MEDIA

Lettera43 sceglie come propria concessionaria advertising Italiaonline

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Andrea Chiapponi di Italiaonline, concessionaria di Lettera43

Italiaonline ha siglato una partnership triennale con Lettera43, il quotidiano online indipendente nato nel 2010, fondato e diretto da Paolo Madron, grazie alla quale diventa la concessionaria advertising. Con questa partnership, Lettera43 affida a Italiaonline la concessione della vendita degli spazi pubblicitari sul sito nei riguardi di clienti, centri media e piattaforme di programmatic advertising.

Gli spazi pubblicitari messi a disposizione da Italiaonline su Lettera43 riguardano tutti i formati offerti dalla concessionaria pubblicitaria di Italiaonline, inclusi formati custom e progetti speciali. “Siamo molto soddisfatti, come prima web company italiana, di questo importante accordo raggiunto con Lettera43”, ha commentato Andrea Chiapponi di Italiaonline. “Come logico, è nelle nostre corde essere la concessionaria esclusiva di un quotidiano nato online e diventato una realtà digitale di successo grazie all’esperienza e alla vision di un direttore del calibro di Paolo Madron. Lettera43 è una testata indipendente e in crescita e noi contiamo di incrementare la sua audience offrendo le migliori soluzioni di advertising di cui come concessionaria siamo capaci”.

“L’accordo con Italiaonline per la raccolta pubblicitaria di Lettera43 è per noi motivo di particolare soddisfazione”, ha commentato Paolo Madron, direttore fondatore di Lettera43. “Che la prima internet company italiana riconosca la bontà del nostro lavoro e il successo che fa del nostro sito una primaria realtà nel settore dell’informazione digitale è uno stimolo a fare ancora meglio. Italiaonline, la sua esperienza e l’assoluto valore dei professionisti che vi lavorano è la miglior garanzia per il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi di crescita che ci siamo dati”.

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AZIENDE

Rocket Fuel, online la nuova piattaforma “anti-malvertising”

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Enrico Quaroni di Rocket Fuel

Rocket Fuel annuncia una nuova soluzione per combattere il “malvertising” nell’ecosistema pubblicitario grazie a un sistema di rilevamento e prevenzione robusto e multi-livello. Il brand usa le Cloud Vision API di Google per riconoscere e rifiutare determinate pubblicità vietate, proteggendo i consumatori e garantendo che le campagne dei clienti siano prive di pubblicità nocive.

Il sistema di Rocket Fuel applica intelligenza artificiale, big data, blacklist e diverse tattiche anti-malware per analizzare approfonditamente le pubblicità. Attraverso le Cloud Vision API di Google, Rocket Fuel può, inoltre, identificare e bloccare numerose pubblicità degli inserzionisti che non presentano un click-through appropriato, oltre a proteggere gli utenti da attività nocive. Questo comporta risparmi significativi per aziende e agenzie, permettendo loro di offrire una migliore esperienza utente. “Il malvertising e coloro che ne fanno uso rappresentano, da anni, un grosso problema per il settore del digital advertising”, ha commentato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and Mena Region di Rocket Fuel. “Rocket Fuel è impegnata nella lotta alle pubblicità nocive e, grazie all’utilizzo di tecnologie esterne come le Cloud Vision API di Google, possiamo compiere grandi passi avanti nella protezione di brand, agenzie e consumatori”.

Ulteriori funzionalità anti-malvertising della piattaforma di Rocket Fuel includono Text Inspection (Google Translate si attiva per tradurre automaticamente il testo delle pubblicità in 104 lingue per rilevare prodotti vietati e annunci click-bait) e Assisted Automation (se le pubblicità non contengono malware, la scansione avviene in pochi millisecondi). Quando, invece, una pubblicità è considerata sospetta, viene richiesto un controllo umano. In questo caso, le pubblicità vengono analizzate nel giro di alcune ore. DoubleClick Ad Exchange (AdX) garantisce i massimi livelli di qualità pubblicitaria e richiede ai partner di fornire clean ad per la sua inventory. Il brand ha realizzato la sua piattaforma nel rispetto dei severi requisiti di DoubleClick Ad Exchange. Dopo aver verificato il suo successo, la piattaforma è stata resa disponibile ai partner dell’inventory di Rocket Fuel, raggiungendo la cifra di oltre mezzo miliardo di impression al giorno.

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AZIENDE

Mondadori, il food ti fa ricco: gli importanti numeri del gruppo

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Mondadori food

Il food vola alto, e continua a rimanere sulla cresta dell’onda tra i più interessanti segmenti di oggi. Forte di un insieme di brand consolidati il Gruppo Mondadori ha saputo innovare e arricchire nel corso degli anni la proposta del suo sistema cucina, rafforzando la propria leadership di mercato nei magazine e nel digitale. Tra i brand in portafoglio, tre testate storiche che hanno celebrato quest’anno anniversari significativi: Sale&Pepe, da 30 anni mensile raffinato e gourmet; Cucina Moderna, leader di mercato, da 20 anni propone ricette utili e pratiche; e Cucina no problem, da 15 anni alleato in cucina semplice e mai banale. Completano l’offerta Guida cucina, ricettario da usare in famiglia, tutti i giorni, e due nuovi arrivati: il sito Cookaround, porta d’ingresso nel mondo della cucina e tutto ciò che vi gira intorno, e Giallo Zafferano, brand trasversale giovane e “social”, sito di cucina numero uno in Italia, oggi anche in edicola.

