AZIENDE

BNP Paribas Cardif aderisce all’iniziativa formativa TechCamp@POLIMI

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PNB Paribas Cardif

Dopo essersi dedicata ai Millenials e agli Over 65, per BNP Paribas Cardif, tra le prime dieci compagnie assicurative in Italia, è l’ora dei teenager. Giovanissimi che saranno presto maggiorenni e che si troveranno ad affrontare sfide accademiche, come la scelta del percorso di studi universitario. Quale indirizzo scegliere? Tra i temi più amati dai nativi digitali, cresciuti in una “scontata” normalità fatta di social, realtà virtuale, robot, intelligenza artificiale, tablet e smartphone, rientra sicuramente quello tecnologico.

La Compagnia ha, così, messo a disposizione 6 Borse di Studio per studenti meritevoli che vogliono approfondire alcune tematiche tecnologiche e digitali partecipando a TechCamp@POLIMI. Il percorso formativo, organizzato da Fondazione Politecnico in collaborazione con il Politecnico di Milano, vuole avvicinare i ragazzi del terzultimo e penultimo anno delle superiori ad alcuni tra i temi di maggiore attualità e importanza nel mondo della tecnologia, come la programmazione, la robotica, e l’intelligenza artificiale.

Guidati da docenti del Politecnico di Milano, gli studenti vivranno un’esperienza diretta con i temi più caldi in ambito tecnologico: “Programmazione: linguaggi per farsi largo tra le idee” e “Il robot: nemico o amico da istruire?“. I ragazzi lavoreranno in team con altri studenti, potranno partecipare a varie attività progettuali che spazieranno dalla realizzazione di un’app al controllo di veri robot o droni, e impareranno, inoltre, a identificare e risolvere problemi reali, ad operare in un ambiente universitario e a confrontarsi all’interno di un team per misurarsi con le sfide globali. Un percorso formativo che li aiuterà nella scelta dell’università, un aspetto fondamentale che influenzerà anche il loro percorso professionale.

Dopo il successo di Open-F@b Call4Ideas, il contest internazionale rivolto alle start-up che a breve vedrà il lancio della quinta edizione, si conferma, quindi, la grande attenzione che BNP Paribas Cardif dedica all’innovazione e ai giovani talenti per sviluppare un nuovo concetto di assicurazione.

I corsi, della durata di una settimana ciascuna, si svolgeranno tra l’11 e il 22 giugno presso il campus del Politecnico a Citta Studi, così da consentire agli studenti un diretto contatto con la vita universitaria.

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COMMERCE

Netcomm Forum: l’eCommerce italiano continua la sua crescita a doppia cifra e raggiunge +15% nel 2018

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Netcomm

“Obiettivo di questo evento è quello di scambiare conoscenza, far crescere il nostro settore e la competitività delle imprese; credo che ci possiamo considerare uno dei più importanti hub del digitale in Europa”. In queste parole di Roberto Liscia, Presidente del Consorzio Netcomm, tutto l’orgoglio di aver saputo far crescere il Forum fino a farlo diventare negli anni un punto di riferimento per tutto il settore dell’eCommerce e del retail in generale.

Tra le novità della 13a edizione l’importanza del ruolo delle grandi città nella trasformazione digitale del Paese, soprattutto di accompagnamento e supporto di quelle imprese che vedono nelle città un ecosistema importante e complesso di servizi.

È in quest’ottica che il Presidente Liscia ha dato la parola a Roberta Cocco, Assessore alla Trasformazione Digitale e Servizi Civici del Comune di Milano che ha illustrato gli obiettivi già raggiunti dalla città di Milano in ambito digitale (dal pagamento online delle imposte tramite PagoPA, alla richiesta di certificati, al fascicolo personale cui ogni cittadino può facilmente accedere), e quelli ancora da raggiungere, tra i quali portare tutti i servizi digitali su mobile – “Mobile first, one click” è l’obiettivo finale – e passare definitivamente a una infrastruttura ibrida, basata sul cloud.

L’Assessore ha poi ricordato il tema del 5G, la cui progettualità è affidata a Vodafone, che si è aggiudicata il bando lo scorso anno: “entro il 2019 tutta Milano sarà coperta dalla quinta generazione del mobile”. Infine è stata annunciata la seconda edizione della Milano Digital Week, che si terrà a marzo 2019.

“Vogliamo trasformare Milano in un grande hub di servizi digitali”, ha concluso Roberta Cocco. “Per fare questo stiamo portando avanti il progetto Digital Bridge, una serie di “gemellaggi digitali” con le città che rappresentano l’eccellenza in Europa e nel mondo – Tallin, Parigi, Stoccolma, New York, Chicaco, Tel Aviv e Barcellona – per una condivisione di best practice e visioni innovative”.

La tempesta perfetta dell’eCommerce globale

Roberto Liscia ha ripreso la parola per descrivere quella che lui definisce la tempesta perfetta dell’eCommerce: “uno tsunami tecnologico che cambia e accelera continuamente il quadro competitivo. L’omnicanalità è diventata il centro della strategia per gran parte delle imprese, a prescindere dal settore e dalla tipologia di prodotto. Collegare e integrare il web con il mondo fisico è prioritario per i retailer, ma anche per gli intermediari della filiera e per le aziende produttrici che devono far fronte a una nuova tipologia di consumatore sempre connesso, l’onlife consumer. I dati 2018 ci rivelano che il digitale è entrato nella sua fase di rivoluzione, con impatti importanti sullo scenario di mercato e sugli assetti competitivi”.

A livello mondiale i dati sono davvero impressionanti. Le persone che utilizzano il web per effettuare acquisti sono passate da 1,66 miliardi del 2016 a quasi 2 miliardi nel 2018, e si prevede che entro il 2022 arriveranno a superare i 2,5 miliardi. Anche le vendite online seguono questo trend: nel 2017 hanno superato i 2.300 miliardi di dollari, e si stima che nel 2018 sull’online verranno effettuati acquisti per un valore di oltre 2.800 miliardi (con un tasso di crescita annuo del +23%) 1, arrivando nel 2021 a 4.878 miliardi. La Cina è il primo paese per volume di vendite online con quasi 700 miliardi di dollari registrati nel 2017, seguito da Stati Uniti (438 miliardi), e UK (196,3 miliardi) (dati Statista 2018).

