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Valutare il successo delle azioni di influencer marketing: l’approccio strategico di Buzzoole

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Buzzoole

L’influencer marketing è un mercato in continua crescita ed evoluzione. Buzzoole, influencer marketing solution provider in grado di connettere i brand ai content creator attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, ha da sempre creduto nelle potenzialità di questa “nuova” disciplina, affrontando le sfide proposte attraverso l’individuazione e lo sviluppo di metriche corrette per misurare l’impatto delle attività dei content creator.

 

Nell’evoluzione dell’influencer marketing (IM) si è visto come ci fosse la necessità di un approccio strategico alla misurazione dei risultati, che contemplasse gli obiettivi di business e tenesse in considerazione metriche aderenti ai traguardi da raggiungere.

 

Buzzoole ha sviluppato un set di metriche che aiuteranno le aziende a vincere la sfida della misurazione: le nuove media buy metric hanno come valore aggiunto la possibilità di essere comparate con altri indicatori di performance in modo tale da poter confrontare gli investimenti in IM con quelli di altre forme di Adv.

 

Grazie alla collaborazione con Nielsen, società leader in tema di misurazione, Buzzoole è in grado di valutare il successo delle azioni di influencer marketing: oltre a True Reach e Ad Recall, metriche che forniscono un’indicazione precisa circa il numero di persone raggiunte da una campagna o che ricordano i post, è stato inoltre sviluppato uno studio sul Digital Brand Effect.

 

L’approfondimento fornisce un’ampia visione relativa all’effetto di una campagna di IM, evidenziando diversi KPI di “brand uplift” come Top of mind, Awareness, Favorability, Recommendation e Intention to buy. Con i tool di Buzzoole, è inoltre possibile comprendere se la comunicazione ha avuto efficacia verso il pubblico primario che il brand aveva intenzione di raggiungere. Solo un’analisi attenta dei risultati permette di comprendere per quali fasi del funnel di acquisto le attività di IM funzionano meglio e migliorare di conseguenza le performance nel tempo.

 

Misurare l’impatto dell’Influencer Marketing“ è il white paper, scaricabile gratuitamente, realizzato da Buzzoole e dedicato ad addetti ai lavori e neofiti, per approfondire le tematiche legate all’impatto e alla misurazione delle campagne di influencer marketing.

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AZIENDE

Buzzoole e Nielsen misurano l’influencer marketing con True Reach

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buzzoole

Buzzoole lancia in Italia di True Reach, un tool di misurazione basato su un algoritmo appositamente sviluppato per aiutare brand e agenzie a comprendere la reale portata dei risultati delle campagne di Influencer Marketing.

True Reach, nato dalla collaborazione tra Buzzoole e Nielsen, per la prima volta fornisce ai marketer una metrica precisa in grado di definire quanti utenti sono stati effettivamente raggiunti da una specifica campagna di Influencer Marketing.

L’algoritmo alla base di True Reach integra i principali indicatori delle performance dei social media (quali il numero dei follower, la frequenza dei post e il tasso di coinvolgimento) con le informazioni raccolte attraverso sondaggi periodici veicolati ai fan/follower iscritti a differenti social media. Più nel dettaglio, le variabili prese in esame da True Reach includono:

Social following: il numero di follower che un influencer ha su ciascun canale social;
Effective readership: una metrica di visibilità basata sui dati raccolti attraverso i sondaggi eseguiti sul brand che ha attivato la campagna e il numero di follower che affermano di aver visto un messaggio del brand;
Tasso d’interazione dell’influencer: numero di interazioni con ogni singolo post da parte dei follower;
Attività dell’influencer: numero di post caricati mensilmente dall’influencer.

