AZIENDE

Widespace e Zeotap: partnership per fornire agli inserzionisti dati di alta qualità

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widespace

Zeotap, piattaforma indipendente specializzata in dati mobile, annuncia il completamento dell’integrazione con Widespace, la piattaforma di programmatic mobile basata su Machine Learning. La collaborazione consentirà agli inserzionisti di accedere ai dati deterministici degli operatori di telecomunicazioni e raw data di app aziendali su vasta scala.

Secondo una recente ricerca di iotec, nel 2018 gli acquisti di programmatic advertising in Europa sono destinati a salire, con oltre il 60% dei marketer che prevede di aumentare la propria spesa pubblicitaria in programmatic mobile. Non sorprende quindi che scegliere i dati giusti sia alla base delle strategie degli inserzionisti. L’integrazione tra zeotap e Widespace mira a rendere disponibili in tutta Europa dati di alta qualità per offrire campagne su mobile mirate e allo stesso tempo aiutare gli inserzionisti a raggiungere i propri obiettivi.

zeotap, nell’ottica di dimostrare il proprio impegno, ha introdotto rigidi sistemi di data quality testing per assicurare un’alta e omogenea qualità dei dati per tutti i partner, anche in caso di aumenti di volume. L’azienda seleziona solo i migliori dati da un pool di potenziali partner, testandone tutti i campioni prima di chiudere un contratto con un intero data set e garantendo una qualità costante grazie ad audit settimanali. zeotap è in grado di raggiungere fino a 6 volte i migliori OTR (On-Target Reach) in tutti i cinque principalimercati europei: Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Spagna.

Widespace offre una tecnologia programmatica mobile-first e formati advertising altamente efficaci basati su machine learning, in grado di aiutare gli inserzionisti a costruire il proprio brand su dispositivi mobili. Grazie alla partnership, i dati mobile di zeotap andranno a completare l’attuale offerta di Widespace ampliandone la precisione su ampia scala.

“L’aggiunta di Widespace alla lista crescente di integrazioni DSP di zeotap è il risultato dell’impegno dell’azienda a rendere i nostri dati disponibili su quante più piattaforme possibili. La forza di Widespace sui dispositivi mobili unita al focus su attività di brand building e awareness per i propri clienti europei ci avvicina ulteriormente al raggiungimento di questo obiettivo”, afferma Daniel Heer, CEO e fondatore di zeotap.

“Essere in grado di contare sui dati deterministici di zeotap apre ampie opportunità per i nostri clienti di migliorare i risultati delle loro campagne su mobile. Da sempre Widespace si impegna ad aiutare i propri clienti fornendo soluzioni di marketing efficaci, e, grazie a zeotap e alla sua elevata reach on-target, gli inserzionisti saranno in grado di raggiungere i segmenti di audience desiderati su device mobile con maggiore precisione”, dichiara Christophe Joyau, Chief Operating Officer di Widespace.

“La partnership con Zeotap nasce dalla continua ricerca di partner qualitativi che, uniti ai nostri dati di prima parte, alimentano la nostra piattaforma proprietaria. I dati di terza parte della company tedesca saranno integrati al nostro sistema di machine learning per garantire risultati su segmenti in cui Zeotap ha dimostrato al mercato di offrire performance superiori alla media”, aggiunge Nicolò Palestino, Country Manager Widespace Italy.

A partire da aprile 2018, zeotap ha unito oltre 130 milioni di profili socio-demografici verificati e oltre 250 milioni di profili in-app di alta qualità sui cinque mercati europei per garantire che le campagne non superino solo gli obiettivi di targeting della audience, ma anche i volumi necessari per campagne di grandi dimensioni.

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AZIENDE

Accordo ID-ENTITY e Adform per offrire soluzioni di programmatic adv alle micro imprese

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programmatic

ID-ENTITY, tra i gruppi leader in Europa nell’ideazione, produzione e gestione di contenuti e servizi di comunicazione digitale, si allea con Adform, la piattaforma adtech full stack indipendente e aperta che serve agenzie media, trading desk, brand ed editori a livello globale, per offrire anche alle micro imprese, ai commercianti e ai liberi professionisti italiani l’accesso al programmatic adv su un network di siti premium e app, per pianificare campagne di comunicazione a livello locale.

L’accordo tra ID-ENTITY e Adform consente alle piccole imprese e, in generale, a tutti coloro che hanno l’esigenza di comunicare i loro progetti e le iniziative a livello locale di superare i limiti del volantino cartaceo, ancora oggi tra gli strumenti di comunicazione più utilizzati dai piccoli inserzionisti per promuoversi sul territorio in cui operano. Grazie a questo accordo con ID-ENTITY, per la prima volta, anche i brand locali potranno sfruttare le potenzialità offerte dalla piattaforma per il programmatic adv di Adform e pianificare, anche con budget contenuti, campagne di comunicazione iper-locali, su un target mirato e ipersegmentato e sui siti, testate online e app più cliccati e utilizzati in Italia.

“Un nuovo progetto, dalla grande forza commerciale, che si avvale delle nuove frontiere tecnologiche applicate all’advertising per rendere il mondo del programmatic accessibile non solo alle grandi imprese, ma anche agli esercenti e professionisti interessati a migliorare la propria visibilità a livello locale”, ha commentato Christian Traviglia, Founder di ID-ENTITY (nella foto). “Una proposta innovativa che inizieremo a vendere in Italia con la nostra offerta dedicata alle PMI, “Fatti Trovare”, e che consolida il nostro posizionamento nella comunicazione digitale locale. ID-ENTITY con questo accordo si conferma tra le società del settore più attente e attive nel fornire soluzioni innovative e all’avanguardia alle PMI e ai small business”.

