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OBE Summit: in Italia il mercato del Branded Entertainment vale 360 milioni di euro

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obe branded entertainment

In un periodo in cui la comunicazione dei brand sta vivendo costanti e profonde rivoluzioni, c’è un settore particolare che si sta affermando come uno dei più promettenti per il futuro. Si è parlato di branded entertainment all’OBE Summit 2018, evento annuale di OBE, quest’anno dal titolo “Brands Meet Entertainment“, che si è tenuto ieri a Milano alla Fondazione Feltrinelli. Quello di ieri è infatti il momento in cui l’Osservatorio fa il punto sul mercato e offre spunti di riflessione e ispirazione agli operatori della filiera; mercato che nel 2017 totalizza 360 milioni di euro per 99mila euro medio di budget per progetto. Nel 2018 è previsto ancora un trend di crescita a doppia cifra, a +16,9% per 421 milioni di euro.

Moderato da Matteo Caccia, il Summit ha visto la partecipazione di alcuni tra i più riconosciuti esperti di branded entertainment a livello internazionale: Mike Wiese, SVP Branded Content – National Geographic Partners, Andrew Canter, CEO – BCMA (Branded Content Marketing Association), Jim Piercy, Creative Director for EMEA & ASIA, The Wall Street Journal – Custom Service.

Questi hanno fotografato il mercato internazionale e i principali trend in evoluzione, insieme ai vertici di OBE e ad alcune delle eccellenze nostrane come Sergio Pappalettera, fondatore di Studio Prodesign e collaboratore per le performance live e i progetti grafici di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti; Luca Josi, SVP Brand Strategy & Media di TIM; Stefania Strasserra, Head of Digital IBU di San Pellegrino; Silvia Bassignani, Head of Communication and Customer Marketing di Conad.

Ancora: Fabrizio Paschina, Head of Adversing & Web di Intesa San Paolo; Carlo Noseda, Managing Partner di M&C Saatchi; Emanuele Landi, Director Media Sales & Partnership di Fox Networks Group; Massimo Crotti, Sales Director Large Account di Italiaonline; Simonetta Consiglio, Direttore Marketing e Comunicazione di Sisal; Mirko Lagonegro, CEO di DigitalMDE; Marco Pontini, Direttore Generale Marketing e Commerciale di RadioItalia; Alessandra Scaglioni, Responsabile Palinsesti Radio24.

“OBE Summit è l’occasione migliore in cui, come Presidente, anche a nome di tutto il Consiglio Direttivo che con me si è insediato poco più di un anno fa, posso operare un primo bilancio delle attività da noi promosse come Associazione”, ha dichiarato in apertura Laura Corbetta, Presidente di OBE e CEO di YAM112003. “Nell’ultimo anno OBE è diventato, grazie anche al supporto e al prestigio dei propri associati, un interlocutore importante e autorevole sul BE”.

“OBE Summit è un’opportunità rara di incontro e networking con tutti i protagonisti del branded entertainment in Italia”, commenta Anna Gavazzi, Direttore Generale OBE. “Approfittando del fatto che sono riuniti e ben rappresentati alcuni dei player italiani più significativi in tema di BE, il Summit è l’occasione migliore per presentare i risultati delle due ultime ricerche promosse dall’Osservatorio”.

 

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Nielsen: mercato pubblicità in calo nei primi otto mesi dell’anno

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nielsen agosto 2017

Il mercato degli investimenti pubblicitari in Italia chiude i primi otto mesi dell’anno in calo dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2016. Se si esclude dalla raccolta web la stima Nielsen sul search e sul social, l’andamento registra una contrazione del 4%. Il singolo mese di agosto si attesta a +0,6% (-3,2% senza search e social).

“Seppur di poco, torna in positivo il mese di agosto 2017, anche se il modesto contributo al mercato, dovuto alla stagionalità, non è sufficiente per riportare il segno + davanti al dato cumulato degli otto mesi”, spiega Alberto Dal Sasso, TAM e AIS Managing Director di Nielsen. “L’autunno dovrebbe confermarsi e consolidarsi in crescita: sarà importante valutarne la portata nel mese di settembre come cartina di tornasole per l’intera stagione”.

Relativamente ai singoli mezzi, la tv chiude gli otto mesi a -3,5%, condizionata da un agosto  negativo (-5,3%), mentre l’andamento della stampa continua a essere in calo: nel singolo mese, i quotidiani e i magazine perdono rispettivamente il 5% e il 6,5%, portando la raccolta nel periodo cumulato gennaio-agosto rispettivamente a -10,5% e -7%. Prosegue invece il buon trend della radio che chiude i primi otto mesi con una crescita del 3,2%, nonostante il -0,3% registrato ad agosto.
Come sempre duplice il dato relativo al B: sulla base delle stime realizzate da Nielsen, la raccolta dell’intero universo advertising chiude in positivo a +6,9%, ma se si escludono il search e il social la cifra è negativa (-1%). Buono l’andamento della GoTV (+12,6%) e del transit (+1,5%) nei primi otto mesi, mentre continua il trend negativo dell’outdoor (-19,1%). Il cinema conferma la sua fase di recupero, attestandosi a -6%. Il direct mail, invece, chiude a -3,5%.

Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano otto in crescita nel periodo cumulato, con un apporto complessivo di circa 45 milioni di euro. Per i primi cinque comparti a livello di quote di mercato, si registrano andamenti differenti: gli investimenti del settore automobilistico si fermano a -0,4%, mentre appare positiva la performance del pharma (+2,8%). Continua invece l’andamento negativo per le telecomunicazioni (-4,7%), gli alimentari (-5,7%) e la distribuzione (-10,1%). Tre settori – elettrodomestici, giochi/articoli scolastici e informatica – crescono a doppia cifra, incrementando gli investimenti rispettivamente del 51,2%, 40,3% e 20,5%, con un apporto complessivo di circa 24 milioni di euro.