“Una parte delle aziende è frenata verso l’uso dell’influencer marketing come leva di comunicazione perché ha forti dubbi sul ROI. Questo algoritmo identifica una percentuale della fun base, molto più precisa e sicura. Questo è importante perché permette di paragonare la campagna di influencer marketing con altre campagne digitali dando la possibilità di ottimizzare le proprie campagne di brand”, commenta Lorenzo Facchinetti, Analytics Consultant Manager Nielsen Italia

Oltre a restituire il valore dell’audience raggiunta dalla campagna, True Reach offre agli advertiser la possibilità di valutare il ricordo dei messaggi veicolati dagli influencer espresso sottoforma di un Ad Recall Index (ovvero la quota di individui che, sul totale di quelli raggiunti, ricorda il contenuto veicolato), stimato a partire dai sondaggi inviati.

Questo processo consente quindi ai brand di disporre dati di ROI tra cui la copertura reale, l’engagement e il brand consideration. Il risultato è una media buy metric chiaramente riportata nella dashboard del cliente Buzzoole.

“La misurazione dei risultati è stata una delle barriere che finora ha parzialmente ostacolato l’ampia diffusione dell’Influencer Marketing: siamo lieti quindi di poter affermare che Buzzoole, con la collaborazione di Nielsen e prima tra le piattaforme di IM, ha definitivamente abbattuto e superato questo scoglio”, afferma Gianluca Perrelli, Chief Marketing Officer & Country Manager di Buzzoole Italia. “Con True Reach introduciamo una svolta nel mercato del digital marketing dando ai brand uno strumento che consente di mettere a confronto i risultati degli investimenti in Influencer Marketing con altre forme di comunicazione. Da oggi anche le campagne di Influencer Marketing possono diventare una leva consolidata nei piani di marketing delle aziende perché per la prima volta si può contare su strumenti capaci di fornire precisi dati di ROI, esattamente come avviene per ogni altro tipo di campagna di comunicazione e promozione”.

Buzzoole opera in 176 Paesi con oltre 265.000 influencer, classificati in Italia in micro-creator (10.000 follower) e top creator (da 50.000 a 100.000 followers), numeri che cambiano al rialzo in mercati più maturi per l’influencer marketing.

L’internazionalizzazione rimane uno dei pilastri di Buzzoole: “Ci aspettiamo una crescita superiore all’estero – continua Perrelli. Abbiamo archiviato il 2017 con un fatturato di 4 milioni di euro; l’obiettivo 2018 è di chiudere l’anno con un valore raddoppiato, tra i 7,5 e gli 8 milioni di euro di fatturato, che sarà trainato dai mercati avviati, come UK e USA”.

“Quanto agli sviluppi futuri il nostro R&D sta lavorando a soluzioni di predictive marketing e alla creazione di un algoritmo in grado di “smascherare” l’influencer marketing fraudolento, un problema sempre più sentito dalle aziende in ottica di trasparenza e brand safety”, conclude Perrelli.

Il progetto #graziegatto di Sheba

Buzzoole ha presentato i risultati della campagna di IM a supporto dell’iniziativa #graziegatto ideata da Sheba, brand premium di cat food.

Il progetto di comunicazione messo a punto da Buzzoole ha coinvolto un gruppo di top e micro creator in grado di raggiungere circa 720.000 contatti e ha fatto leva su una pianificazione di foto e stories su Instagram e Facebook. Buzzoole e Sheba hanno deciso di misurare i risultati della campagna utilizzando la soluzione di Nielsen Brand Effect.

Sheba ha creato una vera e propria piattaforma di comunicazione digital facendosi portavoce della volontà di chi condivide la vita con un gatto, ringraziandolo per tutto quello che il felino fa ogni giorno per le persone. Da qui la creazione dell’hashtag #graziegatto e il lancio della piattaforma su Facebook e Instagram attraverso un video di testimonianze reali dedicato agli amati felini.

Buzzoole ha supportato l’iniziativa #graziegatto con il roll-out di una campagna di influencer marketing volta ad aumentare awareness ed engagement attraverso la realizzazione di uno storytelling con i creator più affini.

