AZIENDE

Myvisto lancia una sfida di video verticali per l’Università di Scienze Gastronomiche

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Università UNISG

L’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche (UNISG) di Pollenzo e Myvisto insieme per una video strategy totalmente mobile-friendly.

Con Facebook, Instagram e Youtube che sempre di più spingono sul formato verticale la nuova sfida presente sulla piattaforma Myvisto è pienamente al passo con i tempi.

I 1600 videomaker della community si sfideranno infatti sul tema uomo-cibo-territorio nel formato 9:16: i video vincitori andranno poi a popolare i social dell’Università in una video strategy pensata e realizzata per una fruizione da telefono.

“Valorizzare le relazioni tra le persone, le comunità e i territori è alla base della nostra mission. Trovare nuovi linguaggi che favoriscano questo dialogo è importante per garantire la comprensione e lo scambio virtuoso di informazioni ed esperienze. La collaborazione con Myvisto nasce proprio dalla necessità di indagare come viene percepito il rapporto uomo cibo territorio dai giovani talenti. Ci siamo chiesti quale fosse il mezzo migliore per raccontare tutti questi punti di vista e la risposta più in linea con le tendenze della comunicazione attuale è stata una sola: il video verticale”, commenta Paolo Ferrarini Communication Manager UNISG.

“La relazione con i nostri partner e soci sostenitori ci offre la possibilità di sperimentare continuamente nuovi approcci in tutti i campi. Raccogliere la “sfida” lanciata da Myvisto ci permetterà di avere una visione attuale sui temi a noi cari con un punto di vista del tutto innovativo. Inoltre ci offre la possibilità di valorizzare i giovani talenti che sono il vero motore della nostra università”, afferma Gabriele Cena, Responsabile Fundraising – Relazioni Esterne e Partnership UNISG.

L’Università degli studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo

L’Università degli studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, nata e promossa nel 2004 dall’associazione internazionale Slow Food con la collaborazione delle regioni Piemonte ed Emilia Romagna forma i gastronomi, nuove figure professionali che hanno conoscenze e competenze trans-disciplinari nell’ambito delle scienze, cultura, politica, economia ed ecologia del cibo e operano indirizzandone la produzione, la distribuzione e il consumo verso scelte sostenibili. La chiave di volta di quello che può essere definito gastronomo è la profonda comprensione del cibo come valore e del suo ruolo importante nel creare e modellare la società.

Studiare le scienze gastronomiche significa elaborare e praticare una nuova forma di vita, che coniuga le diversità e le specificità culturali con il bisogno e il desiderio universali di cibo buono, sano e giusto per tutti. Perché il cibo riguarda tutti ed è di tutti.

Il contest video

L’Università ha deciso di appoggiarsi a myvisto.it, la piattaforma digital di video content creation, per realizzare un contest video sul rapporto uomo-cibo-territorio.

I videomaker dovranno raccontare il ruolo del cibo nel creare, far crescere e modellare la società e come il cibo sia anche un linguaggio capace di unire popoli e generazioni.

Una sfida, questa, che unisce due realtà, Myvisto e UNISG, che hanno valori simili: la valorizzazione e l’attenzione al giovane talento emergente da un lato e, dall’altro, la dinamicità e il continuo sguardo all’innovazione e alle nuove tendenze.

La sfida è aperta a tutti.

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COMMERCE

“Digital Holidays 2018”: Teads allinea propensione agli acquisti e device usati

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digital holidays

Teads ha diffuso “Digital Holidays 2018“, il primo report che fornisce agli advertiser dati dettagliati e guidelines sul comportamento d’acquisto dei consumatori durante il periodo delle festività. Il report, frutto di uno studio sul comportamento degli utenti online, mette in luce tre importanti aspetti utili per costruire una strategia di media branding che parta dall’unione sinergica di timing, predisposizione all’acquisto del consumatore tipo e device preferenziale.

Conoscere le proprie audience, allineare le strategie di comunicazione e stimolare il consumatore nel momento più adatto lungo ogni fase del percorso d’acquisto è fondamentale per strutturare una strategia di media planning cost-effective. Tra i numerosi risultati della ricerca, quello che riguarda il timing è il più interessante. Grazie alla definizione di una timeline degli acquisti digitali, è emerso che la potenza di un piano media spesso risulta parziale, terminando prima che il suo naturale corso si esaurisca. Sono stati individuati 10 momenti chiave che si estendono da inizio Novembre fino alla metà di Gennaio e identificato 4 personas: Early Edward, Festive Felicity, Late Lucy e Indulgent Ian. Ogni persona rappresenta un comportamento d’acquisto differente, tra coloro che si informano con largo anticipo sui propri publisher preferiti, coloro che attendono l’ultimo minuto per acquistare, fino ad arrivare ai cosiddetti “late consumer” troppo spesso ignorati nelle strategie di brand. Gli acquisti last minute rappresentano, infatti, il 30% degli acquisti effettuati nel periodo preso in esame, mentre nel mese di Gennaio la ricerca online addirittura triplica per quanto riguarda gli acquisiti in ambito Lusso, Automotive e Tech.

Il periodo delle festività è un momento di assoluta importanza, sia per i consumatori, a caccia di offerte e suggerimenti, sia per i brand, le cui scelte di business devono essere strategicamente indirizzate e correttamente targettizzate. Il mobile, come mostra la ricerca, è il device principe degli acquisti natalizi. Mai come in questo periodo la percentuale di acquisti sul canale digitale è governata dal mobile, device preferito dai consumatori prima, dopo e durante lo shopping. È al 64%, infatti, il tasso di acquisti effettuati dai dispositivi mobili prima di Natale, ma questo dato diventa ancora più significativo se si considera che l’80% dichiara non solo di utilizzare il cellulare durante il processo di acquisto in-store ma anche di venirne influenzati.

