AGENZIE

La Fabbrica si aggiudica la gara della Ferrovie dello Stato con “play mobility”

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play mobility

La Fabbrica, agenzia di comunicazione internazionale specializzata in progetti edutainment e istituzionali, si aggiudica la gara indetta dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane con il progetto educational biennale “Play mobility, il viaggio sta cambiando” .

L’obiettivo è promuovere la cultura della legalità e del contrasto al vandalismo, un fenomeno che provoca un danno alla collettività sia in termini economici sia di indisponibilità dei mezzi e sensibilizzare le nuove generazioni al tema del rispetto e del corretto uso del treno come bene comune.

L’iniziativa, che coinvolge gli studenti dai 6 ai 14 anni di oltre 2.000 tra scuole primarie e secondarie di tutta Italia, si sviluppa in un percorso di attività didattiche articolate su 4 parole chiave che raccontano il viaggio come emozione, scoperta, progresso e progettualità.

Il progetto “Play mobility, il viaggio sta cambiando” intende coinvolgere i giovani predisponendo per loro un percorso che li renda protagonisti e interpreti della mobilità del futuro, più sostenibile e integrata.

La Fabbrica si è occupata di ideare il progetto educativo, realizzare i materiali didattici per docenti e studenti e il sito web (www.playmobility.it) dedicato all’iniziativa. Coordinerà la gestione del progetto, dialogando con le istituzioni scolastiche e coinvolgendo le singole scuole.

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Mobilità multimodale: per Kantar e Lorien Consulting un’Italia spaccata in due

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lorien kantar

L’industria della mobilità è in fermento: connettività, giuda autonoma, auto elettriche, car sharing mostrano come da un lato, la tecnologia stia avendo impatto dirompente in questo settore, ma, dall’altro, i cittadini non abbiano ancora assimilato (ed apprezzato) appieno i benefici dell’innovazione. In Italia, i livelli di mobilità sono in crescita (e multiformi): quasi un cittadino su tre è “multimodale” – si sposta molto e sceglie molti mezzi diversi; a livello nazionale cresce ancora l’uso quotidiano del mezzo privato e quello saltuario della sharing mobility, complementare con gli altri mezzi. Ne hanno parlato, Kantar e Lorien Consulting, società del Gruppo WPP, oggi al “Forum Quale Mobilità – Green mobility, come cambiare la città” organizzato da Legambiente in collaborazione con Lorien Consulting all’interno di CityTech, dove sono stati diffusi i risultati dell’ultimo Osservatorio sulla Mobilità Sostenibile* condotto appunto da Lorien.

“Il futuro della mobilità è già oggi”, esordisce Andrea Galimberti (nella foto), Head of Mobility, Kantar, “ma le aziende e le amministrazioni devono ancora lavorare molto per diffondere la conoscenza e le funzionalità che l’innovazione tecnologica mette a disposizione per una miglior mobilità. Il nostro studio globale Connected Car, che ha ascoltato 8500 conversazioni in 13 paesi nel mondo, ha evidenziato che l’evoluzione della mobilità (CASE:  Connected, Automnomous, Shared, Electric) passa per una più ampia conoscenza dei benefici che l’innovazione può portare ai cittadini per la loro mobilità. Tutti gli operatori devono dunque agire in modo sinergico per generare conoscenza e cultura. In alcuni Paesi (come ad esempio la Cina), il cittadino è già molto evoluto in quest’ambito, conosce ed apprezza auto connesse, ad utilizzo condiviso, elettriche, con guida assistita, in altri come l’Europa e l’America sembra ci sia ancora molto da fare per evidenziare i benefici che la tecnologia e l’innovazione possono portare alla mobilità”.

E l’Italia? Come si muovono gli italiani? Stiamo diventando sempre più multi-modali (28% dei cittadini intervistati) ma prevale ancora l’uso del mezzo privato. L’Osservatorio sulla Mobilità di Lorien Consulting ha dato un quadro chiaro sulle scelte, e dunque sugli “stili” di mobilità, nel nostro Paese, evidenziando un’Italia spaccata in due per modalità e intensità di spostamento: crescono i multi-mobili, coloro che si spostano molto e con molti mezzi, ma anche i moderati, con media intensità di spostamento (insieme questi due stili di mobilità pesano per un 60% degli intervistati), mentre diminuiscono gli stanziali, ovvero coloro che si spostano pochissimo, quasi sempre con lo stesso mezzo, e i mono-mobili a media intensità di spostamento e che usano solo l’auto.

