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Logotel, il futuro delle persone tra macchine e tecnologie: al Fuorisalone l’evento PostHuman

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favini, logotel,

In occasione della mostra evento “POSTHUMAN – When Technology Embeds Society” designed by Logotel, il 6 aprile in via Ventura 15 a Milano, Imprenditori e Manager di aziende nazionali e internazionali si incontreranno e converseranno con esperti per riflettere su quale sarà l’impatto che le nuove tecnologie avranno sul nostro futuro, sul nostro modo di vivere e di lavorare.

È una questione matematica. Dagli algoritmi che gestiscono servizi per i Clienti a quelli che scelgono al posto loro, da quelli che governano le catene di montaggio che assemblano le macchine a quelli che guidano al posto nostro, a quelli più evoluti che ci riparano o che ci consigliano soluzioni creative. Le nuove tecnologie entrano in tutti gli spazi della nostra esistenza, tendono a riconfigurare le nostre relazioni con le cose, con le persone e con l’ambiente; il futuro che non ci immaginavamo è già qui. Ci meravigliamo ma ci preoccupiamo anche per ciò che riescono a fare e a farci fare o per quello che non potremo più fare. Non si tratta solo di nuovi strumenti ma di un contesto che sta mutando, di un nuovo ambiente, di una nuova dimensione che ci trasforma e si caratterizza per la pervasività e per la rapidità dei cambiamenti.

Stiamo passando a un’epoca POST che avrà la caratteristica distintiva di mostrare il superamento non di elementi grandi o piccoli dell’attuale presente ma dei suoi perni strutturali. In un’epoca PostHuman, come sarà la PostOrganization? Dalla collaborazione con le macchine come ne uscirà l’uomo? Potenziato o diminuito? Quali scelte e sfide per le persone e per le organizzazioni? Alla crescita della tecnica, della tecnologia, non sempre corrisponde una crescita della consapevolezza. Per questo come persone, professionisti, imprese, comunità abbiamo il dovere di sviluppare un pensiero critico, progettuale. Motivo che ha spinto Logotel a organizzare il sesto appuntamento nell’ambito del percorso di ricerca Horizon sui temi di avanguardia che influenzano la progettazione contemporanea.

Giuliano Favini, CEO Logotel, Nicola Favini, Direttore Generale Logotel e Cristina Favini, Strategist & Manager of Design Logotel e Project Manager della mostra, rifletteranno sul tema dell’evento, approfondito e valorizzato da interventi e riflessioni di tre relatori con punti di vista diversi: Pietro Leo, Executive Architect – IBM Italy Chief Scientist, and Research Strategist – IBM Academy of Technology Leadership – Riccardo Staglianò, giornalista e scrittore – Thomas Bialas, futurologo e innovatore. La discussione collaborativa e il percorso esplorativo porteranno i partecipanti ad interrogarsi sui possibili scenari che ci attendono e che, per certi versi, sono già una realtà con cui le imprese e le organizzazioni devono confrontarsi. A partire da oggi. L’evento business, organizzato per il pomeriggio di giovedì 6 aprile a partire dalle 15.30, è inserito tra gli appuntamenti della mostra “Posthuman – When Technology Embeds Society”, che espone l’istallazione di Maria Yablonina – “Mobile Robotic Fabrication Eco-System” e che si terrà dal 4 al 9 aprile nel circuito Ventura Lambrate della Milan Design Week. Il 2017 è per Logotel il sesto anno di partecipazione alla Milan Design Week. Logotel ha realizzato sei mostre con l’obiettivo di sviluppare una serie di riflessioni sulle nuove sfide della progettazione contemporanea, con il contributo di oltre 70 designer e ospiti internazionali. A partire dal 2012, Logotel ha infatti attivato “Horizon,” contenitore di iniziative dedicate a esplorare futuri orizzonti tra avanguardia e concretezza, tra design e impresa.

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Milan Design Week 2017: Logotel presente “Posthuman – When Technology Embeds Society”

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Posthuman

Quale tipo di lavoro ci immaginiamo per il futuro? Che aspetto avrà il “nuovo” umano? Quali sono i casi più eclatanti che mostrano rischi e opportunità dei nuovi scenari? Attraverso la mostra Posthuman – When technology embeds society, Logotel intende raccontare ed esplorare la trasformazione dell’essere umano e l’implementazione del suo corpo biologico a partire dalle sue attività quotidiane e degli equilibri destinati a cambiare nella società.

