MEDIA

Nielsen, la Social TV coinvolge oltre 27 milioni di italiani. Decisivo il contributo degli influencer

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social tv

Dal 1° settembre al 31 dicembre 2018, gli italiani hanno generato 167.4 milioni di interazioni (like, condivisioni, retweet, risposte, mention) su Facebook, Instagram e Twitter relative ai programmi televisivi con un contributo molto rilevante fornito dai personaggi che fanno parte del cast o sono ospiti dei programmi stessi

 

I dati emergono da Nielsen Social Content Ratings, soluzione che fornisce dati indipendenti relativi alle conversazioni che avvengono su Facebook, Twitter e Instagram per tutti i contenuti televisivi trasmessi in Italia e dal Social Tv Influencer Report Q4 2018 che raccoglie le principali evidenze sui programmi in onda tra settembre e dicembre 2018 con particolare focus sui profili Social più rilevanti.

 

L’abitudine di commentare i programmi televisivi sui social media e di interagire con i post e i tweet pubblicati dalle emittenti o dai personaggi coinvolti, rientra nelle nuove forme di fruizione dei contenuti video. Si tratta di una pratica che in Italia coinvolge oltre 6 milioni di individui considerando solo coloro che scrivono post relativi ai programmi TV sulle piattaforme social. Ma la platea della Social TV si amplia significativamente coinvolgendo 27 milioni di italiani ogni mese se consideriamo anche coloro che dichiarano di leggere senza scrivere, ovvero gli utenti esposti al fenomeno della Social TV.

 

“I social rappresentano a tutti gli effetti una nuova opportunità di valorizzazione dei contenuti televisivi. Se è vero che la fruizione lineare, lo streaming, il VOD (Video on Demand) e le altre forme di visione rimangono centrali, sui social gli stessi contenuti vivono in forma diversa, animando le discussioni fra milioni di persone in momenti diversi precedenti e/o successivi all’esperienza di visione del contenuto TV” ha dichiarato Luca Bordin, General Manager Media Solutions di Nielsen in Italia.

Tra le tendenze emerse nel 2018 una riguarda gli Influencer che, anche in ambito televisivo, diventano sempre più rilevanti: il volume di interazioni generate sui Social dai personaggi che fanno parte del cast o sono ospiti di un programma genera il 37% del traffico totale se consideriamo la Top 10 dei programmi più “social”.

Il personaggio televisivo più rilevante sui Social è stato quello di Martina Attili proveniente da X Factor, con 1,6 milioni di interazioni (engagement) totali, generate dai suoi profili Facebook, Instagram e Twitter. La Attili è seguita da Leo Gassman (X Factor) e Francesco Monte ( GF Vip) entrambi a 1,3 milioni, Le Donatella (GF Vip 1,2 milioni), Simona Ventura (Temptation Island Vip, 1,1 milioni) Damiano Carrara (Bake Off, 936.00), Valeria Marini (Temptation Island Vip, 917.800), Timor Steffens (Amici di Maria De Filippi, 540.400), Rudy Zerbi (Tu si que Vales, 486.200), Andrea Mainardi, (GF Vip, 464.500).
Se su Instagram vanno per la maggiore i personaggi di Talent e Reality show sulle altre due piattaforme emergono i protagonisti di altri generi come intrattenimento, cultura, Tak Show e serie TV.

Alberto Angela, con il programma Ulisse, il piacere della scoperta, è stato il profilo più influente su Facebook, (190.400 interazioni generate). Su Twitter invece emergono i profili Social di attori del cast di Serie Tv come L’allieva (Lino Guanciale), I bastardi di Pizzo Falcone (Alessandro Gassman), Non dirlo al mio capo (Chiara Francini).

 

“Un’analisi puntuale e basata su dati oggettivi della Social TV permette di quantificare il contributo dei personaggi che fanno parte di un programma alla ‘resonance’ del programma stesso sui social network. Ma non solo”, ha concluso Bordin, “le evidenze raccolte sui social permettono di individuare, nel momento della ideazione e sviluppo del programma, i talent che hanno maggiore capacità di aprire un canale di dialogo con il pubblico. Una ulteriore conferma del fatto che la Social TV non è un tema che riguarda solo i dipartimenti digital di broadcaster o agenzie, ma che coinvolge sempre più tutta la filiera della industria televisiva”.

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Nielsen: raccolta pubblicitaria a Novembre 2018 in crescita del 2,5%. Web Advertising a +8,1% da gennaio

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novembre

Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia chiude il mese di novembre in crescita del +2,5% (+1,2% senza search e social), portando la crescita nel periodo cumulato gennaio – novembre a +2,1% rispetto allo stesso periodo del 2017. Se si esclude dalla raccolta web la stima Nielsen sul search e sul social, l’andamento nei primi 11 mesi dell’anno è stabile.

 

“Alla luce dell’andamento del mercato, il mese di novembre ci ha portato notizie buone e in parte inaspettate”, spiega Alberto Dal Sasso, AIS Managing Director di Nielsen. “Nonostante la fine annunciata del quantitative easing, il braccio di ferro del Governo con l’UE e i segnali di minore crescita del PIL a cui assistevamo due mesi fa, il mercato pubblicitario ha messo comunque a segno una buona crescita”.

 

Relativamente ai singoli mezzi, la TV a novembre cresce del +1,9%, portando al +1% la variazione per il periodo cumulato. Sempre in negativo i quotidiani, che nel singolo mese perdono l’11,4% e consolidano il periodo gennaio-novembre in calo del -6,2%. Stesso andamento per i periodici, sia a novembre che nel periodo cumulato, con cali rispettivamente del -3,4% e del -8,1%. Consolida l’andamento positivo la radio, grazie a una crescita del +7,2% a novembre e del +5,3% negli undici mesi.

 

Sulla base delle stime realizzate da Nielsen, la raccolta dell’intero universo del web advertising chiude il periodo cumulato gennaio-novembre in positivo a +8,1% (+5% se si escludono il search e il social). In crescita il cinema (+13,3), il transit (+12,7%) e la Go TV (+13%). Rimane in calo l’outdoor (-9,7%).

 

Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 13 in crescita, con un apporto di circa 171 milioni di euro. Per i primi comparti del mercato si registrano andamenti differenti nel periodo gennaio–novembre. Alla buona performance di bevande e alcoolici (+11,8%), distribuzione (+3,1%) e media e editoria (+8,9%), si contrappongono i cali di alimentari (-1,9%), abbigliamento (-6,3%) e telecomunicazioni (-5,3%).

 

Tra gli altri settori che contribuiscono alla crescita, continua l’andamento positivo del tempo libero (+31,6%), elettrodomestici (+24%) e servizi professionali (+21,2%). Relativamente all’andamento nel singolo mese di novembre, buone performance per farmaceutici (+10,8%), finanza/assicurazioni (+14,1%) e moto/veicoli (+24,9%).

 

“Il mercato a dicembre negli ultimi tre anni è sempre cresciuto”, conclude Dal Sasso. “Se si dovesse confermare anche per il 2018, l’anno, come previsto, si chiuderà vicino al 2%. Questo risultato sarebbe di buon auspicio per un 2019 privo di eventi sportivi mediaticamente rilevanti ma contraddistinto dallo spartiacque delle elezioni europee: un appuntamento che potrebbe attenuare quel clima di incertezza che ci accompagnerà fino a primavera”.

