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Qualità, trasparenza e sostenibilità nel Food per Millennials e Gen Z

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millennials gen z

Qualità dei prodotti, trasparenza nella comunicazione e sostenibilità ambientale e sociale sono i driver che guidano le scelte d’acquisto sul Food delle nuove generazioni: queste sono alcune evidenze emerse questa mattina al Philip Kotler Marketing Forum al FICO di Bologna, dove Erika Andreetta, Partner Retail&Consumer Goods Consulting Leader di PwC, ha presentato i dati dell’ultimo Osservatorio PwC sulle abitudini dei Millennials e della Generation Z che guidano e influenzano sempre di più il settore alimentare, determinando il mercato dei prossimi decenni.

Il 76% dei Millennials e il 78% della Generation Z pone particolare importanza a prodotti di qualità, il 73% dei Millennials e il 76% della Gen Z afferma di essere disposto a pagare di più per avere la certezza sulla sostenibilità dei propri marchi di alimentari preferiti. Abituati all’uso della tecnologia ricercano attivamente informazioni sulla sostenibilità dei propri brand preferiti, fidandosi in primis di parenti e amici (29% Millennials e 28% Gen Z), del passaparola (27% Millennials e 27% Gen Z) e al terzo posto del negozio (26% Millennials e 27% Gen Z).

Tuttavia, i canali più efficaci nella comunicazione sulla sostenibilità sono le etichette (49% Millennials e 56% Gen Z), le campagne adv (41% Millennials e 41% Gen Z), i social (31% Millennials e 30% Gen Z) e infine i siti internet (30% Millennials e 33% Gen Z).
Oltre il 50% dei Millennials e il 56% della Gen Z naviga sui social per scoprire nuovi marchi e prodotti visualizzabili in anticipo da piattaforme come Instagram e Pinterest, usate per leggere recensioni e feedback, ricevere offerte promozionali e visualizzare pubblicità.

“Le aziende operanti nel Food”, spiega Erika Andreetta, “sono già sulla buona strada verso una comunicazione trasparente, poiché il 49% dei Millennials e il 55% della Generation Z percepisce già i propri brand preferiti in modo positivo per quanto riguarda queste tematiche”. Nonostante lo smartphone sia il device preferito da entrambe le generazioni, sia Millennials che Generation Z sono abituati a destreggiarsi con più di uno di questi mezzi tecnologici. Ad esempio, il 46% dei Millennials usa lo smartphone più frequentemente per accedere ai social, mentre 66% preferisce utilizzare il PC (fisso e portatile) per navigare su Internet.
Le aziende, secondo Andreetta, dovrebbero creare strategie di comunicazione mirate e differenziate in base al dispositivo usato dall’utente per scoprire più informazioni riguardanti i brand preferiti e i prodotti venduti.

Strumento efficace per raccogliere i big data sono i social: il 40% dei Millennials e il 44% della Gen Z ha dichiarato che sarebbe disposto a condividere lo storico dei propri acquisti con il brand preferito. Le aziende dovrebbero quindi dotarsi di strumenti interattivi per incrementare la personalizzazione dell’offerta e la brand loyalty.
Inoltre, il 30% dei Millennials, così come il 30% della Gen Z, condividerebbe foto e video con il proprio brand
preferito. Sembrano disponibili a creare un rapporto di fiducia più interconnesso con le aziende, che quindi dovrebbero prendere questo dato come spunto per creare iniziative che spingano i clienti a condividere sui social foto e video con i prodotti del brand in evidenza, monitorando così l’esperienza dei clienti e, allo stesso tempo, beneficiando di pubblicità volontaria.

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AZIENDE

Caffeina e PwC insieme: una collaborazione per il “Service Design for Growth”

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PwC

La Creative Digital Agency Caffeina, e PwC, network internazionale leader nei servizi professionali alle imprese, siglano un accordo strategico.

I consumatori non cercano più solo un prodotto o servizio, ma esperienze appaganti: un consumatore su 3, come emerge da un’analisi di PwC, abbandona il prodotto/servizio di un brand che ama dopo una sola esperienza negativa. Inoltre il 56% delle aziende non usa i feedback dei clienti per migliorare la propria offerta e solo il 13% delle stesse, a livello mondiale, è strutturata intorno all’esperienza del cliente.

Sulla base di questi insight nasce il Service Design for Growth, un nuovo modello di fare consulenza con un approccio ispirato al Service Design per aiutare le organizzazioni customer-facing, dal retail al banking, dal fashion alle utilities, ad affrontare e vincere le sfide dei mercati.

Un team multidisciplinare di professionisti Caffeina e PwC, che spazia dai data scientist ai business designer, aiuterà le aziende a gestire il cambiamento, partendo dal cliente finale fino ad arrivare all’organizzazione interna, evolvendola in meglio per formulare nuovi modelli di business orientati al consumatore.

Il “Service Design for Growth” avrà infatti la mission di aiutare le aziende a reinventare il proprio Business Model partendo proprio dall’esperienza dei consumatori, con l’obiettivo di incrementare la fiducia nel brand, l’engagement del consumatore e sostenere la crescita del business.

Unendo le competenze legate al mondo della comunicazione digitale di Caffeina e al business advisory di PwC, le aziende godranno di un nuovo approccio fresco e sinergico, un impatto tangibile sull’intera organizzazione, front e back office, dalla strategia all’execution.

