AZIENDE

Teads e Adform: partnership per l’offerta programmatic outstream premium

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Teads - Adform

Teads, The Global Media Platform, ha annunciato oggi la partnership di esclusiva siglata con Adform, una delle più importanti piattaforme tecnologiche indipendenti del mercato dell’advertising.

Teads sarà da oggi integrata direttamente con la piattaforma di programmatic buying di Adform, tra le più affidabili dell’intero segmento. Questa integrazione consentirà alle agenzie e ai brand che collaborano con Adform di avere accesso all’inventory outstream, scalabile e di qualità di Teads, attraverso un marketplace esclusivo (PMP) che comprende i più prestigiosi publisher del mondo: BBC, Apple News, Bild, Business Insider, Clarin, Corriere.it, El Mundo, El Pais, Spiegel, Forbes, Fortune, Gannett, L’express, Les Echos, Cosmopolitan, Gioia, The Business Times, Times, Vanity Fair e molti altri.

Data la capillare diffusione dei formati di outstream video advertising in Europa, che raggiunge ormai il 54,1% della spesa sul digitale, risulta necessario ampliare l’offerta disponibile anche via programmatic buying. L’accordo di integrazione tra Teads e Adform va incontro a questa esigenza rendendo disponibile a buyers di Europa, Nord America, MENA e APAC nuove inventory.

“Siamo lieti di estendere la scalabilità dell’inventory premium di Teads grazie a questo importante accordo. Attraverso l’integrazione diretta dell’inventory di Teads in Adform, una delle più importanti piattaforme di acquisto in RTB, gli advertiser e le agenzie avranno accesso al network dei più prestigiosi publisher al mondo. In questo modo, potranno avere la garanzia che i loro annunci vengano distribuiti all’interno di ambienti viewable e brand-safe”, ha affermato Hugues Templier, EMEA Programmatic Business Development Director at Teads.tv (nella foto).

“Siamo davvero entusiasti di aver finalizzato questo accordo di diretta integrazione con la piattaforma di Teads che, siamo sicuri, conferirà maggior prestigio alla nostra offerta e supporterà i nostri clienti nell’obiettivo di creare nuove opportunità per distribuire pubblicità ad alto impatto comunicativo in contesti di qualità. Teads è stata in grado in questi anni di rafforzare la sua offerta scalabile con una inventory di alta qualità e di distinguersi nel mercato soprattutto per i suoi formati video, che costituiscono ormai una delle forze che trainano il mercato dell’advertising. Per questi motivi, siamo certi che trarremo ampi benefici da questa partnership”, ha dichiarato Rick Jones, SVP Global Revenue Development at Adform.

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MEDIA

Clear Channel International lancia in Europa il primo programmatic buying con offerta garantita

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Clear Channel

Clear Channel International (CCI), la divisione internazionale di Clear Channel Outdoor (CCO), lancia in Belgio il primo strumento di Programmatic Buying con offerta garantita per il mercato europeo dell’advertising.

La prima funzionalità della proposta di programmatic buying di CCI consiste nella compravendita del suo patrimonio su base automatizzata garantita – questo offre ai media buyer la possibilità di prenotare un determinato volume di impianti a un prezzo stabilito. I clienti possono avere accesso e acquistare pacchetti, creati in funzione dell’audience, di tutto il circuito out-of-home digitale (DOOH) di Clear Channel, in questo caso della BU belga, attraverso canali programmatic, fra cui figurano le principali DSP (Demand Side Platforms), Adform e una piattaforma di proprietà di Clear Channel. Il sistema è alimentato da una serie di dati esistenti sulle audience in ambito out-of-home, sia di proprietà di Clear Channel sia di terzi.

Il prossimo mercato in cui Clear Channel offrirà queste funzionalità d’acquisto automatizzate sarà il Regno Unito. Nella prima fase, i buyer avranno accesso a Storm, il patrimonio digitale out-of-home premium di Clear Channel UK, a partire da marzo. Questo step sarà seguito dall’integrazione di un portfolio digitale retail nei centri commerciali e nei supermercati e dal circuito Adshel Live, il maggior network di advertising digitale out-of-home stradale del Regno Unito.

Da quando è partita la piattaforma belga, esattamente il 9 gennaio, i media buyer hanno acquistato campagne out-of-home digitali in modo programmatic per importanti advertiser quali, : Beobank (Blue 449), Deliveroo (Kinetic) e Mercedes-Benz (ZenithOptimedia). Altri media buyer stanno usando questa piattaforma: Space, Posterscope, Outsight e Outdoor Service.