Un sistema di brand in continua crescita che affianca, alla carta e al web, anche gli eventi e i corsi guidati da chef professionisti della Scuola di cucina di Sale&Pepe, nata nel cuore di Milano dall’esperienza del mensile di alta gamma. Con il lancio del nuovo magazine Giallo Zafferano – un’operazione che per la prima volta ha declinato un brand già leader sul web in un magazine cartaceo – si rafforza anche la market share del Gruppo Mondadori nel food, che sale dal 54% a circa il 70% in termini diffusionali. Il primo numero di Giallo Zafferano, con una campagna di lancio che ha potuto contare su una fanbase di partenza fortissima sui social network, ha venduto circa 450 mila copie singolarmente e in abbinamento ad alcuni magazine del Gruppo Mondadori. Un’offerta multibrand e multicanale che permette al sistema cucina di raggiungere complessivamente una total audience di quasi 9 milioni di contatti al mese tra lettori e utenti (fonte: Audipress 2016-III e Audiweb, febbraio 2017).
Un successo di pubblico accompagnato anche da un’ottima risposta pubblicitaria, che ha permesso al sistema cucina gestito da Mediamond di registrare nei primi 4 mesi dell’anno del 2017 una crescita del 30% della raccolta rispetto allo stesso periodo del 2016 grazie anche al lancio di Giallo Zafferano.

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Mercato pubblicitario, Google e Facebook valgono il 20%: la ricerca Zenith

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Google e Facebook, i dati di Zenith

Sono Google e Facebook i veri trionfatori del mercato pubblicitario di oggi: Zenith rende nota la nuova edizione Top 30 Global Media Owners, classifica in cui il gruppo aggiorna la metodologia di rilevazione sulle concessionarie, concentrandosi esclusivamente sulle revenue dell’advertising ed escludendo quelle derivanti dalle altre attività. Google e Facebook nel 2016 hanno rappresentato il 20% del mercato pubblicitario a livello globale, in crescita rispetto all’11% del 2012. Insieme le due aziende hanno rappresentato il 64% della crescita globale del mercato tra il 2012 e il 2016.

Nella Top Thirty di Zenith, Google (parte della holding Alphabet) nel 2016 è stata la concessionaria digital al primo posto, con 79,4 miliardi di dollari di entrate pubblicitarie, seguita da Facebook con  26,9 miliardi di dollari. Mentre al terzo posto con 12,9 miliardi di dollari troviamo Comcast, considerata la concessionaria più grande sui mezzi tradizionali. Come anticipato nella pubblicazione trimestrale di Zenith, Advertising Expenditure Forecasts, la comunicazione pubblicitaria digital supererà quella televisiva diventando il mezzo più importante nel panorama media globale di quest’anno. Lo rileviamo anche nella Top 30 Global Media Owners dove le concessionarie esclusivamente digitali dominano la classifica. Oltre ad Alphabet/Google e Facebook, ne vengono rilevate altre cinque: Baidu, Microsoft, Yahoo, Verizon e Twitter. Nel 2016 queste sette aziende hanno generato complessivamente 132 miliardi di dollari di entrate pubblicitarie: il 73% del totale digital e il 24% del totale mezzi…

 

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BRAND STRATEGY

Emporio Armani affida a Hearst la comunicazione digital e native per USA, UK, Francia e Germania

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Armani e Hearst

Hearst Advertising Worlwide è stata scelta per lo sviluppo di due progetti di comunicazione native della casa Armani a livello internazionale sulle diverse property digitali di Hearst. Il progetto segna un nuovo successo per Hearst Advertising Worldwide, la divisione diretta da Robert Schoenmaker che colloca l’adv dei clienti italiani su testate internazionali del gruppo e che si è aggiudicata la campagna di comunicazione proprio grazie a una creatività che rispecchia la linea più innovativa della casa editrice nello sviluppo e gestione di contenuti digital originali.

Nello specifico, Hearst Italia ha sviluppato la creatività del progetto per la linea Emporio Armani accessori (orologi e occhiali) e moda e Hearst USA ha realizzato quello per la linea Armani Exchange accessori (orologi e occhiali) e moda. Contenuti originali, pensati ad hoc in ragione delle peculiarità delle due linee del brand Armani che saranno pubblicati su media differenti, selezionati per coerenza e affinità con i target a cui è destinato ciascun progetto di comunicazione. Una delle caratteristiche principali dell’operazione è la versatilità: con la direzione artistica di Luca Lanzoni, fashion director Hearst Digital e di Elle Italia, la campagna è stata costruita come un format declinabile su brand, nazioni e contesti diversi. il progetto native e social è online dal 24 aprile sui siti Elle in Italia, USA, Francia, Germania, sui siti Esquire in USA e UK e su Marie Claire USA.
Il cuore della comunicazione è rappresentato da un video di un minuto dal titolo “Emporio Armani fashion time” ed è affiancato da uno shooting fotografico con 10 scatti originali. Il video è stato girato con la regia di Chiara Battistini a Milano da Filmmini, unit di Filmmaster Productions specializzata in produzioni agili, flessibili e crossmediali. Per la linea Armani Exchange, Hearst USA ha invece realizzato una campagna video basata su tre diversi concept in linea con i tre brand americani che ospiteranno i contenuti realizzati: Elle, Marie Claire, Cosmo. Il progetto sarà online a partire dal 7 maggio.

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Usa, Cina e Giappone guidano la crescita del luxury advertising: i dati di Zenith

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Zenith Luxury Forecasts

Nella nuova edizione del “Zenith Luxury Advertising Expenditure Forecasts”, gli investimenti per la spesa pubblicitaria del mercato del lusso per il 2017 sono in aumento: si prevede infatti un +2.9% a chiusura d’anno, dopo una contrazione dello 0,5% nel 2016. Il mercato crescerà ulteriormente nel 2018 con un +3,9%, ripresa guidata dagli inserzionisti di Stati Uniti, Cina e Giappone, che insieme rappresenteranno l’80% della crescita della spesa pubblicitaria del mercato del lusso. La terza edizione dello “Zenith Luxury Advertising Expenditure Forecasts” si concentra in particolar modo sulle sottocategorie del mercato del lusso, automotive, profumi e cosmetica, moda e accessori, orologi e gioielli, prendendo in esame la spesa per la comunicazione in 23 mercati chiave.

