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GDPR: solo il 5% degli utenti europei rifiuta i cookies. Il report di Teads

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Teads

Teads inaugura oggi un report settimanale che racconta lo stato di allineamento dei publisher europei alle nuove direttive del General Data Protection Regulation (GDPR).

Questo barometro di Teads fa riferimento agli editori che lavorano sulla piattaforma e può essere considerato ampiamente rappresentativo del mercato europeo poiché riflette i due terzi dei 300 editori mondiali della classifica di comScore.

I risultati più significativi sono stati raggruppati ed elencati di seguito:

● Il 63% del traffico degli editori europei passa attraverso una piattaforma di gestione del consenso (CMP) che permette agli utenti di esprimere la propria preferenza e agli editori di adeguarsi alla normativa in vigore.
● Il 50% degli utenti di Internet di tutta Europa ha accettato o rifiutato il consenso all’utilizzo dei cookie con l’obiettivo di generare advertising targettizzato.
● Ben il 95% di questi utenti ha espresso il proprio consenso al raccoglimento di dati, contro un significativamente basso 5% che, invece, lo ha rifiutato.
● Teads è al lavoro per guidare i publisher Europei che ancora non hanno provveduto all’implementazione della Consent Management Platform nel processo di allineamento alla nuova legge.

Secondo quanto registrato da Teads, il 63% del traffico dei publisher di tutta Europa passa attraverso una piattaforma (CMP) che permette agli utenti di accettare o rifiutare l’utilizzo dei cookie ai fini di profilazione. La Spagna guida il processo di adozione della CMP con un tasso di implementazione dell’82.83%, l’Paesi Bassi si posiziona subito dopo con un 82.82%, mentre Francia e UK registrano rispettivamente il 71.08% e il 67.93% di presenza.

Quando si tratta di fornire il proprio consenso all’utilizzo dei cookie per ricevere pubblicità più personalizzate, solo una piccola percentuale di utenti rifiuta. Questo dato è notevolmente significativo, soprattutto se si considera tutto ciò che si è detto nella industry riguardo al tema privacy. La percentuale di rifiuto del consenso si aggira attorno al 5% in tutta Europa con un tasso di poco più alto in Inghilterra (7%) ed è, invece, più bassa, in Francia (4%), Paesi Bassi (3%), Spagna e Italia (2%). I dati riguardanti la situazione in Germania non sono disponibili poiché la maggior parte dei publisher tedeschi non risponde alla normativa sul consenso dell’utente ma fa ricorso al cosiddetto “legittimo interesse” per erogare pubblicità personalizzate.

Questi dati rappresentano la percentuale di adozione delle CMP all’interno della piattaforma Teads che vanta una reach superiore all’85% raggiungendo oltre 1,2 miliardi di utenti unici nei principali mercati Europei. Proprio per questo motivo, i dati riflettono in maniera altamente significativa lo stato attuale dell’ecosistema media in Europa.

“L’adozione diffusa del Consent Management Framework di IAB da parte dell’industry ha permesso di soddisfare tutti i requisiti richiesti dal GDPR in tempi record. Il nostro lavoro è da tempo focalizzato a indirizzare gli editori verso l’implementazione delle piattaforme di gestione del consenso per procedere ancora più velocemente verso questa direzione”, commenta Pierre Chappaz, Founder & Executive Chairman di Teads (nella foto).

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AGENZIE

Audiens si aggiudica la gara per la Data Management Platform di ING Italia

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audiens

Audiens, la tech company leader nei servizi di Data Management parte del gruppo inglese Bango PLC, ha vinto la gara indetta da ING, la prima banca online per numero di clienti in Italia, per la ricerca di una tecnologia privacy compliant che permettesse al brand un controllo diretto e una gestione autonoma dei dati dei propri clienti al fine di ottimizzare le campagne pubblicitarie sui canali digitali.

ING ha scelto la piattaforma di Audiens perchè rispetta gli alti standard richiesi in tema di privacy e trasparenza. Grazie a questo accordo, ING raccoglierà all’interno di un unico hub informazioni provenienti da diverse sorgenti consentendo la creazione di segmenti di pubblico con caratteristiche affini, così da poterli attivare sui principali canali di marketing digitale. Questo permetterà alla banca di personalizzare i messaggi di comunicazione, in modo da offrire prodotti e servizi in linea con l’interesse dei propri clienti e prospect.