A seguito del successo ottenuto in Belgio, lo strumento programmatic di CCI continuerà a svilupparsi mediante l’integrazione di funzionalità aggiuntive, man mano che verrà implementato a livello internazionale. Il programmatic comprenderà tutti i prodotti di CCI, ivi inclusi i pannelli tradizionali e gli schermi digitali, ma si concentrerà inizialmente sul patrimonio digitale out-of-home, per la sua peculiarità di saper adattare e declinare campagne in tempo reale. Ulteriori connessioni alle DSP mediante protocollo Open Direct (il protocollo sviluppato appositamente da IAB per la compravendita automatizzata garantita) stanno, inoltre, sviluppando il supporto programmatic guaranteed per consentire l’utilizzo del protocollo OpenRTB (standard del settore per la comunicazione fra buyer di advertising e venditori di inventory dei publisher). Questo offrirà ai buyer una flessibilità d’acquisto a 360 gradi, consentendo loro di collegarsi attraverso il canale programmatic che preferiscono. Analogamente, saranno aggiunti ulteriori dati per arricchire la pianificazione e ottimizzare la campagna, il che consentirà una misurazione trasparente prima, durante e dopo la campagna che porterà ad una maggiore targetizzazione.

In considerazione del ritmo incessante con cui questo programmatic è stato adottato dagli altri media, in particolare dall’online dove nel Regno Unito, il 70% è stato acquistato in modo programmatic nel 2016, Clear Channel International sarà pronta nel 2017 a vendere il 100% della sua offerta attraverso i suoi prodotti di punta e nei propri mercati.

William Eccleshare, Presidente e CEO di Clear Channel International, afferma:  “Il programmatic buying ha rivoluzionato il processo di acquisto in molti settori chiave dei media e riteniamo che farà lo stesso nell’out-of-home. Siamo aperti a qualsiasi iniziativa che possa agevolare l’acquisto del nostro fantastico prodotto. Stiamo facilitando la pianificazione, l’acquisto, l’ottimizzazione e la misurazione del nostro mezzo mediante tecnologie di acquisto conosciute, offrendo soluzioni basate sulle audience e supportate da dati in tempo reale. Offriamo, dunque, ai nostri clienti, siano essi nuovi o già attivi, la misurabilità, la creatività e la flessibilità di cui hanno bisogno. La soluzione Programmatic di Clear Channel International consente ai brand di trasmettere il messaggio più idoneo all’audience più appropriata nel momento più opportuno. Effettivamente li connette ancora di più alla propria audience, consentendo loro, nel contempo, di ottenere una copertura e una visibilità che l’Outdoor è in grado di fornire meglio di qualsiasi altro mezzo. Il lancio della nostra soluzione di programmatic buying rappresenta un punto di svolta non solo per Clear Channel International, ma anche per l’evoluzione della stessa Out-of-Home, che ha completato la sua trasformazione, diventando un mezzo digitale del 21° secolo”.

A commento della strategia e sugli attuali piani di sviluppo per il programmatic, Stefan Lameire, Chief Customer e Revenue Officer di Clear Channel International, aggiunge: “L’annuncio di oggi è solo l’inizio del viaggio di Clear Channel International nel programmatic. La nostra visione è quella di avere una piattaforma programmatic tecnica che possa essere configurata e adattata ad ogni mercato, per rispondere alle specifiche esigenze locali di acquisto dei nostri clienti. Una volta introdotta l’attività di compravendita automatizzata in tutto il nostro business, valuteremo dove e quando immettere i nostri prodotti nei “bidder marketplace” e consentiremo ai media buyer d’integrare i loro dati sull’audience per arricchire ulteriormente il processo di targetizzazione. Saranno, quindi, i nostri clienti e non la tecnologia, a segnare il passo e a fornire i presupposti per ulteriori sviluppi del programmatic”.

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MEDIA

Acquisto tradizionale vs programmatic buying: l’infografica di Tradelab

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Tradelab, trading desk indipendente, illustra in un’infografica quali sono le principali differenze tra i due modelli di acquisto degli spazi media – quello tradizionale e il programmatic buying – per comprendere come quest’ultimo stia rivoluzionando il mondo pubblicitario.

Da almeno due anni, la crescita esponenziale del Programmatic Advertising è diventata uno dei trend topic del marketing digitale. Se è innegabile che questo metodo d’acquisto diventerà la norma, considerato che negli Stati Uniti già il 52% dell’acquisto media display viene effettuato in programmatic, l’Italia non ha ancora raggiunto tale maturità: il programmatic buying rappresenta il 10% del mercato e si prevede che per la fine del 2015 raggiunga il 20%.

