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Oath e IAB Europe mostrano la previsioni dei publisher sul programmatic

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Oath presenta i risultati della ricerca ‘Developing Strategies for Publishers in Programmatic’ condotta in collaborazione con IAB Europe. Lo studio mostra le previsioni dei publisher europei legate al mondo programmatic per il 2019, e anticipa un incremento delle revenue del +26% per i formati video, native e mobile per i prossimi 12 mesi. Oltre il 60% dei publisher europei afferma inoltre che questi formati sono fondamentali per il successo delle proprie attività.

La ricerca ha coinvolto i membri di IAB Europe in 30 paesi con lo scopo di analizzare opportunità e sfide che l’industria editoriale affronta quando si parla di tecnologie e adverstising in programmatic.
I risultati principali svelano che i publisher sono alla ricerca di partner per semplificare le proprie offerte, sviluppare nuove soluzioni pubblicitarie incentrate su esperienze multiutente attraverso tecnologie audio e video in-stream.

Una precedente ricerca condotta da IAB Europe ha rilevato che lo scorso anno in Europa gli inserzionisti hanno speso 12 miliardi di euro per la pubblicità in programmatic, di cui un terzo dedicato ai formati video, mentre il 57% è stato speso per soluzioni mobile (compreso il native). Non sorprende quindi che proprio questi formati rappresentino per questi publisher la migliore soluzione. Ecco alcuni parametri in dettaglio.

Il vantaggio competitivo del trading programmatico

Il trading programmatico ha una posizione di rilievo nelle agende dei publisher europei, il 76%, infatti, conferma la sua estrema importanza, mentre l’83% pensa sarà ancora più importante nei prossimi 12 mesi.
Il 52% ritiene inoltre che l’asta programmatica offra un vantaggio competitivo, sebbene permanga una notevole percentuale di publisher (30%) che si dichiara ancora incerta.
L’in-housing continua a essere un argomento caldo: secondo la ricerca, il 59% dei publisher europei sta svolgendo internamente le attività di trading programmatico.

Dare valore a ogni impression

Due terzi dei publisher europei ha identificato come principale sfida la corretta valorizzazione di ciascuna impression.
Nella lista delle preoccupazioni, la gestione del GDPR e del consenso si posiziona al 4° posto, mentre il collegamento dell’inventory a tutte le fonti di richieste e la massimizzazione dei ricavi da mobile si collocano insieme in seconda posizione (47%). Gli editori vorrebbero una semplificazione delle vendite in programmatic da parte dei partner, unitamente alla garanzia di poter attrarre investitori qualificati, così da vendere il proprio inventario a un prezzo ragionevole senza compromettere la qualità degli annunci.

Ostacoli per la crescita dell’audience e massimizzazione del valore dell’inventory

Migliore monetizzazione e annunci di qualità superiore rimangono fondamentali per ottimizzare la crescita dell’audience secondo i publisher europei.
Il 63% delle soluzioni di distribuzione dei contenuti dei publisher intervistati è on-platform, mentre il 37% è off-platform, attraverso partner come Oath, Twitter, Google e Facebook; un trend destinato a continuare per i prossimi 12 mesi.
Nei prossimi 12 mesi i publisher prevedono di investire in attività finalizzate a incrementare la crescita dell’audience: il 30% dei publisher europei sostiene che ci sarà maggiore attenzione agli earned media rispetto ai paid media.
La crescita dell’audience continua a rappresentare una sfida: il 38% dei publisher europei indica le revenue come principale preoccupazione nella guida della crescita dell’audience, a causa, inoltre, della mancanza di controllo circa il posizionamento del proprio contenuto quando è su siti di terza parte, qualità dell’inventory, fill rate e tecnologia di riproduzione video.

Uno sguardo all’Italia

Il nostro Paese è il più fiducioso in relazione al ruolo del programmatic: ben l’83% degli intervistati concorda che questa soluzione sia in grado di offrire un vantaggio competitivo.
Per il 57% dei publisher italiani, il trading programmatico rappresenta un’attività estremamente importante per la propria azienda e lo sarà ancora per i prossimi 12 mesi (86%).
I formati video, mobile e native rappresentano anche per l’Italia le soluzioni di punta per il 2019, in linea con il trend europeo.
Secondo il 35% dei publisher italiani, i formati mobile saranno le soluzioni che registreranno la maggiore crescita in termini di revenue per i prossimi 12 mesi, seguiti da video (33%) e native (26%).
Il 75% dei publisher italiani dichiara di avere una funzione programmatic in-house, mentre il 17% si affida a soluzioni in outsource e l’8% a soluzioni ibride.
Il 67% degli intervistati dichiara di utilizzare strumenti di terze parti per combattere il traffico fraudolento nel programmatic, seguito dall’utilizzo di black/white list (42%) e soluzioni in-house (17%).
Controllo (67%), prezzo/ROI (56%), reach (22%) sono le sfide più importanti in un contesto off-platform.
Il 62% in termini di budget e risorse è dedicato alle strategie di acquisizione dell’audience su earned media seguito da una percentuale pari al 38% in ambito paid media. Secondo i publisher italiani (56%) la situazione rimarrà invariata anche durante i prossimi 12 mesi.

“Il trading programmatico continua a offrire chiare opportunità di crescita per i publisher in tutta Europa, ma rimangono molte le sfide da affrontare. Massimizzare le entrate è ancora prioritario per la maggior parte dei publisher, anche se GDPR e gestione dei consensi sono task che si sono aggiunti alla lista delle preoccupazioni”, spiega Henk Van Niekerk, Head of EMEA Supply Platforms. In qualità di publisher, Oath comprende molte di queste problematiche e, grazie inoltre a ricerche come questa con IAB Europe, il nostro focus è sviluppare soluzioni come Oath Ad Platforms facendo leva su esperienza e know-how per fornire ai publisher soluzioni ottimali in grado di soddisfare al meglio i loro obiettivi di business”.

