avvengono troppo velocemente ed è difficile stare al passo con essi. Le macchine possono aiutare a identificare accuratamente i pattern nelle preferenze e adattare automaticamente il targeting e l’attivazione della campagna. Ecco perché i marketer dovrebbero cercare di essere tra i leader quando si tratta di implementare tecnologie basate sull’AI e il machine learning sia tramite lo sviluppo interno che affidandosi a partner specializzati”.

 

La ricerca
La ricerca di questo report si basa su un sondaggio condotto da Forbes Insights in collaborazione con Quantcast lo scorso maggio su oltre 500 manager del marketing di alto livello. L’indagine ha coinvolto i top leader – principalmente CMO (20%), responsabili marketing (16%), responsabili digital (10%) e CDO (8%) – di vari settori tra cui media ed entertainment (13%), tech (12%), telecomunicazioni (11%), automotive (11%) e servizi finanziari (10%). I partecipanti alla survey lavorano per brand tradizionali con una presenza eCommerce (33%), brand tradizionali con scarsa o nessuna presenza eCommerce (32%), direct brand con una presenza fisica (32%) e una una piccola parte anche per direct brand senza alcuna presenza fisica (3%).

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BRAND STRATEGY

Ilaria Zampori e Barbara Caputo tra le protagoniste a Huddle 2018 di Mindshare

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zampori

In Huddle, in una giornata dedicata al tema dei Futuri Possibili e alle voci femminili che possono renderli tali non poteva mancare Ilaria Zampori, General Manager in Italia di Quantcast, società internazionale che possiede e gestisce la più grande piattaforma al mondo di audience insight e misurazione dell’open internet.

Insieme a Barbara Caputo, Senior Researcher all’IITIstituto Italiano di Tecnologia, che ha presentato l’evoluzione e l’applicazione dell’AI nella visione robotica, illustrando come i robot stanno imparando non solo a percepire gli oggetti ma anche a conoscerne il significato.

Come ha spiegato Zampori, l’obiettivo delle società tech che lavorano con l’AI non consiste nel replicare l’intelligenza umana, esperienza peraltro impossibile, ma nel creare macchine e strumenti più intelligenti capaci di semplificare la vita e renderla migliore sia a livello personale che professionale. Oggi si parla di machine learning per indicare l’abilità di una macchina di apprendere attraverso l’esperienza seguendo l’esempio del cervello umano. Un’evoluzione tecnologica iniziata già negli anni Cinquanta e Sessanta che sta vivendo una nuova primavera mostrando appieno le straordinarie opportunità offerte dell’AI che in futuro automatizzerà l’automatizzabile.

“Generalmente la parola automatizzazione non piace perché rimanda subito al taglio dei costi, inteso anche e soprattutto in termini di risorse umane”, ha affermato Zampori. “In realtà io la considero assolutamente entusiasmante e stimolante perché la associo al concetto di innovazione”.
Proprio la creatività sarà uno dei settori più influenzati positivamente dall’AI. Nei laboratori di ricerca è già operativo il Generative Adversarial Networks, una serie di algoritmi di intelligenza artificiale che, implementando due sistemi di reti neurali, permette alla macchina di diventare autodidatta. Da qui la prossima trasformazione dell’AI che diventerà un vero e proprio co-creator di contenuti, aprendo scenari fino ad oggi inimmaginabili.

Un’innovazione continua ed incredibile che trova conferma anche nel mondo della robotica come ha magistralmente descritto Barbara Caputo. All’IIT la ricercatrice guida il laboratorio di ricerca Visual and Multimodal Applied Learning (VANDAL) che si fonda sullo sviluppo di algoritmi e di conoscenze teoriche in grado di permettere ai robot, o più in generale a sistemi basati sull’intelligenza artificiale, di imparare autonomamente informazioni sugli oggetti.
“Uno dei grandi trionfi dell’intelligenza umana e al tempo stesso uno degli enormi limiti dell’intelligenza artificiale è la capacità di immaginare e di andare oltre la percezione del singolo oggetto”, ha dichiarato Caputo.