L’importanza dell’acquisto programmatico risiede essenzialmente nella sua capacità di rispondere alle problematiche tipiche dell’acquisto tradizionale – mancanza di flessibilità, lunghi tempi di latenza tra una fase e l’altra, divisione strategica tra i differenti device – permettendo quindi di rilanciare il settore della display.

Tradelab in un’infografica comparativa sintetizza i passaggi chiave di entrambi i modelli. Per quanto riguarda il primo, gli step principali sono sei: ricezione del brief, targeting dei siti affini da parte dell’agenzia, negoziazione tra agenzie e concessionarie, comunicazione costante tra agenzia creativa e media per adattare le creatività all’AD Specs della concessionaria, integrazione degli elementi grafici e tecnici dei formati, lancio della campagna senza possibilità di ottimizzazione.

Le tappe fondamentali per l’acquisto in programmatic attraverso i private deal sono 5: ricezione del brief, selezione dell’audience di riferimento insieme all’advertiser, creazione di private deal in ogni momento (Private Auction, First Look o Guaranteed Direct), lancio della campagna con scambi sugli AdExchange in automatico e offerte adattate in tempo reale e, infine, ottimizzazione della campagna grazie al tracking delle performance in real time.

Due sono le grandi novità introdotte nel processo di acquisto dal programmatic: la trasparenza dei costi e delle url dei deal negoziati e l’esistenza di soluzioni ibride che permettono di mantenere l’aspetto privato di un deal tra buyer e seller (come avviene nell’acquisto tradizione), senza dover rinunciare alla flessibilità, all’ottimizzazione in tempo reale e alla profilazione delle audience tipiche del programmatic.

Il confine tra questi due modelli d’acquisto è labile e anche se hanno molti aspetti in comune, la tendenza alla commistione potrebbe significare la fine del metodo tradizionale.

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AGENZIE

Importanti novità nell’area digital di groupM: new entry e nuove nomine

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Giovanna Loi, già Head of Digital Trading di groupM, assume da oggi il ruolo di Managing Director di Xaxis Italia, la più grande società al mondo di Audience Buying, che gestisce più di 2.000 clienti con oltre 700 persone e 40 uffici. Attraverso la sua piattaforma proprietaria, Turbine, Xaxis offre un’unica e completa risorsa per aumentare Reach ed Engagement di Audience su scala globale nell’universo dei media digitali, sfruttando le più innovative tecnologie di Automated Buying e garantendo agli advertiser una sempre maggiore garanzia di profilazione. I prodotti di Xaxis sono disponibili per le agenzie partner di groupM: Maxus, MEC, Mediacom e Mindshare.

Giovanna Loi vanta una significativa esperienza maturata in oltre dieci anni in società internazionali quali Ericsson, Accenture e RCS MediaGroup dove era responsabile delle Operations di Digital Advertising. Dal Febbraio 2014 in groupM come Head of Digital Trading, ha seguito l’attivazione del Trading Desk ed è responsabile delle attività di Programmatic Buying. Giovanna entrerà a far parte del Management Team di Xaxis EMEA. Avrà la responsabilità di coordinare la Business Unit di Xaxis composta da un team di 20 persone con specializzazioni di Marketing, Operations, Data & Technology e di seguire il lancio di nuovi prodotti di Audience Buying come i Light TV Viewers recentemente presentati, il Vyou e nuovi prodotti di Performance Marketing. Lavorerà in team con Giorgia Nessi, che entra oggi in groupM con il ruolo di Head of Digital Trading, e con l’Head of Programmatic Buying Alessandro Donzelli.

Giorgia Nessi, dopo significative esperienze in Tg|adv e OMD, proviene da Aegis Media dove ricopriva ruolo analogo. In groupM avrà il compito di sviluppare nuovi modelli di business cross division coordinando l’attività digital trading delle Agenzie.

La struttura viene inoltre rafforzata con l’ingresso di Alessandro Donzelli nel ruolo di Head of Programmatic Buying con la responsabilità della gestione del Trading Desk. Donzelli ha maturato precedenti esperienze in MediaCom come Head of Search & Performance, Zero9 e Starcom e proviene da Yoox, dove ricopriva da maggio 2014 il ruolo di Head of Web Marketing Planning.