La collaborazione tra Buzzoole e Nielsen ha permesso al brand Sheba di poter accedere a informazioni e insight per valutare il successo della campagna. L’analisi di Brand Effect confronta infatti i KPI di brand mediante interviste somministrate a due gruppi: uno di esposti e uno di non esposti alla campagna di social influencing in modo tale da poter valutare il contributo della comunicazione su awareness, favorability, recommendation e intention to buy.

Per la campagna veicolata a supporto dell’iniziativa #graziegatto di Sheba, è stato possibile rilevare risultati estremamente positivi grazie all’analisi effettuata con Brand Effect di Nielsen:

• Il Top of Mind di Sheba ha raggiunto l’11,4% degli esposti (+6,2 p.p. vs i non esposti), mentre la crescita dell’Awareness Spontanea ha registrato un valore del 16,1% presso i non esposti contro il 19,1% degli esposti
• La Awareness Spontanea di Sheba ha raggiunto l’86,9% nel gruppo degli esposti, registrando un aumento di 3,8 punti rispetto agli utenti non esposti
• La Brand Favorability è stata il KPI che ha ottenuto la crescita maggiore: 72,9% del gruppo dei non esposti rispetto all’89,6% degli esposti
• La Brand Recommendation ha registrato il 73,3% presso i non esposti a favore del’88,5% degli esposti
• L’Intenzione di acquisto ha raggiunto l’88,5% nel gruppo degli esposti con una crescita di 16,2 punti rispetto agli utenti non esposti
• Favorability e intenzione di acquisto sono i parametri che hanno maggiormente contribuito a migliorare il posizionamento del brand Sheba rispetto ai principali competitor
• Il target che ha reagito meglio alla campagna è quello delle donne over 35.

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AZIENDE

Meetrics cresce in Italia con Simone Fortunato e lancia il Report sulla viewability

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Meetrics

Bilancio positivo per i primi mesi italiani di Meetrics, la società tedesca specializzata nella misurazione della qualità e della trasparenza del digital marketing. A febbraio 2017 ha inaugurato la branch italiana affidando a Simone Fortunato (nella foto), il ruolo di Country Manager, che in soli otto mesi ha raddoppiato le revenue nel nostro Paese.

Ottima la risposta del mercato alla focalizzazione di Meetrics anche in Italia: Volkswagen, Nomad Foods, BMW sono solo alcuni dei clienti che hanno scelto la società tedesca per la validazione delle proprie campagne. A brevissimo Simone Fortunato presenterà inoltre il primo Benchmark Report sulla viewability in Italia. Un report già divenuto punto di riferimento per molti mercati europei come Germania, Francia, UK, Austria e Polonia.

Il Country Manager sarà poi tra i protagonisti del prossimo IAB Forum 2017, in programma a Milano dal 29 al 30 novembre, con un workshop dedicato all’Ad Fraud.

Simone Fortunato vanta 10 anni di esperienza nel settore dell’advertising digitale. Prima di entrare a far parte di Meetrics, è stato Country Manager per l’Italia di Digilant, media company specializzata nel programmatic advertising a livello mondiale, Sales & Programmatic Buying Manager in PerformGroup Italia, Industry Manager in Yahoo! Italia con responsabilità della gestione dei Key Client, Sales Account Manager divisione online-service in Tiscali Advertising e Senior Digital Media Planner & Media Buyer presso il centro media Omnicom Media Group.