“Il nostro mercato ha recuperato terreno nell’adozione delle soluzioni programmatiche, con vantaggi per tutta la filiera, editori inclusi. Video, mobile e native – già ampiamente adottati nelle pianificazioni tradizionali – permangono i formati preferiti dagli investitori”, conclude Christina Lundari, General Manager di Oath Italia. “Si sta facendo strada anche l’audio advertising, per il quale iniziano ad essere disponibili interessanti inventory premium. Oltre a puntare ad una crescita delle proprie audience, per aumentare i ricavi gli editori stanno ampliando la distribuzione dei propri contenuti anche su siti di terze part”.

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AZIENDE

Teads annuncia il nuovo posizionamento “The Global Media Platform”: un ‘audience di più di 1.2 miliardi di consumatori

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La crescita di Teads è stata da sempre alimentata dall’obiettivo di creare una piattaforma integrata in grado di raccogliere e valorizzare i più importanti publisher al mondo, per costituire una reale alternativa per l’ecosistema pubblicitario su scala globale.

Al fine di chiarire il proprio posizionamento sul mercato, Teads annuncia oggi l’ampliamento della propria vision societaria e adotta la nuova qualifica di “Global Media Platform”. Questo annuncio riflette lo spirito di continua innovazione dell’azienda, che oggi comunica l’evoluzione della propria offerta, da semplice distribuzione di video advertising, a una gamma ancora più ampia di soluzioni pubblicitarie lungo tutto il funnel, per i più prestigiosi publisher e advertiser del mondo.

Nel settembre 2017, Teads lancia la suite di prodotti Viewable Display, che rappresenta ora quasi il 20% delle revenue annuali della società. A giugno 2018, Teads inaugura un modello d’acquisto rivoluzionario basato sulla performance, aiutando gli advertiser nell’acquisire nuovi visitatori sulle proprie properties online. L’offerta a performance è stata già adottata da molti dei più importanti brand del settore automotive, retail, fashion, lusso, FMCG, CPG, tecnologia e molti altri.

Bertrand Quesada, CEO di Teads dichiara “La nostra vision è quella di costruire una piattaforma integrata in grado di raccogliere i più importanti publisher al mondo, creando un’alternativa valida a Google e Facebook tramite la distribuzione di advertising di qualità a un’audience di più di 1.2 miliardi di consumatori su una piattaforma brand safe e trasparente. La Global Media Platform è il frutto dell’impegno di Teads nel garantire risultati concreti per i brand, migliori opportunità di monetizzazione per i publisher e una migliore esperienza pubblicitaria per i consumatori.

La vision di Teads

Grazie alle integrazioni dirette di centinaia di editori premium a livello mondiale, Teads è in grado di raggiungere un’audience deduplicata di circa 1.2 miliardi di utenti al mese. Nelle ultime settimane, Teads ha firmato numerose partnership in esclusiva, tra cui quelle con Apple News, BBC e The Economist. Come risultato, la reach in molti paesi eguaglia o addirittura supera quella di Youtube o Facebook. La vision di Teads, in quanto Global Media Platform che raccoglie e valorizza i più importanti publisher al mondo, si basa su quattro principi chiave, fondamentali per fornire soluzioni alle più grandi sfide del mercato:

1. Punto di accesso unico ai più prestigiosi publisher al mondo – Permettendo l’accesso all’inventory di alta qualità su scala globale da un’unica piattaforma, Teads garantisce ai propri clienti efficienza operativa, scalabilità e affidabilità nelle transazioni dirette e in programmatic. Allo stesso modo, Teads è focalizzata sul fornire le migliori tecnologie d’avanguardia e nuove opportunità di monetizzazione ai publisher con i quali collabora.

2. Creatività pubblicitarie che guidano l’attenzione, nel rispetto della user experience – L’esperienza degli utenti su mobile sta dettando nuove regole creative che possono rivelarsi sfidanti per il mercato poiché impongono maggiore coinvolgimento attivo. Data la grande importanza della qualità nello sviluppo della creatività, Teads da molto tempo mette a disposizione delle agenzie e dei brand un potente strumento tecnologico, Teads Studio, per ottimizzare e rendere scalabili gli asset creativi, in accordo con le nuove dinamiche di fruizione interattive.

3. Soluzioni di monetizzazione & di advertising su misura, per soddisfare gli obiettivi lungo tutto il funnel –  Con una suite di prodotti full-funnel, Teads offre ai publisher nuove opportunità di monetizzazione e ai brand soluzioni di advertising in grado di soddisfare una vasta gamma di obiettivi di business. Lo scopo è di fornire soluzioni di precision marketing lungo ogni step del funnel d’acquisto, all’interno di contenuti brand-safe e prodotti professionalmente.

4. Risultati garantiti, supportati dall’AI & dai dati – Sempre più spesso i marketer si trovano costretti ad affrontare pressioni per dimostrare di aver raggiunto risultati concreti, in base alla spesa sui media digitali. Come modello d’acquisto, il CPM ha fallito nel fornire affidabilità per coloro che investono. Grazie ai significativi investimenti sull’AI/machine learning e alle enormi potenzialità nei dati sviluppate negli ultimi 3 anni, Teads permette ai brand e le agenzie di investire sulla base di risultati garantiti, come viewability, completed views, engagement, delivery in-target, traffico incrementale al sito e, recentemente, anche conversioni.

“Sono veramente poche le piattaforme in grado di garantire una reach di massa, mantenendo un’alta qualità su scala globale. Proprio per questo motivo, Teads è diventato un partner strategico per MediaCom e per molti dei nostri clienti più importanti”, dichiara Stephen Allan, Global CEO di Mediacom, WPP agency.

“La partnership con Teads permetterà ai nostri partner, attraverso tecnologie e formati innovativi, di coinvolgere maggiormente le audience che rappresentano The Economist, composte da persone altamente curiose, attente e interessate”, ha affermato Nicolas Sennegon, Executive Vice President e Chief Commercial Officer di The Economist Group.