“Ci si muove ormai da tre anni tra segnali positivi che derivano dagli indicatori macroeconomici e timori che la ripresa non sia ancora consolidata. Il Fondo Monetario Internazionale ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita al +1,5% per quest’anno: +0,2% rispetto alla previsione di luglio e addirittura + 0,7% rispetto ad aprile”, conclude Dal Sasso. “Se dovessimo seguire questi trend, ci aspetteremmo un autunno in buona salute. Il trend del mercato della comunicazione rimane in fase di recupero nel medio periodo, seppur contenuta. Ci confrontiamo, inoltre, con un 2016 a due velocità, caratterizzato da una crescita di quasi 5 punti nel periodo gennaio – agosto (con Europei di calcio e Olimpiadi) che è scesa nell’autunno a +1,4%. A settembre vedremo quasi sicuramente un segno positivo, la cui portata ci indicherà con maggior precisione la chiusura del 2017”.

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Nielsen: a luglio mercato della pubblicità in calo più delle attese

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mercato

I primi sette mesi del 2017 vedono un mercato degli investimenti pubblicitari in calo dell’1,2%, rispetto al pari periodo dell’anno scorso. Il dato include la stima Nielsen della raccolta sul search e sul social: escludendo questa componente il marcato mostra un segno negativo del 3,9%. Il singolo mese di luglio si attesta a -7,3% (che diventa un -12,3% senza search e social).

“Il mese di luglio ha chiuso in flessione, per i motivi di dipendenza dagli eventi mediatici trainanti che, com’è risaputo, si concentrano nei periodi estivi degli anni pari”, spiega Alberto Dal Sasso, TAM e AIS Managing Director di Nielsen. “Bisogna però aggiungere che il calo del singolo mese è stato più significativo di quanto potessimo aspettarci”.

Relativamente ai singoli mezzi, la tv chiude i sette mesi in calo del 3,4%, condizionata da un luglio particolarmente negativo (-17,6%), mentre l’andamento della stampa continua a essere in flessione: nel singolo mese, i quotidiani e i magazine perdono rispettivamente il 12,3% e l’8,1%, portando la raccolta nel periodo cumulato rispettivamente a -10,9% e -7,1%. Prosegue invece il buon periodo della radio che chiude i primi sette mesi con una crescita del 3,4%, seppur rallentata dalla performance negativa di luglio (-5,1%).
Sulla base delle stime realizzate da Nielsen, la raccolta dell’intero universo del web advertising chiude in positivo a +6,6% (scenendo però a -1,9%, se si escludono il search e il social).
Buono l’andamento della GoTV (+12%) e del transit (+1,2%), mentre continua il trend negativo dell’outdoor (-19,3%). La raccolta positiva nel mese di luglio per cinema e direct mail consente a questi due mezzi di colmare in parte il gap negativo registrato nei mesi scorsi, attestandosi rispettivamente a -8% e -0,7% nel periodo.

Per quanto riguarda i settori merceologici, se ne segnalano otto in crescita, con un apporto complessivo di circa 42 milioni di euro. Per i primi cinque comparti a livello di quote di mercato, si registrano andamenti differenti: dopo quattro mesi con segno positivo, gli investimenti del settore automobilistico si fermano a -0,4%. Positiva invece la performance del pharma (+3,3%). Continua al contrario l’andamento negativo per le telecomunicazioni (-4,9%), gli alimentari (-4,7%) e la distribuzione (-10,9%). Tre settori, infine – elettrodomestici, giochi/articoli scolastici e informatica – crescono a doppia cifra, incrementando gli investimenti rispettivamente del 51,7%, 44,4% e 26%, con un apporto complessivo di circa 24 milioni di euro.

“I recenti dati di crescita della produzione industriale”, conclude Dal Sasso, “confermano il trend di ripresa anche in vista del 2018: la discreta salute della nostra economia sembra confermata dai numeri che arrivano da più istituzioni. Il trend del mercato della comunicazione rimane in fase di recupero, seppur contenuta, nel medio periodo. Sarà importante vedere se settembre e la ripresa della stagione ci confermeranno le previsioni per la fine dell’anno o se sarà necessaria una ricalibrazione. Non dimentichiamo che le elezioni politiche del 2018 influenzeranno il Sistema Paese già a partire dall’autunno, impattando anche sul mercato della pubblicità”.

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I dati Assinform e Confindustria digitale confermano la crescita del mercato digitale italiano

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Crescita mercato digitale

Nel 2016, il mercato digitale italiano (informatica, telecomunicazioni e contenuti) è cresciuto dell’1,8% raggiungendo i 66.100 milioni di euro. Nel primo trimestre dell’anno in corso la crescita ha accelerato, toccando il 2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso e avvalorando le previsioni di crescita per il triennio 2017-2019 (+2,3% a 67.652 milioni di euro nel 2017; + 2,6% a 69.432 milioni di euro nel 2018 e +2,9% a 71.453 milioni di euro del 2019). In uno scenario che conferma una ritrovata vitalità, grazie al ruolo trainante delle componenti più innovative e ad un generale salto di consapevolezza sulle potenzialità del digitale compiuto dal Paese, permangono però criticità cui occorre dare rapida risposta. La prima riguarda il passo della ripresa che, per quanto buono, non basta ancora a colmare il ritardo accumulato e a coinvolgere le tante PMI che animano il nostro tessuto produttivo. La seconda riguarda il gap di specialisti digitali, che rischia di condizionare gli investimenti delle aziende e l’effetto delle politiche di stimolo all’innovazione. Sono queste le principali evidenze del rapporto “Il digitale in Italia 2017”, condotto da Assinform in collaborazione con NetConsulting cube e Nextvalue e presentato alla stampa a Milano e Roma.