“Crescere è la sfida più complessa”, dichiara Tiziano Tassi, CEO di Caffeina. “Con il nuovo metodo sviluppato con PwC, le aziende saranno realmente facilitate nella gestione del cambiamento, partendo dal cliente finale per arrivare fino all’interno delle organizzazioni. Non abbiamo una formula magica ma siamo certi che, con il giusto mindset, l’impossibile può diventare possibile”.

La growth methodology passa attraverso 4 fasi di lavoro: esplorazione, strategia, co-creazione, crescita.

Dalle ricerche che studiano e analizzano i bisogni e i punti di frizione del consumatore finale, le ricerche di mercato, l’implementazione del prodotto stesso e la progettazione della struttura e dei processi interni necessari, l’azienda evolverà verso una nuova dimensione incentrata sul cliente.

“I modelli tradizionali di consulenza direzionale si concentrano sul perimetro di business esistente”, aggiunge Massimo Ferriani (nella foto), Partner di PwC. “Il Service Design for Growth definisce un modello di consulenza orientato alla sfida, alla risoluzione di nuovi ed impellenti bisogni dei clienti, alla cocreazione di modelli di business. È tempo di cambiare, la parola d’ordine è crescere”.

 

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L’E&M globale tra crescita e Convergenza 3.0: i risultati della ricerca PwC

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pwc e&m convergenza

Nel 2022 il mercato E&M mondiale varrà 2.399 miliardi di US$ rispetto ai 1.932 miliardi di US$ del 2017 (CAGR +4,4%); mentre i ricavi digitali conquisteranno, dal 2018 in avanti, la fetta più ampia del mercato (anche grazie alla Convergenza 3.0), registrando un importo pari a 1.034 miliardi contro i 999 miliardi del non digital. Sono queste alcune tra le principali evidenze emerse dal rapporto di PwC Global Entertainment&Media Outlook 2018-2022 (qui l’ultima edizione italiana). Lo studio, giunto alla 19esima edizione, rappresenta un’analisi complessiva circa l’evoluzione della spesa nel settore, basata sui dati storici dei precedenti 5 anni e sulle previsioni per il quinquennio successivo.

L’edizione 2018 raccoglie le previsioni al 2022 sull’andamento in 53 paesi dei 15 principali segmenti: libri, business-to-business, cinema, data consumption, accesso ad Internet, pubblicità online, periodici, musica, radio e podcasts, quotidiani, pubblicità out-of-home, video online, TV tradizionale e home video, pubblicità televisiva, videogames e realtà virtuale.

 

Alcuni dati

La ricerca PwC sottolinea come la spesa consumer si sia attestata nel 2017 a 824 miliardi, in crescita del +4% rispetto al 2016 e con un CAGR pari al 3,1%; la pubblicità nel 2017 corrisponde a 580 miliardi, in aumento del +6% e con un CAGR pari al +4,2%. I segmenti con il CAGR più significativo sono Virtual Reality (+40,4%), OTT video (+10,1%) e Internet Advertising (+8,7%); mentre i ricavi derivanti dal mobile continuano a crescere e entro il 2020 supereranno i ricavi provenienti dalla banda larga in tutti i segmenti.

 

La Convergenza 3.0

In generale, PwC svela come la continua e rapida evoluzione del settore sia entrata in una nuova fase. La crescita ampiamente diffusa e significativa (seppur in modo non uniforme) è guidata da 3 imperativi che influenzano tutte le aziende del settore: convergenza, connessione con il cliente e necessità di creare fiducia.

La “Convergenza 3.0” sta ridefinendo la competizione del mercato. Diversamente dalle precedenti dinamiche di convergenza, il mercato si sta formando un gruppo di “supercompetitor” in continua espansione e una nicchia di brand specializzati che cercano di assicurarsi il coinvolgimento e la spesa dei consumatori sempre più esigenti.

Andrea Samaja, TMT Italian Leader, commenta: “La Convergenza 3.0, o ancora meglio la Concentrazione 3.0, sta ridefinendo il landscape competitivo a livello globale. Si pensi a titolo esemplificativo ad operazioni, in corso o annunciate, quali AT&T – Time Warner, Comcast – Sky, e Disney – Fox. Quanto tutto questo è da leggersi come strategie che mirano alla creazione di valore attraverso lo sviluppo di strategie da Data Company? La Customer Experience è sempre di più al centro dell’attenzione per la crescita in tanti settori e la sua ottimizzazione richiede tanti dati magari affiancati da nuovi applicativi di IA”…

 

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AZIENDE

La Lega Nazionale B affida a PwC e Havas SE il marketing strategico della Serie B

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Stefano Spadini di Havas SE

L’assemblea della Lega Nazionale Professionisti B (LNPB) ha affidato ad Havas Sports & Entertainment (Havas SE), in associazione con PwC, l’incarico di advisor strategico di marketing per seguire la Lega B nei prossimi quattro anni. L’assegnazione giunge a seguito di una gara che ha coinvolto anche altri primari player del mercato. L’obiettivo era trovare un advisor strategico dotato di competenze e capability in tutte le aree che coinvolgono la piattaforma di marketing associativo di Lega.