L’ultimo tra i dati più significativi del report riguarda il fatto che, soprattutto nel periodo precedente al Natale, i consumatori sono inseriti in continuazione in un flow di esposizione e input di acquisto che può generare in loro pressione e frenesia. Il 76% di loro dichiara, infatti di cambiare spesso idea su che brand/retailer scegliere dopo aver cercato informazioni online. È necessario, quindi, costruire esperienze di advertising interattive e qualitative su misura per l’utente e per il meccanismo di fruizione mobile facendo risaltare il brand nel rumore caratteristico di questo periodo dell’anno, particolarmente florido di offerte. Qualità, scalabilità e creatività sono le parole chiave per catturare l’attenzione dell’utente e vincere su ogni livello del funnel.

“Diventa sempre più importante conoscere i consumatori per allineare le proprie strategie non solo alle caratteristiche demografiche del target”, commenta Dario Caiazzo, Managing Director di Teads Italia, “ma soprattutto al comportamento e alle preferenze d’acquisto che delineano il momento in cui viene erogata una campagna. L’obiettivo di questo report è fornire precisi insights sulle audience durante le festività natalizie, periodo davvero ricco di momenti chiave per l’acquisto e aiutare i brand a distribuire il giusto annuncio al consumatore più adatto, nel momento perfetto”.

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BRAND STRATEGY

Splio acquisisce Gowento e integra i Mobile Wallet nella sua piattaforma

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Splio - Gowento

Splio annuncia l’acquisizione della startup tech francese Gowento, piattaforma di Mobile Customer Engagement. Alla base della scelta di acquisire questa startup ad alta crescita, la volontà di diventare un importante player nell’ambito del mobile CRM e aprire la strada alla creazione di una relazione più moderna tra brand e consumatori.

Fortemente ispirata dalla profonda conoscenza del mercato cinese e di WeChat, Splio persegue la sua strategia di sviluppo del prodotto, che vede nella Neo-fidelizzazione il fulcro, integrando i Mobile Wallet nella sua piattaforma di omnichannel marketing.

L’expertise di Splio

Splio combina marketing automation e loyalty marketing, fornendo una piattaforma per gestire campagne marketing e nuovi programmi loyalty, sia online sia offline. Questa acquisizione consentirà ai clienti di digitalizzare la carta Fedeltà, inviare notifiche push dal Wallet e attivare notifiche geolocalizzate e personalizzate in prossimità di tutti i punti vendita.

“Con questa prima acquisizione, Splio intende dare una svolta al panorama di settore e invia un messaggio chiaro al mercato europeo. Mentre Cina e Stati Uniti hanno fatto enormi progressi in ambito di Mobile Wallet, in Europa oggi Splio si distingue per l’integrazione della tecnologia di Gowento. I brand sono ora in grado di porre il mobile al centro della loro strategia di Neo- fidelizzazione e modernizzare la relazione con il cliente senza una terza parte e senza la necessità di scaricare un’app”, dichiara Mireille Messine, Chief Executive Officer di Splio. “Siamo molto felici di dare il benvenuto al talentuoso e visionario team di Gowento con il quale condividiamo valori ed obiettivi”.

La startup Gowento

Fondata a Parigi nel 2015 da Rabye Marouene, Sébastien Alexandre e Loris Guignard, Gowento è una startup che ha saputo costruire il suo prodotto attorno al potenziale, ancora sottovalutato, dei Mobile Wallet e delle app pre-installate, disegnando funzionalità che vanno ben oltre il mero pagamento mobile. In meno di 3 anni, 50 brand si sono affidati a Gowento, tra cui Fnac, L’Occitane e Nicolas, e la soluzione è stata distribuita in oltre 60 paesi.

“Lo smartphone è il canale di interazione principale tra il brand e i suoi consumatori e in particolare i suoi clienti. Con oltre 2,5 milioni di app disponibili sul mercato di cui solo la media di una dozzina per utente viene utilizzata regolarmente, lo smartphone è diventato una priorità assoluta nella strategia CRM dei brand. Abbiamo creato Gowento per rispondere a questa sfida, utilizzando applicazioni già installate sugli smartphone, come Apple Wallet, Google Pay o Google Chrome e Samsung Internet “, spiega Rabye Marouene, CEO e co-fondatore di Gowento. “Combinando la nostra soluzione con la piattaforma Splio e l’expertise del suo team di esperti di marketing in tutto il mondo, abbiamo ora i mezzi per andare ancora più veloci e concretizzare le nostre ambizioni comuni”.

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MEDIA 4 GOOD

AdMove.com sostiene il Gelato Sospeso con campagne di mobile advertising geolocalizzate

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gelato sospeso

La piattaforma di mobile marketing AdMove.com incontra il Gelato Sospeso e sostiene l’iniziativa estiva dell’Associazione Salvamamme nata per regalare un piccolo gesto di solidarietà ai bambini e alle famiglie in difficoltà.

Grazie all’infrastruttura tecnologica di AdMove.com, che consente la realizzazione e la veicolazione di annunci pubblicitari personalizzati e geolocalizzati su smartphone, verranno realizzate nella piazza di Roma e di Milano campagne mirate alla promozione dell’iniziativa e alla generazione di store traffic verso gelaterie selezionate.

Geolocalizzando gli utenti, grazie ad AdMove la campagna pubblicitaria pro-bono raggiungerà in modo mirato e capillare sui telefonini il pubblico presente nel bacino d’utenza delle singole gelaterie, spingendo gli utenti ad aderire all’iniziativa. La campagna è caratterizzata da un’accurata immagine coordinata, personalizzata con nome e indirizzo per ogni singola gelateria coinvolta, con link al sito per conoscere tutti i dettagli del Gelato Sospeso.

Fino al 31 ottobre in centinaia di gelaterie in tutta Italia sarà possibile aderire all’iniziativa che, ispirandosi all’antica tradizione napoletana del caffè sospeso, invita i consumatori a prendere un gelato e pagarne due, regalando il secondo alle famiglie in difficoltà che non possono permettersi l’acquisto. Salvamamme provvederà anche a coordinare l’invio dei gelati a case famiglia con minori, centri per anziani ed anche case protette per donne maltrattate con minori.