Secondo la ricerca di Bain & Company “Luxury Goods Worldwide Study Market”, nel 2016 la spesa generale per i beni di lusso è rimasta stabile. È stato il primo anno senza crescita dal 2009; situazione che viene legata alla paura per gli attentati terroristici verificatisi negli ultimi anni, che ha fatto diminuire la spesa da parte dei turisti, in particolar modo di quelli provenienti dalla Cina. Il mercato del lusso mostra segni di recupero per il 2017 e il 2018, crescita trainata da diversi paesi: l’Europa orientale con un +10% annuo; l’America Latina con un +5% annuo; il Nord America e l’Asia con un +4% annuo…

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AZIENDE

Hic Mobile, tre nuovi strumenti per rivoluzionare l’advertising su smartphone

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hic

Prosegue l’erogazione periodica di prodotti innovativi messi a punto da Hic Mobilesocietà italiana “mobile native” specializzata in marketing e advertising su smartphone. Dopo aver introdotto con successo novità all’avanguardia come la tecnologia “Footfall”, che consente di controllare i flussi effettivi di clienti attirati nel punto vendita dai banner cliccati sullo smartphone, è ora la volta della del “Retargeting Geo Referenziato”, della “Display Semantica” e dei “Video Sponsorizzati”, tutti strumenti che rendono l’advertising su dispositivi mobile sempre più mirato ed efficace.

Il “Retargeting Geo Referenziato” è un servizio fornito da Hic Mobile che consente di targettizzare con estrema precisione l’utente sulla base di luoghi specifici indicati dall’azienda cliente – quali ad esempio uno stand fieristico o la location di un convegno medico – per poi sviluppare delle mappature complete dei presenti, ovviamente solo di quelli che hanno il gps attivo.
Il “Retargeting Geo Referenziato” consente all’azienda di mirare le proprie comunicazioni a un preciso cluster di utenti precedentemente individuato grazie alla permanenza in un determinato luogo: non si tratta di mass market, quindi, ma all’opposto, di segmenti limitati e molto dettagliati, che si possono rivelare di estremo interesse per un particolare spender. Infatti gli indirizzi da mappare vengono forniti ad Hic Mobile dal cliente stesso, sulla base dei suoi specifici interessi. Ad esempio, un’azienda farmaceutica potrebbe eseguire un “Retargeting Geo Referenziato” durante un convegno di cardiologia: in questo modo potrà avere la possibilità di contattare in seguito un gruppo preciso di medici specialisti per erogare un messaggio ad hoc sui loro smartphone. Questa applicazione, che si può attivare anche su numeriche limitate, è particolarmente adatta a eventi aziendali, congressi, manifestazioni fieristiche.

Un altro nuovo servizio proposto esclusivamente da Hic Mobile è la “Display Semantica”, il sistema più evoluto attualmente disponibile sul mercato che consente di collocare in modo mirato ed efficace le campagne pubblicitarie su siti ed app, in base al contesto editoriale. Questa tecnologia è infatti in grado di selezionare siti, app, articoli “a tema” rispetto a determinati concetti e/o parole chiave, ad esempio erogando banner solo su siti dove siano presenti le parole “trucco” o “cosmetica”. L’inserzionista può in questo modo essere sicuro che gli annunci saranno veicolati senza dispersioni, raggiungendo un target di utenti realmente interessati. Un altro aspetto estremamente utile della “Display Semantica” è la capacità di rendere più sicuro il posizionamento dell’advertising anche in siti che attraggono un numero elevatissimo di utenti, come quelli di news e attualità. In questi contesti la “Display Semantica” è l’unico strumento in grado di evitare che un annuncio pubblicitario venga collocato in contesti poco favorevoli o negativi, per esempio di fianco ad articoli che parlano di argomenti scottanti. Un’altra novità molto interessante per gli inserzionisti riguarda i “Video Sponsorizzati”: grazie alle sofisticate tecnologie messe a punto da Hic Mobile, è possibile colpire solo utenti a target mentre giocano su determinate app. In questo caso crediti, punti o vite vengono regalati in cambio della visione completa di uno spot, non a utenti indifferenziati, ma solo a utenti in target con il prodotto/servizio pubblicizzato, evitando così ogni tipo di dispersione.

“Grazie alle nostre tecnologie estremamente evolute e alla costante ricerca di nuovi marketing tools, al momento siamo l’unica realtà sul mercato che può mettere a disposizione dei propri clienti strumenti estremamente sofisticati per selezionare con cura target specifici in perfetta linea con le esigenze di marketing”, commenta Max Willinger, Co-Founder di Hic Mobile. “Tra questi la “Display Semantica”, in grado di whitelistare e blacklistare contenuti a garanzia della migliore efficacia delle campagne mobile destinate a siti ed app, e il “Retargeting Geo Referenziato”, che consente di eseguire accurate mappature di utenti sulla base dei luoghi frequentati”. Sempre più centri media e big spender identificano in Hic Mobile il partner più accreditato per garantire la migliore resa delle campagne promozionali di medie e grandi aziende a livello locale, grazie al suo impiego delle più sofisticate tecnologie basate sulla geo-localizzazione.

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Come superare il relevance gap: i risultati della ricerca Quantcast

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Quantcast Relevance Gap

Secondo alcuni rumor di mercato, brand ed investitori non credono più nella forza del digital display advertising. Una dichiarazione molto forte per un settore che annualmente investe miliardi in questo canale pubblicitario e che non ha lasciato indifferente Quantcast: la società americana ha voluto scoprire da cosa deriva questa mancanza di fiducia, questa relevance gap, come i consumatori considerano la pubblicità digitale e ciò che conta davvero per loro quando si tratta di ricevere annunci online. Sembra infatti che uno dei motivi principali per cui i marketer abbiano iniziato a dubitare di questo canale pubblicitario sia la mancanza di rilevanza dell’annuncio e quindi l’insoddisfazione dei consumatori nel ricevere pubblicità non in linea con le loro aspettative e le loro esigenze specifiche.