“Sino a due anni fa, il nostro paese, per carenza di investimenti in innovazione, correva il rischio di rimanere ai margini dello sviluppo digitale, protagonista dei principali trend dell’economia globale. Oggi possiamo dire che questo scenario si sta sempre più allontanando grazie all’inversione di tendenza degli investimenti in tecnologia che registriamo da due anni a questa parte e che, secondo le nostre stime, continuerà a manifestarsi per almeno i prossimi tre anni” ha affermato il presidente di Assinform Agostino Santoni. “L’impatto dell’innovazione digitale sul business è sempre più rilevante in tutti settori dell’economia italiana. Cloud, Iot, Big data, Mobile Business, Cybersecurity stanno trainando il cambiamento dei modi di produzione, di interazione con clienti e fornitori in filiere sempre più integrate. Stanno cambiando i prodotti e lo scenario competitivo, che vede l’ingresso nei mercati di nuovi operatori e piattaforme digitali che abilitano nuovi servizi”.

Lo studio Assinform non lascia dubbi al riguardo. Il Mercato Digitale Italiano si è rimesso in moto, promettendo tassi di crescita in costante miglioramento almeno sino 2019 sulla spinta dei processi di trasformazione digitale in tutti i principali settori. I tassi di crescita medio annui stimati tra il 2016 e il 2019 sono del 4,4% ogni anno nell’industria (dai 7.044 milioni di euro, +2,4%, del 2016), del 4% nelle banche (dai 6.813 milioni di euro, +3,5%, del 2016), del 4,5% nelle Utility (dai 1.576 milioni di euro, +3,5%, del 2016), del 4,2% nelle Assicurazioni (dai 1.800 milioni di euro, +3,7%, del 2016), del 3,6% nei Trasporti (dai 2.209 milioni di euro, +2,5%, del 2016), del 4,7% nella Distribuzione (dai 3.991 milioni di euro, +3,5%, dei 2016). Tutte dinamiche incoraggianti, che tuttavia trovano meno riscontro nella PA, in cui la spesa in digitale è attesa calare con un tasso di crescita medio annuo di poco meno del 2%, ad eccezione della Sanità, che invece promette un tasso medio annuo di crescita del 3% circa (dai 1.450 milioni di euro, +1,6%, del 2016). Dal punto di vista territoriale aumenta la polarizzazione nel Nord Ovest che contribuisce al 38,3% della spesa digitale complessiva del Paese con una crescita del 2,3% nel 2016.

“Se è una notizia assolutamente positiva per le prospettive di crescita dell’economia italiana che si sia ripreso a investire nel digitale, dobbiamo essere consapevoli che molto resta ancora da fare” ha commentato il presidente di Assinform. “Nel prossimo periodo sarà cruciale consolidare questo trend. Agli sforzi per far sì che la trasformazione digitale coinvolga una platea sempre più ampia di Pmi, oggi ancora troppo ristretta, vanno affiancate iniziative formative a tutti i livelli del sistema d’istruzione e formazione professionale per far fronte alla crescente domanda di competenze digitali e figure professionali specializzate. Questo è un nodo cruciale che va affrontato al più presto e in modo efficace, per evitare che causi ritardi e per creare vere opportunità per i giovani”.

Quello delle competenze digitali, secondo lo Studio Assinform, è un tema di portata strategica. Per il 2016-2018, è stimato un fabbisogno di 85.000 nuovi specialisti, 65.000 dei quali per soggetti di primo impiego, più della metà dei quali laureati e per fabbisogni che possono essere soddisfatti solo in parte. Già ora si manifestano forti criticità per i profili di Data Scientist, Business Analyst, Project Manager, il Security Analyst e altri ancora, necessari per i progetti di Trasformazione Digitale.
Sul fronte della strategia per la Crescita Digitale del Paese si registrano progressi importanti in particolare del sistema PagoPA (15.601 PA aderenti e 11.332 attive) e di quello della Fatturazione Elettronica per la PA, oramai generalizzate e best practice europea. Ma molto resta ancora da fare per accelerare sulla diffusione di SpID (con servizi in crescita, ma a fronte di solo 1,5 milioni di identità digitali rilasciate) e dell’Anagrafe Nazionale della Popolazione. Altro cantiere promettente è il programma Industria 4.0, che incentiva con iper e super ammortamenti le componenti sistemistiche e digitali della nuova automazione industriale, e che già ha cominciato a incidere considerevolmente su un mercato che a fine 2016 ha raggiunto 1.831 milioni di euro (+18,2%). Secondo un’indagine condotta da Assinform presso i fornitori ICT nel primo trimestre del 2017 la domanda di prodotti e soluzioni digitali 4.0 è cresciuta tra il 10% e il 20% e manterrà una dinamica sostenuta per l’intero anno.

“La digitalizzazione , Industria 4.0, non sono solo iniziative tecnologiche” ha detto il presidente di Confindustria Digitale Elio Catania intervenendo alla conferenza stampa. “Stiamo ridisegnando l’economia italiana, la sua competitività, la sua capacità di crescere. Industria 4.0 è un grande progetto-paese, per il quale va dato atto alla collaborazione fra Governo e sistema delle imprese. E’ una grande sfida che ci accompagnerà per molti anni, su cui l’impegno di tutti deve andare ben oltre il 2018. La leggera ripresa degli investimenti nel digitale testimonia che le imprese hanno iniziato a capire l’importanza dell’innovazione e a muoversi. La strada è giusta, ma siamo solo agli inizi. Per chiudere il gap d’innovazione accumulato rispetto agli altri paesi, dobbiamo puntare a un raddoppio degli investimenti entro i prossimi cinque anni. Per questo abbiamo bisogno, oggi più che mai, oltre che all’impegno delle imprese, di un’amministrazione pubblica in grado di essere motore dell’innovazione, non freno. I piani di digitalizzazione della Pa sono sul tappeto da tempo, ma la loro attuazione è troppo, troppo lenta. Il punto chiave su cui bisogna concentrarsi è sulla trasformazione dei processi, cruciale per una spending review efficace e per dare qualità ai servizi verso i cittadini e le imprese. Ci aspettiamo, perciò, che si dia vita a una mobilitazione politica e di leadership per la Pa 4.0, al pari e con la stessa determinazione con cui Governo e sistema confindustriale stanno spingendo l’attuazione di Industria 4.0”.

