MEDIA

Netweek affida a Good Move la raccolta pubblicitaria dei suoi siti

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Netweek

Good Move è stata scelta da Netweek, primo Circuito di Media Locali in Italia, come partner esclusivo per la valorizzazione pubblicitaria dei suoi siti.

“La partnership con il Gruppo Netweek prevede che Good Move, in collaborazione con la concessionaria interna alla società, Netweek Pubblicità, si occupi della vendita degli spazi sull’inventario Display, Video e Native a tutti gli spender pubblicitari per campagne nazionali e pianificate in programmatic”, spiega Alessandro Mandelli, Presidente di Good Move (nella foto insieme a Massimo Vimini).

Netweek S.p.A. è una società per azioni quotata al mercato telematico primario di Borsa Italiana. La mission strategica del Gruppo Netweek è quella di divenire l’interlocutore di riferimento della piccola e micro impresa del Nord-Italia attraverso un’offerta di mezzi calibrati sulle esigenze comunicative di quest’ultime.

L’accordo per ora riguarda i seguenti siti del circuito: Giornaledimonza.it, Bergamopost.it, Giornaledilecco.it, Lamartesana.it, Giornaledisondrio.it, Bresciasettegiorni.it, Giornaledicomo.it, Giornaleditreviglio.it, Settegiorni.it, Giornaledeinavigli.it, Giornaledicremona.it, Giornaledipavia.it, Giornaledilodi.it, Giornaledimantova.it, Nuovaperiferia.it, Ilcanavese.it, Novaraoggi.it, Notiziaoggivercelli.it, Corrieredinovara.it, Ecodibiella.it, La-riviera.it, Ilnuovolevante.it, Veronasettegiorni.it; ma anche la vendita degli spazi sui siti che verranno affiliati al Circuito di Netweek in futuro.

In virtù della partnership, inoltre, Netweek usufruirà dei servizi Good Platform e Good Video sviluppati da Good Move. Good Platform è una piattaforma che integra SSP multiple (tra cui la piattaforma di native advertising Adyoulike, in esclusiva per l’Italia) in un unico pannello con Header Bidding incorporato. Good Platform offre formati Display, Video e Native in modalità Programmatic integrata dalla monetizzazione in Reservation realizzata da un team sales a Milano e Roma in una dashboard aggiornata in real time. Good Video è il servizio di Publisher Video CMS & Monetization Player messo a disposizione per gli editori per la distribuzione e monetizzazione di contenuti video.

Per Good Move, l’ingresso in portafoglio dei siti di Netweek segna un’altra importante acquisizione, che si somma ai recenti accordi per la raccolta del sito Calciatoribrutti.com e del sito di news specializzato negli sport motoristici GPOne.com.

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MEDIA

Publisher Day 2018: fare sistema per dare valore ai dati e riconquistare la fiducia

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Publisher Day

Nel giro di pochi anni, Editori e Investitori che sembravano continenti in avvicinamento si ritrovano invece a essere piuttosto distanti. Cosa è successo? Colpa del programmatico che ha allungato la catena con DSP, SSP, ecc.? Oppure della richiesta di kpi sempre più ardui, della viewability, dei dati? O la causa è la ricerca della cosiddetta “qualità” che ha spinto il brand ai limiti di una selettività estrema? E poi l’uragano GDPR che si abbattuto sull’Europa in questi giorni…

Sono i temi al centro del Publisher Day 2018, l’evento annuale organizzato da 4w MarketPlace che si è svolto questa mattina a Milano all’Open di viale Monte Nero, 6. L’evento ha l’obiettivo di offrire al mondo dell’editoria digitale un’occasione di informazione e di approfondimento di temi di interesse, ma anche un momento di incontro e di confronto tra domanda e offerta, allo scopo di promuovere e contribuire attivamente alla crescita del settore.

Il titolo di questa edizione – “La risposta incontra la domanda” – ha dato subito concretezza a un dibattito che si poneva l’obiettivo di fornire risposte semplici ai temi più caldi che interessano gli editori digitali in questo periodo. Sollecitati dalle domande di Massimo Pattano, Marketing Manager di 4w, si sono alternati sul palco Ugo Benini, Chief Digital Officer di Zenith; Umberto Bottesini, Chief Programmatic & Data Officer di Dentsu Aegis Network e Davide Costantino, Head of Affiperf – Programmatic, Havas Media Group.

Al centro del dibattito il ruolo degli OTT (Google, Amazon e Facebook in primis) che ormai abbracciano il mondo della comunicazione in maniera talmente ampia e pervasiva da attirare i grandi budget dei brand che ne subiscono il “fascino perverso” trascinato dai numeri ma non sempre dalla qualità. Anche il GDPR, paradossalmente, gioca a loro favore, nel momento in cui gli utilizzatori hanno già dato il consenso esplicito per poter utilizzare i loro servizi, cosa invece molto più “complicata” da ottenere per gli editori della coda lunga, finora protetti dalla “cookie law”.

“Gli OTT hanno la gestione del dato, dell’utente, della delivery”, afferma Umberto Bottesini. La direzione in cui stiamo andando non è pluralista, bisogna avere il coraggio di fare sistema, ma questo in Italia è molto difficile”. Il tema dei dati è fondamentale nel dibattito che coinvolge brand, consulenti e publisher. “Il dato per essere significativo deve essere “a volume”, perché tutti i sistemi che si basano sulla profilazione hanno bisogno di un’altissima quantità di dati che si possono raccogliere soltanto consorziandosi”, continua Bottesini. “È proprio quello che fanno gli OTT: consorziano i publisher per raccogliere i loro dati… Perché questa idea fa tanta paura agli editori?”.