Le soluzioni tecnologiche di Adform, che automatizzano l’acquisto di spazi su siti con grossi flussi ditraffico online, sono oggi parte dell’offerta “FATTI TROVARE” di ID-ENTITY, a disposizione anche dei piccoli inserzionisti italiani che possono beneficiare delle funzionalità di piattaforme globali per
pubblicare eventi, svendite e promozioni. Il software inoltre geo-localizza l’utente e durante la navigazione segnala, con dei banner promozionali e altre soluzioni di display adv, le offerte dell’inserzionista locale più vicino, così da attirarlo nel negozio o nel suo esercizio commerciale. La nuova offerta ID-ENTITY e Adform è integrata anche con i principali data provider, che consentono di selezionare i destinatari della comunicazione secondo gli interessi, le caratteristiche sociodemografichee le intenzioni di acquisto.

“Adform, da sempre focalizzata a fornire i migliori strumenti di digital advertising a livello globale, grazie all’accordo con ID-ENTITY, è in grado di dare supporto anche alle PMI per le proprie attività di comunicazione”, dichiara Julien Gardès, Vice Presidente Sud Europa Adform. “Grazie alla flessibilità delle proprie piattaforme, Adform risponde alle diverse esigenze dei clienti in tutto il mondo, fornendo i sistemi migliori per raggiungere i propri obiettivi di business”.

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MEDIA

Quantum Native Solutions presenta il Barometro 2017 del programmatic native adv

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Quantum

Quantum Native Solutions, marketplace europeo di native advertising, ha analizzato un campione di 200 brand che hanno acquistato impression native tramite programmatic sul marketplace di Quantum e ha realizzato un barometro per comprendere quali sono i settori che hanno creduto maggiormente in questo formato e quali hanno aumentato il livello di investimento nel 2017.

In Italia, il native advertising è in crescita (+27% vs 2016) come dimostrano anche i recenti dati IAB. In particolare, considerando solo le componenti di Recommendation Widget e In-feed Unit (social network esclusi), il valore economico del native è pari a circa 40 milioni di euro.

Analizzando le diverse tipologie di buying presenti all’interno del Barometro di Quantum Native Solutions, si evince che il 69% dei brand acquista attraverso Insertion Order, ma il 27% procede attraverso il programmatic. Quest’ultimo vale circa 400 milioni di euro e rappresenta oltre il 15% del totale del mercato dell’Internet Advertising italiano che a oggi vale 2,65 miliardi di euro.

Per quanto riguarda i settori che stanno investendo maggiormente nel programmatic native, sul gradino più alto del podio svetta il comparto dell’Automotive, seguito dal Food & Beverage e dal Finance. Al contrario, nelle ultime posizioni della top 10 dei maggiori investitori in Programmatic Native si attestano l’eCommerce, la GDO e l’Energia.

Il settore energetico, invece, si trova al secondo posto in termini di crescita dell’investimento in programmatic native rispetto al 2016, pari al +430%, battuto solamente dalla Tecnologia che, nell’arco di un solo anno, ha aumentato i propri investimenti del +535%. Il mercato delle TELCO, invece, ha accresciuto i propri investimenti solo dell’+8% rispetto al settore dell’Automotive che si attesta in terza posizione con +271% vs 2016, mentre il Travel e il Fashion hanno registrato una crescita pari al +200% nell’arco del 2017.

“Considerando il crescente peso che il native sta acquisendo nel mercato dell’internet advertising italiano e internazionale, è fondamentale che tutti i player coinvolti, dagli editori ai brand, amplino ulteriormente le proprie competenze in merito perché, come si evince anche dai risultati del nostro barometro, le realtà che sono sempre al passo con le innovazioni hanno già compreso le concrete opportunità del native”, commenta Alessandro Ceratti, Head of Quantum Italia. “Quantum offre la possibilità ai brand di veicolare il proprio messaggio pubblicitario attraverso diverse soluzioni fra cui il content e soprattutto i video, formato che sta trainando il mercato del digital advertising italiano. Grazie a Quantum è possibile integrare perfettamente i video e tutti gli altri formati desiderati all’interno del look&feel dell’editore, offrendo all’utente un’esperienza completa e soprattutto rispettosa in termini di user experience”, conclude Ceratti.

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MEDIA

Nasce Kahuna, agenzia indipendente esperta in programmatic adv e RTB

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Kahuna

Si chiama Kahuna la nuova avventura imprenditoriale di Paolo Serra, tra i massimi esperti di digital e programmatic advertising in Italia. Insieme ai soci Marco Fontebasso e Alberto Giusti, anche loro con una comprovata esperienza nel campo, creano un team con oltre 30 anni di esperienza cumulativa nel settore

Un’avventura che parte in un momento in cui l’automazione (e il Programmatic Adv in particolare) sta conquistando il mercato italiano, a cui serve però ancora un salto di qualità, una ulteriore conoscenza delle soluzioni, per trarre effettivamente pieno profitto dalle attività programmatic.

Il mercato, soprattutto in Italia, è giunto infatti ad un punto per cui è necessario fare un passo in avanti, un salto di qualità nell’approccio per raggiungere gli altri paesi più avanzati.