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MailUp presenta l’Osservatorio Statistico 2017: un anno all’insegna dell’email marketing

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MailUp email marketing

MailUp presenta l’Osservatorio Statistico 2017, lo studio che analizza nel dettaglio il panorama dell’email marketing, grazie a numeri, trend e statistiche utili a comprendere il mercato e migliorare le performance degli invii. Dall’analisi dei volumi di invio lungo tutto il 2016 – 12 miliardi di email riconducibili agli oltre 10.000 clienti MailUp –, si conferma il record di messaggi recapitati correttamente in inbox (99%) registrato nel 2015. Un trend che, se da un lato è frutto del costante lavoro di infrastruttura e deliverability, dall’altro è il risultato della crescente attenzione da parte dei brand alla qualità delle proprie liste.

Contigua all’analisi dei tassi di consegna, è quella delle performance di invio: dall’Osservatorio emerge il sensibile incremento delle aperture totali (+35,7%) – riconducibile all’adozione di buone pratiche di profilazione, segmentazione e automazione degli invii – e quello dei clic totali (+36,9%), favorito dalla crescente attenzione a creare messaggi ottimizzati per mobile.
Dai dati macro si passa a quelli più specifici relativi ai settori di attività: tra i 28 segmenti di mercato presi in considerazione, brillano per performance l’industria e gli enti pubblici per il B2C, agricoltura/alimentare e il comparto assicurazioni/finanza/banche per il B2B.

Ai rilievi di mercato, l’Osservatorio affianca inoltre report specifici che mettono in luce il grado di maturità e adozione delle singole funzionalità di email marketing: emerge così tra le aziende l’assimilazione nelle proprie strategie dei campi dinamici, ma un utilizzo ancora acerbo di A/B test e Marketing Automation. Per scaricare l’Osservatorio Statistico 2017 è sufficiente compilare il form all’indirizzo dedicato. Stefano Branduardi​, Marketing Operations Manager di MailUp, commenta: “Per noi l’Osservatorio Statistico è l’occasione per tastare il polso dell’email marketing, misurarne a cadenza annuale lo stato di salute e comprendere trend e dinamiche che (invisibili a occhio nudo) caratterizzano la comunicazione di aziende ed enti pubblici. Lontano dall’essere un’analisi autorefererenziale sugli invii dalla piattaforma MailUp, l’Osservatorio costituisce un fondamentale strumento grazie a cui i brand possono confrontare le performance con il proprio settore, comprendere cosa migliorare della strategia e quali funzioni implementare per incrementare tassi di apertura, clic e conversioni”.

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BRAND STRATEGY

KAIHUA – Seeding Your Brand in China: la Cina e i suoi consumatori al convegno YAM112003, The George e Chiomenti

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Convegno Cina

Chi sono i consumatori cinesi, così distanti ma in realtà sempre più vicini a noi? Cosa chiede la Cina ai brand italiani, e quali opportunità offrono ai marchi abbastanza coraggiosi da investire tanto vasto quanto ricco? A tutte queste domande, e anche a qualcuna in più, si è cercato di rispondere oggi, al Palazzo Giurenconsulti di Milano, durante il convegno KAIHUA – Seeding your brand in China, speciale incontro organizzato da YAM112003 e The George, agenzia di comunicazione, e Chiomenti, studio legale internazionale, dedicato alle aziende del mondo food, fashion e design desiderose di andare alla scoperta di quello che forse, oggi, è uno dei mercati più interessanti del mondo.

Dopo i saluti di Laura Corbetta, CEO & Founder YAM112003, Kim Berger, Founder The George e Gilberto Nava, Socio Responsabile TMT Chiomenti, che hanno spiegato la nascita, il significato e l’importanza del convegno, Alberto Rossi, responsabile Marketing e Analista CeSIF (Centro Studi per l’Impresa Fondazione Italia Cina), ha spiegato come la Cina offra oggi tantissime opportunità per il mercato italiano, e lo ha fatto attraverso i numeri (cercando, anche, di sfatare qualche falso mito). Oggi, più che in passato, il mercato richiede una grande conoscenza delle dinamiche settoriali e locali in vista dell’ingresso nel mercato. L’aumento dei costi, la scarsità di risorse umane e il protezionismo porranno una seria sfida alla redditività delle imprese straniere in Cina. In quest’ottica è possibile identificare due dinamiche principali per chi è intenzionato a confrontarsi con il mercato cinese: la costante crescita dei consumi trainata dall’urbanizzazione che apre opportunità di retail sia in settori a basso costo sia in comparti del lusso, a patto però di calibrare bene le modalità di accesso al mercato, di posizionamento e di distribuzione; la crescita del livello tecnologico della produzione industriale cinese, una circostanza che richiederà nel breve periodo competenze e conoscenze e che aprirà importanti nicchie in diversi settori.
In un’economia basata su consumi, servizi e innovazione, come quella cinese, il target di crescita del PIL per il 2017 è il 6,5%. La quota di consumi rispetto al tasso di crescita del PIL è pari al 64,6% contro il 42,2% degli investimenti fissi lordi e il -6,8% delle esportazioni. La quota dei servizi sulla composizione del PIL è pari al 51,6% contro il 50,5% del 2015. Il tasso di urbanizzazione è pari al 57,34%, dal 2011 gli abitanti urbani hanno superato quelli rurali e rappresentano il principale driver di crescita dei consumi. Il 70% dei cinesi vivrà in circa 600 città entro il 2035. In Cina ci sono attualmente 260 città con oltre un milione di abitanti contro le 18 dell’Unione Europea e 10 degli Stati Uniti. Per quanto riguarda gli investimenti in entrata, la Cina è stata nel 2016 il terzo Paese al mondo per destinazione di flussi dopo Stati Uniti e Regno Unito. L’Italia è stata il 19esimo Paese fonte di questi investimenti per 223 milioni di dollari USA.