Parte oggi  la nuova campagna online e su carta stampata per comunicare al mercato che “I migliori publisher lavorano con Teads”.

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MEDIA

Madvertise lancia MDF: nuovo sistema di monetizzazione degli spazi su mobile per i publisher

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madvertise

La concessionaria mobile madvertise, inaugura il “Madvertise Developer Fund” (MDF), nuovo sistema di monetizzazione per gli editori. Aderendo a MDF giovani editori e sviluppatori di app potranno avere accesso a un budget dedicato a loro, facendo fruttare i loro spazi pubblicitari su mobile. L’iniziativa fa sì che tutti i ricavi generati dagli annunci rimangano all’editore, garantendo infatti revenue share competitivi su campagne in programmatic e reservation e il 100% di revenue share sulla mediation, previa l’implementazione dell’SDK Madvertise.

“In Italia le realtà ambiziose, di qualità, che garantiscano ambienti brand safe non mancano, ma molte di queste sono ancora in fase di sviluppo per quel che riguarda la distibuzione della loro inventory mobile”, afferma Francois Roloff, COO di Madvertise.

“Il mercato è sempre più frammentato in termini di nuovi editori”, aggiunge Tommaso Rossi, Managing Director di Madvertise Italia. “Il nostro obiettivo è avviare una collaborazione con i candidati più promettenti. Il Madvertise Developer Fund si propone appunto di far integrare l’SDK Madvertise a tutte le testate con grande potenziale, ma ancora in fase di crescita, invitiamo dunque tutti gli editori con contenuti di qualità, una struttura già avviata per gli spazi pubblicitari e almeno 20.000 utenti attivi al mese ad aderire al programma.”

Per i publisher che aderiranno al fondo sarà sufficiente implementare l’SDK una tantum, per godere immediatamente dei vantaggi offerti dal programma. Il pioniere dell’Adtech si fa insomma da apripista per tutti quei budget pubblicitari a cui le testate più verticali spesso non riuscono ad avere accesso.

“Abbiamo avuto un’esperienza molto positiva nella collaborazione con GoalAlert, app che fornisce risultati calcistici in real-time“, spiega Roloff. “Da quando abbiamo iniziato a lavorare insieme nel 2015 l’app ha registrato 1 milione di utenti unici. È stato il risultato di strategie basate sull’attenzione a monetizzazione e rispetto della user experience, aspetti di cui un publisher deve necessariamente tener conto per affermarsi sul mercato”. Allo stesso modo sono cresciute con Madvertise, per diventare le più importanti app del network, realtà come FantaMaster, Squid e Cinetrailer.

Madvertise è integrata con le principali SSPs, il che permette a tutti i partner di lavorare con brand di valore in ambienti di alta qualità.

 

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AZIENDE

Il 2016 di UpStory, tra nuovi formati e nuovi partner

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Il 2016 di UpStory, tra nuovi formati e nuovi partner

UpStory, piattaforma creata da BizUp, si avvia a chiudere un 2016 in rapida espansione. Grazie infatti alle relazioni strette in meno di un anno con alcuni dei principali publisher italiani, tra cui spiccano il network di Veesible (Tiscali, Ansa, GameSurf, Gianluca Di Marzio…) e Condé Nast (Wired, GQ, Vanity Fair), oggi il network può contare su più di 100 siti premium e 4.000 blogger e social influencer, fondamentali per ottenere la massima amplificazione dei contenuti pubblicitari o editoriali dei brand.

Dopo il lancio nel 2015 della piattaforma per la pianificazione di sponsored post e nel 2016 dei formati nativi in-feed e in-text, l’offerta di UpStory oggi si completa con nuovi formati progettati per conquistare la massima attenzione ed engagement, rispettando l’esperienza di navigazione degli utenti (in particolare su mobile). UpSlide è un formato in

grado di mostrare un’immagine contestuale in parallax all’interno di un articolo, potendo offrire il massimo impatto in termini di branding; con UpVideo l’outstream conquista tassi di completion rate paragonabili a quelli del preroll, preservando la sua natura non-invasiva; con UpCube i brand possono sfruttare l’interattività di un cubo 3D per raccontare una storia e catturare engagement.  L’apertura di UpStory al programmatic completa l’offerta commerciale e consente di valorizzare ulteriormente le circa 120 milioni di impression erogabili ogni mese, in continua crescita.

UpStory rafforza inoltre il suo presidio nel target finance (Soldiweb, iFinanceWeb, PrivateBankingWeb) e target news grazie al network local di PressCommTech (Riviera24, Il Giunco, Ciao Como, Taranto Buonasera, Il Capoluogo), Gazzetta di Parma, TPI, Notizie.it, a cui si aggiungono i siti di Nexilia e di YoBee.

Claudio Vaccaro, CEO di BizUp e UpStory, commenta i risultati raggiunti: “Siamo molto soddisfatti dei risultati già ottenuti da UpStory, grazie allo sviluppo tecnologico della piattaforma e alla qualità degli accordi intrapresi con i principali publisher italiani. Il nostro obiettivo è quello di consolidare ed estendere la nostra offerta di formati nativi per garantire a brand e publisher i massimi risultati in termini di viewability, monetizzazione ed engagement che solo questo tipo di formati nativi oggi può garantire sul mercato”.

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AZIENDE

Improve Digital lancia 360 Polaris, la nuova piattaforma dedicata ai publisher

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Improve Digital lancia 360 Polaris, la nuova piattaforma dedicata ai publisher

Improve Digital presenta la sua nuova piattaforma 360 Polaris, una tecnologia rivoluzionaria di monetizzazione della pubblicità per editori video, Web e mobile. Con questa nuova piattaforma, l’azienda ha creato una soluzione completa per gli editori che integra le funzionalità di un adserver premium con quelle di una piattaforma Supply-Side SSP (Supply-Side Platform). Interamente ridisegnata e con un’interfaccia completamente rinnovata, la piattaforma offre agli editori una trasparenza e un controllo senza precedenti, ideale per qualsiasi strategia di vendita.