“Kahuna in hawaiano significa “esperto”, e l’intento è quello di evidenziare da un lato l’unicità della nostra proposta nel segmento del programmatic” – dice Paolo Serra, Amministratore Delegato di Kahuna – “dall’altro lato l’ambizioso obiettivo di supportare le aziende nell’adottare il modello Programmatic in modo attivo e non passivo, aiutandole a selezionare le piattaforme corrette per i loro specifici obiettivi di marketing,e ad adottare processi di pianificazione media che sfruttino al meglio le opportunità specifiche offerte dal Digital e dal Programmatic in particolare”.

Kahuna è l’unica agenzia indipendente in Italia specializzata unicamente in Programmatic Advertising e RTB, con un team manageriale e di consulenza con oltre 30 anni di esperienza cumulata nel Digital.

“Al momento, in tutta Europa, non esistono agenzie del genere, perché i nostri rivali o sono agenzie che pianificano e gestiscono campagne, o sono centrali media, o sono direttamente piattaforme. Nessuna di loro si occupa, o solo in minima parte, della parte strategica”, conclude Paolo Serra.

Kahuna adotta un approccio agnostico alle piattaforme, decidendo di volta in volta con quale piattaforma collaborare fornendo ai clienti la migliore soluzione tra le tante possibili pur avendo avviato fra le prime collaborazioni, accordo sia con clienti sia con le principali piattaforme attive in Europa.

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AGENZIE

HUB09 si aggiudica la gara Hendrick’s Gin per la campagna di Programmatic Advertising

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HUB09

HUB09 brinda al rientro di settembre con la vittoria della gara indetta dal gruppo genovese Velier, distributore di moltissimi e prestigiosi spirits. L’incarico è relativo alla campagna media dedicata sul mercato italiano al brand produttore di gin Hendrick’s Gin.

L’agenzia Torinese ha utilizzato per la pianificazione la DMP (Data Management Platform) di Turbo, il primo trading desk italiano indipendente specializzato in Programmatic.

“L’adozione di un piano di Precision Marketing permette di selezionare il pubblico della campagna in base ai suoi comportamenti e raggiungere il target desiderato, sul canale più adatto, nel momento più giusto, con il messaggio più funzionale e al miglior prezzo, massimizzando i risultati mediatici”, spiega Maurizio Cisi, Direttore Generale di HUB09.

“La nostra agenzia ha creato una unit interna dedicata a Media e Analisi e strutturata per rispondere a ogni tipo di esigenza dei clienti, sia in collaborazione con partner strategici come Turbo per il programmatic, sia gestendo direttamente gli investimenti media sui canali social, Facebook in particolare, con l’utilizzo delle tecnologie del partner Adglow”.

La campagna è live da questi giorni e HUB09 si prepara a supportare nei prossimi mesi altre attività di comunicazione di Hendrick’s Gin in ambito social.

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AZIENDE

Prime Real Time sigla un’importante partnership con Sharethrough, leader mondiale nel segmento dell’in-feed native

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Sharethrough

Prime Real Time (Gruppo Triboo Media), la piattaforma italiana indipendente di real time bidding, ha siglato un’importante partnership con Sharethrough, la più grande piattaforma tecnologica indipendente focalizzata sul native advertising in America. Nel 2015 la società ha generato un giro d’affari di oltre 100 milioni di dollari con una quota di mercato superiore al 50%.

Prime Real Time è dunque da oggi la distributrice esclusiva delle soluzioni proprietarie di Sharethrough che permettono l’ingegnerizzazione, l’erogazione e la gestione della vendita di native advertising, semplificandone sia il processo di distribuzione, sia quello di acquisto. La caratteristica principale di questa tecnologia, risiede in una app che è in grado di integrarsi con i sistemi di real time bidding, consentendo agli editori di valorizzare anche l’invenduto, secondo i protocolli più avanzati in questo segmento.

Secondo Business Insider, in America, il native advertising raggiungerà 21 miliardi di dollari di spesa nel 2018, e una quota del 15% della pubblicità digitale entro il 2020. I ricavi del real time bidding, invece, supereranno gli 11 miliardi nel 2016, e una quota del 50% del mercato digitale da qui al 2020.

In Italia, non è ancora possibile avere uno spaccato degli investimenti pubblicitari display suddivisi per queste categorie, ma è chiaro a tutti gli operatori che anche nel nostro paese Native Advertising e Real Time Bidding seguiranno il trend del mercato americano.

“Abbiamo intuito fin da subito le enormi potenzialità di questa tecnologia per il mercato italiano”, ha dichiarato Cristina Pianura, Managing Director di Prime Real Time. “Per questo motivo, siamo particolarmente orgogliosi che un player del calibro di Sharethrough abbia scelto di lavorare in esclusiva con noi. Questa alleanza rafforza il posizionamento di Prime Real Time, da sempre riconosciuta per il suo ruolo di innovatore nel mercato di riferimento”.

La stessa potenzialità è stata individuata dall’azienda americana che attraverso il suo Ceo e Co-Founder, Dan Greenberg, dichiara: “Il mercato italiano è un importante passo per Sharethrough che continua la sua espansione e posizionamento in Europa. Formati pubblicitari che si inseriscono nella user experience di un sito sono il nuovo standard e il mercato italiano è un’enorme opportunità per aiutare gli editori a capitalizzare i molti benefici del native e programmatic advertising. Il focus digitale e la propensione all’innovazione del Gruppo Triboo Media lo rende il partner ideale in questo mercato”.