Secondo una ricerca commissionata da Quantcast e condotta da Brunswick Group, una società di consulenza globale, da marzo a maggio 2016, su 7.000 consumatori digitali tra Stati Uniti, Inghilterra, Francia, Italia, Germania, Norvegia e Svezia, il 66% degli utenti considera la maggior parte degli annunci adv non importanti e significativi. Un dato che evidenzia in modo netto quello che viene definito come “relevance gap” ossia la forte disparità tra ciò che i consumatori desiderano e quello che in realtà ricevono. Non colmare questo divario per brand ed investitori significa non solo diminuire la loro reputazione e autorevolezza, ma anche perdere la fiducia del consumatore e la chiara possibilità che questi traduca la visualizzazione dell’annuncio in una vera e propria conversione.  Dai risultati emerge infatti che l’opportunità di compiere azioni concrete e positive come richiedere maggiori informazioni, generare una lead o procedere con l’acquisto è 4 volte superiore per chi entra in contatto con pubblicità davvero rilevanti come offerte personalizzate (78%), notifiche su eventi locali (67%) o relative al comportamento online (66%). L’84% degli intervistati dichiara di apprezzare pubblicità affini ai propri interessi e il 50% afferma che sono proprio questi annunci a indurlo alla ricerca di ulteriori notizie sul brand stesso.

Altri interessanti insight evidenziano comunque anche un cambiamento da parte degli utenti nei confronti dell’advertising digitale. La maggior parte degli user sembra infatti aver capito che fornire un accesso anonimo alla propria cronologia permette agli editori di erogare pubblicità display più rilevanti e coerenti con i loro interessi. Questa nuova consapevolezza del consumatore ha determinato una maggior predisposizione alla pubblicità che però deve avere come prerogativa indispensabile la rilevanza.
Ecco in sintesi tre consigli chiave per colmare il cosiddetto relevance gap:
1. Sfidare i partner pubblicitari ad andare oltre lo status quo dei dati demografici di base
2. Dare priorità a informazioni rilevanti per il consumatore
3. Puntare su annunci statici e semplici

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BRAND STRATEGY

Medhi Benatia protagonista della nuova campagna internazionale GNV e TBWA/Italia

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Medhi Benatia

TBWA\Italia presenta la campagna di comunicazione internazionale dedicata ai viaggiatori diretti in Marocco con le navi di GNV. Lo spot racconta di Medhi Benatia, capitano della nazionale marocchina e giocatore della Juventus, che si prepara negli spogliatoi, ma la divisa che indossa non è la solita divisa da gioco. I pensieri del giocatore danno voce ai sentimenti di tutti i cittadini marocchini residenti all’estero, che mantengono un profondo legame con la loro terra e che portano le proprie radici nel cuore, perché ovunque ci porti la vita, non ci si dimentica mai da dove si viene. Il claim “Parola di Capitano” unisce due elementi dello spot: da una parte Benatia, giocatore di valore internazionale e personaggio serio, affidabile e positivo, e dall’altra la professionalità di GNV, da sempre impegnata nell’offrire tratte e servizi mirati a chi si muove tra le due sponde del Mediterraneo.

La campagna di TBWA\ è pianificata su tv, stampa, affissione e BTL in Italia, Francia, Spagna e Marocco: è previsto inoltre a partire dal 4 aprile il lancio di un concorso instantwin su Facebook, in Italia, Francia e Spagna, che premierà gli utenti con 300 palloni da calcio GNV autografati da Benatia. In Marocco GNV effettua partenze da Genova per Tangeri, con scalo nel porto spagnolo di Barcellona e i collegamenti diretti verso Tangeri e Nador dal porto francese di Sète, inaugurati a Maggio 2012, a cui si aggiungerà, a partire da giugno 2017 la linea Barcellona-Nador. La Compagnia impiega 4 navi su 5 linee da e per Italia, Francia e Spagna, al fine di garantire alla propria clientela una copertura completa di orari e destinazioni, rispondendo alle esigenze dei passeggeri con un’offerta di servizi mirata per il target di riferimento. Hanno lavorato al progetto Francesco Caruso, art director con Fabio Palombo, copywriter e direttore creativo, Omar Mootamri Graphic Designer. Jack Blanga Creative & Digital Director. Chief Creative Officer Nicola Lampugnani.

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Coalition for Better Ads, la ricerca svela i formati adv preferiti dagli utenti

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Coalition for Bettere Ads

La Coalition for Better Ads ha presentato oggi i risultati di una ricerca che ha analizzato le preferenze di circa 25.000 utenti di diversi mercati (USA e alcuni paesi europei) in relazione alla fruizione di formati pubblicitari desktop e mobile. Obiettivo di questo importante studio è fornire all’intero ecosistema dell’advertising digitale uno strumento utile per orientare le scelte dei prodotti pubblicitari e delle modalità di erogazione degli stessi, al fine di garantire agli utenti una migliore fruizione pubblicitaria e allontanare così il rischio del ricorso agli strumenti di adblocking.

