AZIENDE

Low (The Big Now) rinnova tutte le piattaforme eCommerce di Miroglio Fashion

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geuppo miroglio fashion

Sono stati progettati e sviluppati in soli 11 mesi dal team di Low, divisione fashion, luxury e beauty di The Big Now guidata da Massimiliano Chiesa, i siti eCommerce dei quattro brand principali di Miroglio Fashion: Oltre, Motivi, Elena Mirò, e Fiorella Rubino.
E proprio la piattaforma eCommerce di Fiorella Rubino, il brand del fast fashion curvy di Miroglio Fashion, società del Gruppo Miroglio guidata dal ceo Hans Hoegstedt, è stata recentemente premiata ai Netcomm Awards 2018 nella categoria “Fashion, Jewelry & Accessori”.
Un importante riconoscimento che premia il forte approccio mobile first, completamente integrato con gli oltre 1000 negozi di Miroglio Fashion sia a livello CRM e Reward sia in chiave Omnichannel (magazzino condiviso tra eCommerce e negozi, click&collect, reso e cambio merce instore, acquisto online da negozio sono alcuni dei servizi ominicanale già attivi).

Partendo dall’analisi dei dati di comportamento, navigazione e acquisto dei clienti dei brand nei precedenti due anni, e puntando su performance, UX e mobilità, le nuove piattaforme eCommerce di Oltre, Motivi, Elena Mirò e Fiorella Rubino sono nate nel 2017 da un prototipo white-label, realizzato dal team di Low, comprensivo di tutti gli elementi di comunicazione e funzionali, studiati nell’ottica di coniugare esigenze di branding, esperienza dell’utente e semplicità di aggiornamento.
Successivamente i designer di Low si sono occupati del creative design, della definizione della user interface e delle digital guidelines personalizzandone ogni aspetto su ciascuno dei brand coinvolti nel progetto.
“In un momento in cui tanto si parla di omnichannel, ecco una serie di progetti che concretizzano quanto spesso rimane solo nelle migliori intenzioni”, commenta Massimiliano Chiesa, Co Founder di The Big Now e responsabile della divisione Low. “Un ringraziamento particolare al team digital di Miroglio Fashion e a Openmind, ancora una volta nostro partner tecnologico in questo importante e complesso progetto digitale”.

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AZIENDE

TheDoubleF celebra il suo primo anno di vita con un video firmato da Low

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thedoublef

L’ecommerce internazionale TheDoubleF, alter ego digitale del retailer multibrand Folli Follie che fa capo alla famiglia mantovana Galli, ha tagliato in questi giorni il traguardo del suo primo anno di vita. Per festeggiare lo speciale anniversario e dare il via a un nuovo anno di attività, il team di Low (The Big Now) ha ideato e realizzato un video che celebra le prime ‘quattro stagioni’ di TheDoubleF sul mercato internazionale.

Protagonisti del video “The Four Super Seasons” quattro giovani modelli emergenti (due ragazze e due ragazzi) che, durante il veloce passare delle stagioni, vivono piccole situazioni surreali con divertita normalità. Come, ad esempio, la straordinaria partecipazione di un gallo – omaggio alla famiglia fondatrice e proprietaria del gruppo da oltre 40 anni – che abbaia simboleggiando il passaggio all’anno del cane (2018) secondo l’oroscopo cinese. Co-prodotto da The Big Angle e Courage, con la regia del talentuoso duo Marco Adamo Graziosi + Maria Host-Ivvesich, il video è impreziosito da un’originale colonna sonora con arrangiamenti di alcune composizioni delle “Quattro Stagioni” di Vivaldi e da un breve cameo di Francesco Galli, a.d. di Follie Follie e TheDoubleF.

“In questo primo anno TheDoubleF, la naturale evoluzione della storia retail di Folli Follie, è diventata un’e-destination dello shopping globale” dichiara Francesco Galli, a.d. di Follie Follie e TheDoubleF. “Insieme ai nostri partner di Low, con il video realizzato in un mondo fashion surreale vogliamo celebrare un anno di successi worldwide. Grazie al digitale possiamo parlare al mondo intero”.
“Con l’avvento di TheDoubleF è iniziata una nuova primavera nel mondo del commerce e sono particolarmente orgoglioso del successo globale di un progetto assolutamente strategico per il gruppo Follie Follie che abbiamo contribuito a far nascere e a far camminare da subito molto velocemente” aggiunge Massimiliano Chiesa, Co-Founder di The Big Now e responsabile della divisione Low.

