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MailUp lancia il nuovo ebook “Misurare per migliorare: le metriche dell’eMail Marketing”

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misurare per migliorare

MailUp lancia Misurare per migliorare: le metriche dell’Email Marketing, l’ebook dedicato alle attività di misurazione delle campagne email: una guida per imparare a individuare i KPI (Key Performance Indicators) più adatti per ciascuna attività, monitorarli con costanza e analizzarli puntualmente.

Con l’obiettivo di colmare una lacuna del mercato – solo il 32% dei marketer dichiara di avere in atto strategie data-first (dati B2B Marketing and Marketscan) -, l’ebook Misurare per migliorare si pone come percorso di apprendimento che consenta ai brand di maturare e adottare una prospettiva data-driven.

L’ebook si inoltra nel funnel dei KPI positivi, che esprimono un gesto, un’azione positiva del destinatario nei confronti del messaggio: tasso di apertura (open rate), tasso di clic (click through rate e click through open rate), tasso di conversione (conversion rate) e ritorno sull’investimento (ROI), ciascuno accompagnato da definizioni, formule e azioni utili a migliorare i relativi elementi chiave dell’email.

In chiusura, l’ebook analizza il comparto delle metriche negative – tasso di rimbalzo (bounce rate) e tasso di disiscrizione (unsubscribe rate), utili a comprendere e misurare reazioni di rifiuto o inconcludenza dell’utente.

L’ebook Misurare per migliorare: le metriche dell’eMail Marketing è gratuito; per scaricarlo è sufficiente compilare il form all’indirizzo indicato.

Stefano Branduardi​, Marketing Director di MailUp, commenta: “A Peter Drucker è attribuita una delle più celebri massime del Digital Marketing: non si può migliorare ciò che non si può misurare. Si tratta di una prospettiva, chiamata data-driven, che le aziende stanno sempre più assimilando e adottando sia nella generazione della strategia sia nella successiva misurazione. Due fasi tra cui, in realtà, non esiste discontinuità: dalla misurazione della campagna lanciata nasce la nuova strategia, poi misurata per calibrare la successiva, e così via, in una catena continua e coerente. Con questo ebook abbiamo voluto mettere sotto la lente il secondo versante, quello della misurazione, per guidarti alla comprensione dei fondamentali KPI dell’eMail Marketing, accompagnando ciascuno con consigli per migliorare gli elementi chiave da cui passa l’incremento delle performance “.

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Mec, Comscore e Millward Brown: come misurare il valore dell’advertising digitale

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advertising digitale

Questa mattina, a Milano, MEC, comScore e Millward Brown hanno presentato un progetto congiunto per misurare il valore di campagne di advertising digitale: il VDA, che definisce il ROI delle diverse campagne digitali in modo oggettivo e funzionale al raggiungimento degli obiettivi di business degli investitori.

Il progetto VDA offre un approccio olistico che permette alle imprese di conoscere l’impatto e l’efficacia finanziaria delle diverse campagne di advertising digitale integrando l’analisi combinata delle metriche in ambito “delivery” e “efficacia e ROI”, i due criteri fino ad ora più utilizzati per misurare i risultati delle azioni di advertising digitali. L’integrazione di questi due ambiti permetterà così di dare una valutazione ampia ed esaustiva dell’efficacia dell’advertising, mettendola in relazione al target a cui si rivolge e vuole coinvolgere.

La soluzione VDA prende in considerazione anche l’impatto degli AdBlocking sulle campagna di advertising digitale, le problematiche date dal “traffico non umano”, delinea gli obiettivi da raggiungere in termini di Viewability e impatto dell’esperienza digitale di brand ed è in grado di valutare le performance in funzione del target designato, il valore dello “GRP umano”, l’impatto sull’attitudine nei confronti del brand e l’influenza in termini di vendite.
Benché l’Italia sia tra i Paesi che vantano il più basso grado di traffico non-umano, la valutazione di questa metrica è fondamentale per garantire la massima efficienza del mercato e la sicurezza delle transazioni.
Egualmente, benché sia leggermente più alta, conta la percentuale di impression out of geo, cioè impression erogate ad IP non italiani. Ciò è soprattutto rilevante per i portali di news ed entertainment laddove molte persone con IP italiano quando sono in viaggio si collegano ugualmente ai siti italiani.