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La total digital audience di Ottobre 2018. I dati della rilevazione di Audiweb

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ottobre 2018

Audiweb rende disponibili oggi i dati relativi alla total digital audience di Internet per il mese di ottobre 2018: i numeri si mantengono stabili rispetto al mese precedente, con 42,7 milioni di utenti unici, online per 76 ore e 40 minuti, pari a tre giorni e 4 ore circa complessivi.

 

Nel giorno medio sono state 33,4 milioni le persone che si sono collegate a internet almeno una volta: 28 milioni da smartphone, 11,9 milioni da computer e/o 5,4 milioni da tablet.

Chi ha navigato lo ha fatto complessivamente per circa 3 ore e 10 minuti in media al giorno, facendolo via smartphone per 2 ore e 53 minuti in media per persona, meno dagli altri device rilevati (1 ora e 17 minuti da computer e 1 ora 3 e 40 minuti da tablet).

Le donne dedicano a internet circa 3 ore e mezza nel giorno medio, mezz’ora in più rispetto agli uomini. Tra la popolazione maggiorenne risulta che quasi tutte le fasce restano online per oltre 3 ore e 20, lasciando un po’ più indietro i 55-64enni, che nel giorno medio ad ottobre hanno dedicato a internet 2 ore e 50 minuti, e gli over 64, con 2 ore e 10 minuti di navigazione al giorno.

 

Anche dal punto di vista demografico, nel giorno medio ad ottobre resta confermato lo stesso livello di distribuzione: i 18-34enni hanno navigato nell’85% dei casi, i 45-54enni nell’81% dei casi, i 35-44enni nel 77,7% dei casi e la popolazione più matura, tra i 55 e i 64 anni, nel 67,4% dei casi, mentre gli over 64 sono meno presenti con solo il 25% della popolazione di questa fascia, navigante nel giorno medio.

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Gennaio-ottobre 2019: gli investimenti crescono del 2,1% secondo Nielsen

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gennaio-ottobre

Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia chiude il mese di ottobre con un segno lievemente positivo, a +0,8% (-1,4% senza search e social), portando il periodo cumulato del 2018 a +2,1% rispetto allo stesso periodo del 2017. Se si esclude dalla raccolta web la stima Nielsen sul search e sul social, l’andamento nel periodo gennaio-ottobre è sostanzialmente stabile, a -0,2%.

“Il mese di ottobre si chiude in leggera crescita, sul mercato generale: il +0,8% va letto come una sostanziale tenuta degli investimenti a ottobre, in una situazione di mercato caratterizzata dal clima di incertezza economica dovuto al braccio di ferro dell’Italia con la UE”, spiega Alberto Dal Sasso, AIS Managing Director di Nielsen. “Se l’andamento degli ultimi due mesi dell’anno fosse in parità, la raccolta pubblicitaria per il 2018 chiuderebbe con una crescita del +1,7%, come avevamo previsto. Ad oggi non vediamo segnali che possano smentire queste previsioni”.

Relativamente ai singoli mezzi, la TV a ottobre cala del -1,7%, portando la variazione del periodo cumulato a +0,8%. Segno negativo per i quotidiani, che nel singolo mese calano del -4,2% e consolidano il periodo gennaio-ottobre a -5,5%. Stesso andamento per i periodici, sia a ottobre che nel periodo cumulato, con cali rispettivamente del -7,5% e del -8,7%. In crescita la radio (+2,2%) che chiude la raccolta nei dieci mesi a +5,1%. Sulla base delle stime realizzate da Nielsen, la raccolta dell’intero universo del web advertising chiude il periodo cumulato in positivo a +8,2% (+4,3% se si escludono il search e il social). In crescita il cinema (+11,8), il transit (+13,1%) e la Go TV (+15,8%). Rimane in calo l’outdoor (-10,5%).

Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 13 in crescita, con un apporto di circa 147 milioni di euro. Per i primi comparti del mercato si registrano andamenti differenti nel periodo gennaio-ottobre. Alla buona performance di bevande e alcoolici (+10,2%), distribuzione (+2%) e media e editoria (+12,8%), si contrappongono i cali di toiletries (-18,3%), abbigliamento (-5,9%) e telecomunicazioni (-6,3%).

Tra gli altri settori che contribuiscono alla crescita, continua l’andamento positivo del tempo libero (+31,5%), servizi professionali (+18,9%) ed elettrodomestici (+18,6%). Relativamente all’andamento nel singolo mese di ottobre, buone performance per cura persona (+10,5%) e industria/edilizia/attività (+21,1%).

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Audiweb: a settembre online il 70.5% della popolazione italiana dai due anni in su

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Audiweb rende disponibile il nastro di pianificazione, Audiweb Database, con i dati della fruizione di internet (total digital audience) del mese di settembre 2018.
Prodotti con la nuova metodologia Audiweb 2.0, i nuovi dati dell’Audiweb Database, sono stati distribuiti alle software house e consultabili dagli operatori iscritti al servizio tramite i tool di analisi e pianificazione.

La total digital audience nel mese di settembre 2018 ha raggiunto 42,7 milioni di utenti unici collegati da almeno uno dei device rilevati tra computer, smartphone e tablet. In questo mese di rilevazione, l’online in Italia ha interessato – in sintesi – complessivamente il 70,5% della popolazione dai 2 anni in su e, per quanto riguarda la fruizione in mobilità, ha visto coinvolto il 75,1% della popolazione maggiorenne (18-74 anni), pari a 34,1 milioni di persone collegate da smartphone.

Nel giorno medio hanno navigato almeno una volta dai device rilevati 33,5 milioni di utenti dai 2 anni in su, per quasi 3 ore in media per persona.
Per quanto riguarda il device d’accesso nel giorno medio, nel giorno medio a settembre risulta che hanno navigato 11,7 milioni di utenti da computer (il 19,4% della popolazione di 2+ anni), 5,4 milioni di persone da tablet e/o 27,7 milioni da smartphone (rispettivamente l’11,8% e il 60,9% della popolazione maggiorenne).

I segmenti più coinvolti nella fruizione quotidiana dell’online risultano: il segmento più ampio dei giovani tra i 18 e i 34 anni, con l’82,4% dei casi online nel giorno medio da almeno uno dei device rilevati e circa il 74% di questa parte della popolazione che ha navigato da smartphone; il segmento della fascia più matura dei 45-54enni, online nell’81,7% dei casi, con il 71,7% online almeno una volta anche o solo da smartphone; la fascia dei 35-44enni online nel 78,2% dei casi da uno dei device rilevati e, più in dettaglio, nel 65,9% dei casi online da smartphone, che si lascia superare dall’area più matura della Generazione X (45-54enni).

I dati di sintesi dell’audience online nel giorno medio e degli editori iscritti al servizio sono disponibili sul sito Audiweb per tutti gli utenti registrati.

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IAB Forum #Day1: il digital adv cresce dell’11% e sfiora nel 2018 quota 3 miliardi di euro

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IAB Forum

Il digitale è sempre più importante per lo sviluppo dell’economia italiana con il comparto del digital advertising che cresce per il decimo anno consecutivo, raggiungendo investimenti che sfiorano nel 2018 i 3 miliardi di euro (+11% rispetto al 2017). Questo valore rappresenta oltre un terzo degli investimenti pubblicitari italiani ed è secondo solo alla raccolta pubblicitaria del mezzo televisivo. TV e web insieme quest’anno infatti, arriveranno a spartirsi il 77% della raccolta complessiva. Questo, in estrema sintesi, quanto emerge dagli studi di Nielsen e dell’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano presentati oggi in anteprima all’apertura dello IAB Forum 2018, il più importante evento italiano sulla comunicazione digitale.