Promuovere gli interessi degli editori video, Web e mobile
360 Polaris adotta un approccio onnicomprensivo finalizzato alla creazione di revenue in Programmatic, che consente agli editori di ottimizzare i ricavi che derivano dal loro inventory online. La piattaforma si adatta alle loro esigenze in tempo reale, a praescindere dai formati o dai dispositivi utilizzati. 360 Polaris offre ai publisher la massima trasparenza ed è in grado di supportare qualsiasi strategia di vendita, essendo dotata di tutti gli strumenti indispensabili per avere più controllo, ridurre i costi e ottimizzare i ricavi.

Affrontare le sfide grazie a 360 Polaris
360 Polaris è la più grande release nella storia di Improve Digital e riflette i principi fondamentali dell’azienda: trasparenza, ottimizzazione dei ricavi e attenzione specifica verso gli editori. “Abbiamo ascoltato attentamente le necessità dei grandi media negli ultimi anni,” afferma Joelle Frijters, amministratore delegato di Improve Digital. “Mentre si assottigliano i confini tra strategie aziendali premium e non, così come le dinamiche tra domanda e offerta diventano più complesse, abbiamo visto emergere nuove sfide. I publisherhanno riscontrato difficoltà relativamente a trasparenza,reportistica e controllo. Con 360 Polaris abbiamo affrontato tali questioni, spesso originate da tecnologie frammentate e opache, e siamo sicuri che i ricavi degli editori ne beneficeranno”.

Una piattaforma nuova, ridisegnata dalle fondamenta
“Dato che 360 Polaris è una piattaforma completamente nuova, ci offre la possibilità di cogliere le opportunità del futuro”, afferma Janneke Niessen, Chief Innovation Officer di Improve Digital. “Il mercato è cambiato molto negli ultimi anni, così come le sue necessità. Abbiamo applicato tutto ciò che abbiamo appreso negli ultimi otto anni per riconcepire questa piattaforma dalle fondamenta. Ecco perché possiamo essere certi che il suo impatto sarà straordinario oggi e in futuro.”
“Il lancio di 360 Polaris è un grande passo avanti per Nettavisen”, afferma Kjell Inge Vatshaug, Leader Ad Operations. “La piattaforma si adatta completamente alle nostre strategie, anziché richiedere il contrario. Grazie a 360 Polaris abbiamo una visione in tempo reale di tutti i parametri importanti. Il suo approccio olistico ci risparmia la ricerca di ulteriori strumenti per ottimizzare i ricavi del nostro spazio pubblicitario. Ha semplicemente tutto e ciò significa che possiamo concentrarci sulle attività principali della nostra azienda”.

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AZIENDE

Quantum Native Solutions cresce a accoglie nuovi publisher per il suo Programmatic Native

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Alessandro Ceratti di Quantum Native Solutions

Cresce il business italiano di Quantum Native Solutions, marketplace europeo di native advertising distribuito totalmente in programmatic, che allarga il portfolio di editori Premium, ampliando la sua offerta nei settori donne, news, travel, sport, automotive, entertainment e classified.

Ad oggi Quantum Native Solutions raggiunge mensilmente 16 milioni di utenti unici deduplicati con un’active reach pari al 56% (Audiweb view – Marzo 2016), generando oltre 200 Milioni di i mpression native ogni mese e garantendo ai brand il 100% di viewability su tutti i device (Desktop e Mobile) e in tutti gli environment (Web/App/Webmail). Quotidianamente, il network di Quantum registra in Italia 2 milioni di unique browser e 7 Milioni di impression native disponibili (Fonte: AppNexus/Quantum).

Recentemente sono entrati nel network Affaritaliani.it, Liberoquotidiano.it, Lettera43.it e Dagospia.com, TgAdv con Nanopress.it, Tecnocino.it, Allaguida.it e Donnaclick.it e alcuni nuovi siti delle concessionarie già partner come Sport Network con Calcioweb.eu e Sportfair.it e WebAds. Inoltre, ilgiornale.it, alfemminile.com, mytaste.it, deabyday.tv, davidemaggio.it, 90min.com/it e paesionline.it hanno scelto Quantum Native Solutions. I nuovi ingressi garantiranno così una più ampia copertura nei settori News, Donne, Sport e Man.

L’offerta Programmatic Native di Quantum Native Solutions, caratterizzata dalla possibilità di mostrare contenuti attraverso video, gallery e testi altamente targetizzabili, è sviluppata su formati pubblicitari eleganti e mai invasivi, totalmente personalizzabili e perfettamente integrabili all’interno delle pagine e/o degli articoli dei Premium publisher grazie alla lettura del CSS.

“Il native advertising in programmatic è una modalità win-win per editori e brand. I primi non devono più rinunciare alla qualità editoriale in favore di spazi pubblicitari decontestualizzati innervosendo così i lettori, mentre i brand hanno la reale opportunità di scegliere i formati più adatti per il loro target di riferimento e raggiungerlo in modo assolutamente non intrusivo, integrando l’adv con i contenuti del sito ospitante. Entrambi i player stanno apprezzando enormemente la tecnologia di Quantum e la possibilità di riuscire a utilizzare formati ad hoc e coerenti in modalità automatica – aspetti considerati erroneamente antitetici – è una delle caratteristiche distintive del nostro marketplace” commenta Alessandro Ceratti, Head of Business Development di Quantum Native Solutions.

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AGENZIE

PubMatic lancia la soluzione wrapper tag per i publisher

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PubMatic

PubMatic, società di software specializzata in marketing automation per publisher, ha lanciato la prima soluzione per wrapper di livello aziendale per i publisher che risolve le inefficienze attualmente presenti nella gestione e nella misurazione dei tag degli header. Questa soluzione è disponibile per i publisher a titolo gratuito ed è corredata da un servizio completo di assistenza tecnica e analytics.