“Se, da un lato, a livello nazionale prevale ancora l’uso quotidiano del mezzo privato, dall’altro cresce quello saltuario della sharing mobility, complementare con gli altri mezzi” spiega Elena Melchioni, Amministratore Delegato di Lorien che poi continua “secondo i milanesi essere una smart city significa soprattutto poter disporre di un sistema di mobilità efficiente e moderno con una gestione sostenibile delle risorse ambientali, anche grazie all’uso delle tecnologie. In questo, i servizi di mobility as a service integrati per la mobilità pubblica e condivisa sarebbero considerati molto utili soprattutto dai city users”.

 

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BRAND STRATEGY

FS Italiane e interbrand: partnership strategica per il lancio di Nugo

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nugo

Il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, grazie alla partnership strategica con la global brand consultancy Interbrand, ha lanciato nugo, la piattaforma digitale che, superando un approccio esclusivamente tecnologico, accelera il percorso strategico del Gruppo verso la
ridefinizione dell’esperienza di mobilità.

Questo lancio è un elemento chiave del Piano Industriale 2017-2026 del Gruppo FS Italiane che si pone un obiettivo importante: essere il punto di riferimento della mobilità.

“Oggi più che mai la mobilità è un ecosistema complicato, frammentario e in rapidissima evoluzione”, afferma Manfredi Ricca, Chief Strategy Officer EMEA & LatAm di Interbrand, “nugo nasce per fare ciò che fanno i grandi brand: semplificare la complessità, traducendola in un’esperienza immediata, rilevante e personalizzata”.

“Con nugo vogliamo contribuire a una trasformazione culturale del modo di spostarsi, aiutando le persone a usare meno la propria auto in favore dei mezzi di trasporto collettivi e condivisi. Perché questo accada, muoversi deve essere semplice”, ha sottolineato Carlotta Ventura, Direttore Brand Strategy e Comunicazione del Gruppo FS Italiane. “nugo semplifica gli spostamenti – ha continuato Ventura – perché consente al cliente di organizzare il viaggio minimizzando lo stress, combinando i mezzi ed effettuando l’acquisto in pochi secondi”.

Il primo passo per la realizzazione del progetto è stato quello di analizzare lo scenario competitivo, le esigenze dei target di riferimento e gli asset di FS Italiane, al fine di distillare un posizionamento credibile, rilevante e differenziante per il brand: “Real and right experiences on the go”.

“nugo è un’innovazione radicale e coraggiosa da parte del Gruppo FS Italiane, migliorando esponenzialmente la mobilità, cambia il paese”, afferma Lidi Grimaldi, Executive Director di Interbrand.

Dal nome, che richiama i concetti di “nuovo”, “in movimento” e “personalizzato” (assonanza con you), grammatica visuale, dalla user experience ai princìpi di innovazione dei servizi, Interbrand e FS Italiane, creano un vero e proprio brand ecosistema che ridefinisce il concetto di “living mobility”.

“Abbiamo lavorato immaginando scenari futuri di servizi e interazione, e abbiamo plasmato un brand su questo mondo”, afferma Paolo Insinga, Direttore Creativo di Interbrand, “nugo: un brandinterfaccia, digitale e fisica, che reinventa il modo di viaggiare collegando virtuosamente tutti gli attori della filiera”.

Il logotipo è incorniciato da due cerchi, un’astrazione di tutte le ruote e tutti i servizi di mobilità finalmente collegati da nugo. Una tipografia geometrica, colori brillanti e un’interfaccia semplice contribuiscono a creare un’esperienza fresca e contemporanea.

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AZIENDE

Il Gruppo Volkswagen lancia MoDo, nuovo sito web dedicato alla mobilità del futuro

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modo volkswagen

Volkswagen Group Italia lancia MoDo, un nuovo portale che racconta la mobilità del futuro. Notizie, storie, approfondimenti per vivere la grande trasformazione del Gruppo Volkswagen, un percorso che lo porterà dallo status di costruttore di automobili a quello di provider di mobilità sostenibile a 360°. Ma non solo questo: l’obiettivo del nuovo portale del gruppo è anche di chiarire i dubbi e dare risposte a chi si domanda come ci si muoverà in un domani nemmeno troppo lontano rispetto a oggi.