Havas SE e PwC lavoreranno al fianco della Lega per individuare e sviluppare le soluzioni migliori e più efficaci a supporto delle strategie di comunicazione, marketing e business development del brand “Serie B”, che ha già attivato, oltre ad una piattaforma centralizzata di sponsoring e pubblicità una serie di progettualità verticali collaterali: B Futura (infrastrutture), B Solidale (CSR), B Club (business partnership) e B Italia (marketing di destinazione e rapporti con il territorio). Sono aree in cui partner e investitori saranno coinvolti con una piattaforma di benefit a 360°, con ritorni in termini di immagine, comunicazione e customer engagement.
La Serie B rappresenta il secondo campionato professionistico di calcio italiano, a cui partecipano ogni anno 22 club. Si tratta di 470 eventi distribuiti su 10 mesi ogni anno, che animano oltre 15 milioni di italiani. Sono circa 3,2 milioni gli appassionati che ogni stagione seguono le loro squadre negli stadi delle 22 città e 100 mila sono gli abbonati, un dato aggregato che colloca la Serie B come primo Club italiano di calcio per numero di abbonati. Con 4300 ore di copertura televisiva su SKY e quasi 2 milioni di audience TV ogni weekend, la Serie B è il campionato dei giovani talenti italiani: oltre l’80% dei giocatori è infatti italiano e molti di questi saranno poi i campioni destinati a animare la Serie A o i maggiori campionati internazionali.

Stefano Spadini, CEO Havas Media Group dichiara: “Sono particolarmente soddisfatto della partnership siglata insieme a PwC con la Lega Nazionale Professionisti B. In assemblea è stata presentata la nostra proposta di progettualità che parte dalle sponsorizzazioni e costruisce significatività attivando tutti gli asset della Lega, con l’obiettivo di riposizionare la Serie B come best practice assoluta. Inoltre, in un mercato che continua a interrogarsi sull’invasione di campo delle società di consulenza in ambito pubblicitario, la partnership con PwC dimostra che c’è una possibilità di collaborazione e che questa è in grado di generare valore, in primis per i clienti”.
Paolo Bedin, Direttore Generale della LNPB, esprime: “Grande soddisfazione per l’esito della manifestazione di intesse che ha caratterizzato l’assegnazione dell’advisoring commerciale della LNPB, testimoniando il grande interesse che suscita nel mercato la piattaforma di marketing centralizzato sviluppata in questi anni. La proposta di Havas SE e PwC ha convinto le nostre società non solo per quello che le due aziende rappresentano nel panorama della comunicazione e business development e la qualità del lavoro presentato, ma anche per l’entusiasmo, la forza e la perseveranza con le quali ci hanno manifestato il loro interesse in questi mesi. Siamo sicuri che contribuiranno a sviluppare il brand LNPB, generando quel valore e quelle revenues che il movimento e la piattaforma sono il grado di esprimere”.

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Entertainment&Media, il mercato crescerà del 4,2% al 2021: i risultati della ricerca PwC

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Entertainment & Media Outlook PwC

Per prosperare in un mercato sempre più competitivo, affollato e caratterizzato da bassi tassi di crescita, le aziende del settore Entertainment & Media (E&M) dovranno sviluppare efficaci strategie e soluzioni per coinvolgere e monetizzare i loro utenti più fedeli e appassionati: in altre parole, i loro fan. Secondo le previsioni di PwC pubblicate nel rapporto Global Entertainment & Media Outlook 2017-2021, le aziende devono essere in grado di combinare contenuti coinvolgenti con un’ampia e profonda capacità di distribuzione, connettendo questi asset con una user experience altamente interattiva, dove il contenuto risulta facilmente fruibile su un’ampia varietà di piattaforme e device ad un prezzo competitivo. Lo studio, giunto alla 18esima edizione, rappresenta un’analisi complessiva circa l’evoluzione della spesa nel settore, raccogliendo le previsioni al 2021 sull’andamento in 54 paesi dei 17 principali segmenti: libri, business-to-business, cinema, data consumption, e-sports, accesso ad Internet, pubblicità online, video online, periodici, musica, quotidiani, pubblicità out-of-home, radio, TV e home video, pubblicità televisiva, videogames, realtà virtuale.

Le innovazioni della tecnologia orientano le strategie direct-to-consumer
Mentre le aziende del settore competono per sviluppare user experience sempre più coinvolgenti, anche gli investimenti in tecnologia sono al centro delle loro strategie. Oltre a migliorare l’esperienza di fruizione dei propri servizi, le aziende possono sfruttare le nuove tecnologie ed i dati raccolti per creare un circolo virtuoso, in cui l’incremento dell’interazione e dell’interesse del consumatore consenta di raccogliere sempre più dati e informazioni su ciò che gli utenti desiderano. Grazie alla maggiore comprensione delle abitudini e delle esigenze degli utenti, le aziende potranno migliorare la loro offerta, coinvolgendo il loro target di riferimento e creando nuove opportunità per generare ricavi. A tale scopo, si stanno diffondendo modelli di business basati su strategie direct-to-consumer (D2C), abilitate dalla tecnologia e caratterizzate da una maggiore possibilità di scelta e controllo da parte degli utenti: nei prossimi cinque anni, svela l’Entertainment & Media Outlook i segmenti Internet video e music streaming cresceranno ad un CAGR, rispettivamente, dell’11,6% e del 20,7%…

 

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PwC presenta l’E&M Outlook Italy 2016-2020: i ricavi del mercato confermano la ripresa

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PwC presenta l'E&M Outlook Italy 2016-2020: i ricavi del mercato confermano la ripresa

Lo definisce “periodico annuale appuntamento” Andrea Samaja, E&M Leader di PwC, nella cui sede milanese si è tenuta questa mattina la presentazione del rapporto “E&M Outlook Italy 2016-2020”, che per l’ottavo anno consecutivo descrive l’andamento dei 13 segmenti del mercato dei Media e dell’Intrattenimento: TV and Video, Internet Access, Newspaper Publishing, Business to Business, Out-of-Home, Radio, Video Games, TV Advertising, Cinema, Magazine Publishing, Book Publishing, Internet Advertising e Music. Proprio Samaja ha guidato il pubblico passo dopo passo alla scoperta delle previsioni che la famosa azienda ha redato per i prossimi cinque anni.