Diversamente da altre soluzioni, la soluzione wrapper tag di PubMatic consente la gestione integrata di tutti i partner partecipanti al processo di header bidding e offre un quadro trasparente e in tempo reale dei parametri utili per la misurazione delle attività e del volume delle offerte, latenza e monetizzazione.

PubMatic collabora con più di dodici publisher in Nord America e in Europa per questa nuova soluzione.

Attualmente, le soluzioni che fanno uso di wrapper tag sono complicate e la loro integrazione richiede notevoli risorse. Rispetto ad altri wrapper proposti dai competitor, la soluzione PubMatic riduce i tempi di integrazione fino all’80%, aspetto di importanza critica per i publisher con risorse tecniche limitate. Fino ad oggi, infatti, per la gestione dei tag e la loro integrazione, i publisher dovevano affidarsi esclusivamente a team di specialisti. Ora, i publisher possono facilmente configurare e misurare tutti i loro header bidder grazie a un’interfaccia utente potente e intuitiva. La soluzione PubMatic permette ai publisher di concentrarsi sul business lasciando il lavoro tattico a un partner tecnologico esperto.

La wrapper tag solution di PubMatic risolve le tipiche inefficienze legate alla visualizzazione degli annunci, favorisce una monetizzazione sostenibile e permette ai publisher di prendere decisioni migliori.

Integrazione semplificata: I publisher possono gestire i tag dei loro header bidding in modo semplice ed efficace, eliminando le operazioni di integrazione più complicate, riducendo così la necessità di implementare ogni tag separatamente. Gli Ad Operation Team possono riprendere il controllo del processo decisionale senza dover necessariamente affidarsi a specialisti per la realizzazione di integrazioni lunghe e difficili che richiedono una considerevole mole di lavoro manuale.

Interfaccia Utente potente e intuitiva: La ricca interfaccia utente consente agli editori di andare oltre le attività che oggi vengono fatte in back-end e gli espedienti presenti nelle soluzioni oggi disponibili. L’interfaccia utente PubMatic garantisce un controllo maggiore delle demand sources per i publisher. Grazie ai controlli dettagliati disponibili, i publisher possono bloccare i partner con alti tempi di latenza e basse prestazioni e impedirgli di presentare offerte, massimizzando così i ricavi per ogni impression. Inoltre, i publisher possono facilmente implementare le impostazioni personalizzate di latenza a livello di pagina in base alle aspettative dei consumatori.

Analytics a livello aziendale: Le piattaforma di analytics e reporting in real-time permette di avere una visione olistica dei partner di header bidding integrati, con un’analisi dettagliata delle metriche relative ai volumi, alla latenza e alla monetizzazione, fra cui i tassi di offerta, le win ratio, e i CPM medi, in una dashboard che consente agevolmente di effettuare test e ottimizzazion. Grazie a questi dati, i publisher possono identificare i loro header tag più forti in base alle performance.

“Attualmente, i publisher si trovano ad affrontare integrazioni complicate non necessarie che non forniscono tutti gli strumenti necessari per gestire e capire le performance dei loro partner di header bidding”, dice Evan Simeone, Vice Presidente, Product Management presso PubMatic. “Il nostro wrapper – invece di un semplice tag – dà ai publisher una visione unificata della loro domanda programmatic, mettendola sullo stesso piano delle loro vendite dirette”.

PubMatic si prefigge l’obiettivo di promuovere l’innovazione e la monetizzazione nel segmento publisher premium. La sua soluzione wrapper rappresenta un passo avanti nell’evoluzione del processo di ad-decisioning, in quanto si avvicina a una piattaforma per la monetizzazione integrata, che include funzioni di inventory management, analytics in real-time e funzionalità di ad serving. La società sta creando la prossima generazione di prodotti di marketing automation per un futuro sempre più digitale.

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AZIENDE

Facebook Audience Network sbarca sul Mobile Web

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Facebook Audience Network sbarca sul Mobile web

Facebook ha annunciato ieri che Facebook Audience Network si espande al mobile web, consentendo a 2.5 milioni di inserzionisti di Facebook di raggiungere sempre più le loro audience di riferimento all’interno dei dispositivi mobili.
Il mobile web continua ad essere un’importante piattaforma per molti publisher e il mobile oggi si configura come la principale piattaforma di media consumption. Tuttavia gli editori fanno ancora fatica a monetizzare i loro contenuti su mobile, sia che si parli di mobile app che di mobile web. In media i siti di informazione ottengono circa il 40% del traffico da dispositivi mobili. Inoltre, un’analisi comScore ha dimostrato che le prime 1000 proprietà mobile web hanno una reach 2,5 volte maggiore delle prime 1000 app.

Oggi Facebook permette ai publisher di utilizzare i formati nativi e il people-based targeting per consentire una monetizzazione efficiente del traffico web via mobile. Il lancio di audience network per mobile site consente agli inserzionisti di estendere l’erogazione di annunci all’interno dei siti Internet mobile. Basta un click per gli inserzionisti per espandere le loro campagne al di là di Facebook e Instagram e per raggiungere le persone trasversalmente all’interno dell’ecosistema mobile (app e mobile web).
I publisher saranno quindi in grado di:
-Monetizzare i formati nativi per il mobile web: usare formati nativi, compresi i carousel ads, ed anche creare versioni native di formati standard (i formati nativi attualmente costituiscono l’80% delle impressioni su Audience Network e performano fino a sette volte meglio dei formati banner standard).
-Ora gli editori possono sfruttare i formati di Facebook completamente personalizzabili, e i formati innovativi come i carousel ad, che mostrano più immagini all’interno della stessa inserzione, per creare esperienze uniche che richiamino il look and feel dei loro siti mobile.
-Facebook sta anche aiutando i publisher a creare versioni native dei formati standard facili da implementare, come per esempio il 300X250, per migliorare l’esperienza pubblicitaria all’interno dell’Audience Network.
-Usufruire di una facile integrazione: senza l’integrazione SDK è più semplice per gli editori andare live lo stesso giorno dell’approvazione ricevuta
Sin dal suo lancio nell’ottobre 2014, Facebook Audience Network ha portato valore sia alle persone, che ai Publisher, che agli inserzionisti. Come condiviso recentemente, in Q4 2015 è stato raggiunto attraverso l’audience network un investimento pubblicitario pari a 1 miliardo di dollari in termini di run rate annuale, con gran parte di questo valore che viene trasferito ai Publisher. L’obiettivo di Facebook Audience Network è quello di favorire il raggiungimento di tangibili obiettivi di business da parte dei nostri inserzionisti, quali vendite o installazioni di app, fornendo allo stesso tempo ai nostri Publisher delle metriche di ottimizzazione attraverso il nostro “Advertiser Outcome Score”. A differenza di altri network, l’Audience Network premia i Publisher di qualità sulla base del valore che essi sono in grado di generare per i nostri inserzionisti.