Negli ultimi anni l’eCommerce è stato il principale acceleratore delle Big Tech Company, che nel 2017 hanno raggiunto i 648,7 miliardi di dollari di fatturato e occupato le prime cinque posizioni nel mercato azionario. “C’è uno spazio eccezionale per le imprese che saranno in grado di distinguersi”, conclude Roberto Liscia. “La differenziazione è l’anima di questa digital revolution e i nuovi modelli emergenti stanno portano sul mercato prodotti e servizi che si caratterizzano per un’elevata personalizzazione. Si tratta di una grandissima opportunità anche per le imprese Italiane, ricche di creatività, capaci di raccontare il prodotto e renderlo emozionale. Il mercato sta andando proprio in questa direzione, premiando la creazione di esperienze uniche e a misura di ogni singolo consumatore”.

I dati del mercato italiano

È toccato tradizionalmente ad Alessandro Perego, Responsabile Scientifico degli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano, raccontare i numeri del mercato italiano. L’eCommerce in Italia mantiene le promesse e proseguirà la sua crescita anche nel 2018 con un valore degli acquisti online che arriverà a quota 27 miliardi, +15% rispetto al 2017. 
Gli acquisti eCommerce di prodotti guadagneranno sempre più terreno facendo registrare un tasso di crescita quattro volte superiore ai servizi, mentre il ruolo dello smartphone diviene sempre più centrale: un terzo degli acquisti online sarà effettuato attraverso dispositivo mobile e per alcuni merchant l’incidenza degli acquisti da questo device supera i due terzi.

Le previsioni per il 2018 rivelano che la domanda eCommerce sarà trainata dai prodotti e in particolare da quei settori ormai definiti storici che crescono con un ritmo più vicino alla media: Informatica ed Elettronica (+18%) con 4,6 miliardi di euro, Abbigliamento (+21%) che passa da 2,4 miliardi nel 2017 a circa 3 miliardi nel 2018, l’Editoria (+25%) con 1 milione di euro. I settori che da qualche anno vengono connotati come emergenti segnano, invece, performance superiori: Food & Grocery (+34%) che passa da 0,83 miliardi di euro del 2017 a 1,1 miliardi, Beauty (+29%) con quasi 430 milioni, Arredamento e home living (+44%) a quota 1,26 miliardi, Auto e Ricambi (+26%) che sfiorano i 610 milioni.

Lo sviluppo prosegue anche per quanto riguarda i Servizi, seppur a ritmi meno sostenuti: sia il settore Turismo e Trasporti (9,7 miliardi di euro) sia quello delle Assicurazioni (oltre 1,3 miliardi di euro) crescono del 5%.

La crescita dell’eCommerce nel 2018 ha come conseguenza il graduale cambiamento del comportamento d’acquisto degli italiani che si spostano sempre più sul canale digitale: se nel 2017 si rilevava un’incidenza del 5,6% sul totale del retail, nel 2018 ci si aspetta possa raggiungere il 6,5%. La quota ad appannaggio dei negozi fisici rimane di assoluta maggioranza (oltre il 90%), ma questo dovrà portare sempre più le aziende a ripensare il proprio processo di vendita in ottica di omnicanalità.

“Nel 2018 l’eCommerce cresce e incide ormai per il 6,5% sull’acquistato dagli italiani – dallo 0,7% dell’Alimentare al 25% dell’Informatica ed Elettronica o al 32% di Turismo e Trasporti – ed è quindi un canale sempre più importante, in sé e nella sua componente di interazione con gli altri canali “fisici”. La crescita del mercato corrisponde a un più maturo assetto dell’offerta, testimoniato dallo sviluppo online di alcuni settori “emergenti” – come alimentare, giocattoli, automotive, arredamento – e dal radicamento fisico nel nostro paese di diversi operatori internazionali con strutture commerciali e logistiche. Rimane tuttavia la netta impressione che una parte importante delle imprese tradizionali non abbia ancora compreso la rilevanza della posta in gioco come dimostra il fatto che il 78% del mercato di prodotti è appannaggio di imprese nate per operare online, le Dot Com. Il fattore “logistica” – e in particolare la logistica ultimo miglio – emerge sempre più come un formidabile fattore critico di successo – con molta sperimentazione su modelli alternativi – e come un importante tema di complessiva sostenibilità dell’eCommerce – con oltre 230 milioni di consegne in Italia previste nel 2018, ossia quasi 1 milione di consegne al giorno”, ha commentato Alessandro Perego.

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AZIENDE

Auditel e Politecnico Milano: accordo di collaborazione per la rilevazione degli ascolti tv

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andrea imperiali

Auditel, la società che rileva l’ascolto della televisione in Italia, e il Politecnico di Milano, hanno siglato un accordo di collaborazione che prevede attività di sperimentazione e studio rivolte alla costante innovazione delle applicazioni impiegate per la rilevazione degli ascolti televisivi.

La collaborazione tra Auditel e il Politecnico prevede uno sviluppo tecnologico congiunto per esplorare soluzioni innovative nel campo del riconoscimento automatico dei contenuti audio televisivi, sia editoriali sia pubblicitari. Le soluzioni si baseranno su tecniche innovative di audiomatching (comparazione di tracce audio digitalizzate) generate attraverso stream, cioè flussi di informazioni sonore, acquisite anche in ambienti con segnali disturbanti e su spezzoni audio di brevissima durata. Saranno inoltre esplorate soluzioni innovative basate anche su fingerprint e su spettrogramma locale attraverso analisi di descrittori d’immagine.

Il Politecnico di Milano vanta un’esperienza ventennale nel settore dell’audio intelligence e audio analytics. Queste competenze e l’orientamento a realizzare partnership strategiche, ne fanno
l’interlocutore perfetto per contesti applicativi industriali.

L’intesa di lungo periodo, siglata da Andrea Imperiali, Presidente di Auditel, e dal professor Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano, è volta a incentivare la formazione degli studenti, per i quali sono previste diverse iniziative, tra cui possibili tirocini all’interno della Società. Auditel, infatti, consentirà ai giovani del Politecnico di entrare in contattato con il mondo del lavoro e di acquisire nuove e stimolanti competenze in ambito tecnologico e sperimentale.