“Trasparenza e attenzione al cliente sono due valori che ci contraddistinguono. Di qui la decisione di dotarci di una DMP, per rendere ancora più one-to-one ed efficace la nostra comunicazione con la possibilità di gestire i dati in autonoma. Cercavamo un partner che fosse presente in Italia e che offrisse una soluzione user-friendly, completa e aperta all’integrazione di funzionalità da noi richieste”, commentano da ING Italia.

“Siamo molto lieti che una banca dal forte carattere innovativo e solida presenza in Italia come ING Italia abbia scelto la nostra tecnologia. Siamo felici siano state apprezzate le funzionalità e la flessibilità che contraddistinguono la nostra piattaforma”, afferma Marko Maras, CEO di Audiens.

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BRAND STRATEGY

Qwant: festeggia cinque anni il motore di ricerca europeo che rispetta la privacy

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Qwant, il motore di ricerca che rispetta la privacy delle persone, festeggia il suo quinto compleanno offrendo un nuovo design e una nuova visual identity, più moderni ed efficienti.
Presentato nel 2013, Qwant è in costante evoluzione per soddisfare le aspettative dei suoi utenti e offrire loro un servizio dalle performance elevate e con una interfaccia allo stesso tempo piacevole e intuitiva. Il nuovo design è stato ideato per adattarsi perfettamente ai dispositivi mobile permettendo un utilizzo più veloce e confortevole su tutti i tipi di schermo.

Il motore di ricerca europeo con sede centrale a Parigi e due uffici in Germania e in Italia, è disponibile in 28
lingue in oltre 160 Paesi. Qwant è universalmente noto per la protezione offerta ai dati personali delle persone, sempre più sensibili al tema della privacy e che apprezzano la scelta di non raccogliere dati da parte del motore
di ricerca. Lo spirito innovativo di Qwant non si ferma e darà presto vita a nuove offerte di strumenti che andranno a comporre un eco-sistema completo per la salvaguardia della vita privata in Rete con i servizi di mappe e messagistica, che si affiancheranno al lancio di nuovi verticali come Qwant Sports e Qwant Games, che si affiancheranno a Qwant Music, Qwant Shopping.

Il logo di Qwant è nato e si è sviluppato attorno alla metafora dello spettro di luce, un’idea che ha riscosso grande successo. Ed è proprio per preservare e riaffermare questa idea che la visual identity di Qwant è in continua evoluzione, come ha ribadito Pierrick Thébaut, Chief Design Officer: “Abbiamo scelto di costruire il nostro logo attorno a tre fasci di luce (rosso, verde, blu). Colori che, se combinati, danno vita a un numero illimitato di colori. Per noi, la loro molteplicità simboleggia la varietà e la neutralità delle risposte ottenibili su Qwant e dei risultati che ci consentono di assumere una visione unitaria del mondo”.

Sin dalla sua nascita, Qwant non ha mai smesso di evolversi e offrire novità ai pr opri utenti. I servizi verticali Qwant Music e Qwant Game e di “Instant Answer” dimostrano l’impegno del motore di ricerca. Il crescente numero di utenti ha reso necessario un restyling che aggiungesse ancor più valore alla proposta di Qwant rendendone l’utilizzo più semplice e confortevole nella navigazione, soprattutto nella sua versione mobile.
Con l’obiettivo di rendere più facile la lettura dei risultati della ricerca online, il Team design di Qwant ha scelto di abbandonare la tradizionale interfaccia a tre colonne (web, news, social) per introdurre, nella versione destkop, due colonne complementari. Il servizio di “Instant Aswer”, inizialmente situato nella parte alta della pagina, è spostato in una sezione apposita alla destra dei risultati della ricerca per ottimizzarne l’utilizzo da PC o Mac con schermi 16:9. Le notizie e i contenuti dei social media saranno collocati in quest’ultima sezione permettendo, così, di accedere a risultati differenti senza interrompere la fruizione dei risultati della ricerca web. Il nuovo layout permetterà allo sguardo di seguire il movimento a “F” che contraddistingue i motori di ricerca: intensa attenzione alla prima linea orizzontale e attenzione calante scorrendo la pagina verso il basso in verticale.

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AZIENDE

Tradelab riceve l’ePrivacyseal per le misure adottate nella protezione dei dati

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Tradelab eprivacyseal

In seguito ad un audit accurato sui processi di raccolta e condivisione dei dati, l’organismo di certificazione indipendente ePrivacy ha valutato il processo di trattamento delle informazioni degli utenti adottato da Tradelab conforme agli standard Europei, consegnandogli l’ePrivacyseal.