Da qui l’importante sfida che sta affrontando in laboratorio: insegnare ai robot non solo a percepire un oggetto, ma a vederlo davvero. Un obiettivo ambizioso per il quale il team di ricerca utilizza strumenti tratti dal machine learning, dall’analisi di segnali multimodali per la computer vision e dal data mining, come ad esempio il deep learning. Grazie a questa tecnologia i robot riescono a crearsi dei modelli, definiti metamodali, già presenti nel cervello umano, che riuniscono tutte le nozioni sugli oggetti apprese dal web, fonte inesauribile di dati, informazioni e immagini, per ottenere più che una percezione, una visione dell’oggetto.

Il passo successivo sarà insegnare loro ad immaginare l’oggetto in tre dimensioni per andare oltre la semplice immagine online e comprenderne la vera natura. Un traguardo che renderà gli occhi dei robot sempre più simili a quelli umani per una convivenza futura estremamente collaborativa e positiva.

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BRAND STRATEGY

ePrice ottimizza la strategia di digital marketing grazie all’AI di Quantcast

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quantcast - giorgio guardigli

ePrice, il primo operatore italiano nell’eCommerce specializzato nella vendita di prodotti high-tech ed elettrodomestici, si affida all’expertise e alla competenza di Quantcast per migliorare la strategia di digital marketing attraverso un nuovo approccio data-driven.

“Avevamo bisogno di una tecnologia all’avanguardia in grado di identificare in modo preciso e mirato la nostra audience, ciò che la ispira e le giuste modalità per raggiungerla attraverso un approccio data-driven“, spiega Giorgio Guardigli (nella foto), Chief Marketing Officer di ePrice. “Quantcast è un alleato efficace per la nostra sfida nel digitale”.

Grazie alla piattaforma Q dal leader tech della Silicon Valley, che attraverso dei modelli predittivi comprende e trova correlazioni in una vasta quantità di dati, permettendo di prendere decisioni in modo più veloce ed intelligente in base alla strategia marketing prefissata, ePrice è riuscito a sfruttare il potere dell’intelligenza artificiale e del machine learning, gestendo ed utilizzando al meglio i big data in suo possesso.

ePrice ha collaborato con Quantcast su uno specifico A/B test realizzando due campagne di prospecting con una sostanziale differenza nel seed data di partenza. Sono stati creati così due differenti modelli di looklike: il gruppo di controllo basato su tutti gli utenti che avevano convertito sul sito senza distinzione di categoria e il gruppo sperimentale incentrato su utenti che avevano convertito sulla categoria “elettrodomestici”.

Quest’ultimo gruppo, focalizzato sulla categoria “core” di ePrice, ha conseguito risultati notevolmente migliori rispetto al gruppo di controllo, registrando un +86% in termini di ROAS, un incremento del conversion rate pari al 44% e soprattutto un CPA inferiore del 31%. L’impiego dell’intelligenza artificiale si è rivelato quindi assolutamente vincente permettendo di creare dei modelli personalizzati basati su segmenti di pubblico specifici che aiutano a massimizzare il ROI. Inoltre gli audience insight ottenuti hanno consentito di scoprire un nuovo potenziale pubblico e informare le future strategie di marketing digitale.

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AZIENDE

Quantcast presenta la propria CMP del Transparency & Consent Framework di IAB Europa per il GDPR

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gdpr

Quantcast, che possiede e gestisce la più grande piattaforma AI-driven sul comportamento dell’audience nell’open internet, presenta Quantcast Choice, la propria CMP (Consent Management Platform) del Transparency & Consent Framework di IAB Europe per il GDPR. Il prodotto, completamente gratuito, è già stato scelto da molti publisher e inserzionisti sia in Europa sia in US, per un totale di oltre 1.200 operatori della filiera registrati alla CMP.