 

Credits:

Agency: LOW (The Big Now)
Direzione Creativa: Massimiliano Chiesa
Creatives: Giulia Mandalà, Odeya D Bendaud, Martina Facco
Account: Raluca Ilie

Production: The Big Angle + Courage
Executive producers: Flavio Nani, Davide Caselli
Producers: Francesca Castello, Camilla Romeo
Production assistant: Tommaso Dall’Osso

Directed by Marco + Maria
DP: Amilcare Canali
Stylist: Odeya D Bendaud
Set designer: Claudia Bagordo
MUA: Sara Busan

Editing: Andrea Bertolotti
Compositing: Elisetta Fabris
Colorist: Lorenzo Ameri
Music + Sound design: GRZ Sound

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NUMBER

Chi, cosa e come: i trend del settore beauty per il 2018 nei dati LOW, la unit di The Big Now

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beauty the big now

Il 2017 è stato un anno di fondamentale importanza per il settore del beauty, nella quale ha dimostrato le sue vere potenzialità. Tanto che, secondo la “World Cosmetics Market Opportunities and Forecast 2014-2022“, il segmenta toccherà quota 430 miliardi di mercato globale entro il 2022. Una fotografia approfondita del settore, tratta da diverse ricerche (tra cui Pambianco), pensata specialmente per i professionisti del settore della comunicazione beauty, arriva dallo studio “Hello Beauty” realizzato da LOW, la unit di The Big Now.

“Come agenzia, specie in questo ultimo anno, abbiamo avuto modo di confrontarci in maniera diretta con il settore beauty attraverso diversi clienti. Ci è sembrato importante fare un punto dedicato a questa industry per arrivare preparati ai progetti futuri”, afferma Massimiliano Chiesa, Co-Founder e Chief of Creative Innovation di The Big Now. “Documenti come “Hello Beauty” sono per noi strumenti imprescindibili per approcciarsi in maniera coerente ai clienti e ai relativi consumatori. Condividerli anche all’esterno rappresenta per noi un ulteriore e significativo valore aggiunto”.

Arricchito da esempi e case study internazionali di riferimento, il documento redatto nella doppia versione italiana e inglese è suddiviso in 4 macroaree: People (a chi è rivolto il settore e gli insight dai consumi), Landscape (chi guida il cambiamento), On Trend (ingredienti, prodotti e servizi must-have) e What’s Next (previsioni e idee per l’anno futuro). Proponendo in chiusura un ulteriore capitolo-appendice con tutte le fonti utilizzate dall’agenzia per redigere il documento.

La parola dell’anno è, senza dubbio, “millennials“. Le ricerche Mintel a livello globale ci confermano che il focus di prodotti e comunicazione è stato sulla fascia d’età 18-35. I consumatori non si sentono più rappresentati dal numero d’anni, come nemmeno dal gender o dal body-type. Sono loro stessi che vogliono autodeterminarsi, a discapito dei brand che non dovranno più dirgli come sentirsi. Inoltre, il 40% di chi si trucca tra i 25 e i 34 anni si sente frustrato nel non trovare prodotti con l’esatta tonalità della propria pelle. I marchi della cosmesi più classici, quelli dei grandi gruppi come Estée Lauder o L’Oréal fanno però fatica a conquistare le più giovani. La comunicazione sui social media o l’utilizzo di influencer risulta forzato a differenza dei brand più giovani che risultano più abituati e credibili nell’utilizzo di queste metodologie di comunicazione. La soluzione? Acquisire!

Nel 2017 si è notata una prima apertura alla generazione più giovane, i Gen Z. Nati tra il 1995 e il 2010 condividono i nuovi valori millennials come equità e individualità. Questi sembrano pochi ma rappresentano il 26% della popolazione Italiana. Hanno dimenticato il computer e navigano solo dal loro smartphone, il che influisce nel processo di vendita. Secondo fonti Google su ricerche US, due giovani su tre acquistano online. In Italia ipotizziamo dati inferiori, questo non significa però che l’utilizzo dello smartphone non influisca sul processo d’acquisto.

La ricerca (scaricabile a questo link) è stata realizzata dal team interno a LOW composto da analyst e strategist il cui ruolo è di dare struttura alla creatività rendendola così mezzo effettivo per il raggiungimento dei risultati prefissati dalle aziende.

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AGENZIE

A Low la comunicazione sui social del brand di lusso Lorena Antoniazzi

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Lorena Antoniazzi

A seguito di un’assegnazione diretta al suo team di Roma, Low è il nuovo partner strategico-creativo per la comunicazione social di Lorena Antoniazzi brand di abbigliamento da donna, specializzato nella maglieria in cachemire.

