BRAND STRATEGY

“NEED, When design empowers human potential”: oggi pomeriggio presso Logotel

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Oggi pomeriggio è in programma l’evento business “NEED, When design empowers human potential”, organizzato dalla service design company Logotel a partire dalle 14,30 presso la propria sede, in via Ventura 15 a Milano Lambrate. L’evento, che è su invito e rivolto a un pubblico di imprenditori manager mira a riconoscere e analizzare il sistema dei bisogni su una scala individuale e collettiva che permette al management aziendale di riformularli dando delle risposte concrete ai clienti, all’impresa, al mercato.
Di fronte a un panel selezionato di circa 80 tra manager e imprenditori, Nicola Favini, direttore generale e manager of communities di Logotel e Cristina Favini (nella foto), Strategist & Manager of Design Logotel Cristina Favini, Project Manager dell’omonima mostra-evento NEED, in qualità di chairman dell’evento, accompagneranno i partecipanti all’interno di un percorso diviso in tre momenti e in tre ambienti differenti per conoscere, contaminarsi e confrontarsi su strumenti, idee, e scenari di sviluppo per l’impresa: NEED EXHBITION, per scoprire e farsi contaminare da progetti sperimentali e nuovi scenari che mettono in crisi gli attuali bisogni reinventandone anche di nuovi; NEED TOOLS: per leggere e interpretare i bisogni attraverso strumenti, attività, azioni utili, per analizzare, ricercare, immedesimarsi, visualizzare; NEED SHARING: per conversare e scambiarsi di esperienze partendo da una domanda chiave: “Quali saranno i bisogni della nostra impresa del futuro?”.
L’evento business è inserito all’interno della mostra “NEED, When design empowers human potential”, attualmente in corso, dal 14 al 19 april,e ed è inserito nel circuito Ventura Lambrate della Milano Design Week.

Per tutte le info sulla mostra rimandiamo al sito need-design.it e all’aggiornamento quotidiano tramite i social network (Facebook, Twitter e Instagram)

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AZIENDE

La mostra NEED di Logotel esplora al Fuori Salone il bisogno di nutrizione del pianeta

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I designer e le alternative alimentari sono di scena alla mostra che Logotel presenta alla Milano Design Week 2015. Ecologici, abbondanti e nutrienti, gli insetti commestibili saranno il cibo del futuro? E le innovazioni introdotte dalle tecnologie all’avanguardia cambieranno il nostro modo di nutrirci?

I Critter Bitters sono dei cocktail artigianali a base di grilli tostati. Sono quattro gli aromi della gamma: grilli alla vaniglia, grilli al cacao, grilli alla mandorla tostata e, per i più audaci, grilli puri. Critter Bitters, progetto di Julia Plevin e Lucy Knops, parte dalla considerazione che le persone sono più aperte e desiderose di sperimentare e innovare attraverso l’alcol. Critter Bitters è uno dei 19 progetti realizzati da designer italiani e internazionali che la service design company Logotel ha riunito in una mostra chiamata NEED, when design empowers human potential”. La mostra evento, che dal 14 al 19 aprile si terrà nello spazio Logotel di via Ventura 15 a Milano (Lambrate) è probabilmente uno degli appuntamenti più originali della Milano Design Week. Con NEED Logotel propone un percorso di esplorazione dei “bisogni”, uno sguardo non convenzionale sul futuro che mette al centro della scena il design come strumento per riscrivere e riprogettare i bisogni individuali e collettivi. Tra questi spicca il tema cruciale di nutrire il pianeta, che come sappiamo sarà anche il cuore di Expo 2015. NEED dedica al tema delle alternative alimentari ben tre progetti.

