AZIENDE

Sky Italia sceglie la piattaforma Turn per il programmatic advertising

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Sky Italia ha selezionato Turn come propria piattaforma di gestione dei dati (DMP) per fornire esperienze di advertising maggiormente personalizzate ai propri clienti e rispondere ad una serie di esigenze di digital marketing, incluso il real-time bidding.

Sky continua così il cammino verso il programmatic advertising e la collaborazione con Turn è parte integrante di questa strategia che vede ben il 70% delle campagne dell’azienda implementate su base programmatica attraverso la piattaforma Turn. Per rispondere alle specifiche esigenze dell’emittente, Turn ha sviluppato 22 profili di consumatori specifici, su cui far leva per offrire contenuti ed esperienze personalizzate. A supportare la partnership, un ruolo chiave è stato ricoperto da Simple Agency (AMNET), l’agenzia di Sky Italia.

“La grande quantità di dati a disposizione dell’industria televisiva ha reso il digital marketing sempre più complesso. I nostri utenti richiedono esperienze di visualizzazione più personalizzate – e questo vale per tutti i canali e le modalità che utilizziamo per raggiungerli e coinvolgerli nelle nostre campagne di marketing” ha affermato Aldo Agostinelli, Digital Marketing e Sales Director di Sky Italia. “Avevamo bisogno di un sistema in grado di combinare i dati con la narrazione e la creatività per fornire le esperienze di visualizzazione premium per le quali Sky è famosa. Stiamo già riscontrando ottimi risultati da questo approccio; il tasso di click-through sulle inserzioni pubblicitarie è raddoppiato e il bounce rate dal nostro sito è diminuito del 40%”.

“Oggi sono svariate le tecnologie a disposizione dei professionisti di marketing” prosegue Agostinelli “ma la piattaforma di Turn ci garantisce uno strumento estremamente efficace per rispondere a quelle che possono essere le richieste dei nostri utenti, sia attuali che future. Lavorando sia sul fronte marketing che su quello tecnologico, ora Sky Italia può realmente crescere grazie ad un approccio ‘audience first’ basato su insight reali sul quale costruire la nostra strategia.”

“Turn ha fornito a Sky Italia una piattaforma di gestione dei dati su misura per le sue esigenze di business” ha affermato Pierre Naggar (nella foto), Managing Director EMEA di Turn. “In un panorama mediatico altamente competitivo, in cui il pubblico fruisce di contenuti su canali diversi, è fondamentale che i professionisti del marketing si affidino a partner tecnologici in grado di facilitare l’analisi dei big data. Gli strumenti digitali sono i catalizzatori per fornire esperienze pubblicitarie maggiormente personalizzate e rilevanti. Mettendo in atto la giusta strategia, ogni singolo byte di comunicazione aziendale può portare a grandi risultati.”

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AZIENDE

Il Programmatic secondo eBay Advertising

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Il programmatic buying sta acquistando quote crescenti di mercato anche in Italia, perché permette di indirizzare dinamicamente i messaggi pubblicitari verso i consumatori in tempo reale, coerentemente con il target di riferimento. Questo trend positivo è confermato dai dati rilasciati da una ricerca realizzata da IDC secondo la quale il traffico generato da questa tipologia di piattaforme pubblicitarie potrà raggiungere e superare, a livello mondiale, i 20 miliardi di dollari nel 2017, rappresentando il 26% dello spending totale su display e mobile adv.

eBay è stato infatti uno dei pionieri di questa tecnologia mettendo a disposizione degli inserzionisti le impression e le inventory disponibili. Tramite l’utilizzo del programmatic advertising è possibile automatizzare una parte del processo, connettersi a una piattaforma online e acquistare direttamente la propria campagna pubblicitaria. Il numero di impression che sono state acquistate sulla piattaforma  programmatic di eBay nel corso dei primi 4 mesi del 2014 è aumentato dell’83% rispetto a tutto il 2013.. Questa crescita è stata accompagnata anche da una crescita del 18% del CPM (costo effettivo per mille impression).