Con il varo di questo protocollo, mirato a sviluppare sinergie con un Polo universitario che rappresenta un’eccellenza a livello internazionale, Auditel conferma la volontà di rafforzare la linea d’innovazione già in corso – testimoniata dal recente avvio del SuperPanel e dal processo di rilevazione dei Device Digitali – sottoponendo a severi test soluzioni informatiche e tecnologiche costantemente all’avanguardia.

La scelta di Auditel di accrescere i propri investimenti in ricerca e sviluppo va oltre i risultati già acquisiti con la triplicazione del campione, e si inquadra nella tendenza in atto a livello internazionale d’innovare processi e servizi destinati ai nuovi modelli imposti dalla “Industria 4.0”. Nella certezza che, nella quarta rivoluzione industriale, saranno sempre più i dati a valore aggiunto, accurati, affidabili e certificati, a orientare lo sviluppo dell’economia.

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IAB Forum 2017: crescono del 12% gli investimenti in digital advertising

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digital advertising

Sono stati presentati questa mattina allo IAB Forum i dati dell’Osservatorio Internet Media Politecnico di Milano e IAB Italia. Gli investimenti in digital advertising tornano a crescere a doppia cifra e registrano un aumento del 12%, raggiungendo i 2,65 miliardi di euro.

A spingere l’incremento a doppia cifra della raccolta pubblicitaria online è l’advertising sui social network e, in particolare, l’advertising video sui social, che pesa ora quasi la metà del totale su questo canale. La pubblicità su smartphone cresce ancora molto (circa del +40%), ma raccoglie meno del 40% del mercato totale dell’Internet advertising, a fronte di una quota di tempo speso sul canale mobile del 64%.

È un mercato sempre più concentrato, con un peso fortissimo dei grandi player internazionali (Google e Facebook in primis), che hanno il vantaggio di avere enormi quantità di informazioni sugli utenti online e di riuscire a raggiungere grandi audience.

Dal punto di vista dei formati pubblicitari, la display advertising rappresenta la parte più importante, come gli sorsi anni, con un peso pari al 60% dell’intero settore, un valore complessivo di circa 1,6 miliardi e una crescita del 17% rispetto al 2016. Segue la search, con il 29% sul totale e un valore di 770 milioni di euro (+5% vs 2016). Il terzo formato più diffuso è il classified advertising (8% sul totale) che supera i 210 milioni di euro (+ 7% vs 2016). Tra le altre componenti troviamo l’email advertising, che vale poco più di 30 milioni di euro (+ 3% vsl 2016) e il native advertising che, nelle sole componenti di Recommendation Widget e In-feed Unit (social network esclusi), è pari a circa 40 milioni di euro (+27% vs 2016).

Il mercato del programmatic advertising è cresciuto, con un peso sul totale degli investimenti online advertising che passa dal 13% al 15% e un valore del 25% sul totale display advertising (nel 2014 era solo il 10%). Il Programmatic vale circa 400 milioni di euro e vede una forte spinta soprattutto grazie agli spazi video, che dal 2017 sono stati venduti in maniera importante sulle piattaforme programmatiche, arrivando a pesare ben oltre il 30% del valore del mercato.

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Sfide mondiali: il mercato italiano della pubblicità online dopo Italia-Svezia

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pubblicità online

A cura di Andrea Lamperti, Direttore Osservatorio Internet Media – Politecnico di Milano.

È notizia di settimana scorsa l’assegnazione della sede dell’EMA ad Amsterdam e non a Milano; è notizia di due settimane fa l’uscita della nazionale italiana di calcio dal mondiale. Questi due eventi, così lontani per temi, in realtà sono accomunati non solo dall’esclusione del nostro paese, ma anche dalla perdita dell’indotto che l’Italia vede sfumare a fronte di queste mancate assegnazioni e partecipazioni.

In ambito digital e in particolare Internet advertising, impatterà sicuramente sul prossimo anno la sconfitta della nostra nazionale di calcio con la Svezia. Secondo le nostre prime stime, il mercato della pubblicità in Italia chiuderà il 2017 con una raccolta nell’intorno dei 7,9 miliardi di euro.

L’impatto della pubblicità legata alla competizione mondiale può arrivare a pesare anche oltre un punto percentuale di questo valore, ossia oltre 80 milioni di euro, e questo beneficio “aggiuntivo” sarà sicuramente attenuato dalla mancata partecipazione dell’Italia alla competizione. Tuttavia la sfida che il nostro paese sta perdendo va ben oltre quei 180 minuti che hanno condannato gli azzurri e tutti i 60 milioni di allenatori italiani che avrebbero fatto sicuramente meglio (in cuor loro) di mister Ventura.

La partita è quella che si sta svolgendo sul campo dell’Internet Advertising (che vale oltre 2,6 miliardi) e in particolare quella sul ruolo che potranno avere in questo terreno di giuoco gli editori italiani – o comunque chi in Italia ha una propria sede e ha effettuato investimenti – rispetto al ruolo oramai dominante dei grandi player internazionali.

Questi ultimi, infatti, hanno oramai quasi il pieno controllo del mercato pubblicitario online: nel 2017, secondo le stime dell’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano, la quota degli investimenti che finiscono nelle mani di questi colossi Over The Top (OTT) supera il 70%. Non solo: praticamente tutta la crescita del mercato, rispetto al 2016, è legata alle loro piattaforme.

Quindi, cosa fare oggi? Purtroppo non c’è una risposta “quick&play” che gli attori italiani possono adottare per riguadagnare il terreno perduto. Dall’altra parte, gli OTT non possono essere semplicemente “il nemico invasore” e l’Italia semplice “terra di conquista”. Attraverso un meccanismo chiaro ed efficace di regole, che permetta a chiunque di poter competere, anche la presenza di questi giganti può essere un’opportunità per gli attori già presenti sul territorio: un canale alternativo per la diffusione dei propri contenuti, purché autorevoli, e un bacino di audience sul quale andare ad intercettare chi non è possibile intercettare altrove. Bisogna forse semplicemente convincersi che il panorama è ampiamente mutato e capire come fare sistema per far sì che anche in questo nuovo scenario non tutto è perduto.