Siebe Gerbranda, Agency Director The George e Isabel Chen, Strategy Manager The George spiegano come la Cina si stia muovendo velocemente verso un mercato guidato dal cosiddetto “New Mainstream”, ossia la generazione di giovani più selettivi in merito a dove spendere: dalla massa al premium, dai prodotti ai servizi. É la generazione dei Millennial che in Cina conta oltre 200 milioni di persone. La generazione dei figli unici, privilegiati rispetto ai loro genitori, al centro delle attenzioni della famiglia e con una forte spinta alla competitività e al successo. Il 70% dei Millennial cinesi possiede una casa di proprietà, portandosi in testa alla classifica mondiale seguiti da Messico con il 46%, Francia con il 41% e USA con il 35%. La loro emancipazione in termini di status rispetto alle generazioni che li hanno preceduti, li porta a poter gustare anche il lato piacevole della vita e a cercare un modo per sentirsi unici.
L’ampio potere di spesa di questa generazione offre grandi opportunità di esprimersi attraverso la moda, la musica e l’arte dando vita a innumerevoli subculture con abitudini, preferenze e obiettivi differenti che un brand deve conoscere nel dettaglio per poter raggiungere e affascinare i giovani cinesi. Rispetto ai loro pari occidentali, i Millennial cinesi hanno più fiducia nei brand con un 65% che supera decisamente il 29% del Nord America e il 37% dell’Europa. Il 36,9% pensa che i brand pubblicizzati siano più affidabili, il 59,4% dichiara di rimanere fedele al brand per lungo tempo e il 65% pensa che un brand rinomato possa accrescere la loro immagine.
Per ingaggiare i potenti giovani consumatori cinesi, un brand deve offrire un’esperienza integrata e sempre connessa capace di mantenere alta l’attenzione. Il 32% dei Millennial utilizza il mobile per fare la spesa rispetto all’8% degli americani, il 59% sceglie il pagamento digitale rispetto al 26% degli americani, il 33% si fida delle opinioni dei suoi pari più di quanto si fidi di quelle dei brand rispetto al 9% degli americani, il 31% vuole essere intrattenuto sempre e ovunque rispetto al 12% dei giovani americani. I cinesi amano i prodotti oltreoceano, sono considerati di miglior qualità e con un prezzo più basso, anche per questo l’e-commerce sta avendo un boom di successo. La Cina attualmente conta più di 467 milioni di acquirenti online e nel 2020 cresceranno di altri 200 milioni. Più dell’80% di tutte le transazioni e-commerce avvengono attraverso le piattaforme come Weibo e WeChat che vantano rispettivamente 10 milioni di account ufficiali.

 

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Entertainment&Media, il mercato crescerà del 4,2% al 2021: i risultati della ricerca PwC

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Entertainment & Media Outlook PwC

Per prosperare in un mercato sempre più competitivo, affollato e caratterizzato da bassi tassi di crescita, le aziende del settore Entertainment & Media (E&M) dovranno sviluppare efficaci strategie e soluzioni per coinvolgere e monetizzare i loro utenti più fedeli e appassionati: in altre parole, i loro fan. Secondo le previsioni di PwC pubblicate nel rapporto Global Entertainment & Media Outlook 2017-2021, le aziende devono essere in grado di combinare contenuti coinvolgenti con un’ampia e profonda capacità di distribuzione, connettendo questi asset con una user experience altamente interattiva, dove il contenuto risulta facilmente fruibile su un’ampia varietà di piattaforme e device ad un prezzo competitivo. Lo studio, giunto alla 18esima edizione, rappresenta un’analisi complessiva circa l’evoluzione della spesa nel settore, raccogliendo le previsioni al 2021 sull’andamento in 54 paesi dei 17 principali segmenti: libri, business-to-business, cinema, data consumption, e-sports, accesso ad Internet, pubblicità online, video online, periodici, musica, quotidiani, pubblicità out-of-home, radio, TV e home video, pubblicità televisiva, videogames, realtà virtuale.

Le innovazioni della tecnologia orientano le strategie direct-to-consumer
Mentre le aziende del settore competono per sviluppare user experience sempre più coinvolgenti, anche gli investimenti in tecnologia sono al centro delle loro strategie. Oltre a migliorare l’esperienza di fruizione dei propri servizi, le aziende possono sfruttare le nuove tecnologie ed i dati raccolti per creare un circolo virtuoso, in cui l’incremento dell’interazione e dell’interesse del consumatore consenta di raccogliere sempre più dati e informazioni su ciò che gli utenti desiderano. Grazie alla maggiore comprensione delle abitudini e delle esigenze degli utenti, le aziende potranno migliorare la loro offerta, coinvolgendo il loro target di riferimento e creando nuove opportunità per generare ricavi. A tale scopo, si stanno diffondendo modelli di business basati su strategie direct-to-consumer (D2C), abilitate dalla tecnologia e caratterizzate da una maggiore possibilità di scelta e controllo da parte degli utenti: nei prossimi cinque anni, svela l’Entertainment & Media Outlook i segmenti Internet video e music streaming cresceranno ad un CAGR, rispettivamente, dell’11,6% e del 20,7%…

 

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AZIENDE

Mondadori, il food ti fa ricco: gli importanti numeri del gruppo

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Mondadori food

Il food vola alto, e continua a rimanere sulla cresta dell’onda tra i più interessanti segmenti di oggi. Forte di un insieme di brand consolidati il Gruppo Mondadori ha saputo innovare e arricchire nel corso degli anni la proposta del suo sistema cucina, rafforzando la propria leadership di mercato nei magazine e nel digitale. Tra i brand in portafoglio, tre testate storiche che hanno celebrato quest’anno anniversari significativi: Sale&Pepe, da 30 anni mensile raffinato e gourmet; Cucina Moderna, leader di mercato, da 20 anni propone ricette utili e pratiche; e Cucina no problem, da 15 anni alleato in cucina semplice e mai banale. Completano l’offerta Guida cucina, ricettario da usare in famiglia, tutti i giorni, e due nuovi arrivati: il sito Cookaround, porta d’ingresso nel mondo della cucina e tutto ciò che vi gira intorno, e Giallo Zafferano, brand trasversale giovane e “social”, sito di cucina numero uno in Italia, oggi anche in edicola.