Quello di AdMove.com per il Gelato Sospeso è un supporto significativo dal punto di vista etico e operativo, perché permetterà la diffusione mirata di un’idea semplice ma molto forte dal punto di vista simbolico, che da quattro edizioni raccoglie testimonianze di affetto e sostegno da tutta Italia. Dal 2015 al 2017, dal lancio della prima campagna a oggi, l’associazione Salvamamme con il Gelato Sospeso ha donato 100mila sorrisi grazie al coinvolgimento di centinaia di gelaterie in tutte le regioni italiane.

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AZIENDE

S4M per il potenziamento del settore mobile: la partecipazione allo IAB Tech Lab

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iab tech lab, s4m

S4M, una delle principali piattaforme AdTech specializzata nelle campagne drive-to-store, partecipa a IAB Tech Lab per essere un membro attivamente impegnato a guidare le iniziative mobile-first dall’Associazione.

In IAB Tech Lab lavorano digital publishers, aziende tecnologiche, specialisti di marketing, affiancati da agenzie e aziende di tutto il mondo interessate al marketing interattivo. S4M è uno dei pochi membri di IAB Tech Lab a possedere una DSP Mobile. Il suo obiettivo è quello di aiutare l’associazione ad implementare nuovi standard tecnici, dedicati agli ambienti in-app, per l’industry pubblicitaria digitale.

“Da tempo, assistiamo ad un’evoluzione dell’industria pubblicitaria digitale, questa evoluzione dovrebbe andare di pari passo con un’evoluzione degli standard tecnici e invece siamo ancora in alto mare,” spiega Pierre Wurmser, Chief Product Officer di S4M. “Delineare delle linee guida tecniche specifiche per gli ambienti in-app significa garantire ad ogni azionista un ecosistema pubblicitario digitale più sostenibile e scalabile”.

Un’iniziativa alla quale S4M tiene in modo particolare è la creazione di una norma standard che regoli il formato delle immagini delle in-feed nel native advertising. I publisher hanno varie dimensioni editoriali e ci sono delle differenze tra i vari device e i sistemi operativi. Native e placement possono essere diversi a seconda degli ambienti in-app. Uniformare le specifiche tecniche aiuterà a risolvere il problema legato alla visibilità e alle frodi che interessano questo mercato e creerà degli strumenti di misurazione universali. Le iniziative legate alla creazione di specifiche tecniche per il settore mobile incoraggeranno una maggiore monetizzazione e ulteriori opportunità per lo sviluppo di questo ecosistema. La“Mobile App Support for Ads.txt” immessa sul mercato da IAB Tech Lab, settimana scorsa, rappresenta un chiaro segnale del fatto che il settore delle mobile app necessita di regole specifiche.

“Siamo felici di accogliere S4M in IAB Tech Lab. I nostri membri sono gli elementi chiave per la realizzazione del nostro obiettivo che è quello di permettere una crescita sostenibile dell’ecosistema dei mezzi digitali globali, soprattutto perché stiamo entrando in un’era post-GDPR.” dice Dennis Buchheim, Vice President e Direttore Generale di IAB Tech Lab.

S4M porta avanti il suo impegno, sia a livello individuale che sostenendo lo sforzo collettivo, per migliorare il settore della pubblicità digitale. Recentemente, l’azienda è entrata a far parte del GDPR Transparency and Consent Framework, un Framework realizzato da IAB Europe e IAB Tech Lab. S4M è orgogliosa di essere ora presente nella lista dei Vendors & CMPs registrati.

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La TV è sempre più fluida, gli italiani amano il mobile: i dati Doxa e comScore

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tv

Passare dal palinsesto TV ai servizi video via web diventa prassi sempre più comune per tutte le fasce d’età: se infatti il 51% degli italiani si lascia ancora guidare dalla programmazione televisiva tradizionale, anche il 33% del pubblico più anziano dichiara di dedicare lo stesso numero di ore a programmi TV e a contenuti video su internet. Questo è quanto emerge dai dati presentati ieri dall’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano in occasione del convegno “Internet Media: avanti tutta, ma avanti tutti?” (qui il nostro articolo di ieri) in collaborazione con Doxa (ricerca sul consumatore e le attività online svolte sui diversi dispositivi) e comScore (ricerca sull’audience della total digital population italiana e i device più utilizzati).

 

Il digitale erode i media tradizionali

La pay tv tradizionale è ancora fruita in grande maggioranza attraverso la TV (per il 70% degli intervistati), le piattaforme che offrono Video On Demand si suddividono tra TV (45%) e Pc (29%) mentre lo streaming è ancora per la maggior parte legato alla fruizione tramite computer (47%). Cresce del 39% la spesa dei consumatori per i video online (in SVOD, abbonamenti di contenuti Video on Demand), un formato da considerare oramai imprescindibile fin dall’inizio della pianificazione media per una efficace strategia comunicativa.

“Se suddividiamo il mercato pubblicitario complessivo tra i diversi mezzi, anche nel 2017 vediamo confermato il trend che mostra la componente digitale erodere sempre più quote alla carta stampata e in parte anche alla Televisione” dichiara Andrea Lamperti, Direttore dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano. “Negli ultimi dieci anni, infatti, le posizioni di Stampa e Internet sono esattamente ribaltate (da una quota rispettivamente del 31% e del 10% nel 2008, oggi i due mezzi sono passati al 13% e al 34%), mentre nel 2017 la Tv tocca la sua quota minima (48%)”.