Guarda qui l’intervista a Matteo Longoni, Head of advertising Italy and Spain, eBay

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Vivaki AOD: l’RTB/programmatic rappresenta in Italia l’11% dello spending video digitale

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Riflettori puntati sul video advertising al secondo Publisher Day organizzato da VivaKi Audience On Demand (AOD) Italia in partnership con Videology, StickyADStv e La Place. Ad aprire i lavori Sara Buluggiu, Digital Director, VivaKi AOD Italia che ha presentato lo scenario italiano del programmatic video. La tecnologia ha scardinato certezze più che collaudate, ampliando la precisione nelle operazioni di targeting delle campagne. Se l’RTB in Italia è legato solo alla sfera del digitale, differente è la situazione nel mercato svedese dove riguarda anche la radio, o in Usa dove viene già utilizzato con successo anche per il canale televisivo. In uno scenario mutato resta fondamentale ancorarsi ai tre pilastri rappresentati da Performance, Protection e Partnership. Una tecnologia, quella del Real time Bidding relativamente giovane, inaugurata dalla prima campagna in preroll soltanto nell’ottobre del 2013, per giungere poi ai primi formati rich media nel febbraio di quest’anno.

“La vera rivoluzione operata dai sistemi automatici di acquisto delle campagne digitali consiste nel mettere al centro della pianificazione non più un cluster di persone presumibilmente interessate a un prodotto, ma persone in tutto e per tutto somiglianti nel comportamento a quelle che hanno già espresso attenzione per quel prodotto o quella categoria di prodotti” ha argomentato Buluggiu che passando al mercato italiano ha aggiunto che, “sebbene eMarketer preveda che nel 2014 la spesa pubblicitaria in RTB/programmatic arrivi a rappresentare il 19% del totale spending video digitale, la stima di VivaKi AOD è di un più conservativo 11%, fisiologicamente in linea con il 4% registrato nel 2013”. Sono le abitudini, gli interessi e i comportamenti a interessare i publisher, con un’iperprofilazione mai raggiunta prima. Bisogna capire se gli investimenti riescano ad andare alla stessa velocità dei cambiamenti tecnologici. In questo è fondamentale la collaborazione dei publisher, sono loro ad avere già in casa il bene più prezioso, i dati dei loro utenti. Per questo è necessario continuare a investire nello sviluppo dei propri siti web, per essere sempre al passo con i tempi.

Poi il focus s’è spostato ai mercati EMEA con John Tigg (Vice President, Global Accounts, Videology), che ha focalizzato l’attenzione sui vantaggi offerti dal programmatic video in termini di efficienza, trasparenza, ottimizzazione del targeting e crescita del ROI; Massimo De Magistris (Country Manager Italy, StickyADStv), che ha parlato del ruolo dei private market place nel video real time bidding. A chiudere i lavori Fabien Magalon (Managing Director, La Place Media), che ha partecipato con uno speech dal titolo “L’approccio al real time bidding nel mercato adv francese”. Proprio il mercato francese ha conosciuto una crescita senza precedenti dell’RTB, passato dai 5 milioni di euro del 2010 ai 150 milioni previsti per il 2014.

Tramontato per sempre un unico punto d’accesso ai contenuti, in un orizzonte già multiscreen, lo spettatore diventa co-creatore del palinsesto, prediligendo sempre più una fruizione dei contenuti diluita in più momenti, parcellizzata, su piattaforme diverse che diventano altrettanti punti per agganciare una platea sempre più variegata.