Il brand di proprietà della Sterne International Spa, nato a Perugia nel 1993 e presente sul mercato italiano e internazionale con boutique monomarca in Francia, Spagna, Corea del Sud e Russia, ha affidato alla unit di The Big Now specializzata in fashion, luxury e beauty la gestione dei suoi canali social su Facebook e Instagram.

“Siamo consapevoli dell’importanza di investire nella comunicazione digitale e abbiamo scelto Low quale partner d’eccellenza per seguire una strategia digital coerente con i valori e l’immagine del brand. Proprio per la nostra struttura piuttosto snella per noi è fondamentale la collaborazione con un vero e proprio consulente che ci guidi con strategie innovative ed efficaci. Low mette a nostra disposizione il suo eccellente team digital che ci supporta in modo puntuale, e collabora con il team di comunicazione interno”, ha dichiarato Annalisa Surace, Responsabile Comunicazione del marchio Lorena Antoniazzi.

“La nuova collaborazione con Lorena Antoniazzi rappresenta un’importante conferma della crescita e del consolidamento della nostra sede. Il team d’agenzia sta lavorando in piena sinergia al fianco del brand umbro e sono certa che il lavoro porterà grandi soddisfazioni reciproche”, ha commentato Francesca Gaffino, managing partner e responsabile della sede romana di The Big Now e Low.

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AGENZIE

Massimiliano Chiesa (Low – The Big Now): “L’era dell’omnicanalità strategica”

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omnicanalità

Il settore del fashion e della moda è in costante evoluzione. Per capire come cambia l’approccio alla comunicazione per questo comparto abbiamo parlato con Massimiliano Chiesa (nella foto), Responsabile della unit Low specializzata in fashion, luxury e beauty. “Tradizionalmente quello della moda è stato un settore basato principalmente sul brick and mortar. I negozi fisici sono stati per lungo tempo il principale, se non unico, canale distributivo e di comunicazione. All’inizio degli anni 2000 emergono i flagship stores, luoghi pensati per trasmettere lifestyle, un vero e proprio brandscape in cui i clienti possono identificarsi con il mondo del brand. Palcoscenici ideali per ricreare l’esclusivo universo di ogni singolo brand e creare così una connessione immediata con il mondo di riferimento. La crescita del commerce ha poi reso sempre più necessario un dialogo coerente tra retail fisico e online. Sicuramente in termini di assortimento di prodotto ma anche dal punto di vista della coerenza di immagine.
Il tutto è stato ulteriormente amplificato dai social media e la produzione costante di contenuto che richiedono. I brand hanno capito che il formato video, inteso non come mera campagna tv, può essere il link ideale tra i diversi punti di contatto con i potenziali clienti. Non è un caso che negli ultimi sei anni la produzione di fashion video sia cresciuta esponenzialmente. Oggi è inconcepibile per un fashion brand ignorare come il video possa affiancare, quando non sostituire, l’esperienza retail nella costruzione dell’immagine del brand. Possiamo dire che il fashion film sia molto più di una nuova forma di advertising anzi, essendo più orientato al branding che alla vendita, sia a tutti gli effetti un classico esempio di branded content.

In che modo la tendenza all’omnicanalità influisce sulle strategie delle aziende del settore?
Il digitale ha sicuramente reinventato il modo con cui i clienti fruiscono e comprano moda e lo shopping journey è radicalmente cambiato negli ultimi anni. In estrema sintesi l’omnicanalità può essere definita come “esporre ai potenziali clienti il messaggio giusto”, al momento giusto, nel posto giusto. Di conseguenza, oggi la relazione tra online e offline dovrebbe essere simbiotica. Ma spesso flagship digitali e fisici finiscono quasi per competere l’uno con l’altro. Non solo, vengono talvolta trattati diversamente a livello aziendale. Questo certamente non favorisce la percezione di un’unica voce del brand da parte dei potenziali clienti. Ormai la quasi totalità delle aziende ha capito l’importanza di una strategia omnicanale. Il vero problema continua a essere l’infrastruttura tecnologica che, il più delle volte, non permette di applicare sul campo il pensiero strategico. Possiamo parlare fino alla noia di omnicanalità ma con poco costrutto se poi i magazzini non dialogano tra loro, le casse degli store sono isolate rispetto al resto del mondo, le vetrine fisiche non riescono ad allinearsi con l’home page del commerce.