Ai 25.000 utenti sono stati sottoposti 104 differenti combinazioni di formati pubblicitari inseriti all’interno della loro navigazione su siti web, da desktop e da dispositivi mobili. La misurazione delle risposte degli utenti in relazione a diversi parametri legati alla qualità percepita della “advertising experience”, ha portato a costruire una mappa di gradimento, o meglio di “fastidio” della componente pubblicitaria. Secondo i feedback ricevuti da Coalition for Better Ads, è emerso che 6 formati per desktop (pop-up, auto-play video with sound, prestitial with countdown, large sticky ads) e 12 formati per mobile (pop-up, ad density higher than 30%, flashing animated ads, auto-play video with sound, prestitial, postitial with countdown, full screen scrollover e large sticky ads) sono percepiti come eccessivamente invasivi. Mediamente ritenuti peggiorativi dell’esperienza utente, questi formati sono considerati al di sotto della soglia di accettabilità e sono di fatto quelli più fortemente correlati al ricorso a strumenti di ad blocking. È inoltre risultato che il ritardo nel caricamento dei contenuti adv, con conseguente rallentamento della navigazione, svolge un ruolo determinante per la consumer experience. Iab italia fin dall’inizio ha lavorato e sta lavorando a fianco di Iab Tech Lab e della Coalition stessa, per testare i formati del nuovo ad portfolio e per la definizione di nuovi standard. La questione sta molto a cuore a Iab Italia: il fenomeno ad blocking ha allarmato tutto il mercato e infatti nel maggio 2016, insieme alle altre associazioni del mercato italiano, Iab ha condotto una ricerca per tenerlo sotto osservazione. La seconda wave, condotta a sei mesi di distanza dalla precedente, ha mostrato un fenomeno del tutto stabile, ma che continua a essere monitorato.

“Noi rappresentiamo il mercato dell’advertising digitale e, quindi, conosciamo bene il delicato equilibrio su cui si basa il patto pubblicitario, che garantisce agli utenti contenuti gratuiti e di qualità a fronte della disponibilità ad ‘accettare’ messaggi pubblicitari possibilmente altrettanto qualitativi“ ha commentato Daniele Sesini, Direttore Generale di Iab Italia e coordinatore della Task Force italiana del New Ad Portfolio. “Riteniamo che alcune tipologie di pubblicità debbano per definizione essere almeno un po’ “interruttive” e “distraenti”: anche se per ovvie ragioni sta crescendo il mercato del native advertising e del branded content (che infatti è oggetto del nostro prossimo seminar), questo non significa che l’interruptive marketing sia morto. Immaginiamo quanto potrebbe valere il mercato televisivo senza gli spot che interrompono il flusso del palinsesto. Crediamo quindi che le indicazioni che ci vengono dai consumatori siano essenziali e preziose per guidare al meglio il processo di planning pubblicitario, che vuole essere sempre rispettoso dell’utente, il meno invasivo possibile, mai noioso, ma anzi auspicabilmente in grado di distrarre piacevolmente l’esperienza dell’utente, informando, divertendo e intrattenendo.
Il ruolo di associazioni come la nostra e come la Coalition deve essere proprio quello di aiutare il mercato a trovare delle regole ‘giuste’ che tutelino il consumatore ma che ovviamente allo stesso tempo sostengano la crescita del mercato stesso.
Tutto ciò avviene regolarmente su un mercato più consolidato come quello televisivo, ben regolamentato per esempio in termini di affollamento. Il web ha una chance in più, visto che consente di controllare i parametri di erogazione, e quindi nell’utilizzo intelligente del limite di frequenza c’è probabilmente la soluzione, che rende accettabile il mantenimento di alcuni dei formati più invasivi, purché gestiti in modo opportuno. E non dimentichiamoci che la creatività gioca sempre un ruolo fondamentale, e che la percezione dell’utente sarà tanto più favorevole quanto più saremo in grado di erogare, grazie anche a un planning ‘sapiente’, formati rispettosi ma rilevanti e di impatto, in grado di catturare l’attenzione dell’utente e trasmettere esperienze positive”.

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AZIENDE

MATHilde, il machine learning di GroupM: presentato a Milano il futuro del search

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MATHilde

Una fusione tra matematica e algoritmi e un’estrema voglia di dare battaglia sul mercato pubblicitario. È questa MATHilde, l’ultimo arrivato in casa GroupM, il nuovo prodotto incentrato sul machine learning (MATH, ovviamente, per matematica, per algoritmo) che ha intenzione di rivoluzionare il mercato pubblicitario search (ilde per battaglia, combattimento). Il nuovo prodotto del colosso mondiale è frutto della partnership tra la sezione italiana del gruppo e Four Colour Theorem, start-up 100% made in Italy (pisana, per la precisione), totalmente indipendente dai principali motori di ricerca, di cui è Founder & CEO Nicola Ciaramella, imprenditore e professore di Programmatic Advertising alla Laurea Magistrale internazionale di Data Science di Pisa. “Siamo una piccola start-up di una piccola città, dove però la ricerca scientifica è nell’aria. Sentivo di avere fra le mani una tecnologia con un grande potenziale, ma non potevo trovare i mezzi finanziari per fare scalate: non siamo nella Silicon Valley. Allora ho fatto una scommessa ambiziosa: rivolgermi al numero 1 del settore, da subito. GroupM ci ha dato fiducia e ora si aprono scenari affascinanti” afferma il professore.

Come sottolineato da Fides Tosoni, Chief Digital Trasformation Officer GroupM, durante la presentazione avvenuta nel corso della mattinata, MATHilde è: un Bidder che automatizza l’ottimizzazione delle campagne di Search, secondo tutti i KPI’s, sia di performance che di branding, anche in maniera congiunta; un tool esclusivo di GroupM in grado di sfruttare come mai sino ad oggi i benefici del Machine Learning in ambito media; potente, in quanto in grado di modificare i bids di tutte le keyword in campagna 4 volte in un’ora, 24h/24, 7gg/7 per 365 giorni all’anno; in grado di apprendere ed evolvere continuamente per adattarsi ai mutamenti di scenario. Insomma, MATHilde è un algoritmo potenziato, che è in grado di programmare se stesso continuamente, in modo da apprendere dal percorso quali sia la soluzione migliore per il cliente. “Non possiamo programmare qualcosa che fornisce un numero infinito di soluzioni” afferma ancora Nicola Ciaramella, “ma posso programmare qualcosa che impari, che apprenda, e le infinite soluzioni diventano quindi possibili”.