L’open-source Framework di IAB Europa consente ai publisher e agli inserzionisti di conformarsi alle nuove regole entrate in vigore con il GDPR lo scorso 25 maggio. Come parte attiva del Framework, Quantcast ha deciso di realizzare una piattaforma di gestione del consenso (CMP), diventando una delle 18 attualmente registrate attraverso cui verranno fornite le informazioni sul consenso del consumatore. Tra le altre CMP troviamo DMG Media, l’editore del Daily Mail UK e MailOnline.

Il GDPR ha modificato le regole sull’uso dei dati dei consumatori online. Rappresentando l’80% delle entrate per gli editori digitali, la pubblicità è oggi fondamentale per il successo dei publisher a lungo termine. Basandosi sul Transparency & Consent Framework di IAB Europa, Quantcast Choice permette a editori, inserzionisti e altri proprietari di siti web di ottenere il consenso dei consumatori e utilizzare i loro dati per misurare le loro attività e continuare ad erogare pubblicità e contenuti digitali a tutti i cittadini dell’Unione Europea, secondo le nuove direttive del GDPR.

Quando i consumatori visiteranno i siti web che hanno implementato Quantcast Choice visualizzeranno una delle numerose opzioni di interfaccia utente disponibili per l’editore o l’inserzionista, come pop-up e banner, che fornirà loro informazioni sulle finalità di raccolta dei dati e chiederà l’autorizzazione per il loro utilizzo. Dalla stessa interfaccia il consumatore potrà avere accesso anche ad altre opzioni più dettagliate sulla privacy. Il consenso, una volta dato, verrà applicato anche alle altre interazioni dell’utente col resto del sito, e condiviso con gli altri siti che utilizzano il Framework di IAB. Quantcast continuerà inoltre ad aggiornare la CMP man mano che si evolverà il Framework di IAB Europa.

“Quantcast Choice è un modo facile e gratuito per tutti i proprietari di siti web per essere conformi al GDPR. Non è solo il risultato di oltre un anno di lavoro e una stretta collaborazione con IAB Europa, ma rappresenta il giusto equilibrio tra la tutela della privacy dei consumatori, il controllo dei loro dati e la promozione di una vivace industry editoriale finanziata da annunci pubblicitari. Questo è essenziale se i consumatori vogliono continuare a beneficiare di notizie e intrattenimento di qualità gratuiti. Le soluzioni basate sugli standard del settore sono fondamentali per il mantenere sani e diversificati sia i contenuti nel digitale che l’ecosistema pubblicitario”, dichiara Sam Barnett, Chief Product Officer di Quantcast.

“Fin da subito Quantcast ha collaborato con il settore per sviluppare e rendere disponibile il nostro Transparency & Consent Framework. Alla fine del 2016, abbiamo invitato le aziende associate ad IAB Europe e alle singole IAB nazionali di tutto il mondo a unirsi allo sforzo di creare uno standard comune e open source per l’industry. Quantcast è stata una della prime realtà ad accettare l’invito. Manterremo questo approccio aperto e inclusivo man mano che lo standard evolverà e non vediamo l’ora di continuare a trarre vantaggio dall’esperienza delle società europee e di quelle di altri Paesi che sono disposte a farsi avanti in questo modo”, afferma Townsend Feehan, CEO di IAB Europa.

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BRAND STRATEGY

Quantcast presenta la sua nuova identità: un sistema di intelligence con al centro la piattaforma “Q”

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Quantcast

Quantcast, società tecnologica leader nell’Intelligenza Artificiale, ha inaugurato il 2018 con un restyling sofisticato del brand fortemente voluto dall’azienda per sottolineare non solo il know how e la profonda expertise che la contraddistingue nel mondo del digital advertising, ma anche la sua missione nel supportare la crescita dei brand nell’era dell’intelligenza artificiale.

Fondata nel 2006, Quantcast ha creato un sistema di intelligence per l’ecosistema del marketing in modo che i brand possano rendere più intelligente, rapido e pertinente ogni coinvolgimento del consumatore. La soluzione offerta da Quantcast assume così una precisa identità: “Q” è oggi la più grande piattaforma sul comportamento delle audience online basata sull’intelligenza artificiale per l’open internet che analizza direttamente oltre 100 milioni di destinazioni web e mobile.