La svolta digitale ha indotto molti settori a modificare le proprie priorità: altrettanto si può dire dei protagonisti della moda e del fashion. Cosa sta cambiando parallelamente alla maggiore presenza in rete e alla crescita dell’eCommerce?
In realtà dovremmo dire come la crescita del commerce sia anche frutto di un ripensamento strategico in ambito retail. Da metà anni ‘90 si è vista da parte dei fashion brand una corsa ininterrotta all’apertura di nuovi store in nuovi mercati.
In particolare, se parliamo di luxury brand, in pochi anni la Cina è passata dall’essere un mercato di nicchia al più grande mercato al mondo nel 2012. Basti pensare che in soli otto mesi nel 2010, 15 dei brand lusso più importanti aprono 80 boutiques mentre, a fine 2015, i 20 maggiori luxury brand contano 1320 store in Cina. Questa crescita si è rivelata insostenibile, ma è innegabile che il digitale sia parte in causa in questi cambiamenti perché è anche grazie al digitale che il cliente è cambiato a ogni latitudine: è evoluta la logica con cui approccia un potenziale acquisto, spesso sa già cosa vuole perché informato da influencers e amici sui social. Di conseguenza non ha più senso pensare esclusivamente in termini di posizione fisica del proprio store ma occorre ragionare sulla base di rilevanza contestuale, di costruzione del consenso, di curation, di community management di alto profilo.

Un altro fenomeno particolarmente significativo è l’aumento dell’uso dei social media; come si presidia questo ambiente?
Ogni brand dovrebbe trovare la propria “ricetta” prendendo in considerazione quello che ha da dire e, soprattutto, a chi vuole dirlo. Perché gli interlocutori, pur frequentando spesso gli stessi ambienti, parlano lingue completamente diverse.
Provo a cavarmela con un esempio. Tutti i brand con cui lavoriamo hanno deciso di interagire con i Millennials. In realtà questo target ne nasconde diversi se pensiamo che include coloro nati tra il 1980 e il 1996: in termini di interessi e fruizione del contenuto c’è una gran differenza tra un trentacinquenne e un ventenne.
Se a questi aggiungiamo la Generazione Y, ovvero i nati tra il 1997 e il 2010, le cose si complicano non poco. E se proviamo a segmentare anche solo per macro mercati come USA e Cina, vediamo come atteggiamenti mentali e pattern di comportamento cambino radicalmente.
Eppure, tutte queste persone condividono lo spazio sulle medesime piattaforme social ed è universalmente riconosciuto come questi due gruppi rappresentino la spinta propulsiva che definirà la cultura del consumo negli anni a venire. Come approcciarli sui social?
Studiando tanto, cercando di anticipare, provando a capire le possibili connessioni con il brand ed evitando sgradite intrusioni nella loro dieta digitale.
In questa logica, mi sento di dire che l’utilizzo dell’influencer va ponderato. I social media sono ambienti ideali in cui cogliere lo zeitgeist. L’utilizzo curatoriale di hashtag, per esempio, può servire a raccogliere micro comunità con interessi molto simili tra loro che sono più facilmente influenzabili dall’interno (tra loro stessi) piuttosto che dall’influencer sovraesposto di turno.

Il mezzo digitale è in grado di veicolare i valori e, in alcuni casi, l’esclusività dei brand?
Basta considerarlo un mezzo e non un fine. Nel senso di non pensare che con il digitale si possa costruire e consolidare tutto. È sicuramente una potente leva di comunicazione che va usata di concerto con tutte le altre. Sempre più spesso ci capitano richieste di riposizionamento del brand attraverso l’uso esclusivo del web. In realtà, nessun mezzo può garantire in solitaria la costruzione o, peggio, la ricostruzione di una marca.
Non in un’epoca in cui le persone cercano nei brand autenticità, coerenza e rilevanza per le proprie vite. Se pensato nel contesto dei mezzi di comunicazione a disposizione, il digitale può essere un mezzo estremamente potente per amplificare le caratteristiche di un brand perché oggi più che un logo da mostrare, le persone cercano un lifestyle cui appartenere e il web è il mezzo perfetto per condividerlo.
Per citare un paio di casi concreti, penso a come Gucci stia riuscendo, anche grazie al web, a ridefinire il concetto di esclusività. O a come Fendi, con il progetto F is for…, stia lavorando alla costruzione di valori condivisi insieme a una futura generazione di clienti del brand.

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Online e negli store di Kiko Milano il film “Halloween in Kikoland”. Firmano Low e Black Mamba

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Kiko Milano

È ispirato all’iconica scena “L’ora del tè” del celebre romanzo “Alice in Wonderland” di Lewis Carroll il nuovo film che Kiko Milano sta promuovendo all’interno dei suoi store e sui propri canali digital e social in occasione della festività di Halloween 2017.