GroupM parte con la Search
In un mercato media fortemente video centrico come quello italiano, gli investimenti in Search, ossia negli annunci che, sulla base di un meccanismo ad asta, appaiono come risultato sui motori di ricerca, rappresentano una quota dominante e sempre in crescita dei budget di comunicazione. Con il crescere e l’articolarsi delle modalità di utilizzo del Search e la moltiplicazione dei device di accesso, in parallelo è cresciuta anche la complessità di gestione del canale, che ora si sta aprendo alla prossima innovazione: il voice search. Facile comprendere come gestire in maniera ottimale e con buone performance un’attività di Paid Search richieda tempo, risorse dedicate, costante equilibrio tra ricerche/keywords/bids, e quindi quanto il Machine Learning possa rendere più efficiente la gestione di un’immensa quantità di dati. MATHilde si posiziona in quest’area per ottimizzare e automatizzare i processi e garantire ai clienti e ai brand di sfruttare – come mai prima d’ora- tutti i benefici del Machine Learning.

I risultati ottenuti
GroupM ha testato MATHilde su una vasta gamma di campagne. Tutti i contesti in cui è stata introdotta erano consolidati e già ottimizzati, ma applicandola si confermano ulteriori importanti ottimizzazioni su tutti i parametri tipicamente utilizzati per valutare la performance di una campagna (cpc, cpa, cpl, bounce rate e altro ancora). È come se MATHilde facesse fare un ulteriore salto di qualità all’attività umana. Per esempio, su una campagna di un cliente Automotive – il cui obiettivo era generare test drive presso le concessionarie – dopo un mese, il numero di prove in concessionaria è raddoppiato mentre il costo di acquisizione si era ridotto del 50%, diminuendo quindi di quasi il 10% l’investimento complessivo del mese in questa attività.
Nel caso, invece, di un’attività di e-commerce l’obiettivo era di aumentare il numero di vendite e il fatturato: MATHilde, sempre nel corso del primo mese, ha più che triplicato le transazioni e ridotto l’investimento complessivo di quasi il 15%.
“È per GroupM un motivo di orgoglio, dopo un intenso e attento lavoro di sviluppo, poter offrire ai nostri clienti e, più in generale agli investitori pubblicitari, un prodotto di machine learning in grado di moltiplicare i benefici derivanti dalla comunicazione digitale”  dichiara Fides Tosoni. MATHilde sarà il primo di una suite di prodotti, tutti basati su algoritmi di Machine Learning e fortemente impattati dal potere dei DATI, della “MATH“. Ogni prodotto avrà un proprio “ambito” di interesse: MATHilde nasce per il Search, le altre declinazioni avranno sviluppi in ambito Video, Social e Digital Planning.

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AZIENDE

Facebook, nasce Measurement FYI: annunciate le novità sulle metriche pubblicitarie

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Facebook

Facebook annuncia, attraverso un post sul suo blog, alcune novità relative alle misurazioni delle inserzioni dei suoi clienti e la nascita di Measurement FYI, canale che raccoglie l’eredità di tutte le metriche dedicate alle pubblicità. Ecco gli annunci fatti dal social.

Dalle metriche alle misurazioni
Fino a ora, i post FYI si sono focalizzati principalmente sugli aggiornamenti delle metriche. Ma le metriche – così come quelle rilevate dal contachilometri delle auto, dalla bilancia del bagno o dal cronometro di un atleta – sono solo alcuni degli elementi da inserire all’interno di più complesse equazioni. Misurare la velocità di un atleta ha senso solamente in vista di un obiettivo più grande, ad esempio migliorare il tempo di gara in una maratona. Lo stesso vale per gli inserzionisti: la misurazione è quel processo per cui attraverso l’analisi delle metriche vengono spiegati i risultati che interessano di più agli inserzionisti.

Considerando che gli inserzionisti hanno la necessità di valutare diversi risultati che vanno dalla brand affinity all’incremento delle vendite, il social ha deciso di impegnarsi a fornire adeguati strumenti attraverso i nostri partner per rendere tutto ciò possibile, dando agli inserzionisti la sicurezza di cui hanno bisogno per prendere decisioni importanti, e per questo motivo Facebook sta espandendo questo canale di comunicazione in modo da illustrare i diversi aspetti delle misurazioni. Verrà quindi rinominato Measurement FYI e includerà aggiornamenti su metriche, partnership, prodotti e ricerche.

Più Partnership per il People-Based Measurement
Gli utenti interagiscono con le inserzioni pubblicitarie su più fronti rispetto al passato, e questo comporta per gli inserzionisti due importanti esigenze di misurazione: confronto su canali incrociati e verifica di terze parti. Oggi sta espandendo le collaborazioni relative alla misurazione dei risultati per poter rispondere al meglio a questi bisogni ed essere sempre più trasparenti.

Confronto su canali incrociati
Nel mese di settembre, Facebook hadato il via alle partnership con i fornitori per la misurazione via modelli econometrici, per aiutare gli inserzionisti a comprendere i loro media mix all’interno dei diversi canali. Oggi, il social introduce il portale Media Mix Modeling (MMM) attraverso cui i partner possono raccogliere direttamente informazioni su Facebook, Instagram e Audience Network per conto dei loro clienti. Una maggiore qualità dei dati nei modelli di MMM supporterà insights più accurati nella misurazione e pianificazione cross-channel.
Gli inserzionisti saranno ora in grado di confrontare quali ads – su TV, digital e stampa – contribuiscono ai loro risultati. Già più di 150 marchi hanno iniziato a prendere decisioni di business basandosi su queste informazioni.