Se con Critter Bitters, Knops e Plevin hanno trovato un modo per introdurre gli insetti nella cultura americana, con il progetto Èntomo, Lara Hanlon punta a incoraggiare le persone a scoprire gli insetti come “gustosa” alternativa nutrizionale alla carne di uso comune come quella bovina o suina. In realtà attraverso il suo progetto grafico che applica il food design agli insetti, Lara Hanlon, vuole proporci uno stile di vita più intelligente e socialmente sostenibile. Certo, in Occidente prima di assaggiare un piatto insect-based sarà necessario superare il “fattore disgusto”, e non sarà facile. Lo scorso anno al Salone del Gusto e Terra Madre di Torino, Irad Santacruz Arciniega, cuoco messicano e fiduciario della condotta Slow Food Tlaxcalam, ha mostrato al pubblico larve, uova e insetti che in Messico vengono normalmente utilizzati. L’abitudine di mangiare insetti, inoltre, è frequente in molti paesi come Africa, America Latina e Asia. A livello mondiale si stima che siano 2 miliardi le persone che si nutrono di insetti e quasi 2000 le specie commestibili.

Il bisogno di considerare gli insetti come una valida alternativa alimentare per il futuro del pianeta è stata al centro del rapporto 2013 della FAO. Secondo il rapporto, nel 2030 dovranno essere nutrite più di 9 miliardi di persone, assieme ai miliardi di animali. Visto che fenomeni come l’inquinamento di acque e di terreni causato dalla produzione intensiva di bestiame e la deforestazione provocata dal pascolo eccessivo contribuiranno ai cambiamenti climatici e ad altri impatti distruttivi sull’ambiente, uno dei modi per affrontare il problema della sicurezza alimentare e dei mangimi passa attraverso l’allevamento di insetti, nutrienti, con alti contenuti di proteine, grassi e minerali.

NEED, inoltre, ospita anche Bioplastic Fantastic, il progetto di Johanna Schmeer  che studiando nuovi tipi di prodotti e interazioni scaturiti da innovazioni materiali nella biotecnologia e nanotecnologia ha creato sette “dispositivi biologici” che producono tutto il cibo e l’energia che serve all’essere umano per sopravvivere (proteine, grassi, acqua, fibre, zuccheri, vitamine e minerali), semplicemente esponendosi alla luce (attraverso la fotosintesi artificiale). I dispositivi sono stati progettati come parte di uno spazio domestico influenzato biologicamente e somigliano a quella di macchine o laboratori al fine di sottolinearne la natura di oggetti di uso domestico e le possibilità di design derivanti. Il progetto nasce per porre interrogativi e generare discussioni sulle tipologie di applicazioni di biotecnologia e nanotecnologia che in futuro non tanto lontano diventeranno parte integrante della nostra vita quotidiana.

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AGENZIE

Logotel in mostra alla Design Week con “NEED, When Design Empowers Human Potential”

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Quali sono i bisogni del futuro? Di cosa ha bisogno il futuro? Ha senso progettare e lavorare su esigenze non più attuali? Per rispondere a queste domande, ma soprattutto per capire come il design adesso e nel futuro possa essere centrale per riscrivere e riprogettare i bisogni, la service design company Logotel presenta “NEED, When Design Empowers Human Potential” che si terrà durante la Design Week di Milano nello Spazio Logotel di via Ventura 15 dal 14 al 19 aprile.

Un percorso di esplorazione dei “bisogni” attraverso una moltitudine di progetti, realizzati da 19 designer italiani e internazionali, in grado di mettere in relazione diversi punti di vista meta-progettuali che indichino e mostrino alcune dimensioni del cambiamento che sono state attivate reinterpretando o riattualizzando alcune categorie di bisogni: individuali e collettivi, in micro e macro scala, umani o artificiali, materiali e immateriali, presenti e futuri. In questa chiave di lettura del presente, diventa sempre più centrale infatti allargare lo sguardo e avventurarsi sul terreno dell’ascolto: sia perché riemergono bisogni basici ed elementari, sia per anticipare quelli futuri.