Il marchio ePrivacyseal EU, riconosciuto dal mercato adtech, garantisce agli utenti della rete e agli inserzionisti che i dati vengono raccolti da Tradelab per degli obiettivi specifici e che vengono conservati all’interno sistemi di sicuri. “L’ePrivacyseal EU testimonia l’impegno della nostra programmatic platform alla protezione e al rispetto degli utenti. Questo riconoscimento dei nostri sforzi è essenziale per contribuire a ridare alla pubblicità digitale il suo ruolo di servizio agli utenti” dichiara Vincent Mady, CTO dell’azienda.

“Per Tradelab il tema della protezione dei dati è molto importante. Come azienda che mette al centro del proprio business l’utilizzo di tecnologie e dei big data, ottenere questo riconoscimento rafforza il nostro impegno nell’assicurare che la raccolta, il trattamento e lo storage dei dati risponde ai parametri richiesti dalle normative europee” aggiunge Gaetano Polignano, Country Manager di Tradelab Italia.

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TECH & INNOVATION

AXA lancia Give Data Back, piattaforma di condivisione dei Big Data con i clienti

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AXA

Con Give Data Back  AXA diventa la prima compagnia assicurativa al mondo a mettere disposizione di tutti i propri Big Data: la piattaforma consente di verificare i rischi relativi a furti e danni da acqua nella propria zona (frequenza, costo medio, mesi di maggior incidenza) e di ricevere consigli utili per prevenirli.

Le potenzialità di Give Data Back sono enormi, grazie a un database che raccoglie complessivamente oltre 500.000 polizze in Italia per gli anni 2014, 2015 e 2016.

Qualche esempio :

• In Italia viene denunciato un furto ogni 4 ore per un costo medio di 1.483 euro che può salire fino a quasi 80.000 euro. I mesi in cui si registrano maggiori denunce sono gennaio, febbraio e novembre.
• I danni da acqua – come ad esempio piccole perdite o scoppio delle tubature – si verificano invece ogni 42 minuti per un costo medio di 1.057 euro, ma possono salire fino a €60.000. I mesi più rischiosi sono gennaio, marzo e ottobre.
• Le differenze tra regione e regione possono essere anche molto elevate: in Lombardia infatti viene denunciato un furto ogni 9 ore (per 1.490€ in media), mentre nel Lazio ogni 8 giorni (2.461€). Se si passa ai danni da acqua la differenza passa invece da una segnalazione ogni due ore (1.034€ in media) a una ogni 10 ore (1.077€).

La piattaforma di AXA rende pubblici i dati relativi ai sinistri denunciati in sei Stati europei (Belgio, Francia, Germania, Italia, Spagna e Svizzera) su tre livelli: nazionale, regionale e locale. Inoltre, Give Data Back fornisce informazioni pratiche relative ai costi medi e agli inconvenienti che possono sorgere, offrendo anche numerosi suggerimenti degli esperti di AXA e dei singoli utenti per impedire che tutto ciò si verifichi di nuovo.

“Grazie a Give Data Back continuiamo a reinventare il nostro ecosistema di servizi innovativi per mettere sempre di più il cliente al centro e diventare veri partner delle persone in ogni momento della vita”, ha dichiarato Patrick Cohen, CEO di AXA Italia (nella foto). “Give Data Back è uno strumento eccezionale che ci permette di migliorare la vita delle persone attraverso informazioni utili e consigli mirati sulla casa, uno dei patrimoni più importanti per gli italiani. Il tutto in una logica collaborativa e di miglioramento continuo”.

La piattaforma offre un’esperienza di condivisione e partecipazione: chiunque può contribuire alla sua evoluzione, esponendo i propri suggerimenti e le proprie esperienze. Il contenuto viene poi visualizzato in base alla popolarità: gli utenti possono votare i suggerimenti che trovano più utili e condividerli su Facebook e Twitter o via email.

AXA, inoltre, si assicura che i dati disponibili sul sito e il loro utilizzo siano conformi alle leggi sulla riservatezza dei dati. Ad ulteriore conferma dell’impegno portato avanti in questo campo, nel 2015 la compagnia assicurativa ha creato il Data Privacy Advisory Panel, composto da un board di esperti indipendenti su tutte le tematiche inerenti a privacy e riservatezza dei dati.