“Attraverso la potente combinazione dei dati proprietari di prima parte, dei modelli predittivi in grado di adattarsi autonomamente e dell’intelligenza artificiale all’avanguardia, interpretiamo continuamente la più grande rappresentazione sul comportamento dei consumatori online dando ai brand il polso di Internet in tempo reale”, commenta Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia.

Q alimenta Quantcast Intelligence Cloud, la suite di audience insight e di soluzioni di targeting e misurazione progettate per comprendere, influenzare, trasformare e misurare il percorso del consumatore. Marketer, agenzie, consulenti ed editori utilizzano il Quantcast Intelligence Cloud per scoprire nuovi clienti, raggiungere crescite incrementali e fornire risultati di business. Una tecnologia assolutamente innovativa riconosciuta a livello mondiale che recentemente ha vinto il Best Programmatic Advertising Platform, uno dei premi assegnati nell’ambito del Digiday Awards Europe 2018, organizzato dalla prestigiosa testata britannica Digiday.

La fase di restyling nel corso delle prossime settimane si estenderà tutte le property digitali internazionali e italiane.

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AZIENDE

Quantcast, prosegue la crescita internazionale: espansione nel mercato Asia-Pacifico

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Konrad Feldman, CEO e fondatore di Quantcast

Quantcast, società tecnologica di IA focalizzata nei settori del marketing e dell’editoria, annuncia l’espansione delle proprie soluzioni pubblicitarie in nuovi sette mercati asiatici, permettendo ai brand di collegarsi ad un’audience online di oltre 300 milioni di consumatori. La società opera già in Australia e in Nuova Zelanda per un totale di 11 paesi a livello mondiale.

I marketer di Hong Kong, Indonesia, Malesia, Filippine, Singapore, Taiwan e Tailandia da oggi potranno attingere alle informazioni sui dati in tempo reale di Quantcast ottenute da oltre 100 milioni di destinazioni online per incrementare la brand awareness e le campagne a performance. Andrew Double, amministratore delegato di Australia e Nuova Zelanda di Quantcast, assumerà un ruolo più ampio per guidare la crescita della società nella regione Asia-Pacifico.
Konrad Feldman, CEO e fondatore di Quantcast, ha commentato: “Il marketing è ad un punto di svolta perché l’intelligenza artificiale trasformerà ogni esperienza del cliente, ogni azienda e ogni settore. I marketer dell’APAC sono alla ricerca del modo più efficace ed efficiente per coinvolgere le audience digitali e noi siamo entusiasti di poterli aiutare sfruttando la potenza di Q, la nostra piattaforma sul comportamento dell’audience online”.

“L’espansione di Quantcast nel mercato Asia-Pacifico è motivo di orgoglio e soddisfazione” afferma Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia. “La crescita internazionale conferma lo straordinario lavoro che stiamo svolgendo grazie all’intelligenza artificiale per supportare i brand nel comprendere le proprie audience online ed erogare pubblicità sempre più mirate e personalizzate. L’apertura in questi Paesi, non solo sottolinea la crescita di domanda ottenuta in Australia e Nuova Zelanda con importanti brand come Westpac e Singapore Airlines, ma rappresenta anche un’ulteriore garanzia per i brand italiani che guardano al panorama asiatico. Da oggi potranno infatti contare sul know how locale e la profonda expertise di un partner altamente qualificato come Quantcast”.  Il team ampliato si unirà al centro di ingegneria di Quantcast di Singapore e sarà guidato dal direttore delle vendite per i mercati asiatici, Chris Scudder, con ulteriori assunzioni nel 2018.

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AZIENDE

Quantcast tra i protagonisti di Brandy 2017, l’evento dedicato alle strategie dei brand

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Quantcast

Consumer Decision Journey: è il tema del workshop che Quantcast presenterà a #Brandy17.

Dal 18 al 19 ottobre 2017 torna a Milano il forum-evento dedicato ai brand di tutti i settori, con una community di oltre 700 professionisti tra cui i rappresentanti di più di 150 brand.