D’altronde, nemmeno si può pensare che la nazionale italiana sia la stessa che ha vinto i mondiali di calcio nel 2006…

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AZIENDE

Contactlab e Calibro insieme per la nascita della nuova web app RAWGraphs

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nasce RAWGraphs,

La quantità di dati disponibili non è mai stata ingente come al giorno d’oggi: entro il 2020 saranno creati circa 1,7 megabyte di nuovi dati al secondo per ciascun essere umano presente sul pianeta. Tuttavia, l’estrazione di dati finalizzata alla produzione di informazioni significative si è dimostrata un procedimento complesso, spingendo le aziende verso un settore in rapida evoluzione, la data visualization.

Contactlab, piattaforma di Engagement Marketing in rapida crescita, è sponsor ufficiale di RAW, web app di altissima qualità per la rappresentazione grafica di dati. Progetto ideato da DensityDesign, un laboratorio di ricerca del Politecnico di Milano, e realizzato dallo studio di design Calibro, è finalizzato al riconoscimento dell’importanza delle rappresentazioni grafiche nelle strategie di brand marketing. Mappare i dati con criteri diversi consente ai brand di analizzare modelli e tendenze, permettendo di prendere decisioni più consapevoli, con più informazioni a disposizione.

RAWGraphs è una web app open source creata per rendere facilmente comprensibili i dati complessi. RAWGraphs è l’anello mancante tra i fogli di calcolo e gli editor di grafica vettoriale.

Luca Olivari, Chief Data Officer di Contactlab ha commentato, “L’iniziativa per la data visualization mira ad aiutare società, ricercatori e studiosi a costruire argomentazioni solide e ad identificare i legami nascosti tra sistemi complessi attraverso i dati, servendosi di interfacce innovative e accattivanti. La visualizzazione di dati complessi richiede un ecosistema di partner che collaborino con i maggiori istituti di ricerca. Lo scopo della collaborazione tra DensityDesign, Calibro e Contactlab è velocizzare lo sviluppo del prodotto e creare una comunità attiva nel settore della data visualization”.

Paolo Ciuccarelli di DensityDesign, Politecnico di Milano, ha dichiarato, “La nostra mission in quanto laboratorio di ricerca è guidare la conoscenza nel settore data and information. Avviare partnership a sostegno dello sviluppo di strumenti aperti, accessibili e pratici per trasformare i dati in elementi grafici, è senza dubbio uno dei principali pilastri su cui si basa la nostra strategia.”

Le caratteristiche principali della nuova release comprendono il passaggio alla licenza Apache 2 per favorire la collaborazione con una community più ampia, uno stack tecnologico aggiornato e la disponibilità di nuovi grafici e visualizzazioni. Rawgraphs utilizzerà un sito web completamente nuovo e un blog aperto alla comunità degli sviluppatori.

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BRAND STRATEGY

Focus Junior e il Politecnico di Milano insieme per ‘Tutti insieme all’università’

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Focus Junior e il Politecnico di Milano, dopo il successo delle precedenti edizioni, presentano la nuova edizione del progetto “Tutti insieme all’università”, rivolto ai bambini dai 7 ai 13 anni: cinque appuntamenti per assistere, con qualche anno d’anticipo, a vere e proprie lezioni universitarie dedicate ai grandi temi della scienza con i migliori professori del Politecnico di Milano.

Gli incontri, che avranno luogo da febbraio a marzo, sono pensati per soddisfare la curiosità di bambini e ragazzi con contenuti innovativi, divertenti e stimolanti, che aiutano a scoprire il mondo in modo nuovo e intelligente, pienamente nell’ottica dell’educare divertendo che guida l’attività del brand Focus Junior.

Si inizia il 27 febbraio con un doppio appuntamento alle 10.30 e alle 12.00: esperimenti concreti di fisica guideranno i ragazzi tra fantascienza e realtà nei film della saga di Star Wars, con uno sguardo alle più recenti invenzioni della tecnologia.
Gli incontri proseguono poi il 5 marzo, con le emozioni dei robot, il 2 aprile con la scoperta dei motori del futuro, il 9 aprile con le tecniche di design di gioielli di carta rispettosi dell’ambiente, fino ad arrivare all’ultima lezione del 14 maggio sul funzionamento dei videogiochi, smontando il meccanismo di tre fra i più popolari.
Mentre i piccoli “studiano” i genitori verranno accompagnati in un tour all’interno del campus del Politecnico di Milano.

La partecipazione è gratuita, con un massimo di 400 partecipanti per ciascuna lezione.
Basta iscriversi sul sito del Politecnico, nell’apposita sezione dedicata agli eventi: www.eventi.polimi.it.

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Noseda e Valsecchi a IAB Forum: analisi dell’internet adv che cresce a due cifre

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Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia, e Marta Valsecchi, Direttore dell’Osservatorio Internet Media della School of Business del Politecnico di Milano, intervistati a IAB Forum 2015, commentano un mercato che quest’anno cresce del 10%, raggiunge i 2,15 miliardi di valore e rappresenta un terzo dell’intero spending pubblicitario italiano.

Si confermano alcuni grandi trend, come Social, Video, Mobile e Programmatic Adv. A trainare il mercato sono soprattutto i social network, che registrano un incremento del 63% rispetto al 2014 e sono responsabili di oltre metà della crescita complessiva. Al secondo posto come driver di crescita si confermano i Video (+19 % sull’anno passato) che crescono sia su Mobile sia su PC, mentre al terzo posto si piazza la Search che continua a crescere (+5% nel 2015).