La componente internet, così rilevante per l’intero settore pubblicitario, è controllata da soli due player: Google e Facebook. Dal report del Polimi emerge come l’internet advertising sia un mercato iper-concentrato, all’interno del quale gli Over The Top (OTT) detengono circa il 75% del mercato (71% nel 2017) e, mai come nell’ultimo anno, sono responsabili di quasi la totalità della crescita del settore.

“A grandi poteri dovrebbero corrispondere grandi responsabilità”, ha commentato Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media. “Anche sul mercato italiano questa cosa deve essere garantita per poter operare nella massima trasparenza e fiducia”.

Il paradosso della filiera digitale

“Questi sono dati che fanno riflettere sul futuro del digital advertising, uno dei più innovativi e dinamici comparti dell’intera industria digitale”, commenta Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia, perché ci mettono di fronte al paradosso che vive la nostra filiera: la pubblicità digitale cresce ininterrottamente da dieci anni, passando dagli 0,8 miliardi di euro del 2008 ai quasi 3 miliardi del 2018, ma la stessa è quasi totalmente in mano ai grandi della rete che creano però meno valore, sia in termini occupazionali sia di gettito fiscale. Una situazione di mercato che urge un intervento delle Istituzioni e del Governo atto a riequilibrare gli attuali assetti concorrenziali per permettere a tutti gli operatori – editori, concessionarie, agenzie specializzate e ad-tech company – di giocare con le stesse armi”.

“Gli OTT inoltre possono contare su ingenti risorse finanziarie che derivano in grande parte dall’enorme vantaggio fiscale di cui godono nei Paesi in cui operano, poiché non assoggettati allo stesso sistema fiscale delle realtà locali. Risorse che questi colossi impiegano in sviluppo tecnologico e attività di M&A, togliendo evidentemente alle aziende domestiche ogni remota possibilità di poter competere sullo stesso piano, limitando le loro capacità di crescita o addirittura di sopravvivenza”.

Proprio per questo IAB Italia ha recentemente lanciato una campagna mediatica per sensibilizzare mercato e Istituzioni sulla necessità di modificare la web tax italiana che, così come è proposta all’interno della Legge di Bilancio 2018, rischia di accentuare ulteriormente la disparità fiscale tra i colossi del web e le aziende italiane che operano nell’advertising online.

Il Media Mix secondo Nielsen

I trend e i cambiamenti in atto nel settore della pubblicità, guidati principalmente dalla tecnologia, hanno portato a una profonda trasformazione del settore che, negli ultimi anni, trova riscontro anche nei cambiamenti dei pesi dei diversi media. In questo contesto, la TV, pur mantenendo il podio con il 45% degli investimenti, ha lasciato quote al digitale che, insieme a essa, si ripartirà nel 2018 il 77% della raccolta pubblicitaria complessiva. La radio si conferma un mezzo resiliente, con una crescita del 4,2%, mentre la stampa è ancora in decrescita (-8,3%).

Il digitale vede le aziende investitrici approcciarsi mediamente in modi differenti: la distribuzione dedica il 44% del proprio investimento in comunicazione above the line al digitale, il tempo libero solo l’11,4% all’interno di un range che vede l’automotive al 37% e le telecomunicazioni (cha aumentano il loro investimento in digitale del 14,8%) al 17,8%.

“Abbiamo cominciato a misurare il digitale alla fine degli anni 90, mettendo a punto un’informazione condivisa che abbiamo portato al mercato. È stato come costruire un puzzle con tecnologie sempre diverse. Oggi la costruzione del totale del digitale e solo una stima perché manca tutta la parte degli OTT. Ci auguriamo di poter lavorare insieme a tutti per dare delle stime collimanti con la realtà così come riusciamo a fare con tutti gli altri mezzi”, ha commentato Alberto dal Sasso, Managing Director & AD TAM – Intel Nielsen Italy

La crescita per formato pubblicitario online

In relazione ai singoli formati pubblicitari online – secondo i dati dell’Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano – rimane dominante la display (che raccoglie al suo interno i banner tradizionali, i video, i diversi spazi all’interno dei social network e i nuovi formati native) che vale il 62% dell’intero mercato. Nel 2018, la sua crescita è dovuta soprattutto ai formati video, ampiamente diffusi anche sulle piattaforme social, che crescono del 24%. Cresce bene, oltre il 30%, anche la raccolta derivante dai diversi formati native, in valore assoluto però pesano ancora poco rispetto alle altre tipologie display. Segue la componente legata alla search (il 28% circa del totale investimenti in internet advertising), con un incremento stimato per fine anno appena sotto le due cifre percentuali. Completano il quadro la raccolta derivante dalla classified (in crescita nell’intorno del 7%) e dall’email (+3%). In aumento anche il programmatic che, con 482 milioni di euro di investimenti nel 2018, ha un peso sul totale internet adv del 16% (15% nel 2017).

Il ruolo degli OTT

Queste evidenze impongono agli OTT un atteggiamento più responsabile, volto a garantire condizioni di corretto funzionamento della filiera, soprattutto nei confronti delle aziende investitrici. Emerge innanzitutto la necessità di una maggiore trasparenza, che deve essere garantita anche da questi colossi attraverso il monitoraggio e la validazione degli investimenti pubblicitari, effettuati sulle loro piattaforme, da parte di enti terzi indipendenti. Allo stesso tempo, vi è un tema di brand safety che deve essere affrontato con più chiarezza da questi attori a sostegno delle politiche di marca delle imprese.

Lo IAB Quality Index

“Il tema della qualità e della trasparenza dell’advertising online è cruciale per poter attirare nuovi investimenti. Alla luce anche dell’ultimo datagate gli utenti pretendono non più solo un’esperienza di fruizione appagante ma al tempo stesso anche più trasparente, e così pure gli inserzionisti. Per questo abbiamo introdotto un indice di qualità, lo IAB Quality Index, capace di misurare in maniera standardizzata e attendibile la qualità dei bacini pubblicitari”, ha concluso Noseda.

L’obiettivo di questo indice è quello di offrire agli editori un parametro valido per valorizzare la propria offerta, e agli investitori un criterio di scelta oggettivo per accertare che i propri investimenti vengano associati a contesti di elevata qualità.

Il mercato della pubblicità digitale in Europa

A tracciare i confini del mercato dell’advertising online europeo è stato Constantine Kamaras, co-founder & Chairman Emeritus di IAB Europe. I dati si basano sui risultati di AdEX H1 2018, la ricerca biennale condotta da IAB Europe.

Secondo i dati il mobile supera per la prima volta la quota 10 miliardi di euro e si avvicina al 50% della spesa totale display. Il video cresce 4 volte in più rispetto al totale display, coprendone il 30% del valore.

La display cresce del 12,3% e la search del 10,2%. La display ha raggiunto oltre 10 miliardi di euro nel primo semestre 2018, rappresentando il 40% della pubblicità digitale totale, mentre la ricerca ha rappresentato il 46%.

“Grazie al rallentamento degli effetti negativi del GDPR sugli investimenti in Europa nel primo trimestre, prevediamo di chiudere l’anno a circa 53 miliardi di euro con una crescita del 13%”, commenta Constantine Kamaras.