Altro tema fondamentale è il programmatic. Tra ad-filtering, verification, brand safety e viewability, chi ne fa le spese è sempre il publisher. “Ai clienti bisogna saper dare la trasparenza, ma questa va misurata sulla filiera. Il programmatic andrebbe riposizionato, magari utilizzando la tecnologia blockchain, ma questo, per ora, è ancora il futuro”, commenta Davide Costantino.

E a proposito di brand safety Ugo Benini sottolinea come anche in questo caso i clienti l’abbiano accolta nel modo più negativo per i publisher. “La brand safety, commenta, è un concetto “personale” cui si vuole dare a tutti i costi un’interpretazione in chiave tecnologica. Le grandi multinazionali fanno il “copia incolla” delle keywords, creando delle liste nere a volte ingiustificate e magari non si rendono conto di essere abbinate – a loro insaputa – a contenuti UCG di bassa qualità e non certo in linea con i valori del brand”.

Il mercato si sta quindi concentrando in maniera innaturale e anche impropria, ma nell’iper-offerta è la riduzione a fare la differenza nell’experience dell’utente. È così che torna prepotentemente alla ribalta la parola “qualità”. Qualità dei contenuti cui, non a caso, stanno puntando sempre più gli OTT stessi.

“La forza di un publisher dipenderà sempre di più dalla qualità dei contenuti”, conclude Massimo Pattano. “Oggi il mondo dell’editoria è considerato poco “trust”, solo chi sarà in grado di riposizionarsi all’interno di questa catena del valore potrà sopravvivere. Noi in questo contesto ci proponiamo come facilitatori di un processo che ormai non è più possibile fermare”.

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AZIENDE

Accordo Widespace ed Epteca: big data e algoritmi predittivi per il settor travel e retail

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widespace

Widespace, la piattaforma di programmatic mobile basata su Machine Learning, annuncia un accordo esclusivo con Epteca. La collaborazione si fonda sulla combinazione di big data e informazioni sulle prenotazioni dei viaggi degli utenti, consentendo a brand e marketer di realizzare messaggi altamente pertinenti, efficaci e realmente personalizzati per questa audience.

I viaggiatori sono un pubblico fondamentale per gli operatori del settore retail, travel e di servizi. Questo imponente mercato di 280 miliardi di euro registra in Europa un aumento del 12,5% ogni anno, e 8 viaggiatori su 10 affermano di voler acquistare offerte e servizi attraverso il proprio fornitore di viaggi se presentati nel momento e nel contesto giusto.

Grazie alla partnership, i brand clienti di Widespace saranno in grado di raggiungere oltre 37 milioni di viaggiatori, coinvolgendo in maniera diretta e precisa il proprio target con offerte ad hoc e utili dedicate al prossimo viaggio. Attraverso l’utilizzo di big data e algoritmi predittivi capaci di adattarsi al contesto e alle intenzioni, sarà possibile anticipare con precisione non solo le richieste degli utenti, ma anche ciò che potrebbero desiderare, avere bisogno o le attività che svolgeranno durante il proprio viaggio.

“La soluzione che abbiamo realizzato insieme ad Epteca è qualcosa di completamente nuovo sul mercato, è un contatto 1-to-1 con utenti che effettivamente sono in procinto di viaggiare. Si apre un canale di comunicazione tra i brand e un’audience precisa”, dichiara Nicolò Palestino, Country Manager Widespace Italy. “Con la nostra soluzione è possibile raggiungere l’utente nel momento in cui è propenso all’acquisto di un prodotto legato al suo viaggio, sarà possibile intercettare la stessa customer base che si cerca di portare verso gli store negli aeroporti o si cerca di colpire con le inserzioni nel giornale di bordo”.

Gli esclusivi dati di prima parte consentiranno ai brand del settore travel, retail e servizi di raggiungere il proprio pubblico di riferimento con messaggi altamente personalizzati durante l’intera user journey, dal giorno in cui avviene la prenotazione fino al rientro a casa. Gli utenti, infatti, riceveranno negli alert e nelle email di remind, annunci pubblicitari pertinenti al tipo di viaggio che hanno prenotato. La soluzione offre agli operatori di marketing l’opportunità di personalizzare gli annunci in base a 20 parametri chiave, inclusi la fase del viaggio e il tipo di dispositivo attraverso il quale raggiungere l’utente, con una precisione di corrispondenza superiore del 95%.

Di conseguenza, il CTR delle campagne erogate tramite la nuova offerta Widespace ed Epteca è 10 volte superiore rispetto ai benchmark del settore, con tassi di coinvolgimento dell’80% e oltre. La piattaforma garantisce inoltre elevati standard di qualità con il 100% di garanzie di assenza di bot, nessuna frode e nessun blocco degli annunci, garantendo che gli inserzionisti paghino solo gli annunci visualizzabili.

“Epteca ha un prodotto fantastico e davvero unico che offre prestazioni senza eguali nel settore del travel retail e dei servizi: con questa partnership puntiamo ad offrire ai nostri clienti un accesso mirato a un pubblico altamente redditizio. Inoltre, l’impegno di Epteca nei confronti di annunci pubblicitari di alta qualità, sicuri per il brand e in target, è perfettamente in linea con il posizionamento e l’offerta di prodotti Widespace”, afferma Filippo Gramigna, VP Sales, Widespace.