 

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AZIENDE

ePrice primo eCommerce italiano su Qwant, il serch engine che rispetta la privacy

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ainio eprice

ePrice, il leader italiano dell’e-commerce, è il primo player a sbarcare sul canale shopping di Qwant, il nuovo motore di ricerca europeo che rispetta la privacy dei suoi utenti poiché non utilizza i cookie.

Entrando nel canale shopping di Qwant e digitando un qualsiasi prodotto, compariranno infatti i risultati di tutti gli articoli disponibili su ePrice relativi alla ricerca effettuata.

Grazie a questa partnership, gli utenti potranno fare acquisti online in totale libertà: dai grandi elettrodomestici ai cellulari, dai PC portatili ai videogiochi senza dimenticare i prodotti per il tempo libero, la cura della casa e molto altro ancora.

“Siamo veramente lieti di annunciare la nostra partnership con Qwant, una realtà innovativa che permetterà agli utenti di vivere una nuova esperienza di navigazione online”, afferma Paolo Ainio, Presidente Esecutivo di ePrice. “Essere presenti per primi conferma la crescita costante di ePrice e la nostra volontà di esplorare mercati e canali tecnologici sempre nuovi per far conoscere a un pubblico sempre più ampio la nostra offerta di prodotti”.

“ePrice e Qwant hanno trovato una piena affinità perché entrambi pensano che l’esperienza di acquisto debba essere certamente articolata e di alto livello, ma anche rispettosa della privacy dell’utente, evitando di seguirlo quando esce dalla pagina di ricerca”, ha affermato Jean Claude Ghinozzi, Chief Commercial & Marketing Officer di Qwant.

 

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BRAND STRATEGY

Al via la seconda fase del progetto Social School, promosso da Facebook Italia e Skuola.net

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social school

In occasione del rientro tra i banchi di scuola, parte la seconda fase del progetto Social School, promosso da Facebook Italia e Skuola.net con il supporto scientifico dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza. Avviato ad aprile 2017, si inserisce tra le iniziative promosse da “Generazioni Connesse”, il Safer Internet Centre italiano coordinato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Direzione Generale per lo Studente, l’integrazione e la Partecipazione.

Basandosi sui risultati raccolti nella prima parte del progetto, Skuola.net insieme a Facebook, darà il via a una campagna informativa che, utilizzando video, infografiche, meme e gif, accompagnerà i giovani alla scoperta degli strumenti messi a disposizione da Facebook per salvaguardare la propria sicurezza online. I contenuti realizzati saranno visibili sul sito e sulla pagina Facebook di Skuola.net.

La prima fase, rappresentata da una ricerca commissionata da Facebook e condotta da Skuola.net e Osservatorio Nazionale Adolescenza ha, infatti, permesso di individuare le tematiche più sensibili e le lacune da colmare. Il coinvolgimento di 3130 studenti di scuole medie, superiori e università ha permesso di testare la loro conoscenza sugli strumenti messi a disposizione da Facebook a tutela della loro sicurezza. La fotografia che ne è emersa e che il 41% dei ragazzi intervistati non ha mai letto gli Standard della Comunità di Facebook, il 70% non ha mai visitato le pagine dedicate al Centro per la Sicurezza di Facebook, e il 42% non era a conoscenza dell’esistenza. È però pari al 95% degli intervistati la percentuale di coloro che dichiarano di conoscere la funzione che consente di bloccare altri utenti.

Questi risultati hanno permesso di passare alla seconda fase del progetto Social School e di costruire la campagna informativa, in partenza il 14 settembre. Obiettivo primario sarà quello di comunicare agli adolescenti, attraverso gli strumenti e linguaggi che utilizzano quotidianamente, quali siano i pericoli legati a una scarsa conoscenza delle impostazioni di privacy e di aiutarli a comprendere i benefici degli strumenti che Facebook mette a disposizione per salvaguardare la loro vita online.

“Fornire un ambiente sicuro per la comunità di Facebook è la nostra priorità numero uno. Per garantire tutto questo, è necessario conoscere e rispettare le regole della piattaforma. Educare i giovani e mostrare loro gli strumenti a disposizione è un nostro dovere ed è per questo che abbiamo deciso, insieme a Skuola.net, di dare vita al progetto Social School. L’analisi dei dati raccolti durante la ricerca ci ha consentito di conoscere meglio i comportamenti e la conoscenza che hanno i nativi digitali sulla piattaforma. In questa seconda fase ci impegniamo a restituire loro informazioni e strumenti per rendere più sicura la loro vita online”, commenta Laura Bononcini, Head of Public Policy Facebook Italia.