Prime Real Time proporrà la vendita della tecnologia Sharethrough su due livelli differenti: come tecnologia capace di erogare in modo ingegnerizzato il formato in-feed native e come prodotto media in programmatic advertising.

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MEDIA

Digilant acquisisce DeltaX, soluzione di Dynamic Creative Optizimiazion

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Digilant

Digilant, media company leader nel programmatic advertising a livello mondiale, annuncia l’acquisizione di DeltaX, soluzione di DCO – Dynamic Creative Optimization.

Digilant integrerà le funzionalità di DeltaX DCO per ottimizzare creatività e storytelling dei messaggi pubblicitari lungo il percorso di acquisto dei consumatori. Facendo leva sulla propria piattaforma di Data Management, sulla tecnologia di DeltaX e sui dati della campagna del cliente, Digilant potrà abbinare la creatività, la storia e i formati più appropriati al target di riferimento in funzione del device in uso (mobile, desktop, app etc.).

Digilant utilizzerà una soluzione integrata che proporrà una selezione di diversi soggetti creativi ottimizzati per rispondere ad esigenze di geolocalizzazione. Gli inserzionisti potranno contare quindi su uno strumento di comunicazione one-to-one.

DeltaX, con sede a Hyderabad, in India, ha sviluppato una sofisticata e collaudata piattaforma che fa leva sui dati per sviluppare e ottimizzare una creatività in tempo reale.

“Oggi è davvero importante per gli inserzionisti pensare di coinvolgere i consumatori in modo più personalizzato e tempestivo”, ha dichiarato Don Epperson, Executive Chairman di Digilant e CEO di ipcDigital. “L’integrazione di una soluzione di DCO nella nostra piattaforma è un passo importante che ci permette di ottimizzare l’engagement durante tutto il processo di conversione attraverso paid, earned e owned media”.

Finora Digilant ha offerto soluzioni DCO ai propri clienti attraverso partner esterni. Con questa integrazione la società, specializzata in programmatic, potrà contare su una soluzione completamente integrata nella propria piattaforma che, insieme ai dati proprietari, 1st, 2nd e 3rd party, consentirà di ottimizzare ulteriormente il targeting per una distribuzione più mirata dei messaggi pubblicitari e di migliorare la competitività degli inserzionisti.

Florence Malaud, Country Manager Digilant Italia (nella foto), aggiunge: “Con questa integrazione potremo indirizzare la giusta creatività al giusto target nel momento più opportuno e in funzione del dispositivo in uso”.

“Gli inserzionisti sono consapevoli dell’importanza di personalizzare i messaggi in funzione dei diversi device usai dai consumatori, e le funzionalità di DCO sono ormai cruciali”, ha detto Ravi Kabra, co-fondatore e CEO di DeltaX. “DeltaX è estremamente orgogliosa di poter dare il proprio contributo alla piattaforma di Digilant con l’integrazione di un importante elemento tecnologico. La nostra soluzione è già stata utilizzata in tutto il mondo e consentirà ai clienti globali di Digilant di aumentare l’efficacia e il ROI dei loro investimenti in pubblicità digitale”.

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BRAND STRATEGY

Video, GRP e Programmatic: il presente e il futuro dell’adv online allo IAB Forum con Teads

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I tre volti protagonisti del seminario Teads sul programmatic allo IAB Forum

Programmatic e video advertising online: appuntamento il 1° dicembre allo IAB Forum con Teads, che in occasione dell’importante evento dedicato al mondo della comunicazione apre riflessioni e provocazioni sull’importanza di questi due temi nelle esigenze strategiche del media mix degli advertiser.
In un seminario dedicato alle nuove opportunità tecnologiche che oggi consentono TV e Internet d’incontrarsi in un dialogo perfetto, Michele Marzan (CEO Teads Italia) Donatella Urrai (Senior Sales Manager & Head of International) e PierPaolo De Vita (Head of Programmatic & Mobile) si passeranno il testimone in una staffetta fatta di slanci e riscosse dal titolo: “Video Advertising dalla TV a Internet: GRP converter e Programmatic Video come nuove certezze per l’industry.”

“Il Video Advertising è lo strumento migliore per creare engagement. Dal 1941 usiamo il filmato pubblicitario per fare marketing e noi di Teads ci sentiamo dei privilegiati perchè stiamo nuotando nell’ambiente perfetto. In occasione dello IAB cercheremo però di spiegare quali sono le migliori strategie distributive per adattare questo formato ai media digitali e come consentire ai brand di paragonare off line e online.” Michele Marzan, CEO di Teads Italia

“Misurabilità è la parola chiave su tutte. Non si può parlare di strategie senza avere dei parametri numerici ed “Etici” a testimoniare l’efficienza di una attività distributiva. Ecco perchè siamo felici di introdurre il GRP converter che, attraverso un’unica metrica, consente oggi ai brand di capire e pensare il valore dei loro investimenti in TV negli ambienti di internet”. Donatella Urrai – Senior Sales Manager & Head of International.

“Ai brand ancora innamorati delle luci della ribalta delle TV, posso rivelare un segreto più unico che raro. Non voglio risultare provocatorio ma oggi distribuire in programmatic è un po’ come mandare in onda lo spot sempre in prime-time sul target perfetto. La piattaforma SSP di Teads (grazie alle partnership con le principali DSP mondiali, e alla qualità dei publisher che fanno parte del nostro network premium) ci consente di deliverare campagne con precisione, ad una velocità strepitosa e di contestualizzarle in maniera sempre pertinente, nel cuore dei contenuti editoriali. Native è il nostro approccio, vewability è la nostra promessa” Pierpaolo De Vita, Head of Programmatic & Mobile.