“In Epteca, conosciamo i viaggi e sappiamo che ogni viaggiatore ha esigenze e desideri unici. Siamo fiduciosi che la nostra piattaforma andrà a beneficio dei clienti di Widespace e otterrà risultati ineguagliabili quando si tratta di presentare la propria offerta di vendita al dettaglio e di servizi a un pubblico di viaggiatori di grande rilievo. Lavorando con oltre 70 delle principali agenzie di viaggio nel mondo, siamo in grado di offrire a Widespace una soluzione che nessun altro ha sul mercato. Per Epteca, questo è un altro passo verso la nostra missione di salvare il mondo da contenuti irrilevanti”, aggiunge Bojan Jokic, CEO di Epteca.

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MOBILE

Eureweb integra l’hot spot con la pubblicità programmatic, grazie a Eurewi-fi

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eurewi-fi

Eureweb, digital media agency specializzata nel web marketing, presenta Eurewi-fi, una soluzione che integra il servizio hotspot con l’opportunità di erogare campagne pubblicitarie in programmatic. Innovativa e rivoluzionaria, permette ai brand di raccogliere informazioni preziose sui propri consumatori e comunicare con loro sempre e ovunque.

Eurewi-fi è innanzitutto un sistema per sviluppare strategie di marketing digitale, attraverso un servizio di accesso ad internet, un cosiddetto hotspot wi-fi. I brand che lo installano nel proprio negozio, ristorante, albergo o mezzo di trasporto garantiscono ai propri clienti una connessione a internet gratuita ma soprattutto costruiscono in tempi brevi un database ricco e rilevante generato dai dati richiesti in fase di registrazione per la fruizione del servizio.

Un accesso al web per i clienti finali che si trasforma in un enorme valore aggiunto per il brand. I dati raccolti dai dispositivi che si sono collegati alla rete diventano infatti informazioni estremamente utili per personalizzare le comunicazioni e proporre pubblicità altamente rilevanti. Da qui l’evoluzione del servizio da semplice hotspot a vero e proprio media.

Grazie alle soluzioni di web marketing offerte da Eureweb, questa nuova tecnologia consente infatti ai brand di erogare annunci più mirati e pertinenti a tutti gli utenti che si sono registrati. Un media che interagisce con il consumatore non solo quando è connesso all’Hot Spot locale, sfruttando tutte le opportunità del proximity marketing, ma anche su reti esterne proponendo banner pubblicitari clusterizzati su siti premium. Una comunicazione 1to1 di qualità e successo che incrementa la brand awareness e la fidelizzazione del cliente.

Una tecnologia sicura al 100% e assolutamente all’avanguardia. Forte di un’assistenza immediata e telegestita, non implica alcuna responsabilità legale sul traffico degli utenti e garantisce un accesso personalizzato senza richiedere il download di un’app o una specifica configurazione.

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AZIENDE

Quantum Native Solutions chiude il 2017 a +85%. Innovazione e tecnologia al centro della crescita

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Quantum Native Solutions

Quantum Native Solutions, la prima piattaforma end-to-end europea di native advertising, cresce nel 2017 registrando un incremento del fatturato pari a +85% rispetto all’anno precedente. Questo sviluppo è indice del valore e della potenzialità del native advertising promosso da Quantum che raccoglie più di 300 editori premium e oltre 500 milioni di impression mensili.

La forte espansione di Quantum trova conferma anche nel prestigioso riconoscimento ricevuto dalla società a livello internazionale, in occasione degli European Business Awards. La sera del 19 marzo a Parigi la società ha ricevuto il premio The Germany Trade & Invest Award for International Expansion riservato alle realtà aziendali che hanno implementato strategie di sviluppo e di gestione di partnership parziali o di aziende sussidiarie al di fuori del proprio mercato di origine.

“La crescita esponenziale di Quantum sottolinea quanto il native advertising in programmatic sia effettivamente una soluzione win-win per editori e advertiser in totale rispetto della UX dell’utente. Creare, ottimizzare e portare a dei risultati è l’obiettivo del nostro team ed è per questo motivo che il network italiano di Quantum ha registrato nel 2017 oltre 3.5 milioni di utenti unici al giorno. Gli ottimi risultati raggiunti fino a oggi ci confermano quanto il mercato avesse bisogno di un ritorno alla qualità in ambito pubblicitario sia in termini di target sia in termini di formati e grazie alla nostra piattaforma, tutto ciò avviene automaticamente. Siamo certi che l’introduzione delle nostre nuove tecnologie proprietarie agevolerà sempre di più i nostri clienti e gli editori presenti nel nostro network”, commenta Carlo Poss, CEO di Quantum Native Solutions.

Innovazione e tecnologia

Quantum Native Solutions ha sviluppato una nuova SSP proprietaria in grado di soddisfare l’aumento della domanda da parte degli inserzionisti, migliorare i ricavi di entrambi i player e garantire agli editori un rendimento più alto dall’assegnazione delle impression. L’innovativa SSP è integrata con tutte le principali DSP in grado di ottimizzare il raggiungimento del proprio target di rifermento in RTB.