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comScore lancia in estate la misurazione gratuita della viewability degli annunci digitali

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comscore viewability

comScore ha annunciatole misurazioni gratuite sulla viewability ai propri clienti: comScore Viewability è l’offerta di base lanciata per consentire ai compratori e ai venditori di spazi pubblicitari digitali di misurare i tassi di viewability per le rispettive inventory display, video e mobile. Un iniziativa volta a promuovere la fiducia e la trasparenza nel campo della pubblicità digitale.
La viewability ricopre un’importanza crescente nella verifica delle campagne, al punto che talvolta erode i budget di misurazione a discapito di altre metriche fondamentali. La tendenza è dunque di affidarsi esclusivamente alla viewability per valutare l’efficacia delle iniziative pubblicitarie, sebbene tali metriche non siano affatto utili a determinare l’impatto complessivo delle campagne ma possono semplicemente indicare se queste siano state visualizzate o meno.
Permettendo a compratori e venditori di misurare la viewability a costo zero, comScore Viewability consente ai clienti di rivolgere maggiore attenzione a metriche di performance più approfondite, quali la reach a livello di target geografico e demografico e l’impatto in termini di brand awareness, intenzione di acquisto, visite e vendite del prodotto.
“La viewability è certamente cruciale, ma ha monopolizzato per troppo tempo i dibattiti di settore a spese di altre metriche altrettanto importanti,” ha commentato Dan Hess, Executive VP Products di comScore. “Crediamo sia giunto il momento di trasformare la viewability in uno standard acquisito per la pubblicità digitale e spingere il mercato a concentrarsi su un intero universo di metriche ancora più significative, al fine di ottenere misurazioni cross-platform efficaci”.
comScore Viewability sarà disponibile gratuitamente a partire da questa estate sotto forma di servizio self-service comprensivo di metriche di reporting di base, erogate mediante un’interfaccia utente interamente riprogettata.
Il servizio sfrutta la medesima tecnologia e tag di misurazione adoperati da comScore validated Campaign Essentials™ (vCE®), il che significa che le metriche messe a disposizione da comScore Viewability saranno allineate con i dati rilevati da vCE. vCE è accreditata dal Media Rating Council (MRC) per la viewability relativa alle impression display e video in ambienti desktop e mobile, e comprende sistemi per filtrare il traffico non valido (IVT) di tipo generale e sofisticato. comScore Viewability non è al momento accreditata.

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AGENZIE

Filomena Rosato: “Nuovo logo e orgoglio dell’appartenenza per una Assorel più aperta”

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assorel

 

“Sono passati 100 giorni dall’insediamento del nuovo Consiglio Direttivo, il 15 Novembre, e già si percepisce il cambio di passo che abbiamo voluto imprimere all’Associazione come primo atto di questa nuova fase”, esordisce il Presidente di Assorel Filomena Rosato nell’incontro con la stampa di questa mattina. “Tra le novità: una nuova corporate identity, il rafforzamento della struttura interna, una ricerca di mercato sugli investimenti in Relazioni Pubbliche in Italia, l’Osservatorio Gare, il rinnovamento della proposta formativa di Assorel Academy”.

Disegnato da Andrea Sabia, un creativo free lance toscano, il nuovo marchio di Assorel, nei colori blu e verde, nasce dal segno perfetto del triangolo, matrice dalla quale si possono generare tutte le altre forme, con equilibrio, simmetria, dinamicità. Significati che esprimono oggi i tre universi di Assorel – Comunicazione, Contenuti, Digitale – e la nuova missione di rappresentanza della industry rafforzata dal nuovo pay off di posizionamento: Comunica. Connette. Innova. “Per la definizione della base associativa è stato inoltre scelto il termine “impresa”, al posto di “agenzia” come fattore distintivo di responsabilità, valore e qualità verso il mercato”.