“La nomina di Giovanna risponde alla volontà di valorizzare i talenti di nuova generazione interni al Gruppo: il suo nuovo ruolo e l’ingresso in groupM di nuovi professionisti rientrano nell’ambito del processo di rafforzamento della struttura e rispondono alla volontà di offrire alle Agenzie e ai Clienti del Gruppo gli strumenti più innovativi per affrontare il nuovo scenario media, i cui modelli tradizionali sono stati profondamente cambiati dalla rivoluzione digitale”, dichiara Massimo Beduschi, Ceo e Chairman groupM (nella foto). “Il nuovo team avrà il compito di guidare l’importante evoluzione dell’area digitale di groupM, sempre più focalizzata allo sviluppo di nuovi business model basati sull’approccio buying audience-based, per raggiungere target specifici con advertising mirata e massime performance, a costi assolutamente competitivi”.

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MEDIA

Le nuove sfide del mobile nel mercato del programmatic secondo Rocket Fuel

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di Enrico Quaroni – Il Programmatic buying si è affermato nel mondo della pubblicità digitale nel corso degli ultimi anni. Il mobile ha aperto ulteriori opportunità in questo mercato.

Il programmatic su mobile guida la crescita degli investimenti e la misurazione della loro efficacia. Il mobile offre un’audience eccezionale che può essere raggiunta con una buona programmazione. La forza di Rocket Fuel nell’utilizzo dei big data e dell’intelligenza artificiale ha significativamente migliorato il ROI degli inserzionisti su mobile. Rocket Fuel ha investito nelle integrazioni di dati specifici da mobile per poter capire meglio le preferenze dei consumatori e il loro comportamento. Oggi il mobile rappresenta il 30% del business di Rocket Fuel.

Secondo lo studio, realizzato da YouGow insieme a IAB Europa*, per capire la percezione del mobile nei paesi europei, il mobile viene sempre più integrato nelle proposte dei clienti (60%) perché sblocca nuovi budget anche se nella maggior parte dei casi il budget mobile (71%) viene ricavato da altri budget media già a disposizione come internet, TV, stampa e radio. Questa integrazione sarà fondamentale nel corso del 2015 visto che si prevede entro la fine di quest’anno che l’82% delle agenzie integreranno il mobile nelle loro campagne adv.

Tra i fattori chiave della crescita del mobile c’è sicuramente la geo-localizzazione che spesso guida la pubblicità: sappiamo che è uno strumento molto potente e che, in combinazione con altri dati relativi al target, consente agli inserzionisti di essere più rilevanti e specifici.

Il programmatic mobile è efficace per lo stesso motivo per cui il programmatic lo è ovunque, ovvero, perché ci permette di raggiungere la persona giusta con l’annuncio giusto nel momento giusto. Il mobile, rispetto ad altri mezzi, permette di ottenere una comprensione molto più ricca del consumatore grazie alle informazioni sul contesto che fornisce.

Il Programmatic mobile può sfruttare molti altri dati rispetto a quelli che si possono utilizzare nelle campagne PC tradizionali di media buy, perché il mobile offre sempre dati nuovi, compresi dati sul sistema operativo, dati sulla pozione geografica precisi, dati di velocità di connessione (se la persona si collega via WiFi, 3G o LTE), e molto di più. Inoltre, vi sono dati molto utili disponibili nelle applicazioni e grazie al loro utilizzo.

Il risultato? È la capacità di descrivere in modo molto dettagliato chi è il consumatore e il contesto in cui si trova mentre visualizza l’annuncio. Questo significa che il sistema può decidere con grande precisione, se questo consumatore è il prospect più probabile tra quelli maggiormente desiderati. Il “traditional segment base buying” definisce i segmenti in base ai 5-10 principali attributi come l’età, il sesso, il reddito, l’etnia, l’istruzione e gli interessi mentre il sistema di programmatic buying può valutare funzionalità di milioni di dati in tempo reale.

Il programmatic mobile buying può raggiungere il consumatore ideale su molti altri dispositivi e in molti altri contesti. Grazie alla sua connessione in tempo reale con migliaia di fonti di inventory, il programmatic buying può considerare notevolmente più siti web che qualsiasi altro media planner manuale potrebbe fare. Solo il programmatic mobile buying può individuare queste numerosissime opportunità e abbinarle con i profili dei clienti ideali per un marketer B2C o B2B.