Un’altra grande novità di Quantum per il 2018 riguarda lo sviluppo di un header bidder proprietario. L’header bidder è una nuova tecnologia sviluppata dal provider ad uso dell’editore in grado di attivare più aste contemporaneamente, verificare in tempo reale le offerte da parte dei partecipanti e infine assegnare l’impression al miglior offerente. I vantaggi dell’introduzione dell’header bidder, motore della competizione tra differenti SSP, sono molteplici soprattutto per gli editori i quali posso massimizzare il rendimento di uno slot a favore della concorrenza in quanto essa stessa è generata dalla competizione tra advertiser.

Native in-feed e nuovi formati: Cinémagraph e Native Carousel

Quantum è il primo network in Europa ad aver introdotto il native in-feed, pubblicità che si inseriscono in maniera discreta all’interno di un contenuto editoriale poiché si allineano perfettamente all’interfaccia del sito. Inoltre, l’engagement prodotto dalle impression di questa tipologia di native advertising, core business di Quantum, si registra in CPM e quindi sulle effettive visualizzazione dell’inserzione da parte degli utenti. Rielaborando la concezione dell’immagine e del video attraverso due nuove modalità di erogazione, Quantum Native Solutions ricerca e struttura i formati adv non sulla semplice esposizione del prodotto, bensì lo colloca e lo declina – anche visivamente – all’interno di un sito editoriale in maniera non invasiva attraverso lo storytelling.

A questo proposito Quantum introduce due nuovi formati: il Cinémagraph, che apre il mondo native alla GIF la quale è accompagnata, secondo lo stile di Quantum, da un testo evocativo. Il secondo è il Native Carousel che si visualizza nel contesto editoriale come slide show con all’interno immagini relative al prodotto, raccolte in una gallery. Aspetto importante e non invasivo è il fatto che è proprio l’utente a decidere se visualizzare a scorrimento tutte le immagini presenti.

“Le novità tecnologiche che abbiamo introdotto quest’anno sono per noi un profondo valore aggiunto e siamo certi che i nostri clienti potranno realizzare progetti altamente performanti. Gli editori conservano qualità editoriale in favore di spazi pubblicitari non invasivi per i lettori, mentre i brand hanno la reale opportunità di scegliere i formati più adatti per il loro target integrando l’adv con i contenuti del sito. Grazie alle nuove componenti, header bidder e SSP proprietari, e all’integrazione con tutte le principali DSP, cerchiamo di migliorare i business dei nostri editori. Inoltre, grazie all’header bidder di Quantum, la compravendita degli spazi diviene equa fra tutti i player e aumenta il livello di trasparenza nel mercato”, conclude Alessandro Ceratti Head of Quantum Native Solutions Italia.

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AZIENDE

Tradelab ancora al fianco di Bluwater per la gestione delle campagne in programmatic

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tradelab bluwater

Bluwater Spa, gruppo italiano leader nel settore del tempo libero e del benessere, ha affidato nuovamente a Tradelab, piattaforma programmatica indipendente con un forte approccio data driven, la pianificazione delle nuove campagne programmatic a seguito dei risultati raggiunti lo scorso anno.

La società, consapevole dell’importanza e delle opportunità offerte dal programmatic, ha deciso di integrare lo strumento all’interno delle proprie strategie di marketing digitale e di rivolgersi al player tecnologico per esplorare questa nuova frontiera. Le sfide che Tradelab ha raccolto lo scorso anno sono state quelle di portare traffico qualificato sui siti e aumentare i volumi di vendita degli ingressi al parco acquatico e al centro benessere. Sfide vinte grazie ad una strategia di targeting mirata e geolocalizzata, all’utilizzo di tecnologie proprietarie e all’esperienza dei trader Tradelab che hanno portato ad un aumento del CTR della campagna per Monticello spa del 22% e ad abbassare il CPC medio di circa il 65% per quella di Acquaworld.

“Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto con Bluwater” afferma Gaetano Polignano, Country Manager Tradelab Italia. “L’anno scorso abbiamo accompagnato il cliente nella sua prima campagna in programmatic, con un approccio sia tecnico che consulenziale, mantenendo sempre la massima trasparenza sui processi. Questa prima fase ci ha permesso di fare un prospecting iper pertinente e iper qualificato degli utenti, fondamentale per la pianificazione delle attività di remarketing di questa seconda wave”.

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AZIENDE

Oz Digital lancia Oz-Postbid, header bidding a misura di publisher

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oz digital

L’Header Bidding rappresenta una grande opportunità per il mercato italiano del programmatic advertising. Con l’adozione di questa soluzione è infatti finalmente possibile far competere diverse sorgenti di monetizzazione innalzando il valore medio degli RPM. Diversi sono i wrapper e, più in generale, i framework nati per supportare gli editori dal punto di vista tecnologico. In quest’ottica Oz Digital lancia Oz-Postbid, disponibile da questa settimana come servizio della piattaforma, feature pensata per consentire a tutte le SSP integrate di parlare lo stesso linguaggio.