Massimo Nordio, Amministratore Delegato di Volkswagen Group Italia: “Troppe voci contrastanti, e non sempre competenti, sul futuro della mobilità creano confusione. MoDo è una fonte valida, che intende fare chiarezza. Si sente molto parlare di come cambierà il modo di spostarsi nei prossimi anni” continua Massimo Nordio. “Ma spesso troppe voci contrastanti, e non sempre competenti, creano confusione: in questo senso MoDo si pone come fonte autorevole, la voce di un Gruppo leader nel settore automotive che intende fare chiarezza a chiunque cerchi informazioni sulla Mobilità di Domani”. Una mobilità che sarà elettrica, connessa, condivisa e autonoma – e con il Gruppo Volkswagen tra i protagonisti. Per certi versi, però, il futuro è già realtà. Basti pensare ai tanti modelli a zero”.

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MEDIA 4 GOOD

FIAB, on air la campagna di sensibilizzazione #codicedisicurezza

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FIAB #codicesicurezza

“La cronaca degli incidenti delle ultime settimane, che hanno coinvolto anche personaggi del mondo sportivo da Scarponi a Hayden, ha tragicamente riportato alla ribalta il problema della sicurezza sulle nostre strade che, inutile negarlo, è da tempo un’emergenza per il nostro Paese”. Lo dice Giulietta Pagliaccio, presidente di FIAB, la Federazione Italiana Amici della Bicicletta che sta lanciando proprio in questi giorni la nuova campagna di sensibilizzazione #codicedisicurezza per chiedere con urgenza al Governo l’approvazione della riforma al Codice della Strada, ferma da oltre due anni e mezzo in Senato, dopo il passaggio positivo alla Camera. “I dati sulle vittime della strada parlano da soli” continua Giulietta Pagliaccio. “Ogni 35 ore una persona perde la vita in sella alla propria bicicletta. Ai 251 ciclisti morti nel 2015 si sommano 1.504 automobilisti, 891 motociclistici, 602 pedoni, 180 conducenti di mezzi pesanti, oltre a un totale di 247.000 feriti (dati ACI-Istat). Una vera e propria strage che coinvolge tutti, indipendentemente dal mezzo di trasporto”.

La riforma del Codice della Strada è uno strumento importante per poter riorganizzare la mobilità su tutta la rete viaria e, soprattutto, per dare il via a un cambiamento culturale. Per la prima volta, infatti, la legge delega mette la “persona” al centro della normativa e individua nella “sicurezza” e nella “mobilità sostenibile” le premesse per la riscrittura delle norme del Codice: controllo della velocità, condivisione degli spazi, riorganizzazione del traffico urbano, promozione della mobilità pedonale e ciclabile e del Trasporto Pubblico Locale (TPL), per citare solo alcuni dei punti salienti. Anche FIAB ha dato il suo contributo alla discussione del ddl per garantire una “priorità per l’utenza non motorizzata”. Al centro delle proposte presentate in Commissione Lavori Pubblici in Senato nel luglio 2015, l’importanza di affrontare i temi della sicurezza stradale per l’utenza vulnerabile incentivando, ad esempio, l’uso della bicicletta quale efficace contrasto all’incidentalità (secondo il principio “safety in numbers”, ovvero dove circolano più biciclette si registra un numero minore di incidenti) e adottando interventi idonei, come l’introduzione di Zone 30 – che devono divenire uno standard già in fase di progettazione delle aree urbane – e del doppio senso ciclabile (documento completo delle proposte FIAB alla riforma al Codice della Strada).