Qui l’intervista completa

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AZIENDE

UM sponsor ufficiale del Polimi per il master in Multichannel Marketing Management

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UM, network di comunicazione globale del gruppo IPG Mediabrands, punta sui giovani talenti, grazie all’impegno preso con MIP Politecnico di Milano – Graduate School of Business. L’agenzia media sarà sponsor ufficiale dell’International Master in Multichannel Marketing Management (IM4). Il master, alla sua prima edizione, si caratterizza per la sua forte internazionalità, rivolgendosi a 27 laureati e neolaureati provenienti da 12 diversi Paesi, che hanno già affrontato una breve esperienza lavorativa in importanti realtà aziendali di tutto il mondo.
Interamente in lingua inglese, il master in Marketing si caratterizza per la grande attenzione ai temi della tecnologia e dell’innovazione (dal Digital Marketing ai Big Data), e un approccio innovativo unito a una modalità di insegnamento interattiva (maggiori informazioni sul sito web dedicato).
Come partner ufficiale, UM sarà in prima linea grazie al coinvolgimento di alcuni dei manager dell’agenzia, che condivideranno le proprie competenze ed esperienze lavorative su diversi ambiti. Non solo, UM si occuperà anche della progettazione di laboratori di comunicazione e dell’accoglienza di alcuni studenti in agenzia, per lo svolgimento di stage e progetti lavorativi.

“I talenti e il loro sviluppo sono uno dei pilastri su cui si fonda UM in Italia e nel mondo” ha dichiarato Alessandra Giaquinta, Managing Director di UM. “Essere sponsor ufficiali di questa prima edizione di IM4 – in collaborazione con MIP, da sempre un’eccellenza italiana – ci onora e ci consente di proseguire con entusiasmo nella direzione tracciata di essere una learning company”.

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AZIENDE

Parte oggi al MIP Politecnico di Milano la Samsung App Academy Second Edition

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Al via oggi al MIP Politecnico di Milano Graduate School of Business la Samsung App Academy Second Edition, l’innovativo progetto di formazione professionale realizzato da Samsung in collaborazione con il MIP, Politecnico di Milano Graduate School of Business, e DEIB, Dipartimento di Elettronica Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano, che rappresenta un primato tutto italiano e che si propone di fornire a giovani di talento gli strumenti per imparare a sviluppare APP Android, in linea con i più dirompenti trend del mercato digitale, facilitando l’ingresso in un mercato del lavoro sempre più competitivo e globalizzato.

30 giovani talentuosi di età compresa fra i 21 anni e i 34, provenienti da tutta Italia, con una formazione che spazia dalla Laurea in Scienze della Comunicazione al Diploma in Ragioneria, dalle Scienze dei Servizi Giuridici alla Laurea in Lingue Orientali, fino a una specializzazione in Dietistica, sono stati scelti tra gli oltre 250 che hanno fatto domanda di partecipazione, in base alla loro esperienza, alle loro competenze, ma soprattutto alla motivazione e passione espresse rispetto a questo progetto, che rappresenta un esempio vincente di collaborazione tra il mondo delle aziende private e il mondo accademico italiano.

La prima lezione del corso gratuito, che si concluderà a Luglio 2015, si svolge nell’Aula Samsung, dotata dei più innovativi dispositivi e soluzioni digitali per consentire agli studenti di apprendere con la massima rapidità e interattività le conoscenze e il know-how per sviluppare un’APP entro la fine del corso, inseguendo l’ambizioso sogno di diventare sviluppatori in futuro, proprio come alcuni giovani italiani divenuti famosi in tutto il mondo…

L’iniziativa, dopo il grande successo e la risonanza della prima edizione, ritorna rinnovata, con l’obiettivo di continuare a promuovere opportunità professionali qualificate per giovani creativi e appassionati di tecnologia e comunicazione, attualmente senza occupazione. Samsung App Academy Second Edition avrà infatti un forte focus sull’Internet delle Cose e sulla Tecnologia Indossabile, due ambiti in forte crescita che stanno guidando l’innovazione e che promettono di rivoluzionare il nostro modo di vivere e lavorare, aprendo infinite possibilità per tutti noi.

Secondo i dati dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano infatti, l’ecosistema degli oggetti connessi ha raggiunto in Italia nel 2014 un valore di 1,15 miliardi di euro, registrando un incremento del 28% a cui si sommano le applicazioni IoT basate su reti non cellulari che i ricercatori dell’Osservatorio sono riusciti a stimare in 400 milioni, per un valore complessivo di 1,55 miliardi. Un’evoluzione che impatterà tutti i principali settori industriali, promuovendone l’evoluzione grazie ai benefici generati dalla connettività, ma che trasformerà anche la nostra vita, rendendola più semplice, ricca, sana e conveniente, in casa così come in mobilità. Anche la Tecnologia Indossabile, che si diffonderà in modo pervasivo, consentirà di rimanere sempre connessi attraverso gli oggetti che si indossano ogni giorno, amplificando le possibilità di comunicazione e abilitando servizi a valore aggiunto sia nel privato che nella vita professionale.

Anche quest’anno per i migliori studenti, ci sarà un’opportunità concreta di inserirsi sin da subito in un contesto lavorativo altamente stimolante, svolgendo uno stage in Samsung o in una delle aziende partner, per applicare concretamente quanto appreso durante il corso in realtà in cui quotidianamente si lavora per sostenere l’evoluzione digitale.

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È sempre più Internet of Everything: i dati Politecnico sul business del futuro

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Il 2014 è stato l’anno di svolta per l’Internet of Things, diventato elemento centrale per il business con la prospettiva di rappresentare un fenomeno ancora più dirompente nei prossimi anni. Proliferano le divisioni aziendali dedicate, crescono del 90% annuo i finanziamenti ricevuti dalle startup del settore, entrano in campo grandi player globali. E in Italia il mercato raggiunge complessivamente il valore di 1,55 miliardi di euro: questi alcuni dei dati emersi questa mattina al convegno “Internet of Things: l’Innovazione che crea Valore” emersi dalla Ricerca dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano.

Con l’eccezione significativa dei 36 milioni di contatori elettrici (basati su tecnologia Power Line Communication), in Italia la maggior parte delle applicazioni Internet of Things consolidate continua a sfruttare la connettività cellulare. Tra queste, le più diffuse sono relative alla Smart Car, che rappresenta il 55% del totale degli oggetti connessi tramite SIM e il 38% del mercato, in crescita più del 50% sia per diffusione che per valore di mercato. Seguono lo Smart Metering e lo Smart Asset Management nelle utility, con circa 1,7 milioni di oggetti connessi tramite SIM (21% degli oggetti, 16% del mercato). Crescono lo Smart Home & Building, che con applicazioni di videosorveglianza, sistemi di antintrusione e di telecontrollo degli impianti di climatizzazione e riscaldamento rappresenta l’8% degli oggetti e il 23% del mercato, e la Smart Logistics, con applicazioni di gestione delle flotte aziendali e antifurti satellitari (5% degli oggetti, 14% del mercato). Mentre la Smart City oggi rappresenta solo il 2% degli oggetti e il 4% del mercato, trainata principalmente dal trasporto pubblico e dall’illuminazione intelligente.