 

Video Online, Tv, Video On Demand: generazioni a confronto

La fruizione di contenuti video online sta affermandosi sempre più come modalità complementare ai mezzi tradizionali: il 44% del campione, a prescindere dalla fascia anagrafica, cerca infatti un contenuto o programma specifico indifferentemente da dove questo venga trasmesso (con punte del 51% tra i Millennials). Le tipologie di programmi più guardati nell’ultimo mese denotano una polarizzazione a seconda dell’età del pubblico: se i Millennials preferiscono serie tv straniere, film appena usciti al cinema, reality e animazione, il pubblico più adulto è più legato a talk show, fiction italiane e telegiornali…

 

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Il Mobile Internet nel 2020 varrà il 28% del consumo media globale: lo studio Zenith

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mobile

Negli ultimi anni la rapida diffusione di dispositivi mobili e network di mobile data ha cambiato il modo di fruire i media in tutto il mondo. Secondo l’ultimo Media Consumption Forecasts 2018 di Zenith, nel 2018 il 24% del consumo media globale si concentrerà sul mobile rispetto al 5% registrato nel 2011. Entro il 2020 si prevede che questo dato raggiunga il 28%. L’incremento del consumo di dispositivi mobile porta i brand a un ripensamento delle proprie strategie di comunicazione, che si concentrano meno sui canali e più sulla mentalità e sul comportamento del consumatore.

 

L’ascesa del mobile

L’uso di Internet da mobile ha ridotto l’utilizzo di quasi tutti gli altri media. La stampa è il mezzo più sofferente: si stima che tra il 2011 e il 2018 il tempo dedicato alla lettura sia diminuito del 45% per i quotidiani e del 56% per le riviste.

Questi dati si riferiscono solo al tempo dedicato alla lettura di pubblicazioni cartacee. Il tempo trascorso nella lettura di quotidiani e riviste online è un dato incluso nel totale Internet; per molte testate si osserva che il tempo guadagnato online compensa il tempo perso dalla lettura della versione cartacea.

Anche la televisione e la radio mostrano un calo nella fruizione. Si stima che il tempo trascorso a guardare la televisione si sia ridotto del 3% tra il 2011 e il 2018, mentre il tempo dedicato all’ascolto della radio è diminuito dell’8%. I canali televisivi e le emittenti radiofoniche hanno conquistato audience online nello stesso momento in cui hanno perso quelle offline, come accaduto alla stampa, tuttavia hanno subito la concorrenza delle piattaforme digitali native come YouTube e Spotify.

 

Dal canale al mind-set

L’ascesa del mobile ha smorzato i confini tra i diversi canali. Utilizzato per soddisfare diverse esigenze, dall’intrattenimento all’informazione, dalla socializzazione alla ricerca, alla comunicazione, per i brand il mobile diventa uno strumento in grado di ricoprire diversi ruoli: aumentare la brand awareness, creare direct response, permettere una comunicazione one-to-one, oppure generare contenuti earned. Tutto dipende da come il consumatore utilizza il device e, in particolare, dal “mind-set” in cui si trova.

Ad esempio, un consumatore che cerca in modo proattivo informazioni specifiche ha uno stato d’animo differente da chi, invece, condivide le foto delle vacanze con gli amici o guarda un video. È compito dei brand comprendere i segnali che l’attività svolta dal consumatore in un determinato momento fornisce sul proprio “mind-set” e quindi attivare le modalità di comunicazione più appropriate.

Concentrandosi sulla mente e sul comportamento del consumatore si dissolve anche la distinzione tra media tradizionali e digitali: è più importante che un consumatore stia leggendo le news, rispetto al canale dove sta avvenendo la fruizione, sia questo una rivista su carta o un sito web.

Le persone che guardano contenuti video in TV, su pc o smartphone hanno molto in comune, tuttavia chi guarda contenuti in formato lungo può avere mind-set diversi dagli utenti che fruiscono contenuti in pillola sui social media. I brand devono definire il ruolo che ogni piattaforma ricopre all’interno delle proprie strategie di comunicazione, a prescindere da come il consumatore vi accederà.

 

L’utilizzo dei media continua a crescere

La rapida espansione dell’uso di internet da mobile ha aumentato il tempo medio dedicato alla fruizione dei media, offrendo alle persone l’accesso a contenuti essenzialmente illimitati ovunque e in qualsiasi momento della giornata.

Zenith stima che nel 2018 in media ogni persona trascorrerà sui mezzi 479 minuti al giorno, il 12% in più rispetto al 2011 e nel 2020 il dato salirà a 492 minuti.

Anche il tempo trascorso al cinema è aumentato del 3% tra il 2011 e il 2018, grazie agli investimenti attivati per rendere più coinvolgente l’esperienza in sala e a un miglior lavoro di sponsorizzazione dei titoli a livello internazionale.
In media, però, le persone trascorrono molto meno tempo al cinema rispetto a qualsiasi altro mezzo: solo 1,7 minuti al giorno nel 2018. Si prevede una crescita del dato che salirà a 1,9 minuti nel 2020.

 

Focus sull’Italia

Trend globali confermati

In Italia i trend globali vengono confermati. I contenuti sono liquidi e cross-mediali, e l’abitudine sempre più diffusa alla visione multi-screen sta cambiando il modo in cui gli italiani fruiscono i media. Si tratta di un momento positivo per i media caratterizzati da una modalità di fruizione free e low cost; questo vale in particolare il mobile, il cui consumo avviene nel tempo libero e spesso in sovrapposizione con altre attività.

Un nuovo approccio multimediale

Negli anni si è assistito a un aumento del numero medio di piattaforme utilizzate dalla popolazione italiana e, contemporaneamente, alla diminuzione del tempo impiegato su ogni singolo mezzo. Un fenomeno che si spiega con un nuovo approccio multimediale adottato dalle persone. Se guardiamo il totale minuti spesi su internet si osserva un calo dell’utilizzo da PC; nel 2011 erano 37 i minuti al giorno dedicati, scesi a 11 minuti nel 2018. Il tempo speso su mobile è invece aumentato: 49 minuti al giorno contro i 25 minuti del 2014.

Il mobile tende a essere utilizzato spesso in contemporanea con altri media, primo su tutti la TV. Ciò significa che la quantità totale del tempo speso sui mezzi non è più rappresentata dalla semplice somma del tempo per dispositivo; la percentuale di consumo esclusivo dedicato a ogni singolo mezzo sta diminuendo a favore di un uso più integrato delle piattaforme.