Esiste infatti un elemento di disomogeneità di notevole impatto: la mancanza di uniformità dei prezzi offerti dalle SSP per l’acquisto delle impression, che si traduce in un fattore di rischio in grado di pregiudicare la correttezza delle aste. L’auction-price non è al momento regolamentato da uno standard comune che permetta una corretta comparazione dei prezzi. Ogni player ha adottato una propria modalità di esposizione della valorizzazione: alcuni espongono un importo gross, ovvero prima della decurtazione della fee tecnologica, altri un valore net. Alcuni dichiarano i prezzi in Euro, altri utilizzano il Dollaro. In tal modo il parametro alla base del meccanismo di aggiudicazione delle impression, l’asta, è in realtà lo stesso che ne inficia l’efficacia. Il rilascio di Oz-Postbid cerca di andare a risolvere questa grande frattura all’interno del mondo del programmatic advertising, fornendo ai publisher una soluzione che sia a proprio gusto e misura.

Con l’introduzione del PriceAdjustment, l’auction-price viene convertito uniformemente in net-price – ovvero il prezzo al netto di costi di piattaforma – per tutte le SSP connesse. Il CurrencyModule invece uniforma le valute utilizzate dalle SSP risolvendo il problema del disallineamento tra i diversi auction-price. Ne consegue una reale e più corretta comparazione tra le bid, tale per cui la vincente è effettivamente la bid che massimizza la redditività dell’impression offerta dall’Editore. La nuova feature è perfettamente in linea con il posizionamento e la mission di Oz Digital: essere a fianco dell’editore per ottimizzare tramite un’unica interfaccia tutte le possibili fonti di monetizzazione in ambito programmatic, ottenendo la miglior valorizzazione dell’inventory con un approccio agnostico rispetto alle singole SSP.

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MEDIA

Cinque buoni motivi per adottare il mobile programmatic. L’infografica di TradeLab

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mobile advertising prgrammatic

Il mobile programmatic cresce il suo peso relativo, e i consumatori passano sempre più tempo a navigare in internet da smartphone e tablet. E lo fanno non solo per informarsi ma anche per prendere decisioni di acquisto e relazionarsi con i propri brand preferiti. Come evidenziato nell’ultimo Global Mobile Report di Comscore, nel nostro paese il 62% del tempo speso online è passato su mobile e circa 26% degli italiani accedono sul web esclusivamente da i loro dispositivi mobile. Le aziende sono consapevoli della rivoluzione in atto e del fatto che il mobile sia diventata una leva strategica fondamentale per entrare in contatto con i propri utenti e raccontare il proprio brand e i propri prodotti. Ma come raggiungere i consumatori in modo efficace?

Secondo le previsioni di emarketer entro il 2019 più di 4 dollari su 5 investiti sul digital display (circa 45,72 miliardi di dollari) passeranno attraverso processi automatizzati e circa l’80% della spesa pubblicitaria sul programmatic andrà sui dispositivi mobili.

La motivazione di questa tendenza? Perché il programmatic riveste ormai un ruolo importante per i brand nell’identificazione del proprio target e nell’individuare i bisogni e gli interessi dei consumatori anche attraverso dispositivi mobile. In uno scenario in cui la customer journey dell’utente è diventata sempre più frammentata e multi-device, il programmatic permette di raggiungere gli utenti al momento giusto, al posto giusto e con un messaggio customizzato.

Per spiegare meglio i vantaggi del mobile programmatic advertising, Tradelab ha realizzato un’ infografica (in allegato) che illustra in maniera semplice e chiara i plus di una comunicazione programmatic based.

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MEDIA

Tradelab e Sublime Skinz svelano quali sono i formati giusti per conquistare gli utenti

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Tradelab

Tradelab e Sublime Skinz illustrano in un’infografica quali sono i formati online che vengono maggiormente apprezzati e che generano un alto potenziale di engagement degli utenti se integrati a una strategia programmatic.

Gli investimenti in online advertising sono sempre più imprescindibili per la crescita di un business. I numeri parlano chiaro: nel nostro paese e all’estero, dove il mercato è già più maturo, l’internet advertising si conferma un trend in crescita soprattutto per la parte mobile anche se l’investimento principale rimane quello su desktop.

Percepita a volte come troppo invasiva e poco rilevante, la pubblicità online ha difficoltà a generare l’engagement degli utenti. Con il vasto panorama di opzioni disponibili, trovare il formato e gli strumenti giusti che portano un più alto ritorno dell’investimento non è sempre facile.

La creatività da sola si rivela spesso insufficiente per raggiungere la massima efficacia del proprio messaggio. Grazie al programmatic e all’utilizzo di un’ampia mole di dati, è possibile offrire contenuti iper-pertinenti e personalizzati, veicolati alle persone giuste e al momento giusto e aumentare la visibilità della propria campagna su device differenti.

Parole d’ordine: personalizzazione, interattività e impatto visivo multi-device

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BRAND STRATEGY

S4M è AdTech Platform dell’anno all’Effective Mobile Marketing Awards di Londra

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S4M

S4M (Success for Mobile) ha ricevuto quattro premi durante l’evento Effective Mobile Marketing Awards a Londra. In particolare, la società è stata nominate miglior AdTech Platform dell’anno.

La scelta dei votanti è stata fatta partendo da una short list di società che si sono contraddistinte sul mercato per aver presentato progetti meritevoli. Per questo premio sono stati consegnati più di 1.800 voti e S4M ha avuto la meglio accanto a Snap, Rubicon Project, AdColony, Celtra e Pollen VC.

La campagna di Subway Francia ha vinto tre importanti premi: il Grand Prix Award come miglior campagna in assoluto, la più Efficace campagna Brand e la più Efficace campagna nella categoria “Programmatic Buying”. Questa campagna mobile ha spinto più di 200.000 utenti nei ristoranti Subway in Francia.