Interamente girato nella suggestiva cornice di Villa Arconati, “Halloween in Kikoland” è stato ideato con l’obiettivo di raccontare in una cornice magica e fantastica, la qualità dei prodotti Kiko Milano.

Alla campagna, che ha previsto anche la realizzazione di 4 video tutorial di make-up per Halloween, hanno lavorato in sinergia il team di Low, la unit di The Big Now guidata da Massimiliano Chiesa, specializzata in fashion, luxury e beauty, e la casa di produzione Black Mamba di Stefano Monticelli.

Credits:
TITOLO: Halloween in Kikoland
CLIENTE: Kiko
REGIA: Mauro Vecchi
FOTOGRAFIA: Luca Costantini
DURATA: 60”
AGENZIA: Low (The Big Now)
Direzione creativa: Massimiliano Chiesa
Art director: Martina Facco
Copywriter: Odeya Dana Bendaud
Head of production: Flavio Nani
Account: Francesca Guidi, Nicoletta Cannata

CASA DI PRODUZIONE: Black Mamba
Executive producer: Stefano Monticelli
Producer: Elena Galimberti
Colonna sonora: Guido Smider
Luogo riprese: Villa Arconati (Castellazzo di Bollate)
Direttore di produzione: Yuri Tartari
Art department: Stella Lombardo
Stylist: Daniela Verdenelli
Compositing: Giacomo Ribaudo
Editor: Alessandro Siano
Colorist: Orash Rahnema

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BRAND STRATEGY

Folli Follie e Low lanciano il nuovo eCommerce TheDoubleF e il magazine online The Rooster

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TheDoubleF

È online TheDoubleF il nuovo eCommerce internazionale di Folli Follie firmato da Low, la unit “premium cut” dell’agenzia The Big Now specializzata in fashion, luxury e beauty, guidata da Massimiliano Chiesa.

Già partner strategico-creativo dello storico luxury multibrand dall’autunno del 2016, il team dell’agenzia ha curato l’intero progetto sin dalle sue prime fasi: dall’ideazione del naming (“TheDoubleF”), alla realizzazione del logo e di tutti i materiali di immagine coordinata e promozionali a supporto.

Evoluzione naturale della storia retail di Folli Follie, insegna che fa capo alla famiglia mantovana Galli e oggi presente nelle principali città italiane, TheDoubleF rappresenta una nuova esperienza di e-shopping di lusso, un “digital living room” dall’estetica essenziale che propone una selezione ricercata di oltre 150 marchi uomo e donna, dai brand di nicchia ai grandi nomi della moda.

“Abbiamo scelto Low come partner strategico, per la nostra rivoluzione digitale, perché condividiamo con loro una visione della moda che superi le convenzioni adoperando in maniera innovativa tutti i nuovi canali della comunicazione. TheDoubleF.com è un buon punto di partenza per far conoscere il nostro brand anche all’estero e per restare al passo con i tempi, ma il nostro obiettivo è a lungo termine vorremmo diventare un riferimento, per veri appassionati e trendsetter”, ha spiegato Francesco Galli, Amministratore Delegato di Folli Follie e di TheDoubleF.

Nasce con questo intento The Rooster, magazine online che attraverso un’evoluzione costante negli anni, ha l’obiettivo di diventare una lettura in chiave moderna e originale dell’idea di moda che contraddistigue Folli Folli, convogliando in un unico contenitore il punto di vista dei buyer e degli addetti ai lavori, spunti creativi provenienti dai talent più rilevanti del settore e anticipazioni delle tendenze di stagione.

“The Rooster riflette la visione creativa, la sensibilità estetica e l’approccio innovativo della famiglia Galli che guida l’azienda da oltre 40 anni. Al suo interno prenderanno vita storie dal taglio internazionale e contemporaneo. La prossima sfida sarà quella di trasformare The Rooster in un progetto editoriale che dal web possa arrivare a essere distribuito all’interno delle boutique Folli Follie”, ha dichiarato Massimiliano Chiesa, Co-Founder e Chief of Creative Innovation di The Big Now.