Il programmatic mobile offre la possibilità di raggiungere un consumatore in qualsiasi momento durante la giornata, ma soprattutto, nel momento in cui è più probabile che venga coinvolto. Un altro contesto da non sottovalutare dal punto di vista del mobile advertising è l’universo delle App che non va visto in contrapposizione con il tradizionale web ma come una possibile integrazione. Le App infatti forniscono un ancor maggiore definizione del target.

*Fonte della ricerca “IAB European Agency Snapshot Study – European Results February 2015”

 

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AGENZIE

Mindshare apre il 2015 con una nuova struttura manageriale e una nuova organizzazione

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Si parte con la nomina a COO Operations di Adriana Ripandelli, già Head of Digital dell’agenzia. Ripandelli si affianca così a Sergio Menga, COO Finance e Legal, nel supportare il CEO Roberto Binaghi nella conduzione dell’agenzia, in collaborazione con gli altri membri del board: Vittoria Signorini, Direttore Commerciale, Manuela Paoletti, Deputy General Manager e Cinzia Desidera, Deputy General Manager and Head of Office, Roma.

Altre nomine di rilievo sono quelle di Marco Brusa a capo del reparto di Business Planning, da sempre fiore all’occhiello dell’agenzia, articolato nelle due aree Strategie e Data Science; di Giovanni Fois a capo dell’area Marketing e Comunicazione, responsabile tra l’altro degli eventi organizzati da Mindshare nell’ambito del “Purple Program” che nel 2015 sarà ulteriormente potenziato; e di Marzio Mazzara a capo del digital trading in coordinamento con il trading desk GroupM.

Ma le novità più importanti riguardano l’organizzazione. Nascono infatti, in seno a Mindshare, due divisioni di business con missioni e competenze distinte e complementari.

La prima divisione, denominata “Brands@Mindshare”, offre un approccio olistico orientato ai contenuti e capacità di planning autenticamente crossmediale a tutte le le aziende che mirano a rinforzare l’awareness e la reputazione dei propri brand per costruirne il successo commerciale.

La seconda divisione, battezzata “Direct@Mindshare”, si propone invece a quelle aziende che usano i media, e specialmente quelli digitali, per ottenere risultati diretti di vendita, e richiedono quindi strutture specializzate, capaci di lavorare in real time con processi agili e reattivi focalizzati al ROI.

Entrambe le divisioni Mindshare fondano il proprio operato su un utilizzo estensivo dei dati, che comprende la realizzazione di piattaforme integrate di data management per il programmatic buying.

“In tempi di grandi trasformazioni – chiosa Roberto Binaghi (nella foto) – il nostro approccio adattivo alla comunicazione è la risposta ai bisogni del mercato: una risposta sempre adeguata, perché in continua evoluzione. La nuova organizzazione traduce il nostro posizionamento in un’offerta di servizi tagliati su misura per esigenze diversificate. E la struttura manageriale, che promuove e conferma nei ruoli chiave i nostri migliori professionisti, è guidata da un’ambizione precisa: offrire ai clienti, attuali e futuri, il rinnovato valore aggiunto di Mindshare”.

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MEDIA

“Mvideo Reload”: GroupM alza l’asticella della competizione nel mercato del video advertising

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Mvideo, l’offerta video di GroupM nata nel 2012, si conferma come la piattaforma di video advertising maggiormente votata all’innovazione. “Crossdevice, responsive e spot non lineari” queste sono le parole chiave del nuovo Mvideo”, dichiara Andrea Di Fonzo, Chief Digital Officer di GroupM (nella foto). “Dopo aver contribuito a creare il mercato del video adv in Italia, oggi Mvideo alza ulteriormente l’asticella della competizione”, continua Di Fonzo.

Prima di tutto, mobile (“mobile first”): questo è stato il mantra nel pensare all’evoluzione del formato principale della famiglia. Secondo Audiweb Mobile, sono 15 milioni gli utenti che accedono a internet da smartphone e tablet nel giorno medio. Per intercettare questi utenti in mobilità nasce Mvideo Air, il primo formato advertising in tecnologia fully responsive, che garantisce un’esperienza premium cross-device: desktop, tablet e smartphone. È la risposta al nomadismo multidevice degli utenti: non importa dove si trovi l’utente e quale device usi, perché  Mvideo Air garantisce ai brand la possibilità di erogare un video adv senza problemi di sorta.

L’offerta mobile di Mvideo in ambito mobile viene così completata da Mvideo App, formato integrato nativamente all’interno delle app di network partner.