“Siamo onorati di aver ricevuto questi premi che sono la testimonianza della nostra dedizione e del duro lavoro svolto dai nostri team, che si impegnano quotidianamente a realizzare e ottimizzare campagne mobile che raccolgono anno dopo anno un consenso sempre maggiore”, ha detto Andrea Pongan, Country Manager at S4M Italia. “Tali riconoscimenti vanno condivisi con i nostri clienti che continuano a riporre la loro fiducia nei nostri prodotti e nel futuro del programmatic mobile”.

S4M ci tiene a ringraziare Subway, MediCom France e Lokall per la loro collaborazione nel progetto e per la loro fiducia.

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MEDIA

Zenith: 85 miliardi di dollari transati in programmatic nel 2019 (+21% CAGR)

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zenith smatphone prigrammatic bonori

Secondo le stime dell’ultimo “Programmatic Marketing Forecasts” di Zenith, entro il 2019 i due terzi della , pari al 67%, saranno comprati in modalità programmatica (nel 2017 la percentuale è stata del 59%). Il valore dell’advertising venduta in programmatic passerà da 57,5 miliardi di dollari nel 2017 a 84,9 miliardi di dollari USA nel 2019, con un tasso medio annuo di crescita del 21%.

La chiave del successo del programmatic consiste nell’abilità di creare data set unici, che offrano vantaggi competitivi ed esclusivi di solito basati su dati di prima parte o su partnership con altri fornitori di dati, applicandoli per costruire messaggi personalizzati da comunicare al consumatore nei diversi touchpoint del suo percorso di acquisto. Zenith si pone come leader in questa direzione, applicando il machine learning all’attribution modeling, un’iniziativa mondiale lanciata lo scorso anno che ha prodotto guadagni a doppia cifra per i clienti dell’agenzia.

Il programmatic si è sviluppato maggiormente in tre mercati anglofoni: Canada, Stati Uniti e Regno Unito dove stimiamo che rispettivamente l’81%, il 78% e il 77% della digital display advertising saranno comprati in modalità programmatic. La Danimarca è al quarto posto con il 70%, seguita dalla Francia con il 63%.
Gli Stati Uniti sono di gran lunga il mercato programmatic più consolidato, valutato nel 2017 32,6 miliardi di dollari USA; il 57% del totale globale. Segue la Cina con 5,3 miliardi di dollari USA, dove solo il 29% della digital display advertising è pianificata in programmatic prospettando ampi margini di crescita. Ma il sistema di compravendita in programmatic si sta espandendo anche ai mezzi tradizionali: nel mercato statunitense, più evoluto anche da questo punto di vista, si stima che nel 2017 saranno spesi, attraverso il programmatic su televisione, radio, cinema e out of home, circa 5,6 miliardi di dollari USA. Una quota pari al 6% del totale speso su questi mezzi e che nel 2019 raggiungerà i 13 miliardi di dollari USA (13,6% del totale).

Focus Italia
In Italia si stima che quest’anno il 26,9% della digital display advertising sarà venduto in programmatic, percentuale che passerà al 36,4% nel 2019.
Nel nostro paese, sia dal lato dell’offerta che dal lato della domanda, la tecnologia di Google è ancora dominante, ma la presenza dei player internazionali nel mercato locale si è potuto godere dei vantaggi sia in termini di efficienza che in termini tecnologici. , mentre – localmente – player recettivi a tutti i livelli hanno creato terreno fertile permettendo al programmatic di mettere radici robuste e di potenziarsi.

Focalizzando l’attenzione sulle piattaforme, da una parte si può affermare che l’utilizzo di piattaforme “managed” permette di risparmiare tempo in termini di ore spese per la gestione delle campagne dei clienti; dall’altra parte le piattaforme in self service consentono di monitorare il budget e lo speso delle campagne, e di controllare in modo totale e più sensibile sia gli economics che le performance di campagna.
Anche dal punto di vista delle conoscenze le agenzie hanno costruito una forte expertise sul programmatic, attraverso training dedicati ai team esistenti e introducendo nuovi professionisti specializzati: la maggior parte dei deal sono ancora gestiti in open market, ma il contributo dei private marketplace è in aumento, così come i deal garantiti.

Anche TV, OOH e radio si stanno affacciando al mondo del programmatic. Per il momento, la disponibilità programmatica su questi mezzi è ancora limitata e difficile da quantificare, ma i clienti sembrano essere sempre più interessati alla pianificazione in programmatic su questi mezzi, poiché l’obiettivo è quello di raggiungere il cliente in tutti i touch point esistenti nel modo più efficace e performante.
Stimiamo che nei prossimi 5 anni il programmatic diventerà la normalità, abbattendo gli ultimi scetticismi.

“Entro il 2019 i mercati più avanzati nel digital pianificheranno in programmatic il 90%. Tra non molti anni il mercato digital globale sarà pianificato completamente in programmatic”, dichiara Jonathan Barnard, Head of Forecasting and Director of Global Intelligence di Zenith. “La domanda ora è come si possa adottare una pianificazione programmatic anche sugli altri mezzi. Seguiremo da vicino gli sviluppi negli Stati Uniti, come guida allo sviluppo nel resto del mondo”.

