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Aol, Bayer e Mediacom: al via il progetto di native advertising per il brand Aspirina

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Bayer

Aol insieme a MediaCom MBA – la divisione specializzata in Progetti Speciali – ha sviluppato per il brand Aspirina di Bayer un nuovo progetto di native advertising “Star bene ogni giorno”: un vero e proprio canale, realizzato ad hoc su Msn.it, dedicato al benessere psico-fisico, al successo e all’automotivazione.

“Star bene ogni giorno”, live dallo scorso febbraio, verrà arricchito fino alla fine del mese con contenuti e video, per raccontare il brand e i suoi valori a tutta la famiglia, con particolare focus sul target femminile dai 35 ai 64 anni.

Per supportare la branded experience e assicurare un alto tasso di engagement, gli utenti trovano su Msn pillole video di Barbara Ferrari, una vera e propria life coach, che dispensa approfondimenti e consigli relativi al mondo dello star bene su tutta la sfera del quotidiano: da come avere successo nella vita personale, a come gestire la carriera, le ambizioni personali, il tempo, la comunicazione e molto altro ancora. Inoltre, attraverso una survey, Bayer sta raccogliendo l’opinione dei consumatori relativamente alle modalità di scelta dei farmaci.

Grazie poi all’integrazione con Be On, il network di video branded content di Aol, i videoformat sono viralizzati attraverso siti web e blog coerenti con i temi trattati.

“Star bene ogni giorno”, creato in collaborazione con il centro media Mediacom, viene supportato da una promozione editoriale costante e da una parallela campagna adv con formati altamente impattanti su MSN Home Page e canali in target, oltre a videopreroll su AOL videonetwork.

Completa il progetto una ricerca AD Effectiveness Nextplora che misura tutti i principali KPI di brand (Brand Awareness, ADV Awareness, Intention to buy, Competition…) e che andrà a verificare l’efficacia della strategia di native advertising.

“Con “Star bene ogni giorno” consolidiamo il nostro posizionamento di trusted advisor nei confronti di brand e agenzie: questo progetto innovativo e fortemente legato ai contenuti segna l’introduzione e lo sviluppo di un nuovo approccio al coinvolgimento digitale del pubblico nel settore Pharma e siamo entusiasti di avere l’opportunità di contribuire direttamente a portare avanti questo percorso insieme a Bayer”, spiega Christina Lundari, Managing Director di AOL Italia. “Siamo molto contenti che Bayer abbia confermato la sua fiducia in noi per un progetto di native advertising e siamo certi di poter conseguire e superare gli obiettivi di comunicazione prefissati”.

“L’esperienza dell’anno scorso è stata utile per costruire insieme a AOL Italia un progetto che potesse essere perfetto per Aspirina”, racconta Pierfrancesco Petrosillo, a capo di MediaCom MBA. “Il contenuto è al centro del progetto, con video pillole e articoli testuali che offrono consigli utili per vivere e lavorare meglio. Un modo più maturo per comunicare ai consumatori che il brand Aspirina è vicino al consumatore. MediaCom MBA ha lavorato in stretto contatto con AOL codificando gli insight provenienti dalle campagne di comunicazione di Aspirina in raccomandazioni per creare un’operazione di successo”.

 

 

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Nextplora: ADV online, cala la dispersione, ma la viewability rimane bassa

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nextplora

In Italia il 48% della pubblicità digitale è visibile per più 1 secondo e il 33% supera la soglia dei 5 secondi: lo rivela il nuovo Rapporto sulla Viewability e l’efficacia a target delle campagne digital diffuso da Nextplora, Istituto specializzato in metodologie di ricerca digital ed avanzate, che ha analizzato la Viewability di campagne sul territorio nazionale su più di 2,5 miliardi di impression nel corso del 2015.

Il Report mostra come nell’ultimo anno, rispetto ai periodi precedenti, si sia ridotta la dispersione della pubblicità online sul target adulto (25-64 anni): dal dato medio del 26,6% risalente al biennio 2011-2013 si è passati ad un valore del 26,2% nel 2014, per poi raggiungere il 23,2% nel 2015.

“Negli ultimi anni abbiamo assistito e contribuito, tramite lo sviluppo di nuovi strumenti di valutazione, ad un netto miglioramento dell’efficacia in-target delle campagne online” commenta Andrea Giovenali, CEO di Nextplora. “Quello che ci troviamo ad affrontare adesso è un percorso lungo e sfidante, che punta prima di tutto alla qualità del monitoraggio in termini di servizio, attendibilità ed oggettività delle rilevazioni.

In Italia le percentuali di viewability – intesa come l’opportunità di una campagna di essere vista – sono ancora inferiori a quelle degli altri Paesi europei: la media dei secondi trascorsi su una pagina in cui è presente una campagna a schermo attivo dell’utente – la foreground viewability, viewability “in primo piano” – è di 28 secondi contro i 40 delle altre nazioni.

“E’ importante sottolineare anche il rapporto tra Time in View e Time on Page“, continua Giovenali, “che equivale invece alla media dei secondi trascorsi su una pagina in cui è presente una campagna. Spesso gli utenti navigano su più portali contemporaneamente e questo può creare un’interpretazione poco corretta del dato: non basta che una campagna sia visualizzabile su un sito o un portale per essere effettivamente vista dall’utente.”