La spesa pubblicitaria per l’audio/video

I cambiamenti nel consumo dei media riflettono l’evoluzione della spesa pubblicitaria destinata all’Audio Video: lo schermo si sposta gradualmente online e capitalizza gli investimenti pubblicitari italiani. Internet, soprattutto il mobile internet, sta crescendo a scapito dei media tradizionali off-line. Il tempo trascorso su mobile (smartphone e tablet) continuerà a crescere di anno in anno grazie allo sviluppo del 4G e all’aumento del numero di dispositivi mobili. A questo si aggiunge la diffusione delle Smart TV che contribuiscono al consumo di video online.

La fruizione giornaliera dei media è senza dubbio influenzata dalle variabili socio-demografiche. Gli over 44 mostrano un’affinità elevata verso i media digitali (in particolare dispositivi mobili). Gli under 25 sono più inclini alla fruizione del mezzo cinema e dei video online; gli adulti di mezza età invece hanno la stessa passione per il digital dei giovani ma sono più propensi all’ascolto della radio durante il drive-time. I gruppi di età più maturi preferiscono la stampa a discapito del digitale.

La TV capitalizza l’attenzione in prima serata, tra le 20 e le 23; mentre il consumo della radio è più alto mentre si guida (tra le 8 e le 11 la mattina/ verso le 18 la sera). Il consumo di mobile è spalmato lungo tutto l’arco della giornata, mentre il PC per la navigazione web diminuisce dopo l’orario di lavoro.

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MEDIA

Madvertise lancia MDF: nuovo sistema di monetizzazione degli spazi su mobile per i publisher

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madvertise

La concessionaria mobile madvertise, inaugura il “Madvertise Developer Fund” (MDF), nuovo sistema di monetizzazione per gli editori. Aderendo a MDF giovani editori e sviluppatori di app potranno avere accesso a un budget dedicato a loro, facendo fruttare i loro spazi pubblicitari su mobile. L’iniziativa fa sì che tutti i ricavi generati dagli annunci rimangano all’editore, garantendo infatti revenue share competitivi su campagne in programmatic e reservation e il 100% di revenue share sulla mediation, previa l’implementazione dell’SDK Madvertise.

“In Italia le realtà ambiziose, di qualità, che garantiscano ambienti brand safe non mancano, ma molte di queste sono ancora in fase di sviluppo per quel che riguarda la distibuzione della loro inventory mobile”, afferma Francois Roloff, COO di Madvertise.

“Il mercato è sempre più frammentato in termini di nuovi editori”, aggiunge Tommaso Rossi, Managing Director di Madvertise Italia. “Il nostro obiettivo è avviare una collaborazione con i candidati più promettenti. Il Madvertise Developer Fund si propone appunto di far integrare l’SDK Madvertise a tutte le testate con grande potenziale, ma ancora in fase di crescita, invitiamo dunque tutti gli editori con contenuti di qualità, una struttura già avviata per gli spazi pubblicitari e almeno 20.000 utenti attivi al mese ad aderire al programma.”

Per i publisher che aderiranno al fondo sarà sufficiente implementare l’SDK una tantum, per godere immediatamente dei vantaggi offerti dal programma. Il pioniere dell’Adtech si fa insomma da apripista per tutti quei budget pubblicitari a cui le testate più verticali spesso non riuscono ad avere accesso.

“Abbiamo avuto un’esperienza molto positiva nella collaborazione con GoalAlert, app che fornisce risultati calcistici in real-time“, spiega Roloff. “Da quando abbiamo iniziato a lavorare insieme nel 2015 l’app ha registrato 1 milione di utenti unici. È stato il risultato di strategie basate sull’attenzione a monetizzazione e rispetto della user experience, aspetti di cui un publisher deve necessariamente tener conto per affermarsi sul mercato”. Allo stesso modo sono cresciute con Madvertise, per diventare le più importanti app del network, realtà come FantaMaster, Squid e Cinetrailer.

Madvertise è integrata con le principali SSPs, il che permette a tutti i partner di lavorare con brand di valore in ambienti di alta qualità.

 

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Total Digital Audience Marzo 2018: il 68,7% della popolazione si collega da Mobile

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marzo 2018 audience

Nel mese di marzo sono stati 34,2 milioni gli utenti che hanno navigato da PC, smartphone e/o tablet, pari al 62,3% della popolazione dai due anni in su. L’audience online da mobile nel mese ha raggiunto il 68,7% della popolazione maggiorenne, con 30,1 milioni di utenti collegati per 49 ore in media per persona.
Nel giorno medio la total digital audience ha raggiunto 25,4 milioni di utenti, online in media per 2 ore e 25 minuti a persona. I dati della Total Digital Audience sono stati resi noti nella giornata di ieri da Audiweb, che ha reso disponibile il nastro di pianificazione, Audiweb Database, con i dati della fruizione di internet.
Dai dati sulla fruizione di internet dai differenti device rilevati, risulta che nel giorno medio sono stati 21,5 milioni gli italiani che hanno navigato da mobile (smartphone e/o tablet), di cui oltre la metà, il 58,8% pari a 12,6 milioni, ha navigato esclusivamente da mobile. Nel giorno medio sono stati 12,8 milioni gli italiani che hanno scelto di navigazione anche da PC.

Per quanto riguarda il profilo degli utenti online, nel mese di rilevazione erano online nel giorno medio il 45,2% degli uomini (12,6 milioni) e il 47,3% delle donne (12,8 milioni) e, più nel dettaglio, oltre il 60% della popolazione adulta tra i 18 e i 54 anni (il 65% dei 18-24enni, il 66% dei 24-34enni e il 62% dei 35-54enni).
Il mobile surfing si è ormai affermato tra le attività quotidiane per oltre il 50% della fascia centrale della popolazione di 18-54 anni. Infatti, nel giorno medio risultano online anche o solo da mobile il 58,8% dei 18-24enni (2,4 milioni), il 58,3% dei 25-34enni (4 milioni) e il 54,2% dei 35-54enni (10 milioni).
Dai dati sulla provenienza geografica degli utenti online, nel giorno medio a marzo risultano online il 49,1% della popolazione dell’area Nord-Ovest (6,9 milioni), il 50,1% dall’area Nord-Est (4,7 milioni), il 45,2% dall’area Centro (4,2 milioni) e il 43% dell’area Sud e Isole (9,2 milioni).