 

 

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Audiweb: ad Agosto 32,2 milioni di utenti unici su Internet nel giorno medio

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agosto

Audiweb rende disponibile il nastro di pianificazione, Audiweb Database, con i dati della fruizione di internet (total digital audience) del mese di agosto 2018, prodotti con la nuova metodologia Audiweb 2.0, il  nuovo sistema di rilevazione realizzato in collaborazione con Nielsen. Quattro le fonti dati: un TAG/Sdk sviluppato da Nielsen, i Big Data (per la deduplica  e l’attribuzione), il Panel e la ricerca congiunta con Audiweb.
Con i dati di agosto vengono distribuiti anche i dati di giugno 2018, così da procedere nella produzione contestuale dei periodi di rilevazione non ancora coperti dal nuovo sistema.

Dai nuovi dati riferiti al mese di agosto, risulta che nel giorno medio hanno navigato 32,2 milioni di utenti unici, il 53,2% della popolazione dai 2 anni in su, online complessivamente per 2 ore e 52 minuti per persona.
In questo mese di rilevazione risulta che circa il 60% della popolazione maggiorenne (27,2 milioni) ha navigato almeno una volta nel giorno medio da smartphone, trascorrendo online in mobilità 2 ore e 39 minuti.

Dai dati riferiti all’intero mese di agosto, risulta che il 69% degli italiani dai 2 anni in su (41,7 milioni) ha navigato almeno una volta, per 68 ore e 39 minuti a persona, pari a circa 2 giorni e 20 ore complessivi.
Più in dettaglio, per quanto riguarda i dati per singolo device rilevato, nel mese di agosto hanno navigato da computer 28,2 milioni di persone (il 46,7% della popolazione di 2+ anni), hanno usato anche o solo un tablet per navigare 8,8 milioni di persone (il 19,5% della popolazione dai 18 ai 74 anni) e 34,1 milioni da smartphone (75,1% della popolazione dai 18 ai 74 anni).
Gran parte del tempo trascorso online è generato dalla fruizione da smatphone che arriva a una media di 2 ore e 39 minuti al giorno e di 65 ore e 44 minuti mensili per persona.

 

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IAB Forum 2018 “I Am Everywhere – Challenges of Mobile Society”: ecco gli ospiti in arrivo

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iab italia

Al via il prossimo 12 e 13 novembre IAB Forum, il più importante appuntamento annuale italiano sulla comunicazione digitale, giunto alla sua sedicesima edizione. Patrocinato anche quest’anno dal Comune di Milano, vedrà la presenza dell’Assessore alla Trasformazione Digitale e Servizi Civici Milano Roberta Cocco, a conferma dell’importanza di questo incontro per la comunità meneghina e l’intera industry.

Un evento imperdibile non solo per gli operatori del settore, ma per tutti i professionisti che vogliono avere un’anteprima su trend e innovazioni che guideranno il mercato dell’advertising a livello globale e locale. Due giornate accompagnate dal claim “I Am Everywhere – Challenges of Mobile Society”, che vuole mettere subito l’accento sul focus della manifestazione: l’uomo e il suo rapporto con il digitale, in una società – come quella odierna – sempre più alle prese con una tecnologia dirompente.

Scenario Media

Partendo dall’analisi di quello che è lo stato dell’arte del mercato della pubblicità nel suo insieme e le sue prospettive di crescita, Alberto Dal Sasso, Managing Director TAM & AD Intel Nielsen Italy, presenterà in anteprima le proiezioni degli investimenti pubblicitari italiani All media 2018, mentre Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, si soffermerà sull’andamento dell’internet Adv.

Sarà invece Constantine Kamaras, Co-Founder & Chairman Emeritus IAB Europe, a offrire una panoramica degli advertising trend a livello europeo. Alle analisi seguirà una sessione di dibattito tra chi si interfaccia quotidianamente con le sfide del comparto, con Gerry D’Angelo, Global Media Director P&G, Giulio Malegori, CEO Dentsu Aegis Network EMEA, e Hamish Nicklin, Chief Revenue Officer Guardian News & Media.

Il capitolo dedicato a “Scenario Media” si concluderà con l’intervento di Aldo Agostinelli, Vicepresidente di IAB Italia, che presenterà il nuovo IAB Quality Index, progetto che IAB Italia ha sviluppato per certificare la qualità dei bacini pubblicitari italiani con l’obiettivo di sostenere l’offerta pubblicitaria premium e garantire maggiore valore e trasparenza della filiera.

Etica e Digitale

In questa corsa incessante verso l’innovazione tecnologica, che trova nella rete il suo habitat, a chi è affidata la Governance del web? Come può l’attuale regolamentazione europea e nazionale agevolare lo sviluppo dell’economia digitale, trovando un equilibrio tra conformità e flessibilità, etica e progresso tecnologico? Il primo che cercherà di affrontare la delicata, seppur impellente, questione dell’etica digitale sarà l’eccentrico Juergen Schmidhuber, Co-Founder & Chief Scientist NNAISENSE and Professor of AI, USI & SUPSI Switzerland, sempre più convinto che saranno i robot a colonizzare l’universo e non l’uomo.

La giornalista Barbara Serra intervisterà Ivana Bartoletti, Head of Privacy and Data Protection at Gemserv, Media Commentator & Founder, Women Leading in AI Network, che porrà l’accento su come l’intelligenza artificiale stia diventando un’espressione della mascolinità e come sia indispensabile intervenire prima che sia troppo tardi.

Seguirà il Prof. Luciano Floridi, Ph.D, Oxford Internet Institute and Digital Ethics Lab, University of Oxford che, intervistato dall’editorialista e presidente dell’Advisory Board di IAB Italia Ferruccio de Bortoli, si soffermerà sull’importanza di un’etica digitale comportamentale. Chiuderà la prima giornata l’intervento di Giuseppe Stigliano, Executive Director Europe AKQA (WPP Group) e Philip Kotler, International Marketing Professor at Northwestern University.

Per un Umanesimo Digitale

In un’epoca pervasa dalla tecnologia come cambia il rapporto tra città e cittadini? Cosa cercano questi ultimi? Luoghi intelligenti o solo città più informatizzate? È da queste riflessioni che partirà l’agenda della seconda giornata con le testimonianze di Roberta Cocco, Assessore alla Trasformazione Digitale e ai Servizi Civici Milano, Elisabetta Ripa, AD Open Fiber e Membro Advisory Board di IAB Italia, e Ceo di aziende che trainano lo sviluppo di nuovi servizi digitali.

Daan Roosegaarde, Artist and Innovator, Founder of Studio Roosegaarde, evidenzierà invece come la trasformazione digitale non può dimenticare che le città sono l’ambito di sviluppo delle relazioni sociali di chi le abita. E in questo contesto il 5G gioca un ruolo da facilitatore, come dimostrerà Ryan Soutter, Head of Sales Engineering for the Americas for the ACT (Advertising Creative Technology).

Un capitolo importante verrà dedicato alla blockchain, che vedrà una rassegna molto originale a cura di Jim Harris, uno dei più importanti e disruptive speaker a livello mondiale.

Saranno invece Federico Capeci, CEO Italy & Chief Digital Officer Kantar Insights Division, e Alibaba a illustrare come i brand possono creare maggiore engagement in Cina grazie alla data integration.

In chiusura Antonio Campo Dall’Orto, Membro Advisory Board IAB Italia, con un intervento di vision dedicato all’importanza dei contenuti, e Carlo Noseda, Presidente di IAB Italia, con una call to action rivolta a tutto il settore e alle Istituzioni che collegialmente devono lavorare per uno sviluppo equo e trasparente del mercato.