“La rappresentatività di un associazione non si misura solo con i numeri, bensì con i contenuti di valore che offre”, ha aggiunto il Presidente, presentando risultati di una ricerca / Osservatorio realizzata sugli investimenti nelle relazioni pubbliche e commissionata a Nielsen. Dall’indagine su un campione di 300 aziende in target, emerge che l’investimento medio in PR nel 2017 sarà pari a 250 mila euro per le aziende di medie dimensione e fino a 330 mila euro per le grandi aziende. L’investimento in PR è pari a un quarto dell’investimento totale in comunicazione e il mercato vedrà una crescita del +4% rispetto al 2016. Tra i criteri di valutazione delle imprese di comunicazione fondamentale è il parametro legato all’affidabilità. Il 57% delle aziende utilizza inoltre sistemi di misurazione (monitoraggio, ricerche di mercato) mentre il restante 43% non misura. Le aziende si ritengono soddisfatte se le attività di PR generano un +25% su quanto investito.
Sullo stesso fronte, è stata presentata una novità firmata Assorel, importante per tutta la industry italiana, relativa alla “Misurazione dei Risultati delle attività di PR”. Grazie all’accordo di collaborazione con Barbara Bassi, European Chapter Chair di AMEC (International Association for Measurement and Evaluation of Communication) e rappresentante italiana di The Measurement Practice, il network internazionale di professionisti aziendali di più alta specializzazione sul tema, Assorel ha messo a punto un programma di workshop specialistici sulla misurazione, basati sull’esperienza aziendale e non accademica. Scopo di Assorel è quello di fare chiarezza in modo autorevole sul mercato italiano in un’ottica win-win: aiutare le imprese associate e fornire ai comunicatori di impresa la conoscenza e gli ‘attrezzi del mestiere’ per costruire programmi di misurazione efficaci; offrire valore al mercato di riferimento aiutandolo ad utilizzare la misurazione per condurre campagne di comunicazione in modo più efficace ed efficiente.

Assorel ha inoltre avviato l’Osservatorio Gare con una elaborazione analitica di dati che consentirà all’associazione di aprire il dialogo con le autorità di competenza sul tema della qualità e della trasparenza in fatto di gare pubbliche in Italia, ponendosi come promotore di un nuovo corso a beneficio dell’intero mercato anche sul fronte della lotta al dumping.

Nel 2017 si intensifica l’impegno nella Formazione, con il rinnovamento della proposta di Assorel Academy sviluppata d’ora in poi su due canali paralleli: workshop con percorsi di approfondimento su temi d’interesse professionale sviluppati su più moduli (Assorel Academy Lab); training formativi di alto profilo manageriale (Assorel Academy Doc).
Ultimo, ma non meno importante, l’impegno nell’ambito delle relazioni internazionali, dove – grazie a un accordo sottoscritto con Unicom – Assorel rappresenta oggi in ICCO circa 110 tra imprese di comunicazione e creatività e apre un nuovo capitolo sul fronte del management femminile nella industry delle PR. Accogliendo la richiesta di Global Women in Public Relations (GWPR), organizzazione indipendente sui temi del management femminile nelle PR di tutto il mondo riservata alle donne manager e imprenditrici in agenzia e in azienda, Assorel si fa promotrice in Italia dello sviluppo della rappresentanza di GWPR affidandola con una delega autonoma a Carola Salvato (Havas Life), a testimonianza di una visione ampia e della volontà di essere protagonista nelle principali occasioni di confronto internazionale.

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AZIENDE

Facebook, nasce Measurement FYI: annunciate le novità sulle metriche pubblicitarie

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Facebook

Facebook annuncia, attraverso un post sul suo blog, alcune novità relative alle misurazioni delle inserzioni dei suoi clienti e la nascita di Measurement FYI, canale che raccoglie l’eredità di tutte le metriche dedicate alle pubblicità. Ecco gli annunci fatti dal social.

Dalle metriche alle misurazioni
Fino a ora, i post FYI si sono focalizzati principalmente sugli aggiornamenti delle metriche. Ma le metriche – così come quelle rilevate dal contachilometri delle auto, dalla bilancia del bagno o dal cronometro di un atleta – sono solo alcuni degli elementi da inserire all’interno di più complesse equazioni. Misurare la velocità di un atleta ha senso solamente in vista di un obiettivo più grande, ad esempio migliorare il tempo di gara in una maratona. Lo stesso vale per gli inserzionisti: la misurazione è quel processo per cui attraverso l’analisi delle metriche vengono spiegati i risultati che interessano di più agli inserzionisti.