I ricavi del mercato Entertainment & Media (E&M) confermano i segnali di ripresa avviati nel 2014. Nel 2015, con un incremento del 3,1%, raggiungono i €29,6 miliardi (2016 €31,2 miliardi). Si prevede che nel 2020 tale valore raggiungerà i €36,0 miliardi, crescendo ad un CAGR del 4,0%. Nel 2020 l’advertising raggiungerà i €9,1 miliardi (CAGR 3,6%) mentre la spesa degli utenti finali sarà pari a €26,9 miliardi (CAGR 4,1%). Andrea Samaja ricorda come “è necessario partire dal fatto che il mercato dell‘E&M è in sicrono con il PIL italiano. Tuttavia fare delle previsioni non è semplice: quello della borsa, degli andamenti economici, è un mercato volatile, che subisce cambiamenti profondi di giorno in giorno. I cicli econonmici che prima impiegavano anni per compiersi, tra crescita e recessioni, oggi sono molto più veloci, si compiono nel giro di mesi”…

 

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Un mercato da 2.140 miliardi di dollari: le previsioni PwC sul 2020 dell’entertainment & media

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Le previsioni sul mercato Entertainment&Media di PwC

Secondo le previsioni di PwC pubblicate nel rapporto Global Entertainment&Media Outlook 2016–2020, nei prossimi cinque anni il fatturato mondiale del settore Entertainment&Media (E&M) crescerà da 1.720 miliardi di US$ del 2015 a 2.140 miliardi di US$ del 2020 (CAGR: +4,4%). L’edizione 2016 raccoglie le previsioni al 2020 sull’andamento in 54 paesi dei 13 principali segmenti: TV e video, pubblicità televisiva, pubblicità online, accesso ad internet, radio, pubblicità out-of-home, videogames, cinema, quotidiani, periodici, editoria specializzata, libri e musica.

In 36 dei 54 paesi analizzati dallo studio PwC la spesa per E&M cresce a tassi superiori rispetto al PIL, spesso oltre il 50% in più. In cima alla lista c’è il Venezuela, dove nel 2016 la spesa per E&M potrebbe superare la crescita del PIL di oltre 14 punti percentuali. Altri mercati tra i più ampi, come Brasile, Pakistan e Nigeria, registreranno tassi di crescita superiori al PIL. Lo studio conferma quindi che – sebbene il tasso di crescita per il periodo 2016-2020 sia in leggero calo rispetto al 5,5% dello scorso anno – l’industria presenta uno scenario fortemente dinamico e articolato, con importanti spazi di crescita ed opportunità.
Forte variabilità tra paesi e segmenti

Nel 2020 i ricavi digitali del settore E&M, stimati da PwC in 1.060 miliardi di US$, avranno pressoché raggiunto i ricavi non-digitali, pari a 1.070 miliardi di US$. In 9 dei paesi analizzati dallo studio, tra cui Cina e Kenya, tale sorpasso si è già verificato nel 2015 ed entro il 2020 si compirà in circa la metà dei paesi, inclusi Regno Unito, Cile e Vietnam. Si distingue la Germania, che anche nel 2020 vedrà i ricavi non-digitali ancora pari al 61% del totale. Alle differenze nei tassi di crescita a livello geografico si somma la grande variabilità tra i sotto segmenti: entro il 2020 il settore a maggiore crescita sarà quello della pubblicità online, che raggiungerà ricavi pari a 260,4 miliardi di US$ con un CAGR dell’11,1%, seguito dall’accesso ad internet a 634,78 miliardi US$ (CAGR 6,8%).

L’editoria dei quotidiani conferma invece il trend negativo, con i ricavi che nel 2020 saranno pari a 121,1 miliardi di US$ rispetto ai 130,5 miliardi del 2015. Si registra tuttavia una forte variabilità geografica del segmento: mentre in Nord America si registrerà un decremento annuo del 3,1%, crescerà invece del 2.7% in India e in media del 2% in Sud America. Tale variabilità geografica è registrata anche nel segmento dei periodici, i cui ricavi nel periodo 2016-2020 resteranno sostanzialmente stabili, sostenuti dall’andamento molto positivo di alcuni mercati come Indonesia, India e Peru.
I modelli cambiano, verso nuove opportunità
I ricavi E&M si spostano con costanza dalle attività editoriali ad attività video e collegate ad internet, in particolare verso servizi over-the-top (OTT) e gestione dei dati dei consumatori. I modelli di consumo diretto rimarranno forti, mentre la spesa per l’accesso ad Internet, inclusi i mobile data, si contenderà il primo posto con quella per pubblicità. Tale sviluppo genera opportunità tanto per i nuovi operatori, quanto per i player tradizionali che intendono aprirsi a nuovi segmenti come i video OTT e l’offerta e-commerce.