“Queste e altre proposte per la sicurezza e la mobilità sostenibile così come tutto il prezioso lavoro fatto fino ad oggi, andrebbero irrimediabilmente perduti se la Legislatura si concludesse senza l’approvazione della riforma del Codice della Strada da parte del Parlamento”, puntualizza Giulietta Pagliaccio. Per questo FIAB ha promosso la campagna #codicedisicurezza. Lanciata attraverso i social e con messaggi personali ai Presidenti di Camera e Senato, l’iniziativa sta riscuotendo grande attenzione e ha già avuto il plauso e l’adesione di molte realtà istituzionali e associative che si sono fatte a loro volta promotrici della campagna: Confindustria ANCMA, Federciclismo, Legambiente, CosmobikeShow – la fiera della bicicletta di Verona – e alcune amministrazioni come il Comune di Milano con l’assessore alla mobilità Marco Granelli che ha manifestato il suo interesse per #codicedisicurezza durante l’ultima edizione di Cyclopride. I cittadini sono invitati a manifestare la propria richiesta di una sollecita approvazione alla riforma del Codice della Strada con un laccetto bianco, da indossare o da legare al proprio veicolo (bicicletta, moto, auto), e a condividere l’iniziativa sui social – twitter, facebook, instagram – postando una foto del laccetto bianco con l’hashtag #codicedisicurezza, citando, appunto, @lauraboldrini e @PietroGrasso nel post di accompagnamento.

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AZIENDE

Milano e il car sharing: i numeri di car2go, tra tipologia di utenti, filosofia green e nuove auto

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Gianni Martino di car2go

Era l’agosto del 2013 quando car2go ha lanciato il proprio servizio di car sharing a Milano. A quasi tre anni di distanza, sono ormai 80.000 i clienti che quotidianamente utilizzano il servizio nella metropoli lombarda. A sottolinearlo è Gianni Martino, Country Manager car2go Italia & Spagna, in un incontro aperto ai giornalisti proprio nella città regina per il servizio.

“Milano è il tetto del mondo per car2go” racconta infatti il manager. “E abbiamo deciso che a breve espanderemo la nostra flotta con macchine nuove, sempre Smart ma di un modello più recente; e avranno motore a Euro 6, per ridurre ulteriormente le emissioni”. Ma chi sono i maggiori utilizzatori del sistema? Sono in maggioranza persone con un elevato livello di istruzione, ha indagato il servizio, appartenenti ad una classe sociale medio-alta e consapevoli di cosa significhi far parte della sharing mobility. Prevalentemente uomini single o coppie senza figli che possiedono un’unica auto all’interno del nucleo familiare. A livello nazionale il profilo socio-economico degli utenti sembra essere molto simile anche se a livello locale ogni città presenta alcune differenze. Nel dettaglio a Milano, dove car2go ha lanciato il servizio ad agosto 2013, gli iscritti sono prevalentemente uomini (65%) anche se il numero delle donne che utilizza il servizio è più alto rispetto al resto d’Italia di 5 punti percentuali. L’età media dei clienti car2go di Milano è, invece, in linea con la media italiana di 38 anni: quasi il 70% degli utenti, infatti, rientra nella fascia d’età tra i 26 e i 50 anni. Inoltre, la maggioranza dei milanesi che utilizza car2go ha un’occupazione fissa e non ha figli.
Nella città della Madonnina, i milanesi hanno percorso 17 milioni di km a bordo di car2go per i loro spostamenti quotidiani, con un utilizzo medio di 25 minuti per noleggio. I clienti car2go di Milano iniziano, inoltre, ad utilizzare il servizio maggiormente nelle zone di Duomo, San Vittore, Ticinese, Brera, Tortona, Pagano, Loreto e Porta Romana, mentre avviano meno frequentemente il noleggio partendo dalle zone di Ripamonti, Lambrate, Padova, Affori, Lorenteggio e Barona. Da ciò emerge come i milanesi prediligano prendere un veicolo car2go nel centro città, mentre utilizzano altri mezzi di trasporto per i viaggi da fuori al centro città, a dimostrazione del fatto che car2go è un servizio totalmente flessibile e complementare al servizio di trasporto pubblico locale e taxi. In meno di 3 anni dal lancio del servizio in Italia, la flotta car2go ha raggiunto un totale di 1.900 veicoli smart fortwo. A livello nazionale, car2go ha raggiunto nel 2016 i 200.000 iscritti che hanno percorso un totale di oltre 30.000.000 di km tra le 4 città di Milano, Roma, Firenze e Torino, dove il noleggio delle smart fortwo dura di media tra i 25 e i 30 minuti. Grazie al fatto che nella tariffa car2go è compreso il parcheggio sulle strisce a pagamento e l’accesso all’Area C (a Milano) e alle ZTL (a Roma, Firenze e Torino), l’utente utilizza principalmente il servizio per gli spostamenti in centro città nelle ore di punta e durante il weekend. car2go è presente a livello internazionale in 30 città: 15 in Europa, 14 tra il Nord America e il Canada e da 2 mesi anche nella metropoli cinese di Chongqing. Una delle principali caratteristiche di car2go è l’interoperabilità del sistema, che permette ai clienti di viaggiare all’estero utilizzando il servizio, all’interno dell’Europa e all’interno del Nord America, con un’unica App.