Un sistema di brand in continua crescita che affianca, alla carta e al web, anche gli eventi e i corsi guidati da chef professionisti della Scuola di cucina di Sale&Pepe, nata nel cuore di Milano dall’esperienza del mensile di alta gamma. Con il lancio del nuovo magazine Giallo Zafferano – un’operazione che per la prima volta ha declinato un brand già leader sul web in un magazine cartaceo – si rafforza anche la market share del Gruppo Mondadori nel food, che sale dal 54% a circa il 70% in termini diffusionali. Il primo numero di Giallo Zafferano, con una campagna di lancio che ha potuto contare su una fanbase di partenza fortissima sui social network, ha venduto circa 450 mila copie singolarmente e in abbinamento ad alcuni magazine del Gruppo Mondadori. Un’offerta multibrand e multicanale che permette al sistema cucina di raggiungere complessivamente una total audience di quasi 9 milioni di contatti al mese tra lettori e utenti (fonte: Audipress 2016-III e Audiweb, febbraio 2017).
Un successo di pubblico accompagnato anche da un’ottima risposta pubblicitaria, che ha permesso al sistema cucina gestito da Mediamond di registrare nei primi 4 mesi dell’anno del 2017 una crescita del 30% della raccolta rispetto allo stesso periodo del 2016 grazie anche al lancio di Giallo Zafferano.

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BRAND STRATEGY

Pesoforma e Starcom alla conquista del mercato con la nuova strategia media

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Vita Piccinini di Starcom (Pesoforma)

Da sempre alleato insostituibile per controllare il peso in modo sicuro, efficace ed equilibrato, Pesoforma torna a comunicare con Starcom tutte le novità di prodotto del 2017. All’ampia gamma di pasti sostitutivi e snack fuori pasto si aggiungono infatti due importanti novità: il Biscotto con ripieno di cioccolato e nocciola della categoria pasti sostitutivi e la nuovissima linea Pesoforma Nature, 100% vegetale, formulata per restare in forma in modo naturale, grazie a prodotti che contengono fibre, vitamine, minerali e proteine vegetali.

La strategia di comunicazione è stata studiata da Starcom Italia partendo da un’esigenza specifica del brand, quella di conquistare potenziali nuovi consumatori. Tre i target individuati: Dieta, Wellness e Praticità; il primo, da preservare, costituito dagli attuali consumatori, il cui bisogno principale risponde al tema della dieta; il secondo ed il terzo, da conquistare, costituiti da consumatori con uno stile di vita e un’alimentazione più equilibrati e naturali, attenti al proprio benessere, senza rinunciare alla praticità. Per rispondere al primo obiettivo di mantenimento del target esistente (Dieta) e per incrementare l’awareness dei nuovi prodotti, si è scelto di lavorare in copertura e frequenza attraverso una pianificazione video in contemporanea su televisione e web in cui si inizia a pensare a rimettersi in forma prima dell’arrivo dell’estate. La scelta di inserire all’interno della pianificazione anche video pre-roll sul web è stata dettata dalla necessità di incrementare la copertura sulla parte più giovane del target (25-34 anni), sicuramente meno televisiva.

Per attrarre e acquisire i potenziali nuovi consumatori (Benessere e Praticità) è stata studiata da Pesoforma e Starcom una content strategy ad hoc per lo sviluppo e la diffusione di contenuti coerenti con gli interessi e i percorsi di ricerca online dei diversi target. Quattro gli obiettivi principali: farsi trovare, suggerire nuove occasioni di consumo dei prodotti, aumentare la rilevanza della Brand, dare il messaggio giusto alle persone giuste nel momento giusto. La content strategy si è tradotta in diverse attività:
– un piano editoriale con post organici e sponsorizzati su Facebook in continuità tutto l’anno con picchi nei momenti di maggior interesse;
– l’attivazione di influencer, blogger e brand lover con l’obiettivo di lavorare sulla Brand reputation, attraverso il passaparola;
– una campagna di native advertising, per amplificare la visibilità dei contenuti realizzati e incrementare la rilevanza e la familiarità del Brand.
Il tutto supportato dal search advertising, in continuità durante l’anno, con maggior pressione nei momenti tattici ed in sinergia con le diverse iniziative. “L’insight sulla tendenza ad un’alimentazione sana, veloce e di qualità, sempre più rilevante e mainstream negli ultimi anni, amplia le opportunità di crescita per il Brand e ha dato la possibilità al team Starcom di proporre una strategia di comunicazione integrata che va a colpire i diversi target attraverso i contenuti e le modalità più efficaci” commenta Vita Piccinini, CEO di Starcom Italia.

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Mercato pubblicitario, Google e Facebook valgono il 20%: la ricerca Zenith

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Google e Facebook, i dati di Zenith

Sono Google e Facebook i veri trionfatori del mercato pubblicitario di oggi: Zenith rende nota la nuova edizione Top 30 Global Media Owners, classifica in cui il gruppo aggiorna la metodologia di rilevazione sulle concessionarie, concentrandosi esclusivamente sulle revenue dell’advertising ed escludendo quelle derivanti dalle altre attività. Google e Facebook nel 2016 hanno rappresentato il 20% del mercato pubblicitario a livello globale, in crescita rispetto all’11% del 2012. Insieme le due aziende hanno rappresentato il 64% della crescita globale del mercato tra il 2012 e il 2016.