L’evento rappresenta l’open office per le strategie dei brand e un’opportunità per dare uno sguardo al loro presente e futuro attraverso un’analisi approfondita delle tecnologie digitali e delle risorse umane. Tra i protagonisti di questa nuova edizione anche Quantcast, uno dei player mondiali nell’applicazione della forza delle audience analizzate in real time al digital e mobile advertising.

Mercoledì 18 ottobre, dalle 10:30 alle 11:15, presso la Sala Cobalto, Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia (nella foto), presenterà “Comprendere la Consumer Decision Journey sfidando le consuetudini”. Un workshop dedicato all’evoluzione della Consumer Decision Journey durante il quale illustrerà anche una case study di Microsoft sul tema del direct response che analizza il mix vincente tra partner e modelli di misurazione nel programmatic.

Sempre il 18 ottobre, ma alle ore 14:00, insieme a David Arcifa, Senior Digital Marketing Manager di MSC Cruises, sarà invece tra gli speaker della sessione “Brands & Engagement. Le regole di ingaggio emotivo”, per mostrare i risultati ottenuti con la più grande compagnia di crociere a capitale privato al mondo grazie a una strategia a performance studiata ad hoc per raggiungere i KPI definiti dal brand.

Quantcast sarà presente a Brandy allo Stand 23.

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MEDIA

Quantcast presenta “Eclipse – Allenarsi all’Innovazione”: i dati in ottica di branding

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Eclipse – “Allenarsi all’innovazione” è stato il primo evento italiano firmato Quantcast, leader mondiale nell’applicare la forza delle audience analizzate in tempo reale al digital e mobile advertising, tenutosi oggi all’hotel Palazzo Parigi a Milano. I top brand italiani presenti sono stati invitati a ripensare il modo in cui targetizzano e coinvolgono le loro audience: intervenendo al convegno, Konrad Feldman, CEO di Quantcast, ha esortato clienti e centri media a non utilizzare più vecchie metriche, come CTR e modelli di attribuzione basati sul last click, per le nuove opportunità che caratterizzano oggi il digital advertising.

L’evento, che ha trattato anche gli ultimi trend, programmatic, big data e machine learning, ha ospitato inizialmente Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, che ha evidenziato come il programmatic sia in continua crescita e sempre più rilevante anche nel nostro Paese. “Nel 2016 ha toccato i 315 milioni di euro da valore, e quest’anno siamo sulla buona strada per superae i 400 milioni, con una crescita del 28%”. ha spiegato Lamperti. “La differenza con l’Europa è dovuta sostanzialmente alla mancanza dell’Automatic Guaranteed, che è in via di introduzione oggi, scontato un certo ritardo”,

“Basarsi sul last click e il CTR non è il modo migliore per determinare il giusto valore dell’advertising online e innesca un circolo vizioso che premia la quantità e non la qualità della pubblicità”, ha spiegato Feldman. “questo approccio inefficace colpisce i consumatori con pubblicità irrilevante, incoraggia l’Ad blocking e alimenta l’Ad fraud. Ecco perché diventa fondamentale misurare ciò che conta davvero e focalizzare le strategie adv su soluzioni che consentono di identificare e raggiungere nuovi consumatori che scoprono il brand, e relativo sito, proprio grazie a un più efficace targeting reso possibile proprio dall’introduzione dell’intelligenza artificiale nell’advertising”.

Anche Francesco Tornatore, Head of Digital Acquisition di American Express si è concentrato sull’argomento, parlando del ruolo della misurazione nella strategia digital di Amex, focalizzandosi sul processo e sugli obiettivi di acquisizione. In particolare dal suo intervento sono emerse l’importanza e l’efficienza del programmatic per incrementare le vendite e migliorare le performance.