Verifica di terze parti
Ci sono diversi aggiornamenti sul programma di verifica di terze parti. In primo luogo, Facebook ha ampliato a 8 nuovi Paesi la partnership con Nielsen con Digital Ad Ratings (DAR), un servizio in grado di misurare la reach e in-target performace sia su desktop che su mobile, raggiungendo un totale di 25 mercati a livello globale.
Il social ha anche fatto progressi significativi nell’estendere la misurazione della viewability nelle applicazioni e servizi di Facebook. Tutto è iniziato con i video su Facebook, poi con i video su Instagram e oggi si è arrivati agli in-stream video di Audience Network con due nuovi partner: comScore e Integral Ad Science.
Inoltre, il social continua a lavorare sulle integrazioni che abbiamo annunciato a novembre. Con comScore, Integral Ad Science e Moat abbiamo completato l’integrazione della display viewability su Facebook. Questi partner forniranno metriche sulle visualizzazioni sia quando un’inserzione in formato display appare sulla schermata Facebook sia quando l’inserzione appare sullo schermo nella sua versione integrale.
“IAS è entusiasta di essere il primo partner di Facebook in grado di misurare la viewability e gli annunci-frode per le inserzioni su display, su desktop e mobile. Brand e agenzie continuano a chiedere maggiore trasparenza, e questo è un enorme passo avanti che va nella giusta direzione”, afferma Scott Knoll, CEO di Integral Ad Science.

Infine, Facebook sta aggiungendo un nuovo partner per la verifica della viewability, DoubleVerify. Si inizierà l’integrazione con DoubleVerify il prossimo anno e, una volta completata, questa sarà in grado di supportare sia i video che display. Con l’aggiunta di DoubleVerify, ora Facebook ha 24 partner globali a disposizioni degli inserzionisti, in modo da offrire loro una più ampia scelta e flessibilità per la misurazione attraverso terze parti indipendenti.

 

Fonte immagine: post di Facebook

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MEDIA

Google svela la classifica dei 10 spot più visti su YouTube nel 2016

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I 10 spot più visti su YouTube nel 2016

Ci fanno commuovere, sorridere, spesso ne ricordiamo la colonna sonora e ne ripetiamo i claim. I video pubblicitari si sono ricavati un loro posto nella cultura popolare e questo continua ad avvenire anche su YouTube, dove possiamo guardarli e condividerli in ogni momento. Con il 2016 alle spalle, Google celebra oggi gli annunci video più popolari con la YouTube Ads Leaderboard annuale europea. La classifica è determinata utilizzando i segnali più rilevanti tra le scelte di visualizzazione degli utenti. Queste dieci pubblicità da sole hanno totalizzato complessivamente oltre 500 anni di visualizzazioni, con il 60% di visite effettuate da dispositivi mobili.

Highlights
Al primo posto si posiziona Nike con #SparkBrilliance che vede protagonista il quattro volte pallone d’oro Cristiano Ronaldo, che durante una partita scambia accidentalmente la sua identità con un giovane sconosciuto. Secondo viene lo spot più famoso di Natale, Buster The Boxer di John Lewis, che è diventato un vero e proprio fenomeno culturale e vanta su YouTube numerose imitazioni e parodie. Scorrendo, quinta troviamo Coca-Cola con la colonna sonora affidata ad Avicii. È italiano invece il sesto posto, con Cornetto Algida che come da tradizione anche quest’anno celebra gli amori estivi. Il video è divenuto famoso anche grazie al successo del brano “Vorrei ma non posto” di J-Ax e Fedez, che ha dato il nome alla campagna.

La classifica completa – Europa

1. Nike Football Presents: The Switch ft. Cristiano Ronaldo, Harry Kane, Anthony Martial & More

2. John Lewis Christmas Advert 2016 – #BusterTheBoxer

3. Sainsbury’s OFFICIAL Christmas advert 2016 -The Greatest Gift

4. #Zeitschenken – EDEKA Weihnachtswerbung

5. Avicii vs. Conrad Sewell – Taste The Feeling

6. CORNETTO LOVE STORY: VORREI MA NON POSTO

7. Netto-Katzen

8. Czego szukasz w Święta? | English for beginners

9. M&S 2016 Christmas Ad: Christmas with love from Mrs Claus

10. momondo – The DNA Journey

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AZIENDE

Adform presenta, insieme a Rubicon Project, i Programmatic Audio Ad dedicati a Spotify

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Adform presenta, insieme a Rubicon Project, i Programmatic Audio Ad dedicati a Spotify

Adform continua a perfezionare il proprio posizionamento omni-canale grazie alla collaborazione con aziende come Rubicon Project, che gestisce uno dei più grandi marketplace di pubblicità del mondo. Queste partnership permettono ai clienti di Adform di accedere a bacini pubblicitari supplementari: in questo caso si tratta dei programmatic audio ad che sono ora disponibili attraverso la Demand Side Platform (DSP) del brand. I clienti di Adform possono, quindi, acquistare 15 o 30 secondi di annunci audio di Spotify in modalità programmatica attraverso la piattaforma tecnologica di Rubicon Project, targettizzando gli utenti senza abbonamento di Spotify in tempo reale tramite la DSP di Adform.