Quasi il 50% dei comuni italiani con oltre 40.000 abitanti ha avviato negli ultimi 3 anni almeno un progetto Smart City basato su tecnologie Internet of Things e il 75% segnala la presenza di iniziative in programma per il 2015. Ma con l’eccezione di alcune applicazioni per il monitoraggio del traffico, i progetti sono rimasti in fase sperimentale e sfruttano poco le possibili sinergie del paradigma dell’Internet delle Cose. È un scenario a luci e ombre quello che emerge dalla ricerca condotta dall’Osservatorio Internet of Things sui progetti di Smart City tra i comuni italiani con oltre 40.000 abitanti, che rivela come i comuni puntino soprattutto sulla gestione della mobilità come ambito prioritario e sull’illuminazione intelligente come “ponte” verso altre applicazioni IoT. Dalle risposte dei 62 comuni che hanno partecipato all’indagine emerge che il 58% ha già avviato progetti di gestione della mobilità per raccogliere e condividere informazioni relative al traffico, al trasporto pubblico e ai parcheggi disponibili. Il 52% ha avviato progetti di illuminazione intelligente che prevedono soluzioni IoT per regolare la luminosità con lampade a tecnologia LED, riducendo i consumi energetici di oltre il 40% e i costi di manutenzione del 25%. Per il futuro, oltre a questi ambiti, si guarda anche a progetti di infotainment & servizi turistici (35%).

Cresce l’attenzione dei consumatori, si affacciano nuovi player globali, proliferano le startup: la Smart Home si propone sempre più come il centro del nuovo ecosistema Internet of Things, grazie al ruolo della casa nella vita delle persone, al valore di nuovi prodotti e servizi, al fatto di essere interfaccia verso altre applicazioni di Smart Metering, Smart Grid, Smart Car e Smart City. Nell’ultimo triennio sono cresciute del 40% le startup che offrono soluzioni per la Smart Home e nello stesso periodo l’entità dei finanziamenti erogati da investitori istituzionali è cresciuta del 270%. Si registra l’entrata nel mercato di numerose aziende con un’ampia base di clienti consumer che in molti casi hanno acquisito startup. L’interesse dei consumatori italiani verso soluzioni per la casa connessa inizia a essere diffuso. La survey dell’Osservatorio Internet of Things sulla Smart Home, svolta in collaborazione con Doxa, mostra come un proprietario su quattro disponga già di almeno un oggetto intelligente per la sua abitazione e uno su due abbia intenzione di acquistarne in futuro. Le applicazioni più desiderate sono quelle che portano benefici tangibili, come quelle per la sicurezza, che interessano al 47% dei proprietari, o per il risparmio energetico: il 46% è interessato a soluzioni per la gestione del riscaldamento, il 33% per il monitoraggio consumi energetici e il 31% per la gestione da remoto degli elettrodomestici.

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BRAND STRATEGY

5 icone del design protagoniste della campagna corporate di POLI.design basata sul claim “Feed your Creativity”. Firma (hfilms)

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Sono icone del design italiano riconosciute in tutto il mondo, parte della collezione ADI Compasso d’Oro, ma anche oggetti che popolano la nostra quotidianità: la storica Lettera 22 disegnata da Marcello Nizzoli per Olivetti (Compasso d’Oro 1954), la lampada Eclisse di Vico Magistretti per Artemide (Compasso d’Oro 1967), il celebre Tratto Pen di Design Group Italia per Fila, così come il ventilatore Ariante di Marco Zanuso per Vortice (entrambi Compasso d’Oro 1979) e la sedia Frida di Odo Fioravanti per Pedrali (Compasso d’oro 2011).

POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano, fra le realtà di riferimento a livello internazionale per la formazione post laurea, ha scelto questi cinque oggetti icona come protagonisti della sua nuova campagna di comunicazione corporate: i pezzi sono stati selezionati a partire dalla collezione Compasso d’Oro ADI, Associazione per il Disegno Industriale, già membro del board direttivo di POLI.design, grazie alla supervisione dell’Architetto Beppe Finessi, docente al Politecnico di Milano che, attraverso progetti espositivi ed editoriali, si occupa da tempo dell’opera dei grandi maestri del design italiano, oltre che dei nuovi designer presenti sulla scena internazionale.

La campagna, realizzata grazie alla fondamentale collaborazione e regia della casa di produzione (hfilms), si sviluppa attraverso cinque soggetti, ciascuno corrispondente a un’icona scelta per esprimere l’eccellenza del design made in Italy. I soggetti, declinati su video, supporti cartacei e digitali, sono ispirati al claim di POLI.design Feed your Creativity: un invito a nutrire la propria creatività attraverso la conoscenza del design, così come viene offerta da POLI.design, che nei cinque mini sketch vede alcuni ragazzi e ragazze di diverse nazionalità cibarsi letteralmente dei celebri pezzi da collezione, in maniera divertente e giocosa, con un’ambientazione dai toni neutri che traduce visivamente il claim alla base della campagna rendendo gli oggetti protagonisti.

Con questa nuova immagine corporate, POLI.design, Consorzio del Politecnico di Milano, si propone ancora una volta come attore di primo piano nel campo del design internazionale attivo nell’ambito del cosiddetto Sistema Design del Politecnico di Milano, il polo di ricerca e formazione unico nel suo genere, di cui fa parte insieme alla Scuola e al Dipartimento di Design. Con un’offerta composta da oltre 50 prodotti formativi tra Master Universitari e Corsi di Alta Formazione, Design Competitions ed eventi speciali pensati per esplorare la cultura del design a 360°, il Consorzio offre a giovani laureati e professionisti molte possibilità di aggiornamento e approfondimento nei diversi ambiti: dal Prodotto agli Interni alla Moda, dalla Comunicazione ai Servizi, dalla Progettazione Culturale al Management.

