BRAND STRATEGY

Tania Cagnotto protagonista dello spot PosteMobile per il lancio di Creami Revolution

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campagna PosteMobile

PosteMobile è tornato in campagna adv per promuovere le rivoluzionarie opzioni dell’offerta ricaricabile e sarà on air in tv fino al3 giugno con uno spot di 30”, realizzato da Mc Cann Roma e il claim “Con PosteMobile chi vince sei sempre tu”.

La pianificazione, curata da Omd, prevede un media mix che include anche radio (dal 28 maggio al 17 giugno), stampa quotidiana e azioni digital con Video strategy, search, social e l’attivazione di influencers per generare conversazioni sul prodotto e sull’offerta. Il media mix prevede inoltre la distribuzione di materiali Btl negli Uffici Postali.

La campagna ha l’obiettivo di promuovere la nuova offerta ricaricabile che prevede un pacchetto base composto da 7 GB e 1000 credit per chiamate o sms, con tariffe differenziate in funzione della lunghezza della sottoscrizione.

Revolution 1 a 12 € per 4 settimane, Revolution 3 a 30 € per 12 settimane e Revolution 6 a 48€ per 24 settimane. PosteMobile si “tuffa” dal trampolino con Tania Cagnotto e conquista tutti i gradini del podio grazie alle imbattibili tariffe di Creami Revolution. Infatti il concept creativo è declinato con la partecipazione della campionessa azzurra dei tuffi che nello sviluppo narrativo vince tutte e tutte le tre le medaglie, divertente metafora della imbattibilità dei tre pacchetti di offerta.

L’on air della campagna è coinciso con la gara di addio di Tania Cagnotto all’attività agonistica.

CREDITS
Agenzia: Mc Cann Roma
CdP: The Family
Regia: Justin Reardon
Pianificazione: OMD

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Blogmeter misura il Social Caring delle aziende italiane su Facebook e Twitter

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2.519 pagine Facebook e 1.167 profili Twitter di aziende e brand che scrivono in italiano, 5 mesi di analisi, tre le metriche considerate. Sono questi i numeri dello studio Blogmeter sul Social Caring, la speciale classifica che misura la capacità delle aziende italiane di curare il rapporto con i clienti in maniera puntuale e precisa. Perché non basta essere sui social più in voga, bisogna anche costruire un dialogo con i propri fan.

 

Blogmeter ha scelto di utilizzare tre parametri: i tempi, i tassi e il numero di risposte date. Il podio del response time vede sul gradino più alto PosteMobile con una media 12 minuti, argento per Wind che impiega 18 minuti. Su Twitter è InfoAtac a primeggiare con un response time di 12 minuti, seguita da Alice TV con 21 minuti.

 

Se invece si guardano i tassi di risposta sul totale dei post lasciati in bacheca dagli utenti si scopre che le pagine che superano il 95% sono quelle di Superflash, PostePay, Bonprix e Poste Italiane. Percentuale che quasi si dimezza su Twitter con bassi tanto che il leader della Poste Italiane, capofila della classifica che risponde al 57,6% delle menzioni. Infine l’analisi del numero di risposte fornite fa emergere quali sono le aziende più indaffarate: su Facebook al primo posto svetta TIM che in cinque mesi ha gestito ben 21.633 domande originate dagli utenti, mentre su Twitter primeggia Vodafone che ha risposto a 11.180 tweet. In termini percentuali quelle che hanno risposto su Facebook ad almeno 500 post sono state 60 ossia il 2,4%, mentre su Twitter quelle che hanno risposto ad almeno 500 tweet sono state 23 ossia il 2%.

“Il Social Caring è un’attività sempre più imprescindibile che non si può improvvisare – spiega Vincenzo Cosenza, social media strategist di Blogmeter – al contrario, necessita una ridefinizione dei processi interni e una piattaforma tecnologica in grado di analizzare semanticamente le richieste e indirizzarle automaticamente al gruppo di lavoro più competente”.  Per venire incontro a questa esigenza Blogmeter ha presentato allo IAB Social Bullguard, (http://www.blogmeter.it/prodotti/#social-caring) una piattaforma che permette di instradare le richieste di assistenza al giusto operatore, di profilare gli utenti, di lavorare in team con un workflow strutturato.

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La mappa del “social caring” italiano di BlogMeter. Buone le performance di PosteMobile e Tim

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Analizzando 2.201 pagine Facebook di aziende e brand, BlogMeter ha tracciato la mappa del “social caring” italiano, la capacità d’ascolto delle aziende attraverso i social network, sempre più strumenti di CRM. Dall’analisi emerge il primato di PosteMobile per la velocità nel rispondere ai propri fan, mentre Tim è quella che gestisce più domande.

 

Tre i parametri considerati:il response time, il response rate e i post addressed – emerge che di strada ce n’è ancora molta da fare. Da gennaio a maggio le aziende che hanno risposto ad almeno un post originato degli utenti sono state il 54%. Ma quelle che hanno risposto ad almeno 500 post in cinque mesi sono state appena 63 ossia il 3%. L’azienda più veloce nel soddisfare le richieste del proprio pubblico di consumatori è PosteMobile, che risponde mediamente in meno di un’ora, seguita da Vodafone, Poste Italiane e Sky Sport F1 HD, che lo fanno in meno di due ore. Se si guarda alle modalità di ingaggio, il primo contatto è interlocutorio o di comprensione del problema, che poi spesso viene risolto in privato. Se invece si guardano i tassi di risposta sul totale dei post lasciati in bacheca dagli utenti si scopre che le pagine che superano il 90% sono quelle di Bonprix, Young&ENI, Intesa SanPaolo Servizio Clienti, PostePay e Poste Italiane. Questo dato varia anche in ragione della tipologia di pagina, il che vuol dire che su quelle non meramente votate al customer care gli utenti sono soliti lasciare anche considerazioni che non necessitano una risposta e che gli amministratori preferiscono lasciare inevase. Infine, analizzando il numero complessivo di risposte fornite, emerge che tra le aziende più “indaffarate” TIM si situa al primo posto – in 5 mesi ha gestito ben 8.932 domande originate dagli utenti -seguita da Tiscali Help Desk (8.019), Vodafone (7.096), Wind (6.529) e Alitalia (5.361).

“Il Social Caring è un’attività sempre più imprescindibile che non s’improvvisa – spiega l’analista Vincenzo Cosenza – al contrario, necessita di un’oculata ridefinizione dei processi interni al fine di costruire una collaborazione proficua tra le diverse aree aziendali. In particolare la pagina Facebook non può più essere considerata come di esclusiva pertinenza dell’area comunicazione/marketing o del customer service. Le persone non fanno questa distinzione, ma la usano secondo le proprie esigenze contingenti: a volte per chiedere informazioni su offerte/prodotti, altre per porre chiarimenti tecnici. Di conseguenza – conclude il social media strategist di Blogmeter – risulta fondamentale dotarsi di strumenti di ascolto evoluti in grado di svolgere analisi semantiche per poi classificare i messaggi in modo da indirizzarli automaticamente ai team competenti”.

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