Considerando che gli inserzionisti hanno la necessità di valutare diversi risultati che vanno dalla brand affinity all’incremento delle vendite, il social ha deciso di impegnarsi a fornire adeguati strumenti attraverso i nostri partner per rendere tutto ciò possibile, dando agli inserzionisti la sicurezza di cui hanno bisogno per prendere decisioni importanti, e per questo motivo Facebook sta espandendo questo canale di comunicazione in modo da illustrare i diversi aspetti delle misurazioni. Verrà quindi rinominato Measurement FYI e includerà aggiornamenti su metriche, partnership, prodotti e ricerche.

Più Partnership per il People-Based Measurement
Gli utenti interagiscono con le inserzioni pubblicitarie su più fronti rispetto al passato, e questo comporta per gli inserzionisti due importanti esigenze di misurazione: confronto su canali incrociati e verifica di terze parti. Oggi sta espandendo le collaborazioni relative alla misurazione dei risultati per poter rispondere al meglio a questi bisogni ed essere sempre più trasparenti.

Confronto su canali incrociati
Nel mese di settembre, Facebook hadato il via alle partnership con i fornitori per la misurazione via modelli econometrici, per aiutare gli inserzionisti a comprendere i loro media mix all’interno dei diversi canali. Oggi, il social introduce il portale Media Mix Modeling (MMM) attraverso cui i partner possono raccogliere direttamente informazioni su Facebook, Instagram e Audience Network per conto dei loro clienti. Una maggiore qualità dei dati nei modelli di MMM supporterà insights più accurati nella misurazione e pianificazione cross-channel.
Gli inserzionisti saranno ora in grado di confrontare quali ads – su TV, digital e stampa – contribuiscono ai loro risultati. Già più di 150 marchi hanno iniziato a prendere decisioni di business basandosi su queste informazioni.

Verifica di terze parti
Ci sono diversi aggiornamenti sul programma di verifica di terze parti. In primo luogo, Facebook ha ampliato a 8 nuovi Paesi la partnership con Nielsen con Digital Ad Ratings (DAR), un servizio in grado di misurare la reach e in-target performace sia su desktop che su mobile, raggiungendo un totale di 25 mercati a livello globale.
Il social ha anche fatto progressi significativi nell’estendere la misurazione della viewability nelle applicazioni e servizi di Facebook. Tutto è iniziato con i video su Facebook, poi con i video su Instagram e oggi si è arrivati agli in-stream video di Audience Network con due nuovi partner: comScore e Integral Ad Science.
Inoltre, il social continua a lavorare sulle integrazioni che abbiamo annunciato a novembre. Con comScore, Integral Ad Science e Moat abbiamo completato l’integrazione della display viewability su Facebook. Questi partner forniranno metriche sulle visualizzazioni sia quando un’inserzione in formato display appare sulla schermata Facebook sia quando l’inserzione appare sullo schermo nella sua versione integrale.
“IAS è entusiasta di essere il primo partner di Facebook in grado di misurare la viewability e gli annunci-frode per le inserzioni su display, su desktop e mobile. Brand e agenzie continuano a chiedere maggiore trasparenza, e questo è un enorme passo avanti che va nella giusta direzione”, afferma Scott Knoll, CEO di Integral Ad Science.

Infine, Facebook sta aggiungendo un nuovo partner per la verifica della viewability, DoubleVerify. Si inizierà l’integrazione con DoubleVerify il prossimo anno e, una volta completata, questa sarà in grado di supportare sia i video che display. Con l’aggiunta di DoubleVerify, ora Facebook ha 24 partner globali a disposizioni degli inserzionisti, in modo da offrire loro una più ampia scelta e flessibilità per la misurazione attraverso terze parti indipendenti.