“La forza di questo progetto consiste nel valutare in un’unica soluzione tutti gli aspetti rilevanti che influiscono sull’efficacia di una campagna di advertising digitale: mettere a fattor comune i nostri bagagli diversificati di conoscenze ed esperienze – in ambito media investments, ricerche quali-quantitative sull’efficacia degli investimenti e digital media analytics – ci ha permesso di arrivare ad una proposta ampia ed esaustiva che risolve il nodo cruciale della corretta valorizzazione delle campagne digitali, oggetto di un importante dibattito tra aziende, agenzie e partner di comunicazione” ha commentato Julian Prat, Chief Strategy Officer MEC. “L’impiego di soluzioni che misurano singolarmente le varie dimensioni, infatti, non è più sufficiente in un mercato come quello odierno, che si è evoluto nettamente in un breve periodo ed è in continua trasformazione”.

Il lavoro delle tre società mostra inoltre che il tasso di performance in-target è direttamente proporzionale all’ampiezza dell’audience di riferimento. Comprendere che questi tassi possano variare a seconda del livello di granularità è un aspetto essenziale nel processo di definizione degli obiettivi di una campagna in termini di tassi di performance in-target. Per questa ragione, per campagne che si pongono come obiettivo l’in-target, occorre cambiare il paradigma di acquisto in audience buying. Le campagne in cui è stato utilizzato l’audience buying mostrano dei tassi percentuali di in-target decisamente molto superiori rispetto alle campagne standard. Ciò non consentirà mai di arrivare al 100% di planning in-target perché non è realistico ma lo avvicina di molto

“La misurabilità del digitale è uno dei fattori cruciali per attrarre sempre maggiori investitori e aumentare l’efficienza complessiva del settore” ha aggiunto Fabrizio Angelini, CEO Sensemakers – comScore Italia. “Vediamo una Industry in fermento, pronta al cambiamento e in grado di aprirsi a nuovi standard di valutazione; crediamo quindi che un progetto come quello presentato oggi sia determinante per aiutare tutti gli operatori ad adottare modelli di advertising evoluti e in grado di generare sempre maggior valore sia per le imprese che per i consumatori”

L’analisi aggregata degli studi effettuati attraverso lo strumento Brand Lift Insights di Millward Brown evidenzia infine come le pubblicità digitali possano lavorare su diverse aree, contribuendo in modo efficace alla creazione di un valore di marca duraturo nel tempo. Una corretta valutazione delle performance di una pubblicità digitale presuppone una chiara definizione degli obiettivi e del ruolo all’interno della strategia di marca.

“Il progetto VDA si inserisce perfettamente nella nostra mission di supportare i clienti a massimizzare il valore dei propri brand, ottimizzando le attività di marketing e comunicazione” ha concluso Eugenio Tavolaro, Managing Director Italy di Millward Brown. “Pensiamo che creare valore di marca attraverso la comunicazione significhi generare una maggior predisposizione nei confronti del brand, creando associazioni positive che possano motivarne o confermarne la preferenza rispetto ad altre: tutto questo non è misurabile solo attraverso un ‘click’: sono necessarie anche metriche specifiche come memorability, association, motivation in grado di valutare l’impatto della campagna nel costruire valore di marca”.

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Da Viralize controlli in tempo reale per misurare la viewability

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Per rispondere alla crescente richiesta di dati ed informazioni che riflettano l’effettiva visibilità delle campagne di Video Advertising, Viralize ha integrato nella propria piattaforma una funzionalità innovativa che rende disponibili in tempo reale i dati di viewability dei video distribuiti.
La nuova funzione è fruibile direttamente nella Console, attraverso la quale agenzie e clienti possono consultare e monitorare in tempo reale i dati di campagna. La misurazione della viewability avviene secondo gli standard internazionali stabiliti dallo IAB.
Tuttavia, in termini di integrazioni, le novità non si fermano alla sola misurazione della viewability. Viralize infatti, pur offrendo la possibilità di selezionare i publisher verso i quali veicolare una campagna, introduce anche una funzionalità di verifica che con un solo click permette di ottenere gli screen shot dei siti che ospitano il Video oggetto di campagna.
Queste nuove integrazioni, come tutte le features già presenti, sono disponibili in tempo reale e sono gestibili tramite l’interazione diretta dell’utente con la piattaforma Viralize.

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