Direttore Creativo è Massimo Coppola, conduttrice della due giorni la giornalista Barbara Serra.

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I numeri di Audiweb 2.0: a luglio 41,9 milioni di italiani online. A fine 2018 i dati mensili completi

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audiweb panel

Parte la produzione e la distribuzione dell’Audiweb Database basato sulla nuova metodologia Audiweb 2.0, il nastro di pianificazione che offre le informazioni sull’audience di tutta l’offerta online e i dati elementari di navigazione degli editori iscritti al servizio, con i profili socio-demografici degli utenti (= “Respondent Level”) – non solo per genere ed età, come per i dati “Daily” e Weekly” già in produzione dallo scorso mese di giugno, ma offrendo anche le informazioni relative al livello di istruzione, alla condizione professionale, al tipo di occupazione, il numero dei componenti in famiglia, il reddito famigliare, l’area geografica, la regione di provenienza e, novità importante, la / il responsabile di acquisto -, arrivando a una rappresentazione dei comportamenti di fruizione per fascia oraria giornaliera di 3 ore. Inoltre, per la prima volta, l’audience online sarà rappresentata con una vista più dettagliata per mezzo, grazie alla distinzione dei dati di consumo da smartphone e da tablet.

“Con la produzione dell’Audiweb Database a pochi mesi dal lancio dei primi dati Audiweb 2.0 “Daily” e “Weekly”, a cui hanno aderito con convinto impegno tutti i principali editori e i centri media al completo, concludiamo il lavoro di sviluppo del nuovo sistema di rilevazione. La produzione passa a regime, offrendo gli strumenti indispensabili al mercato per monitorare, valutare e pianificare l’online”, dichiara Marco Muraglia, presidente di Audiweb. “Un sistema di rilevazione che arriva a rappresentare in modo completo e obiettivo il mercato dell’online, restituendo il giusto valore a tutte le entità misurate e fruite in differenti contesti: dal mobile, con la differenziazione tra smartphone e tablet, o tramite applicazioni mobile. Ed è l’anima mobile della ricerca che oggi ci restituisce dati totali maggiormente rappresentativi delle attuali dinamiche di fruizione della Rete”.

In base ai nuovi dati della prima rilevazione Audiweb 2.0, nel giorno medio a luglio sono stati 34 milioni gli utenti online, il 56,2% della popolazione dai 2 anni in su. Dai dati di dettaglio sui device usati per accedere a internet nel giorno medio, risulta che hanno navigato 28,9 milioni di utenti da smartphone (il 63% degli italiani di 18-74 anni), 5,5 milioni di utenti da tablet (il 12% degli italiani di 18-74 anni) e 12,9 milioni da computer (il 21,3% degli italiani dai due anni in su).

L’audience online nel mese di luglio è rappresentata da 41,9 milioni di utenti online complessivi, raggiungendo una quota di circa il 70% della popolazione italiana dai 2 anni in su.
Per quanto riguarda la metodologia alla base del nuovo sistema Audiweb 2.0 realizzato in collaborazione con Nielsen, si ricorda che sono quattro le fonti di dati che alimentano la produzione del dato completo Audiweb Database: la fonte “censuaria”, basata sull’instrumentazione di un TAG/SDK (Software Development Kit di Nielsen) che consente la raccolta di dati relativi alla fruizione di tutti i contenuti online da differenti device e piattaforme e che, con le informazioni provenienti dal big data provider, è alla base della rilevazione Audiweb Daily / Weekly; i Big Data, le cui informazioni, validate dal Panel, contribuiscono all’attribuzione di età e genere all’audience e alla deduplica delle audience tra device.

A queste due fonti di rilevazione, si aggiunge la rilevazione Audiweb Panel. Alla base della produzione dell’Audiweb Database Respondent Level, la rilevazione Audiweb Panel è la misurazione che avviene attraverso un campione statisticamente rappresentativo della popolazione italiana, che ha installato un software meter nel proprio computer, smartphone e/o tablet e fornisce informazioni oggettive e dettagliate sulla fruizione dell’online, oltre a dati esclusivi sul profilo socio-demo degli utilizzatori della Rete.
Le informazioni provenienti dalla rilevazione Panel vengono poi espanse all’intero universo della popolazione connessa grazie alle informazioni derivanti dalla nuova Ricerca di base congiunta con Auditel.

Un sistema estremamente ampio e innovativo, sviluppato in funzione di un unico obiettivo: rilevare e distribuire i dati dell’audience di internet, offrendo al mercato dati oggettivi, di carattere quantitativo e qualitativo, sulla fruizione del mezzo, nel rispetto di tutte le normative in materia di privacy.  L’intero processo è sottoposto ad audit da parte di PWC. Procedure previste già in fase di progettazione del nuovo sistema di rilevazione al fine di proteggere contemporaneamente la privacy dei consumatori e la riservatezza dei Publisher i cui contenuti sono sottoposti a misurazione e coinvolti nel processo di rilevazione.

L’Audiweb Database sarà prodotto tutti i mesi e distribuito in forma completa alle software house per la consultazione da parte degli operatori iscritti al servizio tramite i tool di analisi e pianificazione.
Riprende contestualmente anche la pubblicazione dei dati sintetici dell’Audiweb Database organizzati nel documento di sintesi disponibile per gli utenti registrati sul sito Audiweb nella sezione “Archivio report”.
Entro fine anno saranno pubblicati e distribuiti sia i dati mensili dell’offerta completa online, a disposizione degli operatori iscritti al servizio di consultazione, sia i dati Audiweb Database dell’audience online degli editori iscritti nei mesi di aprile, maggio e giugno, così da coprire il periodo di sospensione della rilevazione e offrire continuità di trend al mercato.

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AZIENDE

Buzzoole e Nielsen misurano l’influencer marketing con True Reach

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buzzoole

Buzzoole lancia in Italia di True Reach, un tool di misurazione basato su un algoritmo appositamente sviluppato per aiutare brand e agenzie a comprendere la reale portata dei risultati delle campagne di Influencer Marketing.

True Reach, nato dalla collaborazione tra Buzzoole e Nielsen, per la prima volta fornisce ai marketer una metrica precisa in grado di definire quanti utenti sono stati effettivamente raggiunti da una specifica campagna di Influencer Marketing.

L’algoritmo alla base di True Reach integra i principali indicatori delle performance dei social media (quali il numero dei follower, la frequenza dei post e il tasso di coinvolgimento) con le informazioni raccolte attraverso sondaggi periodici veicolati ai fan/follower iscritti a differenti social media. Più nel dettaglio, le variabili prese in esame da True Reach includono:

Social following: il numero di follower che un influencer ha su ciascun canale social;
Effective readership: una metrica di visibilità basata sui dati raccolti attraverso i sondaggi eseguiti sul brand che ha attivato la campagna e il numero di follower che affermano di aver visto un messaggio del brand;
Tasso d’interazione dell’influencer: numero di interazioni con ogni singolo post da parte dei follower;
Attività dell’influencer: numero di post caricati mensilmente dall’influencer.

“Una parte delle aziende è frenata verso l’uso dell’influencer marketing come leva di comunicazione perché ha forti dubbi sul ROI. Questo algoritmo identifica una percentuale della fun base, molto più precisa e sicura. Questo è importante perché permette di paragonare la campagna di influencer marketing con altre campagne digitali dando la possibilità di ottimizzare le proprie campagne di brand”, commenta Lorenzo Facchinetti, Analytics Consultant Manager Nielsen Italia

Oltre a restituire il valore dell’audience raggiunta dalla campagna, True Reach offre agli advertiser la possibilità di valutare il ricordo dei messaggi veicolati dagli influencer espresso sottoforma di un Ad Recall Index (ovvero la quota di individui che, sul totale di quelli raggiunti, ricorda il contenuto veicolato), stimato a partire dai sondaggi inviati.