Post. Un prefisso che cambia la condizione in cui sino ad ora abbiamo vissuto, dalla post-modernità alla post-verità.
Abitiamo un’epoca in cui la tradizionale idea di umanesimo si sta sempre di più trasformando, discutendo o annullando velocemente la nostra idea di progresso e sviluppo che aveva guidato il nostro sistema di valori e prospettive individuali e collettive. Niente di ciò che ci circonda sembra essere più certo, ancorato a una realtà cognitiva e sociale condivisa.
La tecnologia è protesi e ambiente che ci circonda e pervade ogni livello della nostra percezione, comunicazione e azione.
Un capitale di intelligenza artificiale e autonoma che alimenta un orizzonte di nuove forme post-umane che diverranno progressivamente parte centrale della nostra esperienza quotidiana.

Punto focale della mostra realizzata da Logotel è il progetto di Maria Yablonina, “Mobile Robotic Fabrication Eco-System”, attraverso il quale tre robot, interagendo e muovendosi sincronicamente su una struttura dalle grandi dimensioni, costruiscono una rete sospesa ispirata al modo in cui i ragni tessono le loro trame resistenti. Il risultato di questo nuovo tipo di collaborazione è una trama composta da cavi in polipropilene che, attraverso il movimento agile dei robot, ci permette di riflettere sull’esistenza di un’interazione inedita: non più quella uomo-uomo o uomo-macchina, ma uno scambio relazionale macchina-macchina. Durante la mostra, accessibile tutto il giorno, ci saranno 3 momenti in cui sarà possibile vedere i robot all’opera: alle 14.30, alle 16.00 e alle 18.30.

Il progetto di Maria Yablonina, trasferitasi in Germania per seguire il particolare interesse per la robotica e la fabbricazione digitale, è stato realizzato presso l’ICD (Institute of Computational Design) di Stoccarda, dove la designer russa attualmente opera come ricercatrice. Il suo lavoro è un tentativo di ipotesi su un nuovo metodo costruttivo, veloce e poco costoso, in grado di includere software e hardware per sviluppare una soluzione innovativa: piccoli robot (trasportabili in una valigia) capaci di arrampicarsi su strutture orizzontali e verticali, attraverso sensori e aspirazione su ogni tipo di superficie. Quanti ne potremmo usare per semplificarci la vita? Che tipi di attività potremmo delegare a robot collaborativi come questi? Quale futuro quindi ci aspetta?

La mostra racconta anche alcuni cambiamenti già in atto attraverso un repository di oltre 100 case history e una raccolta di punti di vista, sotto forma di interviste, che approfondiscono il tema del Posthuman e la relazione tra tecnologia, design, uomo e società. Tra i casi scorriamo quelli appartenenti al mondo dell’arte e del design, ma anche della letteratura, della cinematografia e della tecnologia. Nei contributi video sono invece protagonisti i mondi della filosofia, della ricerca e dell’arte, una scelta diretta per fornire alcune risposte immediate a quelle domande ancora aperte e irrisolte.

Il 2017 è per Logotel, la service design company che dal 1993 accompagna la trasformazione delle imprese, il sesto anno di partecipazione alla Milan Design Week. Logotel ha realizzato sei mostre con l’obiettivo di sviluppare una serie di riflessioni sulle nuove sfide della progettazione contemporanea, con il contributo di oltre 70 designer e ospiti internazionali e con il supporto e la curatela scientifica di Susanna Legrenzi e Stefano Maffei. A partire dal 2012, Logotel ha infatti attivato “Horizon,” un percorso collaborativo che esplora i nuovi orizzonti del design, con Cristina Favini come Project & Content Manager.
Nel corso delle passate edizioni sono stati esplorati i temi della collaborazione con “Making Together” (2012), dell’invisibile con “(In)visible Design” (2013), spaziando poi su una riflessione progettuale intorno all’argomento del tempo con la mostra-evento “Timescapes” (2014) – con la quale Logotel ha conquistato il premio Milano Design Award nella categoria “Best Tech”, sul tema dei bisogni con “Need, when design empowers human potential” nel 2015, e sull’originalità dei progetti e la loro poesia nel 2016, con “Poetry”.

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