Dai dati sulla distribuzione del tempo online tra i device rilevati, emerge che in questo mese di rilevazione il 78% del tempo totale trascorso online è stato dedicato alla fruizione di internet da mobile (smartphone e/o tablet). Resta ulteriormente confermata la preferenza da parte delle donne e dei giovani 18-24enni per questa modalità di navigazione. Infatti, con circa l’84% del tempo totale online da questi device, le donne superano i valori raggiunti dagli uomini e, con l’86,3% del tempo totale online da mobile, i più giovani si attestano tra i principali fruitori dell’online da mobile.

Per quanto riguarda le dinamiche dei consumi online, resta confermato il trend fino ad ora rilevato e rappresentato, che vede almeno l’80% della popolazione online concentrata tra i siti e le applicazioni delle prime cinque categorie. Le altre categorie di siti e applicazioni online, riescono comunque a raccogliere l’attenzione di almeno il 60% degli utenti online, segno del fatto che, sebbene la quasi totalità degli utenti sia attratta dalle entità rappresentate nelle prime categorie, molta parte dell’audience online si muove consultando tutta l’offerta disponibile, in base a interessi particolari,

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Audiweb: a Febbraio 2018 il 48,3% degli italiani ha navigato su Internet nel giorno medio

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audiweb

La total digital audience a Febbraio è rappresentata da 34,2 milioni di utenti unici, il 62,4% della popolazione dai due anni in su, online per 52 ore e 55 minuti in media per persona. Lo rivela, come è consuetudine, la ricerca AudiWeb relativa al periodo di riferimento, che segnala come nel giorno medio siano 26,5 milioni gli italiani collegati almeno una volta, online in media per 2 ore e 26 minuti per persona.
Per quanto riguarda la fruizione dai differenti device rilevati, nel giorno medio a febbraio risulta che 13,6 milioni di italiani dai due anni in su hanno navigato da un PC e 22,7 milioni di italiani maggiorenni da mobile (smartphone e/o tablet), con 13 milioni di questi che hanno preferito navigare esclusivamente da mobile.

Quasi metà degli italiani, il 48,3%, ha navigato quotidianamente a febbraio, con quote più rilevanti per la fascia d’età dai 18 ai 34 anni, con il 66,2% online almeno una volta nel giorno medio, e al di sotto della media (43,8%) per la fascia più matura dei 55-74 anni.
Secono i dati resi noti da Audiweb. inoltre, a trainare si conferma la navigazione da mobile che vede coinvolti, in generale, il 51,8% degli italiani maggiorenni e, più in dettaglio, la quasi totalità dei giovani online (il 61,4% dei 18-24enni e il 60% dei 25-34enni), il 57,2% dei 35-54enni e il 38% degli over 55.
In sintesi, per quanto riguarda il tempo dedicato all’online, in questo mese di rilevazione risulta che il 77% del tempo complessivo dedicato alla fruizione di internet è stato generato dagli accessi da mobile; mentre le donne hanno dedicato all’online 26 minuti in più rispetto agli uomini.

Il tempo quotidiano dedicato alla fruizione di internet supera la media generale nel caso della popolazione più giovane, con 2 ore e 40 per i 18-34enni, arrivando alle 2 ore e 34 minuti nel caso dei 35-54enni.

I dati riferiti alle prime cinque categorie di siti e applicazioni più visitati a febbraio assegnano alla categoria Serch il 93,6% degli utenti online nel mese, pari a 32 milioni, l’86,4% degli utenti alla categoria General interest portals & communities (29,6 milioni), l’86,1% ai siti della categoria Member communities – social network – (29,5 milioni), l’85,2% alla categoria Internet tools / web services – i siti dedicati ai servizi e tool online -, (29,2 milioni) e l’83,2% alla categoria Video / Movies (28,5 milioni).

Sono comunque molto rilevanti anche i dati riferiti alle categorie di siti e applicazioni di servizio, ad esempio eMail, con il 79% degli utenti online nel mese, e Corporate Information, con il 72,1% degli utenti, oppure dedicate al tempo libero e alle relazioni, come nel caso della categoria Cellular/Paging con 75,1% degli utenti o Map/Travel-Info con il 67,7%

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AZIENDE

Mobile e Intelligenza Artificiale, i pro e contro nel focus di IPG Mediabrands

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mobile, intelligenza artificiale

di Giuseppe Caiazza, CEO IPG Mediabrands/McCann Worldgroup Italia

 

Barcellona, Mobile World Congress 2018. Mi trovo davanti a uno schermo su cui è proiettato un video di otto anni fa (febbraio 2010): parla Eric Schimdt (allora amministratore delegato di Google) e quello che dice è: “Tra qualche anno sarà tutto mobile”. In otto anni non solo questa “premonizione” è diventata realtà, ma ci sembra anche scontato che sia così. Ve lo immaginate un mondo in cui non si possa fare un acquisto dal nostro telefonino? O in cui se vi viene fame, ma è domenica e non avete voglia di uscire, non possiate ordinare un pasto da una delle tante piattaforme di food delivery? O, anche più semplicemente, immaginatevi di dover raggiungere un posto che non conoscete e vi troviate senza connessione, niente Google Maps, niente rete per fare una telefonata… Cosa fareste?

Cosa faremmo, oggi, senza la tecnologia mobile? E come è potuto accadere tutto così velocemente? Sembra un’eternità che facciamo uso del mobile, ma non è così: sono fenomeni esponenziali, che accorciano i tempi impiegati per percorrere una stessa distanza. Ci sono voluti secoli per inventare la prima linea telefonica, rimasta pressoché uguale per circa un secolo, in 40 anni poi è successo di tutto: il primo telefono cellulare, il primo smartphone, le videochiamate, le app, l’intelligenza artificiale. Cinque i punti cardine di questo cambiamento, raccolti su Ipg Warehouse, la piattaforma che analizza ricerche ed approfondimenti legati a temi sociali e di attualità.