La possibilità di acquistare annunci su Spotify in modalità programmatica tramite Adform è una grande notizia per il mercato e segno, da parte degli editori, di un’ulteriore apertura del loro inventario al programmatic. Questo mette in evidenza la velocità con cui il settore sta progredendo verso l’omni-canalità che, ponendo al centro il consumatore, consente di migliorare le esperienze di branding attraverso un utilizzo più mirato e allineato di creatività e messaggio. La reportistica diventa sempre più importante perché permette di estrapolare dati e insight in grado di guidare nuove decisioni, consente di analizzare i risultati di più mezzi e device contemporaneamente, e favorisce, quindi, la misurazione dell’efficacia della campagna. Adform ha recentemente introdotto in Italia la prima campagna di Progrmmatic Out-Of-Home che sarà il tema al centro del workshop intitolato “Il programmatic advertising sbarca nel mondo dell’Outdoor: la partnership Adform – Grandi Stazioni” che l’azienda presenterà mercoledì 30 novembre nel corso del prossimo IAB Forum di Milano. A questo si aggiunge oggi l’introduzione nel proprio portfolio del programmatic audio, preludio dell’arrivo di soluzioni anche per la programmatic TV.

La combinazione di dati deterministici di Spotify, il marketplace premium di Rubicon Project e le capacità di targeting di Adform consente agli inserzionisti di raggiungere gli ascoltatori più rilevanti offrendo loro esperienze più personalizzate. Il tutto in tempo reale, definendo una specifica ad frequency per ottenere i massimi risultati. In termini di misurazione, Adform è in grado di monitorare i tassi di completamento degli annunci, nonchè i momenti di pausa e di mute: queste informazioni vengono integrate nelle analisi standard dei report per fornire una visione completa delle performance delle campagne.

“La pubblicità sta diventando sempre più personale e personalizzata” ha dichiarato Valeria Mazzon, Chief Operation Officer di Adform Italia. “Assistiamo ad una incredibile ascesa del numero dei consumatori che ascoltano la musica in streaming, con alcuni mercati, come gli Stati Uniti, che registrano tassi di crescita del 50%. I telefoni cellulari sono diventati il dispositivo standard per l’ascolto della musica. In questo contesto gli inserzionisti possono trarre il massimo vantaggio dagli annunci audio per raggiungere efficacemente gli ascoltatori offrendo un’esperienza di contatto con il brand rilevante e personalizzata, anche quando non stanno attivamente guardando lo schermo. Il supporto di Adform per il programmatic audio riflette la nostra interpretazione di programmatic cross-channel: una piattaforma che comprende display, mobile, native, video, DOOH, stampa e, da adesso, anche audio”.

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NUMBER

La Brexit non ferma il mercato pubblicitario: i risultati della ricerca di Zenith

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La Brexit non ferma il mercato pubblicitario: i risultati della ricerca di Zenith

La spesa pubblicitaria globale crescerà del 4,4% quest’anno, raggiungendo 539 miliardi di dollari statunitensi, in aumento rispetto al 4,1% precedentemente previsto in giugno. A rivelarlo è Zenith col suo nuovo rapporto Advertising Expenditure Forecasts, pubblicato oggi. Il mercato pubblicitaria, quindi, continuerà a crescere del 4,5% nel 2017 e del 4,6% nel 2018 – in aumento rispetto alle precedenti stime di crescita su entrambi gli anni, che erano rispettivamente del 4,3% e 4,4%. Entro il 2018 la spesa pubblicitaria globale arriverà a 589 miliardi di dollari statunitensi, 4 miliardi in più rispetto a quanto stimato in giugno.

Stati Uniti, Filippine ed Europa occidentale guideranno una più rapida crescita nella spesa pubblicitaria
Questo aumento è essenzialmente il risultato di una crescita più forte del previsto negli Stati Uniti, dove un mercato del lavoro solido ha incoraggiato i consumatori a spendere di più e dove gli inserzionisti hanno combattuto più duramente per mantenere le proprie quote sul mercato in espansione. Zenith si attende che i network TV statunitensi torneranno a crescere quest’anno (a un tasso dell’1%, dopo una contrazione del 5% l’anno scorso). Ciò in seguito ai nuovi investimenti delle aziende farmaceutiche e di prodotti per il consumatore. L’agenzia si aspetta anche che i social media accelereranno da un 32% di crescita dell’ultimo anno al 35% quest’anno, grazie all’utilizzo di nuovi formati da parte degli inserzionisti (si pensi agli in-feed video) e al prosieguo della transizione al mobile internet. Nel complesso, Zenith prevede che gli Stati Uniti vedranno crescere del 4,4% la propria spesa pubblicitaria quest’anno, in ascesa rispetto alla precedente previsione del 3,8%.

Lievi indebolimenti del mercato pubblicitario nel Regno Unito dopo il voto per la Brexit
Nonostante il voto per la Brexit nel referendum del Regno Unito sulla permanenza in Unione Europea sia stato uno shock per molti attori di mercato, gli inserzionisti hanno fin qui reagito con pacatezza, senza diffuse riduzioni di budget. Zenith prevede una crescita del 5,4% nella spesa pubblicitaria del Regno Unito per quest’anno, di poco inferiore al 5,6% previsto poco prima del voto. Come indicato in precedenza dall’agenzia, infatti, gran parte dell’effetto della Brexit sul mercato pubblicitario britannico si mostrerà nel lungo termine.

Il mobile advertising sopravanzerà il desktop advertising persino più rapidamente del previsto
In giugno Zenith ha previsto che il mobile advertising avrebbe superato gli investimenti in digital desktop advertising nel 2017. L’agenzia continua a ritenere che questo sorpasso avverrà, ma ha aggiornato le proprie stime per la crescita del mobile su quest’anno (48% rispetto al 46% prima previsto) e sul prossimo anno (33% rispetto al 29% precedentemente stimato). Zenith al momento si aspetta che la spesa pubblicitaria sul mobile supererà quella per dispositivi desktop di 8 miliardi di dollari USA nel 2017, in aumento rispetto ai 2 miliardi previsti a giugno. Le stime prevedono che entro il 2018 il mobile peserà per il 60% di tutta l’internet advertising, in aumento rispetto al 58% previsto in precedenza.

 

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