“La mission di Skuola.net è quella di migliorare la vita degli studenti. Dato che le piattaforme di social networking sono l’ambiente in cui molti di loro passano la maggior parte del proprio tempo, riteniamo che sia fondamentale aiutarli attraverso l’ascolto e la creazione di contenuti adatti nei linguaggi ma anche vicini a loro nei luoghi abituali di ritrovo virtuale. Tutti elementi che sono già presenti nella abituale esperienza di Skuola.net e che abbiamo messo a disposizione volentieri di questo progetto, che va a confermare ancora una volta la bontà del modello di azione sinergico rappresentato da Generazioni Connesse”, spiega Daniele Grassucci, Head of Content and Communication Skuola.net

“All’interno della più generale missione dell’istruzione, propria del MIUR, è andata emergendo da tempo la necessità di corrispondere a nuovi bisogni dello studente, incluso quello di una complessiva educazione online, che ha richiesto la predisposizione di azioni mirate a favorire una corretta gestione dei profili online, e quindi delle informazioni personali, nonché a garantire una “navigazione” sicura e consapevole dei giovani. Nel riconoscimento di tale priorità, il MIUR, anche in forza del coordinamento del Safer Internet Centre, giunto alla sua terza edizione, ha sperimentato il valore aggiunto della collaborazione con tutte le agenzie educative e le società private che, come Facebook e Skuola.net, sono impegnate con i giovani in questo ambito.
In particolare, la partecipazione del MIUR a network europei, in cui si discute e si elaborano strategie comuni per promuovere, anche nell’ambito della più recente cornice normativa offerta dal nuovo Regolamento sulla protezione dei dati personali n. 679 del 2016, lo sviluppo di un web più sicuro, coinvolgendo in tutti i processi decisionali anche i ragazzi, sta favorendo l’emersione di un percorso strutturato nel raggiungimento di tali obiettivi. Tra gli Stati membri coinvolti nella promozione delle politiche c.d. del “Better Internet for Kids“, l’Italia può essere annoverata tra quelli che, con politiche pubbliche precorritrici, quali di recente la legge 71/2017 per il contrasto al cyberbullismo, la legge c.d. “Buona scuola” e il decreto sulla “Scuola digitale“, mettono da tempo in campo un modello di azione sinergica tra pubblico e privato per promuovere un web più sicuro. Il progetto Social school si iscrive, senz’altro, tra le esperienze positive e virtuose di tale modello. Inserito, infatti, nel programma delle iniziative del Safer Internet Centre, coordinato dal MIUR, tale progetto non si riduce ad una solitaria iniziativa “one spot”, mirando piuttosto a concorrere al più generale e impegnativo obiettivo, comune a tutti gli altri partner del SIC , di ‘disegnare’ ambienti online sicuri e favorevoli allo sviluppo di contenuti positivi”, è l’analisi di Giuseppe Pierro, Dirigente Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione.

I temi e le attività al centro della campagna di sensibilizzazione

– La sicurezza sui social: un percorso alla scoperta del Centro per la Sicurezza Facebook con prove da superare per risolvere i falsi miti sui social network. Avranno così modo di testare le proprie conoscenze e le possibilità che offre loro Facebook in termini di strumenti, normative e risorse.

– La Privacy su Facebook: la gestione privacy e la visibilità dei propri contenuti sul Social Network meritano un racconto approfondito e i giovani saranno accompagnate da icone Facebook, una guida “step-by-step” per modificare le proprie impostazioni e controllare chi può vedere i post, le informazioni del profilo, e le impostazioni per le app alle quali ci si è collegati tramite Facebook.

Controllo dei TAG: immagini, post, video: tutti possono essere taggati e tutti possono taggare, ma può capitare che il contenuto nel quale si è stati taggati non sia di nostro gradimento. Sensibilizzare i giovani al Controllo dei TAG e a verificare i contenuti visibili sul proprio profilo, vuol dire renderli maggiormente consapevoli del potere che loro stessi possono esercitare sul profilo.