IAB Forum è sempre un momento di confronto, Teads coglierà, inoltre, l’occasione per inaugurare una nuova stagione della Teads Academy, così da consentire ai brand di accedere a un livello superiore di conoscenza, rispetto ai temi più attuali che stanno caratterizzando l’evoluzione del mercato del video advertising online.

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MEDIA

Il digital advertising è “Tell to Touch”: sbarca in Italia Good Move

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Fa il suo ingresso nel mondo dell’online media Good Move, concessionaria di Programmatic Advertising, nata dall’ambizioso progetto di due professionisti d’eccezione: Alessandro Mandelli e Massimo Vimini, entrambi con una solida e variegata esperienza nei servizi media e digital alle spalle, maturate rispettivamente nel settore Media & Advertising e nell’Online Industry.

A pochi mesi dalla partenza, una base a Milano e un occhio rivolto sempre più all’Europa per l’apertura di nuove sedi, Good Move ha già toccato i 20 Milioni di utenti unici in Potential Reach e conta attualmente al suo interno una unit di 8 professionisti pronta ad ampliarsi a breve e oltre 600 siti di riferimento per i vertical principali Smart Woman, Advanced Entertainment e Engaging Automotive.

Filosofia e mission di Good Move si fondono nel claim “Tell to touch”: offrire tecnologie sempre più innovative – anche grazie all’ausilio di una Data Management Platform, garantire strategiche contaminazioni sociali e veicolare i messaggi più efficaci per creare un dialogo capace di raccontare i brand coinvolgendo, emozionando e “toccando” il pubblico.

Good Move assicura ai propri clienti un’inventory premium gestita sia in Private Market che in Reservation così da poter ottenere performance tipiche delle piattaforme programmatiche combinate ad un’operatività da concessionaria pubblicitaria esclusiva fortemente legata ai dati e contenuti native dei suoi editori.

“Good Move è una start-up che riflette a pieno la domanda di ricerca di contenuti verticali e user profilati da raggiungere con le soluzione tecnologiche più avanzate avvalendosi di un’architettura di sistema supportata dalle piattaforme più evolute per toccare i consumatori nel momento del loro maggior interesse e coinvolgimento”, afferma Alessandro Mandelli, co-fondatore di Good Move, “tanto che in poco più di 6 mesi il nostro parco clienti si è sviluppato velocemente e noi orgogliosi e convinti di aver dato il via a un progetto destinato ad essere sempre più solido e radicato come realtà dell’advertising online”.

Ad oggi GoodMove ha lavorato con una cinquantina di brand tra i top player dei settori Automotive, Food, Entertainment, Telco e Assicurazioni ed è stata scelta come partner dai più importanti centri media del momento.

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MEDIA

Acquisto tradizionale vs programmatic buying: l’infografica di Tradelab

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Tradelab, trading desk indipendente, illustra in un’infografica quali sono le principali differenze tra i due modelli di acquisto degli spazi media – quello tradizionale e il programmatic buying – per comprendere come quest’ultimo stia rivoluzionando il mondo pubblicitario.

Da almeno due anni, la crescita esponenziale del Programmatic Advertising è diventata uno dei trend topic del marketing digitale. Se è innegabile che questo metodo d’acquisto diventerà la norma, considerato che negli Stati Uniti già il 52% dell’acquisto media display viene effettuato in programmatic, l’Italia non ha ancora raggiunto tale maturità: il programmatic buying rappresenta il 10% del mercato e si prevede che per la fine del 2015 raggiunga il 20%.

L’importanza dell’acquisto programmatico risiede essenzialmente nella sua capacità di rispondere alle problematiche tipiche dell’acquisto tradizionale – mancanza di flessibilità, lunghi tempi di latenza tra una fase e l’altra, divisione strategica tra i differenti device – permettendo quindi di rilanciare il settore della display.

Tradelab in un’infografica comparativa sintetizza i passaggi chiave di entrambi i modelli. Per quanto riguarda il primo, gli step principali sono sei: ricezione del brief, targeting dei siti affini da parte dell’agenzia, negoziazione tra agenzie e concessionarie, comunicazione costante tra agenzia creativa e media per adattare le creatività all’AD Specs della concessionaria, integrazione degli elementi grafici e tecnici dei formati, lancio della campagna senza possibilità di ottimizzazione.

Le tappe fondamentali per l’acquisto in programmatic attraverso i private deal sono 5: ricezione del brief, selezione dell’audience di riferimento insieme all’advertiser, creazione di private deal in ogni momento (Private Auction, First Look o Guaranteed Direct), lancio della campagna con scambi sugli AdExchange in automatico e offerte adattate in tempo reale e, infine, ottimizzazione della campagna grazie al tracking delle performance in real time.

Due sono le grandi novità introdotte nel processo di acquisto dal programmatic: la trasparenza dei costi e delle url dei deal negoziati e l’esistenza di soluzioni ibride che permettono di mantenere l’aspetto privato di un deal tra buyer e seller (come avviene nell’acquisto tradizione), senza dover rinunciare alla flessibilità, all’ottimizzazione in tempo reale e alla profilazione delle audience tipiche del programmatic.

Il confine tra questi due modelli d’acquisto è labile e anche se hanno molti aspetti in comune, la tendenza alla commistione potrebbe significare la fine del metodo tradizionale.