Credits

Senior Copywriter: Odeya Dana Bendaud
Art Director: Federica Dileo
Fashion Editor: Laura Moschella
Account Supervisor: Francesca Guidi
Account: Raluca Ilie

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AGENZIE

Low (The Big Now) è il nuovo partner strategico-creativo di Philippe Model

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Low - The Big Now

A seguito di una gara, Low, la unit “premium cut” di The Big Now guidata da Massimiliano Chiesa è il nuovo partner di comunicazione di Philippe Model, marchio internazionale icona del made in Italy nel segmento delle sneakers uomo e donna. A supporto della storica apertura del primo monomarca a Milano, l’agenzia firma una campagna di comunicazione che integra adv on e offline, social media e digital PR.

“Born in Paris, Made in Italy” è il nuovo posizionamento di Philippe Model che si contraddistingue per la sua doppia identità, nata dall’unione tra heritage francese e crafting italiano. Un’anima ricca di inventiva capace di concepire sneaker dalla personalità non convenzionale. Ponendosi come interlocutore unico in tutte le fasi del progetto, il team guidato da Massimiliano Chiesa, Co-Founder & Chief of Creative Innovation di The Big Now, ha lavorato al fianco del cliente con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento di Philippe Model e consolidare la brand identity.

“Sono particolarmente contento di questo nuovo progetto firmato Low. Philippe Model è il cliente “tipo” a cui ci rivolgiamo: italiano con forte ambizione internazionale”, commenta Massimiliano Chiesa, Co-Founder e Chief of Creative Innovation di The Big Now. “Negli ultimi mesi abbiamo lavorato a stretto contatto con il cliente per definire insieme la nuova strategia di comunicazione. I primi risultati cominciano a vedersi ma abbiamo in programma una serie di attività che culmineranno in un evento durante la settimana della moda Uomo”.

Acquisita nel 2016 da 21 Investimenti, fondo di private equity italiano guidato da Alessandro Benetton, Philippe Model ha nei giorni scorsi inaugurato a Milano (via Sant’Andrea, 17) il suo primo monomarca italiano affidando all’agenzia l’ideazione e realizzazione di una campagna di comunicazione che ha integrato adv online e offline (stampa, dinamica su tram e digitotem da 72” a Milano), social media (sui canali Facebook e Instagram del brand) e digital PR.

Durante la Design Week milanese sul canale Instagram @philippemodelparis ha preso il via uno speciale progetto digitale sviluppato con il fotografo tedesco Sebastian Erras (che vive e lavora a Parigi), chiamato ad interpretare lo stile autentico e non convenzionale di Philippe Model. Uno straordinario viaggio fotografico in cui le affascinanti cromie dei pavimenti più interessanti di Milano andranno a creare dei veri e propri camouflage con i pattern delle sneaker Philippe Model.

Credits
Art Director: Martina Facco
Copywriter: Odeya Dana Bendaud
Creative Strategist: Giulia Mandalà
Digital PR Strategist: Francesca Ferioli
Social Media Strategist: Manolo Trebaiocchi
Head of Media: Elena Merazzi
Account Manager: Nicoletta Cannata

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AGENZIE

Low, agenzia di The Big Now, vince la gara internazionale di Fendi e ne firma il nuovo sito

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Low vince la gara internazionale per il nuovo sito di Fendi

Low si aggiudica un nuovo prestigioso incarico internazionale: l’agenzia creativa di The Big Now ha vinto infatti la gara per il rilancio del sito di Fendi.
Partendo dall’analisi dei flussi di navigazione e dei contenuti, la direzione comunicazione Fendi, la sua digital division e Low hanno ottimizzato l’intera architettura delle informazioni, focalizzandosi poi sul redesign completo della UI e delle mobile-first user interaction con una particolare attenzione al funnel d’acquisto su ogni device.
Una delle principali novità del nuovo Fendi.com, frutto del lavoro congiunto tra cliente e agenzia, è la content strategy sviluppata secondo le più recenti tendenze, sia in termini di forma sia di brand perception. Testi, video e animazioni sono strutturati in una “logica a layer” che alla prima interazione privilegia l’immediatezza e incuriosisce l’utente, offrendo poi possibilità di approfondimento basate sulle diverse tipologie di percorsi di navigazione.
Attraverso la nuova sezione Fendi 4U, un motore di ricerca completamente rinnovato e un innovativo recommendation engine, la piattaforma si arricchisce infine di potenti strumenti di personalizzazione dell’esperienza utente.
“Migliorare un ottimo prodotto come il sito Fendi che ha ottenuto, solo nell’ultimo anno, diversi riconoscimenti è stata una grande sfida” commenta Massimiliano Chiesa, Co-founder e Chief of Creative Innovation di The Big Now. “Abbiamo però trovato un cliente digitalmente evoluto come pochi e in OpenMind un partner per lo sviluppo di assoluto livello. Il team misto che si è creato ha reso il nostro lavoro più semplice e, al tempo stesso, molto più stimolante. È raro trovare tale sensibilità lato cliente e sarebbe auspicabile avvenisse più spesso. Credo che il prodotto ottenuto dimostri come solo una vera sinergia brand/agenzia possa portare all’eccellenza”.