Crescita del Mobile Web
La fruizione di digital media su web browser mobile è in costante crescita ed è aumentata del 53% nel biennio 2013-2015. Di fatto, i siti di informazione ottengono circa il 40% di traffico da dispositivi mobili (2) e il 93% delle loro audience mobile proviene da mobile web.

Espansione a nuovi Publisher
Fino ad oggi, i Publisher hanno avuto opzioni molto limitate nel creare delle esperienze pubblicitarie coinvolgenti per le persone che visitano i loro m-site. Negli ultimi mesi abbiamo sviluppato una collaborazione con dei Publisher internazionali Hearst, Elite Daily, USA Today Sports Media Group, TIME Inc. e altri, con l’obiettivo di testare in modalità beta a numero limitato l’Audience Network per mobile web. Publisher come Answers.com stanno osservando risultati positivi:
“Answers è entusiasta di essere partner per il beta test di Facebook Audience Network per mobile web. Essendo uno dei maggiori publisher del web, siamo sempre alla ricerca di modalità innovative per ottimizzare i nostri contenuti di alta qualità. Audience Network per mobile web è un chiaro esempio dell’impegno di Facebook nell’offrire valore a publisher e inserzionisti, e sta diventando uno dei nostri principali partner per la monetizzazione sul mobile web. Grazie alle importanti capacità di targeting di Facebook, questa nuova offerta sarà un fattore decisivo per il settore dell’editoria digitale” afferma Rich Dredge, CEO Answers.com.

Formati Nativi per il tuo Mobile Website
Abbiamo esteso la nostra rete di Publisher a tutto il mobile web attraverso l’introduzione di formati nativi che a oggi generano l’80% delle impression su Audience Network e performano fino a 7 volte meglio dei banner standard.
Su Audience Network oggi i Publisher possono sfruttare i nostri formati nativi customizzabili e soluzioni innovative come i Carousel Ad, che permettono di mostrare più immagini all’interno della stessa inserzione. Ciò consente di creare delle esperienze pubblicitarie uniche, che si integrano perfettamente con il look and feel dei loro siti mobile.
Inoltre stiamo supportando i Publisher nella creazione di versioni native di formati standard di facile implementazione, come il 300×250, per migliorare l’esperienza pubblicitaria all’interno dell’Audience Network.

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MEDIA

Real Time Bidding e Programmatic Buying: le opportunità della nuova frontiera dell’adv online

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Si è tenuto oggi a Milano il primo Publisher Day di VivaKi in Italia con lo scopo di presentare a editori e concessionarie del mondo digital il punto di vista del brand VivaKi su due temi centrali nell’evoluzione dell’advertising online, il Real Time Bidding (RTB) e il Programmatic Buying (PB). Il primo (RTB) è un sistema che consente ai Publisher di mettere le proprie inventory a disposizione su mercati virtuali dedicati chiamati Private Market Place (PMP) in cui molteplici acquirenti concorrono per le singole impression tramite un meccanismo di “asta in tempo reale”; il secondo (PB) permette in modo veloce e automatizzato l’acquisto di spazi/formati pubblicitari selezionati in base a criteri qualitativi come ad esempio abitudini, interessi e comportamenti del target.

Tra gli speaker della giornata, i due rappresentanti di VivaKi EMEA Marco Bertozzi (Executive Managing Director / EVP VivaKi EMEA) e Danny Hopwood (Head of Platform VivaKi EMEA), che hanno condiviso la loro visione, sviluppata nei 5 anni di esperienza nel mondo anglosassone dove il mercato del RTB si è avviato in anticipo rispetto all’Italia ed è oggi a uno stadio più avanzato. Parte di Publicis Group, VivaKi è stato infatti creato a livello internazionale nel 2008 per accelerare la trasformazione digitale e ampliare le competenze delle agenzie del Gruppo.

Bertozzi ha spiegato come, a partire dal secondo semestre 2012, il brand VivaKi mette a disposizione anche sul mercato italiano due piattaforme altamente tecnologiche che vanno sotto il nome di Audience On Demand (AOD): una di RTB per i formati display e l’altra di PB per i formati video. Questi strumenti permettono agli inserzionisti di entrare in contatto con la propria audience nel momento e nel contesto più opportuno, attraverso tutti i touchpoint digitali e in tempo reale, ottimizzando la precisione e l’efficienza delle campagne pubblicitarie. “Negli ultimi due anni abbiamo lavorato insieme a molti fornitori media e siamo stati in prima linea nel trainare il Private Marketplace. Visti i benefici che ne derivano sia per i Publisher sia per gli Advertiser, non sorprende che stiamo assistendo a una fenomenale crescita in quest’area. Gli editori mantengono il controllo sulla disponibilità delle inventory, sui prezzi e sui volumi, mentre gli Advertiser ottengono l’accesso alla Premium Inventory attraverso il RTB assicurando trasparenza, efficienza e accrescendo il ROI”, ha commentato Bertozzi”.