Segnalazione Contenuti: Facebook incoraggia le persone che usano la piattaforma a segnalare i contenuti che reputano violare gli Standard della Comunità. In questo modo tutti possono contribuire alla sicurezza di Facebook. La segnalazione dei contenuti è essenziale per rendere la piattaforma un ambiente sempre più sicuro e protetto e per tutelare le persone, in particolare i minori, da abusi e utilizzi inappropriati delle proprie informazioni e contenuti. Data la molteplicità di contenuti disponibili, è necessario avviare un percorso di educazione su come e quando segnalare un contenuto. Come? Un’infografica semplice e intuitiva mostra cosa è opportuno segnalare e cosa no.

Standard della Comunità: un corto animato racconterà gli Standard della Comunità, regole di comportamento condivise che, chi si iscrive a Facebook, si impegna a rispettare a garanzia e rispetto dell’equilibrio tra libertà di espressione e tutela della sicurezza.

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AZIENDE

MailUp, ecco Video Academy: 11 video-pillole per capire a fondo la riforma europea della privacy

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MailUp lancia la video-pillole Video Academy

MailUp lancia Video Academy, la nuova rubrica di contenuti video dedicata ai più importanti temi dell’email marketing.
Per inaugurare Video Academy, MailUp ha messo sotto la lente il Regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, il nuovo testo di legge a cui dovranno allinearsi tutti coloro che svolgono attività di raccolta e trattamento di dati personali.
Grazie a comodi contributi video suddivisi per argomento, MailUp Video Academy mette in luce i punti di svolta della riforma europea, affidandosi alla competenza dell’avvocato Marco Maglio – docente e fondatore di Lucerna Iuris, il network di legali dell’Unione Europea specializzati in privacy, marketing e commercio elettronico.
In 11 video-pillole, ciascuna dedicata a una novità sostanziale del Regolamento, l’avvocato Maglio illustra obblighi, responsabilità e opportunità per chi raccoglie e tratta dati personali: dalle novità nell’informativa sulla privacy alle nuove figure aziendali come il Data Privacy Officer, dall’aggiornamento delle sanzioni fino alla ridefinizione dei concetti di profilazione e consenso.
Tracciando una panoramica per tappe su un tema fondamentale del digital marketing, MailUp Video Academy si pone come uno strumento dedicato alle aziende per coltivare una pratica di email marketing responsabile e a norma di legge.
Per ricevere via email ogni nuova pubblicazione di Video Academy, è sufficiente inserire il proprio indirizzo email nel campo di iscrizione in fondo alla pagina dedicata.
Stefano Branduardi, marketing operations manager di MailUp, commenta: “MailUp Video Academy nasce con l’obiettivo di comunicare con un taglio più agile: divulgativo e al tempo stesso tecnico – grazie al contributo di specialisti del settore –, teorico ma di riscontro pratico, approfondito ma immediato nella fruizione, grazie al formato della video-pillola. Siamo consapevoli che il rispetto della privacy rappresenta il requisito imprescindibile per qualsiasi iniziativa di email marketing; con il progetto di lancio di Video Academy vogliamo guidare i marketer tra le novità della riforma europea, con l’obiettivo di fornirgli le conoscenze per allinearsi alle nuove norme in materia di protezione dei dati personali”.

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AZIENDE

Victoria Milan lancia in Italia una nuova campagna pubblicitaria

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Victoria Milan, il controverso sito per incontri online  per persone sposate o in una relazione, ha appena lanciato una nuova campagna pubblicitaria in Italia che rappresenta il Primo Ministro Letta e l’agenzia per la sicurezza nazionale degli stati uniti d’America. Attraverso lo slogan “Rivivi la passione – inizia una relazione”, la nuova campagna pubblicitaria raffigura il primo ministro Enrico Letta, determinato e coraggioso che lotta contro la violazione della privacy nella società italiana da parte dell’agenzia per la sicurezza nazionale. La campagna sarà visibile nel centro di Roma durante questa settimana.

“Vogliamo mostrare il nostro supporto agli italiani e al primo ministro Letta poiché condividiamo I stessi valori: Discrezione, privacy e la garanzia dell’anonimato per più di 192,000 membri italiani in cerca di una relazione”, ha affermato Sigurd Vedal, Fondatore della compagnia e CEO.

Victoria Milan è un social network fondato sulla discrezione per uomini e donne in cerca di una relazione segreta. Il servizio, che è stato lanciato nel 2010, oggi è diventato uno dei social network leader e in veloce espansione per discrete relazioni extraconiugali, sorpassando i 3 milioni di membri in tutto il mondo in più di 23 nazioni.

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