 

Convergenza Telco-Media
“Il settore E&M a livello globale vive un periodo di grandi cambiamenti e non è un’eccezione l’Italia, dove continuano le operazioni di partnership o M&A per la concentrazione e la convergenza tra i principali player dei media e delle telecomunicazioni” spiega Andrea Samaja, Italian Leader Entertainment&Media di PwC. “Oggi non è più possibile pensare ai media e telco separatamente, esiste una profonda interdipendenza che si manifesta ormai sia dal lato dell’offerta sia dal lato della domanda. Il consumatore vuole sfruttare dei contenuti anywhere, anytime e any device in modo veloce, e i player che intendono competere in questo mercato dovranno avere contenuti di qualità, diritti tv, piattaforme di distribuzione e reti di banda ultralarga per andare incontro a tali esigenze”.

Nel mercato si delineano due attori principali: da un lato i broadcasters, che si focalizzano nel proprio “core business”, i contenuti, e dall’altro gli operatori di telecomunicazioni che sfruttano la propria capacità di distribuzione più sviluppata. Come risposta al mercato, si verifica l’unione, spesso con partnership strategiche e non solo, tra queste “due forze”: contenuti e capacità di distribuzione, per portare al mercato un’offerta distintiva che proponga un’esperienza integrata di qualità. In tale contesti di trasformazione, esiste il rischio d’ingresso di nuovi player dotati di grandi capacità di distribuzione e scalabilità, operanti in altri settori, quali l’energia elettrica.

 

La rivoluzione digitale nei broadcaster
“Ad oggi” commenta Andrea Samaja di PwC, “il mercato E&M è caratterizzato da un’elevata dinamicità e volatilità, soprattutto per i distributori di contenuti. L’innovazione tecnologica, in particolare la possibilità di fruire dei contenuti online, aumenta la competizione del mercato indebolendo progressivamente il ruolo di leadership dei grandi player legati al mondo della TV tradizionale e facilitando l’ingresso di nuovi player caratterizzati da un assetto tecnologico più innovativo (flessibile e dinamico)”.

Tale scenario conduce ad un’inevitabile evoluzione del modello di business delle società operanti nel settore. Le stesse esigenze dei consumatori si sono evolute verso un modello di fruizione dei contenuti più personalizzato alle esigenze del singolo. In un contesto di questo tipo emergono alcune dinamiche rilevanti:
l’online video, tramite SVOD, TVOD e EST guadagna progressivamente sempre più successo;
l’aumento della disponibilità di contenuti online in HD, che incentiva i consumatori a usufruire sempre di più di servizi online rispetto alla “storica” programmazione lineare;
lo sviluppo di modelli di produzione di contenuti a basso costo soprattutto da parte dei creatori di contenuti online e mobile.
“Per concludere” aggiunge il manager di PwC, “l’online Video sta assumendo un ruolo sempre più rilevante e può essere considerato una vera e propria sfida per la TV tradizionale.

 

I 5 trend chiave in un contesto di continua disruption
La ricerca di PwC individua alcuni cambiamenti cruciali che impattano ciascuna delle cinque dimensioni del panorama E&M: demografia, concorrenza, consumi, geografia e modelli di business. Agendo in modo simultaneo e correlato, questi trend si influenzano a vicenda e rappresentano una vera e propria call to action sia per aziende consolidate che per le new-entry.

1. Demografia: i giovani sono il motore della crescita E&M
L’analisi dei mercati nazionali E&M rivela una correlazione pressoché perfetta tra la dimensione relativa della popolazione under 35 e la crescita della spesa per i prodotti del settore, confermando come oggi i consumatori più giovani rappresentino il primario motore della sua crescita globale. Questo è confermato dal fatto che nei 10 mercati E&M più giovani la spesa incrementa ad un tasso di crescita tre volte superiore rispetto ai 10 mercati E&M più vecchi. Un trend che prescinde dalla ricchezza del paese, indicando come l’età possa influenzare maggiormente la crescita.

2. Concorrenza: il contenuto è la chiave
In un mondo dove Netflix può lanciare un nuovo prodotto in 130 paesi in un solo giorno, sarebbe facile ipotizzare che i contenuti diventeranno più omogenei a livello globale. Tuttavia la realtà è che i contenuti sono ridefiniti simultaneamente dalle forze della globalizzazione e della localizzazione; e mentre gran parte del settore assume connotati più globali, i gusti per i contenuti e le culture rimangono decisamente locali. Il primo weekend al box office del film Batman v Superman: Dawn of Justice a marzo del 2016 in 66 paesi fuori dagli USA ha incassato 254 milioni di US$, registrando il quinto maggior successo nelle première internazionali di tutti i tempi.1 Ma l’esordio più riuscito quest’anno sul mercato cinese, invece, è la commedia fantasy prodotta a Hong Kong, The Mermaid, con un incasso di 122 milioni di $ nel solo weekend di anteprima a febbraio 2016.2

3. Consumi: la gioia dei “bundle” – offerta a pacchetto
La possibilità per i consumatori di definire la propria “dieta mediatica” personale si è affermata come uno dei trend più forti. Ma il bundle (offerta a pacchetto) è tutt’altro che morto: le maggiori aziende di video e TV via cavo, inizialmente lente a reagire, si stanno riaffacciando offrendo contenuti su base integrata “omni-canale”, su TV, computer portatile, tablet e smartphone. Se è vero che questo nuovo stile di bundle è in crescita, il grosso dei servizi digitali OTT per il mass market sarà gradualmente riassorbito in offerte cumulative che faranno eco al tradizionale pacchetto analogico, ma a prezzi più flessibili e con una disponibilità ampliata a tutta la gamma di dispositivi. Quando questo accadrà, la competizione potrebbe alzarsi di livello, mentre i player del settore TV via cavo, tecnologia e telecomunicazioni si daranno battaglia per l’accesso alla distribuzione.