Nei cinque episodi della campagna accade tutto quasi per gioco: così il ventilatore Ariante, pietanza principale di una romantica cena di coppia, viene servito a tavola direttamente dallo chef, preannunciato da un coloratissimo vento di petali rossi; la lampada Eclisse diventa un colorato cono gelato che un giovane studente si appresta ad assaporare mentre, la Lettera22, il pane per una merenda a base salame e formaggio; pasto trendy, invece, per il giovane professionista che gusta il proprio piatto di sushi con i Tratto Pen. E non fa in tempo a essere tagliata e servita, infine, un’invitante Frida arrosto cucinata per il pranzo delle grandi occasioni.

Si ringraziano in modo particolare le aziende Artemide, Fila, Olivetti, Pedrali e Vortice, che hanno sposato con grande entusiasmo e disponibilità la partecipazione a questo progetto di comunicazione, cogliendone la volontà di raccontare in modo non convenzionale e giocoso il ruolo chiave di alcuni pezzi che hanno fatto la storia del design italiano nel mondo.

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AZIENDE

Parte oggi la Samsung App Academy, scuola per diventare sviluppatori di successo

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Parte oggi al MIP Politecnico di Milano Samsung App Academy, il progetto di formazione professionale unico nel suo genere ideato da Samsung in collaborazione con il MIP, Business School del Politecnico di Milano, e DEIB, Dipartimento di Elettronica Informazione e Bioingegneria, che fornirà strumenti e conoscenze per imparare a sviluppare APP Android, sostenendo figure professionali in linea con i nuovi trend tecnologici e culturali e le richieste del mercato.
30 giovani talentuosi di età compresa fra i 23 anni e i 35 provenienti da ogni regione d’Italia, con una formazione che spazia dall’economia all’ingegneria, dalle scienze matematiche alla comunicazione, sono stati scelti tra gli oltre 200 che hanno fatto domanda di partecipazione, sulla base del loro background, delle loro competenze, ma soprattutto della forte motivazione che hanno dimostrato rispetto a questa iniziativa.
La prima lezione del corso gratuito, che si concluderà a Gennaio 2015, è iniziata tra l’entusiasmo generale nella nuova Aula Samsung, attrezzata con la migliore tecnologia digitale per permettere agli studenti di apprendere nel modo più rapido, interattivo ed evoluto i concetti e le competenze che permetteranno loro di sviluppare un’APP entro la fine del corso. E chissà che fra loro non ci sia un futuro sviluppatore di successo mondiale, come l’italiano creatore della famosa app delle caramelle…
Tra i motivi per dare il meglio e distinguersi, ce n’è uno a breve termine particolarmente importante: la possibilità per i migliori di entrare in Samsung o in una delle aziende partner per uno stage in cui mettere a frutto quanto appreso.
“Sono davvero onorata ed entusiasta di essere stata scelta tra tanti giovani di talento per entrare a far parte di questo progetto unico nel suo genere in Italia, ma che mi auguro verrà presto preso a modello e replicato nel nostro Paese e all’estero” ha dichiarato Martina Regis, neolaureata in Design della Comunicazione selezionata per Samsung App Academy. “Mi impegnerò al massimo per imparare il più possibile, augurandomi di riuscire a trasformare la mia passione per il mondo della comunicazione,  in particolare per le APP e il loro linguaggio, in una professione” .
“In un mondo trasformato dalla rivoluzione digitale, l’occupazione e la competitività si possono sostenere soprattutto sviluppando le giuste competenze, ossia quelle più richieste dal mercato, grazie alla collaborazione tra aziende leader e mondo accademico. Ed è proprio questo che Samsung App Academy si propone di fare” ha dichiarato il Prof. Gianluca Spina, presidente MIP.

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Mercato Advertising: nel 2013 internet ha superato la stampa. Previsto il superamento dei 2 miliardi di euro nel 2014

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Nel 2013 il fatturato dell’Internet Advertising ha sorpassato quello dell’Advertising a mezzo Stampa: 1,8 contro 1,4 miliardi di euro, pari rispettivamente al 27 e 21 per cento del complessivo mercato pubblicitario italiano. Nel 2012 le quote dei due comparti erano ben diverse, con l’Advertising sulla Stampa che si attestava al 24% e l’Internet Advertising che aveva raggiunto il 21% del totale investimenti pubblicitari. È quanto emerge dalla fotografia scattata dall’Osservatorio New Media & New Internet del Politecnico di Milano sull’andamento degli introiti pubblicitari nel nostro Paese.

L’Advertising sulla Stampa (1)  perde il 20% in un anno, passando da un valore pari a 1,72 miliardi di € nel 2012 a 1,38 miliardi di € nel 2013, calo che non sembra destinato ad arrestarsi velocemente. L’andamento dei primi mesi del 2014 porta, infatti, a una stima di ulteriore riduzione per quest’anno (-15%), che porterà il comparto a valere 1,17 miliardi di euro, pari al 17% del totale investimenti pubblicitari.

Al contrario l’Internet Advertising è cresciuto nel 2013 del 17%, passando da un valore di 1,53 miliardi di € nel 2012 a 1,80 miliardi. L’andamento relativo ai primi mesi del 2014 porta a prevedere il superamento dei 2 miliardi di € nel 2014 che equivarranno a circa il 30% dell’intero mercato Advertising.

Per quanto concerne gli altri comparti, continua il calo anche dei ricavi legati alla TV (2) (-12%): il fatturato dell’Advertising TV passa, infatti, da poco meno di 3,6 miliardi di euro nel 2012 a 3,17 nel 2013. La TV mantiene ancora pienamente la leadership del mercato, ma con una quota che passa dal 49 al 47%. Anche la Advertising su Radio (3) mostra una tenuta della quota di mercato relativa, pari al 5% del totale, con un valore in decrescita del 10% (da 390 a 350 milioni di € tra il 2012 e il 2013).