“I brand uniscono la tecnologia programmatic con i dati sui consumatori e il machine-learning per ottimizzare le loro comunicazioni digitali”, aggiunge Vittorio Bonori, Global Brand President di Zenith. “Questo permette di rispondere in tempo reale ai comportamenti degli utenti e migliorare continuamente i risultati delle campagne, contribuendo alla crescita del brand”.

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AZIENDE

L’autunno solare di Ligatus: + 43% a settembre sul 2016. Nuove risorse arricchiscono il team

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Ligatus

Ligatus, il principale fornitore in Europa di soluzioni di Native Advertising per Editori e Inserzionisti, annuncia una ripresa autunnale di segno positivo che attesta una crescita senza sosta sia in ambito Native sia nel Programmatic in forza per quest’ultimo delle consolidate collaborazioni istituite negli ultimi due anni.

A riscaldare i cuori della filiale italiana del native network più grande d’Europa – che a oggi genera più di 37 miliardi di impressions al mese su oltre 1.400 siti partner Premium in 9 Paesi – è in particolare il dato che attesta a una percentuale del +43% la crescita dei risultati del mese di settembre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Sebastiano Cappa, Country Manager di Ligatus in Italia commenta: “Gli investimenti fatti negli ultimi tempi in innovazione tecnologica e non solo – basti pensare ai formati in-feed e all’ampliamento dell’offerta con i private deal – ci stanno oggi premiando, riconoscendo come la proposizione di Ligatus incontri le reali esigenze del mercato digital, in continua evoluzione. Siamo lieti di evidenziare poi come questa percentuale sia il risultato di un’attività condotta in modalità sinergica su due fronti distinti, quello del Native, che è il nostro core-business e che ancora ci contraddistingue in termini di qualità e di performance, e quello di più recente introduzione del Programmatic, in cui risultiamo vincenti grazie ai nostri partner tecnologici selezionati”.

Simone Pepino, Sales Director di Ligatus Italia precisa come “Nei nostri obiettivi, il 2017 era l’anno del consolidamento dei formati Native in Italia, oltre che dello sviluppo incrementale del Programmatic Native. Questo risultato è la conferma che le azioni intraprese nel corso degli scorsi mesi sono state correttamente indirizzate e ci fa guardare positivamente a quanto ci resta ancora da fare di qui alla fine dell’anno dove andremo ad annunciare due importanti novità, lato prodotto, in vista del 2018”.

A questo segnale se ne aggiunge di conseguenza quello delle risorse preposte a sostenerlo. In questa ripresa autunnale, sono due le nuove risorse che si sono venute a inserire nel team di publisher e account di Ligatus in Italia.

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MEDIA

S4M collabora con IAS per la misurazione della viewability delle campagne mobile

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viewability s4m

S4M (Success for Mobile), una delle principali tecnologie utilizzate per la pianificazione di campagne mobile in programmatic, annuncia una partnership globale con Integral Ad Science, azienda leader nella misurazione ed analisi del mercato dell’advertising. Fusio, la piattaforma full stack di S4M, ha integrato la misurazione della viewability realizzata da IAS.
La soluzione di viewability di IAS, per la misurazione della viewability mobile browser è certificata dal Media Rating Council.Questa nuova partnership completerà il servizio di S4M che viene già certificato dal Media Rating Council per le impression, i click, le visite sulla landing page e per l’apertura ed il download delle app.

“La viewability è una preoccupazione cruciale per le campagne mobile; per questo motivo stiamo collaborando con Integral Ad Science per rendere disponibile tale misurazione ai nostri clienti. I brand ora hanno accesso a metriche aggiuntive fornite da un altro fornitore certificato MRC e una visione più approfondita delle loro campagne “, spiega Andrea Pongan, Country Manager Italia di S4M. “Metriche affidabili e certificate costituiscono le basi per campagne mobile efficaci e di forte impatto”.

“Siamo entusiasti di unire le forze con S4M per migliorare ulteriormente la qualità e la trasparenza delle campagne mobile”, afferma Elisa Lupo, Director Italia presso Integral Ad Science. “La viewability sta diventando un must-have standard nel mercato mobile, come avviene per le campagne desktop oggi. L’integrazione della misurazione della viewability è una necessità sempre maggiore e presto vedremo arrivare altri player presenti in questo ecosistema”.

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I 5 principi del predictive marketing: l’analisi di Rocket Fuel

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Intelligenza artificiale

L’evoluzione è estremamente rapida nel mondo del digital advertising e, in particolar modo, in ambito programmatic, dove sempre nuovi player fanno la loro comparsa nel mercato e la trasformazione rappresenta un fattore fondamentale.

La nascita del programmatic advertising ha portato un notevole progresso nell’identificazione dei segmenti di clientela online, nella pubblicazione di annunci su larga scala e nella realizzazione di contenuti personalizzati e rilevanti per i consumatori. Tuttavia, la crescente frammentazione dei canali e delle audience, oltre al rapido aumento dei dispositivi e delle piattaforme, sta rendendo il mercato sempre più complesso. Ora, non solo i consumatori prendono decisioni d’acquisto in una frazione di secondo, ovunque si trovino, ma si aspettano anche che le aziende offrano proposte interessanti e anticipino le loro esigenze.

Dunque, per riuscire a comprendere i consumatori e comunicare con loro nel momento migliore, è ormai essenziale che le aziende passino dal programmatic al predictive marketing.