4. Geografia: focus su mercati a maggiore crescita
Anche nel passato più recente le società di E&M avevano aspettative diversificate rispetto ai mercati sviluppati (crescita lenta, bassa regolamentazione, accesso più facile) e quelli in via di sviluppo (crescita rapida, alta regolamentazione, accesso più difficile). Ma le dinamiche cambiano rapidamente man mano che la disruption spinge i mercati verso uno sviluppo molto differenziato, con potenziali opportunità molto differenti anche all’interno della stessa regione. Oltre a concentrarsi sui mercati a crescita più rapida come Indonesia, India e Perù, le società del settore dovranno anche continuare a focalizzarsi sulle aree che generano la crescita maggiore in termini assoluti, come USA e Cina.

5. Modelli di business: Trasformazione e modelli ibridi
Il mercato E&M odierno comprende società tecnologiche, che competono come aziende ibride che producono contenuti, e le case editrici tradizionali, che in modalità opposta evolvono nella modalità opposta cercando di distinguersi come società tecnologiche ibride. Ciò conferma come tecnologia e digitalizzazione rappresentano una forza centripeta che rompe i rapporti esistenti, spingendo grandi organizzazioni generaliste a cedere il passo ai piccoli specialisti e consentendo ai competitor minori e più agili di sbaragliare i nomi consolidati. Per le maggiori agenzie pubblicitarie si prospetta un nuovo modello di “super agenzia”, in grado di unire capacità di programmazione, analitiche, di aggregazione di dati e contenuti native.

 

Deborah Bothun, PwC Global Entertainment and Media Leader di PwC commenta: “Sulla base di questi cinque trend, le società dovranno coniugare la comprensione dello scenario macro con l’approfondimento a livello locale, per sostenere la creazione di valore e massimizzare la crescita. In un panorama sempre più diversificato e multi-sfaccettato, il comparto E&M impara dalle esperienze più recenti e punta all’agilità necessaria per identificare e cogliere le opportunità. Per farlo, le società devono catturare l’attenzione dei consumatori con esperienze (digitali e non) che li coinvolgano e dove trovino rispondenza a livello locale. I player globali che riusciranno in questa impresa potranno cogliere importanti opportunità”.

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AZIENDE

PwC e Google si uniscono per “reinventare” il lavoro

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pwc google

PwC e Google for Work uniscono le forze con “Re-Inventing Work“: una suite di servizi di consulenza e soluzioni tecnologiche per aiutare le imprese a innovarsi e a gestire i processi di digital trasformation progettando modi di lavorare sempre più efficaci. Con la crescente diffusione dei dispositivi mobili cambiano infatti  radicalmente le modalità e i luoghi in cui si lavora. Le aziende che utilizzano attivamente il digitale nei propri processi possono aumentare la redditività di oltre il 26% e il proprio valore di mercato di circa il 12% (fonte: CapGemini/MIT). Secondo altre ricerche, inoltre, servizi cloud migliorano i processi inefficienti: il 56% delle aziende dichiara di aver aumentato la produttività grazie a questa tecnologia e la metà di aver rafforzato il proprio business grazie al cloud.

Insieme, PwC e Google con “Re-Inventing Work” permetteranno alle aziende di evolvere il proprio modello di business avvalendosi della consulenza strategica di PwC e della tecnologia Google for Work per essere più produttive, più efficienti nel servizio ai propri clienti e integrate.

PwC, come parte di questa collaborazione, fornirà ai clienti la consulenza aziendale per ottimizzare il passaggio al cloud. L’obiettivo è aiutare le organizzazioni a progettare e realizzare un nuovo modo di “lavorare insieme”: l’ufficio, l’utilizzo di dispositivi in mobilità, la collaborazione, la condivisione delle idee e della conoscenza, la semplificazione delle attività e dei modelli organizzativi che permettono tutto ciò.

Google for Work, dal canto suo, metterà a disposizione delle aziende soluzioni innovative che favoriscono la comunicazione e la collaborazione aziendale. Le aziende potranno inoltre sfruttare le potenzialità combinate delle intuizioni analitiche di PwC e della potenza di Google Cloud Platform per ottimizzare la gestione delle informazioni e aumentare la propria competitività sul mercato.

“Aziende di ogni dimensione si affidano alla tecnologia di Google nella fase di lancio, durante la propria crescita o la propria trasformazione” dichiara Fabio Fregi, Country Manager Google for Work in Italia. “Siamo entusiasti di inaugurare anche in Italia questa collaborazione con un leader della consulenza in tutto il mondo come PwC, per portare il meglio di Google alle aziende del nostro Paese e aiutarle a innovare. Vedere PwC muoversi in questa direzione è un segnale molto positivo per il mercato: offrirà una marcia in più all’utilizzo delle tecnologie cloud e mobile, fruibili sia dalla soluzione Android for Work pensata per le aziende, che da tutte le altre piattaforme mobili. Ciò porterà a una collaborazione migliore e più rapida e trasformerà il business delle imprese per prepararlo all’era digitale che stiamo vivendo”.