“L’affermazione della nuova Internet, incentrata sempre più sui Mobile Device, sui Social Network e sui Video ha generato un profondo cambiamento nel mercato dell’Advertising, che ora giunge a una svolta decisiva”, afferma Andrea Rangone, Coordinatore degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano. “Nel corso del 2013, infatti, è cresciuta sensibilmente la pubblicità su Smartphone e Tablet (più 180%), su Social Network (più 75%) e su Video (più 32%)”.

Offrire informazioni chiare e strutturate sull’evoluzione e sui fenomeni emergenti che caratterizzano un mercato in forte crescita come quello dell’Online Advertising, è fondamentale per sostenere le decisioni di investimento delle aziende del nostro Paese. In linea con un comune orientamento all’apertura nei confronti di terze parti, gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano e IAB Italia hanno deciso di unire le forze, mettendo a fattor comune fonti, metodologie di rilevazione e ricerche, competenze verticali, conoscenza e visione del mercato, per arrivare ad offrire una rilevazione esaustiva e rappresentativa di tutti gli operatori dell’ecosistema dell’Online Advertising.

(1) Rielaborazione a cura dell’Osservatorio su dati ADS, Agcom e Nielsen
(2) Rielaborazione a cura dell’Osservatorio a partire dall’analisi dei bilanci degli operatori del settore, interviste dirette e dati Nielsen
(3) Dati Nielsen/FCP-Assoradio

 

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Assocom Comunicare Domani: 2014 a -1%. In 5 anni ai Paid Media meno del 50% dei budget

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Una chiusura 2014 del mercato della comunicazione a -1%: praticamente stabile, dopo il biennio “horribilis” in cui si perdeva oltre 12 % ogni anno. Queste la previsioni del Centro Studi Assocom, presentate stamattina a Milano dal vice presidente dell’Associazione Marco Girelli nel corso del tradizionale appuntamento “Comunicare Domani“. Girelli ha poi sottolineato come lo strapotere dell’abbinata Web e TV, unici media a crescere, sebbene a velocità diverse, che sfioreranno nel 2014 il 75% a valore del mercato, abbia ormai di fatto relegato gli altri mezzi classici in una nicchia sempre meno frequentata dagli spender. Confermato infatti anche per quest’anno il calo a due cifre di stampa e cinema, mentre sono un po’ in salute radio (-1,6%) ed esterna (-7,2%).
“Noi tutti lavoriamo per molti brand e lo facciamo con una passione e un impegno che va al di là delle normali 24 ore”, ha dichiarato in apertura Marco Testa, Presidente di AssoCom, “ma a volte ci dimentichiamo che il primo brand da amare e rispettare siamo proprio noi, è l’intera industry della comunicazione. Lavorando insieme, uniti, fornendo dati, studi, riflessioni, potremo anche aiutare le imprese, e il nostro paese, a cogliere ogni segnale di futuro. Il ruolo di AssoCom è anche questo”.
In linea con queste parole è la più ampia visione, con un orizzonte a 5 anni, invece, della ricerca commissionata dal Centro Studi AssoCom alla School of Management del Politecnico di Milano che ha intervistato un campione rappresentativo delle aziende investitrici e delle agenzie per disegnare il “nuovo” ecosistema della comunicazione.
Un ecosistema  articolato, complesso, polverizzato, il cui giro di affari vale nell’insieme l’1% del PIL e che occupa nel suo insieme 150 mila persone, circa lo 0,50% della totalità degli occupati in Italia. I suoi attori sono ancora i grandi gruppi della comunicazione e le agenzie indipendenti ma ne fanno parte anche i new comer quali i network di freelance, i system integrator, i technology provider e le agenzie di consulenza direzionale che stanno cercando di giocare un ruolo nel mondo della comunicazione di marca.
“Il 44% delle imprese dichiara che investirà la maggior parte del proprio budget negli “owned media”, confermando l’intenzione a diventare sempre di più proprietarie dei loro contenuti di comunicazione” ha spiegato Giuliano Noci, Professore Ordinario di Marketing PoliMi e Presidente Explora. “E non parliamo solo di media digitali, che sicuramente sono quelli più importanti fra gli “owned media”. Il fenomeno è anche off-line, ad esempio nel retail, basti pensare ai concept store, o alla rivisitazione degli eventi quali rinnovati canali di relazione con i consumatori”.
I cosiddetti “paid media” hanno oggi ancora una posizione dominante  nello spending complessivo ma a tendere questo ruolo sarà ridimensionato: nei prossimi 5 anni, il 55% delle aziende investirà meno del 50% nei paid media, che saranno considerati sempre di più in una logica multicanale. Anche la loro gestione cambierà: per il 45% delle aziende investitrici, il ruolo degli intermediari nell’acquisto di spazi pubblicitari evolverà nel tempo lasciando sempre più spazio alle piattaforme di Programmatic Buying. I big player della rete si confermano come partner fondamentali nelle strategie di comunicazione.
La ricerca ha evidenziato inoltre che le aziende si stanno riappropriando del  controllo diretto: secondo gli intervistati, il coordinamento strategico sarà per il 70% nelle mani delle imprese e per il 30% affidato alle agenzie. Cresce l’importanza di quelle che erano una volta chiamate centrali media ma che, sempre più, risultano essere dei conglomerati di competenze diversificate nelle varie discipline della comunicazione. Il ruolo delle agenzie si conferma quindi  cruciale: il 58% delle imprese ribadiscono che le agenzie rimangono i partner «privilegiati» e «stabili» per il coordinamento operativo di tutti i soggetti che, con competenze e funzioni diverse nella comunicazione, ruotano intorno all’azienda.
Le aziende stanno effettivamente coinvolgendo i nuovi attori – system integrator, technology provider, società di consulenza – in progetti specifici, ad esempio di digital positioning, ma non li ritengono i loro partner privilegiati e stabili, una rassicurazione per il circa 50% delle agenzie intervistate che  li considera come potenziali concorrenti ai tavoli di coordinamento operativo.
In sintesi, alle agenzie è richiesto allargamento delle competenze, visione strategica e operativa integrate, capacità di partnership in chiave di networking dinamico e di incubation di start-up innovative, oltre a nuovi strumenti fondamentali per la conoscenza dei consumatori, a cominciare dai Marketing Analytics & Big Data.

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