“Il ritorno sugli investimenti c’è ed è ottimo” continua Gianni Martino. “Questi sono in linea con le previsioni, c’è una discreta remunerazione, che quindi ci vede molti contenti e soddisfatti del servizio. Le città italiane in cui siamo presenti ci rendono molto soddisfatti, e ovviamente per il futuro abbiamo in mente di espandere il servizio anche in altre realtà, italiane e internazionali, anche se al momento non posso dire quali. Le ultime aperture a livello internazionale ci hanno reso molto contenti (tra Bruxelles, Madrid e una città cinese, in cui abbiamo avuto un successo incredibile). E questo non va a scontrarsi con altre realtà della mobilità milanese: abbiamo infatti certificato che, una volta data via la prima o la seconda auto in una famiglia, l’utilizzo dei servizi di mobilità diventa importante, che sia esso car2go, taxi o mezzo pubblico, dando una grandissima mano (e noi sotto questo punto di vista stiamo cercando di migliorare il più possibile introducendo veicoli a energia elettrica) la mobilità sostenibile”.

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Per gli acquisti meglio cercare sul web: la ricerca targata Find e Duepuntozero

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Sempre più ricerca in mobilità, sempre meno richieste ai negozianti: è questo il trend che emerge nell’ultima ricerca commissionata a Duepuntozero Research, società del gruppo Doxa, dall’agenzia di marketing digitale FIND fondata da Marco Loguercio sull’impatto dei motori di ricerca sul nostro modo di comportarci, soprattutto nel campo degli acquisti.

 

Per trovare ciò di cui si ha bisogno in un negozio, oramai ben un italiano su tre preferisce affidarsi alla search in mobilità. L’impatto di questi nuovi strumenti non si limita quindi solo agli acquisti online; infatti ben il 23% del campione intervistato, dopo una ricerca sul proprio smartphone decide di acquistare in punti vendita fisici, e non tramite ecommerce. Sul perché così tanti acquirenti preferiscano chiedere consiglio al proprio smartphone piuttosto che al commesso del negozio, il 66% ritiene che quest’ultimo spesso sia eccessivamente ‘di parte’ nel consigliare, mentre il 41% non li ritiene adeguatamente preparati. Esiste poi una parte di consumatori che, pur avendo chiesto al commesso, poi usa lo smartphone per verificare e integrare le informazioni ottenute al fine di poter avere accesso a ulteriori dettagli utili alla scelta. Ma quali sono i prodotti più acquistati dopo una ricerca online? La ricerca ne individua cinque: al primo posto troviamo servizi di viaggi e turismo, al secondo telefonia e accessori, al terzo abbigliamento e accessori; a seguire prodotti di elettronica, in ultima posizione libri e riviste.

 

A differenza di ciò che potrebbero pensare i venditori, le ricerche in mobilità non sono necessariamente finalizzate a trovare punti vendita con prezzi minori; è vero, invece, che almeno in un terzo dei casi l’acquirente cambia idea sull’acquisto a causa di recensioni negative trovare su Internet, lì dove il passaparola mostra il suo maggior potere. Il fatto che le informazioni che si trovano online attraverso i motori di ricerca orientino l’opinione delle persone su aziende, prodotti e servizi è vero anche in generale, e non solo in caso di utilizzo dello smartphone: l’80% degli internauti italiani si è lasciato dissuadere almeno una volta dall’acquisto di un prodotto o servizio a causa dei commenti o recensioni negative trovati in Rete; soprattutto gli under 34 e gli utenti di dispositivi mobili sono quelli che si sono fatti influenzare in più occasioni.

 

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