La mostra indaga progetti e ricerche impegnati a disegnare servizi, artefatti, utilities o scenari con l’obiettivo di trasformare e migliorare individuo, società, ambiente per testimoniare un un orizzonte grande e possibile della trasformazione.
Project & Content Management di “Need” è Cristina Favini, Strategist e Manager of Design di logotel, con la direzione scientifica di Susanna Legrenzi, curatrice di mostre di design e di progetti di comunicazione online e offline e Stefano Maffei, Professore Associato alla Scuola del Design del Politecnico di Milano.

Ecco alcuni dei lavori presenti in questo percorso di esplorazione dei “bisogni”.
Ebola Ppe For Healthcare della Johns University e Critter Bitters di Julia Plevin e Lucy Knops, sono i progetti di “maggiore impatto”. Il primo è il prototipo di una tuta per aumentare la protezioni degli operatori sanitari che hanno a che fare con il virus Ebola ed esplora la dimensione del #Care mettendo in mostra una mescolanza unica di design funzionale, bioingegneria e conoscenza di come si possano controllare le malattie infettive. Il secondo, Critters Bitters, rivoluziona il modo in cui gli americani pensano le bevande. Questi nuovi Cocktails sono infatti Insect-Based. Lavorati attraverso processi di distillazione e fermentazione, gli insetti, o meglio i grilli, diventano dei prodotti commestibili miscelati con quattro sapori: vaniglia, cacao, mandorle tostate e – per i più avventurosi – il grillo puro nella sua essenza. Il progetto esplora il bisogno di superare il fattore di disgusto da parte della società occidentale di consumare gli insetti con più “voglia”.
Altri lavori presenti: da Fragile di Mireia Gordi i Vila che usando le proprietà di una membrana elastica, incastra oggetti di diverse forme e dimensioni in un packaging su misura, riutilizzabile, lavabile, riparabile, modulare ecc… a Reporter di Nicholas Felton, un’app che partendo dall’idea che “less is more”, aiuta a tenere traccia del tempo passato e delle attività compiute durante la giornata, misurando alcuni aspetti della giornata ad intervalli random e aggregando il tutto con grafici riassuntivi e statistiche. Il progetto NASCO/STO di Maurizio Montalti di Officina Corpuscoli consiste in un bastone da passeggio in vetro che viene rivisitato in chiave contemporanea e simbolica: da un lato la sua funzione di supporto e/o ausilio, dall’altro strumento fragile allegorico che invita a riflettere sulla necessità di un cambiamento nel campo della disciplina del progetto.

E’ ispirata invece ai progressi nel campo delle biotecnologie, Johanna Schmeer con il progetto Bioplastic Fantastic, getta le basi per il cibo del futuro, sette diversi prodotti che, combinati, potrebbero fornire tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno per vivere: proteine, grassi, acqua, fibre, zuccheri, vitamine e minerali. Mentre con Ambio, una lampada alimentata da batteri bioluminescenti costituita da un tubo di vetro riempito con batteri bioluminescenti in una soluzione di acqua salata, Teresa van Dongen sfrutta il matrimonio tra arte, biologia e tecnologia. Il libro Autistic Lanhiages di Lynn Schammel nasce dall’incontro del social designer con 3 adulti affetti da autismo con i quail Schammel ha trascorso un anno, per conoscere meglio sia loro che il loro modo di comunicare; mentre Ginger Krieg Dosier con Biobrik ha messo a punto un mattone che non deve essere cotto, bensì coltivato. Con il suo impiego su larga scala sarà possibile abbattere sensibilmente le emissioni di CO2. Dalla collaborazione della Ong Water is Life con scienziati e ingegneri americani, nasce Drinkable Book, il libro potabile, le cui pagine contengono due filtri in grado di fornire acqua pulita per 30 giorni oltre a essere rivestite di nanoparticelle di argento i cui ioni uccidono germi e batteri responsabili di malattie come colera, tifo ed escherichia.

Orari di apertura al pubblico:
Mar 14, Ven 17, Sab 18 10 am- 8 pm
Merc 15 10 am – 10 pm
Gio 16 10 am – 1 pm
Dom 19 10 am – 6 pm

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