Nella Top Thirty di Zenith, Google (parte della holding Alphabet) nel 2016 è stata la concessionaria digital al primo posto, con 79,4 miliardi di dollari di entrate pubblicitarie, seguita da Facebook con  26,9 miliardi di dollari. Mentre al terzo posto con 12,9 miliardi di dollari troviamo Comcast, considerata la concessionaria più grande sui mezzi tradizionali. Come anticipato nella pubblicazione trimestrale di Zenith, Advertising Expenditure Forecasts, la comunicazione pubblicitaria digital supererà quella televisiva diventando il mezzo più importante nel panorama media globale di quest’anno. Lo rileviamo anche nella Top 30 Global Media Owners dove le concessionarie esclusivamente digitali dominano la classifica. Oltre ad Alphabet/Google e Facebook, ne vengono rilevate altre cinque: Baidu, Microsoft, Yahoo, Verizon e Twitter. Nel 2016 queste sette aziende hanno generato complessivamente 132 miliardi di dollari di entrate pubblicitarie: il 73% del totale digital e il 24% del totale mezzi…

 

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Vola l’IoT in Italia, nel 2016 +40% per 2,8 miliardi di euro: i dati del Politecnico di Milano

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IoT Politecnico

L’Internet of Things si conferma al centro nello sviluppo digitale in Italia con un mercato che raggiunge i 2,8 miliardi di euro nel 2016, il 40% in più rispetto all’anno precedente, spinto sia dalle applicazioni consolidate che sfruttano la connettività cellulare (1,7 miliardi di euro, +36%) che da quelle che utilizzano altre tecnologie (1,1 miliardi di euro, +47%). Questi sono solo alcuni dei risultati emersi questa mattina durante il convegno “Internet of Things: oltre gli oggetti, verso i servizi“, in cui l’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano ha esposto gli ultimi risultati delle sue ricerche dedicate all’IoT italiano.

Quella fatta registrare dall’IoT è una crescita di grande rilievo, in linea o superiore a quella di altri Paesi occidentali, anche se in larga parte risultato degli obblighi relativi allo Smart Metering gas, che impongono alle utility di mettere in servizio almeno 11 milioni di contatori intelligenti entro la fine del 2018. Tuttavia, anche “depurando” il valore del mercato IoT dagli effetti della normativa, nel 2016 si evidenzia comunque una crescita di tutto rispetto, superiore al 20%. Oltre ai contatori gas, è la Smart Car a guidare il mercato, con 7,5 milioni di auto connesse circolanti: questi due ambiti da soli rappresentano più della metà del fatturato IoT. E se si aggiungono le applicazioni negli edifici (Smart Building), soprattutto per la sicurezza, si supera il 70% del valore totale. Insieme al mercato cresce il numero degli oggetti: in Italia sono già 14,1 milioni quelli connessi tramite rete cellulare (+37%), senza contare gli oggetti che sfruttano altre tecnologie di comunicazione, come i 36 milioni di contatori elettrici connessi tramite PLC (Power Line Communication), gli 1,3 milioni di contatori gas che comunicano tramite radiofrequenza e i 650mila lampioni per l’Illuminazione intelligente connessi tramite PLC o radiofrequenza. “Nel 2016 abbiamo osservato importanti segni di maturità dell’Internet of Things in Italia: nuove reti di comunicazione ‘Low Power Wide Area’, maggiore offerta di soluzioni, crescita significativa del mercato” dice Angela Tumino, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things…

 

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Usa, Cina e Giappone guidano la crescita del luxury advertising: i dati di Zenith

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Zenith Luxury Forecasts

Nella nuova edizione del “Zenith Luxury Advertising Expenditure Forecasts”, gli investimenti per la spesa pubblicitaria del mercato del lusso per il 2017 sono in aumento: si prevede infatti un +2.9% a chiusura d’anno, dopo una contrazione dello 0,5% nel 2016. Il mercato crescerà ulteriormente nel 2018 con un +3,9%, ripresa guidata dagli inserzionisti di Stati Uniti, Cina e Giappone, che insieme rappresenteranno l’80% della crescita della spesa pubblicitaria del mercato del lusso. La terza edizione dello “Zenith Luxury Advertising Expenditure Forecasts” si concentra in particolar modo sulle sottocategorie del mercato del lusso, automotive, profumi e cosmetica, moda e accessori, orologi e gioielli, prendendo in esame la spesa per la comunicazione in 23 mercati chiave.

Secondo la ricerca di Bain & Company “Luxury Goods Worldwide Study Market”, nel 2016 la spesa generale per i beni di lusso è rimasta stabile. È stato il primo anno senza crescita dal 2009; situazione che viene legata alla paura per gli attentati terroristici verificatisi negli ultimi anni, che ha fatto diminuire la spesa da parte dei turisti, in particolar modo di quelli provenienti dalla Cina. Il mercato del lusso mostra segni di recupero per il 2017 e il 2018, crescita trainata da diversi paesi: l’Europa orientale con un +10% annuo; l’America Latina con un +5% annuo; il Nord America e l’Asia con un +4% annuo…

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AZIENDE

Il Native Advertising di Addoor si espande in Europa e punta sul mercato italiano

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Addoor Native Advertising

Addoor espande il proprio business ed entra anche nel mercato italiano con la sua offerta di servizi in ambito di native advertising. Il player è cresciuto negli anni grazie al suo focus sulle offerte dedicate al native advertising; grazie al forte know-how acquisito nel tempo, l’azienda ha sviluppato una piattaforma tecnologica proprietaria che assicura flessibilità e autonomia operativa ai propri team di consulenti esperti e qualificati che affiancano editori, agenzie e inserzionisti al fine di massimizzare, per tutti, il ritorno economico delle campagne. In Spagna, la società ha guadagnato ben presto significative quote di mercato attivando partnership continuative con oltre 300 editori spagnoli locali e nazionali, sui cui canali web vengono veicolate campagne di native advertising di numerose agenzie e inserzionisti legati ad Addoor da un elevato livello di fidelizzazione.
Già indiscussa protagonista anche nei mercati latino-americani, per Addoor l’ingresso in Italia è il primo passo di una strategia di espansione europea.