L’altra grande novità è stata introdotta sul fronte preroll. Oggi, ogni due formati Mvideo pianificati dai clienti GroupM, uno è un Mvideo Preroll. Per rispondere al meglio a tale livello di domanda, e rendere il formato ancora più distintivo rispetto al classico preroll, è stato creato il nuovo Mvideo Preroll: un vero e proprio “contenitore-contenuto” ideale per operazioni di storytelling. Il digital, a differenza della TV, permette una fruizione non lineare dei contenuti ed è qui che si inserisce il nuovo Mvideo Preroll: fruizione non lineare dello spot. Il nuovo formato, infatti, permette di contenere all’interno del player contenuti molteplici (es. video/photo gallery) aumentando il tempo dedicato dall’utente alla comunicazione del brand. Per clienti appartenenti a certe categorie merceologiche (es. fashion) o con obiettivi di ecommerce, inoltre, è disponibile Mvideo Tag, un’opzione “showrooming” del nuovo Mvideo Preroll che permette di sincronizzare l’ingresso dei contenuti all’interno del player (es. specifiche prodotti) con l’esatto momento in cui essi vengono mostrati nel video.

La famiglia di prodotti Mvideo è nativamente pronta per il programmatic buying: basti pensare che Mvideo Air è stato pianificato in programmatic prima ancora di esserlo stato in modalità classica. “Programmatic ed Mvideo sono un matrimonio naturale”, conclude Andrea Di Fonzo, “e ora stiamo lavorando a un’integrazione nativa della nostra piattaforma nelle DSP”.

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MEDIA

Condé Nast si apre al programmatic buying

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Edizioni Condé Nast apre alla commercializzazione della pubblicità online attraverso il programmatic buying, istituendo la commercializzazione di spazi pubblicitari online attraverso Private Market Place (PMP). Il risultato è la possibilità d’intercettare e mostrare in tempo reale annunci pubblicitari a un target selezionato e verosimilmente interessato al quel tipo di annunci.

L’avanzamento nella tecnologia di gestione della pubblicità online si inserisce nell’importante crescita del network Condé Nast. Il mese di settembre ha visto protagonista VanityFair.it, con oltre 7.2 milioni di utenti unici e 150 milioni di pagine viste, GQitalia.it che – dopo la presentazione del nuovo sito lo scorso 4 giugno – registra un aumento pari al 30% in termini di utenti unici rispetto allo stesso mese dello scorso anno, e per CN Live! che consolida 10 milioni di video views nel network. Questi, insieme a Wired.it, che chiude il mese a 3,8 milioni di utenti unici e Vogue.it con oltre 2 milioni di utenti unici, raggiungono ogni mese oltre 15 milioni di utenti e generano, sempre su base mensile, oltre 220 milioni di pagine viste*.

“Con questo metodo di gestione permetteremo di acquistare utenti e traffico sempre più profilati in modo scientifico, dando agli advertiser la possibilità di avere un maggior controllo delle loro campagne e ottimizzandone il risultato. Questo è un doveroso passaggio per un gruppo che sulle proprie online properties ha un traffico di oltre 15 milioni di utenti censuari e oltre 220 milioni di pagine viste al mese”, spiega Elia Blei, Direttore Commerciale Digital di Condé Nast (nella foto).

Il valore aggiunto degli investimenti pubblicitari display gestiti tramite il programmatic buying è molto conosciuto negli Stati Uniti, paese in cui raggiungeranno – secondo stime eMarketer – quota 17 miliardi di dollari nel 2017, un valore più che doppio rispetto ai dati del 2013. In Italia, dove il mercato ha iniziato ad approcciare con convinzione questa modalità di acquisto più di recente, aziende ed operatori del settore mostrano un interesse crescente.

* Fonte: dato censuario Webtrekk, settembre 2014

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AZIENDE

Zodiak Advertising lancia il Deal Manager sul mercato italiano e spagnolo

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Zodiak Advertising arricchisce la propria offerta verso concessionarie e editori di qualità rendendo disponibile a tutti i suoi partner il Deal Manager. Attraverso questo nuovo strumento, gli editori e le concessionarie che utilizzano la piattaforma di Zodiak Advertising, potranno creare in modo autonomo deal, ovvero accordi di vendita programmatica (programmatic selling) del proprio bacino di impression, con le principali agenzie media.

Il Deal Manager è la risposta di Zodiak Advertising alla peculiarità del mercato italiano, che negli ultimi mesi ha privilegiato gli accordi in programmatic buying/selling rispetto all’acquisto in open market, a tutela della qualità delle campagne pubblicitarie e degli editori premium.