“Nonostante la forte focalizzazione del mercato sulle tecnologie digitali”, aggiunge Massimo Pellegrino, Partner PwC, “la maggioranza delle aziende sta investendo per migliorare ed espandere il modello di business esistente e non invece per crearne di nuovi che possano radicalmente cambiare le regole del gioco. Mantenere, però, la leadership comporta pensare e agire con la flessibilità di una start-up, dove i team sono organizzati più a rete che per gerarchie, la collaborazione è l’elemento fondante dell’innovazione e della produttività e l’ufficio non è dove fisicamente si lavora ma l’insieme degli strumenti a disposizione in qualsiasi luogo ci si trovi. Noi pensiamo che Google for Work sia la piattaforma tecnologia che meglio di qualsiasi altra è in grado di facilitare i significativi cambiamenti – soprattutto culturali – che ogni organizzazione è chiamata ad affrontare.”

 

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Media e Intrattenimento continuano a crescere: PwC svela le previsioni a 5 anni con il report “E&M Outlook Italy 2015-2019”

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Vista la continua, imponente crescita osservata negli ultimi anni, non rimane più alcun dubbio: sarà il digitale, nei prossimi anni, a guidare l’espansione del mercato dei media e dell’intrattenimento. Anche l’Italia si allinea alle previsioni globali, come reso noto in mattinata da Andrea Samaja, Partner PwC E&M Market Leader, a Milano, nella sede di PwC, che ha reso noto di dati del suo ultimo rapporto ‘E&M Outlook Italy 2015-2019’. Dopo le contrazioni osservate nel 2012 e nel 2013, il mercato italiano è ripreso a crescere durante lo scorso anno, raggiungendo i 29,1 miliardi di euro; la ricerca stima che il trend proseguirà, portando il giro d’affari complessivo a 34,8 miliardi di euro nel 2019.

Come è avvenuto per i precedenti report, i 13 segmenti analizzato dal gruppo sono Filmed Entertainment, TV Advertising, TV Subscription and Licence Fees, Music, Radio, Out-of-Home, Internet Access, Internet Advertising, Magazine Publishing, Newspaper Publishing, Book Publishing, Business to Business e Video Games. “Degli oltre €5,6 miliardi che rappresentano la crescita del mercato E&M italiano nel periodo 2015-19″ spiega Andrea Samaja, Partner PwC E&M Market Leader, “l’accesso ad internet contribuirà per il 76% ovvero per €4,3 miliardi, grazie alla penetrazione di smartphone e tablet in salita all’87,4% e al declino dei costi della tecnologia. L’internet access salirà nel 2019 al 37% dei ricavi complessivi del mercato E&M, incrementando il suo peso specifico dal 29% di oggi”. Nel 2019 il digitale inciderà per il 47% sul totale dei ricavi del mercato E&M, rispetto al 37% del 2014, in netta crescita rispetto al 2010 quando la quota del digitale era poco più di un quarto. Il sorpasso rispetto ai media tradizionali è previsto nel 2021. Nel 2019, a guidare la crescita saranno la spesa degli utenti finali per Internet Access pari a €12,7 miliardi (46% del totale) e TV, per €5,4 miliardi (19,6% del totale).

Nell’Editoria (Books, Magazines e Newspapers) proseguirà un trend di contenuta contrazione, pur rappresentando il 18% del totale della spesa degli utenti finali nel 2019, a riprova dell’importanza di tale segmento nel mercato italiano. Per il mercato pubblicitario, nel 2014 si registra un’ulteriore contrazione (-3,2%) rispetto all’anno precedente. I mercati tipici dell’editoria (Periodici e Quotidiani), che hanno sofferto molto negli ultimi anni, si stima tornino a crescere a partire dal 2016, grazie all’adv via Internet (CAGR 3,6%) trainata da mobile advertising e video advertising. La crescita dell’advertising digitale coinvolgerà anche la televisione (online TV advertising CAGR 28,9%), i periodici (online consumer magazine advertising CAGR 19,9%) e l’outodoor (digital Out-of-Home CAGR 17,4%). “I quotidiani continuano il trend di decrescita osservato in questi ultimi anni” continua Andrea Samaja. “In questo senso stanno soffrendo di meno i magazine, mentre sono i quotidiani quelli che registrano il dato peggiore. Il comparto dei libri sta, invece, reagendo, anche grazie al settore education, che potrebbe rivelarsi uno dei driver più importanti per l’intero comparto”.

Uno scenario molto interessante riguarda, inoltre, il mondo delle piattaforme satellitari: in questo settore la possibilità di collegare il proprio decoder a internet potrebbe cambiare il futuro mondo della pubblicità. “Collegare il proprio decoder a internet permette ai broadcaster di raccogliere dati sulle nostre preferenze televisive” continua Samaja. “In questo modo, per i broadcaster sarà possibile creare dei cluster di decoder per ricevere pubblicità personalizzate. Tutto questo potrebbe cambiare gli investimenti del futuro, in termini di pricing: infatti le pubblicità diventeranno estramemente personalizzate, con un target molto più piccolo, e quindi più economiche”. Tutto questo, in attesa di Netflix, un player che potrebbe cambiare per sempre il futuro della televisione. “Netflix sta cercando di portare un’omogeneizzazione nel mercato della tv, in particolare delle serie tv, che potrebbero diventare programmi mandati in onda a livello mondiale”.