A tale riguardo il Report segnala che in Italia la durata media di visibilità in primo piano equivale al 25% del tempo medio delle campagne, a fronte di un rapporto ideale del 50%.

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Solo il 60% delle impression di adv online “colpisce” il target voluto

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Solo una percentuale aggirantesi intorno al al 60% delle impression di banner e video advertising indirizzato agli utenti adulti di Internet raggiunge effettivamente il target group pianificato. Lo rivela un survey della durata di due anni effettuato da Nextplora su 140 campagne di advertising online, Usando Media Profiler, il primo sistema di post-valutazione delle campagne pubblicitarie online sviluppato dallo stesso istituto di ricerca. Si è così potuto verificare che le campagne hanno raggiunto gli utenti previsti in fase di pianificazione con variazioni che vanno dal 43% all’81% del totale delle impression veicolate. Il valore medio si attesta intorno al 60% ed è fortemente correlato alla tipologia di target group pianificato: le pianificazioni rivolte a utenti adulti hanno mostrato una maggiore precisione ed efficacia, caratteristiche che sembrano più contenute in caso di campagne rivolte al target group delle donne e delle responsabili d’acquisto.

 

“Queste evidenze sono conseguenza della ricchezza e complessità del mercato della pubblicità online”, – commenta Alessandra Costa, Executive Research Director di Nextplora, “e la nostra soluzione di post-valutazione è in grado di fornire elementi di verifica e confronto tra domanda e offerta, conoscenza che può solo favorire una crescita e una maturazione di questo comparto”.
Il Media Profiler è infatti un sistema di post-valutazione delle campagne di pubblicità online che si basa su una single source, cioè un’unica base di utenti Internet con la quale si rileva l’esposizione alle campagne anche molto contenute in termini di impression e adotta alcuni accorgimenti tecnici che consentono di contenere alcune delle distorsioni caratteristiche di queste misurazioni, dovute, ad esempio, alla cancellazione dei cookie da parte degli utenti che entrano nell’analisi di esposizione alla campagna.
“Saremo pronti dopo l’estate con il tracciamento delle campagne su Facebook, a cui stiamo lavorando da diversi mesi come primo Istituto Italiano indipendente”, ha aggiunto dichiara Andrea Giovenali, CEO di Nextplora (nella foto). “e saremo in grado di integrare il Media Profiler nelle suite di strumenti di pianificazione e controllo delle campagne impiegate dai centri media”.

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Cresce il ruolo del Social Business nelle strategie di impresa

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Si è svolto al Politecnico di Milano, l’evento dedicato al “business” dei social media. Si è parlato infatti di Facebook al Social Case History Forum, illustrando alcuni dei più significativi successi aziendali sulla piattaforma di Zuckemberg.
L’evento si è aperto con la presentazione della ricerca condotta da Andrea Rangone, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio New Media & New Internet del Politecnico di Milano, mirata ad individuare il ruolo dei social network nel nuovo ecosistema digitale: laddove si registra una continua contrazione nel mercato attuale, gli investimenti pubblicitari sui media digitali continuano a crescere, in particolare la quota di mercato degli investimenti su internet mostra un tasso di crescita del 13%. “È grazie al New Internet” commenta Rangone, “che sta cambiando il concetto di rete: la diffusione dei nuovi device moltiplica le occasioni di fruizione di Internet, il paradigma delle Applicazioni semplifica l’accesso ai contenuti, la multimedialità viene sempre più spinta dai numerosi formati Video e, soprattutto, la rapida ascesa della componente social sposta il ruolo centrale di traino del mercato dai motori di ricerca ai social network. I ricavi media associati al New Internet crescono nel 2012 del 90% e arrivano a pesare per più di un quarto di tutto il mercato degli Internet Media”.
Andrea Giovenali, CEO di Nextplora, ha proseguito presentando una ricerca qualitativa sulla relazione tra persone e brand all’interno dei social media. Da tutto ciò emerge come sia crescente il desiderio delle persone di relazionarsi con i brand all’interno dei social media: la ricerca infatti mostra come il 42% degli utenti social dialogano e interagiscono con le marche presenti su queste piattaforme. Si sono poi susseguite le case history di Mini Italia, Glamoo Italia e Banca IFIS, che hanno messo in evidenza le diverse possibili applicazioni nel processo di marketing grazie all’utilizzo del social network, spiegando come le dinamiche social e gli strumenti messi a disposizione da Facebook coprono e soddisfano le esigenze delle aziende durante le quattro fasi classiche del funnel di marketing (awareness, consideration, purchase, loyalty). A conclusione la tavola rotonda condotta da Maurizio Sala, Partner e Direttore Creativo di Bitmama e Board Member del gruppo Armando Testa, ha approfondito ulteriormente la relazione fra le marche e l’interazione che le persone hanno con esse, evidenziando le differenze e peculiarità in termini di linguaggio e grammatica di comunicazione tra i media tradizionali (in particolare la TV) e i social media.

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