Questo processo consente quindi ai brand di disporre dati di ROI tra cui la copertura reale, l’engagement e il brand consideration. Il risultato è una media buy metric chiaramente riportata nella dashboard del cliente Buzzoole.

“La misurazione dei risultati è stata una delle barriere che finora ha parzialmente ostacolato l’ampia diffusione dell’Influencer Marketing: siamo lieti quindi di poter affermare che Buzzoole, con la collaborazione di Nielsen e prima tra le piattaforme di IM, ha definitivamente abbattuto e superato questo scoglio”, afferma Gianluca Perrelli, Chief Marketing Officer & Country Manager di Buzzoole Italia. “Con True Reach introduciamo una svolta nel mercato del digital marketing dando ai brand uno strumento che consente di mettere a confronto i risultati degli investimenti in Influencer Marketing con altre forme di comunicazione. Da oggi anche le campagne di Influencer Marketing possono diventare una leva consolidata nei piani di marketing delle aziende perché per la prima volta si può contare su strumenti capaci di fornire precisi dati di ROI, esattamente come avviene per ogni altro tipo di campagna di comunicazione e promozione”.

Buzzoole opera in 176 Paesi con oltre 265.000 influencer, classificati in Italia in micro-creator (10.000 follower) e top creator (da 50.000 a 100.000 followers), numeri che cambiano al rialzo in mercati più maturi per l’influencer marketing.

L’internazionalizzazione rimane uno dei pilastri di Buzzoole: “Ci aspettiamo una crescita superiore all’estero – continua Perrelli. Abbiamo archiviato il 2017 con un fatturato di 4 milioni di euro; l’obiettivo 2018 è di chiudere l’anno con un valore raddoppiato, tra i 7,5 e gli 8 milioni di euro di fatturato, che sarà trainato dai mercati avviati, come UK e USA”.

“Quanto agli sviluppi futuri il nostro R&D sta lavorando a soluzioni di predictive marketing e alla creazione di un algoritmo in grado di “smascherare” l’influencer marketing fraudolento, un problema sempre più sentito dalle aziende in ottica di trasparenza e brand safety”, conclude Perrelli.

Il progetto #graziegatto di Sheba

Buzzoole ha presentato i risultati della campagna di IM a supporto dell’iniziativa #graziegatto ideata da Sheba, brand premium di cat food.

Il progetto di comunicazione messo a punto da Buzzoole ha coinvolto un gruppo di top e micro creator in grado di raggiungere circa 720.000 contatti e ha fatto leva su una pianificazione di foto e stories su Instagram e Facebook. Buzzoole e Sheba hanno deciso di misurare i risultati della campagna utilizzando la soluzione di Nielsen Brand Effect.

Sheba ha creato una vera e propria piattaforma di comunicazione digital facendosi portavoce della volontà di chi condivide la vita con un gatto, ringraziandolo per tutto quello che il felino fa ogni giorno per le persone. Da qui la creazione dell’hashtag #graziegatto e il lancio della piattaforma su Facebook e Instagram attraverso un video di testimonianze reali dedicato agli amati felini.

Buzzoole ha supportato l’iniziativa #graziegatto con il roll-out di una campagna di influencer marketing volta ad aumentare awareness ed engagement attraverso la realizzazione di uno storytelling con i creator più affini.

La collaborazione tra Buzzoole e Nielsen ha permesso al brand Sheba di poter accedere a informazioni e insight per valutare il successo della campagna. L’analisi di Brand Effect confronta infatti i KPI di brand mediante interviste somministrate a due gruppi: uno di esposti e uno di non esposti alla campagna di social influencing in modo tale da poter valutare il contributo della comunicazione su awareness, favorability, recommendation e intention to buy.

Per la campagna veicolata a supporto dell’iniziativa #graziegatto di Sheba, è stato possibile rilevare risultati estremamente positivi grazie all’analisi effettuata con Brand Effect di Nielsen:

• Il Top of Mind di Sheba ha raggiunto l’11,4% degli esposti (+6,2 p.p. vs i non esposti), mentre la crescita dell’Awareness Spontanea ha registrato un valore del 16,1% presso i non esposti contro il 19,1% degli esposti
• La Awareness Spontanea di Sheba ha raggiunto l’86,9% nel gruppo degli esposti, registrando un aumento di 3,8 punti rispetto agli utenti non esposti
• La Brand Favorability è stata il KPI che ha ottenuto la crescita maggiore: 72,9% del gruppo dei non esposti rispetto all’89,6% degli esposti
• La Brand Recommendation ha registrato il 73,3% presso i non esposti a favore del’88,5% degli esposti
• L’Intenzione di acquisto ha raggiunto l’88,5% nel gruppo degli esposti con una crescita di 16,2 punti rispetto agli utenti non esposti
• Favorability e intenzione di acquisto sono i parametri che hanno maggiormente contribuito a migliorare il posizionamento del brand Sheba rispetto ai principali competitor
• Il target che ha reagito meglio alla campagna è quello delle donne over 35.

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Nielsen: il primo semestre 2018 chiude a +6,2. La televisione cresce grazie ai Mondiali

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Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia chiude il mese di giugno in positivo, a +6,2% (+5% senza search e social), portando il primo semestre del 2018 a +1,8%, rispetto allo stesso periodo del 2017. Se si esclude dalla raccolta web la stima Nielsen sul search e sul social, l’andamento del primo semestre registra un calo del – 0,4%.

“Come previsto, nel mese di giugno il mercato degli investimenti pubblicitari ha virato decisamente verso il positivo, grazie ai Mondiali di Calcio che hanno portato benefici sulla raccolta con i loro 297 milioni di spettatori (+20% rispetto al 2014) e il picco di oltre 12 milioni per la finale”, spiega Alberto Dal Sasso, AIS Managing Director di Nielsen. “L’impatto positivo ha riguardato ovviamente chi ha trasmesso in chiaro l’intero evento (Mediaset, NdR), ma anche gli altri mezzi, in particolare radio, quotidiani e web che hanno risentito di un vantaggioso effetto di esternalità. Per il secondo semestre è prevista una crescita fisiologicamente più contenuta rispetto al primo, che contribuirà comunque a una chiusura dell’anno intorno al +1,7%”.

Relativamente ai singoli mezzi, la TV cresce nel singolo mese del +8,6% e chiude il primo semestre del 2018 a +0,4%. Seppur la perdita sia ridimensionata, invece, rimangono sempre in negativo i quotidiani, che a giugno calano del -1,3%, consolidando il periodo cumulato a -6,8%. Stesso andamento negativo per i periodici, sia nel singolo mese che per il primo semestre, con cali rispettivamente del -5,4% e del -8,1%. Mese di giugno positivo per la radio (+6,9%) che chiude i sei mesi a +6,8%. Sulla base delle stime realizzate da Nielsen, la raccolta dell’intero universo del web advertising nel primo semestre dell’anno chiude in positivo a +7,9% (+3,3% se si escludono il search e il social). Il cinema è in crescita del 24,3%, così come il transit (+9,5%) e la GoTv (+17,6%). In calo l’outdoor a -9,1%.

Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 13 in crescita, con un apporto di circa 98 milioni di euro. Per i primi comparti del mercato si registrano andamenti differenti nel periodo cumulato gennaio-giugno. Alla buona performance di abitazione (+7,1%) e cura persona (+5,7%), si contrappone il calo di alimentari (-0,7%), farmaceutici (-4,5%) e telecomunicazioni (-9,4%).
Tra gli altri settori che contribuiscono alla crescita continua l’andamento positivo di tempo libero (+31,6%) e enti e istituzioni (+20,6%). Ottimo l’andamento del mese di giugno per automobili (+22,9%), media/editoria (+39,9%), bevande (+15,4%) e industria/edilizia/attività (+23.3%).

“Il primo semestre si chiude dunque tra alti e bassi”, conclude Dal Sasso. “I vantaggi derivanti da un evento mediaticamente impattante come i Mondiali di Calcio trasmessi completamente in chiaro sono nei numeri. Allo stesso tempo, però, l’incertezza politica nella formazione del Governo, che ci siamo portati sino al post elezioni, ha indubbiamente inciso in negativo sull’andamento del semestre. Lo dimostra anche un raffronto con il 2016, anno in cui si sono svolti gli altrettanto mediatici Europei di Calcio. Quell’anno il semestre si era chiuso a +5,1% con un apporto di circa 206 milioni in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Quest’anno invece il semestre chiude comunque in positivo ma con 75 milioni in più, quindi un terzo rispetto alla crescita in valore assoluto del primo semestre di due anni fa, a testimoniare come l’incertezza dei primi cinque mesi del 2018 abbia frenato oltremodo gli investimenti”.

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Nielsen: maggio chiude in negativo, ma le attese sull’anno rimangono rosee

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Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia chiude il mese di maggio in negativo, a -1,8% (-4,9% senza search e social), portando i primi 5 mesi del 2018 a +0,9% rispetto allo stesso periodo del 2017. Se si esclude dalla raccolta web la stima Nielsen sul search e sul social, l’andamento dei primi 5 mesi registra un calo del -1,4%.

“ll mood di incertezza e preoccupazione sullo stato della nostra economia a maggio ha evidentemente spinto le aziende a un atteggiamento attendista”, spiega Alberto Dal Sasso, AIS Managing Director di Nielsen. “La performance del mese, inoltre, è condizionata negativamente anche da una strategia di comunicazione tipica di alcuni investitori che, negli anni dei grandi eventi mediatici, scelgono di focalizzarsi sui mesi clou, in particolare giugno e luglio per il caso specifico dei Mondiali di Calcio. La raccolta pubblicitaria a maggio frena quindi anche per questi motivi, confermando così quell’andamento altalenante intorno alla quota zero verificatosi negli ultimi quattro mesi. I benefici sul mercato pubblicitario di un Campionato del Mondo che si sta rivelando comunque un evento di grande richiamo, nonostante l’assenza dell’Italia, saranno evidenti già dal prossimo mese”.

Relativamente ai singoli mezzi, la TV cala nel singolo mese del -4,8% e chiude i primi 5 mesi del 2018 a -1%. Sempre in negativo i quotidiani, che a maggio perdono il -8,3%, consolidando il periodo cumulato gennaio-maggio a -7,9%. Stesso andamento per i periodici, sia nel singolo mese che per i primi cinque mesi del 2018, con cali rispettivamente del -6,3% e -8,6%.

Mese di maggio negativo anche per la radio (-2,5%) seppur l’andamento del periodo cumulato rimanga positivo, a +6,8%.
Sulla base delle stime realizzate da Nielsen, la raccolta dell’intero universo del web advertising nel primo quadrimestre dell’anno chiude in positivo a +7,6% (+2,1% se si escludono il search e il social).
Il cinema è in crescita del +31,2%, così come il transit (+8,9%) e la GoTV (+22,7%). In calo l’outdoor a -7,7%.

Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 11 in crescita, con un apporto di circa 69 milioni di euro. Per i primi comparti del mercato i primi cinque mesi registrano andamenti differenti. Alla buona performance di abitazione (+5,7%) e cura persona (+3,5%), si contrappone il calo di alimentari (-1,7%), farmaceutici (-7,2%) e telecomunicazioni (-10,1%). Bevande (+1,6%), automobili (+1,5%) e turismo (+3,2%), pur registrando un andamento positivo nei primi 5 mesi, risultano in forte calo a maggio.

Tra gli altri settori che contribuiscono alla crescita si segnala il buon risultato in termini di investimenti pubblicitari del tempo libero (+29,1%), elettrodomestici (+32,1%) e enti e istituzioni (+25,3%).

“Ci aspettiamo dunque una chiusura dei mesi di giugno e luglio in positivo, con il Governo ormai insediato e i Mondiali che, volgendo al termine, stanno regalando, come di consueto, oltre che emozioni e pàthos al pubblico, anche un contributo di investimenti consistenti”, conclude Dal Sasso. “Prevediamo una chiusura positiva del 2018, intorno al +1,7%, che confermi la crescita del mercato pubblicitario per il quarto anno consecutivo”.

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Nielsen: a febbraio 2018 gli investimenti dell’area allargata salgono a +1,2%

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febbraio nielsen

Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia chiude il mese di febbraio in crescita del +1,2% (-0,9% senza search e social), portando il bimestre a +1,8%, rispetto allo stesso periodo del 2017. Se si esclude dalla raccolta web la stima Nielsen sul search e sul social, l’andamento del bimestre registra un calo del -0,3%.

“I numeri di questi primi due mesi dell’anno confermano una certa prudenza da parte degli investitori, seppur il trend sia in terreno positivo” – spiega Alberto Dal Sasso, AIS Managing Director di Nielsen. “L’andamento di febbraio, mese precedente a una tornata elettorale dall’esito incerto, è in leggera crescita, ma il clima di insicurezza ha sicuramente inciso sulla frenata registrata rispetto a gennaio, quando il mercato aveva chiuso a +2,6%”.

Relativamente ai singoli mezzi, la TV cala nel singolo mese del -0,8% e chiude il bimestre a +0,6%. Sempre in negativo i quotidiani, che a febbraio perdono il -9,6%, consolidando il periodo cumulato gennaio-febbraio a -8,7%. Stesso andamento per i periodici sia nel singolo mese
che per il bimestre, con cali rispettivamente del -8,1% e -11,1%.
La radio continua l’andamento positivo (+4,9% a febbraio) e porta a +5,1% l’incremento del periodo gennaio – febbraio. Sulla base delle stime realizzate da Nielsen, la raccolta dell’intero universo del web advertising nei primi due mesi dell’anno chiude in positivo a +7,8% (+2,6% se si escludono il search e il social). Il cinema è in crescita del 37,4%, così come l’outdoor (+7,5%), il transit (+19,2%) e la GoTv (+33,1%).

Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 12 in crescita, con un apporto di circa 34,3 milioni di euro. Per i primi comparti del mercato si registrano andamenti differenti. Alla buona performance di automobili (+5,6%), enti e istituzioni (+41,1%) e media/editoria
(+8,2%), si contrappone il calo di alimentari (-1,4%), farmaceutici (-9,4%) e telecomunicazioni (-20,5%). Tra gli altri settori che contribuiscono alla crescita si segnala il buon risultato in termini di investimenti pubblicitari di gestione casa (+14,1%), industria/edilizia/attività (+34,4%) e tempo libero (+32,3%).
“Guardando all’andamento dei singoli mezzi nel bimestre, ci troviamo di fronte a un mercato a due velocità, che non ha fatto invertire il trend ma indubbiamente l’ha frenato: 37 milioni (+3,7%) di nuovi investimenti per i mezzi che sono cresciuti e 16 milioni in meno (-8,7%) per quelli che hanno sofferto da gennaio a oggi”, conclude Dal Sasso. “Ci si potrebbe aspettare un cambio di marcia nel secondo trimestre, quando le incertezze sull’assetto governativo del Paese si saranno auspicabilmente esaurite”.