“Dal punto di vista della conoscenza dell’utente e delle azioni di definizione e comunicazione dell’offerta dei contenuti, il rapporto dei broadcaster e dei publisher sta diventando sempre più diretto e personalizzato” conclude il manager. “In risposta ai cambiamenti delle abitudini di consumo, che vedono gli utenti fruire dei contenuti in maniera sempre più frammentata rispetto ai device utilizzati e di conseguenza delle piattaforme tecnologiche a loro supporto, le aziende media sono chiamate a riconfigurare i propri modelli operativi. All’obiettivo di offrire contenuti di qualità ed assicurare un’esperienza di fruizione coinvolgente a prescindere dai device utilizzati, il consumatore pretende che i contenuti siano disponibili anytime, anywhere. Le piattaforme tecnologiche, con la loro integrazione in ottica multi device, supportate da una parte da sistemi di CRM sempre più sofisticati e dall’altra dall’accesso ed elaborazione dei big data, offrono la possibilità di rivoluzionare la customer journey, permettendo di configurare i contenuti ed i relativi piani di monetizzazione in modo completamente personalizzato”.

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AZIENDE

PwC sceglie la tecnologia semantica di Expert Sistem per Expo Business Matching
 

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Expert System collaborerà con PwC per Expo Business Matching, la piattaforma virtuale d’incontri d’affari promossa da Expo Milano 2015, Camera di Commercio di Milano, Promos, Fiera Milano e PwC.

Dopo una semplice registrazione e profilazione, produttori, distributori, fornitori, buyer, investitori italiani e internazionali possono svolgere attività di ricerca su www.expobusinessmatching.com e, grazie all’intelligenza semantica di Expert System, reperire velocemente tutte le informazioni utili a valutare le opportunità di business più in linea con i propri obiettivi, approfondire le occasioni ritenute più interessanti nei diversi Paesi e programmare incontri B2B durante Expo 2015.



“Siamo orgogliosi che la nostra tecnologia semantica sia presente ad EXPO 2015,” ha dichiarato Stefano Spaggiari, Amministratore Delegato di Expert System. “È motivo di enorme soddisfazione la possibilità di offrire un nostro contributo per ottimizzare le attività di ricerca multilingue attraverso la piattaforma “business matching” mettendo a disposizione di aziende provenienti da tutto il mondo le potenzialità uniche di Cogito.”



“Siamo molto felici di questa collaborazione su un progetto di grande rilevanza nazionale e internazionale. Expo Business Matching e’ un iniziativa all’avanguardia che promuove il dialogo e il networking fra gli operatori business durante Expo Milano 2015 ed ha ottime premesse per diventare in futuro il portale di riferimento per l’internazionalizzazione delle imprese italiane” commenta Vincenzo Grassi, Associate Partner di PwC e Project Leader di Expo Business Matching.

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Future Brand Index 2014: Google al vertice, Apple “solo” quarta

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“Le aziende sono anche brand e i risultati del nostro Future Brand Index 2014 dimostrano, per la prima volta, fino a che punto le società più forti del 2014 siano in grado di andare oltre la posizione che occupano in una classifica basata puramente sul loro valore finanziario, come quella della “Global Top 100 Companies” di PwC. Abbiamo pensato che fosse giusto realizzare un’indagine su come i company brand siano percepiti nella loro interezza, vale a dire valutando anche il livello di affinità che i consumatori sentono nei loro confronti per il modo in cui corrispondono ai loro bisogni e per l’esperienza che ne hanno”.
Commenta così la ricerca “FutureBrand Index 2014” (qui la classifica completa) Tom Adams, Global Head of Strategy di FutureBrand: una classifica nella quale Google risulta il marchio più forte tra quelli delle prime 100 aziende al mondo (era terza nell’altra classifica) grazie alla sua performance su tali paramenti, migliore rispetto ad altre aziende che, invece, hanno una capitalizzazione di mercato superiore. L’indagine, che è stata svolta sulla base della classifica delle “Global Top 100 Companies” di PwC, misura la forza del brand tramite un’approfondita ricerca quantitativa condotta su migliaia di consumatori in tutto il mondo. Dopo Google, ai vertici, troviamo Microsoft e Walt Disney, anch’esse con un ranking superiore a quello attribuito loro da PwC, secono cui Wald Disney si colloca al 40° posto). “Google è il vincitore naturale,” continua Tom Adams “ma è interessante anche riconoscere i meriti alle altre imprese che vedono aumentare la propria posizione in classifica grazie agli sforzi che hanno dedicato per crearsi un forte company brand e contrastare così un “Cap Gap” sfavorevole, come Intel, Unilever e Inditex”. Clifford Tompsett, Capital Markets Partner di PwC, aggiunge: “Lo studio di FutureBrand presenta una visione alternativa e avvincente delle prime 100 aziende per capitalizzazione di mercato e spiega quali sono le leve che le grandi imprese possono utilizzare per incrementare il proprio vantaggio competitivo nei confronti di riferimento a livello globale”.

 

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