 

Più velocità, più opportunità

Nel giro di pochi anni sono comparse e diventate comuni cose che non avremmo saputo immaginare. Nel 2010 l’unico modo per fare una telefonata video era via Skype, oggi possiamo farlo da ogni app di messaggistica che usiamo normalmente per comunicare con amici e colleghi. Le app oggi ci conoscono più di quanto ci conosciamo noi stessi. Pensate a Spotify che vi suggerisce la musica che vi potrebbe piacere (e ha quasi sempre ragione). O ad Uber che è probabilmente in grado di stimare e ottimizzare gli spostamenti delle persone meglio del trasporto pubblico grazie proprio all’utilizzo dei dati.

O a Facebook, che sa molte più cose di noi stessi di quante noi stessi ne sappiamo (ci ricordiamo tutti i like che abbiamo messo a tutti i nostri amici)? Ci stiamo insomma spostando verso un’economia basata sui dati e sulla capacità di attivarli per offrire servizi, prodotti e comunicazione sempre più mirata alle esigenze del singolo individuo grazie ad applicazioni e piattaforme che diventano ecosistemi aperti che interagiscono tra di loro. Con la nuova tecnologia 5G che ne diventa il propulsore, permettendo la trasmissione dei dati e delle informazioni a velocità siderali.

 

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AZIENDE

Beintoo annuncia la partnership per la distribuzione in esclusiva dei dati di Kochava Collective nel mercato italiano

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Kochava - Beintoo

Beintoo, la Mobile Data Company leader in Italia nell’offerta di campagne di Marketing Geocomportamentale, ha stipulato un accordo con la multinazionale Kochava grazie al quale potrà distribuire in esclusiva i dati di Kochava Collective nel mercato italiano.

Kochava è la società leader nell’ambito dei sistemi di Mobile Attribution e Marketing Analytics, e offre dati e tool di targeting attraverso Kochava Collective, la piattaforma che contiene oltre 2 miliardi di device mobile in tutto il mondo, unendo il set di dati provenienti da Free App Analytics e dati di terze parti. Tali dati includono informazioni come il numero di sessioni giornaliere per app, eventi di iscrizioni/acquisti e dati di geolocalizzazione.

In qualità di partner strategico, Beintoo avrà l’esclusiva per il mercato italiano nell’utilizzo dei dati di Kochava Collective che include più di 30 milioni di dispositivi in Italia, grazie al SDK proprietaria di Kochava Free App Analytics.

I dati anonimi generati da Kochava Collective possono essere utilizzati per intercettare i reali interessi delle audience mobile, basandosi sull’analisi dei loro comportamenti sia online sia offline. Beintoo utilizzerà i dati e la tecnologia di Kochava Collective per estendere i segmenti della propria DMP mobile BeAudience al fine di ottenere ulteriori insight qualitativi e incrementare la copertura da un punto di vista quantitativo. Grazie all’integrazione nelle proprie audience comportamentali dei dati forniti da Kochava, Beintoo raggiunge ora oltre il 30% dei device sul territorio italiano e potrà fornire in esclusiva ai suoi clienti italiani, una nuova base dati e creare target iperprofilati, grazie anche all’elenco delle applicazioni installate e utilizzate su cui pianificare campagne data driven.

“Grazie a questa partnership” – spiega Andrea Campana CEO di Beintoo – “saremo in grado di duplicare la quantità di device disponibili nella nostra DMP, raggiungendo circa 15 milioni di utenti unici su base mensile. I nostri clienti potranno deliverare campagne pubblicitarie nazionali, locali e iper-locali su un enorme set di utenti mobile caratterizzati da comportamenti e interessi specifici. Kochava ci fornirà inoltre il loro algoritmo per estendere i nostri segmenti di BeAudience e incrementare la portata delle nostre campagne Mobile”.

La partnership è stata avviata a inizio 2018 e Beintoo sta già deliverando le prime campagne con alcuni clienti dei settori automotive e fashion.

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NUMBER

comScore: in Italia 2 minuti su 3 in rete da mobile. Cresce l’entertainment, dominano le app

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ComScore

Secondo l’analisi ComScore sull’utilizzo di internet in Italia, a dicembre 2017 sono stati 38,6 milioni gli italiani che hanno effettuato l’accesso a internet, in crescita del 3% rispetto al mese di dicembre 2016 grazie soprattutto agli accessi da device mobili (31 milioni di visitatori Unici), che superano coloro che accedono tramite desktop (27 milioni).

Il 51% – pari a 19,7 milioni – ha effettuato l’accesso a internet sia tramite desktop sia tramite mobile, facendo registrare alla componente multi-piattaforma un crescita del 10% rispetto a dicembre 2016.

In forte calo coloro che accedono solamente attraverso il Desktop (-27%), mentre sempre più numerose sono le persone che accedono a internet esclusivamente attraverso device mobili (11,4 milioni di utenti, con una crescita del 25% rispetto allo scorso anno) che rappresentano il 30% della total digital population (numero che sale al 37% nella fascia d’età 18-24 anni).

Sono 8 le properties che vantano una reach superiore al 50%; Gruppo Mondadori è il primo gruppo editoriale italiano con 26 milioni di utenti unici mensili (+10%) mentre Mediaset, tra le top 8, fa registrare la maggiore crescita (+22%) in termini di Total Digital Population rispetto a dicembre 2016 (trainata + 34% dagli accessi mobile). Il Gruppo Editoriale Espresso e Oath sono tra le top properties quelle con la componente Mobile Only più alta (15,6 milioni di utenti Mobile Only Gruppo Editoriale Espresso e 15,3 milioni di utenti Mobile Only la property Oath)

I segmenti di età più giovani, tendono a ridurre fortemente l’uso del desktop. Infatti per i segmenti di età 18-24 e 25-34 le quote di utenti che accedono solamente da mobile sono rispettivamente 37% e 34%. La quota di utenti mobile only per il segmento 55+ è invece pari al 29%.