Ha preso poi parola Hopwood, che ha spiegato come RTB e PB permettano al cliente di raggiungere una reach ampia e di accedere a impression altamente qualitative targettizzate dal punto di vista socio-demografico e comportamentale, garantendo così una visibilità mirata secondo gli obiettivi della campagna. Questo tipo di attività può essere attivata sia per le campagne di branding sia per le campagne con obiettivi di leading. Tra i punti forti di RTB e PB c’è la possibilità di modificare la pianificazione in base ai risultati e di ottimizzare i costi, il tutto in tempo reale e con esecuzione semplificata, rendendo più proficua la collaborazione tra Publisher, che all’interno dei Private Market Place (PMP) possono selezionare gli acquisti e monitorare il prezzo, e inserzionisti, che possono misurare ogni singola attività pubblicitaria e pagare secondo gli obiettivi raggiunti. Dal punto di vista degli Advertiser i PMP rappresentano un’opportunità indispensabile per sviluppare relazioni forti con i Publisher e assicurare posizionamenti efficaci ai propri clienti. “Per rispondere in modo efficace alle domande dei clienti le inventory source standard non sono sufficienti: abbiamo bisogno di rafforzare le relazioni tra noi Advertiser, editori e concessionarie per creare PMP solidi, che abbiano al loro interno Premium Publisher, e in UK abbiamo raggiunto questo obiettivo con successo”, ha affermato Danny Hopwood.

Sara Buluggiu (nella foto) (Digital Director VivaKi Italia) ha presentato lo scenario italiano dove il RTB si configura come una realtà in crescita sulla spinta dei paesi più avanzati. A supporto di questa tesi, Buluggiu ha mostrato i dati dei volumi di investimento pubblicitario RTB (Digital Display) in Europa Occidentale, che riguardano anche l’Italia e che dai 526 millioni di dollari certificati nel 2012 passeranno a 900 milioni nel 2013, fino a toccare i 2.516 milioni di dollari nel 2016 (fonte eMarketer). “Secondo i dati Iab – ha sottolineato Buluggiu – il valore del RTB in Italia è pari al 3-5% del valore della display adv, con una previsione di raddoppio per il 2014. Mentre in Italia l’AOD ha visto nel secondo trimestre un incremento degli investimenti del 250% vs lo stesso periodo del 2012”. “Si tratta di una crescita sana e decisamente votata alla qualità” – continua Buluggiu – “crescono infatti i valori delle singole campagne e cresce il valore attribuito alle singole impression (CPM)”. Il programmatic buying, poi, si presta benissimo a fare campagne di branding e non solo a performance dato che per sua natura ha la capacità di parlare con la creatività giusta alla persona giusta. “Questo” – conclude Buluggiu – “porta anche in Italia a livelli di coinvolgimento superiori alle campagne “cherry picking””.

A conclusione della giornata Sara Buluggiu ha annunciato il lancio in Italia dell’AOD mobile in partnership con Google. “Se il mobile è il segmento dell’advertising a maggiore crescita, infatti, è necessario approcciare questo mercato con gli strumenti più adeguati e arrivare preparati a questa nuova sfida”.

 

 

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Real Time Bidding: un’opportunità da cogliere al volo per il mercato dell’adv online

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Il Real Time Bidding rappresenta oggi negli USA un elemento trainante per la pubblicità online, con un valore superiore al 30% del totale del mercato dell’advertising digitale. Una nuova opportunità, quindi, per lo sviluppo della pubblicità online anche nel nostro Paese dove il RTB vale oggi il 3% dell’advertising digitale e si stima che arriverà al 6% alla fine del 2013. È quanto è emerso dall’intervento di Simona Zanette, Presidente di IAB Italia (nella foto), in apertura del secondo appuntamento del 2013 con IAB Seminar, tenutosi oggi presso la sede de Il Sole 24 Ore. Nel corso della sua introduzione sull’ecosistema del Real Time Bidding, il Presidente dell’Associazione ha dichiarato: “L’obiettivo di IAB Italia è quello di diffondere la cultura digitale nel nostro Paese e, con questo IAB Seminar vogliamo far luce su un fenomeno emergente che non va ignorato, ma valorizzato per coglierne tutte le potenzialità”.

L’incontro è stato inaugurato dal General Manager di IAB Italia, Fabiano Lazzarini che ha sottolineato come l’obiettivo concreto del Seminar sia quello di fare informazione attraverso la voce degli esperti e di fornire degli strumenti immediatamente applicabili per un utilizzo corretto dello strumento RTB. Aziende, operatori ed esperti del settore si sono alternati per analizzare tutti gli aspetti del nuovo protocollo di online advertising, che consente a Editori e Concessionarie di mettere l’inventory a disposizione su mercati virtuali dedicati in cui, attraverso tecnologie avanzate, molteplici acquirenti concorrono per le singole impression, con un sistema di “asta in tempo reale”.

Il primo intervento è stato quello di Pierre Naggar, General Manager EU di Turn, focalizzato su “Real Time Bidding: Successi, Sfide e Opportunità”. Naggar ha sottolineato come il RTB “sta cambiando il modo di acquisto degli spazi su internet dando la possibilità di acquistare le impression, una alla volta, in tempo reale (stiamo parlando di decimi di secondo), attraverso delle offerte mirate. La decisione d’acquisto si sposta così dall’editore agli inserzionisti, che sono in questo modo in grado di far combaciare il cliente desiderato con il giusto messaggio sul supporto corretto”. Un fenomeno destabilizzante, a giudizio del General Manager, perché porta con sé un cambiamento forte a livello di infrastrutture “costringendo” le aziende a creare nuovi staff operativi con funzioni combinate di comunicazione, marketing e tecnologia. Naggar ho poi analizzato due “falsi miti” che circondano il Real Time Bidding. Il primo è la convinzione che il RTB funzioni soltanto per le campagne direct response, il secondo è che il traffico disponibile sia di scarsa qualità. “In realtà – sostiene Naggar – il RTB funziona anche per generare brand awareness nell’intero canale decisionale dando la possibilità agli editori di selezionare gli acquisti e di controllare il prezzo attraverso i “private marketplace”, luoghi virtuali dove domanda e offerta si incontrano, per generare, in un ambiente controllato e trasparente, la migliore combinazione possibile tra messaggio e audience.