Ellis Bosisio, Head of Media Operations di Zodiak Advertising, ci spiega la nuova funzionalità: “La piattaforma di Zodiak Advertising è da sempre pienamente interconnessa a tutte le principali Demand Side Platform, ma la possibilità di realizzare accordi di programmatic buying in passato era limitata a un numero ristretto di partner. Con il rilascio della funzione di Deal Manager invece, è possibile l’esecuzione di un private deal tra tutti gli operatori connessi al nostro ecosistema in modo estremamente immediato e intuitivo, rendendo il lavoro di tutti i nostri partner più semplice e sicuro”.

Il Deal Manager, oltre a consentire all’editore di attivare il deal in modalità privata garantendo la “first look” rispetto all’open market (RTB), gestisce anche accordi in modalità pubblica, ovvero mettendoli in asta con l’open market e utilizzando l’auction engine di Zodiak Advertising.

Il Deal Manager è una delle tante novità che Zodiak Advertising presenterà al mercato italiano nel corso dei prossimi mesi e che saranno rilasciati anche nel mercato spagnolo. Proprio in Spagna, l’offerta di Zodiak sta riscontrando un forte successo che ha portato all’adozione della piattaforma da parte di numerosi premium publisher locali e ad accordi con importanti centri media locali e internazionali.

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MEDIA

Real Time Bidding e Programmatic Buying: le opportunità della nuova frontiera dell’adv online

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Si è tenuto oggi a Milano il primo Publisher Day di VivaKi in Italia con lo scopo di presentare a editori e concessionarie del mondo digital il punto di vista del brand VivaKi su due temi centrali nell’evoluzione dell’advertising online, il Real Time Bidding (RTB) e il Programmatic Buying (PB). Il primo (RTB) è un sistema che consente ai Publisher di mettere le proprie inventory a disposizione su mercati virtuali dedicati chiamati Private Market Place (PMP) in cui molteplici acquirenti concorrono per le singole impression tramite un meccanismo di “asta in tempo reale”; il secondo (PB) permette in modo veloce e automatizzato l’acquisto di spazi/formati pubblicitari selezionati in base a criteri qualitativi come ad esempio abitudini, interessi e comportamenti del target.

Tra gli speaker della giornata, i due rappresentanti di VivaKi EMEA Marco Bertozzi (Executive Managing Director / EVP VivaKi EMEA) e Danny Hopwood (Head of Platform VivaKi EMEA), che hanno condiviso la loro visione, sviluppata nei 5 anni di esperienza nel mondo anglosassone dove il mercato del RTB si è avviato in anticipo rispetto all’Italia ed è oggi a uno stadio più avanzato. Parte di Publicis Group, VivaKi è stato infatti creato a livello internazionale nel 2008 per accelerare la trasformazione digitale e ampliare le competenze delle agenzie del Gruppo.

Bertozzi ha spiegato come, a partire dal secondo semestre 2012, il brand VivaKi mette a disposizione anche sul mercato italiano due piattaforme altamente tecnologiche che vanno sotto il nome di Audience On Demand (AOD): una di RTB per i formati display e l’altra di PB per i formati video. Questi strumenti permettono agli inserzionisti di entrare in contatto con la propria audience nel momento e nel contesto più opportuno, attraverso tutti i touchpoint digitali e in tempo reale, ottimizzando la precisione e l’efficienza delle campagne pubblicitarie. “Negli ultimi due anni abbiamo lavorato insieme a molti fornitori media e siamo stati in prima linea nel trainare il Private Marketplace. Visti i benefici che ne derivano sia per i Publisher sia per gli Advertiser, non sorprende che stiamo assistendo a una fenomenale crescita in quest’area. Gli editori mantengono il controllo sulla disponibilità delle inventory, sui prezzi e sui volumi, mentre gli Advertiser ottengono l’accesso alla Premium Inventory attraverso il RTB assicurando trasparenza, efficienza e accrescendo il ROI”, ha commentato Bertozzi”.