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AZIENDE

Turbo rinforza il team all’insegna dell’eccellenza. Obiettivo 2015: superare i 5 milioni di fatturato

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Turbo, il primo trading desk italiano indipendente, vuole continuare la sua rapida crescita. Dopo aver completato lo start-up nel 2014, con circa € 2 milioni di fatturato registrati in poco più di sei mesi di attività, per il 2015 l’obiettivo dello specialista italiano del Data Driven e Programmatic Advertising è quello di superare i € 5 milioni di fatturato. “Ma un obiettivo non meno importante per noi – dichiara il CEO Marco Ferrari – è la continua e attenta selezione di professionalità di assoluta eccellenza. Per questo siamo davvero orgogliosi di annunciare l’ingresso nel nostro team di un leader come Matteo e di due giovani talenti come Alessandra e Alessandro”.

Matteo Pomi, 43 anni entra infatti in Turbo come New Business Director e affiancherà il Chief Client Officer Claudio Calzolari in tutte le attività commerciali e di business development. Matteo, che ha iniziato la sua carriera nel Media in OMD, vanta una più che decennale e riconosciuta esperienza nel digital advertising e in particolare nel business a performance, forte delle importanti esperienze maturate in questi anni in Vodafone, Dada e iProspect, di cui è stato Direttore Clienti sino al 2013. Arriva in Turbo dopo l’esperienza vissuta come Chief Revenue Officer in MusixMatch, tra le poche startup italiane che sono riuscite a guadagnarsi una posizione di leadership e visibilità a livello mondiale.

Parallelamente all’ingresso di Matteo, anche nel team operativo di Turbo, si registrano due importanti inserimenti. Alessandra Grassi, 31 anni, laurea in Astrofisica e Ph.D in Fisica all’International Max Planck Research School di Heidelberg, dopo l’esperienza di Business Analyst per il London Stock Exchange Group, fa il suo ingresso in Turbo come Data Scientist. Offrirà il suo contributo nella gestione e nella continua evoluzione della Data Management Platform proprietaria di Turbo.

Alessandro Buccino, 24 anni, fresco di Master all’Università Bocconi, dopo una prima esperienza in Bitmama, si unisce al team Optimization guidato da Stefano Eligio, per la gestione quotidiana di tutte le campagne dei Clienti di Turbo.

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AGENZIE

Rocket Fuel e l’online advertising: i trend del 2014 e le previsioni per il 2015

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Rocket Fuel, piattaforma programmatica di media-buying, ha analizzato i maggiori trend in tema di online advertising che hanno riguardato l’appena concluso 2014, rilasciando poi le previsioni per questo 2015.

Verso un modello Attribuzione Multi-Touch
Il 2015 sarà l’anno in cui i marketer inizieranno a sfidare i limiti dei modelli di base di attribuzione e muoversi verso un approccio di attribuzione multi-touch (AMT). L’AMT permette ai marketer di guardare l’intero marketing mix e di tracciare come un utente interagisce con i diversi media e le azioni successive che ha adottato. L’AMT permette inoltre ai marketer di vedere come i diversi canali di marketing interagiscono tra loro e come l’attribuzione di vendita dovrebbe essere ponderata. Se si guarda l’intero 2014 e le evoluzioni nel 2015, si capisce che i marketer hanno capito i benefici di questo approccio olistico.

Il mercato fa fronte comune per combattere il problema delle frodi nella pubblicità online
Non si può negare che nel 2014 il tema delle frodi nella pubblicità online ha raggiunto nuovi livelli. Tutti i player di questo settore hanno dato la loro opinione sul tema e alcuni hanno anche indicato il colpevole. Il lato positivo è che adesso un maggior numero di aziende è impegnato ad affrontare questa situazione e nel 2015 le vedremo agire ancora di più per garantire che l’investimento pubblicitario non vada sprecato. La cosa migliore da fare è unirsi e scoprire insieme le soluzioni per fermare questo problema.

Aumento dell’investimento in programmatic TV
La TV rimane un’opportunità ancora non sfruttata nel nostro settore a causa di una mancanza di comprensione di come targetizzare il pubblico chiave. Immaginate se fossimo stati in grado di utilizzare i dati ottenuti da ciò che le persone scelgono di guardare con i servizi di playback e identificare insight sui loro interessi e le loro intenzioni. Saremmo quindi in grado di utilizzare queste informazioni per mostrare un annuncio rilevante per le loro preferenze, e non solo un annuncio generale che viene visto da tutti. Nel 2015 i marketer si renderanno conto dell’enorme potenziale proveniente dall’utilizzo di tecnologie programmatiche per la pubblicità televisiva e gli investimenti in questa area aumenteranno sempre di più.

Le campagne di branding devono garantire il raggiungimento del pubblico di riferimento
Alla fine del 2013 avevamo previsto che il 2014 sarebbe stato l’anno del programmatic buying e in Rocket Fuel abbiamo visto i clienti utilizzare i nostri servizi per le loro brand campaign e per raggiungere i loro obiettivi di direct response. Per i brand marketer è importante essere in grado di raggiungere il target, tuttavia, le campagne di brand tradizionali hanno spesso avuto un approccio “spray and pray”. Nel 2015 i brand advertiser che utilizzerano le più avanzate tecnologie pubblicitarie saranno in grado di garantire che il pubblico che raggiungono sia composto dal loro target di mercato, evitando così gli sprechi inutili e aumentando il ROI delle loro campagne di branding.