All’evento è intervenuta anche Ilaria Zampori, General Manager di Quantcast Italia spiegando come il programmatic sia un efficace strumento non solo per obiettivi di perfomance ma anche per strategie branding: “Oggi l’industry percepisce i dati, la tecnologia e in particolare il programmatic come l’ultimo anello della catena. In realtà, considerando il comportamento online dei consumatori, ci siamo accorti che i big data forniscono informazioni preziose che non dovrebbero essere utilizzate solo alla fine del processo ma sin dall’inizio sfruttando proprio gli insight e le idee che possono offrire. Secondo Quantcast è quindi arrivato il momento di utilizzare i dati non più solo in modo retrospettivo ma inserendoli proattivamente all’inizio della pianificazione”.

A conclusione della mattinta, due momenti che hanno coinvolto anche il mondo del calcio e dello sport. Per l’occasione sono infatti scesi in campo anche due professionisti dell’universo calcistico italiano, il giornalista Massimo Caputi e il data scientist Adriano Bacconi, che hanno condiviso con gli ospiti la loro esperienza e la loro visione sulle più recenti possibilità di impiego dei dati per strategie sempre più vincenti e altamente performanti anche a livello sportivo.

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Come superare il relevance gap: i risultati della ricerca Quantcast

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Quantcast Relevance Gap

Secondo alcuni rumor di mercato, brand ed investitori non credono più nella forza del digital display advertising. Una dichiarazione molto forte per un settore che annualmente investe miliardi in questo canale pubblicitario e che non ha lasciato indifferente Quantcast: la società americana ha voluto scoprire da cosa deriva questa mancanza di fiducia, questa relevance gap, come i consumatori considerano la pubblicità digitale e ciò che conta davvero per loro quando si tratta di ricevere annunci online. Sembra infatti che uno dei motivi principali per cui i marketer abbiano iniziato a dubitare di questo canale pubblicitario sia la mancanza di rilevanza dell’annuncio e quindi l’insoddisfazione dei consumatori nel ricevere pubblicità non in linea con le loro aspettative e le loro esigenze specifiche.

Secondo una ricerca commissionata da Quantcast e condotta da Brunswick Group, una società di consulenza globale, da marzo a maggio 2016, su 7.000 consumatori digitali tra Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Italia, Germania, Norvegia e Svezia, il 66% degli utenti considera la maggior parte degli annunci adv non importanti e significativi. Un dato che evidenzia in modo netto quello che viene definito come “relevance gap” ossia la forte disparità tra ciò che i consumatori desiderano e quello che in realtà ricevono. Non colmare questo divario per brand ed investitori significa non solo diminuire la loro reputazione e autorevolezza, ma anche perdere la fiducia del consumatore e la chiara possibilità che questi traduca la visualizzazione dell’annuncio in una vera e propria conversione.  Dai risultati emerge infatti che l’opportunità di compiere azioni concrete e positive come richiedere maggiori informazioni, generare una lead o procedere con l’acquisto è 4 volte superiore per chi entra in contatto con pubblicità davvero rilevanti come offerte personalizzate (78%), notifiche su eventi locali (67%) o relative al comportamento online (66%). L’84% degli intervistati dichiara di apprezzare pubblicità affini ai propri interessi e il 50% afferma che sono proprio questi annunci a indurlo alla ricerca di ulteriori notizie sul brand stesso.

Altri interessanti insight evidenziano comunque anche un cambiamento da parte degli utenti nei confronti dell’advertising digitale. La maggior parte degli user sembra infatti aver capito che fornire un accesso anonimo alla propria cronologia permette agli editori di erogare pubblicità display più rilevanti e coerenti con i loro interessi. Questa nuova consapevolezza del consumatore ha determinato una maggior predisposizione alla pubblicità che però deve avere come prerogativa indispensabile la rilevanza.
Ecco in sintesi tre consigli chiave per colmare il cosiddetto relevance gap:
1. Sfidare i partner pubblicitari ad andare oltre lo status quo dei dati demografici di base
2. Dare priorità a informazioni rilevanti per il consumatore
3. Puntare su annunci statici e semplici

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AZIENDE

“Testing Multiple Partners”: Quantcast valuta i partner migliori nel programmatic

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Testing Multiple Partners”, ovvero come valutare le performance di più partner nel programmatic advertising. È questo il focus del nuovo White Paper presentato da Quantcast, società leader dei big data applicati alla pubblicità digitale e mobile. Nel documento si delinea chiaramente come comparare più fornitori in programmatic, con analisi pensate e realizzate per capire quali stiano ottenendo le prestazioni migliori ed evitare le problematiche che i vari modelli di attribuzione possono comportare compromettendo le valutazioni delle campagne.