Agli editori partner Addoor offre un modello di native advertising di facile implementazione, grazie al quale monetizzare il traffico sui propri siti: il widget Addoor viene integrato con un adattamento personalizzato, in modo che l’aspetto grafico dei contenuti degli annunci, visibili dopo soltanto pochi minuti, sia perfettamente conforme a quello generale del sito. Il servizio Addoor, inoltre, è certificato dai più diffusi AD Blocker e consente pertanto di massimizzare i ritorni. Il tutto, inoltre, senza l’obbligo di firmare contratti che richiedano un impegno esclusivo o vincolante: gli editori possono rimuovere il widget in qualsiasi momento. Per quanto riguarda le agenzie e gli inserzionisti, questi sono costantemente supportati dal team di consulenti Addoor allo scopo di definire i criteri più performanti delle loro campagne di native advertising, sia di tipo branding che CPC e content, e per garantirne l’avvio e la gestione secondo le tempistiche più idonee e sui mezzi più congeniali al raggiungimento di elevati livelli di engagement del target.

“Siamo convinti che il mercato europeo ci offra grandi opportunità e che quello italiano abbia un ruolo cruciale per la nostra crescita” commenta Cesar Nuñez, Ceo & Founder di Addoor. “L’interesse verso il native advertising è grande e abbiamo già ricevuto riscontri positivi a conferma dell’esclusività e dell’efficacia del nostro approccio e della possibilità di affermarci presto come partner di riferimento sia per editori che per agenzie e inserzionisti anche in Italia”. La società di ricerche Enders Analysis ha previsto che entro il 2020, con una crescita del 156% all’anno, il native advertising rappresenterà il 52% del mercato del display advertising europeo. In questo contesto, l’Italia è tra i mercati più dinamici, come risulta da uno studio dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano secondo cui questa tipologia di pubblicità ha segnato una crescita del 76% dal 2015 al 2016, la più alta tra i vari formati di advertising online.

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AGENZIE

Birkenstock, sbarcano in Italia le linee skincare e sleeping system; cura il tutto Attila&Co

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Birkenstock

Birkenstock ha deciso di lanciare anche sul mercato italiano le due linee extension skincare e sleeping system, A curare il lancio, che è partito questo marzo, è l’agenzia Attila&Co., agenzia di comunicazione integrata capitanata da Andreina Longhi e Andrea d’Amico. L’agenzia sosterrà Birkenstock nell’ufficio stampa istituzionale e di prodotto per le due nuove
categorie che debutteranno nelle più importanti fiere di settore, rispettivamente il Cosmoprime a Bologna e il Salone del Mobile a Milano.
Entrambe le line extension del brand rispecchiano la filosofia sposata dal noto marchio tedesco basata sui principi di comfort, funzionalità e naturalezza. La linea di skincare Natural Care è caratterizzata da cosmetici naturali certificati a base di sughero, sfruttando il know how maturato da Birkenstock in oltre 240 anni di lavorazione della quercia da sughero, mentre la
collezione di letti e sleeping systems combina il benessere e la comodità tipici del brand con un linguaggio di design innovativo e funzionale.
Birkenstock è uno dei brand di scarpe più popolari al mondo, sinonimo di qualità e funzionalità. L’azienda, gestita a livello familiare da ben sei generazioni, vanta 3.800 dipendenti ed è annoverata tra i maggiori datori di lavori del settore calzaturiero tedesco. Oltre ai suoi leggendari sandali, venduti in 90 Paesi in tutti i continenti, Birkenstock ha ampliato la propria gamma di prodotti con diversi tipi di scarpe includendo anche calze, borse e articoli ortopedici.

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State of Cross-Device Commerce: le necessità dei retailer multicanale secondo Criteo

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Criteo Cross-Device

Criteo ha pubblicato lo State of Cross-Device Commerce Report, relativo alla seconda metà del 2016. L’analisi mette in evidenza le abitudini di acquisto dei consumatori e indica le previsioni relative al commercio cross-device a livello globale, fornendo anche interessanti informazioni sul nostro paese. Il nuovo report rispecchia la necessità dei retailer di approfondire la comprensione del comportamento dei consumatori cross-device e allineare le strategie di marketing per massimizzare il ROI.
“L’adozione di una strategia di misurazione cross-device è un imperativo fondamentale per tutti i retailer”, ha dichiarato Alberto Torre, Managing Director di Criteo Italia. “I marketer non solo hanno la necessità di adottare una misurazione cross-device al fine di garantire la corretta attribuzione, ma anche di assicurarsi che il loro investimento sia ottimizzato per i canali che forniscono il massimo delle prestazioni. I retailer che sono in grado di offrire ai clienti un’esperienza coerente e personalizzata attraverso più dispositivi sapranno fare la differenza”.

Principali Highlight
Misurazione Cross-Device per investimenti più intelligenti e ritorni più elevati
E’ ormai un dato di fatto che i consumatori continuano a utilizzare più dispositivi lungo il percorso di acquisto, per questo diventa fondamentale per marketer dotarsi di una misurazione accurata e scalabile, per evitare sprechi legati agli annunci. Gli strumenti di analisi tradizionali studiano le attività dispositivo per dispositivo, fornendo una visione limitata e in silos del percorso multi-dispositivo dei clienti. Il passaggio a una vista user-centric che sfrutta strumenti di misurazione cross-device avanzati consente di identificare con precisione i consumatori e fotografare un quadro completo della loro esperienza di shopping. Questo approccio si allinea con i comportamenti di acquisto e l’intenzione di attribuire in modo più accurato le transazioni. I benefici di una corretta misurazione, identificazione e attribuzione cross-device è chiaro e può essere riassunto in questi punti:
-Senza una misurazione crossdevice quasi 1 transazione su 3 può essere attribuita erroneamente.
-I tassi di conversione derivanti da una misurazione cross-device sono fino al 40% più elevati rispetto a una visione per singolo dispositivo.
-I percorsi di acquisto sono fino al 41% più lunghi se tracciati utilizzando una misurazione crossdevice rispetto a quanto i modelli con una visione parziale indicano.
In Italia
-Con una misurazione user-centric e cross-device, i retailer possono monitorare con maggiore precisione la conversione e ottimizzare le spese di marketing; in Italia i tassi di conversione sono 1,6 volte più alti rispetto a quello che emerge attraverso un approccio device-centric.
-In Italia il 46% di tutte le transazioni, dalla prima visita al sito web fino all’acquisto, ha coinvolto due o più dispositivi…

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