 

Fonte immagine: post di Facebook

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AZIENDE

Hic Mobile, insieme al mobile advertising nuova soluzione per la misurazione del footfall

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Hic Mobile annuncia la possibilità di integrare nelle sue campagne di mobile advertising la misurazione del footfall generato nei punti vendita

Hic Mobile annuncia la possibilità di integrare nelle sue campagne di mobile advertising la misurazione del footfall generato nei punti vendita. La redemption di una campagna mobile per la promozione commerciale viene, infatti, da oggi quantificata grazie all’impiego di tecnologie evolute che consentono di tracciare la percentuale degli utenti che, una volta visualizzato un banner pubblicitario del brand, siano entrati all’interno del punto vendita per il tempo necessario a completare il processo d’acquisto. Il tutto con report a cadenza settimanale.

Un’ulteriore plus di questo tipo di campagna per la movimentazione dei punti vendita è la possibilità di testare in via preliminare l’efficacia di due creatività con test A/B per poi selezionare e lanciare ad ampio raggio quella più performante in termini di attrazione. Da un recente studio condotto da Hic Mobile, è emerso quanto l’esposizione ad una campagna di mobile advertising influenzi il comportamento d’acquisto degli utenti. Nei tempi di sviluppo di una campagna è stata infatti analizzata l’affluenza dei visitatori presso il negozio di un dato cliente registrando l’uplift, ovvero l’aumento effettivo della pedonalità all’interno dei punti vendita indicati, generato dalla campagna stessa.

Non solo. Oltre a misurare l’efficacia della performance promozionale della campagna, i test hanno consentito un’interessante analisi di benchmark su competitor di zona, monitorandone la footfall e dimostrando la parallela diminuzione del traffico sui loro punti vendita. “La nostra specializzazione nelle tecniche più evolute di geolocalizzazione si arricchisce oggi di un ulteriore elemento distintivo, ovvero l’analisi del footfall generato. Si tratta di un notevole passo avanti nella misurazione della performance delle campagne digitali su smartphone, che mai prima d’ora si sono spinte fino a dimostrare e quantificare l’efficacia dell’impatto sulle vendite negli store fisici”, commenta Max Willinger, Co-Founder del brand.

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MOBILE

Nielsen Digital Ad Ratings Mobile: sbarca anche in Italia la misurazione mobile per l’efficacia delle campagne digital

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Nielsen

A partire da ottobre, cinque nuovi Paesi si sono aggiunti alla copertura globale della misurazione mobile di Nielsen Digital Ad Ratings, lo standard indipendente di mercato per la valutazione delle campagne digitali (desk e mobile) lanciato in Italia a maggio 2013 con il nome di Online Campaign Ratings.

Oltre a Stati Uniti e in Canada, ora anche Australia, Francia, Germania, Italia e Regno Unito hanno a disposizione una misurazione delle campagne mobile di impareggiabile precisione e qualità informativa. In Brasile il lancio di Nielsen Digital Ad Ratings Mobile è previsto entro la fine dell’anno. Già oggi, agenzie, piattaforme pubblicitarie, organizzazioni industriali di caratura globale, tra cui Videology, Unilever, TubeMogul, ROIx, Mobile Marketing Association, Microsoft, Melt DSP, GroupM, Amplifi e AdAudience, ottimizzano le campagne con una visione “total digital” dell’audience che comprende PC, smartphone e tablet.

“In uno scenario dove la frammentazione dei mezzi rappresenta un trend in grande crescita, l’utilizzo di strumenti di misurazione cross‐piattaforma è un’esigenza imprescindibile”, dichiara Luca Bordin, General Manager Media Sales&Solutions di Nielsen. “Nielsen estende oggi al mobile la misurazione Digital Ad Ratings che si è già affermata sul mercato per la sua comparabilità con il mezzo TV. L’inclusione del mobile nel sistema di misurazione Nielsen rappresenta un nuovo importantissimo tassello per progredire nell’utilizzo dei mezzi in modo complementare e ottimizzare la pianificazione dei propri obiettivi di comunicazione”.