Dall’analisi del totale del tempo speso per tipologia di contenuto emerge che le categorie Messaggistica/Servizi (31%), Social Media (27%) ed Entertainment (ovvero servizi di video e musica online, 18%) rappresentano ormai il 76% del totale. Le categorie Retail, Search/Navigation e Games raggiungono ognuna il 4%, News/Information e Technology ognuna il 2% mentre Business/Finance, Lifestyles e Sports sono sotto tale soglia.

La crescita più significativa +24% anno su anno si è registrata sulla categoria Entertainment che assorbe il 33% del tempo trascorso in rete dalla fascia d’età 18-24.  In termini di tempo speso, 2 minuti su 3 (il 74% per la fascia d’età 18-24) sono trascorsi da mobile di cui l’88% tramite App.

Le top 5 Mobile App per tempo speso nel mese di dicembre 2017 (WhatsApp, Facebook, YouTube, Google Search e Instagram), rappresentano complessivamente il 68% della quota di tempo speso sul totale delle top 100 App.

“I dati di fine anno confermano la tendenza a un utilizzo sempre più maturo ed evoluto della rete”, commenta Fabrizio Angelini CEO di Sensemakers – comScore Italia. “La progressiva concentrazione del traffico – soprattutto in app – e la crescita della fruizione di contenuti di intrattenimento, molte forte sulle nuove generazioni e trainata dal consumo di video online, sono i fenomeni che meritano particolare attenzione.

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31,1 milioni di italiani navigano da mobile, il mobile adv a 1 miliardo (+49%): i dati Polimi

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mobile politecnico

Cresce sempre di più il mercato del mobile in Italia, sia nei suoi numeri complessivi (tra audience e utenti) sia nel giro d’affari. Partendo dalla base: gli italiani che ogni mese navigano su Internet da mobile (che sia uno smartphone o un tablet) sono 31,1 milioni. Di questi, il 37% utilizza esclusivamente i dispositivi mobili (una quota maggiore rispetto a chi usa solo il pc). Il tempo medio trascorso a navigare da mobile rappresenta il 64% del totale speso online ed è pari a circa 45 ore al mese. Di queste, l’88% è consumato all’interno di una app. Il mercato relativo all’advertising supera il miliardo di euro, e rappresenta così il 40% del mercato digitale e il 14% del totale mezzi. Tutti questi numeri li ha snocciolati ieri il Politecnico di Milano nel suo appuntamento annuale dedicato all’Osservatorio Mobile B2c Strategy.

 

Gli italiani che accedono mensilmente a Internet da mobile (smartphone e tablet) sono 31,1 milioni: di questi, il 37% utilizza solo dispositivi mobili. Tale percentuale aumenta fino al 61% se si guarda il giorno medio. Sono quindi oltre 11 milioni gli italiani che accedono a Internet esclusivamente da mobile, mentre la restante parte usa anche il desktop. Lo scorso anno, a marzo, si è registrato lo storico superamento del numero di utenti che navigano solo da device mobili rispetto ai Pc-only; tuttavia a concentrare gran parte dell’attività online da smartphone è un numero limitato di Applicazioni, essenzialmente di proprietà di Google e Facebook.

 

Proprio per effetto di questi numeri sulla diffusione e sull’utilizzo dello smartphone il mobile è diventato un canale molto rilevante per le aziende di qualunque settore. Cresce, quindi, l’utilizzo di questo touchpoint da parte delle imprese lungo tutte le fasi del processo di relazione con il consumatore (pubblicità, promozione, vendita, pagamento, servizi di pre e post-vendita). “Il mercato del mobile advertising in Italia continua a crescere (+49%) e nel 2017 supera il miliardo di euro, rappresentando così il 40% del mercato digitale e il 14% del totale mezzi. Si riduce quindi la differenza tra la spesa delle aziende su questo canale e il tempo di navigazione degli utenti (che come l’anno scorso supera il 60%)”, afferma Marta Valsecchi, Direttore dell’Osservatorio Mobile B2c Strategy.

 

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MEDIA

Cinque buoni motivi per adottare il mobile programmatic. L’infografica di TradeLab

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mobile advertising prgrammatic

Il mobile programmatic cresce il suo peso relativo, e i consumatori passano sempre più tempo a navigare in internet da smartphone e tablet. E lo fanno non solo per informarsi ma anche per prendere decisioni di acquisto e relazionarsi con i propri brand preferiti. Come evidenziato nell’ultimo Global Mobile Report di Comscore, nel nostro paese il 62% del tempo speso online è passato su mobile e circa 26% degli italiani accedono sul web esclusivamente da i loro dispositivi mobile. Le aziende sono consapevoli della rivoluzione in atto e del fatto che il mobile sia diventata una leva strategica fondamentale per entrare in contatto con i propri utenti e raccontare il proprio brand e i propri prodotti. Ma come raggiungere i consumatori in modo efficace?

Secondo le previsioni di emarketer entro il 2019 più di 4 dollari su 5 investiti sul digital display (circa 45,72 miliardi di dollari) passeranno attraverso processi automatizzati e circa l’80% della spesa pubblicitaria sul programmatic andrà sui dispositivi mobili.

La motivazione di questa tendenza? Perché il programmatic riveste ormai un ruolo importante per i brand nell’identificazione del proprio target e nell’individuare i bisogni e gli interessi dei consumatori anche attraverso dispositivi mobile. In uno scenario in cui la customer journey dell’utente è diventata sempre più frammentata e multi-device, il programmatic permette di raggiungere gli utenti al momento giusto, al posto giusto e con un messaggio customizzato.

Per spiegare meglio i vantaggi del mobile programmatic advertising, Tradelab ha realizzato un’ infografica (in allegato) che illustra in maniera semplice e chiara i plus di una comunicazione programmatic based.

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