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Un buon inizio: Gennaio 2018 a +2,6%. Ma Nielsen è prudente sul prosieguo dell’anno

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gennaio 2018 nielsen anno

Il mercato degli investimenti pubblicitari inizia bene l’anno: nel mese di gennaio chiude in crescita del 2,6%, rispetto allo stesso periodo del 2017, pari a un incremento di circa 14,3 milioni, considerando l’intero perimetro del web advertising. Se si esclude dalla raccolta web la stima Nielsen sul search e sul social, il mercato chiude il mese di gennaio a +0,6 % (pari a una crescita di circa 2,5 milioni).

“Dal punto di vista del mercato, l’anno 2018 è iniziato sotto buoni auspici”, spiega Alberto Dal Sasso, AIS Managing Director di Nielsen. “Tra le variabili considerate, anche il risultato elettorale, ben chiaro nei numeri ma quanto mai incerto sulla formazione di un Governo, non ci consente di sbilanciarci su una previsione per il resto dell’anno, tenendo presente inoltre che il mese di gennaio non è rappresentativo del trend per i prossimi mesi. La crescita economica consolidata, seppur debole, e un equilibrio politico europeo in fase di cambiamento rendono complessa l’interpretazione dello scenario da più punti di vista, compreso quello degli investimenti pubblicitari da parte di grandi e piccole aziende”.

Relativamente ai singoli mezzi, la TV cresce del 2,3%. Sempre in negativo la stampa: i quotidiani iniziano l’anno in calo del 7,8% e i periodici del 16,6%. Gli investimenti in radio crescono invece del 5,3%.
Sulla base delle stime realizzate da Nielsen, la raccolta dell’intero universo del web advertising registra un incremento del 7,3% rispetto a gennaio 2017 (-3,2% se si escludono il search e il social).
In trend positivo il cinema (+26,6%), l’outdoor (21,2%), la go TV (+29,6%) e il transit (+12%). Il direct mail chiude il mese a -2,1%.

Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 11 in crescita, con un apporto di circa 18 milioni di euro. Per i primi comparti del mercato si registrano andamenti differenti. Alla buona performance di automobili (+9,1%), abitazione (+15,8%) e media/editoria (+7,1%), si contrappone il calo di alimentari (-11,3%), farmaceutici (-4,6%), telecomunicazioni (-13.1%) e distribuzione (-4,1%). Tra gli altri settori che contribuiscono alla crescita si segnala il buon risultato in termini di investimenti pubblicitari di gestione casa (+29,3%), industria/edilizia/attività (+72,7%) e tempo libero (+19%).

“Sarà importante vedere i dati consolidati del primo trimestre per valutare la tendenza del 2018″, conclude Dal Sasso. “La prima parte dell’anno potrà essere condizionata da un mese di febbraio debole in termini di raccolta pubblicitaria, come possibile conseguenza di un rush finale della campagna elettorale aspro nei toni e incerto sull’esito”.

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Nielsen: mercato dell’anno 2017 in lieve ripresa (+0.4%). Dicembre sprint a +4.6%

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nielsen anno 2017

Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia chiude l’anno 2017 di poco sopra la stabilità, a +0,4% rispetto al 2016. Se si esclude dalla raccolta web la stima Nielsen sul search e sul social, l’andamento del 2017 registra una contrazione del 2,1%. L’andamento per il singolo mese di dicembre è in crescita del 4,6% (+3% senza search e social).

“Dopo il +0,7% del primo trimestre e i segni negativi dei due successivi, rispettivamente al -1,4% e al -0,9%, la grande rincorsa al segno positivo in un anno dispari si è completata con un rush finale degno dei migliori velocisti, grazie a un ultimo trimestre che ha segnato una crescita del 2,8%. Si conferma quindi la chiusura dell’anno in terreno positivo, anche se un po’ meno di quanto tutti gli operatori si aspettassero”, spiega Alberto Dal Sasso, AIS Managing Director di Nielsen. “Siamo partiti all’inizio dell’anno con una previsione di chiusura del PIL allo 0,8%, che poi è stata aggiustata al +1,3%; siamo passati dalle ombre pesanti del post Brexit a un periodo di maggior tranquillità dopo gli esiti delle elezioni francesi e tedesche; il clima è tornato a essere incerto con l’esclusione dell’Italia dai mondiali di calcio e le incognite sulle prossime elezioni. Il mercato pubblicitario ha seguito l’andamento ciclico tipico degli anni senza grandi eventi mediatici sportivi, bissando la crescita che si era già manifestata nel 2015 (+2%), ma – ricordiamo – era l’anno dell’Expo”.

Relativamente ai singoli mezzi, la tv chiude il 2017 in calo dell’1,6%. Positivo (4,8%) il mese di dicembre. L’andamento della stampa continua a essere negativo: la raccolta nel 2017 per quotidiani e magazine si ferma rispettivamente a -7,7% e -6,2% (-1,9% e -4,3% a dicembre). Chiude l’anno con il segno positivo la radio, in crescita del 5,4% nei 12 mesi e a +0,3% a dicembre. Nel corso dell’anno ha chiuso in positivo 9 mesi su 12. Sulla base delle stime realizzate da Nielsen, la raccolta dell’intero universo del web advertising nei 12 mesi cresce del 7,7% rispetto al 2016 (+1,7% se si escludono il search e il social).
Sempre in positivo l’andamento della GoTV (+12,3%) e del transit (+4,9%) nel periodo cumulato gennaio – dicembre. Anche il cinema mantiene il trend positivo (+2,4%). Outdoor e Direct mail restano negativi, rispettivamente in calo dell’11,2% e del 5,2%.

Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano 10 in crescita nel periodo cumulato, con un apporto complessivo di circa 78 milioni di euro. Per i primi comparti a livello di quote di mercato, si registrano andamenti differenti. Gli investimenti del settore automobilistico si fermano al +1,3%. Positiva la performance del pharma (+3,7%). Il segno resta negativo per le
telecomunicazioni (-2,3%) e per le bevande (-4,1%), che, però, segnano entrambi un andamento positivo sul singolo mese di dicembre (rispettivamente +11,1% e +10,1%). Ottima la performance degli elettrodomestici nel periodo cumulato (+13,6%). Limitatamente al singolo mese di dicembre, un rilevante contributo alla crescita arriva dai settori cura persona, tempo libero e turismo/viaggi che crescono rispettivamente del +23,9% (+4,9 nel periodo cumulato), +33,6% (+4,9%) e +52,4% (0%) con un apporto complessivo di circa 20 milioni di euro.

“Seppur da più parti ci si aspettasse una crescita più solida”, aggiunge Dal Sasso, “la chiusura dell’anno sopra quota zero è un buon segnale, soprattutto per l’andamento particolarmente positivo del periodo autunnale. Ciò può essere visto come un buon auspicio per i primi mesi del 2018, che potrà sicuramente chiudere ancora in positivo grazie al favore dei mondiali di calcio e
anche a una ripresa economica mondiale, cui l’Italia sembra essere bene agganciata”.

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