In un momento storico in cui in tutto il mondo continua la crescita esplosiva dell’utilizzo di smartphone e tablet, Digital Ad Ratings offre chiarezza ai clienti che vogliono ottimizzare le proprie campagne mobile. Basti pensare, ad esempio, che l’analisi delle campagne mobile misurate negli Stati Uniti da luglio 2014 a marzo 2015 ha rivelato che mediamente il 49% delle impression ha raggiunto il target desiderato. In modo analogo, in Canada la percentuale on‐target delle pubblicità mobile di maggio è stata quasi la stessa di quelle su PC: rispettivamente 44% e 47%.

“Il paradosso del mobile è ben noto agli attori del mercato pubblicitario”, ha dichiarato Guido Mazzoccola, Audience Business Director, Digital di Nielsen. “Da un lato, ben il 70% del tempo online degli italiani maggiorenni è speso su tablet e smartphone (fonte Audiweb giugno 2015), dall’altro gli investimenti previsti nel 2015 su mobile restano meno di un quarto del totale digital, sulla base delle stime della Digital Survey di Nielsen. Questo contesto ha tra le sue cause la mancanza di un adeguato sistema di misurazione di reach, frequency e GRP post campaign. La rilevazione mobile di Digital Ad Ratings, granulare, tempestiva e indipendente, aiuta gli inserzionisti a cogliere le opportunità di comunicare i brand su device così personali e allo stesso tempo va incontro agli editori che vogliono valorizzare al meglio questa fonte di ricavi che ha potenzialità ancora inespresse”.

Lo sbarco in Italia della misurazione mobile per l’efficacia delle campagne digital si va ad aggiungere ad altre nuove soluzioni media recentemente annunciate da Nielsen nel nostro Paese, che si stanno perfettamente inserendo in uno scenario in continua evoluzione, come dimostrano le manifestazioni di interesse espresse da alcuni dei principali player del mercato. Con l’aggiunta a livello internazionale del mobile per Digital Ad Ratings, Nielsen offre al mercato la misurazione di tutte le pubblicità, sia video che display, per le piattafome iOS e Android. Nel corso del 2016 Nielsen presenterà nuovi sviluppi dedicati alla misurazione mobile.

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Facebook presenta Conversion Lift, per misurare i risultati di business dei Facebook Ads

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Per affiancare efficacemente gli investitori nella loro necessità di misurazione dei risultati di business generati dalle loro campagna Ads, Facebook rinnova e potenzia il suo strumento Conversion Lift, nell’ottica di identificare con maggiore accuratezza il business incrementale derivato da tali investimenti.
Conversion Lift, infatti, misura con precisione l’impatto della campagna di Facebook Ads attraverso la generazione, al momento dell’avvio della stessa, di un gruppo di test (che vede gli annunci) e di un parallelo gruppo controllo randomizzato tra coloro che non riceveranno gli annunci. Facebook può così verificare i risultati di business incrementali comparando i conversion data del gruppo di test (provenienti da fonti quali Facebook Custom Audiences pixel, conversion pixel or secure point-of-sale) e quelli del gruppo di controllo. Il risultato di tale analisi è ovviamente reso disponibile agli investitori e ai marketer.
Conversion Lift è una soluzione che può interessare non solo gli investitori su FB, ma anche i digital marketer in generale, poiché risponde a numero sfide che si presentano spesso a questi ultimi, come l’eccessivo rilievo attribuito al numero dei click, la rapida transizione al mobile o la insufficiente validazione di alcuni sistemi di analisi. Conversion Lift, al contrario, si basa sugli stessi collaudati principi utilizzati ad esempio nell’industria del direct mailing.

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