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Il nuovo report di Turn svela i mercati più competitivi nel programmatic marketing

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La corsa verso l’eccellenza del marketing programmatico si fa sempre più serrata. Come riporta Turn, piattaforma software di marketing e analytics, nel suo Advertising Intelligence Index, alcune categorie pubblicitarie stanno facendo registrare incrementi sempre più importanti, con crescite addirittura a doppia cifra.
L’analisi globale ha rilevato innanzitutto che sui canali digitali la concorrenza ha un prezzo: il valore degli eCPM (il costo effettivo per mille impression) è cresciuto nei canali social, display e video da gennaio 2013 a gennaio di quest’anno. Il mobile fa eccezione: nonostante la concorrenza sia cresciuta nel corso dell’anno, il contemporaneo aumento dell’offerta sembrerebbe aver impedito il relativo incremento dei prezzi. L’impennata del marketing guidato dai dati, inoltre, è confermata dall’aumento del 28% dell’uso di dati di prima e terza parte da parte di quei brand che cercano di ottenere un vantaggio competitivo sui competitor ottenendo l’attenzione dei consumatori.
Secondo l’Advertising Intelligence Index di Turn, le prime cinque categorie dell’advertising programmatico a registrare i più rilevanti scostamenti in termini di competitività a livello mondiale negli ultimi dodici mesi sono stati il settore dell’arte, dell’intrattenimento e del tempo libero (il 60% più competitivi), quello dei viaggi (+ 57%), quello dell’elettronica e dei computer (+ 56%), quello dei servizi finanziari (+52%) e quello delle telecomunicazioni (+ 51%). Le primi cinque categorie verticali, invece, in cui si è verificato il maggior regresso competitivo a livello globale da gennaio 2013 a gennaio 2014 sono stati lo sport (121% meno competitivo), la gioielleria (-55%), i prodotti da ufficio (46%), le auto (-41%) e il mercato immobiliare (-29%).
“Gli inserzionisti di tutto il mondo sono alla costante ricerca di strumenti efficaci per determinare quali canali, dispositivi e tempistiche siano le più efficaci per raggiungere il loro pubblico a maggior valore”, afferma Pierre Naggar, EU Managing Director di Turn. “Applicando modelli economici ai vari marketplace in tempo reale, Turn fornisce ai professionisti del marketing informazioni strategiche su come competere per assicurarsi l’attenzione dei clienti e ottenere un ROI più elevato sulle singole campagne”.

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AGENZIE

InTarget Group si aggiudica ancora il Search Advertising di Europ Assistance Italia

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InTarget Group ha vinto la gara per l’attribuzione dei servizi di Search Advertising di Europ Assistance Italia, assicurandosi così il rinnovo dell’incarico per il quarto anno consecutivo.

Un traguardo importante che ribadisce l’efficacia e l’innovatività delle strategie ideate dall’agenzia. Valori già riconosciuti dagli operatori di settore, che hanno assegnato all’agenzia guidata da Nicola Tanzini (nella foto) il primo premio della sezione Search allo IABMIXX 2013, grazie alla case history sulla metodologia del Programmatic Advertising applicata alle campagne gestite proprio per Europ Assistance.

L’obiettivo per il 2014 è incrementare il tasso di acquisition di europassistance.it, aumentando il numero di polizze e servizi venduti attraverso il sito web, potenziando la notorietà del brand e migliorando l’esperienza del navigatore anche grazie anche all’utilizzo di strumenti come il call center.

L’incarico prevede il coinvolgimento della unit InTarget Adv, per ottimizzare con il cliente le  attività di comunicazione promozionali, attraverso una strategia media strutturata, che vedrà l’impiego di Motori di Ricerca, siti verticali e generalisti.

Le attività di search advertising saranno gestite attraverso l’approccio programmatico, già applicato dall’agenzia sulle campagne 2013 di Europ Assistance. La metodologia consente di seguire il customer journey degli utenti durante le loro esperienze di navigazione fuori e dentro il sito, raccogliere le informazioni di contesto necessarie per comprendere i loro bisogni e le loro intenzioni e finalizzare il processo di conversione grazie ad attività di comunicazione promozionali personalizzate.