“L’analisi che abbiamo effettuato permette di evidenziare gli elementi chiave su cui i marketer devono puntare per raggiungere i loro obiettivi e aumentare il ROI delle loro campagne adv”, afferma Enrico Quaroni, Country Manager di Rocket Fuel in Italia. “Il 2015 sarà un anno fondamentale per il nostro settore ed è quindi importante cogliere tutte le opportunità che ci offrono le nuove tecnologie”.

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AGENZIE

Zodiak Advertising: il futuro è del Programmatic

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“L’Automated Advertising, a mio parere, è un processo irreversibile”. Così Nicola Drago, Chief Executive Officer di Zodiak Active Plus, aprendo ieri sera il seminario “A talk on programmatic” organizzato dall’azienda per fare il punto su un settore in rapido sviluppo, mettendo a confronto la visione dei diversi player di filiera.

“Lo dicono i numeri: oggi il valore del comparto a livello mondiale supera i 6,7 miliardi di euro, dei quali oltre un miliardo nei maggiori Paesi europei, Francia, Germania, Regno Unito, Spagna e Italia, mentre le previsioni parlano di un tasso di crescita composto (Cagr, ndr) nei prossimi anni del 55% all’anno, che porterebbe la dimensione del Programmatic&RTB a superare i 20 miliardi di euro nel 2017. L’irreversibilità è confermata anche dalla valutazione di vantaggi e svantaggi. In un mercato del digital advertising in cui i big player sono giganti com Google e Facebook, autentiche media company mascherate da tech company, un modo per gli editori tradizionali di recuperare valore sul web è puntare sui loro asset cardinali, quali i contenuti e la rilevanza per il target mettendoli a fattor comune in un sistema capace di lavorare anche sulle sinergie di scale. Zodiak Advertising, dalla sua posizione di leader in Italia e Spagna, ha già raggiunto accordi con editori e centri media finalizzati a questo obiettivo”.

“Vorrei poter eliminare dal dizionario la parola “invenduto”, ha commentato Luca Paglicci, Digital Advertising Manager Il Sole 24 Ore-Web System. “Il Programmatic per noi non serve a commercializzare il remnant dell’inventory, bensì a monetizzare in maniera trasparenza una audience qualitativa che, per motivi legati alle dinamiche della cronaca e dell’attualità, ci troviamo ad allocare. Come Gruppo Sole24ore abbiamo creato un network con partner quali Sky, De Agostini, Libero Quotidiano, operando in difesa della qualità dei nostri mezzi. Per questo, anche su sollecitazione di Zodiak Advertising, abbiamo creato un private marketplace “a inviti”, che consente di raggiungere target qualificati (stiamo per attivare una piattaforma DMP), garantendo all’investitore sia contenuti premium, sia la protezione da pratiche quali il fake advertising, che secondo IAB Usa è arrivato a pesare il 36% del venduto nel RTB).

“Non è un segreto”, ha aggiunto Andrea Di Fonzo, Chief Digital Officer GroupM, “che come GroupM stiamo praticamente “uscendo” dall’Open Market: già oggi il 90% del nostro Programmatic è transato su Private Market, perché vogliamo avere il “controllo” su ciò che consegniamo ai nostri clienti”. “Concordo infine sulla irreversibilità dell’affermazione dell’Automated Marketing”, ha concluso Di Fonzo. “Le richieste di informazioni dei nostri clienti in Italia, negli ultimi mesi, si stanno concentrando su Programmatic e DMP, mentre negli Usa investitori storici come P&G e AmEx stanno attualmente muovendo i loro budget display verso il “tutto programmatic. In altre parole, siamo passati dall’era dei Mad Men a quella dei Math Men”.

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AGENZIE

IAB e Osservatori Digital Innovation del Politecnico insieme per il Programmatic Advertising