Il predictive marketing consente ai marketer di analizzare l’enorme quantità di informazioni sui consumatori in loro possesso attraverso l’intelligenza artificiale e identificare quando è più probabile che una persona si interessi a un determinato prodotto o servizio. In questo modo, le aziende potranno offrire esperienze cross-device, always-on e sempre rilevanti per gli utenti, che saranno maggiormente portati alla conversione.

“Secondo la nostra recente indagine Consumer Perceptions of AI, i giovani – e specialmente i Millennial – vedono positivamente la realizzazione di pubblicità personalizzate e rilevanti. L’80% degli intervistati tra i 25 e i 35 anni ha infatti dichiarato di comprendere il valore dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per proporre pubblicità e offerte interessanti”, ha commentato Enrico Quaroni, Regional Director Southern Europe and Mena Region di Rocket Fuel (nella foto).

Inoltre, quando i marketer dividono i potenziali clienti in segmenti – identificando un ristretto gruppo di persone con determinate caratteristiche – automaticamente pongono un limite al numero di utenti che possono raggiungere. Il predictive marketing, invece, basato sul machine learning, consente di elaborare continuamente le informazioni sui propri clienti, scoprendo e raggiungendo sempre nuovi utenti che adottano comportamenti simili online.

Un’ulteriore preoccupazione dei marketer è riuscire ad avere il controllo su dove vengano pubblicate le proprie pubblicità. L’integrazione dell’intelligenza artificiale garantisce che gli ad raggiungano le persone giuste nel momento migliore in un ambiente sicuro, riducendo il rischio di bot e frodi e massimizzando il controllo su dove viene posizionata la pubblicità.

Il predictive marketing, dunque, si fonda su cinque principi:

Momenti, non segmenti: consegnare pubblicità significative che piacciano ai potenziali clienti usando l’intelligenza artificiale e il moment scoring in real-time per identificare il momento migliore in cui raggiungere l’utente.

Dati proprietari, non di terze parti: usare, organizzare e analizzare i first party data per ottenere informazioni preziose sui propri consumatori e usarle per trovare nuovi potenziali clienti che condividono con loro abitudini e comportamenti online.

Persone, non dispositivi: concentrarsi sul singolo consumatore nel momento in cui è pronto a interagire, indipendentemente dal dispositivo utilizzato.

Customer journey, non funnel: le interazioni degli utenti sono sempre più diffuse, frammentate e frequenti. È necessario superare il funnel “considerazione-acquisto” per raggiungere i potenziali clienti in qualsiasi momento del loro customer journey.

Decisioni, non dati: tutti i dati del mondo sono inutili se un’azienda non possiede la tecnologia e l’intelligenza artificiale necessarie per dar loro un senso. Una Data Management Platform consente di prendere decisioni su vasta scala in tempo reale.

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MEDIA

“Transparency Breakfast” di Rubicon Project: per guardare “dentro” il programmatic

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rubicon

“A inizio di quest’anno, il Chief Brand Officer di P&G, Marc Pritchard, ha definito “creepy” lo scenario operativo del programmatic”, spiega Sara Buluggiu, managing director Italy, Spain e MENA di Rubicon Project. “Il termine non è esattamente traducibile in italiano, ma il significato negativo è evidente. Il punto è che internet non è un media, ma un protocollo di comuicazione, e l’enfasi posta da sempre sulla sua misurabilità è servita, semmai, fare ancora più confusione nel mercato nel mercato”.
Oggi vi sono alcune buzz word che vanno per la maggiore, quali ad esempio “trasparenza”, ma nei fatti si scontrano con una realtà a volte ben differente. A partire del ruolo di alcuni big player del comparto, come Facebook e Google, che in quanto fornitori di soluzioni full stack garantiscono ben poca trasparenza.
“In Italia, stante il ruolo dominante della tv, siano in una situazione un po’ diversa dagli Usa, dove si pensa che quest’anno il web sarà iI primo media per risorse pubblicitarie raccolte e il programmatic rappresenta un 80% dei budget, contro il nostro 20-25%”, prosegue Buluggio, “ma il problema in potenza è sempre presente”.
“Come Rubicon Project, ad esempio, abbiamo implementato un bidder open source, che si interfaccia con tutte le Supply Side Platform per garantire la massimo scelta disponibile”.
Il problema del programmatic come troppo spesso lo conosciamo oggi è che risulta essere un “black box” dove non vi è chiarezza sui ricavi, le audience, le campagne, e così via.
“Ma i numeri mostrano qualche cosa di diverso”, aggiunge Fabrizio Angelini, CEO di SenseMakers, società che rappresenta in esclusiva per l’Italia ComScore, “teniamo sotto esame il 97% degli annunci in rete, e vediamo che nonostante l’accento posto su ad fraud, environmental fraud e simili, in realtà solo sullo 0,67% delle impression è scattato l’allarme per il posizionamento non adeguato, mentre il traffico non-umano raggiunge appena un 1,16%”.
“Cifre ben diverse da quelle relativi all’in target (solo il 47%) e del Frequency Cap, troppo spesso parametrato sulla esposizione tv (e non web) per cui ancora tanti annunci sono visti troppo poco”, coclude Angelini, “Noi possiamo contare su un panel di oltre due milioni di individui per evidenziare i comportamenti non umani, e siamo convinti che solo un tag di terze parti, indipendenti, possa davvero certificare la viewability degli ad di un sito, nel rispetto dei parametri internazionali di 1 secondi e almeno il 50% della superficie per il display, e di 2 secondi per il video”.

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