Patrizio Zanatta, Sales Director Southern Europe di Rubicon Project, ha fatto un intervento dedicato a “La verità su RTB e Private Marketplace”. In particolare Zanatta ha messo l’accento sull’attuale inefficienza dei processi di media buying, suggerendo l’automazione dei processi di transazione proprio attraverso la combinazione di RTB e Private Marketplace. Secondo Zanatta “entro 3/5 anni la maggioranza del digital spending avverrà tramite le piattaforme e l’online adv è destinato a svilupparsi in maniera programmatica”.

Duncan Hammond, Monetisation Development Manager di The Guardian (che già solo con la sua carica da un senso al suo intervento ndr), ha invece portato una testimonianza concreta di Real time opportunity, raccontando l’esperienza della sua realtà: il RTB si è dimostrato un elemento essenziale nella strategia di monetizzazione digitale del quotidiano britannico, consentendo una gestione efficace e una ottimizzazione dei ricavi.

Cristina Pianura, Country Manager Italy Prime Real Time, con una presentazione focalizzata sul Private Market Place e in particolare su come valorizzare il secondary premium, ha posto l’accento su quelli che ha definito i “magic trends” del RTB: la qualità, il video, il programmatic buying, i premium marketplace, il targeting e i data. Pur nella convinzione che nei prossimi 5 anni l’adv online sarà sempre più attratto dal RTB, Pianura sostiene che “attualmente questo ecosistema è ancora poco efficace. L’offerta deve tornare a essere protagonista e i publisher devono essere proattivi, smart, conoscere il valore della propria inventory e le opportunità legate al posizionamento di un’offerta “ben confezionata” e non generica”. Per la Country Manager “oggi non è più la quantità che fa la differenza, ma la qualità dei contenuti, delle informazioni e delle relazioni”. Cambia anche il modello di vendita che deve essere ripensato in un’ottica di approccio olistico tra le componenti premium (la vendita diretta, il rapporto personale), secondary premium (il bacino di audience “programmatiche” e remnant (l’open market). “Il RTB – conclude Pianura – risponde alla necessità di avere audience qualificate, di essere velocemente abilitati a negoziare budget e di favorire la vendita con finalità non solo di response ma anche di branding”.

A chiudere la prima parte della mattinata Massimo Pattano, Sales & Mktg @ Simply e Gareth Holmes, Commercial Director EMEA @ PubMatic, che sono stati protagonisti della sessione dedicata al ruolo dei RTB Publishers: Leading or Supporting role? Per Massimo Pattano “l’editore ha sicuramente un ruolo da protagonista ma deve crescere in consapevolezza e avere più fiducia nella tecnologia”. “Il RTB non porta via forza lavoro, come tanti temono, anzi, crea maggiori opportunità soprattutto per i giovani e rafforza il valore dell’inventory”. Pattano sostiene che sia necessaria un’alfabetizzazione soprattutto dei piccoli e medi editori e a questo proposito cita il Club degli Editori Digitali (www.editoridigitali.org), nato proprio con lo scopo di creare un network per dare voce ai Piccoli Medi Editori italiani organizzando occasione di confronto tra publisher con il coinvolgimento di tecnologia e investitori.

Dopo il coffee break i lavori sono ripresi con Sacha Berlik, General Manager Europe di DataXu, che ha parlato della “rivoluzione” del Programmatic Marketing, puntando l’attenzione sul passaggio dai little ai big data. “I comportamenti dei consumatori stanno creando i big data che, da statici, sono diventati dinamici (perché raccolti attraverso le chat, i social, il gaming, il mobile…). E proprio i big data – prosegue Berlik – stanno trasformando il marketing perché, se usati correttamente, sono in grado di generare la miglior user experience e di misurare ogni interazione con il brand, dando vita a quello che possiamo definire “big data marketing” o “programmatic marketing”.

Infine Umberto Bottesini, Partner & Founder di Simple Agency, ha presentato un interessante intervento sulla “Teoria evoluzionista del digital advertising: dal Media Planner al Data Planner”. Bottesini si è chiesto quale potesse essere il vantaggio competitivo del RTB, lato cliente, e se questa fosse la solita moda di cui si parla per un po’ e poi tutto finisce. La risposta è no. “Il RTB non è una moda ma un mezzo tremendamente tecnico e strutturato che dovrebbe portare a un cambiamento epocale nell’adv online”, sostiene Bottesini. “Il vantaggio competitivo è quello di rendere più efficiente il percorso decisionale del cliente (il c.d. customer journey), in modalità trasversale su tutti i device, garantendo la massima efficacia ed efficienza”. “La sfida – conclude Bottesini – è quella di collezionare, organizzare e sfruttare al meglio la quantità e la qualità dei dati disponibili (data complexity)”. A questo riguardo Bottesini parla di un passaggio dal web adv alla digital inclusion, passaggio che ha visto trasformarsi nel tempo il concetto stesso di media planning. “In un’era “geologica” che va dal 1998 a oggi possiamo definire 6 step di traformazione della figura del media planner: il planner habilis del 1998, senza nessuno  – o quasi – strumento di profilazione; il planner erectus del 2003 che poteva contare almeno sui google adsense; il planner sapiens del 2008 che “scopre” gli strumenti di re-targeting; il planner sapiens sapiens del 2012 cui vengono svelate le opportunità del RTB e, infine, il Data planner – quello di oggi e di domani – che possiede tutti gli strumenti utili a identificare in ogni momento della giornata, su ogni device un’unica figura di riferimento (Bottesini parla di “riconciliazione”) che rappresenta il suo utente ideale.

di Monica Gianotti

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