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Il “Modern Marketing” secondo Oracle, per intercettare i bisogni di consumatori sempre più social

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Consumatori sempre più consapevoli, informati con a propria disposizione sempre più numerose opzioni per prendere le proprie decisioni di acquisto. Anziché rivolgersi alla vendita, gli utenti si documentano su web, social media, blogs forum online, ecc.

“A fronte di un consumatore sempre più evoluto, tecnologicamente preparato e in grado di interagire con le aziende su più canali”, osserva Giovanni Ravasio, Application Country Leader di Oracle Italia, “si registra un crescente numero di investimenti IT attualmente provenienti da linee di business differenti per analizzare e misurare la Customer Experience e trasformarla in valore. Ricerche di Gartner affermano che negli ultimi 2 anni, il 90% delle aziende dovrebbero competere quasi interamente su aspetti legati a un’efficace gestione della Customer Experience, dato che corrisponde a un incremento del 36% rispetto ai 2 anni precedenti”.
Per rapportarsi con il consumatore moderno servono infatti agilità, migliori performance e flessibilità: risposta di Oracle a queste esigenze è il “Modern Marketing” con le relative soluzioni a supporto.
“Il processo da noi denominato Modern Marketing”, spiega Ravasio, “si esplica in 3 fasi: Engage, Unify, Analyze. Ossia, ingaggiare il cliente e i prospect; profilarli attraverso l’analisi del loro comportamento digitale così da poter proporre contenuti appropriati nel momento più corretto (in modalità sia one-to-one sia one-to-many )e in ultimo, fare analisi delle azioni intraprese in tempo reale”. (ANALYZE).
Affiancando da tempo le aziende nel loro percorso verso il modello della “socially-enabled enterprise”, Oracle ha arricchito le Oracle Applications (in HCM, ERP, Customer Experience) progettandone lo sviluppo sulla base delle logiche social e potenziando le funzionalità di collaborazione disponibili all’interno delle soluzioni. Un contributo significativo arriva da piattaforme come Oracle Social Marketing, che consentono di governare secondo flussi ben orchestrati le relazioni con gli utenti sui social network, gestendo al contempo in modo efficiente le attività di condivisione dei contenuti sui vari canali digitali. È possibile così abbattere il rischio di comunicare in modo disorganico nel corso di una relazione che è sempre più multicanale.
All’interno di tutte queste interazioni tra utenti e aziende gravita una ricca mole di dati che, quando processati dalle diverse funzioni, si trasformano in informazioni di valore. Il percorso deve necessariamente e ssere agile ed efficace per raggiungere il nuovo cliente digital, mobile e social, reso possibile dall’impiego di soluzioni tecnologiche spesso in cloud.
“Come Oracle, credima che il trend legato alla trasformazione digitale del marketing sarà infatti sempre più trainato dal cloud”, sottolinea ravasio, “ed è la ragione per cui negli ultimi due anni e mezzo ha investito 3 miliardi di dollari nell’acquisto di aziende specializzate nell’offerta di specifiche tecnologie per il marketing, integrando le differenti soluzioni: una grande scommessa volta a dominare l’attuale mercato del “marketing cloud”, dove intende conquistare la leadership grazie all’offerta di un’ampia famiglia di tool che consentono a professionisti del marketing di interagire con i propri clienti e prospect in maniera ancora più efficace ed efficiente”.
L’offerta Oracle’s marketing cloud è attualmente composta dalle soluzioni Eloqua e Responsys, due piattaforme di marketing-automation rispettivamente orientate al B2B e al B2C; la piattaforma di data-management BlueKai, che ha “in pania” oltre 1,5 miliardi di profili comportamentali, segmentai per tipologia di industry; Compendium, il motore di ricerca per i contenuti content-marketing e, infine, le piattaforme per il social listening e la pubblicazione Vitrue e Collective Intellect.
Oracle ha coniato una definizione per indicare l’evoluzione della conoscenza del consumatore che dall’Universal Consumer profile, attraverso la rilevazione del suo “Digital Body Language”, diventa prima “Personas”, cioè riconducibile a uno dei modelli di comportamento classificati, e infine “Dato”, cioè informazione puntuale, precisa e rilevante.
“In questo scenario il ruolo dei Chief Marketing Officer è di cruciale importanza”, conclude Ravasio. “In qualità di “guardiani” della customer experience, ai CMO è richiesto molto più che l’acquisto di tecnologia. Loro compito primario è sapere interpretare l’enorme ricchezza di informazioni di vendita, di marketing e di customer care combinati con un’ampia mole di dati reperibili da diverse fonti esterne all’azienda. La sfida per le aziende moderne è di analizzare in tempo reale questi dati, andando a modificare di conseguenza le strategie di business, in modo da realizzare un’efficace customer experience”.

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