“Nel corso degli anni di lavoro a fianco del cliente abbiamo maturato una profonda conoscenza del mercato nel quale si trova a operare – commenta Tanzini – Questo ci permette di elaborare strategie che integrano le specifiche esigenze del settore di riferimento con le più recenti innovazioni tecnologiche. Il tutto con un costante orientamento alla performance”.

L’applicazione del Programmatic Advertising è infatti resa possibile e attuabile da tecnologie quali Real Time Bidding, Data Cross-Platform e Custom ReTargeting, sulle quali InTarget Group ha saputo investire con decisione.

“Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti lo scorso anno grazie alla consulenza di InTarget Group – spiega Michele Petrilli, Responsabile e-Business di Europ Assistance Italia – e per tale motivo abbiamo deciso di rinnovare l’incarico all’agenzia nel 2014, prevedendo inoltre un maggiore investimento per le attività di Search advertising e retargeting”.

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Programmatic Marketing sempre più trend digitale: il focus di Videology

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Entro il 2017, rappresenterà ben il 30% degli investimenti digitali. Si parla del programmatic advertising, nuovo protagonista del panorama adv grazie alla sua capacità di di ottimizzare e segmentare il pubblico online. Lo sottolinea nel suo ultimo focus Videology, che mette l’accento sul fatto che i brand e le agenzie pubblicitarie devono adeguarsi sui nuovi trend del marketing, visti i numeri sempre più positivi che questi stanno facendo registrare.
Il complesso scenario attuale che coinvolge editori, advertiser e agenzie porta ad un pubblico più frammentato e meno definito, con la conseguente perdita di controllo sulle campagne e su chi visualizza determinati contenuti al di fuori della TV. In Italia, il passaggio al programmatic da parte di advertiser e agenzie si sta rivelando  più lento rispetto ad altri mercati, lasciando d’altra parte maggior spazio per crescere. La struttura del mercato, la relativa immaturità nella raccolta e commercializzazione dei dati, una gamma di contenuti internet ancora limitata, e la riluttanza ad adattarsi ai trend presenti in mercati più avanzati sono le cause principali di questa situazione. Tuttavia si prevede che la dimensione del mercato della video advertising online in Italia  aumenterà sensibilmente, dopo aver registrato quest’anno un +38,7%, raggiungendo un valore globale stimato di 63,2 milioni di euro nel 2017. Insieme al mobile, la video advertising è stata definita come un elemento fondamentale per la comunicazione online nel corso del recente IAB Forum, tenutosi a Milano.
Attrarre più budget nell’area del video online è una delle priorità dei digital media, poiché, parallelamente al declino della fruizione della TV tradizionale, la visualizzazione di video online sta crescendo costantemente del 38%. I digital media outlet sono inoltre in grado di acquisire parte dei budget destinati alla televisione tradizionale e riversarli sulle campagne di video advertising; questo si sta già verificando in mercati più maturi, quali quello statunitense e britannico. In quest’ultimo, il budget globale di video advertising digitale è cresciuto da £73 milioni a £135 milioni in un solo anno, dal 2012 al 2013. Gli advertiser si trovano quindi a fronteggiare la sfida di dover raggiungere un pubblico più disparato e maggiormente elusivo: le soluzioni finora disponibili non offrivano dati che supportassero il posizionamento di una pubblicità in un dato dispositivo o porzione di contenuto video,  fattore che disincentivava gli advertiser a investire in tal senso. Con l’utilizzo della tecnologia programmatic, per le agenzie e gli advertiser è diventato possibile identificare l’utente al quale sono interessati, misurare e controllare la campagna dall’inizio alla fine, utilizzare i canali digitali che completano il loro investimento in TV e fornire una componente sociale al proprio brand, sfruttando l’interattività del dispositivo, massimizzando così tutte le forme e i guadagni derivanti dalle operazioni di marketing.

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