Idealmente, ogni marketer dovrebbe affidarsi ad un partner specializzato in modelli di attribuzione per misurare il valore di ogni touchpoint e valutare l‘efficacia di ogni fornitore sulla campagna, così da verificare chi effettivamente stia favorendo una crescita incrementale e l‘acquisizione di nuovi clienti e chi invece stia semplicemente intercettando clienti che avrebbero comunque generato una conversione. Molto spesso però per motivi di tempo, risorse e budget tutto questo non è possibile e molti rischiano di attribuire il merito della campagna ai partner sbagliati, ecco perché Quantcast ha deciso di tracciare le linee guida che definiscono alcune “buone regole” per una corretta comparazione dei vari fornitori.

Fondamentale per una giusta valutazione delle performance è senza dubbio il confronto tra partner che agiscono nella stessa parte del funnel distinguendo quindi tra prospecting, retargeting o targeting full-funnel…

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AZIENDE

Quantcast punta sul Belpaese. Ilaria Zampori nuovo Direttore Generale per l’Italia

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Quantcast, azienda tecnologica specializzata in real-time advertising e rilevazioni dell’audience digitale, annuncia oggi la nomina di Ilaria Zampori alla nuova posizione di Direttore Generale per l’Italia. L’azienda inoltre punta a espandersi nei Paesi del Nord Europa attraverso l’acquisizione di AdPerformance, società leader nell’advertising performance ed audience-based nei Paesi Nordici.

“L’incredibile esperienza di Ilaria sarà fondamentale per permetterci di continuare la nostra espansione in Europa e penetrare il mercato italiano del digital advertising, che è in rapida ascesa” – ha commentato Phil Macauley, Managing Director per l’Europa di Quantcast – “Nel corso degli ultimi 12 mesi abbiamo fatto crescere il nostro team globale con 600 dipendenti e raddoppiato il numero di clienti EMEA grazie alla nostra comprovata capacità di aiutare gli inserzionisti a spingere i guadagni e ampliare il proprio portofolio clienti sia a livello globale che nei mercati locali.”

Ilaria Zampori ha già 15 anni di esperienza nel campo dell’advertising online. Prima di entrare a far parte di Quantcast, infatti, ha guidato l’espansione di QUISMA (GroupM) nel mercato italiano, occupandosi delle attività sul territorio nazionale e gestendo un team locale. Inoltre, è stata direttrice dell’International Business per Hi-Media Italia.

Ilaria Zampori, Direttore Generale di Quantcast in Italia ha aggiunto: “Sono davvero entusiasta di far parte di Quantcast e guidare la sua espansione sul mercato italiano, in un momento in cui gli inserzionisti fanno sempre più riferimento a dati in tempo reale per veicolare le proprie campagne adv digitali. Attraverso la sua tecnologia e le sue soluzioni uniche, Quantcast fornisce gli strumenti per gestire messaggi di adv e insight altamente personalizzati e processabili grazie a dati in tempo reale raccolti attraverso tutti i canali.”

Quantcast riesce ad elaborare fino a 30 Petabyte di dati al giorno e ha dato avvio all’applicazione delle tecnologie di Big Data e di Machine Learning per aiutare gli inserzionisti ad attirare e conquistare nuovi clienti utilizzando tutti i canali esistenti. Quantcast amplifica le storie degli inserzionisti con la massima accuratezza intercettando qualsiasi tipo di audience. Grazie ad un targeting puntuale applicato su tutte le principali piattaforme web e mobile, gli inserzionisti potranno raggiungere e attrarre facilmente un numero maggiore di consumatori.

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