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BRAND STRATEGY

Low (The Big Now) vince la gara e firma la nuova brand image internazionale di Folli Follie

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Low

Il multibrand Folli Follie, network di boutique attualmente presente sul territorio italiano in cinque città (Mantova, Brescia, Bologna, Riccione e Verona), apre al mercato internazionale affidandosi a Low come partner strategico/creativo per lo sviluppo delle attività di comunicazione 2016-2017.

A seguito di una gara, la unit “premium cut” di The Big Now guidata da Massimiliano Chiesa sta lavorando al fianco del cliente alla definizione dell’intera piattaforma di comunicazione a supporto dell’internazionalizzazione del brand con l’obiettivo di raccontare l’heritage, la storia e i valori del marchio nato a Mantova nel 1970 e oggi protagonista di una nuova storia imprenditoriale.

Nella prima fase del progetto l’agenzia si è occupata della nuova brand identity di Follie Follie: dall’ideazione del naming “TheDoubleF” che accompagnerà l’azienda fuori dai confini nazionali, alla realizzazione del logo e della grafica di tutti i materiali di immagine coordinata a supporto.

“Una bellissima sfida per l’agenzia lavorare al fianco di un grande azienda italiana che dopo due generazioni vive oggi uno dei momenti chiave della sua storia”, commenta Massimiliano Chiesa, Co-founder e Chief of Creative di The Big Now. TheDoubleF nasce come un alter ego online delle rinomate boutique di Folli Follie, con l’obiettivo di rispettarne i valori e al contempo decodificarli secondo un nuovo registro digitale”.

“Thedoublef” diventerà nei prossimi mesi un progetto digitale internazionale. A inizio 2017 sarà infatti online un nuovo sito eCommerce che integrerà dinamiche push-to-buy con una linea editoriale contemporanea in pieno stile Folli Follie.

Il team di Low, oltre all’ideazione e lo sviluppo del sito, curerà anche l’intera strategia di comunicazione a supporto del progetto sui canali social Instagram e Facebook che saranno online in concomitanza con l’eShop TheDoubleF.

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Low (The Big Now) firma la campagna celebrativa di Albini 1876

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Low

È firmata da Low, la unit “premium cut” dell’agenzia creativa The Big Now guidata da Massimiliano Chiesa, la campagna celebrativa dei 140 anni di attività di Albini 1876 – azienda bergamasca leader nella produzione di tessuti in cotone per camiceria – realizzata con l’obiettivo di sottolineare la leadership e i valori del brand attraverso l’eccellenza del prodotto.

In collaborazione con Dadomani, giovane crew di artisti milanesi, l’agenzia ha ideato e creato una vera e propria opera di 2 metri realizzata interamente con il cotone Albini 1876. Lo scatto fotografico è successivamente diventato visual e messaggio della campagna stampa, pianificata su riviste e quotidiani nazionali e internazionali quali Style, GQ e Monocle.

“L’obiettivo della campagna B2C realizzata per Albini 1876 è duplice: raccontare una storia di eccellenza tutta italiana e far conoscere al consumatore finale la passione con cui l’azienda produce tessuti per camiceria di altissima qualità che vengono scelti dai più importanti stilisti della moda”, commenta Massimiliano Chiesa, Co-founder e Chief of Creative Innovation di The Big Now.

Durante la creazione dell’opera è stato anche realizzato un video backstage.

 

 

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La sede romana di The Big Now firma il sito del “cinque stelle” Palazzo Dama

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palazzo dama

La sede romana di The Big Now ha firmato la realizzazione del sito www.palazzodama.com, dell’omonimo hotel cinque stelle lusso recentemente inaugurato a Roma, sul Lungotevere Arnaldo da Brescia a pochi passi da Piazza del Popolo.
In linea con l’eleganza e la raffinatezza della location, il sito offre all’utente una navigazione intuitiva e una visione complessiva dei magnifici ambienti che caratterizzano il maestoso hotel, già residenza della Famiglia Malaspina, uno dei più antichi casati nobiliari d’Europa.
“Il sito Palazzodama.com è un progetto che porta la firma della sede romana di The Big Now – commenta Francesca Gaffino, managing partner e responsabile della sede romana dell’agenzia – ed è il frutto di un ottimo lavoro svolto insieme al team di Low, la nostra unit interna specializzata in fashion e luxury e con la supervisione dell’Agenzia di Comunicazione Karla Otto che ci ha chiamati per lavorare su un hotel premium che aveva bisogno di una particolare cura del dettaglio del progetto di comunicazione. Le foto sono state realizzate dal fotografo Oberto Gili”.
Da marzo 2016, inoltre, Palazzo Dama ospita al piano inferiore il Raspoutine Roma, la prima sede fuori Parigi dello storico club fondato nel 1965 sugli Champs-Elisée.