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Il primo tavolo di lavoro dedicato alle nuove frontiere del Programmatic Advertising: si sono riuniti lo scorso martedì 10 giugno lo IAB e gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano.
L’iniziativa, che si inserisce nell’ambito della neonata collaborazione tra IAB e gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano per lavorare ad una mappatura completa del mercato dell’online advertising, ha l’obiettivo di analizzare i trend e gli investimenti di un segmento di mercato che sta attraendo sempre più investitori, per offrire strumenti utili a sfruttarne appieno le potenzialità.  Basato su meccanismi di investimento in real time, su open e private market, il Programmatic Advertising non è ancora del tutto incluso nelle stime di mercato nel nostro Paese, ma è stato oggetto di un focus di studio sia da parte di IAB Italia, in occasione dell’ultimo IAB Forum che, più recentemente, da parte degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano. Questo ha condotto le due realtà a condividere ciò che è stato singolarmente realizzato fino ad oggi, mettendo a fattor comune fonti e metodologie di rilevazione, e prendendo in considerazione alcune esperienze internazionali, come IAB UK e IAB US, individuando in quest’ultima il benchmark più coerente.  Al Tavolo di Lavoro partecipano 15 aziende socie di IAB Italia, attive nel settore in qualità di DSP, SSP e Trading Desk che hanno aderito alla chiamata fatta da IAB e dagli Osservatori.  Gli obiettivi definiti dal Tavolo di Lavoro prevedono una prima fase incentrata sulla rilevazione completa degli investimenti: una prima rilevazione sarà relativa al primo semestre 2014 e una seconda al totale anno 2014, a cui faranno seguito due momenti di divulgazione dei dati rilevati, il primo a settembre 2014 in occasione del Workshop di lancio della nuova edizione dell’Osservatorio New Media & New Internet e il secondo in coincidenza con IAB Forum. Dopo la prima fase, incentrata sulla rilevazione e sulla classificazione, il Tavolo di Lavoro individuerà inoltre dei momenti per condividere best case e tematiche di comune interesse con tutta la industry.
Il lavoro di analisi e condivisione porterà infine alla produzione di un white paper, mirato a spiegare al mercato italiano, in modo chiaro ed esaustivo, sia gli aspetti analitici che le diverse declinazioni che il Programmatic può avere, a livello basic e specialist.  “I Tavoli di Lavoro congiunti nascono con l’obiettivo di analizzare quei fenomeni emergenti, come il Programmatic Advertising, che impongono all’industria del media di ripensare i propri modelli, e fornire strumenti idonei per ridefinire i processi e coglierne l’opportunità”, ha commentato Michele Marzan, Vice Presidente di IAB Italia responsabile del Tavolo di Lavoro. “Siamo molto soddisfatti di questa collaborazione, che IAB e Osservatori Digital Innovation del Politecnico vorranno aprire a tutti gli stakeholder del mercato: già in questo primo incontro abbiamo definito chiaramente obiettivi e approccio analitico e divulgativo, ponendo l’accento su temi di rilievo come la necessità di far crescere l’offerta di spazi di advertising in programmatic RTB garantendo la miglior valorizzazione possibile ed evidenziando anche aspetti sensibili, come la trasparenza, elemento prioritario per gli inserzionisti e per tutta la filiera”. “Sono molti i freni inibitori allo sviluppo del mercato del Programmatic Advertising nel nostro Paese, sia lato domanda che lato offerta”, rivela Marta Valsecchi, Responsabile della Ricerca dell’Osservatorio New Media & New Internet del Politecnico di Milano. “Siamo convinti che sia dunque importante fare innanzitutto chiarezza sulle caratteristiche di questo mercato, sulle opportunità che offre, sulla struttura della filiera a supporto, ma anche sulle modalità corrette di interpretarlo da parte di tutti gli attori coinvolti. Ed è proprio questo l’impegno che con IAB Italia ci siamo presi”.

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AZIENDE

Il futuro della pianificazione media ha un nuovo protagonista: Nasce Turbo. NEXT 14 il principale investitore

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Dopo qualche settimana di lavori in corso, è arrivato il momento del lancio ufficiale di  Turbo, il primo trading desk italiano indipendente, che verrà presentato al mercato martedì 27 con un evento di inaugurazione negli uffici di Via Tortona a Milano.

Turbo nasce dall’esperienza e dall’incontro di alcuni tra i migliori professionisti del programmatic advertising che ritengono che anche in Italia ci sia una forte esigenza di player indipendenti e specializzati, in grado di offrire ad advertisers e agenzie chiarezza nei modelli di business, piena trasparenza e risultati realmente misurabili in un settore caratterizzato da una fortissima crescita, ma anche da molta confusione.

“Non c’è più alcun dubbio  –  dichiara Marco Ferrari, CEO di Turbo – che il futuro della pianificazione media, non solo online, sarà in larga parte automatizzato e data-driven. Anche in Italia, nel  corso del 2013, Real Time Bidding e Programmatic Buying si sono finalmente affermati. Ma  vediamo un mercato ancora connotato da assenza di team dedicati, inutili complicazioni, troppi slang e una certa opacità. Turbo nasce per colmare questo gap. Crediamo che l’ingresso di attori indipendenti e dedicati –  come già avvenuto in altri Paesi –  possa portare benefici concreti non solo ai marketer, ma a tutto l’ecosistema locale dell’automation advertising , che ha bisogno di ridefinire modelli, paradigmi e ruoli perché le potenzialità  siano sfruttate appieno  anche in Italia”.

L’obiettivo di Turbo è semplice.  Garantire ai marketer i migliori servizi e le migliori performance nel mondo RTB e Progammatic Buying.  Mettendo in condizione ogni  cliente di raggiungere solo il target desiderato, sul canale più adatto, nel momento migliore, con il messaggio più funzionale e al miglior prezzo, evitando ogni dispersione e aumentando l’efficacia il ROI  della comunicazione online.

Tutti i soci fondatori di Turbo hanno accumulato una significativa esperienza nei diversi ambiti del programmatic advertising. Oltre al CEO Ferrari, fondatore di Neo Network e Chairman & CEO di Zodiak Active sino allo scorso dicembre, partecipano alla startup Stefano Eligio (COO) che negli ultimi anni ha sviluppato e diretto a Londra il team di ottimizzazione di Infectious Media, il principale independent trading desk europeo, Claudio Calzolari (CCO), in precedenza Digital Director di Starcom Mediavest e Marco Franciosa (CTO), in precedenza Chief Technology Officer di Zodiak Active.

Principale investitore di Turbo insieme ai co-founder  è NEXT 14, un company builder focalizzato nel lancio e nello sviluppo di startup con potenziale di scala operanti nell’ecosistema europeo dell’advertising technology a cui partecipano – oltre allo stesso Ferrari e ai suoi soci storici Franciosa e Matteo Scortegagna – alcuni dei più brillanti imprenditori e manager del settore media e digital tra cui Mauro Del Rio di Buongiorno, l’inglese David Frank, Fondatore di RDF Media, Giorgio Gori, Fondatore di Magnolia e l’americano David J. Moore Presidente di WPP Digital e Chairman di Xasis.

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