Ha preso poi parola Hopwood, che ha spiegato come RTB e PB permettano al cliente di raggiungere una reach ampia e di accedere a impression altamente qualitative targettizzate dal punto di vista socio-demografico e comportamentale, garantendo così una visibilità mirata secondo gli obiettivi della campagna. Questo tipo di attività può essere attivata sia per le campagne di branding sia per le campagne con obiettivi di leading. Tra i punti forti di RTB e PB c’è la possibilità di modificare la pianificazione in base ai risultati e di ottimizzare i costi, il tutto in tempo reale e con esecuzione semplificata, rendendo più proficua la collaborazione tra Publisher, che all’interno dei Private Market Place (PMP) possono selezionare gli acquisti e monitorare il prezzo, e inserzionisti, che possono misurare ogni singola attività pubblicitaria e pagare secondo gli obiettivi raggiunti. Dal punto di vista degli Advertiser i PMP rappresentano un’opportunità indispensabile per sviluppare relazioni forti con i Publisher e assicurare posizionamenti efficaci ai propri clienti. “Per rispondere in modo efficace alle domande dei clienti le inventory source standard non sono sufficienti: abbiamo bisogno di rafforzare le relazioni tra noi Advertiser, editori e concessionarie per creare PMP solidi, che abbiano al loro interno Premium Publisher, e in UK abbiamo raggiunto questo obiettivo con successo”, ha affermato Danny Hopwood.

Sara Buluggiu (nella foto) (Digital Director VivaKi Italia) ha presentato lo scenario italiano dove il RTB si configura come una realtà in crescita sulla spinta dei paesi più avanzati. A supporto di questa tesi, Buluggiu ha mostrato i dati dei volumi di investimento pubblicitario RTB (Digital Display) in Europa Occidentale, che riguardano anche l’Italia e che dai 526 millioni di dollari certificati nel 2012 passeranno a 900 milioni nel 2013, fino a toccare i 2.516 milioni di dollari nel 2016 (fonte eMarketer). “Secondo i dati Iab – ha sottolineato Buluggiu – il valore del RTB in Italia è pari al 3-5% del valore della display adv, con una previsione di raddoppio per il 2014. Mentre in Italia l’AOD ha visto nel secondo trimestre un incremento degli investimenti del 250% vs lo stesso periodo del 2012”. “Si tratta di una crescita sana e decisamente votata alla qualità” – continua Buluggiu – “crescono infatti i valori delle singole campagne e cresce il valore attribuito alle singole impression (CPM)”. Il programmatic buying, poi, si presta benissimo a fare campagne di branding e non solo a performance dato che per sua natura ha la capacità di parlare con la creatività giusta alla persona giusta. “Questo” – conclude Buluggiu – “porta anche in Italia a livelli di coinvolgimento superiori alle campagne “cherry picking””.

A conclusione della giornata Sara Buluggiu ha annunciato il lancio in Italia dell’AOD mobile in partnership con Google. “Se il mobile è il segmento dell’advertising a maggiore crescita, infatti, è necessario approcciare questo mercato con gli strumenti più adeguati e arrivare preparati a questa nuova sfida”.

 

 

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MEDIA

Xaxis lancia Vyou la soluzione video per connettere i brand al loro target in tempo reale

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Xaxis, l’audience company di GroupM, aggiunge alla gamma prodotti anche Vyou, il nuovo formato video espandibile. Il nuovo formato, già utilizzato in anteprima esclusiva da Fiat per la campagna Fiat 500 GQ a conferma dell’attenzione di Maxus nel proporre ai propri clienti l’utilizzo di media e formati innovativi, è realizzato in collaborazione con H-ART e si sviluppa in 16:9 per garantire la totale visualizzazione dello spot all’interno del primo scroll di pagina.

Espansione in automatico, audio on a mouse over e perfetta integrazione della social bar sono alcune delle principali caratteristiche di prodotto. Completa il formato la personalizzazione del box, per garantire un’immediata e costante esposizione del brand.

“Vyou – dichiara Paola Colombo, Director di Xaxis (nella foto) – si integra perfettamente nelle strategie video dei clienti del gruppo, grazie alle principali leve gestite da Xaxis: programmatic buying su inventory premium e data management platform ampio, profilato, e in costante aggiornamento”.

Xaxis, attraverso la dinamicità del programmatic buying e la dimensione e capillarità della propria data management platform, è, infatti, in grado di raggiungere in maniera efficiente oltre 35 cluster di audience (socio-demo e behavioural), concentrando l’attività di comunicazione sugli utenti in target e minimizzandone la dispersione. View rate, engagement rate e click through rate sono solo alcuni degli indicatori costantemente monitorati e utilizzati per un’ottimizzazione delle campagne di Xaxis Vyou. Infine, grazie alla tecnologia di Xaxis, è possibile fornire al cliente insight di campagna che evidenzino le sinergie del formato con il resto della pianificazione digitale.

A questa prima release del formato ne seguirà un’altra, in autunno, che consentirà di veicolare il formato anche a tutte le diverse audience mobile, grazie alla tecnologia HTML5.

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