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Low (The Big Now) realizza il sito internazionale di Pomellato

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Pomellato.com firmato da LOW

È online il nuovo sito internazionale Pomellato.com curato dal team di Low, la unit di The Big Now specializzata in fashion e luxury, già partner digital del celebre brand di alta oreficeria .
Il nuovo sito è un vero Content Hub, che integra la piattaforma e-commerce per Europa, Giappone e Stati Uniti, dove i prodotti diventano argomento e contenuto grazie a un progetto editoriale che va oltre la classica struttura magazine per fornire motivazioni d’acquisto nel punto in cui sono più rilevanti: la scheda prodotto.
“Dall’apertura del canale ufficiale su Instagram a febbraio”, commenta Massimiliano Chiesa, socio fondatore di The Big Now e responsabile della unit Low, “al centro della nostra strategia digital è il prodotto: l’elemento distintivo di un brand di lusso capace da sempre di coniugare innovazione e sapere artigianale”.
Tra le novità del sito Pomellato.com si segnalano la sezione Savoir Faire (che svela i segreti della creazione artigianale dei gioielli, uno degli atout del brand che nella sua sede centrale di Milano ospita più di 100 orafi altamente qualificati) el’area Focus on con gli ultimi trend e i suggerimenti di styling. Non meno importanti i contenuti all’interno delle schede prodotto dell’e-commerce, come style match e video fitting, per far percepire meglio la vestibilità dei gioielli.

Credits
Creative Director: Antonio Zuddas
Head of Tech: Diego Vurro
Art Director: Alessandro Mori, Michela Sansone
Content Editor: Odeya Bendaud, Giulia Porotto
Project Manager: Luisa Cobbe, Francesco Tornaboni
Account: Francesca Guidi

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BRAND STRATEGY

Garage Italia Customs, online il sito firmato da Low, unit premium cut di The Big Now

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Low, la nuova unit premium cut di The Big Now diretta da Massimiliano Chiesa, firma la digital presence di Garage Italia Custom, il progetto automotive di Lapo Elkann che punta sulle lavorazioni sartoriali e sul made in Italy per rendere unico qualsiasi veicolo, sia questo un’auto, una moto, una barca, un aereo o un elicottero

“Low è una realtà che lavora per unire i puntini tra clienti, contenuto e commerce – racconta Massimiliano Chiesa – Ho quindi fortemente voluto lavorare su Garage Customs Italia come primo progetto perché, pur mancando al momento l’elemento di vendita online, ci ha permesso di raccontare storie di clienti attuali che diventano contenuto per il target prospect. Lavorare con Lapo Elkann e il suo team, oltre ad essere fonte quotidiana di ispirazione, è sicuramente garanzia di sviluppare progetti interessanti.”

“Ho chiesto a Massimiliano Chiesa di seguire questo progetto – sottolinea Lapo Elkann – perché volevo che il sito raccontasse le personalità dei nostri clienti tramite lo storytelling e illustrasse come nascono idee e proposte che poi diventano concrete sul progetto finale. Il sito è la nostra vetrina sul mondo ed è importante che spieghi cosa fa il Garage, ma qual è il cuore pulsante del nostro lavoro: un mix tra tailor made, automobile, design, moda e cultura.”

Garage Italia Customs si pone l’obiettivo di rendere unico qualsiasi veicolo con interventi di personalizzazione tailor made, volti alla ricerca, all’equilibrio dei componenti, allo studio dei materiali e alla rielaborazione dei sogni del cliente.

Lanciato a marzo 2015 Garage Italia Customs combina una forte identità italiana con uno spirito internazionale intraprendente, nutrito da uno spiccato stile di forma, ereditato dalla tradizione di un’eccellenza produttiva riconosciuta in tutto il mondo. 
Per la unit Low di The Big Now hanno lavorato al progetto il creative director Antonio Zuddas, la fashion editor Odeya Bendaud, l’head of creative technology Diego Vurro, l’art director Alessandro Mori e l’account manager Francesca Guidi.

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